Alice's Nightmare
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Capitolo 0- Welcome to the Alice's Nightmare
Capitolo 0- Welcome To The Alice's Nightmare
Mi guardai intorno, ero stanca di quel posto, volevo
andarmene. Era una stanza completamente priva di ornamenti, ricoperta di un
materiale morbido, c'era un letto, una coperta, un cuscino e un bagno,
accuratamente studiato per evitare che chiunque si ferisse, persino li gli
oggetti erano flessibili e il livello dell'acqua non era abbastanza alto per
affogare, non c'erano lame o oggetti taglienti, dentifricio e spazzolino erano
in due contenitori particolari che escludevano possibili armi. I vestiti che erano
a disposizione per cambiarmi erano pochi, tutti uguali, non c'erano finestre
vere e proprie solo una finestrella per l'aria sul soffitto, troppo in alto per
chiunque, la porta era in ferro, imbottita dal lato della cella, con una
fessura per vedere dentro che si chiudeva dall'altro lato è una porticina ai
piedi di essa per far passare il cibo e le medicine. Solo i medici passano e le
guardie, i pazienti vengono rinchiusi qui e ne escono raramente, la maggior
parte delle volte per raggiungere il cimitero, che siano morti naturali o
causate dai medici rimane un mistero. Dove mi trovo? Beh lo capirete presto se
non avete già intuito quale sia questo luogo. Mi alzo dal letto, muovermi è
complicato su questo pavimento morbidoso. Mi prendo un cambio di vestiti e mi
infilo nel bagno per cambiarmi senza guardoni, mi lavo con l'acqua gelida e mi
vesto, pantaloni bianchi, una maglia che somiglia a una camicia di forza alla
quale mancano le maniche. Hai piedi metto le ballerine bianche obbligatorie. Mi
pettino i capelli che stanno ricrescendo finalmente, una volta erano lunghi
fino al sedere ora arrivano appena a metà schiena, me li avevano tagliato molto
corti, volevano evitare che mi ci strangolassi, come se morire sia uno dei miei
piani, in verità volevano sottomettermi. Li spazzolo con cura, sono biondi
color oro leggermente mossi e terminano in boccoli. Ho gli occhi celesti
stanchi, sono rinchiusa qui da quello che mi pare secoli e di certo non si
dorme bene, il pavimento e il letto hanno la stessa consistenza. Mi guardò
intorno, che faccio oggi? Vorrei davvero scappare...scappare...beh...non ci ho
mai provato. La porta si apre.
-Ciao Alice
Guardò il medico con fare annoiato
-Ho un regalo per te Alice
Mi dà un vestito celeste con un grembiule bianco e delle
scarpe nere.
-Indossalo su
Lo guardo e lo lascio sul letto. Non mi metterò nulla di ciò
che mi offre il dottore.
-No eh?
Lui sospira- bene vieni con me
Si sente un'esplosione.
-Resta qui!
Cade, lo aiuto ad rialzarsi e gli frego le chiavi, lui corre
fuori chiudendo la porta. Guardo dallo spioncino, che cosa sta succedendo?! Le
guardie sono andate via e anche i dottori. Aspetto un paio di minuti e apro la
porta. Il corridoio, era tanto che non lo vedevo. Guardò i miei vestiti, devo
cambiarmi se voglio uscire di qui. Mi cambio in fretta e torno fuori. Cosa
dovrei fare adesso? Ho le chiavi, posso andarmene...però...posso liberare anche
le altre ragazze qui...cosa dovrei fare?
Capitolo 1- Alice e la prima prigioniera
Capitolo 1- Alice e la prima prigioniera
Misi un cuscino nel letto e lo coprii con delle coperte,
chiusi la porta. Mi avvicinai alla prima porta vicina c'era un uno sbiadito e
una cartellina era appesa alla porta. Aprii lo spioncino
-Hey
Una ragazza era stesa sul letto, era legata da delle robuste
corde, piangeva, per il pavimento c'erano dei capelli, aveva dei capelli
lunghissimi, le arrivavano ai piedi.
