Un diavolo di avvocato
Categoria: realistic world, demons and angels
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Capitolo 1: L'apparenza inganna
Un
diavolo di avvocato
1 L’apparenza
inganna
Il giudice entrò in aula. La corte era già presente,
l’avvocato dell’accusa, un signore dai capelli marroni e occhi celesti, sui
quarant’anni, un completo bianco e uno sguardo fiero e sicuro negli occhi. Il
giudice, un signore anziano, pelato, sui sessanta, con una barba bianca molto
ben tenuta, occhi verdi e uno sguardo perplesso guardava il banco della difesa,
dei due avvocati era arrivato solamente uno, un uomo alto, muscoloso, con
capelli neri, occhiali da sole e un completo blu scuro. Accanto al primo
avvocato c’era una ragazza con i capelli rossi e occhi verdi, indossava anche
lei un abito elegante e sembrava nervosa.
-Signorina Rebecca
-S-si signor giudice?
-Dov’è il suo avvocato? –chiese con la voce rauca il giudice
-S-sta arrivando signore...-rispose la ragazza tremante
-Signor giudice è evidente che la difesa vuole rinunciare al
caso quindi…-iniziò l’avvocato vestito di bianco
Le porte dell’aula si aprirono, il silenzio calò sull’aula
del tribunale.
-Non sia così precipitoso avvocato…sono solo in leggero
ritardo…ho dovuto prendere alcune cose in ufficio per questo caso tutto qui-
una ragazza, bionda, con un bel fisico e con dei vispi occhi celesti, con un
tajer nero e attillato, i lunghi capelli raccolti in una coda, la
ventiquattrore nera in mano, le scarpe nere con il tacco…una bella ragazza…ma
non era quello ad aver lasciato a bocca aperta l’accusa ma l’età della ragazza,
infatti l’avvocatessa aveva solo diciannove anni.
-Ah signorina Night vedo che sarà lei ad occuparsi della
signorina Rebecca, l’accusa avrà molto da fare- commentò il giudice- si sieda
-Perdoni il mio ritardo- la ragazza si sedette al suo posto.
Rebecca le sorrise speranzosa e lei ricambio stringendole la mano- andrà bene
vedrai…
-Giudice è una mocciosa!!!! –protestò l’accusa
-La “Mocciosa” signor Pants ha diciannove anni, tre laure e
cinque dottorati- affermò il giudice- non la sottovaluti…ah beata gioventù
-Ma…ma…
-Signor avvocato se ha contro una ragazzina non è un
vantaggio per lei? –chiese la ragazza- non credo che dovrebbe preoccuparsi
-Questa sarà una vittoria facile- commentò l’avvocato vestito
di bianco
-Bene…l’accusa è pronta per cominciare? –chiese il giudice
-L’accusa è pronta vostro onore
-La difesa è pronta?
-La difesa è pronta signor giudice- rispose alzandosi la
ragazza
-Bene…che l’accusa faccia la dichiarazione d’apertura
-L’accusata, Rebecca Miles, è stata vista da un testimone
uscire dall’appartamento della vittima, il suo ragazzo, Mirko Niton, il
testimone ha anche trovato il corpo della vittima, morto per trauma cranico,
l’arma del delitto è questo…questo…-guardò la strana statua- ehm…questa specie
di statua…- la statua era un caos di pezzi deformi, ma stranamente tutto quel
caos rendeva la statua abbastanza carina- la vittima è morta immediatamente a
causa del colpo ricevuto
-Bene…l’accusa chiami il suo primo testimone
Sul banco dei testimoni si mise un uomo dai capelli neri e
occhi neri- sono Mike Giti
-Può iniziare la sua testimonianza.
L’uomo tossì- bene signore. Sono un venditore porta a porta.
Stavo passando per il piano in cui abitava la vittima quando ho visto la
signorina correre via dall’appartamento, la porta era aperta, sono entrato,
erano circa le 13. Ho visto il cadavere, non ho messo piede nell’appartamento,
ho usato il telefono dell’appartamento, ma non funzionava, ho usato il
cellulare e ho chiamato la polizia. Questo è tutto.
