WitchandAngel : The Cult
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The Cult

The cult
Trama:

Leila e Steph sono due gemelle molto unite che darebbero di tutto pur di rimanere insieme. Durante un viaggio in aereo, per raggiungere l'isola dove avevano vinto una vacanza, una turbolenza le farà precipitare su un'isola non segnalata sulla mappa. I passeggieri verranno rapiti da un culto e le gemelle separate in due diversi gruppi dell'isola. Una di loro verrà venerata come una dea in terra mentre l'altra dovrà aiutare i ribelli per salvare la sorella dalle grinfie della setta che crede che le gemelle siano la dea della salvezza e quella della distruzione. Riusciranno ad uscire di lì sane e salve?

Lista dei capitoli:

Capitolo 35: The Cult

Capitolo 35: The Cult

Leila ruotò il coltello e guardò i cadaveri di fronte a lei.
-Abbiamo finito –disse la voce di Steph nel suo auricolare.
Leila annuì girandosi a guardare John al suo fianco ricoperto di sangue come lei. Sangue non loro.
-Mission Complete- disse Leila dando il segnale alla squadra di muoversi per ritornare- lasciamo il ripulire ai soldati
John annuì seguendola velocemente e prendendole piano la mano sinistra, due anelli erano ora messi sull’anulare di Elizabeth, uno identico a quello che indossava con Stephanie, l’altro identico a quello che John indossava sulla sua mano sinistra.
Steph sorrise vedendo i due rientrare nella base- buon lavoro squadra
Leila batté la mano con lei, i due anelli di Stephanie risplendevano nella luce dei monitor. Uno identico a quello della gemella e uno identico a quello di Jeremy.
Il generale apparve sullo schermo- congratulazioni per il successo della missione, l’artefatto?
Steph alzò una scatola- già preso
-Nuove notizie dal Dottore? –chiese Leila
-Le sue vittime non sanno molto- disse il Generale- lo stesso si sta divertendo a torturarle
-Ovviamente…nuove missioni? –chiese Steph
-C’è una strana lista di scomparsi in un piccolo continente del sud- disse il generale
-Sesso? Età? –chiese Steph
-Donne, non c’è un limite –disse il Generale
-Allora muoviamoci- disse Leila attivando il localizzatore
****
L’uomo sorrise seduto sul suo trono mentre molte donne erano intorno a lui semi-nude. Ogni giorno una nuova donna arrivava nella sua villa, ogni giorno una nuova vittima cadeva nel suo letto. Ognuna di loro aveva uno sguardo spento, il colore degli occhi vitreo ed era priva di dire qualcosa contro quello che le stava succedendo.
Erano tutte ipnotizzate infondo.
L’uomo era entrato in possesso di quell’abilità dopo un incidente anni prima, da allora si era vendicato su quelli che l’avevano offeso rubando loro ogni cosa: donne, madri, amanti, figlie, serve…
L’età non importava, il loro ruolo nemmeno. Regine e schiave erano sotto mano sua lo stesso, nessuno poteva fargli nulla perché se avessero provato avrebbe semplicemente usato la loro amata come scudo.
Sorrise aspettando la nuova arrivata, ogni notte almeno una donna veniva da lui, avendo già la maggior parte di quelle del continente purtroppo doveva aspettare che arrivassero.
-Una nuova donna è arrivata –disse una donna priva di emozioni davanti a lui
Lui si alzò sorridendole e le accarezzò il viso e le diede un bacio veloce- brava la mia gattina…
Si mosse con calma per le sale fino ad arrivare all’ingresso. Le donne sotto la sua influenza lo seguirono docili come sempre. Avrebbe solamente dovuto baciare la nuova arrivata e avrebbe imprigionato l’anima di lei per sempre a sé.
Sorrise estasiato vedendola entrare piano nella stanza, gli occhi ancora leggermente lucidi come tutte quelle che avevano ancora un briciolo di desiderio di combattere la sua maledizione. Era una donna dalla pelle chiara, occhi Malva e lunghi capelli platino con le punte nere. Aveva due tatuaggi che non gli piacevano moltissimo ma ci avrebbe pensato dopo a quelli.
Le tese una mano che lei prese piano con la sua sinistra. Due fedi? Era sposata quindi. Peccato preferiva essere il primo ma…oh beh era abbastanza bella da potergli dare soddisfazione in altri modi.
-Come ti chiami? –chiese accarezzandole il volto
Lei lo guardò- Elizabeth Harley Wolfe
-Cosa vuoi da me piccola? –chiese lui sorridendo
Leila sorrise avvicinandosi di più senza dire nulla. Lui si avvicinò di più pronto a baciarla finché un dolore allucinante al petto e crollò a terra mentre il sangue cominciava a correre dalla ferita insieme al liquido che ormai sia Steph che Leila avevano imparato a riconoscere come quello degli artefatti. Nel secondo che il liquido corse via con il sangue le donne ripresero i sensi in panico, alcune crollarono a terra a piangere.
Leila sorrise con il pugnale in mano- uscite da qui, la mia squadra vi riporterà dalle vostre famiglie
Le donne appena sentirono quelle parole corsero fuori. L’uomo guardò Leila- chi…sei?
-Il peggiore incubo di chi usa gli artefatti- disse Leila schioccando le dita. Due soldati della squadra di Ready to Kill afferrarono l’uomo- assicuratevi che non muoia. Dobbiamo scoprire dove ha trovato l’artefatto
-Come…fai…ad essere…immune? –chiese lui
Leila sorrise malefica- c’è un motivo per cui ci chiamano “Ready to Kill”, non siamo esattamente umani…John pensa a lui
John annuì con un ghigno- oh tranquilla…sarà una piacevole conversazione quella che avremo mr tocco la moglie degli altri
Leila sorrise uscendo e guardò distrattamente alcune donne stringersi a qualche famigliare venuto a prenderla.
Tirò fuori il dispositivo- Steph. Abbiamo trovato l’artefatto, qualcun altro ha capito come impiantarli ma pare che non fosse come il tuo
-Ovvio –disse lei- torna alla base, dobbiamo raggiungere il prossimo punto di interesse. L’artefatto dà problemi?
Leila sfiorò distrattamente la sua schiena- sto bene tranquilla. Ho assorbito il potere senza problemi. Funziona l’immunità
-Ottimo- disse Steph sfiorandosi la propria schiena- torna alla base, controlliamo i risultati
-Yes M’am- disse Leila chiudendo la chiamata e continuando a camminare verso il veicolo.
Sarebbe stata un’altra lunga missione ma ormai erano abituate. Infondo ora dovevano dare la caccia a questi piccoli artefatti. Forse…il fatto che potevano ora manipolare le menti altrui era meglio tenerlo nascosto solo tra lei e Stephanie…
~The End~


