WitchandAngel : Silver Sword
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Silver Sword

Silver Sword
Trama:

Dopo aver ricuperato i ricordi della sua vita passata, la protagonista decide di gettare all'aria le norme dell'essere una lady e di diventare invece un cavaliere. Verrà affidata al primo figlio dell'Imperatore, unico dei figli dell'Imperatore a non essere parte dell'orribile gioco che aveva giocato nella vita precedente, e si ritroverà a dover difendere il nuovo master da un attentato dietro l'altro mentre il gioco inizia a creare problemi...


Lista dei capitoli:

Capitolo 24: Silver Sword

Capitolo 24: Silver Sword

-Black vieni da nonno! –disse l’Imperatore
Il bambino guardò l’uomo e tornò a stringere la madre.
-Damon! Nostro nipote non mi dà retta! –piagnucolò l’Imperatore
Damon lo ignorò e prese il bambino in braccio e questo si lasciò coccolare tranquillo
-Perché lui sì e io no!?! –chiese lui
-Nonno demone –disse Black tranquillo
-No è un umano- disse un soldato che si beccò un’occhiataccia da Damon- no è un demone…un demone!
Aife sorrise guardando il padre coccolarsi piano il nipote. Nemmeno a dirlo, Damon era diventato estremamente tenero con il nipote e adorava venir favorito all’Imperatore.
Wolfe eventualmente venne riconosciuto come partner di Aife negli occhi di Black, Come padre…ci voleva ancora un po’ di fatica.
-Vieni da papà- provò Wolfe a prenderlo
Black lo guardò disinteressato
-Vieni da me per piacere? –chiese Wolfe allora
Black eventualmente si fece prendere in braccio da Wolfe.
Vi furono due problemi sulla improvvisa apparsa del nuovo re dei demoni come figlio di Aife e Wolfe…Damon tirò fuori la spada e i due rompiballe si silenziarono subito…chissà perché…
****
-Mamma! –chiamò un bambino moro correndole incontro. Il bimbo aveva occhi d’orati ed era la copia di Wolfe
-Si piccolo? –chiese Aife, ormai moglie di Wolfe da anni. Dopo aver compiuto 19 anni i due si sposarono ed ebbero i gemelli all’età di vent’anni.
Già…gemelli
-Light non vuole giocare con me! –disse il bambino
-Dark rompi –disse un bambino dai capelli di oro e occhi di argento, molto simile a Aife e Damon.
-Light –lo richiamò Wolfe
Lui lo ignorò. Nemmeno a dirlo, Dark era un DeDragon e avrebbe ereditato il trono, nel mentre Light era un Nightsword e avrebbe preso il ruolo di guardia.
I bambini non ebbero nessuna obbiezione alla cosa.
-Perché su tre figli due non mi danno retta…- disse Wolfe
-Perché sei inutile- replicò Black entrando nella stanza
-Non dovresti essere a lavoro tu? –chiese Aife mentre il figlio le venne a dare un bacio sulla guancia e coccolare i suoi fratellini
-Mi annoiavo e volevo vedere mamma
-Non papà –disse subito Wolfe
-Papà non serve- disse Black subito
-Ovviamente- disse Wolfe ormai abituato alla cosa. Sapeva che i tre bambini lo amavano come un padre e che lo consideravano tale, peccato avessero preso il gusto a prenderlo in giro in mezzo.
-Posso giocare con loro? –chiese Black
-Divertitevi –disse Aife guardandoli allontanarsi verso la sala dei giochi. Aife ne approfittò per andare con Wolfe in camera con calma- Sebastian?
-Mireille è di nuovo in modalità coccole –disse Wolfe ridendo. I due si erano sposati poco prima di Aife e Wolfe, nonostante ciò, Mireille era rimasta incinta solo quell’anno, anche se era un mistero il ritardo dei due visto quanto tempo spendessero a letto…
Aife sorrise- io ero calma quando ero incinta…no?
-Un angelo –ammise Wolfe. Aife incinta era coccolosa, tenera e dolce. Pensandoci…- tesoro…
-Uhm? –chiese lei sguardandolo chiudere la porta a chiave
-Perché non facciamo un altro bambino? –chiese lui tirandosela sul letto
Lei ridacchiò- e quanti ne vuoi fare?
-Beh…entrambi abbiamo una vita prolungata quindi…un centinaio? –chiese lui baciandola piano
Lei ridacchiò divertita. Era felice, con un uomo che amava, con una famiglia che amava e con una vita che la rendeva felice a pieno. Tre figli che adorava, un marito che amava, una corona da imperatrice e imperatore che li aspettava…beh magari qualche altro figlio che terrorizzasse tutti non era una cattiva idea…
~The End~


