WitchandAngel : Capitolo 1: How did I end up here?!

Capitolo 1: How did I end up here?!

The Protagonist Kidnapped Me

Capitolo 1: How did I end up here?!

-Dove…dove sono? -quando si provò a muovere sentì il distinto rumore di catene.

Non era nemmeno sicura di sapere che rumore avessero le catene prima di allora ma la soffice restrizione sulla sua caviglia con una delicata ma dura catena che la legava da qualche parte le diede conferma che era, di fatto, una catena che aveva fatto quel suono.

Dov’era finita in quel momento però?

Era ancora nell’ultimo abito che ricordava di aver usato, non puzzava di nulla, quindi, era improbabile che fosse successo qualcosa o passato molto tempo da quando era cosciente l’ultima volta…

Aveva ancora il bracciale di giada datole da Rose, con l’incantesimo di tracking dentro quindi, se era stata rapita da qualcuno che non era Rose, era sicura che Rose sarebbe venuta presto a salvarla.

Il problema era se Rose era chi l’aveva rapita…

Aveva ancora il suo lungo abito neoclassico in celeste chiaro, aveva ancora le scarpe con il tacco leggero dello stesso colore e nessun gioiello era stato sfiorato dal suo corpo. Non aveva segni di abuso fisico ed era completamente priva di segni di essere stata svestita, sfiorata inappropriatamente o marchiata da qualcosa che fosse fisico, magico o altro.

Com’era certa di ciò? Magia divina che correva nelle sue vene che le fecero controllare ogni centimetro della sua pelle e, a parte essere stata baciata sulla fronte e sfiorata per essere trasportata a mo di sposa, non aveva ricevuto altro contatto fisico…oltre la caviglia esposta per mettere la restrizione ovviamente.

La cosa era, per certi versi, più preoccupante di un semplice rapimento per lussuria, indicava che era uno dei nemici della sua casata o…qualcuno che voleva che lei non potesse muoversi ad averla rapita.

Chi era però il nemico?

Lei era Ginevra Margherite Montesquieu, aveva in quel momento 19 anni di età, lunghi capelli neri, occhioni verdi e un corpo considerato il più seducente tra le dame della sua età. Era alta un metro e ottantasei, molto magra ma dotata di abbastanza curve da rendersi tentazione, involuta, per uomini di ogni tipo, era pallida come la ceramica, come l’epoca richiedeva, aveva un visino da bambola e pressoché il corpo perfetto per essere una buona moglie trofeo. Aggiunto a ciò c’era il suo pedigree e la sua fortuna famigliare, oltre che la “predetta” voce che fosse destinata a grandi storie data dalla chiesa. La famiglia Montesquieu era divisa in due rami in quel momento, dovuto ai due figli del precedente lord Montesquieu. Il primo era il ramo da cui Ginevra proveniva, il ramo dell’Arciducato Montesquieu, noto per essere non solo una forte potenza politica ma anche per essere in possesso di armate potenti, connessioni all’estero e controllo dello stretto di Marina, che controllava il movimento del 90% delle finanze dell’Impero in cui erano. L’altro lato era il lato di suo zio, attuale capo della chiesa e uomo che aveva un potere tale che poteva far inginocchiare l’Imperatore se necessario.

In pratica non vi erano motivi per cui dovesse essere presa di mira dalla chiesa…ma le altre due superpotenze erano un altro discorso…in teoria.

La corona, la torre magica e la chiesa erano, in teoria, di pari potere e alleate. In pratica erano nemici in tutto tranne nome e la cosa non migliorò nemmeno quando l’attuale principe erede alla corona era diventato fiancé di Ginevra.

Il primo principe era Justin Julian Silent, un affascinante biondo con occhi di un intenso blu e un buon carattere. Julian era alto un metro e novanta, era muscoloso ma non troppo, in linea con la moda dell’epoca. Era buono, era dolce e aveva un sorriso che avrebbe, in teoria, sciolto il cuore di qualsiasi donna normale. Ginevra e lui erano in ottimi rapporti fin da piccoli, il cambio avvenne vicino al periodo in cui il loro fidanzamento divenne ufficiale, i diciotto anni di lui, quando la novel originale iniziò a cambiare la situazione.

Si…Novel…

La novel si incentrava sui tre freschi diciannovenni: il protagonista maschile Julian, la protagonista femminile Rosalinda e la cattiva fiancé Ginevra.

La storia era la classica storia di amore: Ginevra era fiancé di Julian ma iniziarono ad avere malintesi a causa delle due fazioni politiche a cui appartenevano specie visto che Ginevra era una devota credente e Julian era pressoché ateo in tutto eccetto nome. Julian andò a confidarsi con la terza parte della fazione politica, l’atea e non-credente Rosalinda, finendo per innamorarsene e dopo ciò creando una lite costante tra le due donne. La cosa degenerò in una guerra in cui Ginevra finì per il suicidarsi piuttosto che lasciare che Julian o altri le rovinassero la reputazione ulteriormente visto che negli occhi della giovane sapere che il proprio fiancé era un traditore era peggior danno che il morire. La novel finiva con un matrimonio felice, l’unificazione della corona con la torre magica e la fine della vita religiosa di quell’Impero.

