WitchandAngel : Il ritorno di re Artù
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Capitolo finale: Adesso...

                                         0.9
                                 Adesso…
-Mamma poi che cos’è successo?
Sorrisi a mia figlia- Io e Andrea ci siamo sposati
-Aspetta vuoi dire che io e lei siamo imparentati con Re Artù e Merlino! Che forza!
Mio figlio ha sempre amato re Artù e mia figlia ha sempre voluto essere come Merlino.
-Ragazzi, la mamma ve l’ha già detto, non potete dirlo a nessuno. È un segreto.
-Lo sappiamo Papa.
-Non lo diremo a nessuno!
Mio marito scompigliò i capelli dei nostri figli.
-Su andate fuori a giocare, io e la mamma dobbiamo parlare.
Uscirono. Andrea mi baciò.
-Quanto è passato da quando ci siamo conosciuti?
-Anni per questo tempo, secoli per la realtà. Ogni volta Merlino o Artù ci chiamano in missione.
Andrea mi sfiorò il bracciale, che non si toglierà mai, e io sfiorai la sua collana.
-Ti amo
-Anch’io
Ci baciammo. Era passato tanto tempo, ma niente e nessuno ci può più separare. Il ciondolo e il bracciale si illuminarono.
-Nuova missione.
-Andiamo, mio mago?
-Andiamo mia regina!
Un’altra avventura, un’altra missione e un altro lieto fine.



                                                         Fine.

Capitolo 8: Morgana e la battaglia

                                               0.8
                           Morgana e la battaglia
Era l’alba è la battaglia stava infuriando. Andrea e Merlino incantavano le armi e curavano i cavalieri, io e Artù eravamo nel mezzo della battaglia. Tutti lottavano con coraggio e forza, ma i nemici erano molto più potenti e spaventosi. Morgana infatti aveva creato un esercito di mostri uscito dai peggiori incubi, mostri molto forti e difficilissimi da battere. Io me la cavavo abbastanza bene, evitavo o paravo ogni colpo e colpivo con tutta la mia forza i mostri, ma erano troppi, ne uccidevi uno ed ecco che altri dieci che ti si parano davanti, era impossibile vincere. Guardai intorno a me e vidi che Lancillotto era in difficoltà. Una specie di orco lo stava per colpire con la sua mazza, sarebbe morto se io non avessi ammazzato l’orco per prima.
-Sei ferito?
-Alla gamba
Lo aiutai ad alzarsi e lo accompagnai da Merlino.
-Lancillotto dovresti ringraziare il cielo che c’era Sophie, saresti morto
-Io torno a combattere.
-Sophie aspetta…- Lancillotto cerco di fermarmi, io però ero già tornata a combattere.
-Sta tranquillo non le succederà nulla-lo rassicurò Merlino
-Sophie è molto forte, coraggiosa e carina, sarebbe la donna ideale per un cavaliere…- Andrea gli aveva stretto la gamba ferita.
-Scusa non l’ho fatto apposta- certo come no!
-Sophie è la tua ragazza?
-Sta zitto o potrei farti male di nuovo senza volerlo.
Lancillotto si zitti. Merlino si mise a ridere.
-Lancillotto credo sia meglio per te rinunciare a Sophie, Andrea potrebbe arrabbiarsi.
-O Sophie potrebbe sposar…
Lancillotto non finì la frase, Andrea lo stava guardando come a dire “tu provaci e di ammazzo! E fidati sarà una morte lenta e dolorosa”
Stavamo perdendo, i cavalieri erano feriti e stanchi, Morgana stava vincendo, ma fece una cosa che non avrebbe dovuto fare…
-Sophie!
-Cosa c’è?
Mi voltai, Morgana aveva preso Andrea! E lo stava guardando in un modo che non mi piaceva per niente!
-Andrea!
-Ma guarda che bel ragazzo! Credo proprio che diventerai mio marito!
Morgana stava vicina, troppo vicina, a Andrea. Persi il controllo.
Stavo litigando con Lancillotto, quando quella strega mi aveva preso.
-Lasciami andare!
Stava farneticando sul volermi sposare.
Manco morto! Io voglio Sophie!
La vidi, sembrava aver perso il controllo, stava ammazzando mostri a destra e manca. Quando era arrivata più vicino a noi, con aria tutt’altro che calma e pacifica, si preparò a lottare contro Morgana.
Mi ero liberata dei mostri più vicini e ero arrivata da Morgana, la volevo morta.
-Ma guarda un po’! Una ragazza che sa combattere! Questa sì che è una novità!
-Ehi Vecchiaccia, giù le mani da Andrea!
-Ve-vecchiaccia?! Come osi!
Punto debole trovato! È vanitosa!
-Che c’è vecchia decrepita, hai bisogno di un cornetto acustico?
Morgana infuriata butto a terra Andrea, cosa che mi fece solo incavolare di più, e cominciò a mandarmi contro ogni sorta di maleficio che conosceva. Io schivavo ogni suo incantesimo.
Tutto si era fermato. Tutti si erano fermati. Io guardavo Sophie che si era messa a urlare Vecchiaccia a Morgana, cosa che fece arrabbiare di più la strega, che mi mollo in malo modo a terra e ora lanciava malefici a Sophie che li schivava senza problemi.
-Ehi vecchietta! Hai una pessima mira! Forse dovresti portare gli occhiali!
Morgana era forte e abbile, ma io lo ero di più e mi stava divertendo a prenderla in giro.
Devo ammetterlo è difficile schivare tutti i suoi incantesimi.
Morgana lanciò una boccetta, la schivai ma…
-Cosa succede?
I miei piedi non si muovevano più!
-Ti piace la mia pozione? Finché non ti libererò io non uscirai di lì!
Rise, come se avesse già vinto.
Devo trovare il modo di colpirla, ma solo la magia nera può ferire una strega nera.
-Magia nera? –sussurrai.
Ho trovato!
Cercai in tasca se lo avevo con me e si c’è l’avevo.
-È tutto qui quello che sai fare?! Mi aspettavo di meglio da te Morgana!
-Tu piccola insolente! Adesso proverai il mio incantesimo più forte!
Bene! Lancialo e sarà la tua fine cara!
Vidi Morgana lanciare contro Sophie un maleficio e Sophie stava lì ferma e immobile.
Oh no! La ucciderà!
Stavo per andare ad aiutarla ma Merlino mi fermò.
-Ha in mente qualcosa, fidati di lei.
Guardai Sophie che, sorrideva, aveva in mente un piano!
Prima che l’incantesimo potesse colpirla lei tirò fuori uno specchietto e rilanciò l’incantesimo contro Morgana, che si disintegrò all’istante.
Mi ero liberata, ora potevo muovermi.
-Mai sottovalutarmi!
I mostri di Morgana sparirono nel nulla. Tutti erano felici e esultavano per la vittoria, Andrea mi corse incontro. Mi sollevò da terra e mi baciò. Lasciando tutti, me soprattutto, di sasso.
-Idiota, mi hai fatto preoccupare!
-S-scusa Andrea.
-Visto? Lo avevo detto io che stavano insieme! –stava dicendo Merlino a Artù
-Hai sempre ragione tu Fratello! –rispose Artù allegro.
Quella sera festeggiammo, io e Andrea non ci separammo un minuto l’uno dall’altra.
Merlino il giorno dopo ci rispedì a casa.
-Mi raccomando, venite a trovarci!
Tornammo nella biblioteca, erano passati solo dieci secondi da quando eravamo partiti, anche se in realtà per noi erano passati tre giorni.