-Bene…mi sembra tutto chiaro…la difesa può contro-interrogare
il testimone.
La ragazza prese in mano i fogli del caso, si alzò in piedi e
si diresse verso il banco dei testimoni- allora…-sospirò rigirandosi i fogli
tra le mani
-Non sa che pesci pigliare? –chiese l’accusa ghignando
Lei lo ignorò- bene…signor Giti…lei è un pessimo bugiardo
-Come si permette?!
Lei sorrise- prima incongruenza…secondo l’autopsia della
vittima la morte è stata stabilità tra le 16 e le 17, lei ha affermato che la
vittima era MORTA alle 13, una cosa impossibile. Secondo, ha affermato di non essere
entrato nell’appartamento, eppure dice che quando ha provato ad usare il
telefono dell’appartamento quest’ultimo non funzionava e per questo lei ha
usato il suo cellulare. Secondo un rapporto ottenuto dal proprietario degli
appartamenti c’è stato un blackout…questo spiegherebbe la mancanza della linea
telefonica, MA questo blackout è avvenuto dalle 13 alle 13:30, questo mostra il
fatto che, benché il testimone sostenga il contrario, il telefono funzionava
eccome…per accertarmene ho chiesto alla compagnia telefonica di controllare i
suoi dati. I loro dati dimostrano che il telefono ha ripreso il contatto alle
14 e che ha continuato a funzionare ininterrottamente fino a poche ore fa.
Inoltre…
-FATELA TACERE!!!!!!! –urlò il testimone
Tutta la sala lo guardò ammutolita.
-CONFESSO! Ho ucciso io il tipo! Dirò tutto ma tenetemela
lontana!
La ragazza guardò il giudice- non è colpa sua signorina se
incute timore a ogni testimone
-Posso continuare signor giudice?
-Certo…anche se lui vuole confessare
Lei si schiarì la voce- lei è un così detto “Topo
d’appartamento”
-Topo d’appartamento? –chiese il giudice
-SI sono un ladro! Ero lì per rubare ok?! –urlò il tipo
-Si calmi ho la faccio arrestare per oltraggio alla corte!
–lo minacciò il giudice battendo il martello per far tacere l’aula- anche se,
continuando così…
-Vedendo uscire la mia cliente dall’appartamento, ha pensato
che esso fosse vuoto, è entrato e ha cominciato a rubare gli oggetti di
valore…la vittima è rientrata proprio in quel momento. Preso dal panico il
signor “Topo d’appartamento” ha preso il vaso…si è un vaso l’arma del delitto…e
la usato per colpire la vittima in testa. Ricordatosi di aver visto la mia
cliente uscire da lì ha ben pensato di incolparla. Lo scambio dell’ora è facile
da chiarire, la mia cliente e la vittima erano appena tornati da una lunga
crociera, nell’ultima tappa la mia cliente ha regalato un orologio alla
vittima, un pendolo da muro, la differenza è dovuta a questo.
-E come mai? –chiese il giudice
-Il luogo dove hanno preso e regolato l’orologio si trova in
un fuso orario diverso, l’orario è di tre ore indietro rispetto al nostro. La
vittima tornata a casa non ha avuto il tempo di aggiustare l’orario. Comunque
affermare che la mia cliente era fidanzata con quello è errato, la mia cliente
e la vittima non avevano QUEL tipo di relazione.
-E così signor Topo di…ehm signor Giti? –chiese il giudice
L’uomo annuì- quando ho visto l’uomo entrare ho perso la
ragione e ho l’ho colpito…l’avvocato ha ragione signor giudice
Due agenti portarono Giti via. L’accusa fissava a bocca
aperta la ragazzina.
-Bene…dichiaro l’imputato NON COLPEVOLE. Potete andare. Sa
signorina Night, adoro avere lei nei miei casi.
