WitchandAngel : The Experiment
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Capitolo 24: The Experiment




Capitolo 24: The Experiment

Harley controllò un’ultima volta che tutto fosse in ordine prima di riprendere a giocare con i suoi ingranaggi.
Jackson bussò prima di entrare- ancora impegnata?
Lei sorrise- sì
Lui entrò e le tolse gli strumenti di mano- è ora di pranzo
Lei mise il broncio- stavo lavorando!
-Puoi continuare dopo, i ragazzi ci aspettano –rise lui tirandola su per mano e accompagnandola fuori.
Harley si coprì gli occhi con un mano e stette ferma un paio di minuti per abituarsi alla luce del sole.
-Ancora è così strano essere fuori…- mormorò guardando degli uccellini volare verso un nido
Jackson sorrise- quello è strano?
-Perché cosa dovrebbe essere strano? –chiese lei
-Il fatto che tu sia incinta da tre mesi e ancora sei molto magra? –provò lui
Lei mosse una mano- colpa di Harley, il corpo non sembrerà mai grasso anche se avessi venti figli nello stomaco…illusione ottica o che so io
Jackson rise guardando i vari edifici che avevano costruito- non sembra che un anno fa questo fosse un campo di cadaveri eh?
Harley sorrise- tua moglie è brava con le mani no?
Lui ghignò- e molto più brava con…
-Prova a dirlo e rimango vedova- lo avvisò lei camminandogli al fianco- le ragazze?
-Evelyn sta piangendo e strangolando Alexander–disse Jackson- Alexis sta mangiando pere mentre David cerca di capire come montare una culla, Daphne invece sta facendo un nuovo tentativo a fare un paio di calze per il neonato ma alla fine Ivan riesce meglio quindi si arrabbia e gli lancia i ferri dietro…dovrebbe essere a tentativo numero 1789
-Gli ormoni della gravidanza non fanno bene a quelle tre o sbaglio? –chiese lei divertita
-No. Se non cercano di ammazzare i propri mariti, urlare contro ogni cosa che si muove o diventare una fontana umana sarebbe preoccupante a questo punto- rise lui
-Mi chiedo perché io non sono così emotiva…- mormorò Harley
-Perché sei dotata di tre cervelli e hai maggior controllo? –provò Jackson
-Può essere…
-Forse è perché sono un meraviglioso maritino che ti tratta benissimo e ti ama tanto? –propose lui speranzoso
Lei lo guardò male- sai ripensandoci mi è venuta voglia di strangolarti…
Lui sorrise dandole un bacio prima di aprire la porta per lei- madame
Harley ruotò gli occhi- stanotte “madame” farà i capricci
Lui sorrise con una strana luce negli occhi- sarò lieto di occuparmi di ciò
-Avete finito di flirtare? –chiese David
-Chi ti ha messo una spada per il culo? –chiese Jackson- che c’è? Geloso che io ricevo ancora coccole?
-Sì- replicò lui- come va Harley?
-Bene grazie- disse lei- allora mangiamo?
Loro annuirono e Daphne sospirò- non vedo l’ora che lui esca di qui…non sopporto più i calci che questo piccolo demone mi dà!
Harley ridacchiò e guardò fuori dalla finestra- un paio di mesi e questo posto sarà caotico…
Jackson sorrise bevendo un sorso del suo drink- dobbiamo ripopolare no? Infondo abbiamo sterminato metà della razza umana presente in questo continente…non c’è essere umano nel raggio di venti giorni di macchina da qui di sicuro, i tuoi robot non hanno trovato ancora superstiti quindi…
Lei sorrise- mangiamo su, non pensiamo a queste cose per ora…
Da cavie di un esperimento erano passati a essere gli scienziati. Da ragazzi in gabbia erano ora liberi. Da prede erano ora predatori e ora…chi avrebbe potuto fermare queste armi letali?
~The End~