Capitolo 7: Incontriamo i nostri antenati e una festa?!

                                            0.7
           Incontriamo i nostri antenati e una festa?!
Il sogno si ripete, stavolta però sentivo! Ma a essere sinceri preferirei non aver sentito ciò che mi disse quell’uomo.
-Ascolta, giovane Sophie, presto verrai qui a Camelot, per aiutarci nella guerra contro Morgana, una strega che vuole conquistare e sottomettere il mondo. Il destino del mondo è nelle tue mani, non deluderci. Presto ci incontreremo, molto presto.
Sinceramente non ho proprio voglia di rincontrarti!
Mi svegliai. La camera era come al solito ordinata dal mio lato e il caos totale dal lato di Marienne. Mi alzai dal letto e mi preparai, lasciai un bigliettino a Marienne sulla specchiera, passa ore a truccarsi li lo noterà di sicuro.
Anche se sono passati anni da quando io e Andrea frequentavamo il college e alcuni luoghi non ricordo più com’erano, quel viaggio non lo scorderò mai.
Incontrai Andrea in biblioteca, ci nascondemmo nella stanza segreta, un stanza completamente vuota tranne per una scrivania e due sedie, e aprimmo il libro. Sapevamo entrambi di aver fatto lo stesso sogno e sapevamo entrambi che il libro ci avrebbe dato delle risposte, ma non sapevamo che il libro…
-Guarda qui Sophie!
- “Scegli”?
In una pagina c’era scritto:
     Scegli
No            Si
-Che fai?
Stavo cercando una penna.
-Andrea, credo che dovremmo rispondere.
Trovai una vecchia piuma e un calamaio.
-Allora, si o no?
-Io voto si
Con delicatezza cerchiai il Si. Il libro si illumino e ci risucchio dentro un vortice bianco. Grandioso! Scrivere state attenti che se rispondete si venite rapiti è chiedere troppo?!
Atterrammo in un cortile, ma non un cortile qualunque.
-Il cortile del sogno!
Era tutto uguale! Il prato verde, le mura altissime, la gente che cammina come un’idiota avanti e dietro, una stalla con dentro un cavallo, un’idiota che fa il pagliaccio davanti alle guardie, forse era il giullare, un tipo incavolato che si avvicina con una mazza e ci minaccia, aspetta cosa?!
-Ehi voi due! Chi siete?
-Sono miei ospiti- un ragazzo biondo con una corona in testa e l’aria di un re, manda via la guardia e ci accompagna in un salone. Un enorme tavolo rotondo riempiva tutta la sala. Un ragazzo con i capelli marroni, ci saluta, indossava una strana tunica, una tunica da mago. Il biondino ci disse:
-Allora voi due dovete essere Sophie e Andrea, vero?
-Si, e voi chi siete? –Andrea stava guardando prima uno e poi l’altro.
-Mi pare ovvio, noi siamo…
-Re Artù e Mago Merlino, vero?
-Brava, ma come l’hai capito? –mi chiese Artù
-Beh, un tipo con la corona, uno vestito da mago e una tavola rotonda in un castello, non ci vuole molto a fare due più due
-Questa ragazza già mi sta simpatica! –Rise Artù- di chi sono l’antenato.
-Il mio- risposi- Merlino è l’antenato di Andrea.
Anche se sembravo calma, ero spaventata.
-Che volete da noi?
-Aiuto- disse Merlino- Morgana è troppo potente è abbiamo bisogno del vostro aiuto
-Perché noi?
-Perché la profezia dice che solo voi due potrete sconfiggere Morgana
Ma dai?! E io che pensavo volesse prendere un tè e parlare di fiori!
-Allora, Sophie vieni con me, Andrea rimarrà con Merlino
-Perché?
-Perché vi dobbiamo addestrare. Artù ti insegnerà a combattere e io insegnerò a Andrea la magia.
-Scusa se mi permetto, ma Sophie è già pericolosa senza essere stata allenata, se le insegnate a combattere i nemici periranno in pochi…-colpii Andrea alla testa- Va bene sto zitto.
-Andiamo, Andrea io e te facciamo i conti dopo!
-Aiuto…-fece finta di aver paura, come io feci finta di essere arrabbiata con lui, so che è strano ma ci sentivamo a casa.
Uscii con Artù e ci dirigemmo al campo di allenamento.
-Allora, siamo parenti?
-Si, sei deluso di essere l’antenato di una ragazza?
-In effetti mi spettavo un ragazzo
Maschilista!
-Allora, cosa devo fare per aiutarti?
-Per prima cosa, voglio che combatti contro il mio guerriero più forte.
Eravamo in un enorme cortile con manichini per allenamento, travi e ostacoli, e tanta gente che mi fissava come fossi un fantasma!
-Lancillotto! Vieni qui per favore!
Lancillotto? Non è quello che gli ruberà la moglie?
-Si mio re?
