WitchandAngel : FanFic Simpson
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Capitolo finale: Conclusione Assurda

4: Conclusione Assurda

 Bart si era svegliato di soprassalto, era entrato nella camera della sorella e l’aveva trovata seduta sul letto intenta a mettersi le scarpe.
-Buongiorno Babi…tutto apposto?
-Lisa c’è uno studente di nome Cody che ti vuole sposare?
-Babi stai bene? Non c’è nessuno con quel nome a scuola e nessuno mi ha chiesto in moglie…Babi?
Lui l’abbracciò –sei mia sorella vero? Non sei una sorellastra o altro vero?
-Babi? Sono nata da Mamma e Homer, non sono stata adottata…Babi stai bene?
-Non immagini l’incubo che ho fatto…
-Che hai sognato Babi?
-Ecco…c’era un nuovo tipo a scuola, un vampiro e ti voleva portare via, poi era venuta una signora che era tua madre, tu eri un vampiro, Jenny era innamorata di te, Io…- si fermò prima di dire che anche lui era innamorato di lei- era solo un sogno no?
-Si Babi era solo un sogno. Va a cambiarti che abbiamo scuola oggi.
-Si vado…
-A Babi, oggi se devi baciarmi evita di farlo sul collo, la mamma ha visto il segno e ora pensa che io abbia un fidanzato segreto…credo pensi sia Rod…Babi stai bene? Babi?
Bart cadde a terra- Lisa…
-Babi stavo scherzando! Ehi? Sicuro che vada tutto bene? Forse dovrei chiamare il dottore…
-Sto bene…solo non farmi questi scherzi che mi prende un colpo...
Lisa alzò le spalle- sei strano
Scese le scale e lasciò il fratello maggiore poggiato alla parete della stanza. Maggie gattonò fino a lui.
-Non puoi capire che sogni assurdo ho fatto…Lisa aveva diciassette anni e io la corteggiavo!
Maggie lo guardò per un po’ poi alzo le spalle
-Beata ignoranza…aspetta di raggiungere i miei dieci anni e capirai cosa significa ciò che dico ora…sono innamorato di una ciuccellona…maledetto sogno del cavolo…ora per tutta la giornata penserò a ciò che ho visto…
Scese le scale. Maggie guardò il fratello di dieci anni sparire e si diresse nella sua stanza, prese una matita gialla e scrisse su un foglio, o meglio scarabocchiò, una figura che doveva essere Bart e una che doveva essere Lisa che si tenevano per mano con un cuore sopra di loro, prese il foglio e lo nascose sotto il letto. Infondo a lei piaceva la coppia Bart per Lisa e di sicuro non era la sola a pensare che tra i due c’era un rapporto speciale…
-Oh eccoti Maggie, vieni andiamo al parco, chissà che non ti trovi un fidanzatino…o una fidanzatina…ma non dirlo a Homer…
La bambina si tolse il ciuccio e fece segno di avere la bocca cucita, lei era la persona che sapeva i segreti di tutti e sapeva anche come mantenerli al sicuro. Marge la strinse a se e abbassando la voce disse
-Non dirlo a nessuno chiaro? Io sono una vampira…so che tu sei una killer…non dirlo chiaro…ma penso che Lisa e Bart starebbero bene insieme…per questo creo tante belle situazioni per farli stare insieme…
Maggie lasciò cadere il ciuccio e rimase a bocca aperta
-Che c’è? Sono una madre-casalinga di tre figli! Ho anch’io i miei hobby! Su andiamo al parco ora

E mentre la madre la portava via Maggie stava pensando a come nessuno nella sua famiglia fosse normale…ci mancava solo di scoprire la relazione segreta tra il gatto e il cane e avevano di tutto e di più in quella casa…e anche se odiava ammetterlo forse Homer era quello più normale di tutti, Bart era il demonio fatto bambino, Lisa era una forma di vita super intelligente, lei aveva ucciso più di una persona e nascondeva un fucile sotto il materasso, la madre era una vampira che si divertiva a creare coppie incestuose…si era proprio fuori dal comune la famiglia Simpson…ma infondo era meglio così, almeno non ci si annoiava mai!

Capitolo 3: Addio Lisa?

3: Addio Lisa?