Capitolo 34: Sweet Revenge

Capitolo 34: Sweet Revenge

Leila sorrise guardando il Generale scendere con i soldati a terra. Le gemelle non gli diedero nemmeno il tempo di guardarsi intorno che gli corsero tra le braccia.
-Piccole mie- disse lui stringendole- per fortuna siete sane e salve
Le due sorrisero- ovvio siamo figlie del generale no?
Lui sorrise con orgoglio- ovviamente! Dove si trova la base?
Steph tirò fuori la mappa e la stese davanti agli occhi del Generale- qui è quella dei ribelli ma ci siamo già sbarazzate di quella dandole fuoco, abbiamo anche sabotato ogni marchingegno e controllato la zona con i ragazzi, tutti i superstiti dovrebbero essere morti, gli abitanti dell’isola si trovano tutti qui. Questa è la base principale anche e non contiene armi moderne
-Abbiamo controllato ogni singolo lato della base e siamo sicure di ciò- disse Leila- inoltre abbiamo segnalato le più grosse aperture che ci faciliteranno l’ingresso
Il generale annuì- quanto manca al rito?
-Poche ore –disse Steph
Il generale annuì alzando la voce- IN FORMAZIONE!
Elizabeth prese la mano di Stephanie e la strinse piano- insieme?
Stephanie le sorrise- sempre insieme.
*****
Raven si dimenò nelle sue catene
-È inutile –disse Tyger
-Sta zitto! È colpa tua! –disse Raven
-Mia? Se tu avessi tenuto d’occhio quella Stephanie- iniziò Tyger
-Stephanie? È Elizabeth che ha creato questo caos! È colpa tua! –disse Raven
La porta della loro cella venne aperta e dei soldati entrarono con il sacerdote- è ora del rituale
****
Raven venne spinto sull’altare insieme a Tyger e vennero legati lì
Il sacerdote sorrise completamente pazzo- è ora del nostro sacro rituale!
I presenti esultarono gioiosi
Il generale osservava la scena dalla base usando le telecamere che avevano portato. Toccò il microfono- Dee, è ora di iniziare i giochi, fate vedere chi hanno osato offendere.
Elizabeth guardò John al suo fianco e sorrise stringendo la presa sulla sua arma- Ready…
Stephanie guardò attraverso il mirino del suo fucile da cecchino insieme ad altri soldati vicini a lei-…to kill
 Stephanie colpì un soldato al centro esatto degli occhi facendo zittire l’intera zona.
La squadra di Elizabeth si mosse in fretta e in pochi secondi era scoppiata una guerra. Steph copriva le spalle di Leila, Jeremy si occupava invece di John. Era sempre stato così per i Ready to kill, erano sempre a coppie e nessuno aveva mai anche solo ferito un membro della squadra così. Un nome che era stato affidato alla squadra infondo era “Immortal soldiers” per un motivo.
John ruotò il suo coltello e sgozzò un soldato che era troppo vicino per i suoi gusti a Leila- mantenete la posizione!
In pochi minuti l’intera zona era sotto il controllo della squadra e solo dopo che loro avevano finito i soldati del generale ebbero il permesso di catturare i superstiti e non solo i fuggitivi.
Leila ruotò il suo fucile e ghignò- ci si rivede
Tyger e Raven la guardarono ma non riuscivano a sentirsi “salvi”. Qualcosa gli diceva che erano finiti in mano al demonio.
-Chi diavolo siete? –chiese Raven guardando Stephanie avvicinarsi anche lei armata
-Il tuo peggiore incubo –disse Stephanie con un sorriso cattivo
John sorrise- eh? Non lo sapete chi avete provato ad uccidere?
Tyger lo guardò- cosa stai…
-Loro sono “Goddess of Destruction” e “Goddess of Annihilation”, sono dee venute a punire chiunque si sia peccato di un crimine- disse Jeremy capendo l’intenzione di John
-E noi siamo i loro soldati –disse Milly guardandolo con superiorità- e ora verrete puniti per parecchio tempo…
Leila prese la mano di Steph- Ripulite questo posto. Questi vermi verranno affidati al Dottore
-Yes M’am! –dissero i soldati muovendosi all’ordine delle due gemelle.
La squadra delle gemelle si mosse in fretta a seguirle mentre i soldati si occupavano del resto.
Il generale sorrise- che ne pensi?
Il dottore ridacchiò- che sono le figlie del Dio della morte e della guerra
-Non mi chiamano così da anni –rise il Generale sorridendo poi malefico- falli soffrire
-Ovviamente- disse il dottore
-Poveretti…sono finiti nelle mani di “Dr. Despair” …-disse il Generale con un sorriso complice
Il dottore gli batté il pugno- è colpa loro per essere andati contro le nostre gemelle no?
Il generale sorrise piano continuando a guardare lo schermo. Il Dottore controllo l’orologio da taschino vedendo una foto di due ragazzi più giovani con due tatuaggi complementari sul braccio opposto. Sorrise piano e sfiorò il suo braccio sinistro guardando poi quello destro esposto del Generale- infondo…eravamo la squadra più letale no?
Il generale rise- non tanto quanto i Ready to Kill temo
-Un genitore può solo esserne felice non credi? –sorrise il dottore