-Lancillotto vorrei che tu combattessi contro di lei.
Lui sembrava confuso.
-È un ordine!
-Si, mio re.
Lancillotto andò a prendere due spade da allenamento.
-Sicuramente starà pensando che sei impazzito.
-Può pensare ciò che vuole. Allora fa del tuo meglio, Sophie.
Lancillotto mi porse una spada e si mise in posizione. Il resto delle persone che c’erano si misero a guardare.
-Scommetto 5 monete su Lancillotto.
-Io ne scommetto 10.
-Io scommetto sulla ragazza –il capo delle guardie aveva scommesso su di me.
-Capo perderà di sicuro
-Questo è da vedere.
Lancillotto mi attaccò- Farò in modo di non farti male.
Io non mi mossi.
-La batterà in un colpo!
-Ma cosa…la parato!
Senza difficoltà avevo parato quel colpo.
-Tocca a me ora giusto?
Lo disarmai con un colpo, lui cadde a terra, presi la spada al volo e puntai le spade su di lui.
-Ho vinto.
-Brava la mia Sophie! –esultò Artù
-Ma come hai fatto, il mio attacco era…-Lancillotto era ancora a terra
-Mai sottovalutare l’avversario- risposi e lo aiutai ad alzarsi.
-Complimenti ragazza! –si complimento il capo delle guardie- Come ti chiami?
-Il mio nome è Sophie
-Sophie è mia nipote e ci aiuterà contro Morgana
Hai scordato un bel po’ di Pro-
-Beh, allora benvenuta a bordo!
Passammo un po’ di tempo ad allenarci.
Artù mi accompagno nella mia stanza e mi disse di prepararmi per la festa che ci sarebbe stata quella sera, ma possibile che finisca sempre a qualche festa!
-Domani ci sarà lo scontro finale, voglio che i miei uomini si divertano. Ora ti lascio. A dopo.
Ma che diavolo! Chiamarci un po’ prima? Insomma se fossi stata completamente incapace a combattere che avreste fatto? Idioti!
Mi guardai intorno, ero in una stanza molto grande, con un letto gigantesco, una specchiera, ma vanno di moda o cosa, un armadio gigante, un bagno personale e una finestra con un’enorme balcone.
Aprii l’armadio e dentro c’erano dei vestiti da corte, della mia misura. Quello che dovevo mettere era color Argento. Semplice, con ricami complicati e un corpetto senza spalline. Comincio a pensare che qui tutti mi vogliono vedere morta! Io detesto le feste!
Non mancava molto all’inizio della festa quindi decisi di prepararmi.
Mi feci un bagno caldo e mi cambiai, mi aggiustai i capelli e mi misi i tacchi, odio profondo per chi ha scelto questo vestito, non che mi stesse male o che fosse brutto, ma io odiavo vestirmi in quel modo.
Qualcuno bussò. Artù entrò e sorrise appena mi vide.
-Stai benissimo vestita cosi!
-Grazie
-Andiamo?
Mi tese il braccio. Io accettai.
-Andiamo, ma non ho voglia di ballare.
-Bene siamo in due, ma purtroppo dovrai.
-Preferirei combattere.
Scesi le scale con Artù. Tutti erano già arrivati. Cercai con lo sguardo Andrea, lui era vicino a Merlino al lato opposto della sala. Artù mi presentò. Io appena mi lasciò da sola cercai di raggiungere Andrea, ma molti, troppi, cavalieri e ragazzi mi circondarono, cercando di parlare con me.
-Quindi tu sei la nipote del Re. Sei molto Graziosa.
-Eh, dimmi chi sono i tuoi genitori?
-Io sono il conte Filiberto VI, vuole danzare con me?
Aiuto!
-Mi spiace interrompervi, ma ho bisogno di parlare con la signorina.
Andrea! Mio salvatore!
Andrea mi portò via da quella folla, mai stata più felice. Mi accompagnò sulla terrazza.
-Grazie, mi hai salvata
-Sei molto carina stasera.
-Non ti ci mettere anche tu!
-Scusa scusa, vuoi ballare?
-Non sono molto brava.
-Io credo che non sia così e poi mi devi un ballo.
-Eh va bene, ma solo uno
-Mi accontenterò.
Tutti stavano ballando. Andrea e io ci unimmo al gruppo. Mi sentivo una principessa, non giudicate!
-Merlino hai visto Sophie?
-Si, è lì che balla con Andrea.
-Sembrano buoni amici.
-Artù credo che loro siano più che amici
-Quindi diventeremo parenti
-Si, tra molti secoli però
-Fa niente, infondo ti ho sempre considerato un fratello.
Ballammo e ci divertimmo tutta la sera. Andrea mi disse che Merlino gli aveva insegnato tutto ciò che sapeva, come avesse fatto in così poco tempo non lo so, mi disse anche che il giorno dopo avremmo combattuto Morgana. Ma in quel momento l’unica cosa che volevo sapere era ciò che lui provava per me, perché io sapevo già di amarlo.


Capitolo 6: non fate arrabbiare Sophie!