-Hey
-Lasciatemi sola
Guardai la cartellina.
Nome: sconosciuto
Soprannome: Raperonzolo
Cognome: sconosciuto
Età: 17 anni
Storia: è stata ritrovata rinchiusa in una torre, crediamo
soffra di problemi mentali, si rifiuta di farsi tagliare i capelli e se lo
facciamo le ricrescono subito. Il dottor N sta svolgendo molti esperimenti e
cure su di lei. È altamente improbabile che esca da qui.
Posai la cartellina e tornai verso la mia porta, volevo
leggere cosa avevano scritto di me
Nome: sconosciuto
Soprannome: Alice
Cognome: sconosciuto
Età: 17
Storia: ritrovata nel bosco quasi morta congelata, i suoi
pensieri erano alterati e continuava a dire di rivolere indietro i suoi amici,
il dottor N sta cercando una cura, ma la paziente sta rifiutando tutto, dai
regali ai medicinali, l'unica cosa che ha accettato era un peluche di un
coniglio bianco ma la subito rifiutato dicendo che non era lui quello che le
serviva. È impossibile che esca da qui.
Rimisi la cartellina a posto
-Deficenti- commentai e ritornai alla porta- Hey
-Vi prego basta
-Non sono un dottore o un'infermiera
-Cosa?
-Sono una paziente come te
-Sei libera?
-Vuoi che ti faccia uscire da qui?
Lei esitò- ci sono medici nei paraggi?
-No, nessun medico, sono spariti tutti
-Allora liberami ti prego!
Cercai la chiave nel mazzo e aprii la porta, la bloccai in
modo che non si richiudesse da sola. Mi avvicinai, cercando di non calpestarle
i capelli.
-Oh è vero non sei un medico!
Indossava un vestito viola e lungo fino alle caviglie. La
slegai. Lei si massaggiò i polsi e mi abbracciò piangendo
-Grazie Grazie!
-Ora dobbiamo trovare un modo per uscire di qui però
Lei guardò i suoi capelli, cercai nel bagno velocemente una
spazzola e presi la corda. Senza dirle nulla glieli spazzolai e li legai in
fretta in una treccia, era la treccia più lunga che avessi mai visto, le
arrivava alle ginocchia. Guardò la treccia e sorrise.
-Grazie, non ti ho ancora chiesto il tuo nome
Misi un cuscino, come avevo fatto nella mia camera, nel
letto.
-Sono Alice, tu?
-Raperonzolo
Mi sorrise timidamente, ricambiai il sorriso.
-E ora?
Guardai le chiavi- vorrei liberare anche le altre.
Lei mi guardò- beh mi hai liberata, ti aiuterò.
Le sorrisi- come sei finita qui? E sai dove siamo?
-Questa è la zona rossa, la blindata, qui se entri non esci
vivo
-Beh diciamo che per noi faremo un'eccezione
-Qui si fanno esperimenti su di noi, ci usano per testare
farmaci, se i miei capelli sono così lunghi è per colpa degli esperimenti che
mi hanno fatto.
-Da quanto sei qui?
-Circa...da sette o otto anni credo...
-Accidenti, è un sacco di tempo, come mai ti avevano legata?
-Ho cercato di suicidarmi, non volevo vivere in quel modo,
ma non ci sono riuscita
Ecco perché mi avevano tagliato i capelli- capisco, beh
appena uscite di qui potremo scappare lontano
-E per dove? Non ho famiglia
-Nemmeno io e credo che nessuna qui ne ha una, nessun
genitore lascerebbe le figlie qui, per ora cerchiamo di liberare le altre e
scappiamo da qui
-Ci sono tre camere per piano, che io sappia ogni guardia ha
una lista delle ragazze che contiene tutte le pazienti e il loro piano.
-Sai quante siamo?
-Otto circa, i piani sono quattro, ma dubito che siano tutte
vive
Guardai la terza porta- vediamo chi c'è lì?
Raperonzolo si mise a spiare dalla porticina- non c'è
nessuno
Presi la cartellina- c'era una certa Biancaneve qui
-Che è successo?