-Signor giudice! –urlò l’accusa- ma…cosa…non capisco come
cavolo ha fatto questa ragazzina a…
-Avvocato…lasciate che vi presenti la signorina Angel Night,
l’avvocato della difesa con un record di 190 casi vittoriosi, con il vero
colpevole arrestato, sui 190 casi che ha seguito, è chiamata “Dea della
vittoria”, “Avvocatessa del diavolo” e “L’imbattibile Night”.
-Questa ragazzina…
-Signor giudice la saluto, spero di rivederla presto, magari
non nell’aula di questo tribunale.
Rebecca le saltò addosso- l’hai fatto! Mi hai scagionata! È
con una tempistica assurda! Non so come ringraziarti!
-Ho solo fatto il mio dovere. Ora scusami torno in ufficio,
ho altri casi da seguire. Andiamo Black.
L’altro avvocato annuì e seguì la collega.
***Appena usciti dal tribunale***
-Ed anche questa causa è vinta
-Dì la verità vuoi stabilire un nuovo record? –chiese la voce
profonda di Black
-Voglio solo svolgere il mio lavoro…se sono brava non è colpa
mia- rispose lei sorridendo
-Modestia a parte eh?
-Ovvio
Un avvocato dal completo nero si avvicinò- Ciao Angel Night
La ragazza lo fissò- chi sei?
-SONO LUCIUS DAY! IL MIGLIOR AVVOCATO DELL’ACCUSA ESISTENTE!
-Lo so, volevo solo darti ai nervi Lucy- replicò lei al
ventisettenne- che vuoi Lucy?
-Non chiamarmi Lucy! –rispose l’avvocato passandosi una mano
tra i capelli neri tirati all’insù e spostando gli occhi rossastri dalla
ragazza che lo guardava divertita- volevo chiederti se puoi aiutarmi in un caso
-Un caso? Ma sono della difesa
-LO SO! Ma credo che ti interesserebbe mettere dentro il
sospettato
-Che caso sarebbe? –chiese lei incuriosita
-Gli omicidi di Michel Guilty- disse lui- ti interessa vero?
-C…ci penserò…quando sarebbe il caso?
-Domani
-DOMANI?! E TU MI AVVERTI SOLO ORA?!
-Calma! Ho provato a contattarti prima ma mister cane da
guardia- guardò malissimo Black, i due si odiavano a morte perché ambedue erano
interessati alla ragazza che, ovviamente, lo sapeva ma fingeva di esserne
all’oscuro, il perché…non lo sapeva lei figuratevi se lo so io! –ha
accuratamente evitato che ci riuscissi
-Dice il vero Black? –chiese lei
-Si- rispose tranquillo Black
-Bravo Black- disse lei tranquilla- per quanto riguarda il
caso…se parteciperò mi vedrai in tribunale…intanto mandami le prove, l’autopsia
e il resto, potrei darci un’occhiata dopo…ciao…ho altri venti casi sulla
scrivania
-Tieni- Lucius le diede una cartella- tutto qui dentro
-Previdente eh? –commentò lei- vedremo se ti darò una mano
Lei prese la cartella e salì in auto.
Capitolo 2 da difesa ad accusa
2 Da
Difesa ad Accusa
Lucius era seduto al banco dell’accusa. Tra il pubblico c’era
Black, cosa che faceva sperare al giovane Lucius che Angel avesse deciso di
aiutarlo.
-Signor Lucius- richiamò il giudice- ci può dire chi è la
misteriosa aiutante di cui parlava?
-Signor giudice ecco…
-Scusi il ritardo signor giudice- la voce di Angel Night mise
tutti a tacere- ho avuto alcuni casi da sbrigare
-Ah signorina Night non sapevo fosse uno degli avvocati del
signor Guilty
Angel, nel suo tajer rosso fuoco, sorrise raggiungendo
Lucius- per una volta, signor giudice, starò con l’accusa
-Con l’ACCUSA?!- esclamò il giudice
-Si, mi è stato chiesto aiuto da un vecchio collega e non
potevo di certo rifiutare un lavoro così interessante, non crede?