Lisa era distratta, stava seduta sul tetto e guardava il cielo grigio che ormai era su Springfield da mesi, doveva proprio confessare che era identico al suo umore. Voleva andarsene dall’universo…da quanto non provava quella sensazione? Ah già…da quando non aveva visto Bart con un’altra ragazza, Melani, una ragazza di origine Francese…le dava fastidio vederlo con altre…era gelosa…ma era sbagliato, lei era…già cos’era? Non l’aveva ancora chiaro in mente…era difficile dirlo…sapeva di non essere umana…ma non sapeva che genere di non umana era…aveva preso lo zaino…perché no? Un giro non le avrebbe di certo fatto male…se saltava le ultime tre ore non era un problema…ginnastica la odiava! Quindi perché no? Si poteva fare…
Guardò sotto, cinque piani…guardò che non ci fosse in giro nessuno e saltò. No, non era una follia. Atterrò con una grazia assurda. Prese una piccola rincorsa e sparì nel bosco che circondava la scuola. Evitando gli alberi, sentì di essere finalmente libera, senza pressioni…poteva essere se stessa solamente se stessa, non la Lisa Simpson perfetta, non la Lisa figli di un vampiro e di un licantropo, non la Lisa genio, non la Lisa che aveva saltato due anni ed era in classe con il fratello maggiore…nessuna di quelle Lisa, ma la vera Lisa. Il demone che aveva nel cuore, si lo considerava un demone la pressione che sentiva dentro ogni volta che doveva fingersi perfetta, non lo era, no non lo era proprio. Voleva solo liberare la furia che aveva in corpo. Senza rendersene conto aveva smesso di schivare gli alberi, li stava distruggendo, una volta le sarebbe importato, ma in quel momento, in quell’anno, in quel secolo, non gliene poteva fregare di meno! Era nervosa e non si sarebbe nemmeno ferita, era il bello del non essere umana, poteva fare cose incredibili e non si sarebbe ferita, non sarebbe morta…già infondo un morto non può morire…raggiunse il confine della città, il canyon, urlò tutta la sua frustrazione, creando un eco e un suono che fece cadere le foglie degli alberi vicini. Riprese fiato
-Perché devo essere Lisa Simpson?! Perché devo essere figlia di due esseri immondi che mi hanno mollata a quei due che fingono di essere i miei genitori?! Non lo sopporto! Non lo voglio! Non voglio! Voglio solo sparire da questo mondo!
Lisa cadde in ginocchio. Le lacrime cominciarono a cadere. Voleva sparire…non voleva essere al centro di un pentagono…voleva evitare che le cinque persone che la circondavano soffrissero…voleva evitare il dolore a tutto il mondo…era una cosa che aveva sempre cercato di fare, evitare che qualcuno soffrisse a causa del suo comportamento.
-Elizabeth Marie Simpson…
Era raro che la chiamassero con il nome completo, tutti la conoscevano come Lisa, lei stessa aveva l’abitudine di presentarsi con Lisa. Alzò gli occhi verso la voce che l’aveva chiamata. Una donna dal fisico perfetto, la pelle pallida di chi non è un umano, delle scarpe con il tacco nere, delle gambe sottili e magre che spuntavano dallo spacco della lunga gonna nera, un corpetto nero coperto di perle che faceva risaltare il seno prosperoso, una collana di perle bianche, le braccia nude così chiare, le mani nascoste da due guanti neri, i capelli biondi e lunghi fatti a boccoli, il collo con il segno di un morso di vampiro, il viso giovane, le labbra rosse, i canini scintillanti, gli occhi celesti, la frangia elegante, il sorriso elegante, la bellezza innaturale…le tese una mano- vieni…
Lisa si alzò senza porre domande, eccole la risposta che cercava, prese la mano della donna- tu sei mia madre vero?
La donna le sorrise dolcemente e l’abbracciò- si…Marie…sono tua madre, torniamo a casa insieme? Lasciati indietro tutto, Bart, Homer, Marge, Maggie, Cody, Rod, Nelson, Jenny…nessuno di questi sarà più una fonte di problemi per te, te lo prometto…
-Cody è un vampiro…lui ha detto che vuole sposarmi…che tu
Lei scosse la testa- non l’ho mai mandato, io non voglio che tu ti sposi con lui, non è speciale come noi e un comune, un semplice, un insignificante vampiro, non lascerei mi che lui ti sposi…per noi sarebbe un disonore…
Le parole della madre la calmarono- voglio andarmene…ora
-Sicura? –la voce della madre era dolcissima, una mano accarezzava la testa della figlia, Lisa la guardò sorridendo, recuperò il colore pallido della pelle, le spuntarono i canini, gli occhi celesti erano striati di rosso, e non per il pianto- voglio tornare da te
La donna sorrise e la strinse a se- non avrei mai voluto separarmi da te, tuo padre ti portò via da me e ti nascose dagli umani in una città sempre soleggiata, io non potevo avvicinarmi, ma questa coltre di nuvole me l’ha permesso- stava piangendo- mi sei mancata…mi sei mancata tantissimo piccola mia…avrei…avrei voluto poterti crescere io…poterti tenere stretta a me…poterti cantare le ninnenanne per farti dormire, poterti cullare, poterti vedere crescere e invece…ho messo dieci anni a trovare la città…e ho dovuto aspettare altri sette per poterti incontrare…io sono una pessima mamma…non ti sono stata vicina…non ti ho cresciuto…
-Non è colpa tua…abbiamo perso diciassette anni…ma possiamo recuperarne altre mille- disse Lisa- abbiamo una vita eterna per recuperare quei diciassette anni, per continuare a stare insieme
La madre la strinse a se- ti voglio bene figlia mia
In una nuvola di pipistrelli sparirono entrambe, sul prato rimase solo lo zainetto di Lisa e un biglietto era stato dato ai suoi genitori, un messaggio della madre di Lisa che si riprendeva la figlia e che li ringraziava per averla cresciuta. Era questo il modo? Era quello il modo di chiarire chi amava? Lisa aveva pensato che era così, ma si sbagliava, così avrebbe solo scoperto che era davvero innamorata di qualcuno e per lei sarebbe solo stato l’inizio delle scoperte…