-La sua storia è stata rimossa, aveva 18 anni. Dice che è
morta avvelenata per una reazione di un nuovo farmaco sottoscritto dal dottor
N- posai la cartellina e guardai Raperonzolo- Sai chi è?
-Il dottore non l'ho mai visto, so che questa ragazza era
qui da almeno tre anni quando sono arrivata qui, da ciò che so i pazienti morti
vengono eliminati e la loro storia viene cancellata.
-Forse la troveremo la sua storia
-Mi dispiace per lei, non eravamo amiche ma...era come noi
infondo no?
-Già...le daremo giustizia e prima di andarcene la saluteremo
Lei annuì, nessuna delle due sapeva se c'è l'avremmo fatta e
chi delle altre era viva, ma non potevamo di certo attenderci per così poco.
Capitolo 2- Alice e un piano di morti
Capitolo 2- Alice e un piano di
morti
Salimmo le scale con calma,
secondo l'elenco che avevamo trovato le ragazze erano:
Io (ovvero Alice) -piano 4*
Raperonzolo -piano 4*
Belle- piano 2*
Cappuccetto Rosso-piano 2*
Cenerentola- piano 3*
Sirenetta- piano 3*
Riccioli d'oro -piano 3*
Merida- piano 2*
Wendy- piano 1*
Jasmin- piano 1*
Esmeralda -piano 1*
Presi una matita e sottolineai il
mio nome e quello di Raperonzolo, e ricalcai e barrai quello di Biancaneve.
Avrei barrato o sottolineato tutti i nomi delle ragazze.
-Secondo te le ragazze qui
saranno, vive?
Sospirai- lo spero ma sinceramente
non mi stupirebbe il contrario
Raperonzolo mi prese per mano e si
avvicinò a me- so che è da bambine tenersi per mano, ma questo posto mi
inquieta e non voglio perdermi
Le sorrisi- va bene tranquilla.
Arrivammo al terzo piano, anche
qui le luci erano poche e l'aspetto del piano era degradato, ancora peggio del
nostro piano.
-Sembra che nessuno ci venga da
anni- osservò lei guardando le ragnatele e la polvere
-Credo sia così- dissi io
guardando le porte- vediamo se sono
piene le celle, ma sento come se...
-Non ci fosse nessuno?
-Già
Ci avvicinammo alla prima cella,
era vuota, la cartella portava il nome di Cenerentola, morta per dissanguamento
a causa di una pioggia di vetri.
-Pioggia di Vetri? Che stronzata!
Per me ha cercato di scappare e l'hanno punita, sono stati troppo severi e
l'hanno uccisa! -sbottò Raperonzolo- mi avevano quasi uccisa di fame...sono
giorni che non mangio in effetti...
Le strinsi la mano- qui c'è la
stanza delle guardie, va a vedere se c'è del cibo e mangia su
-Sicura? Ti lascio qui sola?
-Fai veloce, tanto siamo sole qui
Lei annuì e si allontanò
Io guardai la cella accanto.
Vuota. Era di una certa Sirenetta, morta annegata.
-Fatto- Raperonzolo era tornata
con uno zainetto pieno- ho preso anche delle scorte, non si sa mai che ci serva
più avanti, ho anche trovato dei soldi
-Brava, hai fatto bene
-Anche lei è morta?
-Annegata
-Annegata?! Ma se qui l'acqua
arriva a pochissimi centimetri! Non ti puoi uccidere nemmeno volendo!
-Lo so...
-Credo che anche io sarei morta,
impiccata probabilmente...
-Non ci pensiamo su- l'abbracciai
e la strinsi a me- ora sei qui, viva e presto ce ne andremo, anch'io sarei
morta se non mi fossi liberata, su andiamo
Lei annuì e guardammo l'ultima
cella, vuota anch'essa.
-Riccioli D'oro, morta...mangiata
dagli orsi?!
-Cosa?!
-Ma se nemmeno entriamo noi in
queste porte figurati un orso!
-Sino tutte scuse...
Posso la cartellina- povera...