-Sarà di sicuro interessante vederla lavorare con l’accusa,
ma siete sicuro signor Day? Angel Night non ha esperienza come avvocato
dell’accusa- commentò il giudice
-Non potrei chiedere aiuto a nessuno oltre a lei e mi creda,
Angel Night, sia come difensore sia come accusatrice è il miglior avvocato
donna che ci sia, io stesso l’ho potuto confutare- affermò Lucius- lei ha
talento nel vincere
-Bene possiamo cominciare, l'accusa può fare la sua arringa
di apertura, ehm...buona fortuna signorina Night- disse il giudice
-Grazie signor giudice- rispose la ragazza sorridendo
Lucius si schiarì la voce- Bene...l'accusato è stato trovato
sulla scena del crimine, in mano aveva l'arma del delitto e lui stesso ha
confessato i suoi crimini...
Angel non ascoltava Lucius, o la difesa, si concentrò
solamente sul l'accusato e sui testimoni che chiamavano entrambi, per un'ora
delle due stette in silenzio.
-Tutto ok? –chiese Lucius ad un certo punto
-Puoi chiamare il signor Guilty a testimoniare? –chiese lei
-Va bene, hai un piano?
-Ho osservato, ho ascoltato e pianificato, cosa che tu non
fai mai, chiamalo e finiamo questa storia- disse lei sbrigativa
-L'accusa può chiamare il suo prossimo testimone- disse il
giudice
Lucius si alzò- chiamò a deporre, Michel Guilty
Un mormorio si diffuse nell'aula mentre il noto affarista
salì sul banco degli imputati. Angel si alzò e con passo tranquillo raggiunse
il centro dell’aula.
-Ah? Mandate la ragazzina a interrogarmi? Molto coraggioso
signor Day- rise Guilty con la sua voce roca rimbombò nell'aula
-Se fossi in lei Mr. Guilty starei attento a sottovalutarmi-
disse lei con calma
-Mi stupisca signorina- lo sguardo che le rivolse fece accapponare
la pelle a tutti, Angel se ne stava calma, come se non la turbasse quell'uomo
ed era questo che fece rimanere di stucco l'uomo. Lo sguardo di quella ragazza-
la smetta...
-Di far cosa? –chiese Angel innocentemente
-LA SMETTA! Non mi guardi con quell’aria di superiorità! Lei
non sa niente di me! Niente!
-So che lei ha...- prima che Angel potesse finire qualcosa
l'uomo iniziò ad urlare
-SI HO UCCISO QUEL BASTARDO DEL MIO SOCIO! HO UCCISO LA MIA
SEGRETARIA E CHIUNQUE MI INTRALCIASSE LA STRADA! ERANO DEGLI IMPICCI!
-Si spieghi...
-Ho ucciso delle ragazzine come te, sai? Erano così pure-
disse lui come se si fosse scordato che era in un'aula di tribunale- mi
divertivo a giocarci e poi le toglievo di mezzo quando mi stancavano, il mio
socio mi scoprì, diceva che ero un essere immondo, voleva denunciarmi così me
ne sono sbarazzato, la segretaria mi ha beccato mentre mi liberavo del corpo e
mi sono liberato anche di lei.
Angel era immobile, così come l'intero tribunale, fece un
respiro profondo, forse per calmarsi- ha sentito signor giudice?
-La corte ha ascoltato abbastanza, dichiaro l'imputato
colpevole, la condanna verrà stabilita in base hai...
Angel non lo ascoltava più, si sedette accanto a Lucius che
la guardava stupito.
-Fermi! Non mi potete arrestare! Non mi potete arrestare!-
Guilty prese la pistola della guardia che lo stava portando via e la puntò
contro Angel- vieni qui!
Lei calma raggiunse il tipo che la prese e le puntò la
pistola alla tempia- ora voi cambiate il verdetto e io non le sparo
Angel era calmissima e con la stessa calma colpì e disarmò il
tipo, gli prese la pistola e la disarmò con una mossa. Lui cercò di colpirla,
senza molto successo, lei gli bloccò il colpo e gli rigirò il braccio facendolo
urlare dal dolore e inginocchiare a terra.