                                                 0.6
                                   Non fate arrabbiare Sophie!
Il castello, la gente l’uomo. Tutto così reale, un suono solo, un’intermittenza, un disturbo, il suono che fa la tv quando è rotta, un bip continuo senza fine, che non fa capire nulla.
Mi sveglio. Tutto continua a ripetersi. Lascio un messaggio a Marienne. Esco.
Arrivo alla palestra.
-Ciao Sophie.
-Ciao Andrea.
-Entriamo?
-Si, poi vorrei parlarti.
Entrai nella palestra. Salutai i miei compagni che si allenavano, per primo club avevo karate. A quanto pareva mister muscolo era in ogni club in qui si usasse la forza, urrà non me lo leverò mai più di torno!
-Cominciamo con degl’incontri, andateci piano con i nuovi arrivati!
-Io combatterò contro Sophie! Noi due abbiamo un conto in sospeso!
-Per te va bene Sophie?
-Sono nuova, decidete voi, per me non cambia.
L’incontro cominciò.
-Vacci piano!
Mister muscolo cominciò ad insultarmi.
-Che c’è principessa? Paura dei miei muscoli?
-Per niente. Perché dovrei avere paura di uno tutto muscoli niente cervello?
-Tu piccola …- si fermò per un po’
-Mocciosa?
-Si esatto! Mocciosa!
Che bello gli devo pure suggerire gl’insulti!
-Mister Muscolo attacca entro la giornata, ho da fare più tardi!
-Decido io quando attaccare!
-Entro l’anno per favore
Mi attaccò. Schivai e risposi con un calcio. Lui evitò il calcio e mi tiro un pugno. Presi il pugno e, a mezz’aria, rotai e lo colpii. Volò fino al muro. Io atterrai in piedi.
-Abbiamo finito
-Non ancora
-Ascoltami bene Mister Muscolo, se non vuoi che ti incrini qualche costola, ti conviene rinunciare.
-Che c’è? Il tuo fidanzatino ti sta aspettando?
Era ancora al muro. Persi il controllo, nemmeno io so il perché, buttai un pugno al muro acconto alla sua testa, lasciando il segno sul muro, un segno molto evidente.
Lui si fece piccolo piccolo. Io me ne andai seguita da Andrea. Tutti guardarono il muro e poi me.
-Se avesse voluto ti avrebbe ucciso
-Visto che segno! Credo non abbia nemmeno usato tutta la sua forza!
Dovevo calmarmi. Ero molto arrabbiata.
-Che ti è preso?
-Non lo so all’improvviso ho perso il controllo
-Il bracciale!
-Cosa c’entra ora il bracciale?
-Guardalo! Sta brillando!
Era vero stava brillando.
-Com’è possibile?
-Non lo so. Comunque dobbiamo andare al club di equitazione.
-Si forse è meglio.
Sentimmo urlare. Corremmo al club di equitazione. Una ragazza aveva perso il controllo del cavallo, che la stava portando verso un dirupo.
-Dobbiamo fare qualcosa!
Un cavallo Bianco corse verso di me. Gli salii in groppa con un salto, senza pensarci spronai il cavallo a raggiungere la ragazza. Il cavallo era veloce e sembravamo in sintonia, si so che è strano dire così ma eravamo davvero in sintonia, ogni cosa che pensavo il cavallo la faceva. Raggiunsi la ragazza. Presi le briglie del suo cavallo e lo fermai. Riportai cavallo e ragazza dagl’altri. Il cavallo era stato colpito da qualcosa, non era stato un’incidente, ma preferii non dire niente, la ragazza era già abbastanza spaventata. Scoprii che il cavallo era il cavallo, l’unico, che non permetteva a nessuno di cavalcarlo.
Bene un cavallo con problemi sociali, io che faccio sogni strani e che mi comporto in modo strano, gli oggetti che appaiono a caso, che altro? Ci manca solo un tipo strano che dice idiozie e abbiamo tutto!
Quella sera io e Andrea stavamo guardando le stelle, avevamo cercato a lungo informazioni e avevamo passato tanto tempo nei club e in biblioteca. Eravamo esausti!
Qualcuno comparve. Ecco che arriva il tipo a caso!
-Vostra maestà!
Si inchina difronte a me?! Ma stiamo scherzando?
-Che diavolo! Chi sei? Che cosa vuoi? Perché la chiami “Vostra maestà”?
-Chi sono non ha importanza, voglio solo dire a sua Maestà Sophie che il regno l’aspetta. La chiamo così perché lei è il re.
-Il re?
-Io sono una ragazza! E non sono un re!
-Vada nella biblioteca lì troverà ciò che cerca, ricordi non sempre le cose sono come sembrano, addio mio re!
Sparì, letteralmente, nel nulla. Fantastico!
Ed ecco a voi il tipo a caso che dice cose a caso! Di bene in meglio!
-E ora?
-Andiamo in biblioteca, ci deve essere qualcosa che abbiamo tralasciato.
-Allora andiamo
-Mi aiuterai?
-Questa storia riguarda anche me e poi mi sentirei in colpa a lasciarti sola.
-Grazie.
Andammo in biblioteca, cercammo per ore, ma niente.
-Ci deve essere qualcosa che abbiamo lasciato
Il mio braccio prese, quasi automaticamente, su un piccolo libro molto vecchio, lo tirai e un passaggio segreto si aprì.
Andrea mi guardò, io ero come in trans, vedevo ma non potevo fare nulla. Entrai nella stanza, aprii il cofanetto in legno e presi il libro che c’era dentro. Ripresi controllo del mio corpo. Uscii dal passaggio, che si chiuse dietro di me, e con Andrea aprimmo il libro, una lunga fila di nomi e date ci apparve in prima pagina, con dei ritratti accanto a ogni nome.
-Guarda qui! Sembra un albero genealogico!
-Re Artù?! Merlino?!
Sul libro c’erano i loro nomi, seguimmo velocemente la scia di date e nomi e scoprimmo una cosa
-Il tuo antenato è Re Artù!
-Non è possibile! Andrea qui dice che il tuo è Merlino!
-Ma che sta succedendo?!
Il libro si richiuse da solo, non riuscimmo più ad aprirlo, libri magici! Fanno solo quello che vogliono loro!
Addio vita tranquilla e serena! Benvenuta vita anormale, senza senso e piena di emozioni!