Ci guardammo, era un'intero piano
di morte...quante possibilità c'erano che sulle dodici ragazze ne fossero
sopravvissute almeno la metà? Ormai cominciavamo a pensare che eravamo le
uniche rimaste ma per fortuna ci sbagliavamo...
Capitolo 3- Alice e la pausa per le storie,
Capitolo 3- Alice e la pausa per le storie.
Salimmo le scale ancora una volta, il degrado del secondo
piano era totale, le cose erano peggiorate, il sangue era ovunque sulle pareti,
si sentiva qualcuno piangere e qualcun altro singhiozzare.
Io e Raperonzolo ci guardammo, c'era qualcuno! Qualcuno
vivo!
-C'è qualcuno!
-Beh o quello o ci sono i fantasmi qui- risposi io- ma spero
che quel qualcuno non sia un medico
-Anch'io
Ci muovevano con calma- cerca nella stanza della guardia,
vedi se c'è qualcosa di utile, io vedo le celle
-Yes Boss- scherzò lei andando nella stanza accanto. Guardai
la prima cella, vuota. Apparteneva a una certa Merida, morta per colpa di una
freccia? Che stronzate si inventano...
-Speriamo loro siano vive
Sbarrai il suo nome. Mi avvicinai alla cella successiva, si
sentiva singhiozzare. Guardai dentro, sembrava ci fosse qualcuno, guardai la
cartella
Nome: sconosciuto
Soprannome: Belle
Cognome: sconosciuto
Età: 17
Storia: trovata in una vecchia villa, era ricoperta di
ferite e mal messa. Il dottor N sta sperimentando nuove cure su di lei.
Dottor N...
-Hey
-Sei un dottore? Per piacere lasciami sola
-Non sono un dottore, sono una paziente
-Lasciami sola
Aprii la cella- vieni fuori?
Una ragazzina con capelli biondi e un vestito rosso mi
guardava tremante, aveva gli occhi verdi
-Non sei un dottore!
Mi abbracciò- ora andrà tutto bene
-Chi sei?
-Mi chiamo Alice, con me c'è una ragazza, Raperonzolo,
stiamo scappando, vieni con noi?
-Io sono Belle, ti prego portami con te
-Ora raggiungi Raperonzolo, io controllo l'ultima cella
Lei annuì e si allontanò. Mi avvicinai all'ultima cella, si
sentiva piangere. Guardai la cartella.
Nome: sconosciuto
Soprannome: Cappuccetto Rosso
Cognome: sconosciuto
Età: 10 anni
Storia: abbandonata nel bosco, trovata vicino a una tana di
lupi. Il dottor N sta provando varie cure e sperimenta su di lei.
-Hey
Sentii solo piangere. Aprii la cella. Una bambina uscii
piangendo, aveva un cappuccio rosso in testa ma sembrava non avere le orecchie
normali, sembrava avere orecchie di lupo, sarà stato il dottor N?
-Hey piccolina, sono Alice, vuoi scappare con noi?
-Sono...sono Rossa....voglio scappare da qui...il dottore è
cattivo...
L'abbracciai. Sentii arrivare Raperonzolo e Belle.
-Chi sono loro? -si nascose dietro di me
-Sono Belle e Raperonzolo, d'ora in poi noi staremo sempre
insieme ok? Scapperemo da qui, troveremo un posto dove stare e cambieremo le
nostre vite.
-Alice...non mi lasciare...
Si era aggrappata a me con una facilità che mi stupì, la
presi in braccio- non ti lascerò mai per mia volontà fidati Rossa. Avete
trovato qualcosa?
Rossa si accoccolò a me.
-Tante cose utili, medicinali normali, bende e altre cose
che potrebbero servire- mi disse Raperonzolo, ora avevamo due zaini pieni e più
speranza di scappare.