-Te l'ho detto, non sottovalutarmi- disse lei lasciandolo
andare- prendetelo
Gli agenti lo tirarono su, Angel ricaricò la pistola e la
diede all'agente- stia più attento
-Tu piccolo demone! Sei un demone! Com'è che nessuno lo
capisce?! È il diavolo in persona!
-Si si, certo certo- disse un agente trascinandolo via
-Si può sapere come hai fatto a...-chiese Lucius
-Ero in un'accademia militare da piccola, mia madre è antropologa
forense nel FBI, mi hanno istruito alcuni suoi colleghi della CIA però- spiegò
lei
-CIA...FBI...-disse Lucius- tu sei proprio strana sai?
-Abbiamo vinto no? Dovresti ringraziarmi- affermò lei
-Signorina Night- il giudice la chiamò- lei dovrebbe pensare
di passare all'accusa, non ho mai visto una confessione meglio estorta
-Grazie signor Giudice, ma per ora preferisco restare dove
sono.
Angel e Black uscirono con calma.
-Ottimo lavoro- disse con voce roca Black, da dietro gli
occhiali la guardava
-Nulla di straordinario, mi sono vestita in rosso apposta, pare
che lui non sopporto quel colore
-Hai fatto come se fosse un toro?
-Toro? No, quelli odiano il movimento non il colore, ma
potremmo dire così
Angel salì sulla decappottabile nera, Black si mise al
volante. Mentre lui guidava lei consultava sul cellulare i file del prossimo caso
che avrebbe seguito.
-Chi è il...
Il cellulare squillò- pronto?
-Angel? Sono Mamma, volevo chiederti un grosso favore
-Dimmi
-Potresti rappresentare Jack Marron nel prossimo processo?
-Il tuo collega dell’FBI?
-Si
-Arrivo- chiuse la chiamata- Black abbiamo un agente nei guai
Black fece una curva e accelerò verso la direzione opposta.
Capitolo 3: Agente nei guai? Ci pensa lei!
3 Agente
nei guai? Ci pensa lei!
Angel scese alla sede delle FBI dove l'aspettava la madre,
una donna dai capelli biondi tagliati a cassetto, occhi verdi e un sorriso
severo.
-Eccoti
-Dove si trova il cliente?
-Seguimi
Il loro era un rapporto apparentemente freddo, ma era il loro
modo di comunicare, si volevano bene, lo sapevano e questo a loro basta.
Scesero le scale e si ritrovarono nella sala riunioni. C'erano degli agenti con
lo sguardo preoccupato puntato su un ragazzo dai capelli marroni e occhi dello
stesso colore.
-Jack Marron? –chiese Angel con tono professionale, lui si
alzò subito- Angel Night, il suo avvocato della difesa
-Mi ricordo di te, da piccola ti addestravi con noi- disse un
agente sorridendo- eri così piccina
Black digrignò i denti, gli agenti lo guardarono, non
sembrava umano quello.
-Non badate a lui per piacere, è il mio collega, la mia
guardia del corpo e in passato era un mercenario.
-Una bella compagnia- commentò un agente guardandolo poco
convinto il tipo
-Lasciatemi sola con il mio cliente
-Buona fortuna- dissero i ragazzi uscendo.
La madre di Angel esitava- Sta tranquilla, non ho mai
sbagliato un colpo- la rassicurò Angel, mentre la donna usciva.
-Allora- Angel si sedette- cominciamo Black
L'uomo coprì la telecamera- siamo soli
-Bene- disse Angel sedendosi sul tavolo e accavallando le
gambe, non era preoccupata per nulla sul caso- Signor Marron lasci a me il suo
caso, lei non si deve preoccupare di nulla- gli prese il mento e lo guardò
negli occhi- non si deve preoccupare di nulla, ci penserò io, penserò io a
tutto
L'agente annuì come in trans. Angel lasciò la presa e fece
cenno a Black di agire. Il ragazzo si tolse gli occhiali, rivelando occhi di
serpente rossi come il sangue. Guardò il ragazzo negli occhi
-Ci vorrà poco
***In aula***
-Sicuro di non ricordare cosa hai detto al tuo avvocato-
chiese ancora un agente
-No...ricordo solo che mi sono sentito sollevato appena mi ha
parlato, ha detto che mi avrebbe portato alla libertà...