Capitolo 23: Still Yours

Capitolo 23: Still Yours

Il sangue perso si avvolse intorno ad Aife, rimarginando le ferite e formando un’armatura nera e di argento intorno a lei. L’armatura aveva scaglie di drago e copriva ogni centimetro di pelle che aveva eccetto per il volto. In testa portava una corona da imperatrice, due corna nere erano spuntate dal nulla e due più piccole di argento scuro erano al fianco delle due più grandi. Gli occhi di argento contenevano ora tracce di oro e di rosso sangue.
-Cosa…- chiese Star
-Artù DeDragon, figlio di un drago purosangue e di un’umana, Diamond Night, figlio di due demoni purosangue, Aife DeDragon, figlia di un drago purosangue e di un’elfa purosangue esperta di lotta…nella dinastia dei Nightsword corre il sangue dei demoni, nero, dei draghi, di oro, e degli elfi, d’argento. Questi tre mescolati con il sangue umano rosso. Per purificare il corpo ed eliminarlo si deve essere in fin di vita e l’anello deve essere in nostro possesso…l’anello Lovers può essere ereditato solo dalla reincarnazione di Aife sembra…ciò è utile però. Ogni altro discendente eredita la corazza indistruttibile del lato draghesco quindi non è una cattiva cosa…nel secondo in cui tu mi hai ferito mortalmente ti sei scavato la fossa da solo mio caro impostare…
-Impostare…io sono figlio dei Night! –disse lui
-Avresti occhi rossi-oro se fosse così –rispose Aife- inoltre lui non ti riconosce
-Lui? –chiese Star confuso
Aife mosse la mano e Destroyer le apparì in mano- lui
-Com’è possibile…un’umana non può…
-Cazzo chiami umana? –chiese Aife- sono un terzo demone, un terzo drago e un terzo elfa, ho appena rigettato il sangue umano, sei così stupido da non seguire ciò che ti viene detto?
-Non puoi uccidermi! –disse Star
Lei guardò la spada- senti…ho una puttana da sistemare nella sala del trono che ho a casa, puoi morire velocemente?
-Insolente mocciosa io ti…- la frase non venne finita che Destroyer lo pugnalò nel petto e tagliò a metà verticalmente.
Aife riprese la spada- noioso…
-Il re…- mormorò un demone
-Andrà bene- disse Aife- ho un figlio diretto di Aife e di Diamond che possiamo mettere al trono…devo solo recuperare il mio futuro marito e farmi dare del suo sangue…
-Così semplice…- mormorò un demone guardando il cadavere
-Destroyer è stata creata per distruggere esseri che prendono il ruolo di Re dei Demoni –disse Aife annoiata- non serve molto per la spada per uccidere…ora…potete fare i bravi bambini e aspettare che io sistemi la situazione con calma?
I demoni annuirono rimanendo dov’erano. Se qualcuno aveva Destroyer, loro obbedivano a quel qualcuno.
Aife sospirò teletrasportandosi nella sala del trono dove venne subito stretta da Wolfe
-Aife…
-Non pensare che ti perdoni per avermi drogata Wolfe- disse lei seccata- mano
Lui obbedì subito e lasciò che lei facesse un piccolo taglio nella mano di Wolfe e facesse cadere il sangue in un contenitore di vetro che la ragazza aveva tirato fuori dall’anello- a che serve?
-Avremo un figlio congratulazioni- disse lei facendo sparire il contenitore nell’anello e curandogli la mano con la magia- e ora…non abbiamo una questione in sospeso Mr. Protagonista?
Genevieve la guardò impaurita- tu…tutto questo è colpa tua!
-Quindi come si sistema lei? –chiese Mireille irritata
-Sebastian- disse Wolfe calmo- non avevi bisogno di una cavia da laboratorio?
Sebastian sorrise- oh…ho parecchie idee per lei…
****
-Aspetta figlio? –chiese Damon guardando la figlia nel secondo in cui rimasero solo i membri della famiglia presenti.
Aife annuì allungando la mano verso il cuscino posato sul tavolo e facendo apparire un uovo di drago nero sul cuscino. Versò piano sopra l’uovo il sangue raccolto da Wolfe e l’uovo sembrò nutrirsene.
-Creepy…- mormorò uno dei principi ma si zittì quando Wolfe sfiorò l’elsa della sua spada.
Aife usò Destroyer per tagliarsi leggermente il palmo della mano e lasciando il sangue colare sull’uovo.
-E ora? –chiese Wolfe guardando la ferita rimarginarsi sulla mano di Aife
-E ora si aspetta che il piccolo appaia… -disse Aife sedendosi accanto all’uovo e facendo sparire l’armatura nel proprio anello.
Wolfe fece per rispondere ma l’uovo iniziò a muoversi e fece cascare a terra i principi dallo spavento quando saltò in braccio ad Aife. Il guscio si ruppe velocemente una volta che fu in braccio alla ragazza.
Un bambino di circa un anno afferrò il vestito di Aife e la guardò assonnato. Aveva lunghi capelli bianchi e occhi rosso-oro con corna nere. Sbadigliò piano e si guardò intorno confuso prima di osservare confuso Wolfe.
Aife era come la prima Aife, Wolfe però era un mix tra il primo Artù e il primo Diamond quindi non era chiaro per il bambino chi diavolo fosse quello davanti a lui.
In dubbio si attaccò ad Aife e guardò male tutti. Aife sorrise divertita- benvenuto al mondo Black Diamond Night.


