WitchandAngel : La principessa dal sangue di drago
Visualizzazione post con etichetta La principessa dal sangue di drago. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La principessa dal sangue di drago. Mostra tutti i post

Capitolo finale: il drago d'Argento

7     Il drago d’Argento

Partirono dal castello per andare al confine nord della regione. Eleonora si era messa un’armatura d’argento, ormai quel colore aveva preso il possesso di lei, era su un cavallo bianco, dietro di lei c’erano i quattro draghi, Jack e i quattro capi tribù. Le truppe invece erano impegnate tutte a combattere le truppe nemiche su altri punti. Aveva preferito portarsi solo loro nel castello nemico, infatti erano pochi soldati, Alex, il capo nemico e il re. Voleva sbrigarsela da sola e alla svelta. Entrarono nel castello. Jack e i capi tribù si divisero e si impiegarono per ammazzare i soldati nemici. La regina e i quattro draghi avanzarono fino allo spiazzamento davanti al castello dove, come se sapesse del suo arrivo, si ritrovarono il re incatenato, Alex con un’armatura d’oro e un vecchio dai capelli bianchi che era il re nemico, oltre a loro c’erano dei barbari. Il cielo era scuro e continuava a piovere.
-Che bello vederla principessa- salutò lui
-Regina. Grazie al fatto che papà aveva ordinato ai consiglieri di farmi regina in caso lui fosse mancato all’improvviso.
Lo sguardo di Eleonora non lasciava trasparire nessuna emozione.
-Chi sono i quattro con te e cosa è successo ai tuoi capelli?
-I capelli hanno cambiato colore man mano che li ho conosciuti e loro sono- i quattro aprirono le ali e si alzarono da terra- i quattro draghi della leggende
Il re sghignazzò, sapeva che sua figlia li avrebbe trovati.
-Le cose sono semplici mia cara, tu sposami e io lascerò il re vivere e
Eleonora si mise a ridere- non ti sposerei nemmeno se fossi l’ultimo essere della terra. Nel momento in cui hai preso il re sei diventato il mio peggior nemico. Il fatto che tu ti sia alleato con il nemico mi è solo d’aiuto. Ucciderò entrambi e prenderò le terre nemiche. Uccidete ogni singolo soldato
-Si –risposero i quattro accanendosi sui nemici
Eleonora tirò fuori la spada- fatti sotto Alex
*******
Il campo di battaglia era ricoperto di fuoco, Jack e i capi tribù arrivarono in tempo per vedere Eleonora portare Alex in aria, volando con delle ali di drago d’argento. Jack, a differenza dei capi che si erano bloccati a guardarla a bocca aperta, liberò il re e osservò il corpo senza vita del nemico. Solo allora voltò lo sguardo su Eleonora, i capelli d’argento erano tornati il rosso splendente di un tempo.
-Hai giocato con la ragazza sbagliata Alex- lo lasciò cadere.
I quattro draghi le si affiancarono. Il cielo divenne improvvisamente limpido.
-Torniamo a casa
*****Qualche giorno dopo******
-Regina Eleonora!
Mi giro a guardare mio padre- papà smettila, non capisco perché non mi hai ancora fatta tornare principessa…non sopporto essere regina
-Perché mi piace dire che mia figlia è una regina
-Cosa volevi?
-Volevo dirti che Jack e i quattro draghi stanno di nuovo litigando
-ANCORA?! Ma è possibile che da quando quei quattro si sono trasferiti qui Jack abbia sviluppato questo passatempo? –sospiro- ci penso io…
Continuo a camminare verso il cortile.
-Tesoro
-Si? –mi giro
-Hai di nuovo le ali spiegate
-Cosa?! –mi guardo la schiena- accidenti non le controllo ancora…
Con un po’ di fatica le rimetto apposto e continuo a camminare- sarà una lunga vita…beh almeno non mancherà il divertimento…
-JACK! HI! NIYOL! OCEANO! ZEME! FINITELA SUBITO OPPURE VI FACCIO FINITI IO!
I cinque se la danno a gambe
-Tornate qui!

