WitchandAngel : The Fate of a Goddess
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The Fate of a Goddess

The Fate of a Goddess
Trama:
Lisette è una timida ragazza che studia mitologia in università. Per restituire un libro appartenuto a suo nonno, viene costretta a fare un viaggio in terra straniera dove finisce per venir coinvolta in un mondo che non pensava fosse nemmeno lontanamente reale. Tra Dei scesi in terra che utilizzano eroi per combattere nelle arene contro i mostri, quale sorte avrà la povera ragazza?

Categoria: fantasy world, godsdragons
Storie connesse: Lista
Lista dei capitoli:

Capitolo 30: The Fate of a Goddess




Capitolo 30: The Fate of a Goddess

Alla fine non sposò mai Ares.
Non si lasciò con lui, ma decise che le nozze non erano qualcosa che voleva.
Le cose si erano sistemate con la morte di Malcom, nessuno sapeva cosa Nikolai avesse fatto con il suo squadrone ma il cadavere del dio, prima di disintegrarsi, non era molto…riconoscibile…o intero.
Lisette riprese controllo dei suoi poteri completamente e riprese controllo della propria dimora e dei propri altari.
Promosse Sarah a sacerdotessa, dopo aver “accidentalmente” fatto cadere Benito giù dalle scale e averlo reso paralitico dalla vita in giù…chi gli aveva detto di andare a toccare una sua protetta e di tradirla? Voleva vedere come avrebbe tradito altre donne visto che era…incapacitato…
Sarah adorò subito il ruolo, e l’immortalità datale con il ruolo, così come Nikolai e la madre di lui accettarono subito i ruoli di soldato e di sacerdotessa. Lo squadrone di Nikolai divenne l’armata divina della dea degli eroi…non era esattamente ideale andare contro di loro, diciamo solo questo.
Nel corso del tempo il cerchio divino di Lisette crebbe di parecchio.
Non con figli ma nel corso dei secoli la dea recuperò parecchi…non voluti.
Questi erano dei nati da dei di cerchi divini diversi.
Era molto semplice il concetto, erano in entrambi i cerchi ma non potevano esserlo quindi erano senza cerchio divino, per entrare in uno dei due dovevano rompere i legami con l’altro e la cosa non era…accettabile.
Alla fine, Lisette chiese loro di entrare nel suo cerchio divino.
Il suo cerchio divino era privo di regole estreme e quelle che aveva messo erano molto semplici da seguire e garantivano a tutti una convivenza pacifica.
Tra di essi vi fu, secoli e secoli dopo, un’aggiunta particolare.
-Sarff, la tua cioccolata calda- disse Lisette con un sorriso
-Grazie- sorrise la dea dei mostri
Era stato interessante il loro incontro.
Lisette era dovuta intervenire per…rimettere al loro posto degli eroi che avevano causato la povera dea parecchi problemi.
Dopo aver fatto ciò si era personalmente presa la briga di scusarsi con Sarff, dopotutto era colpa sua se gli eroi erano usciti fuori controllo e avevano causato noie alla giovane.
Ciò aveva portato a una bella amicizia tra le due e visto che lei era nata da due dei di diversi cerchi, Lisette l’accolse a braccia aperte nel suo cerchio divino.
Le due, in teoria, non dovevano andare d’accordo ma era impossibile non vedere che erano amiche.
Lisette non aveva problemi con mostri o esseri mostruosi in generale, dopotutto era stata dea anche di essi nel secondo in cui avevano compiuto un’azione eroica e senza di essi molti eroi non sarebbero diventati eroi. Era molto pacifica di suo e molto comprensiva con gli altri, la cosa la portò ad essere molto amata dagli dei che entrarono nel suo cerchio, spaventati all’inizio che fosse come Zeus o altri dei a capo del cerchio…
Sarff perdonò gli eroi velocemente, specie dopo che Nikolai li aveva… “educati” su come comportarsi.
Com’era la situazione con Ares allora?
Beh…
-Ares smettila di entrare nel mio letto di soppiatto! –disse Lisette guardando male il dio che per l’ennesima volta era venuto di soppiatto nel suo letto nel cuore della notte.
Forse doveva lasciare Nikolai ad occuparsi di lui.
-Hai detto che potevo venire quando volevo- disse lui divertito
Lei lo guardò male e sbuffò prima di ritornare a dormire.
-Non fare così amore…
Lei ruotò gli occhi ma non commentò. Dopotutto lei non voleva sposarlo, il minimo che poteva fare era lasciarlo dormire con lei quando voleva.
Era contenta della sua vita a dirla tutta. Le andava benissimo una relazione amorosa senza nozze e Ares era felicissimo di continuare a vederla, con o senza titolo di “marito”, anche se ormai si presentava come tale. Era felice così e non avrebbe cambiato la sua vita per niente al mondo…
~The End~