Capitolo 33: Love is not for me

Capitolo 33: Love is not for me

Raven guardò Tyger venir trascinato lontano da lui e provò a liberarsi dei sacerdoti- mollatemi!
-Mi spiace ma dobbiamo prepararci per il rito- disse con un sorriso il sacerdote
Tyger provò a liberarsi- levami le mani di dosso!
-Come osate farci questo!? Sono secoli che vi aiutiamo! –disse Raven
-E ci aiuterete a sopravvivere- sorrise il sacerdote
-Brutti bastardi! –disse Tyger
-Calmati –disse il sacerdote- non è colpa nostra se non avete saputo tenere le ragazze
-Perché voi le avete tenute?!- chiese Raven
-Non andranno da nessuna parte- disse un altro sacerdote
-L’isola non è infinita, usciranno fuori
-Perché finora le avete trovate!? –chiese Tyger
-No, ma le troveremo prima del prossimo rito- disse il sacerdote
-E vi uccideranno –disse Raven
-Non importa, un paio di morti in più per il sacrificio –disse il sacerdote
-Perché?! Perché ci fate questo!?! –chiese Tyger
-Per lo stesso motivo di sempre
-Per lo stesso motivo per cui l’avete fatto voi
-Perché non vogliamo morire
-Perché non vogliamo invecchiare
-Perché è ciò che dobbiamo fare per vivere- disse il sacerdote
I gemelli si guardarono
-Infondo è colpa vostra, avete avuto parecchio tempo per amarvi, se solo non vi foste odiati…
****
Il generale entrò in cabina di pilotaggio- quanto all’atterraggio?
-Manca ancora almeno cinque ore Generale- rispose il pilota
-Non possiamo andare più veloce? –chiese lui
-Generale…- disse il soldato guardandolo in difficoltà- non possiamo…
-Vieni qui tu- disse il dottore tirando il generale via- abbiamo da rifinire il piano
-Voglio andare dalle mie figlie! –protestò il generale lasciandosi trascinare via
-Si si- disse il generale
Il pilota e il copilota si guardarono- credi…che qualcuno uscirà vivo dal lato avversario?
-Dopo avergli toccato le gemelle?
I due si guardarono- sono così contento di non essere nemico di nessuno di loro…
-Siamo in due…