Li inseguo…e si di certo non mi annoierò…

Capitolo 6: Ultimo drago e notizie buone e cattive

6    Ultimo drago e notizie buone e cattive

Arrivarono alla foresta del non ritorno in piena notte. Tra i rami si vedevano fantasmi di persone morte, non capendo se erano veri oppure no, si tenevano ben alla larga, giusto per sicurezza. Eleonora guardava gli altri dormire, lei non ci riusciva, sentiva due occhi addosso. I capelli, senza che lei se ne fosse accorta erano diventati d’argento appena aveva incrociato quelli gialli dell’ultimo drago.
Mi alzo e corro dietro a quel ragazzo, non è un’allucinazione, è veramente qui!
-Aspetta!
Lui si ferma. Ha delle ali di terra- tu sei la mia padrona vero?
Sembra spaventato da me- non so di che parli…tutto ciò che voglio da te è il tuo aiuto
-Però sei il drago d’argento vero? Lo sento
-Drago d’argento? Non lo saprei dire con certezza…l’unica cosa che so è che ho bisogno di voi quattro per salvare mio padre…quindi ti prego...aiutaci
Lui mi guarda. Ha gli occhi gialli e i capelli marroni- va bene
Sorrido- grazie…io sono Eleonora
-Io sono Zeme
Zeme…terra…appropriato
*****il giorno dopo, durante il viaggio*****
-Un falco messaggero?
Prendo la pergamena del falco- viene dal palazzo.
“Nostra regina, i capi tribù hanno trovato Alexander e il re, il re è vivo e sembra stare bene, anche se prigioniero non ha perso il suo carattere da guerriero. Come temevate Alexander si è unito al nemico, se vinceranno loro perderemo molto più che un re…stiate attenta. Come procedono le ricerche per i quattro draghi? Temiamo che il tempo sia al limite, vi preghiamo di tornare al più presto. Vi aspettiamo a palazzo.
 I capi tribù”
-Muoviamoci ad arrivare a palazzo.
Papà aspettami…tua figlia sta arrivando per salvarti.


Capitolo 5: un drago alla fiamma


5       Un drago alla fiamma

Oceano e Niyol hanno caratteri totalmente diversi. Niyol praticamente mi venera come una dea in terra, Oceano mi tratta da regina e Jack è infastidito dai due draghi. Guardo una mia ciocca…i miei poveri capelli rossi…ora sono bionda…siamo nelle terre del fuoco, vicino al vulcano, in queste terre c’è più fuoco che resto…sono passati tre giorni da quando ho lasciato il castello, sono sicura che vada tutto bene…comunque è incredibile come ci si muova velocemente con i draghi, Niyol e Oceano conoscono scorciatoie che ci hanno fatto risparmiare giorni e giorni di viaggio. Da Niyol a Oceano normalmente ci si metteva cinque giorni di viaggio invece grazie a Niyol lo abbiamo raggiunto in un giorno…davvero straordinario.
-Principessa a cosa pensi?
-Niente…- guardo il vulcano- chissà dove si trova il terzo drago…forse se ci dividiamo lo troveremo prima…voi tre siete più veloci di me, potreste controllare…
Nemmeno finisco di parlare e quei tre sono già spariti.
-Lasciare sola una gentildonna…ma che errore…
Mi giro, un ragazzo sta poggiato ad un albero con gli occhi chiusi, ha i capelli rossi, apre gli occhi per un secondo, neri come la cenere. Ha delle ali fatte di fiamme, fuoco puro.
-Spiare non è da maleducati?
-Spiare? Beh infondo mi diverto a spiare le ragazze
Bene mi mancava un drago maniaco…uomini…- un drago maniaco, questa mi è nuova
-Drago? E tu che ne sai? –apre un occhio e mi guarda
-Hai delle ali fatte di fuoco puro…non credo che ogni ragazzo al mondo ne abbia
-Argento! –scatta in piedi- Argento!
Ok che cosa hanno che non va i miei occhi che questi tipi mi saltano addosso appena li vedono? –si ho gli occhi d’argento…ehm…vorresti aiutare me e gli altri draghi a re…
-Andrei ovunque per te regina- dice lui- io sono Hi
Hi? Significa fuoco, adatto direi- io sono Eleonora
-E noi tre ti abbiamo lasciato qui un secondo e ti ritroviamo in compagnia?
Jack e gli altri due sono arrivati. Mentre loro litigano, inutile io ci rinuncio a pensare che questi non litigheranno più, mi viene da pensare che manca solo un drago e poi potrò vendicarmi…
-Principessa- Jack mi attira a se e mi mostra una mia ciocca di capelli
-Perfetto ora ho i capelli bianchi!
-Sei molto carina anche così