Capitolo 22: Blood of a Knight

Capitolo 22: Blood of a Knight

-Aife vieni qui? –chiede Wolfe tirandomi in disparte
-Cosa c’è? –chiedo io
Lui mi sorride portandomi verso le sue camere
-Wolfe non è momento per…
-Lo so- dice lui tranquillo- voglio solo parlare
-Oh…- dico io confusa. Sempre male devo andare a pensare? In una situazione del genere figurati se pensa a fare cose!
Lui chiude la porta mentre io mi vado a sedere sul suo letto- allora di cosa…
Lui mi zittisce baciandomi dolcemente e prima che me ne accorga- ?!
Lui mi guarda dispiaciuto- mi spiace…
-Cosa mi hai fatto ingoiare? –chiedo mentre sento le forze venirmi meno
Lui mi alza piano e mi stende sul letto- non posso permettere che tu ti ferisca Aife…fa la brava per oggi, tornerò a prenderti
-Wolfe…dannazione non…
Lui mi sorride dandomi un bacio sulla fronte- starò bene…potrai urlarmi dopo
Cazzo…resta sveglia. Devo restare…s…
***
Wolfe le accarezzò il viso prima di uscire di corsa dalla stanza e chiuderla a chiave.
-Fatto? –chiese Damon
Wolfe annuì- dorme
-Non sono convinto sia una buona idea- disse Sebastian
-Non ha abbastanza esperienza per andare contro il re dei demoni- disse Damon
-Perché voi l’avete? –chiese irritata Mireille guardando i tre.
-Fa la brava e sta con lei –disse Sebastian- torneremo
-Non ci metterei la mano sul fuoco- mormorò Mireille guardandoli correre fuori con l’armata. Chiuse gli occhi e poggiò una mano sulla porta prima di raggiungere la regina e l’Imperatrice nella camera con guardie preparata per loro.
***
-Non ci credo che mi ha incastrata! –urlò nello spazio mentale Aife
Destroyer le girò intorno- quel principe ne ha di fegato, gli darò almeno quel credito
Molte voci iniziarono a protestare in quello che a Aife risultava come un bisbiglio.
-Ok calmi! –disse Destroyer- cazzo se siete fastidiosi
Aife sospirò- Destroyer aiutami ad entrare in contatto con il neonato, dovrà venir riconosciuto anche come minore…
-Cosa farai? –chiese la spada
-Ripetiamo la storia- rispose lei chiudendo gli occhi e mettendosi a meditare- per prima cosa devo rimuovere l’effetto della droga…dannato Wolfe, pensare che mi metteva ko così facilmente…
-La pagherà? –chiese Destroyer divertito
-Ovviamente…gli farò pentire il giochetto –disse Aife
***
Trenta minuti dentro la battaglia e l’intero esercito umano era sul punto di venir rimosso dalla faccia della terra. Damon era l’unico in grado di sostenere il ritmo della lotta ma anche lui era sul punto di crollare.
-Era meglio che rimaneste a casa! –rise il re dei demoni, un biondo dagli occhi castano-rossi puntando la spada contro Damon- tu! Come ti chiami?
-Importa? –chiese Damon ancora di fronte all’Imperatore, il suo ruolo di guardia aveva la precedenza su tutto.
-Un umano che sa tenere il passo con me…questa va segnata! –disse il re dei demoni- se ti arrendi a me ti renderò il mio braccio destro!
-No grazie –disse Damon stringendo la presa sulla spada. Non lo chiamavano “Demonio” per nulla, era sempre riuscito ad uscire dalla battaglia quasi privo di ferite, le poche che aveva avevano perso sangue ma non aveva mai visto se stesso sanguinare per essere completamente onesti. Era anche il motivo per cui sul campo di battaglia era così tanto temuto, nessuno poteva abbatterlo. Purtroppo anche lui faceva fatica a combattere così tanti avversari tutti insieme
-Il nome- chiese ancora il re dei Demoni
-Non dovresti presentarti prima tu? –chiese Damon cercando un modo per far arretrare i principi, l’Imperatore e i propri soldati senza perdere nessuno
-Oh che modi…oh beh…io sono Star Night –disse lui- tu?
-Damon Lancelot Nightsword –disse Damon provando a tenere il dialogo aperto
-Nightsword? –mormorò uno dei demoni più vecchi tra i soldati e un bagliore di speranza nacque negli occhi di chi conosceva quel nome.
-Mai sentito –disse Star alzando la spada- ma visto che non vuoi seguirmi ti toglierò di mezzo!
Damon spinse indietro l’Imperatore e parò il colpo del re dei demoni- quindi è questa la spada che sceglie il vostro re?
-No, quel rottame mi ha rifiutato! –disse Star diretto riuscendo a rompere la spada di Damon e per poco tagliargli un braccio, i riflessi pronti dell’uomo però lo bloccarono dal poterlo fare- veloce…ma non abbastanza!
Damon si preparò a prendere un brutto colpo ma un fulmine si mise tra i due e un rumore di ferro si sentì quando le armi si incontrarono- Aife…
-Scusate il ritardo, un idiota mi aveva fatta dormire- disse la ragazza tirando un calcio e scaraventando il re dei demoni a gambe all’aria all’indietro- questo è un ordine, retrocedere!
-Ma…
-ORA- urlò lei e i soldati subito presero con la forza chi non voleva muoversi e iniziò la corsa
Damon esitò- Aife
-Trascina tutti al sicuro- disse lei- Mireille ha attivato lo specchio, guardate da lì lo scontro, posso gestirmi da sola questa lotta
Lui annuì e tirò su di peso qualche ferito prima di ritirarsi.
Il re dei demoni scoppiò a ridere- per essere una principessina sai tirare decenti calci
Lei lo ignorò e alzò la voce- demoni! Vi chiederò di ritirarvi e esser testimoni…
-Testimoni? –chiese uno dei più anziani- tu sei…!
-Il mio nome è Aife Lance Nightsword- disse lei levandosi l’elmo. Gli occhi argentei e i lunghi capelli di oro ricordarono subito a tutti un’altra Aife- la mia antenata ha messo sul trono Diamond Night e suo fratello Artù DeDragon. Io sono colei che ha il diritto di rimuovere dal trono i sovrani nel secondo in cui il patto viene rotto!