Capitolo 32: I still like her personality

Capitolo 32: I still like her personality

-Jeremy muoviti! –disse Stephanie accelerando il passo
Lui annuì correndole dietro- aspettami
-Quando si sposeranno quei due? –chiese John guardandoli
-No, credo si siano sposati e non siamo stati invitati alle nozze- mormorò Leila guardando Steph fingersi irritata e Jeremy correrle dietro come un cagnolino
-E voi due quando vi siete sposati? –chiese Steph guardandoli
Leila sorrise- eh non lo sai? Otto anni fa!
John divenne rosso e scoppiò a ridere
-Eh!? E perché non sono stato invitato? –chiese Jeremy serio
Steph lo guardò e gli scompigliò i capelli- scherzano, ci avrebbero invitati se si sposavano
-Ah –disse lui e poi sorrise- hey possiamo sposarci insieme no? Tipo quei matrimoni a coppie?
Leila divenne viola e Steph anche. John spostò lo sguardo ma sorrise- perché no…
-Ehm…voi quattro –disse Milly- possiamo distruggere questo posto o volete continuare a flirtare?
-Milly lo sai che stanno insieme…
-Non stiamo insieme! –disse Leila rossa
-Quindi non ti piacerebbe essere la fidanzata di John? –chiese Milly
-…non è che gli piaccio…- mormorò lei
John divenne rosso- se…se vuoi…a…a…me non dispiacerebbe…
Lei lo guardò- ecco…
-Io e Steph stiamo insieme- disse Jeremy
-Eh!? –chiese lei
Jeremy la guardò- stiamo insieme no?
Lei divenne rossa- se…se proprio vuoi…
Milly sospirò- mi sa che non ci muoviamo più oggi…
****
-La squadra ha trovato le ragazze- disse un soldato
-Ottimo! –disse il generale
-Stiamo ricevendo il segnale di una video-comunicazione Generale- disse un altro soldato
-Sullo schermo, veloci! –disse lui
Sullo schermo apparvero le due gemelle con i ragazzi dietro.
-Hey- disse Steph
-Ragazze! –disse lui tirando un sospiro di sollievo- come state? Siete ferite?
-Stiamo bene- disse Leila- beh a parte che vogliono sacrificarci su un altare domani pomeriggio
-Cosa!? –chiese il generale facendo tremare la sala per il vocione che aveva- Muovetevi a chiamare le truppe! Quella cazzo di isola andrà a picco!
-Se fai così non possiamo usare gli abitanti come cavie da laboratorio! –disse Steph
Jeremy annuì con vigore- verissimo!
John si schiarì la voce- e vorrei usare i gemelli che hanno provato a manipolarle come tiro al bersaglio…
-Gemelli? –chiese il generale
Leila sospirò- beh per iniziare…


Capitolo 31: Not the fairytale type

Capitolo 31: Not the fairytale type

Le cose tra Leila e John non erano mai state per “il per sempre felici e contenti” delle favole. Stessa cosa poteva venir detta delle cose tra Jeremy e Steph.
Se Jeremy e Steph avevano un tira e molla continuo, specie per problemi di comunicazione tra i due; Leila e John avevano un problema di sincerità. John, infatti, trovava difficile dare la sua onesta opinione sui suoi sentimenti per Leila…in realtà era scorretto dire ciò, aveva zero problemi a dirlo a chiunque glielo chiedesse, purtroppo ogni volta che ci provava a dirlo alla diretta interessata diventava incapace di parlare, il che era divertente per chi lo vedeva. Jeremy in tanto aveva problemi a capire cosa era “normale” dire alla propria ragazza e spesso ciò che diceva veniva interpretato in maniera molto…da stalker…anche se lo stalker della coppia non era lui.
John scese sull’isola con il fucile in mano- non dividetevi, non è una buona idea in territorio nemico o sconosciuto
-O in un horror –disse Jeremy seguendolo con la sua attrezzatura per cercare le ragazze
John ruotò gli occhi- dove?
-Nord-est- disse Jeremy controllando lo schermo
-Mantenete la formazione, andiamo! –disse John
****
Leila prese il fucile- Steph
Stephanie si affacciò dal piano superiore- movimento?
Elizabeth annuì preparandosi a sparare e Stephanie la raggiunse di corsa con un fucile in mano- Ribelli?
Steph scosse la testa- sono scarponi armati quelli che sento Leila
-Abbiamo distrutto il dispositivo che preveniva di entrare sull’isola…- disse Elizabeth guardandola
Un fucile si poté vedere di striscio e qualcuno calciò la porta.
John aveva il fucile puntato contro Leila e lei contro lui- Leila?
-John? –chiese lei abbassandolo imitata dai ragazzi
-Menomale stai bene- disse lui entrando e tirandola in un abbraccio
-Sai voi due che vi puntate il fucile contro mi ricorda come vi odiavate da piccoli…- disse Steph
-Ah…ehm…ciao Steph –disse John
-Tranquillo so che la tua priorità è mia sorella- disse lei abituata a venir esclusa dalla mente del ragazzo
-Scusami –disse lui sincero
Lei ruotò gli occhi divertita e venne abbracciata di forza- che diavolo!?
-Steph! –disse Jeremy stringendola con più forza di ciò che doveva. Certo Jeremy era più che altro un ragazzo da laboratorio, ma era comunque un piccolo Ercole di forza, infondo spostava macchinari parecchio pesanti da solo perché gli altri li avrebbero rotti, il che aveva reso per lui facilissimo avere un corpo parecchio forzuto.
-J-J-Jeremy! –urlò lei diventando in automatico viola- che diavolo ci fai qui?! Mollami! Jeremy!
Il biondo ignorò le proteste continuando a tenerla stretta.
Leila guardò la sorella- quindi state di nuovo insieme?
-A giudicare dalla scena- disse una ragazza entrando- direi che siamo di troppo
-Milly! –sorrise Leila abbracciando la ragazza orientale- siete tutti qui?
-Ovviamente, se lasciavamo solo quei due non credo l’isola si sarebbe salvata dal venir distrutta- disse un gigante bruno entrando, la porta era sui due metri di altezza ma lo stesso si era dovuto piegare per entrare- come sempre le porte troppo piccole…
-Sei tu che sei una montagna che cammina- disse Stephanie liberandosi dalla presa di Jeremy
-Oh –disse Leila- prima che mi dimentichi, tra un giorno ci sarà il rito
-Rito? –chiese Jeremy aggiustandosi gli occhiali
-Rito in cui vogliono sacrificarci- disse Steph
-Cosa!?