Capitolo 4: un drago non troppo timido


4      Un drago non troppo timido

Jack e Niyol non vanno proprio d’accordo. Anzi non vanno per niente d’accordo!
-Ehi uccellaccio problemi con l’acqua?
-Sta zitto moccioso! –Niyol abbiamo scoperto che ha diciannove anni, anche gli altri tre hanno la sua età, pare che i quattro draghi abbiano sempre la stessa età, nascono lo stesso giorno e crescono con una specie di connessione tra di loro.
-Niyol, ma se avete questa connessione e sapete dove si trovano gli altri perché non vi riunite? –siamo su una barca magica, ci porterà all’isola dei gorghi in fretta, la barca, nemmeno a dirlo, è grande, troppo per soli tre passeggieri.
-Nonostante la distanza sappiamo tutto gli uni degli altri.
-Speriamo che gli altri tre ci vogliano aiutare- dico io guardando l’acqua blu scuro sotto di noi
-Appena vi vedranno diranno sì vedrete- mi rassicura lui
-Spero tu abbia ragione
-E io spero che non sia un uccellaccio come lui
Alzo gli occhi al cielo, ho la mano in acqua- non la finirete mai voi due vero?
Sento qualcosa afferrarmi la mano e trascinarmi in acqua. Grido. In un secondo sono sott’acqua. Gli occhi chiusi, la mano stretta da qualcosa. Devo risalire. Apro gli occhi, l’acqua è limpida e posso vedere chiaramente. Mi guardo la mano, un ragazzo me la sta tenendo, sembra sorpreso, ha i capelli neri e gli occhi blu. Ha delle ali come Niyol solo che le sue sono fatte d’acqua e non di piume. Sembra che lui possa respirare sott’acqua. Mi libero e torno a galla. Jack e Niyol mi guardano, li devo aver fatti preoccupare. Jack mi porge una mano e mi tira abbordo, Niyol mi dà una coperta.
-Stai bene?
-Si…credo di aver trovato il drago però- indico il ragazzo che è salito sulla barca
Loro due si voltano e lo guardano malissimo. Indossa solo i pantaloni e le scarpe, ha tanti muscoli. Mi alzo e tolgo la coperta, stranamente sono già asciutta.
-Mi spiace- si inginocchia- io ho quasi ucciso la mia padrona…
Ancora con questa storia?! –tranquillo, non importa
-Ele…-lanciò un’occhiata a Jack che si zittisce
-Tu sei il drago di queste terre?
-Si
-Vorrei il tuo aiuto per…
-Qualunque cosa per te
-Io sono Eleonora, lui è Jack e lui è il drago Niyol, il tuo nome?
-Mi chiamo Oceano- risponde lui

-Benvenuto Oceano

Capitolo 3: Un drago Fanboy

3        Un drago Fanboy

Arrivammo a destinazione verso mezzogiorno. Jack mi tese una mano.
-Ti porto io
-Ma…sicuro? –lui mi prende e mi fa salire sulle sue spalle
-Sicurissimo e poi sei una piuma- inizia a salire la montagna
Mi stringo a lui, non è solito fare queste cose, è raro che mi prenda in braccio senza che glielo chieda io. Inizia a scalare sempre più velocemente
-Tutto bene?
-Si, non ti preoccupare…non dirlo al capo tribù ma da piccolo mi ci ero già arrampicato qua su
-Ma è proibito!
-Sai non ero proprio un ragazzino attento alle regole