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Capitolo 23: Killing Game




Capitolo 23: Killing Game

Harley ed Elizabeth erano due vite in un corpo.
Fin da piccola Harley aveva capito che per ucciderla dovevano uccidere sia Harley che Elizabeth e che se non si riusciva a colpire entrambi nello stesso istante lei sarebbe rimasta viva.
Se qualcuno colpiva uno dei due cuori era un problema minore, certo il corpo avrebbe perso tonnellate di sangue e lei sarebbe probabilmente svenuta ma non era possibile per lei morire.
Harley aveva il potere di unificare se stesso con Elizabeth.
Elizabeth poteva rigenerarsi da qualsiasi ferita.
Quando si unirono i poteri si unirono e quindi ambe due erano in grado di rigenerare il proprio corpo.
Il problema era però che il colpo aveva del veleno dentro di sé.
Era una semplice tecnica a dirla tutta, il proiettile aveva una piccola parte alla punta che si rompeva a contatto e che rilasciava del veleno nel corpo.
Era ora quello il problema poiché il corpo stava cercando di rigenerarsi e combattere il veleno allo stesso tempo.
Se nessuno dei due era ferito…poche ore di riposo e sarebbe stata come nuova…ma il cuore di uno dei due era stato non solo colpito, ma anche avvelenato. Inoltre…un polmone era stato colpito con il veleno e ora si stava riempiendo di sangue.
I due dovevano riparare i due organi, rimuovere il sangue e il veleno.
Era molto dura per lei riuscire a gestire il tutto.
Jackson la stava aiutando bloccando l’eccessiva fuoriuscita di sangue e standole vicino ma era comunque problematico.
Per fortuna però non era la peggiore delle situazioni.
-Jack…son? –chiamò lei svegliandosi
Lui la guardò- Harley!
-Sto bene…- disse lei
-Come…- iniziò lui
-Hanno colpito gli organi di Harley e ho potuto usare i poteri di Elizabeth mentre Harley si occupava del veleno… -disse lei piano mentre continuava a riparare i danni subiti
Jackson annuì poggiando la testa sulle sue mani- grazie al cielo…
-Uno dei robot- disse Ivan- ha visto gli androidi iniziare l’attacco agli umani
Jackson annuì- ti porto a riposare in camera?
Harley sorrise- dodici ore e sarò in grado di riprendere il pieno dei miei doveri…
Lui annuì- a quel punto…sarà guerra
***
Jackson sorrise guardando i ragazzi pronti a trasformarsi- al mio segnale…scateniamo l’inferno
Harley sorrise e guardò il ragazzo alzare la mano e trasformarsi in un lupo gigante di ferro.
Non si mosse per un paio di minuti guardando il caos iniziare nel mezzo della notte. Jackson era un lupo, gli altri erano dotati di artigli o di ali in base al ruolo che avevano.
Chiuse gli occhi sentendo le urla dei soldati e attivò i suoi tentacoli mentre il suo corpo iniziava a venir ricoperto dall’armatura. Se Jackson era nella forma completa di lupo, lei era ora nella forma completa di Vedova Nera. Chi non ama i ragni?
L’ironia della sorte era che Harley era anche leggermente aracnofobica…
Si lanciò anche lei all’attacco.
Nel giro di una notte, nessun umano, androide o essere in generale rimase vivo. Gli unici che rimasero vivi furono loro otto.
-Ironico vero? –disse Harley guardandosi intorno- dovevano uccidere noi che non siamo mai usciti dalla base…e invece eccoci qui come unici superstiti…
Jackson sorrise prendendole la mano- manda i robot a pulire…abbiamo del lavoro da fare.



Capitolo 22: Run




Capitolo 22: Run

I ragazzi corsero velocemente verso il burrone, inseguiti da un’armata che continuava a sparare.
Gli ordini erano ora di ucciderli.
Non avevano possibilità di vivere se presi.
-Harley stanno per spararci- disse Jackson, si era ripreso dopo aver praticamente fatto fuori l’intera base, purtroppo nel mentre era arrivata l’armata ad aiutare la base il che aveva portato all’attuale situazione di fuga.
Lei annuì e guardò un soldato mirare a Jackson.
-Come programmato? –chiese Evelyn
Lei annuì- saltiamo
L’idea era di non venir colpiti fino al precipizio e di saltare, nell’acqua sottostante era già stato preparato un modo per sopravvivere in caso fossero caduti ma prima vi era una rete semi-invisibile che avrebbe preso tutti e in fretta i robot li avrebbero ritirati nella caverna sottostante.
L’idea era schiavare ogni colpo.
Il colpo arrivò però non venne schivato.
-Harley! –urlò Jackson subito notando del sangue uscirle dalla bocca e che il colpo l’aveva colpita più o meno al cuore, le possibilità che l’avessero mancato forse erano meno del due percento.
In fretta Jackson la tirò su di peso e corse con i ragazzi.
Questa era una situazione di panico dal punto di vista dei soldati. Harley era l’unica con conoscenze mediche adatte per salvare una persona da un colpo del genere, se si poteva salvare, ma ora che era lei quella colpita…chi l’avrebbe operata?
Senza nemmeno esitare i ragazzi accelerarono il passo fino ad arrivare al precipizio.
Nemmeno un secondo dopo si erano gettati e fortunatamente i robot furono in grado di salvare tutti e otto al primo colpo.
Quando entrarono nella grotta continuarono a correre fino all’ingresso della base sotterranea che avevano preparato.
-Il sangue non smette di uscire…- mormorò Jackson che stava lentamente entrando nel panico cercando di far pressione sulla ferita- maledizione…Alexander va a prendere i robot!
Lui annuì correndo dentro con Alexis e Ivan per muoversi più in fretta.
Evelyn era caduta in ginocchio e stava piangendo in silenzio mentre Daphne non era sicura di cosa fare.
Questo non era previsto.
-Harley resta con me- disse Jackson mentre i ragazzi collegavano i macchinari
-La pressione sta scendendo –disse Alexander
-Merda
-Daphne le borse con il sangue! –urlò Alexis preparando il materiale per le trasfusioni
Daphne corse fuori seguita da David ma dopo due minuti tornò pallida come uno spettro- non ne abbiamo…
Il cuore di Jackson si congelò- come?
-Harley ha un tipo di sangue modificato…non c’è una singola borsa di sangue rimasta- disse lei- nessuno di noi è compatibile
Jackson continuò a premere sulla ferita- il proiettile? È dentro?
David guardò lo scanner per metalli e immediatamente si avvicinò- no, ha trapassato il corpo
Jackson era sempre più pallido- che…possiamo fare?
Nessuno dei ragazzi sapeva come rispondere a quella domanda. Evelyn guardò lo schermo mentre Daphne diceva con poca convinzione- possiamo solo sperare…che i poteri di Harley possano in qualche modo aiutare il corpo di Elizabeth…
Intanto la stanza si era macchiata di sangue.