Capitolo 29: I like this life




Capitolo 29: I like this life

Quando l’uomo si riprese si ritrovò legato su una sedia di fronte agli dei.
Sarah era al fianco di Lisette, alla sua sinistra, mentre Nikolai era alla destra di Lisette.
-Che…che sta succedendo? Dove sono? Chi siete e…
-Smettila di fare il finto tonto- disse Lisette
Malcom la guardò- non capisco cosa vuoi…
-Dio di cosa? –chiese lei- uno dimenticato, ma di quale cerchio e di che cosa eri dio?
L’espressione di Malcom si scurì- oh…non mi aspettavo di venir trovato…come…
-Sei disgustoso –disse Lisette- e hai toccato una delle mie sacerdotesse. Pensavi ti avrei tolto dalla lista? Nel secondo in cui Sarah era in pericolo ho fatto due più due.
-Ero un dio di un cerchio divino…non importa più quale- disse lui con una smorfia- dopotutto i miei stessi compagni hanno scelto di abbandonarmi…
Lisette guardò gli altri dei, non le pareva caso di fare scenate e gli dei presenti avevano proprio quelle intenzioni.
Mentre le urla continuavano di nuovo Lisette ripensò a cosa fare del suo futuro.
Sinceramente voleva un cerchio divino.
Ma qualcosa le diceva che farne uno era meglio che unirsi a uno dei caotici già esistenti.
Ora che ci pensava, poteva crearne uno.
Lei era una dea originaria, ergo faceva parte di un cerchio divino, senza altri dei oltre lei, ma comunque di un cerchio divino.
Sposare Ares significava diventare membro di quello di Zeus e…
Lisette guardò gli dei del cerchio.
Per quanto amasse stare con Ares…i ricordi che aveva sui cerchi divini esistenti non le piacevano per nulla.
Era meglio…
-Tu dovresti capirmi! –disse Malcom a Lisette
-Dovrei? –chiese lei alzando un sopracciglio
-Sei come me…sei stata dimenticata come me! –disse lui- i mortali ti hanno scordato, gli dei ti hanno lasciato da parte e il tuo cerchio divino ti ha abbandonato e…
-Nulla di tutto ciò è vero- disse lei tranquilla
-Cosa? –chiese Malcom
-Lei non ha un cerchio divino- disse Ares
-In realtà ho un cerchio divino- disse Lisette
I ricordi erano tornati oramai, il ripulire i vari altari aveva fatto tornare parecchi ricordi.
-Cosa? –chiesero tutti stupiti. Nessuno ricordava quel dettaglio
-Io sono una dea originale. Il mio cerchio divino ha me come capo e ha un nome, ma visto che ero l’unico membro ho sempre omesso la cosa- disse Lisette tranquilla- il mio cerchio divino non mi ha mai abbandonato, i mortali mi ricordavano anche senza ricordarmi onorando gli eroi che proteggo e per iniziare mi hanno dimenticato per colpa tua e della tua stupida sete di vendetta. Anche dimenticata però qualcuno mi ha “ricordato” e come prova di ciò quelle persone sono state messe sotto la mia protezione assoluta
-Protezione assoluta? –chiese Malcom confuso
Nikolai piegò con una mano il bancone di marmo della cucina- posso spezzare il collo di un dio con questa protezione…e dopo una conversazione con Sarah ho parecchi motivi per farti perdere qualche parte del corpo…
-Come osi mo…-iniziò Malcom beccandosi un pugno alla bocca dello stomaco che lo fece piegare in due dal dolore.
-Come osi guardare la mia bambina in quel modo?! –chiese Nikolai
-Nikolai lascialo andare- disse Zeus
-Nikolai- disse Lisette- puoi ucciderlo
-Elyon! –disse Zeus- come futuro membro del nostro cerchio dovresti…
-Come ho già detto- disse Lisette- io sono dea di un cerchio divino di cui sono il capo. Non prendo ordini da niente e nessuno
-Sposerai Ares- disse lui- e en…
-C’è da vedere su ciò –disse Lisette per nulla contenta
-Cosa? –chiese lui stupito- perché…
-Io sono dea degli eroi- disse Lisette chiudendo gli occhi un secondo prima di guardarlo delusa- non sposerò qualcuno che di eroico non ha più niente o che voglia forzarmi a chinare il capo…
Lui provò a dire qualcosa ma si zittì. Non era momento.
-Lisette…- provò Malcom
-Nikolai- disse Lisette- portalo nel tuo squadrone. Fyrio verrà con voi…elimineremo definitivamente questo dio dalla faccia della terra
-No! –disse Malcom
Sarah sorrise cattiva- oh? E cosa farai per impedircelo?
Malcom provò a dire qualcosa ma venne zittito da un pugno di Nikolai.
Sarah continuò a sorridere- sai la differenza tra la mia dea e voi? La nostra dea è Nata con il primissimo essere vivente ed è rimasta in vita e ricordata da razza a razza…lei non morirà mai fintanto che la vita esisterà.
-Nikolai toglilo di torno- disse Lisette incurante della conversazione.
Nikolai annuì con un sorriso cattivo e sollevò di peso Malcom. Fyrio saltò sulle spalle dell’uomo- tranquilla…non troveranno nulla di lui…
-Lisette? –chiese dopo poco Ares- possiamo…
-Credo dobbiamo parlare Ares… -disse lei guardandolo seria.