Capitolo 5: Club sportivi

                                          0.5
                                   Club sportivi!
Il sogno si ripete anche quella notte, più vivido, ma ancora non sentivo niente.
Mi svegliai. Marienne stava ancora dormendo. La svegliai.
-Come va la caviglia ora?
-Meglio grazie
-Se non riesci a camminare ti aiuto
-No grazie- poi cercando di non farsi sentire da me aggiunse-anche se l’idea non mi dispiace.
Ci preparammo e andammo a scuola, con non poca difficoltà, infatti ogni cinque passi qualcuno ci fermava. Delle ragazze mi dicevano che ero stata fantastica, dei ragazzi si dichiaravano, delle Ragazze si dichiaravano, per me era un incubo! Io ho sempre odiato le storie romantiche e non ho mai voluto essere la protagonista di un harem! Appena arrivate Marienne mi saluto, abbracciandomi così forte che pensavo di soffocare, e io mi diressi in classe.
Andrea, l’unico rimasto normale, mi saluto come sempre mentre gli altri della classe mi guardavano come se fossi un alieno con su scritto “ehi gente! Guardatemi come dei completi idioti!”
Ma che hanno tutti? Sono impazziti?
-Ciao Sophie, come va?
-Ciao Andrea, sono esausta!
-Di già?
-Vorrei vedere te al mio posto! Ho ricevuto più di cinquanta dichiarazioni in mezz’ora!
-Cinquanta?!
-E non solo i ragazzi, anche le ragazze ci si sono messe!
-Cosa?!
-Le ragazze mi dicevano cose come: “ti prego diventa la mia sorellona” o “sei stata fantastica! Ti prego diventa la mia guardia del corpo” o cose del genere, i ragazzi cose come “esci con me”, “mettiti con me”, “diventa la mia ragazza!” Ma che gli è preso a tutti?
-Aggiungiamo anche questo alle voce della lista “cose da scoprire”
-Pomeriggio andiamo in biblioteca?
-Vuoi vedere se c’è qualcosa a riguardo?
-Si, non c’è la faccio più!
-E siamo solo all’inizio della giornata
Poggiai la testa sul banco.
-Lo avevo detto io ai miei di non mandarmi qui!
-Come sta Marienne?
-Bene, la caviglia non le fa più male
-Sai ieri mi hai sorpreso
Alzai la testa.
-In che senso?
-Hai detto di esserti divertita nonostante un attacco e una corsa in infermeria
-Preferisco combattere che vestirmi da bambolina
-Sarà ma vestita da bambolina stavi benissimo
Prima che potessi ribattere la lezione incominciò. Alla terza ora avevamo ginnastica, noi ragazze avevamo delle tutte in stile scuola giapponese, i ragazzi le classiche tutte da ginnastica. La mia classe e quella di Marienne avevano ginnastica alla stessa ora. Gli insegnanti, insieme, decisero di fare una gara di corsa, tutti contro tutti, il vincitore avrebbe potuto saltare un’ora di ginnastica, senza prendere assenze. Io personalmente non avevo voglia di saltare ore, ma gl’altri non sembravano essere della stessa opinione.
-Pronti? Via!
Cominciai a correre.
-Ehi, Sophie che ne dici se usciamo insieme?
Un altro ragazzo che mi chiede di uscire, non ne posso più!
Corsi più veloce, sempre più veloce.
Superai tutti quanti e raggiunsi Andrea, non volevo vincere volevo solo allontanarmi dagl’altri e raggiungere Andrea.
-Facciamo a chi arriva prima?
-Con me non vinci Andrea
Accelerammo.
-Però sei veloce!
-Anche tu!
Arrivammo pari. Gl’insegnanti avevano preso il tempo.
-Però 2:06 minuti!
Dopo la corsa decisero di farci fare altri sport: nuoto, salto in lungo, salto in alto…
Io e Andrea ci stavamo divertendo a fare a gara su chi era il migliore.
Però è bravo! Ma non mi lascerò battere così facilmente.
Alla fine delle 7 ore di ginnastica, non chiedetemi il perché ma sinceramente comincio a dubitare che questo college sia tutto tranne normale, gli insegnanti chiamarono me e Andrea.
-Avete fatto tempi da record! Appartenete a qualche club o squadra?
-No –rispose in Andrea
-No-risposi io
-Volete entrare in un club sportivo? Sei tutti e due molto portati.
Io e Andrea ci guardammo.
-Che club ci sono?
-lotta, sumo, nuoto, basket…
-Mi iscrivo a tutti- disse Andrea
-Se si iscrive lui mi iscrivo anch’io a tutti
I prof ci guardarono e, entusiasti, ci diedero i moduli e ci iscrivemmo a TUTTI i club sportivi che c’erano, a TUTTI. Non so nemmeno io il perché, ma l’idea mi piaceva e, sinceramente, così avevo anche una scusa per passare più tempo con Andrea.  
Prima di andare a conoscere i membri dei nostri nuovi club andammo in biblioteca, senza trovare niente.
-Niente, neanche un indizio!
-Forza Sophie, andiamo o faremo tardi.
-Si hai ragione.
-Perché ti sei iscritta a tutti i club?
-E tu perché l’hai fatto?
-Perché volevo mettermi alla prova
-Io per due motivi
-Quali?
-Uno perché l’idea di partecipare a tutti mi sembrava divertente
-E l’altro?
-Perché c’eri tu.
Andrea non poté ribattere, eravamo già arrivati.
I Prof ci vennero incontro e ci portarono al centro della palestra.
-Questi sono i vostri nuovi membri, loro hanno deciso di partecipare a tutti i club. Spero andrete d’accordo. Da domani vi allenerete con loro.
-Ma quella non è la ragazza che ha steso i rapitori?
-Si, sono io. Qualche problema a riguardo?
-Questa ragazzina? Non ci credo! Sono solo storie!
Un ragazzo, molto muscoloso, si avvicino e si mise a ridere.
-Una ragazzina come te battere dei ragazzi impossibile!
Mi mise una mano sulla spalla.
Andrea arretrò di un passo.
Presi la mano di mister muscolo e lo scaraventai dall’altra parte della palestra.
-Qualcun altro ha da ridire?
Tutti scossero la testa, forse avevo esagerato, ma i sbruffoni e i bugiardi non li ho mai tollerati.
-Questa ragazza ha del talento! Quest’anno vinceremo il campionato di Arti Marziali!
-E quello di Judo!
Sembra che tutti siano felici di avermi in squadra. Anche mister muscolo sembra aver cambiato idea.
-Allora che ne pensi? –mi chiese Andrea
-Penso che ci sarà da divertirsi!
-Quest’anno ne vedremo delle belle!
Non potevo nemmeno immaginare quanto avesse ragione.