Capitolo 2: Lisa e un bacio rubato

2: Lisa e un bacio rubato

Lisa si sistemò una ciocca bionda, come c’era finita a casa di Cody? E soprattutto che cavolo ci faceva alle cinque del mattino?!
-Cody…- lo fissava con lo sguardo seccato e le braccia incrociato sotto il seno. Aveva addosso un vestito da sera rosso e nero, ai piedi delle scarpe con il tacco e davanti a se tre buste piene di pacchi- cosa significa tutto questo?
-Il mio regalo di benvenuta- sembrava stesse per scodinzolare, se non avesse saputo che era un vampiro avrebbe giurato che era un licantropo.
-Cody…voglio tornare a casa…questo vestito è orrendo…le scarpe sono scomode...i regali non mi interessano…sono le cinque riportami a casa
Lui la guardò con l’aria di un cane bastonato- va bene…
Le porse una mano, lei la prese e si lasciò attirare tra le sue braccia, adorava quel calore gelido, quelle braccia forti, lo sguardo deciso, il profumo di pericolo che emanava…ma non glielo avrebbe mai detto. Lui le mise una mano sulla vita e con l’altra teneva stretta la sua- un ultimo ballo?
Lei mise la mano libera sulla sua spalla- va bene
Si muovevano piano, era come quella volta…
******Nove anni prima******
-Lisa balliamo?
Lei accettò. Indossava un vestito nero e bianco, Cody era più grande di due anni ma non importava a nessuno dei due. Si muovevano piano al ritmo della musica.
-Sai Lisa…voglio che tu sia mia moglie- la fece girare su se stessa
-Perché?
-Perché sei speciale per me
Lisa gli sorrise- allora dovrai conquistare il mio cuore
-Lo farò, ti prometto che non mi arrenderò
*******
La riportò a casa. Lisa si coricò ancora vestita in quel modo, avrebbe saltato la scuola, era troppa stanca.
Si addormentò subito.
*****nel sogno****
Si ritrovò in un bosco, vestita ancora quel vestito. Era dove aveva scoperto che sua madre non era chi diceva di essere. Erano cadute tutte le sue certezze. Aveva scoperto anche Cody era un vampiro lì. Era un luogo che considerava il luogo delle scoperte.
Sentì una musica partire in sottofondo
“Sono uomo? Non ne ho idea
Sono donna? Non lo so
Quando sono nata io?
Non so chi mia madre sia