Capitolo 28: Win the game




Capitolo 28: Win the game

Lisette controllò la mappa un’ultima volta- questo era l’ultimo di quelli noti…
Fyrio annuì
-Ora dobbiamo solo aspettare che ne trovino altri da ripulire –disse Lisette
Fyrio annuì piano
-Ho una brutta sensazione…
Fyrio la guardò confuso
Lisette aprì il libro e notò il nome di Sarah illuminarsi di rosso.
Fyrio si mise sull’attenti
Lisette si mosse in fretta nel recuperare le sue cose- Fyrio dobbiamo andare da Sarah, ora…
Il drago annuì lasciando che gli occhi si illuminassero più del solito
****
-Mi lasci andare! –urlò Sarah
Malcom strinse la presa- non pensare di poterti sbarazzare di me così!
Sarah chiuse gli occhi- Lisette!
Il bracciale si strinse sul polso della ragazza e una luce dorata la circondò lanciando l’uomo contro un muro e facendogli perdere i sensi. Sarah riaprì gli occhi quando sentì delle braccia stringerla piano.
-Lisette?
Lisette le sorrise piano- sono arrivata in tempo pare…
Fyrio era davanti alle due e fiamme pronte in bocca.
Fintanto che lei aveva dato una protezione, niente e nessuno le avrebbe impedito di salvare i propri eroi.
Sarah era come Nikolai.
-Sei venuta…- disse la ragazza iniziando a piangere stretta a Lisette
-Non ti abbandonerò mai Sarah- disse Lisette- non abbandonerò mai i miei mortali…
***? Prima***
-Perché vuoi rimanere con loro? –chiese ancora una volta uno di loro
Elyon sospirò e scosse la testa- perché non dovrei?
-Sei una dea, loro mortali –disse Zeus
-Sono la loro dea- disse Elyon
-Non cambia- disse Zeus
Elyon sospirò- non è affar vostro cosa io scelga di fare
-Elyon sposerai Ares presto- disse Zeus- sarai nel mio cerchio divino e seguirai i miei ordini
Elyon alzò un sopracciglio- io non seguo gli ordini di nessuno Zeus
-Sposa Ares e entrerai nel cerchio divino sotto mio ordine- disse lui
Elyon strinse i pugni- non prenderò mai ordini da nessuno Zeus.
-Elyon…
-Non sono sposata- disse lei- e per ciò non avete diritto di fermarmi dal fare qualsiasi cosa io voglia
-Ares! –urlò Zeus- fa qualcosa riguardo lei
-Elyon perché non ti calmi? –provò Ares
-Sai, per essere il dio della guerra getti la spugna molto facilmente e sembra mancarti la spina dorsale- disse lei allontanandosi.
Di nuovo i dubbi le crebbero.
****
-Lisette? –chiese Sarah guardandola
Lei le sorrise e guardò l’uomo svenuto a terra- non abbandonerò mai i miei mortali Sarah…non importa a cosa dovrò rinunciare per ciò…
Fyrio ringhiò contrò l’uomo
-Vinciamo il gioco…e torniamo alla normalità –disse Lisette



Capitolo 27: Don't try




Capitolo 27: Don’t try

-Buon…buon pomeriggio professor Malcom…
L’uomo le sorrise- anche a te mia cara…ora…potrei avere una conversazione con te?
-Con…me? –chiese Sarah tesa.
Il professore non le chiedeva mai di restare dopo le ore di lezioni.
Massimo le chiedeva dove si trovava Lisette.
Di norma però lei trascinava Lisette via prima che lui potesse bloccarle dalla fuga.
Benito era…sparito da un paio di ore e non era certa di voler sapere cosa stava succedendo con quel ragazzo, in quel periodo era molto…distratto.
Era in ansia per Lisette, Benito le dava noie perché voleva dormire con lei e lei non ne aveva per nulla voglia.
Era troppo persa nei suoi pensieri per notare l’ora…
E ciò aveva portato a commettere l’errore di venir beccata da sola.
-Ho…da fare e…- iniziò Sarah
-Non vuoi sapere dove si trova il tuo ragazzo?
Lei si congelò- co…cosa?
-Da questa parte mia cara- disse il professore facendole strada
Non doveva fidarsi o seguirlo ma…per qualche motivo i suoi piedi si mossero da soli.
Sarah arrossì nel sentire determinati suoni dall’aula vuota in fondo al corridoio.
C’era qualcuno che era così tanto idiota da farlo nell’università?!
Una brutta sensazione le si fece presente…
-Benito non così forte!
Quella voce era…la donna che le aveva rovinato la vita prima che Lisette la salvasse…
-Shh…ci sentirà qualcuno se continui così- rispose la voce di Benito dall’aula
Quella era la voce di Benito. Del SUO Benito!
Aprì la porta senza pensarci due volte- BENITO!
Il ragazzo senza pantaloni sbiancò- S…Sarah…non…non è come sembra…
-Da quanto? –chiese lei stranamente calma, non aveva notato il bracciale stringersi piano al suo polso, rassicurandola, proteggendola…
-Un paio di anni…- rise la bruna priva della maggior parte dei suoi vestiti.
Sarah strinse i pugni. In quel secondo aveva davvero bisogno di Lisette al suo fianco.
Si era innamorata di Benito e aveva chiesto a Lisette una mano.
Fu lei ad aiutarla, anche se al tempo era titubante sulla cosa.
Come sempre, Lisette aveva ragione.
Indietreggiò di istinto- non contattarmi più Benito
-Sarah posso spiegare…
-Non voglio spiegazioni, qualsiasi sia la scusa che vuoi darmi non ho intenzione di prenderla- disse lei allontanandosi.
Era una giornataccia.
Il professore la condusse con abilità in una stanza chiusa.
Quando si accorse della cosa notò la situazione di pericolo in cui si trovava.
Doveva muoversi a levarsi da lì.
-Non mi sento bene…tornerò a casa- disse lei provando ad aprire la porta
Malcom le afferrò il polso- non credo proprio.
-Mi lasci andare! –urlò Sarah
Malcom sorrise tirandola per il polso- non fare storie e forse ne uscirai viva da qui