Capitolo 21: What really happened




Capitolo 21: What really happened

Harley si ritrovò presto seduta di fronte al generale e prima che potesse darsi pace iniziò a capire la situazione.
Era in trappola.
Poteva usare i poteri? Certo, ma la cosa avrebbe tolto loro la possibilità di tenerli come arma segreta per eventi più pericolosi in futuro.
Poteva solo aspettare l’arrivo di Jackson e sapeva già che avrebbe lasciato una lunga striscia di sangue sia per prenderla che per portarla via, quel ragazzo andava psico solo per un graffio, figurarsi se la rapivano.
-Sei proprio una bella ragazza Harley –sorrise il generale
Lei respinse la voglia di vomitare e decise di restare in silenzio. Che altro poteva fare?
Lui sorrise- sai…i tuoi sono sempre stati una spina nel fianco per me
Lei lo osservò muoversi per la stanza
-Ho guardato ogni singola loro invenzione portarli a un successo dietro l’altro e io, generale, mi sono ritrovato senza il minimo segno di apprezzamento dai due! –disse lui indignato- tua madre ha anche osato rifiutarsi di andare a letto con me!
Harley lo guardò
-Lo so, incredibile vero? Come può rifiutarmi?! –disse lui scuotendo la testa
“Forse perché mia madre sa usare il cervello?”
Continuò a vaneggiare per due ore su come la madre di lei lo avesse rifiutato in molteplici occasioni.
“Ha perso la testa?”
-Avevamo solo dodici anni di differenza!
“Yep ha perso la testa”
-Ok FORSE erano ventuno ma…siamo lì più o meno!
Ad un certo punto sorrise- sai perché l’esperimento è stato organizzato?
In quel secondo Harley sentì una strana sensazione di nausea…
-Perché dovevamo uccidere alcuni soggetti e cosa meglio di mandarli là sotto? –chiese ridendo il generale
La sensazione di essere sul punto di sentire qualcosa che non doveva apparve subito nella sua testa.
-Abbiamo anche mandato psicopatici e virus oltre che cibi avvelenati per assicurarci che molti morissero! –rise lui
La sensazione peggiorò.
-Poi però la guerra è scoppiata e abbiamo deciso di attuare davvero l’esperimento…patetico vero? Eravate destinati a morire!
La mano del generale si allungò verso di lei
-Sai…visto che non ho potuto avere lei…posso avere te…- il sorriso congelò Harley sul posto
La mano venne tagliata prima che potesse sfiorarla.
Jackson la tirò subito al suo petto e velocemente la portò fuori dalla stanza mentre la bomba che aveva lanciato fece fuori il generale.
-Jackson?
Lui non disse nulla ma lei poteva vedere che i suoi occhi non erano più quelli normali ma quelli di quando entrava in modalità psicopatico e non era più in tempo per tornare indietro finché non si sarebbe completamente sfogato.
Lei si strinse di più a lui- ero davvero spaventata…pensavo che non ti avrei più rivisto
Lui la strinse di più ma non disse nulla. Non era in grado di parlare finché non si sarebbe calmato…
E per calmarsi molte vite dovevano morire.

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Capitolo 20: I don't feel like it




Capitolo 20: I don’t feel like it

Harley aprì la finestra e usando i suoi tentacoli si mosse fino al piano superiore della base.
Era spaventata.
Tra i documenti trovati vi era un ordine arrivato da poche ore:
“Uccidere o catturare i ragazzi superstiti della base. Cominciare analisi o autopsia”
Poteva sentire le urla dal piano di sotto e sapeva che aveva poco tempo.
Corse nelle sue camere e si mosse a prendere le poche cose che avevano lì, si mosse poi di corsa nelle camere dei ragazzi e prese anche le loro borse con i tentacoli prima di usare l’uscita di emergenza e correre a buttare le borse nel bunker e istruire un robot nel portarli alle auto.
Tornò in fretta vicino alla base.
-Andiamo rispondete…- mormorò premendo l’auricolare
“Harley cosa…”
-Codice rosso. Ripeto codice rosso.
“Siamo in mezzo alla battaglia non so come…”
-L’ordine che hanno appena dato è di catturarci, vivi o morti- disse lei guardandosi intorno
“Arriviamo”
Harley sentì un rumore di sicura rimossa dietro di sé- cazzo…
“Harley?”
Harley attivò un’opzione in cui tutti potevano ascoltare cosa succedeva e solo lei poteva sentire le loro voci
-Girati- disse un soldato
Harley stette ferma
“Harley cosa…”
-GIRATI! –urlò lui
Harley si girò piano
“Harley!?”
-Mani in alto- disse un’altra voce
“Harley?”
“Dannazione”
“Ho la posizione di Harley, muoviamoci”
“Harley chi hai davanti?”
-Generale Grey –disse Harley con calma- potrebbe posare la pistola
“Quel pezzo di merda…”
Il generale sorrise- perché non facciamo due chiacchiere eh ragazzina?

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Capitolo 19: Why did they do this?




Capitolo 19: Why did they do this?