Capitolo 30: Fuck off

Capitolo 30: Fuck off

*Anni prima*
-John è il migliore- disse uno dei ragazzi
-Di sicuro il campione anche quest’anno
John sorrise piano- ci sono dubbi?
-Ok marmaglia- disse un ragazzo più grande entrando nella sala- abbiamo una nuova recluta
John guardò Leila- che diavolo…
-Sembra una bambola- disse qualcuno
Leila sembrava estremamente timida- ehm…il mio nome è Elizabeth Harley…spero andremo d’accordo
-John –disse il ragazzo- sarai in squadra con Elizabeth
-Eh si prende la pivella?
-Tutte lui le fortune
John sbuffò, questo avrebbe diminuito il suo punteggio- yes sir…
***
Leila puntò il fucile e colpì il bersaglio alla perfezione
-Complimenti signorina- disse l’istruttore- ha preso subito mano
Leila arrossì- grazie sergente…
-Sta diventando davvero brava eh?
-Meglio di John
John si tolse le cuffie di protezione e le lanciò a terra per uscire poi di corsa
Leila posò piano le armi e lo seguì di corsa- John!
-Non mi seguire- disse lui girandosi
-Che ti ho fatto? Sono qui da un mese…io…
-Senti perfettina- disse John spingendola piano- non mi stare intorno, mi disgusti!
Leila lo guardò allontanarsi di corsa e sospirò- moccioso…
****
Erano in una missione di allenamento fuori dalla base. Era anche la prima volta che Leila era senza sua sorella per più di una settimana e ciò le diede parecchi problemi a dormire. La base in cui erano era in una zona molto fredda e la cosa aveva reso tutti molto assonnati, non lei però. Il freddo sembrava averle peggiorato la sua insonnia.
Stava gironzolando per la base, per evitare di svegliare le persone nei dormitori.
Si posò su una panchina a guardare il cielo stellato, provando a stancarsi abbastanza per avere sonno, quando vide del movimento all’esterno.
La loro priorità era una, stare con il proprio compagno e non lasciarlo solo. La missione era però il giorno dopo quindi…
-Un attacco…
Per ragioni di sicurezza, nessuna stanza era dotata di lucchetto. Entrò velocemente in quella di John, trovandolo a dormire nel suo letto e si sbrigò a svegliarlo.
Mise una mano sulle sue labbra e continuò a scuoterlo. Quando lui si svegliò in panico e si ritrovò in quella situazione fu solo istintivo bloccarla sotto di sé pensando fosse un attacco
-Che diavolo…Elizabeth? –chiese lui guardandola- che cazzo stai…
Lei si liberò e gli fece segno di tacere- dobbiamo suonare l’allarme
-Cosa?
-Attacco –disse lei prendendolo per mano
-Aspe che stai…
Lei gli tappò la bocca e aprì piano la finestra indicandogli di guardare tra le tapparelle- quelli non sono nostri furgoni
John annuì ancora scettico ma…- muoviamoci, non credo sia un vero attacco ma meglio al sicuro che morti
Lei annuì facendo strada e muovendosi in fretta con lui- l’armeria…
Lui annuì seguendola e entrando con lei in fretta. L’armeria era, di norma, sorvegliata ma per qualche motivo quella sera la guardia non c’era- hanno messo Malcom
-Era con Chris nel dormitorio femminile- disse Leila chiudendo la porta dell’Armeria piano
John caricò una pistola- quando lo becco gliene canto quattro.
Leila prese le sue armi e ruppe la custodia del bottone di emergenza- svegliamo la base
****
La situazione era crollata all’inferno molto velocemente, ritrovandosi subito in una zona di guerra. John aveva perso di vista Leila nel mezzo di uno scambio di proiettili con il nemico e si ritrovava ora solo in una sala piena di cadaveri, di ambe due parti.
-Cazzo…- si sfiorò la spalla dove era stato colpito e cercò di ricaricare l’arma- cazzo…
Sentì parlare in una lingua straniera e si girò per vedere tre soldati avvicinarsi con le loro armi e puntargliele contro.
-Merda… -disse cercando di prendere un’arma vicina ma un colpo lo evitò per un pelo.
John chiuse gli occhi preparandosi per venir ucciso ma…
-Hey! –disse una voce a lui nota facendo girare i tre soldati- fuck off
Sentì tre colpi precisi e tre pesanti oggetti cadere a terra. Sentì passi veloci e qualcuno sfioralo.
-John? –chiese Leila facendogli aprire gli occhi
-Leila? –chiese lui notando i tre cadaveri a terra- cosa…
-Andiamo, la ferita non sembra troppo grave ma…è meglio farla vedere- disse lei aiutandolo a tirarsi in piedi e dandogli una pistola- muoviamoci
-Perché sei tornata? –chiese lui guardandola mentre si allontanavano
Lei sorrise- perché sei il mio compagno
Lui la guardò- non sono stato mai gentile con te
-Se vuoi essere stronzo sono cazzi tuoi, ma non venirmi a chiedere di essere come te John –disse lei tranquilla calciando la porta aperta e entrando nell’Infermeria. Lo fece sedere e bloccò la porta prima di iniziare a tendere al colpo di pistola
John la lasciò fare tenendo d’occhio la porta- ho…ho visto il cadavere di Malcom…
-I dormitori sono un bagno di sangue- disse Leila- alcuni non si sono svegliati pare
-Cazzo…
-Dovrebbe bastare –disse Leila finendo il bendaggio- mi spiace se ti ho fatto male con…
Lui la guardò- perché mi sei venuta a cercare?
Lei gli sorrise- perché sei il mio partner…ti piaccia o meno
Lui sorrise- usciamo di qui su
****
-Leila? –chiamò John un bel po’ di tempo dopo ciò che era avvenuto alla base
-Si? –chiese lei
-Vieni con me un secondo?
Lei annuì seguendolo- dove andiamo?
-Voglio mostrarti un tatuaggio che ho fatto sulla cicatrice- disse John- ehm…è vero che tu e Steph farete una squadra?
Leila annuì- sì
-Voglio…voglio farne parte- disse John- se posso…
Leila sorrise- ovvio che puoi! Sarà bello averti con noi!
****
-John siamo quasi all’isola- disse Jeremy
John annuì- arrivo.
John guardò la sua spalla prima di rimettersi la maglia e chiudere l’uniforme. Il tatuaggio che si era fatto era stato il primo di una lunga serie ed era una stella con delle ali di angelo con una EH all’interno- andiamo a salvare il mio angelo…