-C'era anche il questa pistola- me la diede Belle- io non la
so usare, nemmeno Raperonzolo e non credo sia il caso di darla a Rossa
La presi e misi la sicura per poi metterla al mio fianco- va
bene, la so usare
-Ho anche trovato delle munizioni, sono in questo zaino- mi
passarono uno zaino, lo misi, senza posare Rossa
-Andiamo al piano di sopra? -mi chiese Belle
-Credo sia il caso di riposare qui per un po'- dissi con
calma- siamo camminando fa un po', facciamo una pausa, mangiamo qualcosa e
magari ci conosciamo meglio. Infondo uscite di qui passeremo il resto della
nostra vita insieme.
Ci sedemmo tutte in cerchio, avevano trovato dei dolcetti,
un paio di panini e abbastanza da poter mangiare per settimane. Dopo poco
iniziammo a parlare. Avevamo tutte gusti simili, la cosa ci piacque parecchio,
era divertente parlare con loro.
-Alice, non ci hai ancora detto cos'è successo per farti
rinchiudere qui- osservò Belle
Avevamo parlato anche di quello, la storia di come l'avevano
trovato era uguale a quello che avevano scritto.
-Beh...da dove cominciare? I miei erano dei bastardi, sempre
e solo lavoro, di me se ne fregavano altamente. Un giorno mio padre tornò a
casa ubriaco, picchiava mia madre, non lo sopportavo. Avevo sei anni. Rubai il
fucile di mio nonno, al tempo l'aveva lasciato a casa nostra, lo presi e
iniziai a sparare di nascosto nel bosco. Mi allenavo con delle bottiglie di
vetro, divenni presto brava. Una sera mio padre rientrò fuori di se, cercò di
violentarmi ma mi riuscii a liberare e scappare da lui, era fuori di se e se la
prese con la mamma, la stava strangolando. La vidi accasciarsi a terra, feci
ciò che mi sembrava giusto. Sparai, colpii mio padre alla spalla. Mamma era
furiosa, iniziò a urlare "sei impazzita? Potevi ucciderlo!" Prese un
coltello e cercò di colpirmi. Sparai, colpii alla testa e lei cadde a terra
priva di vita, papà era ancora vivo, mi avrebbe uccisa, lo aveva detto e stava
cercando di prendere il coltello, fui più veloce e gli sparai. Non
volevo...iniziai a piangere, avevo solo sette anni, urtai una candela che
incendiò le tende, corsi via da quella casa. Finii nel bosco e venni presa da
loro. Sono qui da dieci anni...
-Mi spiace
-Non avevo scelta! Erano stronzi! O li uccidevi o venivi
uccisa!
-Hai solo fatto ciò che dovevi Alice
Loro tre mi avevano consolato, Rossa mi abbracciò- tu ci hai
salvate Alice
-Noi non ti giudicheremo per ciò che hai fatto, anche se
secondo noi non hai fatto nulla di cui pentirti Alice- mi rassicurò Raperonzolo
-Siamo una famiglia ora no? Sono felice che ti sei
confidata- mi sorride Belle
Mi alzai- su continuiamo, forse c'è qualcun'altra viva al
primo piano
Continuammo a camminare, ma sapevo bene che oltre loro non
c'era nessuno.
Capitolo 4- Alice e un brutto passato
Capitolo 4- Alice e un brutto passato.