Data: X/X/XX
Ho ricevuto il compito di controllare i soggetti dell’esperimento della base A669 con mio marito Jonathan. Il compito poteva capitare a chiunque ma, avendo zero connessioni noi due e la mancanza di poter avere figli, noi siamo risultati migliori soggetti di osservazione. Le coppie sono state decise dal Generale Grey e da altri superiori. L’idea di porre vite umane in questo esperimento non mi turba più di tanto. Lo scopo dell’esperimento è formattare la mente dei bambini e renderli dei manichini da guerra privi di libero arbitrio.
Non ho intenzione di dichiarare se o meno sia contraria al progetto poiché non ho voce in capitolo.
L’esperimento funzionerà così:
1 Coppie verranno formate a livello genetico per ottenere il massimo potenziale di sviluppo nei bambini;
2 Nessuno ha l’autorizzazione di addestrare i figli o istruirli su cose non approvate dal governo;
3 Le femmine devono essere addestrate allo scopo di riproduzione e i maschi a scopo di guerra, se nascono gemelli andare direttamente al punto 7 del regolamento e procedere di conseguenza;
4 Le relazioni parentali devono essere inferiori alle relazioni con il governo;
5 Riportare settimanalmente ogni scoperta fatta;
6 Seguire gli ordini del generale Grey a capo della situazione e evitare di perdere contatto con la base;
7 I gemelli devono essere messi insieme come coppia, instaurare questa idea è obbligatorio dalla coppia che li ha avuti;
8 Nessuno ha il permesso di curarsi del destino dei propri figli;
9 Stupro, violenza e altri crimini non saranno considerati;
10 L’esperimento finirà quando si otterrà un perfetto esemplare per la guerra.
Nessuno oltre me ha la password a questo database, la password verrà consegnata a termine dell’esperimento.
Non ho ragione di cambiarla.
Data X/X/XX
Nel file allegato vi è la lista delle coppie create.
Come richiesto abbiamo iniziato a manipolare le menti dei bambini e il soldato Johnson ha iniziato gli addestramenti.
Data X/X/XX
Ho visto un soldato picchiare un ragazzino di dodici anni. La mia coscienza non è concorde a ciò, tuttavia come semplice supervisore non ho potere di andare contro al volere del generale Grey…la cosa non mi piace.
Credo che renderò questo un mio diario più che un database, posso sempre modificare alla fine i dati.
Data: X/X/XX
Le cose procedono per il meglio. Alcune coppie hanno già iniziato a mostrare sintomi di gravidanza e altre sono quasi alla fine dei nove mesi. Devo ammetterlo, sono qui da un mese e la mia coscienza fa i capricci. Non riesco a stare serena come dovrei. Jonathan dice che qualcosa in me sembra strano.
Sono pazza a sperare che sia…?
Dovrei…
Data: X/X/XX
Non dovevo. Non dovevo.
Ho fatto qualcosa di orribile ma Jonathan era concorde con me. Per il futuro dovevamo farlo. Abbiamo tagliato i collegamenti e allertato il lato nemico dove si trovasse la base dei nostri. Lo Shelter sarà al sicuro ma nessuno saprà mai che abbiamo eliminato noi i collegamenti in maniera permanente. Ho finto di voler uscire ma sono svenuta.
La base è ora al corrente del fatto che sono incinta. Sono già saltate fuori opzioni per aborto.
Le cose stanno per peggiorare ma se dovremo farlo, non ho paura di sporcarmi le mani per il mio bambino.
Data: X/X/XX
Avremo gemelli. Un maschio e una femmina. Nasceranno con l’ultimo gruppo, tra cui i gemelli dei Miller. Siamo felici, per ora tutti pensano che seguiremo comunque il protocollo…
Il virus per eliminare “accidentalmente” i soggetti problematici è al 80% pronto. Temo che i miei gemelli abbiano subito mutazioni dagli esperimenti che ho fatto su me stessa in precedenza, anche mio marito teme ciò. In ogni caso potrebbero essere loro la causa del fatto che sono incinta?
Data: X/X/XX
Ho perso un bambino…è sparito uno dei due gemelli…
Io…non voglio perdere mio figlio…
Data: X/X/XX
È nata. Oggi è nata la mia principessa Elizabeth Harley. Sono così felice.
Data: X/X/XX
Harley è un genio. Ha meno di tre anni ma sa già come comportarsi. La stiamo segretamente educando in maniera opposta a ciò che dovremmo. Si è fatta sette amici che hanno subito preso il ruolo di sue guardie, tra loro c’è il figlio di Johnson che sembra stravedere per lei. Harley sa cosa fare e cosa no.
Rilascerò il virus se necessario allo scopo di proteggerla.
Data: X/X/XX
Abbiamo dovuto ucciderli. Abbiamo fatto fuori parecchi dei membri dello Shelter. Non mi interessa cosa altri penseranno, nessuno deve toccare MIA figlia. Jonathan è concorde con le mie idee.
Non vivremo per molto e so che i ragazzi si sbarazzeranno di chi è un pericolo per Harley.
Il figlio di Johnson è uno psicopatico e non ha nessun problema a far fuori chiunque trovi davanti, non mi importa a dirla tutta, fintanto che proteggerà Harley per noi chiudere gli occhi non è un problema.
Data: X/X/XX
Ho ricambiato la password per sicurezza. Solo Harley può entrare ora…quindi è il caso che faccia un’aggiunta piccola…sperando che tu sia dal lato giusto.
File video presente.
Accedere al file videro?
Caricamento…
Una bionda con occhi chiari apparve sullo schermo- non so da dove iniziare…per cominciare…Ciao Harley. Sono probabilmente morta se tu stai vedendo questo video…spero che non hai smesso di essere la mia piccola guerriera. In questo momento sei con i ragazzi a giocare di là, al momento in base siamo rimasti io, tuo padre e i genitori dei tuoi amici. Sono responsabile del 70% delle morti di questa base con l’aiuto di tuo padre. Prima di morire ci occuperemo anche dei genitori dei tuoi amici…mi spiace. Ho cercato con tuo padre di istruirti in modo che niente e nessuno potesse manipolarti e spero che ci siamo riusciti. Io…- la donna si portò una mano sul volto, gli occhi erano lucidi- perché dovevi nascere quando era troppo tardi per noi per scappare piccola mia? Non avrei mai dovuto metterti in una vita che so che sarà un inferno nel momento in cui io e tuo padre moriremo…mi spiace…avrei dovuto essere una migliore madre, avremmo dovuto essere dei genitori più attenti e avremmo dovuto proteggerti meglio…
Un uomo dai capelli rossicci si sedette al fianco della donna che stava ora piangendo e non riusciva a emettere suono- hey principessa, sono papà…sei ancora in grado di sorridere nonostante tutto? Spero…che tu e i ragazzi stiate vivendo una vita felice- stette in silenzio per un paio di secondi prima di sorridere amaramente- ci mancherai moltissimo quando sarà giunta la nostra ora…ricordati che ti abbiamo amata e ti ameremo sempre, non siamo stati perfetti e siamo lontano dall’ideale di persone che sono genitori…spero che tu sia stata felice con noi al tuo fianco tanto quanto noi lo siamo stati. Sei la gioia delle nostre vite. Il nostro piccolo miracolo. Poterti prendere in braccio e sapere che eri mia figlia, sentirmi chiamare papà…è stato il più bel regalo della mia vita…ho amato ogni secondo della mia giornata perché tu eri lì. Sei il nostro orgoglio piccola e sei l’ultima prova che noi siamo vissuti…probabilmente sei l’unica cosa che abbiamo fatto di cui non ci pentiamo…
-Ti amiamo moltissimo Harley –disse la donna- mi spiace di non essere lì…ti voglio bene piccola
-Ti vogliamo moltissimo bene piccola- disse l’uomo sorridendole- buona fortuna
Lo schermo divenne nero.
Data: X/X/XX
Ti vogliamo molto bene Harley, si felice. Spero con tutto il cuore che tu sarai felice in futuro e che tutti i tuoi sogni si avverino.
Ti vogliamo bene piccola.
***
Harley guardò l’ultimo messaggio e sorrise- vi voglio bene anch’io…
Guardò i dati venir scaricati nel suo computer e ri-bloccò il database.
Si alzò piano mentre sentiva dei passi in corridoio. Era ora di andarsene.