-Questo non l’avrei mai detto
Lui ride- ci sono tante cose che non sai di me…e io di te
-Beh se vuoi chiedere chiedi
-Meglio di no…- dice lui
-Perché hai qualche segreto da nascondere?
-Diciamo di sì…o almeno ne ho uno che voglio evitare di dire.
-Sei strano
Lui ride- disse la doppia giochista
-Io non faccio il doppio gioco…circa…-si in effetti c’erano quei due gemelli…e il cavaliere…e il castellano…e il principe…forse da piccola mi divertivo un po’ troppo…
-Certo come no
-Stupido
Solo io so cose che lui non ha mai detto a nessuno e lo stesso vale per lui. Non è normale…mi ha reso più sociale…stupido Jack e la tua parlantina convincente…se ci penso ora mi ha convinto più volte a dirgli tutto ciò che sentivo…beh non è il solo che ci riesce, lo stesso vale per me…ma mi dà ancora hai nervi.
-Arrivati- dice
-Di già? –Mi posa a terra, siamo arrivati sui picchi, guardo giù…non vedo nemmeno il terreno…quanto diavolo è veloce Jack?!
Lui si stende a terra- il problema sarà scendere, la tempesta inizia allora, la salita non è dura la discesa sì
Mi spiega lui- ah…
Si alza di scatto e attacca qualcosa con la lancia- state indietro c’è compagnia
Mi stringo nel mantello, è questo vento? Cerca di farci cadere! No non è vento…è…un ragazzo con delle ali?! Afferra Jack per il collo e lo alza.
-NO! –il cappuccio cade –lascialo andare!
Lui si ferma e torna in picchiata, lascia cadere Jack e mi si mette a due centimetri dal volto. Ha i capelli alzati come una cresta bianchi, gli occhi di un celeste come il cielo e un’espressione che va dal “ho visto un fantasma” a “ho ritrovato ciò che cercavo”
-Salve…tutto bene? Qualcosa non va? Jack me lo scolli di dosso…
Jack lo afferra per una spalla e lo lancia lontano. Poi mi fissa- i capelli
-Cosa?
-Ti si sono schiariti
Prendo una ciocca e la guardo, ora è rosa!
-Perfetto mi mancava che mi facessi vedere che sto invecchiando!
Jack ridacchia- sei carina anche rosa dai
Il tipo si inginocchia difronte a me- mia padrona
-Ehm…- Jack mi fissa io alzo le spalle- sei il drago di queste terre?
-Si…
-Vorremmo il tuo aiuto se…
-Farò tutto ciò che vuole
-Sto tipo ha problemi mentali- commenta Jack- prima ci attacca ora sembra diventato una specie di Fanboy
Mi dà una rosa d’argento- mia padrona
Ha ignorato Jack…che dire come inizio di un lungo viaggio cominciamo bene.
-Voglio recuperare tutti e quattro voi draghi…ci aiuterai?
-Ogni desiderio della mia padrona è un ordine
-Sto tipo mi dà già ai nervi
-Sta zitto specie di spadaccino!
-Vuoi rogne uccellaccio?!
Beh che bell’inizio. Vederli litigare però mi dà allegria- vorrei che ci portassi dall’altro lato dei picchi, da lì saremo già nelle terre dell’acqua.
-Anche questo tipo con i capelli neri?
-Si. Io sono Eleonora e lui è Jack, il tuo nome?
-Mi chiamo Niyol
“Vento” beh indicato dire- piacere di conoscerti Niyol