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Capitolo 26: Makes no fucking sense to me




Capitolo 26: Makes no fucking sense to me

Era passata una settimana dall’inizio della missione di Lisette.
Aveva ripulito centotredici tempi.
Ogni singolo tempio era nelle stesse condizioni:
Abbandonato.
Privo di protezione.
Lontano dagli occhi altrui.
Lontano dai ricordi di molti.
Persino gli dei avevano smesso di ricordarsi dei propri altari.
-Non ha senso…
Fyrio la guardò mordicchiando il pezzo di carne che avevano cotto sul fuoco.
Lisette era un’abile cacciatrice e visto che era difficile fare avanti e indietro dalla città ai vari punti sperduti in cui si trovavano di solito, aveva preferito cacciare sul momento di volta in volta.
Era difficile mettere tutto in ordine ma la sua idea era abbastanza…chiara.
Questa era opera di un dio o una dea dimenticati.
Ma non aveva senso, perché erano dimenticati prima di…
A meno che…non fossero…
C’erano parecchi dei con lo stesso ruolo nello stesso cerchio divino.
Non tutti erano Sempre ricordati.
Non tutti erano Sempre venerati.
Non tutti erano pieni di miti o storie su di loro.
Alcuni erano solo accennati…
Un dio che era così tanto minore che alla fine è stato tolto dal cerchio divino perché dimenticato.
Un dio che aveva mantenuto i poteri e in qualche modo aveva trovato modo di sopravvivere anche senza che nessuno lo ricordasse.
Un dio che aveva scelto di creare problemi.
Di causare a altri dei il suo dolore.
Di forzarli a scegliere se perdere potere o perdere i propri fedeli.
Fyrio le si avvicinò e le leccò la mano piano.
Lisette lo accarezzò piano- ho una brutta sensazione piccolo mio
Fyrio annuì piano
-Prepariamoci per una guerra
Lui annuì di nuovo.
Lisette posò una mano sul bracciale che aveva al polso- Sarah…
***
Sarah si sfiorò il polso e sospirò piano.
Sperava con il cuore che Lisette fosse al sicuro.
Certo era una dea ma era priva dei suoi pieni poteri e ricordi.
Era anche in forma mortale da anni e poteva morire in quella forma.
Certo non per sempre ma…
Sfiorò il braccialetto dell’amicizia che avevano fatto l’una per l’altra.
-Torna sana e salva a casa Lise…
Sarah chiuse gli occhi un secondo, ferma nel corridoio dell’università, quando sentì un’orribile presenza.
-Ah Sarah. Giusto te cercavo- disse un uomo dal sorriso inquietante
-Professor Malcom…

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Capitolo 25: Wanna be my best friend and judge me...