Sola da quando e perché?
Pazza da quando e perché?
Pazza da quando e perché?
Credo che non tornerò”
La voce le uscì da sola e la scena cambiò era su un palco con un pubblico mascherato davanti
“Dimmi che
Il mio show ti piace troppo
Dimmi che
Vuoi puntare tanto in alto
Dimmi che
Il mio stile è straordinario
Dico che
Tu prima o poi ti sbaglierai”
Vedeva se stesa un momento sul palco e un momento nel bosco che danzava
“Tu lo vuoi
Dimmi come lo vorresti

Il mio cuore è rotto
Solo tu hai capito
Come ora la penso io
Dal giorno in cui sei giunto qui
Tu sei parte di me”
Vide Bart apparire accanto a se nel bosco, iniziarono a danzare insieme
“Dimmi che
Il mio show ti piace troppo
Dimmi che
Vuoi puntare tanto in alto
Dimmi che
Il mio stile è straordinario
Dico che
Tu prima o poi ti sbaglierai”
Vedere se stessa lì con lui era strano, ma si sentiva così bene.
“Tu lo vuoi
Dimmi come lo vorresti”
Bart la baciò. L’immagine passò a lei che cantava sul palco.
“Sono uomo? Non ne ho idea
Sono donna? Non lo so
Quando sono nata io?
Non so chi mia madre sia

Sola da quando e perché?
Pazza da quando e perché?
Da quando e perché?
Credo che non tornerò”
Bart la teneva stretta a se. Le sue mani erano sui fianchi di lei.
“Sono uomo? Non ne ho idea
Sono donna? Non lo so
Quando sono nata io?
Non so chi mia madre sia