A quelle parole Star si oscurò in viso- oh…quindi quella cazzata era vera? Un umana che può farmi fuori…voglio vederti provare!
Aide mosse le spade e parò il colpo di Star. A sorpresa degli umani i demoni indietreggiarono come richiesto da lei. Ciò lasciò il re in una posizione poco allegra- pensare che mi disobbediscono…
-Sanno che un pezzo di merda non deve essere seguito! –rispose ridendo Aife
-Tu! –disse Star colpendola più forte di prima. Alla fine dovette usare una tecnica che invocava i propri poteri per farle del male e riuscì a farle male solamente perché le due katane che le aveva dato Damon si ruppero e non ebbe il tempo di reagire. La spada di star tagliò in profondità la carne di Aife, da spalla a fianco. Sangue rosso iniziò a colare copioso e la ragazza cadde a terra mentre una pozza di sangue si allargava.
Star scoppiò a ridere girandosi verso i demoni e dandole le spalle- e la vostra ultima speranza è morta! Ora nessuno potrà fermarmi!
Un rumore dietro di lui lo fece girare piano. Il sangue rosso era diventato nero e ora argento e oro erano mescolati in esso- che diavolo…
***Anni prima***
-DeDragon…- mormorò Aife leggendo una delle pergamene trovate. Fu in quell’anno che scoprì del trono, dell’anello e della spada.
Nel gioco la storia finiva solo con i due che stavano insieme, si proponeva l’idea che lei sarebbe diventata Imperatrice ma non si vedeva ciò.
Wolfe era morto prima di vedere la coronazione dei propri fratelli e Sebastian anche quindi i due non sapevano della cosa.
Avrebbe usato quella nuova nozione in futuro se ve ne era bisogno.
La famiglia DeDragon prendeva il nome dal sangue che correva nelle loro vene. Il fondatore era di fatto un drago vero e proprio che si innamorò di un’umana e decise di darle dei figli, da loro nacque Artù. L’umana che il drago amava finì con il morire di parto e avendo bisogno di una mano con il piccolo Artù, che aveva ereditato gli occhi di oro del drago, il drago trovò amore nella figura di un’elfa dagli occhi di argento. Dalla loro unione nacque Aife. Vista la lunga vita di draghi e elfi, i due scelsero di ritirarsi in terre più pacifiche, lasciando i due adolescenti a condurre una vita spensierata. Aife portò in seguito Artù al trono Imperiale, rendendo la famiglia DeDragon la capostipite di una lunga era di imperatori. Nel mentre la ragazza si innamorò di un demone di nome Diamond. Benché non potessero stare insieme, decise lo stesso di portarlo al trono e ricevere un suo figlio con la scusa di una pace. Dopo che Diamond ebbe il suo erede al trono però i due ebbero modo di avere una continuazione alla loro storia…Aife aveva ereditato una lunga vita grazie al sangue elfico, quindi nonostante Artù morì di vecchiaia, lei visse quanto visse Diamond, i due morirono per vecchiaia dopo aver dato alla luce un ultimo erede quando si resero conto che il successore di Diamond sarebbe diventato un crudele tiranno. Ciò che i due non si aspettavano fu che invece di nascere come l’altro figlio, ovvero tramite un normale parto, l’erede fosse nato sotto forma di drago, ovvero in un uovo. Purtroppo il potere di Aife e Diamond era quasi esaurito quindi decisero di lasciare l’uovo in un luogo sicuro…nell’anello di Aife.
La spada Destroyer era una spada che nel secondo in cui Diamond morì smise di considerare chi prendeva il trono re dei demoni.
Il trono Ruelle era un trono che rimase nella famiglia dei DeDragon e si assicurò che solo il sangue dei draghi venisse messo sul trono.
E l’anello Lovers, anello che Aife ricevette da parte di Diamond come pegno di amore, venne nascosto con i Nightsword…
Aife si assicurò che i figli legittimi delle tre famiglie mantenessero i loro occhi con una maledizione: gli occhi di un Nightsword sarebbero sempre stati argentei, gli occhi di un DeDragon sempre di oro e gli occhi di un Night di rosso-oro.
Gli occhi dei successori di Diamond persero quel colore molto velocemente…
Ciò che trovò quel giorno fu un’altra cosa…l’Aife di quel mondo aveva fatto sì che le loro anime tornassero in vita se qualcosa fosse successo…questo indicava che lei era l’Aife originale e che dentro il suo Wolfe vi erano due diverse identità, Diamond e Artù. La storia era complicata da spiegare ma ora faceva molto più senso per lei. Wolfe si innamorò a prima vista di Aife nel mondo originale di Wolfe, non importava chi avesse davanti, Aife fu l’unica che lui amò. Amò al punto che rinunciò a rinascere come demone e si unì nell’erede di Artù, il suo migliore amico del tempo.
La cosa non spiegava perché lei avesse vissuto quel mondo come un gioco in precedenza o come tutto il suo reincarnarsi entrasse nel volere di Aife, ma decise di non farsi troppe domande. Era un mal di testa che non voleva darsi…
Quando lesse del metodo per prendere l’anello fece una smorfia. Quello sarebbe stato difficile da fare…
****
 -Che diavolo…
Aife ridacchiò- hai appena firmato la tua condanna a morte…falso Night.
-Come fai ad essere viva?!
Aife sorrise alzandosi piano mentre il sangue caduto iniziava a circondarla. Si portò una mano al petto e estrasse dalla ferita vicino al cuore un anello di oro e argento con una pietra rosso sangue- come dire…siamo una razza che può sopravvivere senza testa dopotutto