Capitolo 2: I cinque draghi...preparazione

2       I cinque draghi…preparazione

Mi stringo la spada di papà al petto, devo sembrare la regina che sono. Papà aveva già previsto tutto, aveva dato ordine che in caso lui fosse mancato io sarei diventata la regina. Metto la spada al mio fianco. Entro nella sala.
-Signori, scusate il brusco invito e il poco preavviso, ma dopo gli avvenimenti recenti, la mia incoronazione e il rapimento di mio padre, ho ritenuto necessario convocarvi. Grazie per essere venuti.
Mi siedo sul trono di papà e guardo i quattro clan.
-Come state regina? –mi chiede il capo del clan del vento
-Diciamo che non mi aspettavo di prendere il trono così. Ma ora la cosa che per me conta di più è recuperare il re. Il popolo ha già saputo della sua scomparsa e del fatto che il rapitore è Alex, presto potremmo avere dei problemi, prima troviamo il re, prima riusciremo a stabilizzare la situazione
Jack porta dentro una mappa e la srotola sul tavolo.
-Il moccioso è cresciuto vedo-commenta il capo del clan del fuoco
-E il vecchio è invecchiato vedo-replica Jack
-Voi due…vi pare momento?
Entrambi chinano la testa. Indico la mappa- questo è il nostro regno, i punti rossi sono i punti in cui vorrei che mandasse le vostre truppe a controllare, conoscendo quel buono a nulla di Alex sarà in uno di questi punti. Non attaccate, trovatelo e appostatevi. Io e Jack condurremo una missione parallela, dovrete aspettare il nostro arrivo prima di attaccare.
-Missione parallela? –chiede il clan della terra
-Si, i punti verdi- li indico- sapete dirmi dove sono e cosa sono?
-Vediamo sono uno nel territorio del clan del fuoco, uno in quello del vento, uno in quello della terra e uno in quello del mio clan, l’acqua.
-Bene ma in che zona- continuo io
-Nelle zone meno accessibili direi- commenta il capo del clan del vento
-A cosa vi serve andare lì? –chiede il capo del clan del fuoco
-Conoscete tutti la storia dei Cinque draghi vero?
Loro si guardano non capendo.
-Lasciate che vi rinfreschi la memoria
Loro annuiscono, probabilmente non se la ricordano nemmeno quella storia.
-Secoli fa un drago rosso d’argento cadde sulla terra. I suoi amici, un drago rosso, un drago blu, un drago bianco e un drago marrone, lo seguirono, purtroppo il drago d’argento non poteva più tornare nel cielo con loro. I quattro draghi allora diedero a quattro umani, uomini dal cuore puro e immacolato, i loro poteri e ricordi. Gli dissero “Da oggi tu seguirai il tuo signore, il drago d’argento, lo proteggerai e ubbidirai a ciò che lui vorrà, e così anche i tuoi figli e i figli dei tuoi figli”. Il drago d’argento prese forma umana e divenne signore delle terre emerse, alla sua morte i quattro cavalieri si divisero e si misero ad aspettare che il loro padrone tornasse in vita. Secondo la leggenda ancora oggi, i discendenti dei quattro, aspettano il ritorno del loro re
-Si una bella leggenda ma- blocco il capo del clan del fuoco con la mano
-Non è una legenda, sappiamo che tutta questa storia è vera. La mia intenzione è quella di andare con Jack a cercare il loro aiuto, sperando di ottenerlo. So che Alex non è stupido, in guerra, ahimè, è un nemico pericoloso, non mi stupirebbe se avesse già fatto alleanza con il popolo delle terre di Jolly, tra teste vuote ci si capisce, quei due andranno d’amore e d’accordo. Per raggiungere il più vicino dei quattro, il drago bianco, andremo nelle terre del vento e scaleremo “I picchi tempestosi”, da lì andremo nelle terre dell’acqua e cercheremo “L’isola dei gorghi”, da lì andremo nelle terre del fuoco e affronteremo “Il vulcano della morte” e infine andremo nelle terre della terra e ci inoltreremo nella “foresta nera del non ritorno”.
I quattro guardavano i punti a bocca aperta.
-Ne siete sicura? Già il nome non è rassicurante se poi ci si aggiunge la fama…
-Jack tu hai problemi a seguirmi in questa missione- ignoro la protesta dei quattro
Lui scuote la testa- sembra divertente e poi vi seguirei ovunque mia regina
-Bene allora non è un problema- i quattro sospirano, niente ero testarda come mio padre a loro parere- vi prego ritrovate il re
-Come fatto regina.
Escono. Domani partiranno per i punti della mappa in cui potrebbe esserci Alex. Jack mi poggia una mano sulla spalla
-Ottimo lavoro- mi sorride
-Grazie…bene andiamo a prepararci mio caro…dovremo fare un bel viaggio di nozze
-Come diavolo fai a scherzare sempre tu…-è arrossito che carino
******dopo aver preparato tutto******
-Pronti- Jack si carica la sacca in spalla.
-Sicuro che non vuoi che porti niente? –gli chiedo
-No, primo perché sei donna, secondo perché sei la regina e terzo mi faccio più muscoli così
-Se lo dici tu- ho sostituito l’ingombrante vestito con dei pantaloni di pelle neri e una casacca in pelle bianca. Con me porto la spada di papà, il pugnale che mi ha regalato Jack, la mia spada e l’arco e le frecce della mamma, anche se odiava le armi l’arco le piaceva tantissimo.
-Piuttosto sicura di tutte quelle armi?
-Tu sei forte, bravo con le tue tre spade e la lancia, io sono brava con l’arco e le mie due spade e il pugnale me l’hai dato tu quindi col cavolo che lo lascio, è il mio porta fortuna e non me ne separo mai- indosso il mantello nero- su andiamo.
Ci muoveremo a piedi, ho lasciato istruzioni a palazzo, non dovrebbero esserci problemi, tra un giorno saremo ai picchi tempestosi.
-Hey p…regina...Eleonora…non so più come chiamarti- ammette Jack
-Principessa va bene, è un soprannome carino
-Bene…principessa come fai a dire che la leggenda è vera?
-Lo sento…so che è strano ma…
-Va bene, mi fido, infondo ho una scusa per stare solo con te
A volte è lui a stuzzicare me, altre io lui. È il nostro gioco, un gioco che non finirà mai, arrossisco- e poi sarei io quella che dice cose strane!