Capitolo 25: Wanna be my best friend and judge me…

Sarah non era sempre stata una ragazza così solare. Quando era appena arrivata nella sua università le cose non erano esattamente tutte rose e fiori, faceva fatica ad ambientarsi e le amicizie che fece furono più finte che vere.
Quando si innamorò per la prima volta di un ragazzo e lo disse a chi pensava fosse la sua migliore amica, le cose divennero parecchio brutte.
La ragazza approfittò della cosa per rendere Sarah la “puttana” dell’università, dicendo in giro parecchie cose su di lei e rendendola estremamente sola e mal vista.
Aveva raggiunto il punto in qui voleva togliersi la vita.
Incontrò in un momento particolarmente infelice della sua vita quella che poi divenne la sua ancora di salvezza, Lisette.
Il giorno prima aveva salvato un cane dal traffico, rischiando la propria vita e riportando un polso slogato a seguito dell’evento. Il cane lo affidò poi a un centro di animali dove venne subito dato a una famiglia che se ne sarebbe presa cura.
Quando tornò in Università trovò il suo armadietto con su scritto le peggiori cose tra cui “puttana” e “falsa”. La sua ex migliore amica la raggiunse per deriderla, causando parecchio vociare e risate altrui. Aveva davvero intenzione di farla finita quel giorno.
Finché Lisette non intervenne.
Lisette era un soggetto noto per essere nuova in università ma nessuno pensò che la calma e pacata nuova arrivata avrebbe messo piede in una argomentazione di altri.
Zittì l’intera scuola, fece diventare rossa la ragazza che l’accusava di imbarazzò e la umiliò senza lasciarle modo di difendersi.
Da quel giorno in poi, Lisette divenne la sua migliore amica, sua sorella e la sua salvezza.
Non importava cosa succedesse, Lisette era sempre lì a difenderla.
Quando Sarah le chiese perché l’aveva aiutata la risposta fu un semplice “perché sentivo che volevi essere salvata”.
Per Sarah Lisette era la cosa più importante al mondo.
Grazie a lei riebbe una vita pacifica, fu grazie a lei che riuscì a riavere una buona reputazione e far scoprire a tutti il vero, a farsi amici veri e a trovare l’amore della sua vita in Benito.
Dopo aver seguito una lezione con Lisette su come gli dei adorassero prendere forma mortale e divertirsi con le vite dei mortali arrivò anche a dire che se ciò era vero, Lisette era una dea che aveva scelto di venirla a salvare e che la proteggeva. Quando disse così Lisette non poté che ridere divertita dalla sua pazzia
Per questo motivo era così attenta a Lisette.
Come poteva sfuggirle anche come gli altri la fissavano?
-Ah Sarah –disse il professor Malcom avvicinandosi
Sarah sorrise, ma non era un vero sorriso. Quel professore le dava i brividi e non quelli piacevoli. Come poteva non sapere cosa lui volesse dalla sua Lisette?
-Professore…
-Hai notizie di Lise? –chiese lui con un sorriso
Malcom Black, capelli biondi e occhi verdi, trent’anni e sogno erotico di mezza università…ok forse tre quarti di università. Era alto, bello, affascinante…e le dava i brividi. Non era sicura di perché però. La cosa iniziò solo dopo che aveva ripreso la sua vita in mano e aveva creato una relazione di amicizia con Lisette. Dopo averla incontrata aveva capito che mr Malcom Black era tutto eccetto ciò che sembrava.
La cosa era ora evidente vista l’assenza di Lisette, lui era ossessionato da Lisette.
E come poteva lei lasciare che la cosa passasse inosservata? Non l’avrebbe di certo lasciato avvicinare a Lisette.
-Oh l’ho sentita ieri- disse Sarah- è con suo padre Nikolai
Malcom annuì- quando tornerà?
-Dovrebbe tornare in un mese –disse Sarah- chissà però, pare abbia molto da fare in famiglia…
Malcom annuì allontanandosi velocemente.
Sarah sospirò e guardò il cellulare. Era al corrente di ogni singola novità della vita di Lisette, sapeva di Ares, sapeva degli dei, sapeva dove si trovava e cosa stava succedendo.
Ora più che mai aveva il dovere di tenere d’occhio quell’uomo e tenerlo lontano da lei.
Costi quel che costi, nessuno avrebbe ferito la sua migliore amica.



Capitolo 24   Lista Capitoli   Capitolo 26


Capitolo 24: I do love you...




Capitolo 24: I do love you…

Dopo ore di lavoro, riuscirono a liberare il serpente e il tempio iniziò a tremare. Velocemente i marchi neri iniziarono a tornare dorati e l’aria negativa sparì.
Lisette sorrise agli eroi- grazie- e li richiamò nel libro prima di controllare il tempio e il serpente- tutto ok?
Il serpente annuì- grazie mia dea…
Lisette sorrise- sei il custode?
-Ssssono il cussstode di quesssto posssto –disse lui
-Da quanto era in queste condizioni? –chiese lei
-Ssssecoli mia ssssignora- disse lui
Lei annuì- pensi di poter ritirare il tempio in sesto da solo?
Lui annuì- è nelle mie abilità
-Ricordi cosa ha messo il tempio sotto attacco? –chiese Lisette
-Quesssto cussstode ricorda ssssolo un essssere nero mia sssssignora- disse il serpente
-Nero? –chiese Lisette pensierosa
-Un ombra mia dea- disse lui
Lisette annuì- qualcos’altro?
Il serpente annuì- una brutta aria girava intorno a quella cosssa, aria di maledizione
Quando lui disse ciò lei annuì- capisco. Lascerò qui un sigillo per aiutarti in caso succeda di nuovo
-La ringrazio mia dea… -disse il serpente chinando il capo
****
-Qualcuno sta quindi temperando con i tempi? –chiese Nikolai via telefono
-Sì- confermò Lisette controllando la sua borsa da viaggio- e temo che non sia solo questo purtroppo
-Ne dubito- concordò Nikolai
-Puoi chiedere alla nonna? –chiese Lisette
Lui annuì- tranquilla chiamo mamma dopo che chiudo con te
-Chiedile di riunirsi con le sacerdotesse e controllare dove si trovino energie negative- disse Lisette
Lui annuì- capito, lo farò
-Come vanno le cose alla base? –chiese Lisette
-Stiamo provando a trovare gli dei per aiutare…gli dei –disse Nikolai
Lei rise- novità?
-Nulla per ora- disse lui
Lei annuì- capito
Nikolai si stiracchiò nella sua scrivania- dove vai ora?
-In fondo al mar- canticchiò lei
-Ovviamente –rise Nikolai
-Evocherò degli eroi sottomarini per aiutarmi –disse lei- e ho già provato, pare che ho ripreso la mia abilità di respirare sott’acqua
-Interessante potere- rise Nikolai
-Vedrò di darvelo se riesco a capire come fare- disse Lisette
Lui sorrise- sei un amore di ragazza, vedi di tornare da me, quello è l’importante
Lei sorrise- sai che ti voglio bene vero?
Lui annuì- anch’io piccola mia…fa attenzione e tienimi informato…vuoi che avvisi Ares che stai bene?
Lei annuì- grazie…sei il migliore.
Lui rise- ovviamente, non sarei tuo nonno altrimenti

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Capitolo 23: This is a mess...