Capitolo 18: A big war




Capitolo 18: A big war

Harley guardò i ragazzi- state attenti
Loro annuirono piano.
-Sta attenta- disse Jackson
Lei annuì- potete usare le modifiche se necessario
-Le terremo per la fuga- disse Jackson- sta attenta
Lei annuì guardandoli andare via.
I ragazzi avrebbero combattuto contro gli androidi e umani, uccidendo “accidentalmente” anche membri dei soldati della base, e sarebbe stata una lunga guerra.
Nel mentre Harley era su un’altra missione.
Avrebbe indagato sull’esperimento.
Vi erano troppe domande lasciate in sospeso per troppo tempo.
Molte cose non quadravano e molte cose non erano mai sembrate normali.
Mentre tutti erano occupati nel campo di battaglia lei avrebbe trovato le risposte.
Aprì la porta del laboratorio e mise fuori gioco gli scienziati con degli aghi pieni di sonnifero. Chiuse gli occhi un secondo e quando li riaprì le sue braccia di ferro erano uscite dalla schiena. Usando i “tentacoli” di ferro afferrò ogni scienziato, lo legò e imbavagliò per poi infilarlo nella sala accanto e chiudere la porta con una sedia di ferro.
Chiuse la porta principale con un armadietto di ferro e coprì le finestre.
Si sedette sulla sedia principale e usò i tentacoli per iniziare a trovare le informazioni sui vari computer.
-Avanti…
Le sue mani intanto continuavano a scrivere codici sul computer principale nel tentativo di entrare nel database privato.
-Mamma perché diavolo dovevi crearlo tu questo database…
Stava avendo difficoltà ad entrare nel database e scoprì con sorpresa che nessuno vi entrava da vent’anni circa.
La mente di Harley era andata in ogni direzione in quel secondo.
La madre l’aveva bloccato, ma perché?
Una password la divideva dalla verità.
Qualcosa le diceva che la gravidanza aveva portato la madre a decidere di chiudere i rapporti che dava alla base.
“Non puoi essere sua figlia”
La base non sapeva della sua esistenza…
-Mi volevano nascondere…ma perché?
La password lampeggiava piano sullo schermo.
Aveva un tentativo prima che il database si bloccasse per i prossimi tre mesi.
Tre domande: data, ricordo e nome.
La data era la sua data di nascita, il ricordo fu il suo primo esperimento con i suoi genitori…il nome…
Il nome era di due lettere…
-H-E
La password risultò corretta e aprì il database.
Un sorriso amaro le si dipinse sul volto- alla fin fine mi amavate vero?
H-E…Harley Elizabeth