Sola da quando e perché?
Pazza da quando e perché?
Da quando e perché?
Credo che non tornerò
Dimmi che
Il mio show ti piace troppo
Dimmi che
Vuoi puntare tanto in alto
Dimmi che
Il mio stile è straordinario
Dico che
Tu prima o poi ti sbaglierai”
Lei immerse le mani nei suoi capelli biondi
“Tu lo vuoi
Dimmi come lo vorresti”
Lui la prese in braccio
“Sono uomo? Non ne ho idea
Sono donna? Non lo so
Quando sono nata io?
Non so chi mia madre sia”
All’improvviso era sola, Bart era sparito
“Sola da quando e perché?
Pazza da quando e perché?
Da quando e perché?
Credo che non tornerò”
Bart riapparve all’improvviso e la baciò di nuovo.
*************
Si svegliò era giorno, Bart era accanto a lei si spostò subito. Le venne istintivo toccarsi le labbra. Aveva sognato quel bacio? Eppure le era parso tanto vero…
-Bart…non è che mi hai baciato? –lo osservò, no era impossibile...ma forse
Bart spostò lo sguardo- e se anche fosse?
-Niente lasciamo stare- si alzò, si ricordò che aveva ancora addosso il vestito che le aveva dato Cody
-Cos’è quel vestito?
-Un regalo di Co…-si stava per smascherare, si girò e vide le tracce del suo lucidalabbra sulle labbra di Bart - tu mi hai baciato!
-Fossi matto! Sei mia sorella!
-E se non lo fossi? – lo guardava con uno sguardo deciso che lo costrinse ad abbassare lo sguardo
-Forse…
Lei si avvicinò con passo svelto gli mise le braccia al collo e gli rubò un bacio, poi lo spinse fuori dalla sua camera- così siamo pari
Chiuse a chiave e si andò a cambiare.
****A scuola****
Bart evitava in ogni modo lo sguardo di Lisa, quel bacio l’aveva sconvolto e non sapeva cosa pensare. Non poteva certo immaginare che Lisa nella sua testa stava esultando, era da quando era piccola che era innamorata di Bart, infondo lei sapeva di non essere una Simpson vera e propria, non era figlia di Homer e Marge, glielo avevano detto a sei anni, lei l’aveva accettato, forse era anche sollevata da quella scoperta. Ma lui non lo sapeva, non sapeva che lei era figlia di un vampiro e di un licantropo, era per quello che Cody la voleva. Non l’aveva mai incontrata sua madre, aveva visto una foto di suo padre, un lupo dal pelo color argento, sapeva di somigliare moltissimo a lei. Stessi capelli biondi, stessi occhi, stesso genio…l’avrebbe voluta incontrare ma sapeva che era impossibile, a meno che non fosse andata con Cody nella Zona Zero, un’isola non segnata in nessuna mappa dove vivevano creature considerate solo leggende, ma non voleva andarsene, le avevano rubato il cuore e non poteva andarsene, non se Bart era lì, era sbagliato. Lo pensavano entrambi, era sbagliato, lui lo pensava perché erano fratelli, lei perché lui era umano e lei non lo era. Perché la vita non dava mai una possibilità alle giovani coppie? Ignorarono il mondo intero quel giorno, ognuno perso nel proprio mondo.
Bart pensava al bacio, a come avrebbe voluto continuarlo, all’errore che avevano fatto, alle sensazioni che la sorella gli dava, alla voglia di stare con lei, alla confusione che aveva nella testa, alla gelosia che provava, alla voglia di avere Lisa.
Jenny pensava a Lisa, aveva problemi con la sua ragazza, odiava le persone gelose e quella donna lo era troppo! Lisa invece era la perfezione…cercava lei in ogni ragazza con cui usciva…se solo non avesse avuto tanta paura di rovinare la loro amicizia…ma se invece lei avesse corrisposto i suoi sentimenti? Allora si sarebbe sentita la donna più felice dell’universo…ma sapeva che era impossibile, le poteva solo stare vicina come amica…ma le bastava…anche se solo come amica le bastava…o almeno per ora
Rod era confuso…sapeva che Jenny era innamorata di Lisa…si capiva…e per questo odiava Jenny…lui era innamorato di Lisa da anni, l’aveva sempre ammirata, pensava che era una santa, sopportare quella famiglia, aiutare i bisognosi, sopportare BART…un giorno aveva detto a suo padre se sarebbe stato felice se lui si fosse messo con Lisa, inaspettatamente aveva detto di si, entrambi pensavano a Lisa come una santa...voleva che fossero più che amici…ma come poteva rischiare tanto per una possibilità che forse non c’era nemmeno…
Cody pensava a come conquistare Lisa, era una ragazza furba e difficile, l’amava per questo, ma come diavolo avrebbe fatto a rapire un cuore già rapito? Doveva prima di tutto liberarsi dei suoi rivali, poi doveva conquistarla e convincerla ad andare con lui…più facile a dirsi che a farsi…
Nelson stava ripensando a come era stato stupido a rifiutarla quando erano piccoli, si sarebbe preso a pugni da solo, ora era lui a correre dietro a lei, non il contrario come un tempo…l’amava…ma perché non se ne era accorto quando stavano insieme alle elementari?! Che deficiente era…
Lisa invece pensava a come sparire dalla faccia della terra. Sapeva delle cotte di tutti…si aveva barato…aveva letto le loro menti…riusciva a leggerli con facilità…soprattutto i sentimenti che la riguardavano…come diavolo poteva non far soffrire nessuno? Amava Bart…Adorava Jenny…le Piaceva Rod…Ammirava Nelson…e…Amava anche Cody…era divisa in cinque punti…come fare a chiare chi amava davvero e chi le piaceva per riflesso? Era normale che se uno ti amava di ricambiare il sentimento, almeno secondo lei, ma come capire chi amava e chi no? Ma soprattutto, era davvero innamorata di qualcuno? La sua testa le diceva “ovviamente no”, il suo cuore diceva “non puoi amare nessuno” e lei diceva “Fottetevi”. Il fatto che la pensassero allo stesso modo la faceva stare male, voleva dire che era una persona meschina, almeno secondo lei…che doveva fare?