Il periodo in cui ero nata era un periodo orrendo per i miei
genitori, non mi volevano, lo sapevo, mia madre aveva anche provato a abortire
ma non ci riuscì. Appena fui nata mi mollarono alla nonna e tornarono a fare la
loro vita. La nonna era dolce e gentile con me, mi crebbe come se fossi sua
figlia, ma presto dovette andarsene e io scoprii l'inferno che poteva essere la
mia vita in quella casa. Mio padre cominciò a bere e mia madre cadde in
depressione, il nonno era andato con la nonna, quasi nello stesso momento, una
cosa tenera...volevano stare insieme per sempre e se ne sono andati insieme per
non separarsi mai. Non so cosa mi spinse...forse il coniglio? Sul fucile del
nonno c'era un così bel coniglietto laccato di bianco o forse il matto? Già era
così che il nonno aveva chiamato il mio pupazzo, era un elegante ragazzo con un
grande cappello, da qui il nome Cappellaio Matto, diceva che nella nostra casa
solo un Matto poteva restare. C'era anche un gatto, lo chiamavamo Stregatto,
perché se dicevi Stre veniva da te e sembrava capire alla perfezione ciò che
dicevi, inoltre spariva e appariva dal nulla. Erano i miei amici, vivevo con
loro. Portai il Bianconiglio, il fucile, nella mia stanza e lo nascosi sotto al
letto, insieme a Matto e Gatto. Intanto mio padre continuava a peggiorare e
anche la mamma aveva cominciato a fare cose strane, usciva con altri uomini e
donne, credo che tradisse mio padre, ma anche lui la tradiva. Un giorno quasi
scoprirono cosa tenevo nell'armadio, così decisi di spostare i tre nel bosco,
ironicamente non era lontano da dove eravamo state rinchiuse, erano proprio lì,
nel bosco che circondava il manicomio, ad aspettarmi. Ora penserete, ma il
gatto sarà morto, beh era uno strano gatto, ero certa che era ancora vivo. Quel
giorno avevo dimenticato di rimettere Bianconiglio nel nascondiglio e l'avevo
portato a casa, fu la mia salvezza. Appena scappai, mentre la casa bruciava nel
fuoco, lo riposi nel nascondiglio e lì vicino svenni e venni portata nel
manicomio. Dovevo solo ritrovarli. Appena capii dov'ero iniziai a pregare di
ridarmi i miei amici, ma nulla, questo servì solo a incrementare l'interesse
del dottore per me. Ogni tanto, quando nessuno mi guardava, mi arrampicavo sul
muro morbidoso e guardavo dallo spiraglio, lo vedevo lì, il gatto era seduto
all'entrata del manicomio e mi aspettava. Sapevo che si spostava quando non lo
guardavo, lo sapevo e sapevo che sarebbe stato lui a portarmi dal coniglio e
dal Matto. Ci eravamo addormentate, dovevamo andare al primo piano ma il sonno
aveva preso il sopravvento. Rossa e le altre erano addormentate vicino a me,
avevamo le mani strette insieme e in quel momento mi resi conto di una cosa,
dovevo proteggerle, più le guardavo e più capivo quanto malato e orrendo fosse
stato il periodo in cui erano rimaste qui, volevo ridar loro una vita. Presi il
taccuino e la matita, girai pagina e iniziai a disegnare, una bella casetta in
legno, circondata da campi vasti e un boschetto, un piccolo villaggio lontano
dalla casa ma non troppo, un bel giardino, un'altalena...era la casa che
avremmo avuto, l'avremmo costruita noi, eravamo abili a costruire cose, era uno
degli esercizi che ci facevano fare. Girai pagina e iniziai a scrivere cosa
avrei dovuto fare, prima tra tutte serviva un lavoro, avrei ucciso chiunque
avesse cercato di riportarci indietro, anzi avremmo potuto dare fuoco al posto?
Era questo che mi chiedevo mentre disegnavo e scrivevo, avremmo avuto un orto,
così da non dover andare a comprare spesso il cibo, potevamo andare a pescare
magari...qualche albero da frutto anche...feci un lungo elenco di cose e idee
che volevo realizzare. Non mi accorsi che loro si erano svegliate e che stavano
leggendo. Quando le sentii ridere capii che erano d'accordo.
-Sono idee buone ma- disse Raperonzolo
-Non sarà un po' troppo poco? Potremmo avere anche una
scuderia! -scherzò Belle
-Oh una fattoria, così da non dover comprare tante cose al
villaggio e non doverci allontanare da casa per troppo tempo- disse Rossa.
Ridemmo, eravamo già partite in quarta senza nemmeno chiederci
se saremmo mai riuscite ad uscire da lì ma noi lo sentivano, sapevamo che
saremmo uscite.