Capitolo 4: Mark il rompiscatole

                                           0.4
                                Mark il rompiscatole
Io e Andrea ci salutammo all’una. Io andai al cottage immersa nei miei pensieri. Entrai e Marienne mi blocco a terra.
-Marienne! Che succede?
Lei mi guarda e poi con voce rotta dice:
-Mi hai lasciata sola!! Che cattiva!
Le sorrido. Si comporta da bambina.
-Che ne dici se per farmi perdonare passo il resto della giornata con te? E se vuoi mi aiuti a scegliere il vestito per la festa di stasera
Lei mi guarda tutta allegra
-Davvero?
-Si
-Evviva! Andiamo subito al salone di bellezza!
Mi aiuta a rialzarmi e mi trascina, letteralmente, al salone di bellezza.
Odio questi posti, ma a Marienne piacciono molto.
-Entriamo! Entriamo!
-Marienne calmati!
È ora che faccio? io non so come ci si comporta in luoghi del genere!
-Marienne io non sono mai stata a un salone di bellezza io non so cosa …
-Stai tranquilla, devi solo rilassarti!
Passammo ore lì dentro, tra massaggi, pedicure, manicure…mi sono divertita
-Ora dove vuoi andare?
-Il vestito! Vieni come Sophie!
-Cos-Aspetta!
Per farla breve siamo state lì tre ore e ho detto tutto. Il mio vestito era nero lungo fino alle caviglie con due spaccature ai lati e un corpetto di perline, scelto da Marienne non da me, e avevo i capelli sciolti che arrivavano fino alle caviglie. Marienne aveva un vestitino con una gonna cortissima e un’ampia scollatura, segno che voleva fare conquiste. Ci mettemmo i mantelli, imposti prima di entrare, e andammo al salone delle feste, i ricchi! Vuoi una cosa inutile loro la mettono, in una scuola! Un salone di bellezza, una salone delle feste?! Lasciamo stare.
Marienne e io ci separammo, lei andò dai suoi 3 cavalieri, non uno ma tre! Io mi misi in disparte, il mantello lo avevamo ancora, dovevamo aspettare che la musica iniziasse per toglierlo, io sinceramente non lo volevo togliere.
-Sophie?
-Ciao Andrea.
I maschi niente mantelli. La musica iniziò.
-Che tutte le ragazze vengano qui. E si tolgano il mantello
-Cosa?! Io me ne torno a casa!
-Eh no carina- Marienne mi afferrò e mi trascino sul palco- non mi sfuggi.
Ci mancava solo questa! Mi vogliono uccidere in questa scuola!
L’annunciatore chiamava a uno a uno i nostri nomi. Marienne, senza nemmeno un po’ di paura o imbarazzo, si tolse il mantello. Ci fu una serie di fischi. Dopo di lei tocco a me, mi tolsi il mantello, eh…
-Che Favola! Una vera principessa!
Che cosa? Mi trovano carina? Io? Carina?
Scesi dal palco e andai da Andrea.
-Però, non sapevo fossi così bella!
-Per favore, non scherzare.
-OK, ma non stavo scherzando.
-Ehi, Andrea- un ragazzo lo stava chiamando
-Vado a salutarlo, torno subito
-Va bene.
Senza volerlo sentii ciò che quell’idiota diceva a Andrea
-Che schianto quella ragazza! La conosci?
-Non ci provare amico!
-OH, lei ti piace eh?
Se quell’idiota mi capita tra le mani!
-Scusi bella signorina, le andrebbe di ballare?
-No, grazie.
-Lasci che mi presenti, mi chiamo Mark, e io e i miei amici siamo qui per RAPIRE UN PO’ DI FIGLI DI PAPA!
Mi afferrò e mi mise il braccio al collo in modo che non potessi liberarmi. Altri ragazzi fecero lo stesso.
Un attacco, vogliono rapire questi ragazzi solo per soldi?
-Aiuto!
Marienne! Hanno preso anche lei! Devo salvarla!
-Sentite bene, mocciosetti! Io sono Mark e sono il capo qui! Fate i bravi e nessuno si farà male! altrimenti …
“Tu puoi farcela, tu puoi salvarli Sophie”
Questa voce, da dove viene?
“Tu puoi farcela”
Ma è…
-Sentiamo un po’, se non obbediamo che farai?
-oh, dolcezza è meglio che non lo sai!
Maniaco! Adesso mi hai davvero rotto!
-Lascia andare le ragazze.
-Oh, tu, una ragazza mia prigioniera, fai tanto la spavalda, ma non riesci nemmeno a liberarti!
Lo colpì tanto forte da fargli sputare sangue. Con un calcio liberai la ragazza accanto a me dal suo aggressore.
-Un conto è se fate i cretini con qualcuno che si sa difendere- calcio un altro ragazzo- un altro e se ve la prendete con i più deboli.
Uno dei ragazzi di Mark mi cercò di colpire, lo schivai con facilità e lo colpi dietro al collo facendolo svenire.
Il mio corpo si muove da solo! Non è la mia testa a guidarlo ma il mio istinto!
-Sophie aiuto!
Marienne!
Uno a uno abbattei tutti gli uomini di Mark che mi ostacolavano dal salvare Marienne. La liberai.
-Marienne come stai?
-Quell’energumeno mi ha colpita alla caviglia, non riesco a camminare!
-Adesso sei nostra!
Mark e i restanti dei suoi mi avevano circondata.
Li potrei battere facilmente tutti, quest’abito mi dà molta libertà di movimento, ma Marienne potrebbe essere colpita, non ho altra scelta…
Presi Marienne in braccio.
-Tieniti stretta.
È più leggera di quanto pensassi.
-Che vuoi fare piccola…
Colpii tutti quanti i nemici. Poggiai Marienne su una sedia.
-Legateli veloci, prima che si riprendano.
Andrea prese le corde e i ragazzi cominciarono a legare i nemici.
Mi si avvicinarono tutti.
-Come sta?
-Credo abbia una caviglia slogata, serve un medico.
-L’infermeria non è lontana- mi disse Marienne
-Bene allora- presi Marienne in bracciò- ti porto in infermeria
-Sophie! Che fai! Sono troppo pesante per…
-Sei leggera come una piuma! È poi sono preoccupata per te.
-Se la metti così allora…
Portai Marienne in braccio fino all’infermeria, sotto lo sguardo stupito di molti ragazzi. Rimasi con lei fino alla fine della visita.
-Sta bene, tranquilla! Domani la caviglia starà già meglio, tu piuttosto? Hai combattuto contro dei uomini il doppio di te e hai portato qui questa ragazza! Sei stata incredibile.
-Ho reagito d’istinto. Posso portare Marienne al cottage o deve restare qui?
-Può tornare al cottage
-Bene
La presi di nuovo in braccio e uscii dall’infermeria. Lei stavolta non protestò.
-Grazie Sophie
-Di cosa?
-Mi hai salvata
-Non ho fatto nulla di che.
-Grazie.
La feci coricare. Io andai a vedere com’era la situazione alla sala feste.
-Eccola è lei l’eroina
Un’agente mi si avvicina
-Ha sconfitto lei i rapitori vero?
-Si
-Incredibile, ma come ha fatto?
-Istinto
-Istinto?
Salutai l’agente e andai da Andrea
-Mi spiace
-Per cosa?
-Stasera avevo intensione di farti sentire una principessa e invece…
-Non è colpa tua! E io mi sono divertita. Ci vediamo domani.
Andai al cottage lasciando tutto così, come se nulla fosse. Se solo qualcuno mi avesse detto ciò che sarebbe accaduto il giorno dopo!