Capitolo 1: Il nuovo studente ha una cotta per Lisa

Good girls go bad

1: Il nuovo studente ha una cotta per Lisa

Attenzione: i personaggi dei Simpson non sono di mia proprietà, questa storia è solo ispirata alla serie. Buona lettura
******
Lisa era in cucina, gli dava le spalle, lui si avvicinò piano e le bacio il collo per poi girarla e baciarla appassionatamente. Stava per dirgli qualcosa ma dalla bocca di Lisa uscì il rumore irritante della sveglia. Bart si alzò di soprassalto, che diavolo di sogno era? E soprattutto perché si era eccitato per la ciuccellona? Lisa era sua sorella minore nulla più nulla meno. Sentì bussare e la vide entrare. Ormai Lisa aveva diciassette anni e lui diciannove, erano finiti in classe insieme, Lisa aveva saltato i due anni che li dividevano e restava comunque la prima della classe, di questo passo si sarebbe laureata in pochissimo tempo. Lisa indossava dei leggins neri, una camicia bianca non abbottonata del tutto, mostrava infatti il collo e una piccola porzione del petto, nulla di così scandaloso insomma, anche se la piccola Simpson aveva una bella taglia di seno che di sicuro non passava inosservata, ai piedi aveva due scarpe da ginnastica bianche e nere, ai polsi aveva un orologio e tanti braccialetti, i capelli, ormai cresciuti, le ricadevano in morbidi boccoli lungo la schiena, le arrivavano ormai poco sopra il sedere, si era truccata leggermente e sembrava pronta per il primo giorno di scuola.
-Oh Babi sei già sveglio, muoviti o farai tardi, ci vediamo lì
Uscì richiudendosi la porta alle spalle. Bart svogliatamente si alzò dal letto, cavolo di sogni su Lisa, cavolo di Lisa sexy, maledizione a sua sorella che era diventata molto più attraente di quanto già non fosse e soprattutto era sempre dannatamente perfetta e gentile…cavolo di primo giorno di scuola…
Lisa, ignara di cosa il fratello stesse pensando, prese lo zaino nero e salì sull’autobus. Jenny e Rod erano già seduti sul pullman e le avevano tenuto il posto accanto a loro. Rod Flanders era cambiato, ora era alto, con i capelli tirati all’insù e un fisico atletico, da quando suo padre si era risposato, per la quinta volta, era diventato più permissivo e questo aveva permesso a Rod e Todd di divertirsi come normali adolescenti, tra lui, Jenny e Lisa era nato un rapporto di amicizia molto forte, erano diventati uniti fin da quando si erano incontrati in classe l’anno scorso. Jenny era una ragazza con capelli corti neri, occhi verdi e un look in stile dark, ma le stava alla perfezione, era una ragazza a cui piacevano le ragazze, in quel momento stava chattando con la sua nuova fiamma, Megan, la figlia di un prete di un’altra città che si era trasferita lì per volere del padre. Vedere quei tre insieme era strano, Rod era il classico ragazzo che faceva sport, Lisa era sia la secchiona, sia la più intelligente della scuola, sia la più corteggiata, anche se i pretendenti non riuscivano a superare tre piccole montagna di muscoli, Rod, Bart e Nelson, i pretendenti dovevano evitare di essere pestati dai tre prima di poter anche solo sperare che Lisa accettasse di uscire con loro, cosa che era altrettanto difficile perché quest’ultima rifiutava con un due di picche tutti. Rod la proteggeva perché la venerava, la considerava la miglior amica che potesse avere e una sorellina acquisita, non gli interessava nulla più che essere il suo migliore amico, anche per i suoi gusti “particolari” in fatto di partner, solo Lisa e Jenny sapevano dei suoi gusti “particolari” in fatto di donne, Nelson la proteggeva perché ancora era innamorato di lei, anche se a Lisa non sembrava interessare proprio il genere maschile, lei era sempre dolce e carina con lui, forse anche perché era diventato amico di Bart, e infine Bart la proteggeva per due motivi, il primo era perché era la sua sorellina e come fratello maggiore doveva difenderla dai cafoni, anche se lei era abbastanza furba da sbrigarsela da sola, e il secondo era perché non poteva nemmeno pensare che qualcuno, oltre lui, stesse con la sua Lisa, anche se questo era dannatamente sbagliato, ma infondo lui le regole non le aveva mai rispettate, lo dicevano tutte le note che aveva accumulato con gli anni, ormai i professori non gli davano più note, tanto erano del tutto inutili.