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Capitolo 17: I need you




Capitolo 17: I need you

***Anni prima***
-Harley? –chiese Jackson entrando
Lei lo guardo da sopra il letto- hey…
-Che è successo? –chiese lui entrando e chiudendo la porta
-Uno degli adulti mi ha urlato contro- disse Harley
Jackson la guardò piano prima di girarsi e mettere la maniglia sulla porta
-Jackson?
-Io lo ammazzo…- disse lui
Harley si alzò di scatto e lo prese per il polso- non possiamo fargli male!
Jackson la guardò, lo sguardo era completamente assente- ti piace?
Harley gli sorrise- ovviamente no amore…
Jackson sorrise ancora assente e portò una mano al collo di lei- mia…
Lei sorrise avvicinandosi fino ad abbracciarlo- solo tua
Lui rimase fermo un paio di secondi prima di tornare in sé e stringerla- scusa…
-Sai bene che non mi importa- disse lei con un sorriso
Lui sorrise accarezzandole i capelli- vuoi che stia qui con te?
Lei annuì accoccolandosi a lui- non sopporto più gli adulti
-Vuoi che li uccida? –chiese lui tranquillo
Lei sorrise- preferisco che tu sia qui a coccolarmi che lì ad uccidere
Lui annuì e si lasciò portare da lei a sedersi sul letto- cosa ti hanno detto?
-Che dovrei morire- disse Harley
Jackson la strinse di più- …
Lei sorrise- sto bene, tranquillo
Lui le baciò la testa- mi occuperò io di loro…
-Jackson
Lui la guardò
-Non lasciarmi mai sola- disse lei guardandolo
Lui la guardò stupito e poi sorrise- non lo farò mai
Lei sorrise chiudendo gli occhi- puoi dormire qui anche stasera?
Lui sorrise coccolandola- non dormo sempre al tuo fianco?
Lei sorrise dandogli un bacio sulla guancia- grazie
Lui sorrise tenendola stretta a sé- dovrei dirlo io piccola…






Capitolo 16: We need to fight




Capitolo 16: We need to fight

“Abbiamo ventiquattro ore prima dell’inizio della guerra”
Aveva detto Harley ai ragazzi.
“Ciò significa che dobbiamo muoverci se vogliamo essere pronti”
David lanciò a Evelyn un fucile.
“La prima cosa sono le armi, dobbiamo assicurarci di non lasciare assolutamente nulla nel bunker”
Jackson alzò piano una cassa di ferro con munizioni dentro.
“Se trovassero anche solo una delle mie invenzioni sarebbero grossi problemi”
Harley infilò un altro raccoglitore di documenti in una delle scatole.
“Assicuratevi di non lasciare nulla di personale nelle vostre camere”
Ivan entrò nella camera di Daphne e posò sul letto di lei un cesto di vestiti
-Non mi starai chiedendo di farti le valigie spero –disse lei
Lui sorrise- no, ti sto riportando tutti i reggiseni, le mutandine e i vestiti che semini per camera mia ogni volta che entri di soppiatto nel cuore della notte cara
-Non mi pare che tu ti sia mai lamentato- disse lei leggermente rossa
Lui sorrise- non mi lamento mica…ma come ti ho detto spesso, se vuoi invadere camera mia fallo in modo permanente.
Lei sorrise dandogli un bacio- ci penserò…
-Tutti pronti? –chiese Jackson dopo ore di preparazione
-Credo di sì- disse David
-Harley hai recuperato le tue cose da camera di Jackson? –chiese Alexis
-Anche lei lascia capi di vestiario nella camera di lui!? –chiesero tutti i ragazzi in coro
-Li ho ripresi e no, io non lascio vestiti in giro- disse Harley
-E com’è che erano in camera di Jackson? –chiese con un sorriso di malizia Daphne
-Jackson mi ruba la biancheria- rispose tranquillamente Harley
Tutti guardarono il ragazzo che alzò le spalle- sono il suo stalker, andiamo non è la cosa più strana che ho fatto…
-Dobbiamo preoccuparci? –chiese Ivan
Harley alzò le spalle- beh mi osserva mentre dormo e mentre mi faccio la doccia…direi che rubarmi i vestiti è l’ultimo dei problemi che ha…
Jackson sorrise dandole un bacio- ti amo…
Lei scosse la testa divertita- tutti pronti?
-Con i macchinari che si fa? –chiese Alexander, cercando di ignorare la precedente conversazione
-Non possiamo romperli o avremo problemi se dovessimo tornare nel bunker –disse Evelyn
-Si ma se li lasciamo li potrebbero usare- disse Ivan
-Li ho bloccati, senza il nostro codice di accesso non potranno usarli –disse Harley
I ragazzi si guardarono intorno- quindi…andiamo via?
-Per ora dobbiamo combattere nella guerra ma…ho la sensazione che…ci servirà una via di fuga- disse Harley
I ragazzi annuirono.
-Qualsiasi cosa- disse Jackson- ricordatevi che siamo tutti insieme. Nel bene e nel male.
I ragazzi annuirono piano uscendo.


Capitolo 15: The End of the rebellion




Capitolo 15: The End of the rebellion

Harley guardò i cadaveri portati dai ragazzi nel laboratorio prima di guardare i ragazzi- feriti?
-Nessuno di noi- disse Jackson
Lei annuì- ottimo
-Allora? –chiese David
-Avevamo ragione- disse lei- hanno la base di DNA modificato che avevamo noi prima che io mettessi mano…
I ragazzi si bloccarono.
-Questo lo conferma allora- disse Jackson
Harley annuì piano- purtroppo
-Ci sono più bunker- disse David
-Ci sono più esperimenti –corresse Alexis
-Sono molto più deboli di noi –disse Alexander
Harley sorrise- noi siamo fuori dal comune
-Noi abbiamo avuto Harley –confermò Jackson
-Non solo –disse Harley- noi abbiamo avuto un lavoro costante di squadra
-Pensi che loro non l’abbiano avuto? –chiese David
-No- disse Harley- penso che abbiano ceduto alle cazzate raccontate dai soldati
Ci fu un lungo silenzio.
-Pensi che la ribellione sia vera? –chiese Jackson di colpo
-Stai scherzando?! –chiese Daphne- non puoi fare una guerra di…
Jackson scosse la testa- ti stupirebbe quanto semplice è farne una finta a dirla tutta, usando soldati come pedine e spesso non dicendo loro tutto…
-Farli morire così…- disse Ivan
Harley sospirò- volete la mia opinione?
Tutti si girarono verso di lei.
-Penso che la “ribellione” sia stata una cazzata raccontata per verificare sotto quale istituto siano nati i migliori combattenti e quali siano le modificazioni genetiche subite- disse Harley
-Cazzo… -mormorò David
-E noi gli abbiamo appena mostrato che siamo i migliori –disse Alexander
Harley annuì piano- già…
-E ora? –chiese Evelyn
-E ora iniziamo con il contrattacco- disse Harley
***
-E grazie al nostro supporto di gruppo…- continuò il generale a parlare
-Razza di codardo –commentò Ivan- è il boss qui ma non è in prima fila
-Nemmeno io lo sono- disse Harley
-Perché tu sei letale più di tutti noi messi insieme e ci toglieresti il divertimento –disse Jackson tranquillamente
-Evelyn è tutto pronto? –chiese Harley
-Tutto in ordine –confermò David
Harley sorrise- perfetto…iniziamo a giocare ragazzi
-E per questo che noi ribelli siamo nel giusto! –urlò il generale scatenando le urla di gioia della folla.
-Presto avranno altri motivi per urlare- sorrise Jackson giocando con il suo bastone e guardando con un ghigno Harley- vero?
Lei sorrise piano girando sui tacchi- andiamo a “festeggiare”, i sonniferi sono inutili su di noi tanto…
-Il bello di avere poteri del genere…- rise Alexis