-Bene...Signorina Night! Ancora una volta siete l'avvocato in
un mio caso? –chiese il giudice ridendo
-Si vede che dovrete sopportarmi signor Giudice
-Bene...iniziamo- disse il Giudice
****dopo il processo****
-Un'altra vittoria- disse la madre di Angel abbracciandola-
grazie per l'aiuto
-Ho da fare con altri casi- disse lei spostandosi- cercate di
non finire nei guai. Andiamo Black
-Grazie ancora- disse Jack, ma appena guardò Black in faccia,
un brivido lo colse e lo costrinse a distogliere lo sguardo- Angel
-Si?
-Quell'uomo- indico Black che era troppo lontano per
sentirlo- è un demonio vero?
Angel sogghignò- beh...di certo non è pericoloso come me- si
girò e salutò con un gesto- ci rivedremo presto, mio caro Jack
Angel salì in auto- dicono che sei un demonio
Black partì- beh io sono solo un famiglio...il demone...o
diavolo..- guardò Angel- sei tu
Capitolo 4: Notte insonne
4 Notte
insonne
Angel si stiracchiò chiudendo il pc, si alzò dalla scrivania,
indossava solo una canottiera e delle mutandine nere, era notte tarda e doveva
andare a dormire. Era completamente buio, si spostò con calma fino al frigo, lo
aprì e prese un bicchiere d'acqua, si girò, per un attimo sentì che qualcuno
era dietro di lei. Richiuse il frigo e si guardò intorno, chi c'era? Sentì una
mano prenderla e tenerla ferma. Non vedeva nessuno, che diavolo era? Prese di
istinto con la mano libera il coltello da cucina e colpì di striscio qualcuno.
-Non voglio fare male a nessuno-parlava con il buio- ti prego
lasciami in pace
Sentiva che si era allontanato, posò il coltello nel cassetto
e si diresse verso la camera da letto, sapeva che c'era qualcosa che non
andava, era pronta a morire da tempo. Si sedette sul letto, si infilò sotto le
coperte e chiuse gli occhi, addormentandosi subito.
Passò la notte in preda agli incubi, ricordi frammentati di
una vita infelice, faceva fatica a riordinarli, vedeva solo frammenti e li
collegava appena, vedeva frammenti ricordi e parte di incubi. Si alzò di colpo,
aveva sentito qualcosa toccarla. Non era più nella sua stanza, no era in una
camera totalmente nera.
-Oh sveglia? Vieni il tuo ultimo caso ti attende
-Cosa? Dove sono?
-All’inferno cara- un uomo dai tratti demoniaci la aiutò ad
alzarsi, Angel si accorse che indossava il suo completo migliore nero.
-Come sono finita qui?
-Ti ci abbiamo portata noi, avvocato- disse il demone
sorridendo- ora conoscerai il tuo cliente- la spinse in una stanza tvuota, se non per un tavolo e due
sedie. Sulla sedia difronte a lei c'era seduto un ragazzo dai capelli rossi e
occhi di fuoco, indossa un completo nero.
-Sei il mio cliente? –chiede lei timorosa
-Sono il braccio destro del demonio Cara, ma per questa
prova, sarò il tuo cliente e il tuo biglietto per la libertà.
-Cosa dovrei fare?
-Difendere me, salvarti l'anima e la vita a te.
-Cosa?
-Se perdi la causa, perdi l'anima e la vita cara
Angel si gelò- perché?! Io non...
-Sei stata scelta, vinci e ti verrà dato un potere ben
superiore a quanto tu potrai mai credere, perdi e verrai punita. No hai scelta
Angel guardò il suo cliente, in che guaio era finita?
Capitolo 3 Lista Capitoli Capitolo 5
Capitolo finale: L'avvocato del diavolo
5 L'avvocato
del diavolo
Angel sospirò sedendosi accanto al suo imputato, che doveva
fare? Non sapeva che fare con lui. Il caso si stava svolgendo in fretta, le
pause finivano prima ancora di iniziare. La testa le scoppiava, non riusciva
proprio a seguire la velocità con cui salivano e scendevano i testimoni.