Capitolo Finale: Addio manicomio
Capitolo 5- Addio manicomio
Eravamo spaventate, l'ultimo piano era pieno di sangue, le
celle erano spalancate e dentro c'erano dei corpi. Facemmo ciò che ci pareva
giusto, controllammo la sala delle guardie e prendemmo tutto ciò che era
necessario, poi buttai della benzina sulle scale di ogni piano, l'edificio era
vecchio e il fuoco avrebbe preso subito sulla carta da parati. Ci guardammo e
continuammo a camminare, mentre la candela che avevamo lasciato cadde a terra e
diede fuoco a quell'incubo, al nostro incubo. Passai dal bosco e recuperai le
mie cose. Camminammo per giorni, senza trovare una persona viva, poi uscimmo
dalla città, avevamo rubato un auto e con quella ce ne andammo. Guidai per
giorni, senza dormire, per avere il maggior distacco possibile da quell'incubo,
arrivammo, dopo circa una decina di giorni, in un piccolo cottage abbandonato e
malmesso, chiedemmo al villaggio vicino se era abitato, ci dissero che era
disabitato. Lo "prendemmo" noi. Ognuna diede il massimo per sistemare
l'edificio e far sì che fosse abitabile. Dopo la prima settimana era già
diventato casa nostra. Ci vivevamo e ci prendevamo cura le une delle altre. Io
avevo preso un po' il lavoro del "padre" di famiglia e allo stesso
tempo di "madre" e "sorella". Mi occupavo di tutte, avevo
imparato a cacciare, ero brava e riuscivo anche a guadagnare con il mio lavoro
di scrittrice. Anche le ragazze trovarono un lavoro, Raperonzolo divenne
parrucchiera, Belle aprì una libreria e Cappuccetto aprì una scuola. Erano cose
che il villaggio aveva perso, ma ora aveva ripreso. Io lavoravo con tutte, le
aiutavo come potevo e nel tempo libero scrivevo. Pubblicai molti libri sulla
psicologia, mi piaceva, divenni brava e riuscii a farmi un nome nel settore.
Cambiarono molte cose dalla fuga, ma nulla cambiò me o le altre. Volevamo
fuggire e fuggimmo. Le altre avevano superato il trauma, mentre io...ogni tanto
rivivo quel momento, mi chiedo "E se questo fosse solo il sogno eterno in
cui quel l'incubo mi ha spedito? Se sono morta? Se sono ancora lì?" Ma
anche così...voglio rimanere in questo posto, con la mia vita e loro.
Questo è quello che chiedo.
****
-Allora?
-Nulla...sono andate via- disse l'agente al collega
-Merda...quelle psicopatiche dove saranno andate...
-Mi spieghi perché le cerchiamo?
-Sono delle assassine psicopatiche amico.
L'agente passò al secondo una cartellina.
Nome: Rossa
Età: 10
Storia: ha ucciso e divorato la nonna, la madre e il padre,
si pensa sia stata lei a mangiarli. Ha ucciso un lupo e da allora ne indossa le
orecchie e la coda. Le sue vittime ammontano a 98
Nome: Raperonzolo
Età: 17
Storia: orfana a seguito di un incidente ha scoperto il
piacere nel soffocare la gente, le prime vittime sono state i bambini in
orfanotrofio, soffocati nei suoi lunghi capelli. Le sue vittime ammontano a 248
Nome: Belle
Età: 17
Storia: ha ucciso le sue sorelle, stanca dei loro continui
abusi su di lei, ha sviluppato una passione per il veleno, sia nel cibo che
negli oggetti. Le sue vittime sono 308.
Nome: Alice
Età: 17
Storia: ha ucciso i suoi genitori nel sonno, ha dato fuoco
alla casa, ha ucciso sedici coppie che l'avevano ospitata, ha dato fuoco a ogni
casa e bruciato i corpi e le prove. Quando è stata messa nel manicomio
criminale ha urlato "i giochi sono ancora aperti". Ha probabilmente
liberato le altre ragazze contenute nel manicomio e con loro ha fatto fuori il
personale dell'edificio. Ha una passione per i coltelli da cucina e le armi da
fuoco. Le sue vittime ammontano a 600
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The Protagonist Kidnapped Me
The Protagonist Kidnapped Me Trama: Una cosa che non ti aspetti quando ti reincarni in una novel è avere la protagonista del gioco completam...