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Capitolo 14: One big mess




Capitolo 14: One big mess

-Sono completamente incapaci…- disse Jackson guardando la copia del piano di guerra del generale.
Harley rise- l’hai notato solo ora?
Lui sospirò- chi diavolo li ha allenati prima di noi ha fatto un lavoro di merda
-Non correggibile- disse Ivan
Harley sorrise- meglio per noi
I ragazzi annuirono- ordini?
Harley guardò i documenti che aveva davanti- vedete di fare fuori i nemici e vincere la ribellione
Jackson annuì- altro?
-Mi assicurerò di controllare che nessuno sappia delle modifiche…il generale ha fatto altre richieste? –chiese Harley
-Vuole delle analisi da noi- disse Evelyn
-Analisi? –chiese Harley
-Sangue, radiografie… -disse Evelyn ruotando gli occhi- quel tipo di analisi
-Perché? –chiese Harley
- “Sicurezza medica” –disse David
-Che tipo di sicurezza? –chiese Harley
-Credo vogliano risultati dell’esperimento –disse Alexander
Harley fece una smorfia
-Vi hanno fatto qualcosa? –chiese Jackson
-Non ci hanno sfiorato –disse Evelyn
-Evelyn ha minacciato di dissezionarli –disse David
-Brava Evelyn –sorrise Jackson
Lei alzò le spalle- nessuno mi mette le mani addosso eccetto il mio Alexander e Harley…
-Per due ragioni completamente diverse- sottolineò Alexander- vero?
-Che mi risulti Harley mi controlla a livello salute mentre tu mi fotti in qualsiasi posizione possibile- disse Evelyn
Alexander sorrise- ovviamente…
-In ogni caso –disse Harley- divertitevi nella lotta…
-Tu che fai? –chiese Jackson
Harley sorrise- uccido qualcuno…
Lui sorrise- oh?
-Ma scherzi a parte questo schifo va finito- disse Harley- ricordatevi cosa dovete fare
Loro annuirono.
***
Harley guardò la lotta dalla finestra quando sentì dei passi dietro di sé- ora spia pure Generale?
Lui si fermò- volevo parlarle signorina Schuyler
-Di? –chiese lei mettendo la mano sul manico di uno dei coltelli da lancio senza farsi vedere
-Vorrei prelevare dei campioni di sangue e tessuti da voi ragazzi- disse lui con un sorriso
-Oh davvero? –chiese lei iniziando a giocare con un coltellino
-Sarebbe eccellente per noi avere modo di analizzare…
Harley sorrise in una maniera che congelò il sangue del generale- se provate solamente a sfiorare i miei ragazzi…vi taglierò a pezzi e vi farò morire lentamente.
Lui si congelò- io…
Harley gli passò affianco e sorrise crudelmente- vi aspetterò sotto i miei ferri generale.


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Capitolo 13: We can Win




Capitolo 13: We can Win

-E non lasceremo a quei pezzi di metallo di vincere! –urlò il generale
Harley e Jackson guardavano l’uomo dalla finestra.
-Patetico- disse Evelyn entrando- quell’uomo non ha idea di quanto è debole…
Harley le sorrise- ricordati cara che non tutti sono noi
-Che si fa? –chiese Ivan
-Si aspetta- disse Jackson seccato
Harley sorrise- avete finito i preparativi?
-Abbiamo spostato le cose come richiesto –disse David
Lei annuì- quell’androide…
-L3on? –chiese Jackson
Lei annuì- pensa che io li aiuterò
Jackson sorrise ma non era un sorriso che raggiungeva gli occhi- oh davvero? Che tenero…
Harley gli sorrise- lo puoi uccidere dopo
-Per cosa lo vuoi usare? –capì David
Lei sorrise- se i due sono spie degli androidi o comunque lavorano con loro possiamo utilizzarli a nostro vantaggio
-E come? –chiese Daphne
-Daranno informazioni al lato che aiutano–disse Jackson
-E se noi controlliamo ciò che dicono –continuò Harley
-Saranno marionette nel nostro teatrino –disse Ivan
-Esatto- disse Harley
-Questo sembra essere divertente- rise Evelyn
-Ma chi darà le informazioni? –chiese Alexis
-Ivan –disse Harley- sei grande e grosso e di solito c’è un altro aggettivo che aggiungono ovvero…
-Stupido- disse Ivan- vuoi che finga di essere un cretino che non sa tenere la bocca chiusa?
-Se non ti dispiace- disse Harley
Lui sorrise- Nah…sarà divertente prenderli per il culo
Harley sorrise- preparatevi e state attenti
-Domani inizieremo il nostro attacco contro quei corrotti! –disse il generale
-Domani inizieremo a giocare sporco –disse David
Harley sorrise- come sempre ragazzi…la priorità va nella protezione di questa squadra
I ragazzi annuirono. Ivan sorrise- mi divertirò a fare l’idiota…
Harley sorrise- ricordatevi ragazzi, in amore e guerra tutto è lecito