-Lisa sei una favola oggi- Jenny le sorrise con il suo solito sguardo da pervertita- se solo non fossi fidanzata
-Spiritosa- fu la risposta secca di Lisa
-Il decerebrato? –Rod si riferiva a Bart, lo chiamavano tutti così
-Babi va in moto, dice che così è più “figo” - Lisa lo chiamava Babi da quando erano piccoli e ormai era diventato un modo per sentirsi ancora piccola, non le dispiaceva essere un genio o saltare classi e anni, ma avvolte voleva sentirsi piccola e l’unico che riusciva a farla sentire piccola e indifesa era suo fratello
-Lisuccia! –Jenny le si appese al collo premendo, volontariamente, la sua faccia nel seno della minore- quanto mi sei mancata
-Jenny hai tre minuti per toglierti oppure non ti aiuto con matematica- Jenny si scollò subito di dosso- brava ragazza
Mentre Rod sgridava Jenny per la troppa attenzione che dedicava a Lisa ricordandole che era fidanzata, Lisa era distratta, aveva l’impressione che qualcosa la fissasse. Il cielo era grigio senza nemmeno un raggio di sole, era così da giorni e dicevano che sarebbe rimasto così per sempre, Lisa non si stupiva tanto, la centrale nucleare probabilmente aveva la colpa di questo cielo scuro, infatti non diede attenzione alle nuvole ma cercò con lo sguardo cosa la stava fissando. Lo vide di sfuggita, un ragazzo, era abbordo di una motocicletta nera con delle fiamme rosse, non l’aveva mai visto. Aveva maglia a maniche corte che mostrava moltissimi muscoli, la pelle chiara e sotto il casco poteva distinguere dei capelli di color nero e due occhi che sembravano rossi. Si sentì rabbrividire quando lui spostò lo sguardo su di lei, lei sprofondò nel sedile, cosa che attirò l’attenzione dei due litiganti.
-Lisa?
-Un ragazzo…mi sta fissando…sulla moto…occhi rossi e pelle bianca…-parlava in fretta e a bassa voce
Gli altri due fecero in tempo a vederlo, giusto poco prima che lui accelerasse e sparisse tra le auto.
-Lisa stai bene? Sei impallidita- Jenny le strinse la mano, era congelata
Lisa fece un respiro profondo e si calmò, almeno all’apparenza, in realtà nel cuore e nell’anima aveva l’apocalisse- si…credo sia solo un po’ di nervosismo…ho paura che non riuscirò a farcela quest’anno
-Cosa dici Lisa! Se non c’è la fai tu non c’è la fa nessuno- la voce di Rod la tranquillizzò, gli sorrise, ancora nervosa per la vista di quel ragazzo. Era cresciuto eh? Nei suoi sogni era sempre il bambino di dieci anni che aveva giurato di sposarla quando sarebbe diventato abbastanza forte da proteggerla, ma lei pensava che lui se ne fosse dimenticato.
-Siamo arrivati- scesero velocemente, ma la sensazione di quei occhi che la fissavano era rimasta. Bart arrivò dopo poco e parcheggiò la sua moto fiammante. Si tolse il casco e sentendo dietro di se le urla delle ragazze si diresse verso l’unica di cui gli importasse.
-Ehi sorellina dovresti lasciarti dare un passaggio in moto qualche volta- le mise un braccio intorno alle spalle
-E rischiare di morire con la tua guida? No grazie Babi- Lisa spostò il braccio del fratello
-Dai ogni ragazza carina vuole farsi un giro con me
-E allora trovati una ragazza carina, io non lo sono Babi
-Tu non solo sei carina Lisa, ma sei anche un genio- Nelson era appena arrivato, anche lui in moto, da quando sua madre si era risposata le cose sembravano migliorate per il giovane bullo
-Nelson sei un pessimo bugiardo, ve lo ripeto io non…- si interruppe, come se fosse stata chiamata Lisa, si bloccò e girò, quasi con paura, verso la moto appena arrivata. Eh no, non se lo era sognato, era tornato, era tornato per lei, prima che lui potesse anche solo accorgersi di lei, Lisa guardò il fratello terrorizzata- Babi
Lui spostò lo sguardo verso il nuovo arrivato, non sapeva chi cavolo era ma se riusciva a spaventare sua sorella, era il suo peggior nemico- Lisa entriamo
Prese la sorella per mano e la trascinò dentro, seguito dagli altri. Si fermarono solo quando raggiunsero l’armadietto di lei, che per pura casualità era nella stessa zona di quelli degli altri, lei si poggiò all’armadietto per evitare di cadere