Capitolo 29: No good

Capitolo 29: No good

John guardò il biondo dagli occhi verdi al computer- tutto bene?
Jeremy lo guardò- si…
-Quindi stai casualmente monitorando i segni vitali di Stephanie eh?
-Non la sto stalkerando!
-Uhm?
-Ok…la sto solo “Osservando” –disse Jeremy
-Certo- disse sarcastico John
-Vogliamo parlare di come tu cerchi sempre modo per passare tempo con Leila? –chiese Jeremy
-Non lo nego mica- disse John
Jeremy posò la testa sul tavolino- mi arrendo
John gli sorrise- ti manca?
-Mi ha lasciato –disse lui- sono così tanto cattivo?
-Stalker ma… -disse John- non sei male
Jeremy sospirò- voglio solo tenerla vicino a me…
-Perché vi siete lasciati questo giro? –chiese John
-Le ho detto che volevo chiuderla in camera mia e tenerla lì per sempre…- disse Jeremy
John lo guardò- ok ma tu le cerchi
-Che ho detto di male?
-Solo una creepy frase –disse lui- che sembra che la vuoi rapire e rinchiuderla
-Eh?! –chiese lui
-Non…non te ne eri accorto? –chiese John
Jeremy scosse la testa- io intendevo…che…volevo andare a vivere insieme…
-E dillo come un comune normale mortale! –disse John
Jeremy giocò le sue maniche- ma…come glielo chiedo normalmente?
-Ti amo, andiamo a vivere insieme per piacere? –disse John- dio santo, sei il migliore della base e un genio indiscusso…perché diavolo ti mancano le basi di normale comunicazione!?
Jeremy lo guardò- cosa devo fare?
-Spiegarle che è stato un malinteso…santo cielo ma come diavolo farete figli voi due in futuro?! –chiese John
-F…figli!? –chiese diventando viola Jeremy
John sospirò- povera Steph…
Jeremy aprì e chiuse la bocca un paio di volte- e…cioè…la parte teorica…ma…pratica…ecco…
John sospirò- come non detto…forse non sei proprio un genio…
Jeremy lo guardò- perché?
John sospirò- come diavolo sei riuscito a diventare il suo ragazzo!?
Jeremy si bloccò un secondo a pensare- ehm…me l’ha chiesto lei…credo…
John sospirò- sei un caso perso