Capitolo 21: You...you are not Aife!

Capitolo 21: You…you are not Aife!

-Tu non sei Aife!
La sala si bloccò. Che significava che non era Aife?
Aife sorrise- ah no?
-Tu non sei la vera Aife! –urlò lei ancora mentre due guardie l’afferrarono
-E chi è la vera Aife allora? –chiese Aife con un sorriso cattivo
Genevieve si bloccò un secondo. Aveva una brutta sensazione.
-La vera Aife è molto attenta alle regole della nobiltà, detesta ogni tipo di attività che diminuisca il suo essere lady, guarda dall’alto gli altri, è critica di chiunque non segue le regole
Molti sopraccigli si alzarono…non era nemmeno vicina alla Aife che conoscevano loro.
-Lei segretamente ama uno dei sette principi fratelli di Wolfe…- continuò Genevieve cercando di ricordare ciò che sapeva dal gioco
Wolfe girò la testa verso i sette e sfiorò la spada che aveva al fianco mentre loro scuotevano la testa a più non posso. Si calmò all’espressione schifata di Aife, come se la sua fiancé avrebbe mai scelto uno di quegli idioti.
Avrebbe comunque ricordato ai sette chi poteva farli sparire…molto velocemente.
-Detesta il fatto che Mireille è lesbica
Mireille si tirò su le maniche e quasi andò a tirarle un pugno. Che accuse stava facendo quest’altra ora!? Aife era stata la prima a mostrarle aperto sostegno oltre la sua famiglia!
-Lei è terrorizzata dal padre e detesta la violenza in ogni forma…
Damon alzò un sopracciglio- vallo a dire a tutti quelli a cui ha rotto qualcosa in passato o tagliato qualcosa…
La sala si coordinò nell’annuire alla cosa.
Genevieve guardò tutti confusa e poi ricordò.
Quella Aife era la guardia di Wolfe…
-Da quanto non sei Aife…? –chiese ad alta voce
Damon la guardò infastidito- hai problemi con mia figlia!? Aife è sempre stata così!
-Dalla nascita? No non può essere…quando la madre di Aife ritorna a dieci anni lei l’aiuta…- mormorò Genevieve pentendosi di non aver cercato meglio
-La mia ex moglie è tornata quando lei aveva meno di otto anni- disse Damon- ed è stata condannata ad esecuzione grazie agli dei!
Wolfe annuì- non ha mosso un dito per aiutare quella traditrice e ha spinto per la pena di morte
-Non capisco…- ammise Genevieve. Era certa che i primi anni di vita di Aife fossero normali e che Wolfe fosse chi l’aveva poi cambiata…
Aife sorrise tranquilla- certo che ne hai di inventiva…
Nulla di ciò che Genevieve poteva dire era vero e anche fosse stato vero, riguardava una Aife che non esisteva da quando la madre era scappata. Aife era diventata Aife nella notte in cui la madre aveva abbandonato lei e Damon.
Ogni cambiamento dopo quel giorno venne attribuito al dolore del tradimento o alla mancanza della figura oppressiva della donna.
Nessuno poteva sapere chi Aife fosse e anche fosse stato quello il caso…nessuno avrebbe potuto dire che voleva la vera Aife. Perché l’Aife che amavano era l’Aife dopo il cambiamento. Persino il padre di Aife avrebbe detto che la sua bambina era la seconda non la prima.
Quando Genevieve capì la cosa un solo pensiero le tornò in testa: è la fine.
-Bene…-rise Genevieve- hai vinto…
Aife alzò un sopracciglio e di istinto spinse Wolfe dietro di sé- che intendi?
-Che non posso più vivere ora che sono così no? –rise Genevieve mentre un’aura nera la circondava- quindi mi dispiace tanto per voi…ma la vostra favola finirà qui!
-Uccidetela! –urlò l’Imperatore subito percependo il pericolo
I soldati si mossero per decapitarla sul posto ma lo stesso…
-Ormai è troppo tardi…- disse Aife guardando verso la finestra
-La barriera…- mormorò la regina
La barriera protettiva innalzata a protezione dell’Impero per bloccare l’attacco dal re dei demoni attuale era appena crollata.
Aife si avvicinò alla finestra e guardò l’armata- pare che Genevieve è più furba di ciò che sembra
La ragazza rise- sarà la vostra fine!
-Tagliatele le mani- disse Aife- e tagliatele la lingua se inizia di nuovo a rompere i coglioni. Legatela con catene anti-magia e assicuratevi che sopravviva finché non sistemiamo questa sua cazzata…dopo farò in modo che si penta di essere nata…
-Aife- chiamò Wolfe
Lei gli sorrise- pare che abbiamo una guerra da sistemare Wolfe…il re dei Demoni ha appena avuto accesso all’Impero…


Capitolo 20: She is trying, I will give you that much

Capitolo 20: She is trying, I will give you that much.