Capitolo 3: il sogno mi perseguita e un nuovo oggetto

                                            0.3
            Il sogno mi perseguita e un nuovo oggetto
Sognai ancora quel castello, quell’uomo e quella gente, ma stavolta il sogno era più vivido più reale, non sentivo nulla. L’uomo che mi ha dato il bracciale mi si avvicina. Non sento ciò che dice, quindi non so cosa sta accadendo, so solo che io gli porgo una collana con un ciondolo, lui mi sorride e mi dice qualcosa. La scena cambia ancora e mi ritrovo nel campo di battaglia. Mi sveglio, di nuovo di soprassalto. Lascio un biglietto a Marienne, mi preparo ed esco. In meno di dieci minuti sono al Bar degl’Incontri, facile capire il perché del nome, e cerco Andrea. Dei ragazzi mi si avvicinano e mi circondano, uno di loro mi dice:
-È qui da sola signorina?
-No, aspetto un mio amico
-Perché invece non vieni a divertirti con noi? -Mi afferra il braccio- vedrai ti divertirai!
-No, grazie- mi libero senza difficolta dalla presa- non mi interessano i tipi come voi.
-Non ci serve il tuo consenso! –mi afferra con forza i polsi- verrai con noi che ti piaccia o no
-Sei sordo per caso? Ho detto di No!
Lo stendo con un calcio e mi libero dalla presa.
-Tu piccola…
-Lasciatela stare
-Ciao Andrea
-Ciao Sophie, vedo che ti sei fatta degl’amici
-Si sono stati molto gentili a tenermi compagnia, ora però devo andare
-Non così in fretta. Tu verrai con noi!
Senza problemi lo evito e lo stendo- solo perché sono una ragazza non vuol dire che sono debole. Andiamo Andrea.
-Agl’ordini- guarda i ragazzi- è stato un piacere conoscervi
Ci andiamo a sedere in un posto lontano dalla vista e cominciamo a ridere
-Però il principe azzurro a te non serve a niente
-Perché volevi essere il mio principe?
-Forse, comunque ho fatto un sogno stranissimo stanotte- mi mostrò una collana che aveva al collo- e stamattina avevo questa, non riesco a toglierla
-La collana del mio sogno!
-Quindi ho ragione a credere che il sogno sia lo stesso ma visto in diversa maniera
Mi raccontò il suo sogno e io gli raccontai il mio. Erano identici, solo che lui vedeva dalla parte dell’uomo che mi ha dato il bracciale.
-Dobbiamo indagare
-Andrea e se non fosse una coincidenza?
-Sophie non vorrai dire…
-Che qualcuno o qualcosa ci ha fatto incontrare
-Forse hai ragione- Andrea si fermò alcuni secondi e poi disse- Dobbiamo capire perché abbiamo questi sogni e chi sono le persone con cui li viviamo, ma prima…
-Cosa?
-Che ne dici di andare alla festa di stasera insieme?
Lo guardai e dissi- si, mi piacerebbe molto. Ora che facciamo?
-Prima ci beviamo qualcosa, poi vedremo
-Va bene

Capitolo 2: Sogno, Libri e un Robot?!