Capitolo 1: Tutto cambia

La principessa dal sangue di drago

1         Tutto cambia

Prima che i miei si incontrassero a papà interessavano solo le armi, la guerra e proteggere il regno, ma quando è salito sul trono ha dovuto accettare un matrimonio combinato con una regina di un altro regno, mia mamma, nonostante non si conoscessero nemmeno. Mi hanno detto che all’inizio litigavano sempre, nessuno dei due voleva sposarsi realmente e si erano resi entrambi intrattabili. Poi qualcosa cambiò, accettarono il matrimonio e si sposarono. Il re e la regina cambiarono, divennero più uniti, non potevi vedere il re senza la regina e viceversa. Papà amava le armi e mamma le odiava, papà amava combattere e mamma odiava la guerra, papà voleva una grande famiglia e mamma voleva avere un solo figlio, in qualche modo avevano gusti opposti in tutto, ma entrambi volevano una progenie. Tutti i re vogliono un figlio maschio, serve un erede forte, un uomo di valore che possa un giorno prendere il posto del re, ma papà diceva che voleva una femmina “i maschi creano solo problemi, le ragazze sono più tranquille e poi vogliono sempre bene al loro papà, i maschi avvolte uccidono il proprio padre per brama di potere, sono sicuro però che mia figlia non lo farebbe mai” diceva sempre così alla mamma, lei l’ha accontentato con me, l’unica erede al trono, una ragazza. Sono nata molto piccola e debole, mi davano per morta. Papà diceva “sopravvivrà! È mia figlia e lotterà per sopravvivere, starà bene, ne sono sicuro”, lo presero per un pazzo, ma io mi ripresi. L’aspetto gracile e fragile non sparì, ero piccola, con la pelle molto chiara, gli occhi d’argento e i capelli del colore del fuoco. Non somigliavo a nessuno dei due, ma a nessuno importava. Ero viva, questo interessava a mio padre. La mamma si divertiva a vestirmi come una bambola, la lasciavo fare. Ero completamente priva di volontà, sembravo davvero una bambola, ma ero sveglia, un prodigio, la figlia perfetta. Ubidiente, devota, genio in tutto ciò che faceva, bellissima e silenziosa, questa ero io. Ma cominciai presto a cambiare. Papà voleva avere una figlia attiva e che volesse giocare sempre così lo accontentavo. A sei anni però tutto cambiò. Dei ribelli entrarono nel castello, catturarono me e la mamma, misero il castello e il re in ginocchio. Papà non poteva fare nulla, mamma tremava mentre uno dei ribelli le puntava una lama alla gola, io ero ferma non tremavo nemmeno, l’uomo mi teneva sollevata da terra, la mamma iniziò a piangere.
-Per favore non fatele male!
-Sta zitta! –l’uomo la colpi al volto con un pugno, mamma cadde ai piedi di papà, era viva e continuava a piangere, forse fu quel gesto a farmi uscire dal torpore in cui ero. Il tipo che mi teneva aveva un pugnale messo all’altezza dei pantaloni lo presi e lo pugnalai al braccio. Mollò la presa, il mio corpo si muoveva da solo, attaccai l’altro uomo, papà non aveva perso tempo, aveva sguainato la spada e aveva ripreso a lottare e con lui i soldati. Dopo poco anche l’ultimo ribelle cadde a terra. Papà abbracciò la mamma, ma io non ero tranquilla, non so come lo vidi ma lo vidi. Un uomo era appostato e aveva scoccato una freccia, la deviai dal suo bersaglio, il re, e lanciai il pugnale, lo uccisi colpendolo al centro esatto della fronte. La mamma mi abbracciò e anche papà.
-Scusami piccola mia…per colpa mia…per colpa mia…
L’abbracciai e le accarezzai i capelli- non è colpa della mamma, volevo proteggerti, il mio corpo a reagito di istinto, scusa mamma…sono un po’ stanca
Non avevo mai detto nulla in vita mia e quando finalmente parlai svenni per il combattimento. Quando mi svegliai ero nel mio letto, la mamma era accanto a me, la mamma era stata colpita da una lama avvelenata, era pallida, i suoi occhi blu, i suoi capelli dorati, sapevo che mi avrebbe lasciato, però non smise di sorridermi.
-La mamma se ne andrà…starai vicino a papà? Sarà molto triste
-Non lasciarmi
Piansi per tutta la notte, papà era disperato ma non lo dava a vedere, stupido orgoglio del guerriero. La mamma se ne andò così, sorridendo. Papà divenne triste e non parlava con nessuno. Era passato solo un giorno dalla sua morte eppure sembrava che con la mamma anche papà stesse morendo. Evitai le guardie e lo raggiunsi nella sua camera.