-Presto la tua anima sarà nostra mia cara Angel- sogghignò il
demone suo cliente.
-Chiedo quarantacinque minuti di pausa- disse Angel alzandosi
di colpo
-Concessi- disse il demone sogghignando- anzi vi dò ben due
ore signorina
-Mi bastano 45 minuti umani né più né meno- disse Angel
allontanandosi in fretta.
No non andava per nulla bene, stava perdendo il controllo. Si
sedette nella sala d’aspetto e si mise le mani nei capelli, avrebbe perso
l'anima...stava per piangere. Guardò l'anello che aveva, glielo aveva regalato
suo padre, era l’anello da avvocato, c'era una A di oro su sfondo nero, la A
aveva un paio di ali, il padre diceva che erano le ali della libertà e la A era
quella di Avvocato, anche se lui scherzando diceva che era la A di Angel, avevano
un bellissimo rapporto, era più unito con lui che con la sua madre. Le vennero
in mente le sue parole, le ultime parole dette da lui dopo che morì per colpa
di un criminale...
“Angel, gli avvocati della difesa devono avere in mente solo
una cosa durante tutti i processi, la cosa più importante è salvare il nostro
cliente, anche se fosse l'ultima cosa che facciamo, se diverrai mai un avvocato
di difesa, giurami che non ti arrenderai mai, mai e poi mai, capito?”
Sorrise, aveva giurato no? Che importava se avesse perso,
doveva vincere per il suo cliente, l'aveva promesso e lei manteneva le
promesse. Guardò i fogli del caso, era meno complicato di quanto si aspettava,
anzi era semplice, era dannatamente semplice, che diavolo le era preso prima? Era
stata così stupida...
-Pronta per riprendere? –disse l’avvocato dall’accusa
-Pronta- disse lei sicura- vorrei iniziare io se possibile
-Perché no- disse il giudice
-Chiamo a testimoniare, l'avvocato dell'accusa- disse lei.
L'avvocato si sedette con calma. Era un demone, che problema
poteva avere con una ragazzina.
Angel strinse la mano al petto, prego mentalmente il padre di
guidarla. Rese il suo sguardo crudele, duro, severo e allo stesso tempo sicuro,
altezzoso e certo di sapere tutto, il demone si irrigidì.
-È davvero un caso interessante non trova anche lei?
-Molto, un crimine così...
-Effimero- disse Angel
-Come prego?
-Non ho detto nulla- disse Angel innocentemente- avvocato da
due soldi
-La smetta!
-Di fare cosa? –disse Angel- perdente
-Finiscila!
Angel non stava parlando, era nella sua testa, lo stava
spingendo alla pazzia, a confessare.
-LO AMMETTO! NON È STATO IL TUO CLIENTE, ERA UN GIOCO,
VOLEVAMO IMBROGLIARTI E PRENDERTI L’ANIMA! –si mise le mani tra i capelli- ti
prego ti prego smettila, smettila- aveva cominciato a piangere
-Signor Giudice- disse Angel
-Innocente- disse lui a mezza voce
Angel mise una mano sul fianco e un ghigno le spuntò sul
viso- con il dovuto rispetto, non tentate di ingannare un diavolo di avvocato
-Bene- un demone dai capelli neri le si avvicinò- io sono Black
e da oggi sono il tuo assistente.
Angel si svegliò e guardò Black seduto sul letto, aveva l'età
di Lucius, ma dimostrava più anni.
-Che ci fai qui Black?
-Abbiamo un caso Angel
Si vestì in fretta e lo seguì in auto
-Sai ho sognato il processo agli inferi
-Sei stata grandiosa li
Angel arrossì- vinceremo anche stavolta
-Ovvio.
Angel sospirò, l'anima non l'aveva persa, ma aveva comunque
ottenuto il posto come avvocato del diavolo.
Fine.,che
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