-Io, Genevieve Mon Blanche, accuso il principe Wolfe Artù DeDragon di abuso di potere! –disse Genevieve poco dopo l’arrivo dell’Imperatore. I parenti della ragazza provarono a muoversi ma Aife li bloccò con un incantesimo.
Wolfe sospirò- ancora questa storia?
Da lì il caos salì. Aife stette in silenzio a godersi le urla della situazione e si allontano fino al muro della stanza per osservare tutto con calma.
Quella sera ogni regno era invitato, il numero di nobili era quindi superiore a ciò che era di solito.
Doveva ammetterlo, Genevieve era una formidabile attrice. Aveva convinto parecchi nobili a supportare le sue cazzate, aiutata poi anche dalle fazioni a favore di qualsiasi principe che non fosse Wolfe e ovviamente ora i nobili esteri che lei aveva convinto. Un bel gioco di manipolazione.
La fazione di Wolfe era forte ma non poteva gestire così tanto vociare. Se continuavano così la corona sarebbe andata a uno degli altri figli. Quando si rese conto di ciò l’Imperatrice iniziò ad andare nel panico e guardò il marito con speranza ma cosa potevano fare? Se fosse stato qualcosa di privato sarebbe stata gestibile ma ora…
-Silenzio! –provò l’Imperatore ma nessuno gli diede retta- Damon…
-ZITTI! –urlò lui ma nessuno gli diede retta cosa che lasciò di stucco tutti i soldati, questo era un problema.
Aife sospirò e prese fiato prima di alzare la voce- IL PROSSIMO CHE APRE BOCCA SI TROVA UNA TESTA IN MENO!
Il silenziò calò subito.
-Posso ricordare voi tutti che siete in presenza della famiglia imperiale? –chiese Aife- una mossa e la vostra testa cadrà dalle vostre spalle…
In quel secondo tutti indietreggiarono lasciandola avanzare
-Seriamente…farvi portare a questo punto da una mocciosa con troppo tempo tra le mani, che razza di società è questa? Siete così pronti a far perdere il trono al principe Wolfe che avete perso la testa? –chiese lei divertita- bene…visto che volete che un erede venga messo al trono farò quello!
In quel secondo tutti si guardarono tra loro
-Idioti qui –disse Aife e i principi avanzarono subito- Wolfe pure tu
Lui annuì mettendosi al fianco dei fratelli calmo. L’Imperatore dal suo trono la guardò confuso, che aveva in mente?
-Quel trono- disse Aife calma- riconosce solo il sangue di un DeDragon…lasciate che vi racconti una storia…
Nessuno osò ribattere.
-Quando il primo Imperatore DeDragon salì al trono, fu sua sorella a mettercelo lì sopra- disse Aife- non solo, la donna aiutò a mettere sul trono il primo Re dei Demoni che accettò poi una lunga pace con gli umani. Essa creò tre oggetti in seguito e si rimosse dalla famiglia DeDragon per crearne una di mezzo quando diede alla luce il figlio del Re dei Demoni, dando quindi ad entrambe le famiglie potere sull’altra tramite questa di mezzo. I tre oggetti che creò furono una spada, un trono e un anello. Il trono dei DeDragon ha il potere di riconoscere un erede del sangue dei DeDragon, la spada ha il potere di riconoscere un demone come nuovo sovrano e l’anello è il simbolo della nuova dinastia creata dalla sorella dell’Imperatore. Essa anche fece una maledizione ma dettagli inutili ora. Questo trono…può dire chi è il vero erede…Imperatore, può far sedere lì una guardia? Non mio padre o rischiamo che dicano che stiamo imbrogliando. Una con buoni riflessi, non vorrei dover rimuovere un cadavere…
Lui annuì alzandosi e lasciando a una guardia bruna il posto. Quando questo si sedette il trono lo scaraventò contro un muro e una spada volò a un centimetro dal suo volto. Per fortuna della guardia Damon si mosse in fretta.
Aife sorrise- con questo possiamo sapere chi è figlio e chi no non credete?
La sala si congelò- non vorrà mica insinuare…
-Che le adorate concubine hanno fottuto qualcun altro? –chiese Aife- quello è ciò che dico…
-Se è così tutti dovrebbero essere controllati! –disse qualcuno
-Ovviamente, Mireille, puoi sederti lì? –chiese Aife
La ragazza annuì tranquilla e si sedette sul trono senza timori. Esso non reagì in nessun modo, rimanendo un pezzo di arredamento, cosa che fece sospirare di sollievo l’Imperatore e la regina, anche se entrambi erano sicuri del risultato.
-Cominciamo ora con i principi –sorrise Aife- papà preparati a prenderli al volo
I ragazzi si guardarono tra loro e piano uno a uno iniziarono a salire sul trono. Nessuno dei love interest venne accettato da esso e vennero tutti scaraventati via nel secondo in cui erano seduti. La cosa fece sbiancare tutti. L’Imperatore non sapeva come reagire e persino Imperatrice e Regina erano senza parole. Ok, avevano scherzato sulla cosa in passato ma vedere ciò…
-Il principe Wolfe dovrebbe salire! –disse subito un sostenitore di qualche altro principe- sono tutti forse figli di puttana!
-Silenzio! –disse Damon
-Guardie prendete il tipo, dopo lo ammazziamo- disse annoiata lei
-Wolfe- chiamò l’Imperatore, se anche lui non fosse stato suo figlio…
Wolfe salì con sicurezza, era certo di essere figlio del padre. Era sconvolgente scoprire che i fratelli non erano fratelli ma era certo di chi era suo padre…almeno sperava.
Quando si sedette il trono rimase immobile e tutti tirarono un sospiro di sollievo.
-Pensare che ero seduto su un’arma…- mormorò l’Imperatore sorridendo a Wolfe
-Ora vi dirò qual è la maledizione di questa famiglia- disse Aife- ogni singolo discendente, non importa sesso o chi sia il genitore esterno, otterrà sempre occhi color oro. Nel secondo in cui ho visto gli occhi dei principi ho capito che non erano figli di un DeDragon.
L’Imperatore annuì- farò in modo che questo dettaglio venga passato nei libri e…ovviamente voi non avrete diritto al trono…ma siete comunque miei figli tranquilli
-Grazie…- dissero i ragazzi al padre.
-Chi è il padre però? –chiese l’Imperatrice
-Una guardia –disse Aife- già morta da parecchi anni, l’ultima concubina la uccise in un impeto di gelosia…
L’Imperatore annuì- come l’hai scoperto?
-Oh…perché la famiglia Nightsword è la discendente della sorella dell’Imperatore- disse Aife- noi siamo maledetti nel portare sempre occhi di argento nella nostra linea famigliare.
-Aspetta questo significa…- iniziò Sebastian
-Che la famiglia Nightsword è discendente dei DeDragon e del re dei demoni- disse Aife- in pratica siamo coloro che possono soffiare il trono ad ambe due parti e nessuno potrà rigettare la cosa…papà vuoi provare a sederti lì?
Damon guardò l’Imperatore e si sedette sul trono quando lui gli diede l’ok. Di nuovo il trono non si osò spostare di un cm. Damon si rialzò piano e ridiede il posto all’Imperatore- mai voluto un trono.
-Contento di ciò –rise lui
Aife sorrise- e ora…non dovremmo punire coloro che hanno insultato il futuro erede del trono?
L’Imperatrice sorrise- giusto! Questa gentaglia ha osato accusare il principe di azioni immonde per diffamarlo! Imperatore dobbiamo fare qualcosa! È tuo figlio chi stanno diffamando!
L’Imperatore annuì mentre tutti caddero in ginocchio pregando di venir risparmiati e puntando il dito contro Genevieve.
-Lei ci ha convinto!
-Lei ci ha obbligato!
-Lei è la colpevole!
Aife sorrise cattiva mentre la protagonista si guardava intorno confusa.
Quando gli occhi di lei incrociarono quelle di Aife un momento di realizzazione avvenne nella mente di Genevieve.
-Tu…tu non sei Aife!