-Lisa chi è quello? E perché ne hai paura
La voce di Bart le venne lontana, si girò di scatto, era nel corridoio, con velocità prese i libri, la mano di Jenny e corse via verso il bagno delle donne. Bart e i ragazzi si girarono e lo videro, era un ragazzo dal bel fisico, occhi rossi e capelli neri, pelle chiara e un alone di pericolo e mistero lo circondava, che diavolo voleva lui da Lisa? Lo bloccarono con la schiena al muro, gli alunni erano ancora fuori
-Posso esservi d’aiuto? –la sua voce aveva un tono di sfida che innervosì Bart
-Cosa vuoi dalla mia sorellina?
Il ragazzo sorrise- da Lisa? Questi non sono cose che riguardano te, Bartholomew JoJo Simpson, o te, Rodney Flanders, o te, Nelson Muntz. Sono affari miei e della mia principessa Lisa
-Non so chi cazzo tu ti creda di essere ma non ti avvicinare a Lisa altrimenti- Nelson sbatte un pugno contro il muro, creando una piccola voragine
Il ragazzo sorrise- come se tu mi facessi paura- li spinse con una mano, senza nemmeno usare tanta forza, ma li scaraventò lo stesso contro l’altro muro- non immischiatevi, la prossima volta non sarò così gentile
Sparì nel nulla nel tempo di un battito di ciglia. Lisa uscì dal bagno insieme a Jenny, dopo avere spiegato in modo vago che quel tipo la voleva portare via con se.
-Lisa dobbiamo dirlo a Bart e gli alt…- li videro a terra. Jenny li aiutò ad alzarsi
-Cosa è successo? –Lisa lo aveva già capito ma voleva sentirlo dal fratello
-Quello nuovo ha una forza spaventosa-Rod fece scrocchiare le spalle- che cavolo di botta e non ha usato tutta la sua forza
Lisa si girò e camminò decisa verso le scale che conducevano al tetto- ci vediamo in classe
Senza avere tempo di fermarla era sparita, era veloce, anche troppo quando voleva. Era nell’ala della scuola abbandonata, un intero piano vuoto e inutilizzato, le iscrizioni erano sempre di meno e presto i piani vuoti sarebbero stati molti di più. Si fermò al centro del corridoio.
-Esci so che sei qui
Sentì due braccia muscolose abbracciarla- mi sei mancata Lisa
-Cody…- si girò e allontanò da quel abbraccio, era poco più alto di lei, lei gli arrivava al petto- perché hai colpito mio fratello?
-Mi rompeva le scatole- si giustificò lui
-Cody…-la sua voce aveva una nota di rimprovero e divertimento
-Scusami Lisa-la sua voce e il suo sguardo erano quelli di un cane bastonato
-Non picchiarli più o almeno non ucciderli, su ora vai in classe, ci vediamo in giro- Lisa fece per andarsene ma Cody la prese per il polso
-Lisa, sai perché sono tornato…
-Cody, ne riparleremo dopo, ora non posso mancare a lezione- si liberò e corse in classe
Cody la guardò- non sei cambiata Lisa- sorrise, era ancora la Lisa che conosceva, forse con un corpo più maturo, ma era sempre la stessa
Lisa entrò in classe e si sedette in un banco libero, Bart la teneva d’occhio dall’ultima fila insieme a Nelson e Rod, lei era nella seconda fila centrale, tra lei e Bart c’erano tre file di distanza e tra lei e la sua amica Jenny due classi, visto che lei aveva alcuni corsi differenti dalla bionda. Accanto a lisa c’era un posto vuoto, automaticamente capì chi ci si sarebbe seduto, infatti poco dopo entrò Cody che si sedette accanto a lei. Bart strinse i pugni, cavolo era troppo vicino alla Ciuccellona, avrebbe potuto fare qualcosa, ma sembrava come…come un cane che scodinzolava alla padrona dopo essere stato lontano da lei per tanto tempo…quel tipo non gli piaceva…era surreale…non poteva essere umano!
Scambiò un’occhiata complice con gli altri due, se Lisa aveva un nuovo lupo famelico dietro, loro tre sarebbero diventati i suoi tre cani da guardia.
Cody lanciò un’occhiata ai tre, era sfida aperta, quella era guerra, non l’avrebbe persa di nuovo, non poteva permetterselo, non poteva disonorare la promessa fatta al padre, lui voleva lei come nuovo capo famiglia e Cody stesso desiderava Lisa come sua compagna, non poteva perdere.
Lisa, non ignara degli sguardi dei quattro ragazzi, sospirò cercando di prestare attenzione alla lezione, aveva un altro cane e dire che aveva sempre preferito i gatti.


The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...