Capitolo 28: We don't have time

Capitolo 28: We don’t have time

Steph guardò la mappa- la più probabile è questa delle grotte no?
Leila annuì- ma potrebbe essere anche questa…
Steph sospirò- non abbiamo tempo per controllare ogni singolo posto però…
Leila annuì- manca troppo poco per la cerimonia…
-Cosa pensi succederà se rimaniamo qui durante la cerimonia? –chiese Steph
-Non lo so –disse Leila- non penso sarebbe una buona idea però
Lei annuì- dobbiamo trovare gli altri dispositivi e andarcene da qui
-Il problema è Andarcene- disse Leila
-Navi o aerei non credo saranno un’opzione –disse Steph
-Zattera sarebbe suicidio- disse Leila
-Non sappiamo quanto distanti siamo da un’altra isola anche quindi non sarebbe nemmeno sicuro sperare di trovare terra ferma –disse Steph
-Una barca? –chiese Leila
-Uhm…se siamo nel mezzo dell’Oceano potremmo morire prima di allontanarci da questo posto, inoltre non sappiamo cosa c’è in queste acque –disse Steph
-Visto che ci sono animali che somigliano a dei dinosauri…potrebbe esserci un mega…uno squalo gigante di cui non so pronunciare il nome? –chiese Leila
-Megalodon –disse Steph- può essere ma ho paura ci sia di peggio
-Liberate il Kraken? –chiese Leila
-Peggio…ci sono tipi di dinosauri che si teorizza siano più grossi di un’isola come dimensioni –disse Steph
-Non si è certi però…vero? –chiese Leila
-Non si è certi che siano istinti visto che si presume vivano nella parte più profonda dell’oceano- disse Steph
-E poi mi chiedono perché non vado al mare…- mormorò Leila
Steph le sorrise- iniziamo a cercare su
***
-Wolf- disse una ragazza guardandolo- fa una pausa o ti addormenterai quando arriviamo su
Lui annuì alzandosi- non ho tempo per dormire però…
-Due ore di sonno- disse lei- ti svegliamo noi
Lui annuì allontanandosi
-Wolf –disse un ragazzo
Lui si girò- si?
-Troveremo la tua principessa tranquillo
-Leila non è la mia principessa! –disse Wolf
-Chi ha detto il nome? –chiese lui divertito
-Oh fottiti! –disse Wolf allontanandosi


Capitolo 27: Bark and bite

Capitolo 27: Bark and bite

 Raven guardò Tyger- ti stavo aspettando
Tyger sorrise- oh? Davvero?
Raven annuì- ho visto la tua…amichetta
-Ho trovato il cadavere- disse Tyger
-Piaciuti i cioccolatini? –chiese Raven
-Erano buoni da morire sembra- disse Tyger giocando con un coltello
Raven sorrise- se mi uccidi verrai sacrificato
Tyger annuì- lo so
-E lo stesso mi hai provato a uccidere –disse Raven
-Se ti uccidono non è colpa mia- disse Tyger
-E ora mi punti un coltello contro…- notò Raven
Tyger annuì- ti ammazzerò e lo farò sembrare un incidente
Raven tirò fuori un coltello- vedremo chi ammazza chi allora
***
-In posizione! –disse un ragazzo salendo nella posizione da comando. Era un ragazzo dai capelli e occhi scuri. Quando le gemelle erano fuori comando era lui a prendere le redini delle operazioni. Il suo nome era John Wolf e aveva due anni in più rispetto alle gemelle ed era principalmente al fianco di Leila per le missioni, lavorando come suo diretto braccio destro e aiutandola il più possibile. Il ragazzo era ben visto da Steph cosa che lo aveva portato immediatamente ad avere il consenso della maggiore di sorvegliare la sicurezza della minore- andiamo a riprenderci i capitani. Per fare ciò stiamo per entrare in una zona non segnalata e non sicura. Preparate le armi e tenetevi pronti perché stiamo per iniziare una carneficina con gli abitanti del luogo. Chiaro?
-Yes sir!
John era stato il migliore nella squadra élite finché non era arrivata Leila. All’inizio era solo rivalità ciò che provava per la ragazza ma dopo essersi ritrovato sconfitto parecchie volte aveva deciso di gettare la spugna e di diventare il suo braccio destro.
Era stato soprannominato “Mad Wolf” e anche “Cerberus” per quanto fedele fosse a Leila e quanto difficile fosse sfiorare Leila senza trovarselo contro.
Se un cane abbaia ma non morde, John era il tipo che ringhiava e ti sgozzava solo per aver guardato Leila in modo nocivo.
Non era un mistero infatti che lui avesse una grossa cotta per la ragazza dai capelli platino e che Steph stesse cercando di farli mettere insieme.
****
Leila ricaricò il fucile- per oggi dovrebbe bastare per cena…
Steph annuì- sai cosa mi manca?
-Cosa? –chiese lei legando l’animale che avevano cacciato
-Il tuo cane da guardia- disse Steph
Leila si bloccò- perché chiamate John il mio cane?!
-E chi ha detto che parlavo di John? –chiese Steph
-Il fatto che solo lui è chiamato così! –disse lei rossa
Steph ridacchiò- torniamo alla base su
Leila annuì rossa- non mi manca…
-Certo come vuoi –rise Steph