Capitolo 19: Let her dig her grave, I will push her in

Capitolo 19: Let her dig her grave, I will push her in

Finalmente il giorno dell’evento finale era arrivato.
Dopo che avevano compiuto diciotto anni e iniziato il quinto e ultimo anno era stato…intrigante. La guerra tra Wolfe e Genevieve stava aumentando di tensione, specie visto che ora vi erano supporti dietro di Genevieve per spingerla a far cascare Wolfe dalla corsa al trono.
I principi, fratelli di Wolfe, avevano speso quasi ogni giorno di quei mesi di accademia a piangere al fratello maggiore che non avevano nessunissimo potere su ciò che succedeva e che non gli volevano fare male in nessunissima maniera. Nemmeno a dirlo, per loro era stato stressante al punto che volevano ritirarsi dagli studi e nascondersi nelle loro camere, sfortunatamente Aife aveva bisogno di loro quindi le loro fughe avevano vita breve.
Aife intanto si era recuperata ogni singolo oggetto e ora aspettava solo il gran evento.
Quel giorno era il giorno della cerimonia.
I principi erano tutti vestiti in bianco, con un diverso fazzoletto, fiore e cravatta, Wolfe era in nero con tocchi di oro e argento, Sebastian e Mireille avevano scelto di andare abbinati, lui con un completo sul grigio con tocchi di viola e Mireille aveva scelto un aderente vestito viola con tocchi grigi.
Nel gioco Genevieve aveva un bell’abito sul rosa chiaro stile cenerentola o principessa.
La Genevieve attuale scelse invece un abito lungo e succinto, il colore rimase quel rosa bambolina però. Il vestito aveva due lunghi spacchi sul lato e uno scollo molto indulgente, problema era la mancanza di seno della ragazza. Quel genere di vestito era qualcosa che Genevieve indossava nella sua prima vita, peccato avesse dimenticato che non aveva più il suo grosso davanzale o l’immagine da seduttrice, sembrava molto ridicola agli occhi degli altri e visto che in tanti conoscevano chi era per la forte lite tra lei e Wolfe, in molti pensarono che stesse cercando di imitare lo stile di Aife ma dove Aife sembrava una dea lei sembrava…beh una bambina che non sapeva vestirsi più che altro.
Le voci di ridicolo iniziarono subito.
-Chi si crede di essere?
-Oh cielo, ha sbagliato sala?
-Che idiota…
-Che vergogna…
-Le bambine dovrebbero restare a casa…
All’evento vi erano nobili di ogni regno e rango.
Nel gioco Aife veniva umiliata a livello internazionale.
Dopo quel giorno sarebbe stata condannata a morte.
Dopo quel giorno la sua vita sarebbe andata sempre peggio.
Dopo quel giorno la vita di Wolfe sarebbe peggiorata.
Dopo quel giorno l’inizio del periodo più brutto della sua vita.
Quella volta non potevano lasciare le cose con quel finale.
L’abito scelto da Aife era qualcosa che l’Aife del gioco non scelse.
Nel gioco l’abito scelto fu molto seducente e aderente. Quello scelto adesso era invece molto…diverso.
L’abito scelto era un lungo abito bianco con decori dorati. La gonna era composta di vari strati ma non era molto grossa, la vita era stretta da un coperto e l’abito arrivava fino al collo. Aveva due piccole ali sul petto, due sulle braccia che reggevano le maniche e vari decori di oro come gioielli addosso. Le scarpe che indossava erano alte con il tacco a spillo color oro.
Una fenice che era rinata dalle sue ceneri.
Sembrava una dea negli occhi di tutti.
E con l’arrivo della ritardataria Aife al fianco di Wolfe, era ora di iniziare i giochi.


Capitolo 18: Try me, I don't bark, I bite

Capitolo 18: Try me, I don’t bark, I bite

**? Secoli prima**
-Quindi ciò che proponi cos’è? –chiese Diamond, un uomo dai capelli bianchi, occhi rosso-dorati e lunga corna nere guardando la donna e l’uomo davanti a lui.
Il moro dagli occhi di oro era Artù DeDragon, il nuovo imperatore.
Diamond non era rimasto colpito dalla velocità della crescita di potere di Artù, ciò che lo stupì fu l’aiuto datogli a prendere la corona del re dei Demoni e ora quella conferenza per avere un accordo di pace.
Artù alzò le spalle- chiedilo a lei, non è stata mia l’idea
La bionda dagli occhi argentei al suo fianco sorrise- ho un affare da proporti Diamond
-Ovvero? –chiese lui bevendo un sorso del thè offertogli, imitato da Artù
-Da un figlio con me- rispose lei
Entrambi gli uomini sputarono le proprie bevande- COSA?!
-Non ho mica detto chissà cosa calmi su- disse lei divertita
-Non ne avevamo parlato! –disse subito Artù, sua sorella a letto con…non ci voleva pensare
-S…stai scherzando vero!? –chiese Diamond
-Non ti piaccio? –chiese lei
-N…non è quello il problema! –disse lui in imbarazzo. Che diavolo poteva rispondere? Era una donna umana che avrebbe preso nel suo letto molto volentieri ma non si aspettava di essere quello a cui veniva fatta la proposta qui!
-Allora non dovresti problemi a farmi per un paio di notti finché non resto incinta- disse lei tranquilla
-M…Artù dille qualcosa! –disse Diamond
-Si può sapere che idea hai? –chiese Artù
-Se io avrò un erede da Diamond, il bambino avrà sia sangue dei DeDragon che dei Night. In questo modo se uno dei due lati rompe il patto l’altro potrà usare la linea famigliare che nascerà da me per prendere il trono all’altro…- disse lei
I due ragazzi si guardarono.
-Allora?
Diamond la guardò- sai vero che dovremo…ecco…
-Fare sesso? –chiese lei
-Sembri troppo contenta della cosa sorella- disse Artù
Lei annuì- l’hai visto? È grande e grosso di suo, mi chiedo se anche ciò che nei pantaloni è così…
-Basta! –disse Artù tappandole la bocca
Diamond era diventato viola- che diavolo le avete insegnato?!
Lei si liberò dalla presa del fratello e guardò Diamond- allora?
-Se…perché ho la sensazione che anche non volendo mi trascinerai a letto con te? –chiese Diamond
-Chissà…
Lui sospirò- va bene
Lei sorrise prendendolo per mano- andiamo
-Ora?!
-La mia camera è vicina –disse lei
-Non è quello il…hey non tirarmi! –disse Diamond venendo trascinato dalla ragazza
Artù sospirò- compiango chiunque avrà a che fare con i figli…ho la sensazione che quella dinastia andrà peggiorando con il tempo…- si silenziò per un paio di secondi- forse dovremo comprare un paio di letti di riserva visto con chi avrà a che fare nel letto…