-Eleonora…
Lo abbracciai, era molto più grande di me, muscoloso, con i capelli marroni, gli occhi smeraldo e una cicatrice sul braccio destro. Lo strinsi forte- se vuoi piangere puoi papà
-Eleonora…
-La mamma ti vuole vedere forte, ma non sei forte se trattieni le lacrime…-lo guardai negli occhi- ci siamo solo io e papà qui, nessuno lo saprà, papà deve sorridere e vivere, papà deve sopravvivere, papà deve governare un regno e crescere una figlia, papà non può lasciarsi andare così…papà è forte, papà non deve lasciarmi sola
Non erano discorsi che una bambina di sei anni faceva normalmente, ma io ero particolare in tutto. Papà mi strinse e lasciò che le lacrime scorressero libere. Il giorno dopo era tornato il re che conoscevo. Nessuno capì cosa era successo ma capirono che io avevo fatto qualcosa, nessuno osò chiedere. Papà mi fece prendere il posto della mamma, mi sedevo sul trono accanto a lui, lo accompagnavo negli incontri più importanti, ero diventata la regina numero due, non ero regina effettiva ma ormai mi trattavano come tale. Un giorno a un incontro tra i vari clan sottoposti al re vidi un ragazzo, del clan del vento, aveva un anno più di me. Era irrequieto e guardava malissimo il capo del clan del fuoco. Aveva sette anni, i capelli neri e gli occhi celesti, un ragazzino. Il consiglio si era riunito per la spartizione di alcune terre ottenute nella recente guerra. Il capo del clan del fuoco aveva capelli neri e occhi rossi, quello del vento capelli neri e occhi celesti, quello della terra capelli marroni e occhi gialli e quello dell’acqua capelli bianchi e occhi blu.
-Visto che il clan del vento non ha fatto nulla, visto che noi del clan del fuoco abbiamo fatto tutto, vogliamo le terre
-Noi abbiamo lottato duramente! –urlò il ragazzo
-Sta zitto moccioso! –aveva alzato la mano per colpirlo, il capo del clan del vento aveva messo mano alla spada, così anche quello della terra e dell’acqua. Afferrai la mano dell’uomo a mezz’aria, la strinsi forte, gli feci male e lo costrinsi a inginocchiarsi.
-Stia al suo posto, un’altra mossa contro uno solo di questi clan e verrà considerata una ribellione- ero seria, la voce dura e ferma, lo sguardo annoiato e deciso
-Le permette di parlarmi così vostra maestà?!
Papà sorrise- ovviamente, lei è la futura erede al trono e poi consideri che le ha appena salvato la vita, sarebbe morto ucciso dai capi degli altri clan se avesse colpito il ragazzo e io avrei mosso guerra contro di lei, dovrebbe esserle grato
Mi allontanai dall’uomo che cambiò sguardo e si sforzò di sorridere, aveva capito il rischio che aveva corso- scusatemi principessa
-Tesoro, le terre a chi spettano? –papà continuava a guardarmi, nello sguardo c’era orgoglio e curiosità, stava testando la mia capacità decisiva. Avevo seguito le fasi della guerra, sapevo cosa fare.
-Durante i venti giorni della guerra, il popolo della terra a combattuto nella parte ovest, hanno perso trentuno uomini, ventuno feriti ma hanno continuato a lottare, il popolo dell’acqua ha combattuto nella parte est, hanno perso venticinque uomini e cinquanta sono rimasti feriti. Credo che le terre vadano a questi due popoli, non fraintendetemi anche il popolo del vento e del fuoco hanno dato un forte contributo, io proporrei di aiutare questi altri due con un premio in denaro pari al costo che hanno subito durante la guerra e dare le terre agli altri due popoli.
-Perfetto! A voi sta bene? –papà sembrava soddisfatto
-Non ho obbiezioni- dissero in coro i quattro capi, i loro occhi mi scrutavano.
-Eleonora, perché non fai vedere il castello a Jack- papà indicò il ragazzino
Mi sono inchinata- come desiderate padre
Siamo usciti, ma appena chiuse le porte ci siamo messi in ascolto entrambi.
-Anche le principesse spiano gli adulti eh?
-Ovviamente
Papà si era alzato e aveva preso del vino- che ne dite di mia figlia?
-Ha una capacità impressionante, è ancora giovane ma è riuscita a accontentare tutti
-Impressionante è poco, la sua presa era salda e decisa
-Sarà un’ottima futura regina, il popolo dell’acqua l’approva
-Anche quello della terra
-Sono ancora vivo eh! –la protesta di papà fece ridere i capi clan- comunque mi dispiace darle tanto peso, ha solo sei anni eppure ragiona come una regina vera e propria, mi dispiace che per causa mia non avrà un’infanzia normale