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Capitolo 12: What I did




Capitolo 12: What I did

**Anni prima**
-Harley cosa diavolo vuoi fare? –chiese Jackson
Harley guardò i ragazzi- un esperimento
-Su te stessa!? –chiese lui in ansia
-Harley usa uno di noi –provò Evelyn
Lei scosse la testa- andrà bene promesso
-Harley…- iniziò Jackson
Lei sorrise- puoi restare qui e osservare…ma non potete interrompere il macchinario o morirò sul colpo…ok?
Jackson annuì e la guardò entrare nella stanza e programmare qualcosa al computer prima di coricarsi sul tavolino. Il macchinario si attivò mettendola in anestesia totale e l’operazione iniziò.
Per dodici interminabili ore il macchinario continuò a incidere e operare su Harley.
L’operazione era necessaria per certi versi ma lo stesso fu estenuante per i ragazzi da osservare. C’era il pericolo che il macchinario l’avrebbe uccisa in caso di malfunzionamento ma non avevano scelta se non lasciarla fare in quel caso.
Quando il macchinario finì dei robot la portarono nell’infermeria. Ci mise tre ore per svegliarsi dall’anestesia e quando lo fece tutti tirarono un sospiro di sollievo, il rischio che sarebbe finita in coma era enorme.
-Come ti senti? –chiese Jackson
-Stordita- ammise lei- Alexander puoi fare un controllo veloce?
Lui annuì controllando che tutto fosse nella norma con uno dei macchinari- sembra tutto in ordine.
Lei annuì- grazie…
-Almeno sei riuscita a fare ciò che dovevi? –chiese Jackson al suo fianco
Lei sorrise- ho rimosso il tumore e già che c’ero ho aggiunto qualcosa…
I ragazzi si guardarono.
Lei mosse una mano e i macchinari si accesero da soli- posso controllare gli apparecchi elettronici ora…
Jackson le prese la mano e la baciò piano- la prossima volta non farmi prendere un colpo ti prego…i tuoi sono morti da pochi mesi…non possiamo perderti Harley
Lei sorrise- non mi perderete promesso.
****
-Sei sicuro di voler provare? –chiese Harley- è un esperimento pericoloso Jackson…
-L’hai già provato su te stessa- disse lui con tono di rimprovero- e poi se sei tu ad uccidermi non mi dispiace
Lei sospirò e gli diede un bacio- vedi di svegliarti quando avrò finito, ascolterò qualsiasi tua richiesta…
Lui sorrise piano perdendo i sensi per l’anestetico- perfetto…a…dopo…
****
-Come ti senti? –chiese Harley
-Pesante… -mormorò Jackson- ha funzionato?
-Le tue ossa sono state ricoperte dal mio siero e sono state modificate…dovresti essere in grado di trasformarti ora… -disse lei con un sorriso
I ragazzi lo guardarono- chissà in cosa ti trasformerai…
Jackson guardò Harley mentre lei faceva un veloce controllo- possiamo provare?
Lei annuì- riesci ad alzarti?
Lui annuì muovendo piano il corpo- mi dovrò abituare al mio nuovo peso corporeo ma sarà ottimo per gli allenamenti…
-Non potrai romperti un osso nemmeno con una motosega- disse Harley- sono più dure del diamante ora
Lui sorrise- ottimo…come mi trasformo?
-Concentrati su te stesso e visualizza la prima forma che viene in mente, dovresti avere l’immagine di cosa sarai- disse Harley
Lui annuì chiudendo gli occhi e li riaprì solo quando sentì un “Oh cielo…”
Era ora a quattro zampe ma era alto come prima- cosa sono?
Harley attivò uno dei bracci meccanici che si era impiantata e trascinò lo specchio vicino. Jackson era un grosso lupo meccanico dall’aspetto tutt’altro che amichevole- per tornare umano dovresti solo richiamare l’armatura.
Lui lo fece e notò subito di non sentire dolori nel farlo e di non avere nemmeno un graffio- fantastico…in battaglia sarà utilissimo
-Ovviamente la prima cosa che vai a pensare è usarla per uccidere- disse Ivan ridendo
-Com’ero? –chiese Jackson
-Inquietante- dissero i ragazzi ridendo
-Cosa normale visto che lo sei sempre –disse Alexis
-Sei molto affascinante come lupo –sorrise Harley lasciandosi abbracciare
-Dici? –chiese lui divertito- posso essere il tuo lupo cattivo se tu sei la mia cappuccetto
-Prendetevi una stanza- fu ciò che gli altri dissero
-Harley puoi farlo anche per me? –chiese David- vorrei anch’io un’armatura del genere
-Non è un problema ma siete sicuri? –chiese lei
I ragazzi annuirono. Da quel giorno gli esperimenti di Harley li resero qualcosa che era non solo estremamente forte ma anche invulnerabile.

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The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...