Capitolo 23: This is a mess…

Lisette scavalcò con agilità una colonna crollata.
In quel momento si trovava nel cuore di una giungla e stava mettendo piede in un pericolante tempio antico.
-Fyrio sta pronto- disse Lisette accendendo la luce messa sulla bretella della sua canottiera, preferiva avere le mani libere se possibile.
Strano ma vero, Lisette aveva sempre avuto l’hobby dell’esplorazione e spesso andava in giro per il mondo a scalare montagne o visitare luoghi non proprio popolati. Aveva scalato parecchie zone con amici di famiglia vari.
Era spesso andata a visitare vecchie tempi antichi.
Qualche volta non sentiva nulla di anomalo.
Altre sentiva come se qualcosa fosse fuori posto.
La cosa la lasciava così tanto pensierosa che decise di segnare i tempi visitati con quella sensazione
Al tempo non aveva ricordi precisi e non pensò molto alla cosa.
Ma si chiedeva se ora che aveva più ricordi poteva capire cosa le desse fastidio.
-Cosa diavolo…
La luce della torcia illuminò delle incisioni molto scure sui muri.
Quelle non poteva vederle prima, ne era certa.
Fyrio si mise sull’attenti e la cosa avvisò anche Lisette che quello non era un luogo amichevole.
Al tempo non aveva ricordi quindi era solo una brutta sensazione quella che aveva.
Ma ora…
Ora era certa che il tempio non era più un luogo sacro.
Scese velocemente i gradini e saltò un paio di scalini caduti.
-Fyrio preparati- disse Lisette sentendo una brutta sensazione- siamo quasi all’altare
Varcò con cautela l’ingresso della sala e osservò con orrore cosa non poteva vedere prima.
C’era qualcuno sopra l’altare, incatenato da catene nere, ricoperto di sangue e iscrizioni.
-Hanno riscritto il tempio…- disse senza pensarci e in quel momento ricordò qualcosa.
Un tempio veniva costruito per pregare un determinato dio o gruppo di dei.
Questo voleva dire che qualcuno mandava le proprie energie, offerte ecc a quel dio.
Se qualcuno voleva prendere quelle energie dovevano solo riscrivere il tempio, il che spesso necessitava almeno una dozzina di sacrifici umani.
Perché lo ricordava? Perché lei era antica e per ciò aveva parecchio tempo libero da sprecare seguendo cosa gli umani sotto di lei facevano.
Fyrio ringhiò piano verso la creatura incatenata.
Era un essere simile a un serpente, probabilmente un conduttore che era stato usato per riscrivere il tempio.
Lisette guardò le catene e le indicò a Fyrio- brucia!
Il drago saltò giù dalle sue spalle e di fronte a lei dando fuoco alla prima catena delle tredici presenti. La catena cedette dopo un paio di minuti.
La creatura imprigionata aprì gli occhi e la osservò impaurito.
-Andrà tutto bene –disse lei tranquilla e muovendosi in fretta per parare un colpo con la spada che portava di norma al collo. Non sapeva combattere certo ma non voleva dire che non aveva ottimi sensi. Il suo attaccante era niente di meno che un’armatura ambulante maledetta- fantastico…Fyrio fa saltare le dannate catene!
Evocò il libro e mosse la mano prendendo distanza, a differenza degli altri dei lei poteva evocare i propri eroi al di fuori della zona arena, dopotutto la maggior parte dei suoi eroi era morta e sepolta quindi non era fisicamente impossibile per lei evocarli, quando aveva scoperto la cosa aveva capito che le cose sarebbero state più facili per lei- Achille! Eracle!
I due eroi apparvero dal nulla e pararono lo spadone del cavaliere per Lisette.
-Mai piaciuti sti cosi –mormorò Achille
-Sta bene dea? –chiese Eracle scalciando l’armatura all’indietro. Essa crollò a pezzi ma ciò risultò solo che da ogni singola parte nascesse una nuova armatura- o andiamo, quello è copiare! Hydra l’ha fatto prima e l’ha fatto meglio!
Lisette mosse la mano- Lancelot!
Il cavaliere apparve e parò un altro colpo- come osano attaccare una dea!
-Osano perché non hanno cervello- disse Achille afferrando l’elmo di un cavaliere- letteralmente…come cavolo camminano intorno?
-Magia- rispose Merlin apparendo come evocato e dando fuoco a una delle armature- qualcuno vuole cavaliere al forno?
Lisette li guardò e poi osservò Fyrio che era velocemente andato a bruciare la settima catena.
Sospirò piano sedendosi su una delle panche in pietra- ci vorrà un po’…