Mi allontanai dalla porta- andiamo
Il ragazzo mi seguì in silenzio. Dopo poco mi disse- io sarò la tua guardia del corpo
Lo guardai- perché?
-Perché è il volere del re, sono il ragazzo più forte e potente del clan del vento, posso proteggerti.
Lo guardai ancora- no, la vera ragione non è quella, quindi perché?
-Sento che devo proteggerti so che è assurdo ma…
-Va bene- mi girai e continuai a camminare.
Non so nemmeno io perché Jack abbia voluto essere la mia guardia ma poco importa, da allora rimase al mio fianco, tuttora che io ho sedici anni e lui diciassette mi protegge.
-Buongiorno principessa
-Jack, buongiorno- lo guardavo mentre pendeva a testa in giù dal soffitto- ma non hai nulla di meglio da fare che guardarmi a testa in giù?
-Stavo allenando le gambe- saltò giù a terra- dove andate?
-In cortile
-Vi seguo- come al solito
-Jack non mi rapiscono se faccio due passi da sola
-No, io devo seguirvi sempre- in pratica ho uno stalker e non una guardia del corpo
-Eh sempre? Quindi anche quando mi farò il bagno tu sarai lì a guardarmi Jack?
-Ovvia…cosa?! Principessa non siete spiritosa- è diventato viola, che carino
-Eh? Ma sei tu che hai detto che mi deve seguire sempre- adoro stuzzicarlo
Usciamo tranquilli, lui con la sua massa di muscoli enormi e la lancia stranissima, io con il mio pugnale legato alla coscia di cui nessuno, Jack e papà esclusi, sa qualcosa. Jack mi guarda in pensiero
-Jack è successo qualcosa?
Lui annuisce gravemente- tuo cugino Alexander, verrà oggi
Un brivido mi percorre la schiena, Alex, perché? Perché proprio lui? Perché oggi che compirò sedici anni? Ho sempre avuto paura di lui, mi ha sempre spaventata, quegli occhi senza emozioni, quello sguardo duro, non è proprio un ragazzo brutto, anzi è molto attraente e prova qualcosa per me, ma ha sempre avuto uno strano atteggiamento, lo odio ma non lo posso dire, anche perché lui e Jack sono come fratelli, non sarebbe giusto odiarlo.
-Oh…capisco…Jack oggi ti prego non allontanarti da me
Lui mi si avvicina- non mi muoverò promesso
-Jack! Principessa Eleonora! –il ragazzo che non vorrei mai vedere, eccolo, perché, biondo e con gli occhi verdi, perché devo vederlo? Lo odio
-Oh ciao Alex, come stai? –vattene ti prego
-Mia principessa, sto benissimo- ti prego allontanati da me
-Come mai qui al castello? –sparisci dalla mia vita
-Ho alcune cose da fare- risponde lui vago, poi nota Jack, in effetti non l’aveva nemmeno salutato- sempre insieme eh?
-La devo proteggere- Jack mi attira più vicina
-Che ne dici se per oggi, visto che è il suo compleanno, non la lasci a me per un po’? –ti prego dì di no
-Mi spiace ma non posso disubbidire agli ordini- grazie Jack
-Non lo saprebbe nessuno
-Alex no è no e ora scusaci ma la Principessa ha da fare- Jack mi prende per mano e mi allontana da lui
-Grazie Jack- bisbiglio io mentre lui mi sorride e mi porta via da lui
-Oggi sarà una lunga e bella giornata, non posso permettere che quello ve la rovini
******La sera dopo la festa******
-Papà? –busso alla sua porta ma non ricevo risposta-Jack!
Lui arriva correndo- cosa succede?
-Papà ha la porta chiusa a chiave, non lo fa mai! Ti prego puoi
La butta giù prima che io glielo chieda.
-Alex! Lascia andare il re!
Sento un vetro rompersi e vedo Alex fuggire dalla finestra. Jack gli corse dietro e con lui i soldati del re. Mi siedo a terra. Lo sapevo che Alex non era una persona buona…perché non mi hai ascoltata? Perché non hai dato retta a tua figlia? Lo sguardo si posa sullo specchio. Io sono a terra, mando un’immagine così debole, sembro così indifesa? I capelli rossi sembrano fatti di fuoco, gli occhi d’argento sembrano delle lame, accanto allo specchio c’è la spada di papà…mi alzò e la prendo
-Principessa…?
Mi giro verso Jack, mi capisce con uno sguardo. Si inchina- chiamerò il consiglio mia regina
Stringo la spada a me- papà è vivo…l’ha rapito…ma non sa contro chi si è messo…starai dalla mia parte Jack?

Jack mi sorride- starò sempre dalla sua parte mia regina

The Protagonist Kidnapped Me

The Protagonist Kidnapped Me Trama: Una cosa che non ti aspetti quando ti reincarni in una novel è avere la protagonista del gioco completam...