Era rinata come Ginevra il giorno in cui ufficialmente divenne la fiancé di Julian e aveva usato la cosa per mantenere un buon rapporto con lui, un rapporto che sapeva sarebbe stato duro da tenere in futuro e non per colpa di Rosalinda. Julian si era innamorato di Ginevra e la cosa era peggiore dell’affetto amichevole della novel. Il motivo era semplice: un matrimonio politico lo poteva gestire, uno dove un lato era innamorato e l’altro non poteva trovar piacere nell’idea di dover dormire con qualcuno del sesso opposto no. Ginevra era lesbica. Lo era stata nella vita precedente e lo era tuttora. Era impossibile per lei innamorarsi di Julian perché non era il tipo di donna che amava gli uomini…e la cosa era peggio del non amarlo. Lo stava condannando a nozze infelici che lui stava accettando con un “possiamo provare” che sapeva richiedeva che Ginevra sacrificasse ciò che voleva.

La cosa peggiore? Si era innamorata di Rosalinda, la sua migliore amica di una vita, confidente fidata e donna che aveva il destino di rubarle il marito.

Che razza di casino…

Rosalinda Miranda Millioner era la bellissima bionda con occhi noce che aveva il potere di comandare una stanza con un sorriso. Era alta un metro e ottantasei, nemmeno un millimetro in meno o più rispetto a Ginevra. Aveva lo stesso fisico di Ginevra con la differenza di come lei lo portava. Se Ginevra era la segreta tentazione nobiliare visto che seguiva alla lettera ogni norma, condotta, etichetta, moda e altro imposta alle nobildonne da nobili e chiesa, Rosalinda era il contrario. Indossava ciò che voleva, spesso capi colorati sul giallo, arancio o colori accesi, al contrario dei colori più sul blu, verde o nero che spesso indossava Ginevra. Rosalinda era la figlia del capo della torre magica, la terza fazione di potenza, un uomo che aveva cresciuto una figlia con un “fa come ti pare, papà sistema” tipo di attitudine. Rosalinda non rispettava nessuna norma nobiliare. Non potevi correre? Avrebbe corso. Non potevi urlare? Era la voce più allegra, forte e notabile nella stanza. Non poteva andare a cavallo? Era a cavallo prima che finivi di dirle un semplice No. Era il tipo di donna che era definita “indomabile”, “selvaggia” e “non adatta alla posizione di nobildonna”. Era anche dotata di immenso talento magico, era molto studiosa e sempre con penna, carta e qualche oscuro libro magico dietro. Era anche prone a litigare con qualsiasi cosa litigasse con le sue idee. Era molto…diversa dalla calma, “domata” e nobile Ginevra. Era per quello che le due erano opposti.

Era per questo che Ginevra la considerava la sua migliore amica prima di ricordare la novel…e di capire che non era amicizia ciò che provava.

La cosa peggiore era che nessuno dei tre era realmente colpevole. Julian amava qualcuno che non poteva sposare, Ginevra voleva mantenere il ruolo datole dalla società e Rosalinda voleva solo sposare chi amava. Nessuno dei tre era, teoricamente, un cattivo…ma alla novel serviva e Ginevra era la facile preda del ruolo. Non era nemmeno sicura la vera Ginevra amasse Julian nella novel…erano amici di infanzia per lei…e poi di colpo marito e moglie…

La precedente Ginevra e l’attuale avevano solo la differenza di aver vissuto una vita in cui aveva accettato che non amava gli uomini e aver più anni di tempo per esplorare se stessi. Quella differenza le fece capire che la propria fede era nata dall’ammonto di colpa che sentiva perché amava una donna e non un uomo…era…onestamente triste.

Fortuna volle che Julian e Rosalinda erano ottimi amici e si riprese presto. Se doveva sposarsi con un uomo, Julian era un’ottima opzione ma non era l’unica. C’era un nobile che nella novel ammise di essere disinteressato agli uomini, donne o esseri viventi in generale che poteva usare come copertura. L’uomo era solo tre anni più grande di lei e potevano semplicemente adottare per nascondere l’assenza di figli. Nessuno avrebbe commentato la cosa visto che era noto per la repulsione che aveva al contatto fisico…

Aveva detto a Julian di amare le donne il primo giorno che trovò il coraggio di ciò dopo aver notato che lui si stava innamorando, l’aveva presa bene e non pareva troppo “ferito” dalla cosa. Era anche vero che erano nell’epoca neoclassica, era più che probabile che il suo fiancé fosse convinto che Ginevra sarebbe stata “curata” con abbastanza contatto fisico, cura e amore. La cosa non la faceva felice ma non era sicura di come poter uscire da nozze create per pace politica…

La cosa peggiore era che Rosalinda e lei stavano diventando sempre più unite e cominciava a fantasticare sul “più che amiche”, la cosa la spaventava perché non voleva essere di nuovo chi aveva frainteso tutto e perdere chi amava…

-Concentrati Gin…

Si guardò intorno e notò di essere in una stanza fin troppo…di suo gusto. Era decorata con il celeste chiaro che lei amava, aveva fiori che le piacevano, il profumo che le piaceva…c’era persino il suo cioccolato preferito su un tavolino con un thè pronto per essere preparato…

-…

Era il suo thè preferito…

Solo una persona era così maniacale con ciò che lei adorava…

-Oh sei sveglia Gin?

-…

-Mi spiace, non dovevo prenderti così ma…non sapevo come altro fare

-Rose…che hai fatto…?

 

 

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