Capitolo 22: Lit them on fire




Capitolo 22: Lit them on fire

-Bentornato con noi –disse Ares parlando all’ennesimo dio liberato
Mentre tutti festeggiavano, Lisette continuò a controllare una lista nel suo libro.
La lista degli dei che aveva fatto probabilmente per tenere d’occhio altri cerchi divini.
Mancavano troppi dei e con il numero di quelli che continuava a ricadere…
C’era davvero un finale a tutto quello?
Sospirò ripensando alla situazione.
Erano tre secoli che gli dei continuavano a fare avanti e indietro con questa creatura.
Non era un po’…troppo?
Andiamo erano centinaia i cerchi divini senza contare gli dei per ogni cerchio, ma già solo i cerchi divini erano parecchi. Il suo escluso non esisteva cerchio senza almeno due membri.
Come potevano essere nel lato perdente dopo secoli?
Qualcosa…non quadrava.
-Lisette? –chiamò Ares
Lei lo guardò- sì?
-Tutto bene? Sembri distratta
Lei annuì
-A cosa pensi?
-Che qui qualcosa non torna- rispose lei alzandosi dal divano
-In che senso? –chiese Odino
-Nel senso che è assurdo con il numero di dei attivo che nessuno abbia sconfitto una volta per tutte questa cosa- disse lei
-Che vorresti dire? –chiese Atena
-Che quella cosa che possiede voi dei non è quella che sta creando il problema –disse lei
Fyrio le saltò sulle spalle pronto per eventuale lite. Era molto tentato di dar fuoco a tutti e lasciare vivi solo i soldati di Nikolai, Nikolai, la sua dea e Ares, giusto perché Ares era il compagno della sua dea altrimenti poteva starci anche lui lì.
-Cosa? –chiese Ares
-La situazione attuale è come togliere l’acqua dal pavimento della cucina ma non riparare il tubo rotto- disse Lisette- in pratica? Utile ma inutile allo stesso tempo. Certo aiuta evitare che la cosa peggiori, ma se non si ripara il tubo prima o poi tutto si allaga.
-Quindi che si fa? –chiese Thor
-Perché chiedi a lei? –chiese Afrodite
-Perché è la più antica delle dee e ha più abilità di noi in molte cose- disse lui- e ricordo che ho sempre chiesto a lei aiuto
Lisette gli sorrise- voi continuerete così e io mi occuperò di trovare cosa crea quella creatura
-Aspetta, da sola? –chiese Ares
-Sono l’unica non infettabile –disse lei
-Come fai a dirlo? –chiese Era
-Perché io sono stata ANNI qui sulla terra senza venir attaccata mentre altri che sono rimasti qui per meno di due giorni sono stati attaccati più volte- disse lei tranquilla- io non sono una dea ricordata dopotutto
-E quindi nemmeno chi vuole farci fuori ricorda che tu esisti –disse Atena
-Lo sanno dopo che hai vinto- disse Nikolai
Lisette annuì- ma non ho l’aria divina
-Quindi non sa come trovarti –disse Ares- e con noi sei in pericolo
-Quindi è meglio per me stare sola e cercare di capire cosa c’è che non va- disse Lisette
-Sta attenta- disse Ares arrendendosi
Lei sorrise sfiorando Fyrio- con lui al mio fianco starò bene…dovremo solo mettere tutto a fuoco dopotutto



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Capitolo 21: We just need a match




Capitolo 21: We just need a match

Da quando Fyrio ritornò con Lisette altri ricordi vennero fatti vivi nella ragazza.
Erano ricordi poco importanti per altri.
Erano vecchie amicizie.
Erano vecchi nemici.
Erano vecchi pet.
Erano…tante cose inutili che la resero però triste nel sapere che aveva scordato.
Era ancora lontana dall’avere tutti i ricordi ma stava bene.
Avevano recuperato altri dei nel corso del tempo.
Avevano di nuovo dovuto far intervenire Lisette per vincere contro Prometeo e contro altri dodici dei che stavano distruggendo il gruppo.
Nel corso del tempo Lisette capì però perché lei apprezzava essere una dea singola e senza altri dei nel suo cerchio divino.
Era stressante.
Era estremamente stressante.
C’erano sempre liti.
C’erano sempre problemi.
Zeus che aveva tradito e Era che gli urlava contro.
Loki e Thor che non sapevano stare seduti nella stessa stanza senza mandarsi frecciatine.
Ade che doveva creare una lite con i fratelli al giorno o non era felice.
Ma non erano solo loro.
Questa era una guerra dei CERCHI divini, erano centinaia di cerchi divini presenti tutti in uno stesso ambiente e sempre in costante contatto e con costanti problemi.
Era troppo per lei.
Per lei che era stata praticamente sola per parecchi secoli era davvero troppo.
Amava interagire con loro ma vivere con loro o stare con loro 24h su 24h era troppo.
Era cresciuta sola e avere tutte quelle persone era troppo.
Dover tenere in mente chi era con chi.
Chi era fratello di chi.
Chi era amante di chi.
Chi aveva figli da chi.
Chi era padre di chi.
Chi era madre di chi.
Chi aveva tradito chi e con chi.
Per poi sentire tutto rinfacciato nell’ennesima lite era…troppo.
Aveva invidiato un tempo avere un membro nella cerchia divina ma ora…chi cavolo voleva avercelo!
Lei e Fyrio stavano bene da soli!
Ogni dio e dea era simile al ruolo che rappresentava dicevano. Gli dei della guerra erano guerrieri, le dee della bellezza erano bellissime e attente all’aspetto e così via.
Lei era una dea solitaria come parecchi eroi. Quanti eroi potevi contare che erano in gruppo? Erano davvero molto pochi e anche quelli moderni erano davvero in pochi ad avere una squadra. Era qualcuno che lavorava bene in squadra, lavorava meglio sola.
E ora che guardava com’era un cerchio divino…
Cavolo le venivano dubbi sullo sposarsi Ares e doversi immischiare in quel casino!
-Per cui non devi essere gelosa- disse Afrodite
-Siete parenti ok…devo ricordarti che Zeus e Era sono fratello e sorella? –chiese Lisette allontanandosi dalla conversazione.
Sapete cosa le serviva? Una cavolo di battaglia!
 Tutto tranne quel caos!
L’allarme suonò in quell’istante e lei alzò gli occhi al cielo- grazie- mormorò così piano da non essere sentita da altri.
Doveva seriamente riflettere su cosa fare in futuro…