Capitolo 26: Help is coming

Capitolo 26: Help is coming

Dopo ore di salita le due finirono in cima al vulcano.
Il calore era quasi impossibile da sostenere per Leila ma poteva sostenerlo per un paio di ore almeno.
Davanti a loro trovarono un altare con sopra uno strano oggetto. L’oggetto pareva fatto di ferro con pietre di strano colore e una luce bluastra tutto intorno.
Steph si chinò di fronte all’artefatto- questo…non è un disturbatore di segnale
-Deve essere l’oggetto che blocca la visione dell’isola da navi e aerei allora- disse Leila
Steph annuì- vediamo se posso farci qualcosa…
Leila la guardò al lavoro
-Non capisco come funziona…- mormorò Steph
-E se…fosse connesso alla lava? –chiese Leila
-Alla lava? –chiese Steph
-Tipo batteria? –disse Leila
Steph annuì- dobbiamo allontanarlo dal Vulcano allora…
Leila annuì- potrebbe funzionare e in caso non funziona lo abbiamo spostato dal luogo in cui funziona bene
Steph si alzò- dammi una mano su, questo coso peserà parecchio…
****
Ci misero tre ore ad allontanarsi dal vulcano con il pesante artefatto e ci mise un’ora la luce dell’oggetto a smettere di brillare.
-Pare avesse un po’ di batteria – disse Leila
Steph annuì prendendo un martello e passandone un altro alla sorella- occupiamoci di renderlo completamente inutile
Leila sorrise- distruggere qualcosa del genere? Fantastico
Steph le sorrise- so quanto tu ami fare a pezzi le cose sorellina
Leila annuì dando il primo colpo all’oggetto- sarà divertente
****
-GENERALE! –urlò un soldato
-Cosa? –chiese lui guardando con piacere il risultato della squadra delle gemelle
-La barriera di nuvole è sparita, possiamo ora osservare l’isola- disse il soldato
-Le gemelle devono aver rotto l’oggetto che creava il problema- disse un ragazzo
-Possiamo andare? –chiese una ragazza
Il generale esitò- com’è la situazione a vostro parere?
Il soldato scosse la testa- non siamo sicuri che si possa avere un atterraggio sicuro
-Andremo lo stesso- disse uno dei ragazzi
Il generale sorrise- muovetevi allora!






Capitolo 25: Lava

Capitolo 25: Lava

-Oh miei dei… -mormorò Leila guardando dove erano finite
-Sono…crateri di lava quelli!? –chiese Steph guardando le varie pozze che erano sparse in quella zona
-Direi che siamo vicine a un vulcano attivo- disse Leila
-Attivo parecchio- disse Steph scendendo piano dalla moto e passandosi una mano sulla fronte- fa…caldo
Leila annuì- odio il caldo…
-Su proviamo a sbrigarci. Sta attenta e tienimi la mano. Se senti la testa girare ci fermiamo ok?
Leila annuì seguendola piano- dove…dove pensi sia l’oggetto?
-In cima probabilmente e sarà molto più caldo- disse Steph ora preoccupata per la gemella
Steph aveva un’ottima resistenza al calore, specie visto che lavorava spesso vicino a fornaci e macchinari che scaldavano l’ambiente, Leila al contrario era estremamente fragile in ambienti caldi, al punto che spesso di estate non riusciva a stare sveglia durante il giorno per la temperatura troppo alta. Leila era abituata a climi gelidi ed era l’unica nella squadra e nell’intera base a poter combattere con temperature sotto zero senza pensati imbottiture e bloccata dalla neve o il ghiaccio. Steph a differenza sua odiava il freddo e non sopporta di uscire quando nevicava parecchio senza sembrare un pupazzo di neve per tutti gli strati di vestiario che metteva. Per questo avevano ottenuto i soprannomi “Queen of Fire” e “Queen of Ice”.
La cosa era nota a tutti e le missioni venivano assegnate di conseguenza, nei climi troppo caldi era Stephanie a condurre la squadra sul campo mentre Elizabeth conduceva il lavoro di monitoraggio, viceversa nei climi troppo freddi era Elizabeth a capo della squadra sul campo e Stephanie stava al caldo della stanza di monitoraggio.
-Vuoi fermarti? –chiese Steph notando la gemella pallida
-No…sto ancora bene…raggiungiamo almeno metà della salita e facciamo pausa- disse Leila esausta
-Non ti sforzare- disse Steph
-Starò bene…mi potresti beccare a farmi un bagno nuda nel fiume più tardi però- disse Leila con un sorriso
-Oh beh ti farò compagnia allora- rise Steph
-Facciamo una vacanza in un luogo in cui possiamo andarci con l’auto la prossima volta- disse Leila
-Sta tranquilla, non useremo l’aereo nemmeno tra vent’anni- disse Steph
-Con l’elicottero sto meglio- disse Leila cercando di mantenere la conversazione- dovrei prendere il brevetto a breve…
-E con quello potrai guidare ogni veicolo esistente…mi stupisce che hai preso uno per pilota di aereo- rise Steph
-Se sono io alla guida la paura passa- disse Leila
-Idem, se sei tu alla guida non ho per nulla paura- rise Steph- dovrei impegnarmi con quel corso per operare sul posto in caso di emergenza…
-Non sopporti moltissimo il sangue –disse Leila
-Non sopporto quando un mio alleato perde sangue, se è il nemico mi fa solo schifo –disse Steph con un sorriso facendo sedere Leila- meglio?
Lei annuì guardando verso l’alto- il dispositivo deve essere in cima o vicino alla cima
Steph annuì- controllo la zona qui e poi ci ritorniamo a muovere. Non muoverti di qui
Leila annuì sfiorando la collana- tre tocchi se serve una mano o urla
Steph annuì- starò attenta
Leila la guardò allontanarsi e chiuse gli occhi- proprio al caldo dovevamo finire…



The Story of Lady Ashe of Willow River

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