                                            0.2
                          Sogno, libri e un robot?!
Quella notte sognai un castello medievale. Sognai degli uomini che mi parlavano, ma io non li sentivo, non sentivo niente. Vidi un ragazzo che mi diede un braccialetto in ferro con delle strane incisioni. Poi la scena cambiò, ero in un campo aperto e sembrava che ci fosse una battaglia in corso. Il ragazzo di prima mi si avvicinò e disse qualcosa, ma io non sentivo nulla. Mi svegliai. La sveglia era suonata. Ero frastornata, mi guardai intorno e vidi che Marienne era ancora addormentata.
-Che strano sogno
Svegliai Marienne e ci preparammo. Marienne mi chiese:
-Che bel braccialetto! Dove lo hai preso?
Mi guardai il polso, il bracciale del sogno era sul mio polso! Come c’era finito lì?
-Non ricordo
-Allora se non sbaglio anche voi avete un progetto da fare giusto?
-Si, una macchina ecologica in grado di risolvere un problema di vita quotidiana
-Mi dispiace per te, io detesto quel genere di lavori
-A me piacciono invece, oggi comincerò a lavorarci
-Quindi mi lasci sola?
-Se vuoi puoi venire in biblioteca a lavorare con me
-No grazie, preferisco andare alla spa
Ve l’ho detto che la scuola aveva molte cose? C’era anche un salone di bellezza, i ricchi!
Ci salutammo e io andai in classe. Mi sedetti al mio posto e ripensai al sogno. Andrea si sedette e mi saluto:
-Buongiorno Sophie, come stai?
-Buongiorno Andrea, bene grazie, tu?
-Benissimo. Oggi cominciamo il progetto, non vedo l’ora di mettermi al lavoro!
Le lezioni finirono abbastanza velocemente e io mi diressi con Andrea alla biblioteca. Cominciammo a cercare tutti i libri sulla meccanica e sull’ecologia e cercammo anche su internet informazioni al riguardo. Cominciai a farmi un idea di ciò che potevamo fare quando Andrea mi disse:
-Hai qualche idea su cosa potremmo fare?
-Si, potremmo fare una cosa del genere- disegnai un progetto- che te ne pare?
-Però te ne intendi di tecnologia!
-Diciamo di si
-Sei diversa dalle altre ragazze qui
-Dovrei offendermi o prenderlo come un complimento?
-Intendevo dire che non sei una di quelle fanatiche che pensano solo alla popolarità e hai soldi
-E come lo hai capito? Ci conosciamo da poco
-È strano però sento che è così, ecco ora mi prendi per pazzo
-Sei strano, dolce e gentile, non sei pazzo
Ci mettemmo ha ridere. Scrivemmo degl’appunti e andammo nel laboratorio di meccanica. Il professore aveva lasciato dei materiali per ogni gruppo. Noi li prendemmo e cominciammo a montare il robot. Creammo un robot in grado di compattare il cibo e crearne dei fertilizzanti per piante, si lo so sentito così fa parecchio schifo. Finimmo il progetto verso le dieci di sera
-Ora dobbiamo dargli un nome, ne hai qualcuno in mente Andrea?
-Che ne dici di COMP?
-Comp?
-Compattatore di organismi e materiali per piante
-…
-Va bene se non ti piace basta dirlo, che proponi?
-Ciby
-Ciby? È carino, ma che significa?
-Non lo so, però suona bene.
-È Ciby sia! Batti cinque socia!
Battemmo il cinque e il braccialetto scintillo per un secondo.
Me n’ero scordata! Non ci ho badato per tutta la giornata, com’è possibile?
-Che strano, mi sembra di aver già visto quel bracciale
Provai a toglierlo, non ci riuscì.
-Non si toglie!
-Calmati qual è il problema?
-Se te lo dico non ci crederai
-Mettimi alla prova
Raccontai ad Andrea il sogno e che il braccialetto non lo avevo prima di andare a dormire e che era apparso stamattina.
-So che suona strano però è la verità-ecco ora mi dice che sono pazza.
-Ti credo, anch’io ho avuto uno strano sogno stanotte.
-Che cos’hai sognato?
-Ero in un castello e …
Qualcuno busso ed entrò. Il professore era venuto a vedere come andava il nostro progetto. Ci diede un’A+ e si complimento molto con noi.
-Il progetto è stata un’idea di Sophie
-E Andrea ne ha modificato il design e la forma
-Poi lo abbiamo reso più sicuro
-Infine lo abbiamo costruito e verificato con un manichino se fosse pericoloso
Andrea mostrò il manichino – sano e salvo, come può vedere. Lo abbiamo chiamato Ciby
-Fantastico! Siete un’ottima squadra! D’ora in poi sarete sempre in coppia per i progetti in coppia.
Ringraziammo il professore e uscimmo.
-Che ne dici se domani ci vediamo al bar della scuola? –mi chiese Andrea, e si affretto ad aggiungere- per parlare del braccialetto e del sogno
-Certo
-Visto che domani è sabato non abbiamo lezioni, quindi se ci vediamo alle nove va bene per te?
-Si, ci vediamo domani. Buona notte Andrea.
-Buona notte Sophie
Ci dirigemmo ognuno verso il proprio cottage. Senza saper che il giorno dopo sarebbe successo una cosa che avrebbe unito le nostre strade per sempre.

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