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Capitolo 20: I will take care of her




Capitolo 20: I will take care of her

 Ares era bloccato dagli dei in quel secondo nel capire cosa i due avevano scoperto quando Lisette decise di allontanarsi verso la foresta per un paio di secondi per avere due minuti di pausa.
Come sempre aveva con sé il suo libro, la sua collana e il suo peluche.
Non lasciava nessuno di quegli oggetti ormai.
Si sedette su un tronco caduto e aprì il libro.
Adesso poteva leggerlo.
Adesso poteva vedere dentro.
Per aprirlo non doveva usare la collana ma solo la sua mano e quello che trovò dentro fu la solita lista.
Era uno strano libro, aveva centinaia di migliaia di migliaia di liste dentro e cambiavano in un battito di ciglia.
Per sapere la storia di chi era lì doveva solo sfiorare il nome o pensarlo.
Era interessante rileggere ciò che sapeva.
Come solito si sedette a gambe incrociate e posò il peluche sulle sue gambe.
Era qualcosa che per qualche motivo era…nostalgica.
Quel giorno decise di concentrarsi sul periodo pre-umani.
Un nome però bloccò la sua mente.
Fyrio.
Immagini su immagini entrarono nella sua mente.
Un draghetto ferito.
Un draghetto affamato.
La loro prima caccia insieme.
Il loro primo volo insieme.
La prima volta che lei indossò dei vestiti e lui fece versi di approvazione.
La prima volta che avevano volato su una città umana.
Il primo incontro con altri dei.
La prima volta che Fyrio volle dare fuoco a qualcuno.
La prima volta che Fyrio aggredì un dio che aveva commentato sulle curve di lei.
La prima volta che Zeus si beccò le fiamme di Fyrio.
Il suo Fyrio.
Si era dimenticata di…
-Fyrio…- disse lei con occhi lucidi
In quel momento qualcosa si mosse sulle sue gambe.
Il libro venne abbassato da una zampa di peluche e una seconda salì su di esso, una testa spuntò e due occhi la osservarono.
All’inizio era un peluche ma la zampa di stoffa divenne di carne e scaglie, le corna tornarono vere, gli occhi vivi.
Il peluche era sparito.
Un vero drago era apparso.
-Fyrio? –chiese Lisette piano
Il drago fece un verso e mosse la coda contento
-Fyrio! –disse lei stringendolo forte e lasciando che il calore del suo più vecchio amico tornasse al suo fianco- mi spiace. Mi spiace così tanto. Non avrei dovuto lasciarti indietro. Mi spiace
Lui la leccò contento di rivederla e per nulla disturbato dall’assenza di lei nel passato.
Lisette sorrise- mi sei mancato anche tu
Quando finalmente si calmò abbastanza da tornare nella casa, tutti ebbero a che fare con un attivo peluche.
-Oh cazzo non di nuovo! –disse Zeus nascondendosi dietro la moglie
Nikolai guardò il draghetto e lo prese in braccio- non eri un peluche tu?
Il draghetto gli leccò la faccia contento di vederlo
-Oh beh volevi un cagnolino no? –disse Nikolai coccolando la creaturina scodinzolante- credo che un drago vada bene lo stesso. Come si chiama?
-Fyrio- disse Lisette- mi sono ricordata di lui ed è apparso
Nikolai annuì coccolando il drago- ma quanto sei carino tu?
-Da dove? –chiese Zeus beccandosi una fiammata di avvertimento da Fyrio- è un demone!
Nikolai scoppiò a ridere- oh mi piaci di già piccoletto
Lisette sorrise contenta riprendendo Fyrio tra le sue braccia allegra. Poteva ricordare. Avrebbe ricordato.




The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...