Capitolo 16: I can act cute too

Capitolo 16: I can act cute too

-Chi ha dato l’informazione? –chiese subito Wolfe
-A quanto pare…uno dei valletti dei tuoi fratelli –disse Sebastian
-Oh? –chiese divertita Aife
-Sei molto calma- constatò Sebastian
-Possono infangare Wolfe fino alla morte, non avranno comunque effetto alla fine –rispose lei con un sorriso tranquillo
-Hai un piano? –chiese lui
-Una piccola nozione che voi non sapete- replicò lei
-E questa Genevieve? –chiese Wolfe
Lei scosse la testa- fidati, solo io la so come cosa- disse Aife
-Il che la rende inutile ora vero? –chiese Sebastian
Lei annuì- dovremo accontentarci di ciò che abbiamo per il caso
-Che facciamo? –chiese Wolfe
-Umiliamo la gente ovvio –replicò Aife- vestiti da principe. Faremo una bella scena…papà sarà lì?
-Tutta la nazione e anche quelle estere ci saranno –replicò Sebastian
-Bene…Sebastian, vuoi fare l’avvocato del diavolo? –chiese Aife
Lui si sistemò gli occhiali e ghignò- dimmi tutto mia cara…
****
-Silenzio in aula- disse l’Imperatore calmo. La situazione non era delle migliori ma suo figlio non era un idiota…purtroppo gli altri, con l’eccezione dell’unica femmina, erano…oh beh…- iniziamo ora il caso…Ms Genevieve Mon Blanche contro il Principe Imperiale Wolfe Artù DeDragon. La parola a lei Lady.
Genevieve guardò Wolfe di striscio prima di mettersi nel ruolo di attrice- ciò che chiedo vostra maestà è giustizia!
-Giustizia? –chiese l’Imperatore
-Il principe Wolfe abusa il suo potere in maniera orrenda, forzarsi su una povera dama… -iniziò Genevieve
-Ti assicuro che non ti sfiorerei nemmeno la mia vita dipendesse da quello- replicò lui
-Parlavo di Aife- replicò Genevieve- l’abuso di potere che fa è su di lei!
-Wolfe, difesa? –chiese l’Imperatore
-Sebastian sarà la mia difesa- rispose Wolfe restando seduto e annoiato per giunta, più che colpevole pareva qualcuno stanco di avere a che fare con un bambino capriccioso.
Sebastian avanzò e si inchinò all’Imperatore prima di parlare- per abusi che viene inteso?
-Le ordina compiti inaccettabili –disse Genevieve
-Lady Aife è una donna di ottima mente, non accetterebbe ciò che non vuole –affermò Sebastian
-La forza a combattere
-Lady Aife è la guardia imperiale, il suo ruolo è quello- rispose lui divertito
-Quindi per una donna va bene ferirsi per un uomo?
-Lady Aife è eccelsa, non subirebbe danno nemmeno dal re dei Demoni a mio parere- rispose Sebastian
-Sopravvalutarla non porterà che tragedia
-Aprire le gambe a ogni nobile dell’Accademia anche –disse Aife in un mormorio che sentirono tutti.
-Lady Aife- disse l’Imperatore
-Cosa? –chiese lei- le voci che girano su di lei e i suoi nobili compagni sono più note che quelle che girano sul caratteraccio di Sebastian o di mio padre…
-Continui lady Genevieve- disse l’Imperatore sorvolando sulla cosa
-Forzarsi su di lei –disse Genevieve allora facendo zittire tutti. Era accusa di stupro quella.
-Ha prove di ciò? –chiese Sebastian
-Testimoni- disse Genevieve
-Possiamo far testimoniare anche Aife allora- disse Sebastian
Genevieve sorrise- e per cosa? Farla mentire?
-Lei è la presunta vittima- rispose Sebastian
-Che è anche la guardia del suo stupratore- disse Genevieve
-Ciò non cambia –replicò Sebastian
-Invece sì, Aife è una guardia ligia al dovere, non andrebbe mai contro il proprio principe e soffrirebbe in silenzio piuttosto che fare qualcosa contro di lui –disse lei
-Lady Aife ha il talento di uccidere chiunque voglia, sbarazzarsi del principe sarebbe un gioco da ragazzi- replicò Sebastian
-Solo perché ha la forza di un cavaliere non vuol dire che non possa venir stuprata, è una donna –replicò Genevieve
-Solo perché è una donna non vuol dire che non possa difendersi –replicò Sebastian
-Quindi perché lei può difendersi è ok venir stuprata? –chiese Genevieve- stai dicendo che lo vuole? Che discriminazione è questa?
-Non ho detto ciò –disse Sebastian
-Facciamo entrare i testimoni- disse l’Imperatore già stanco
Una dozzina di nobili si fece avanti e Wolfe rise- seriamente?
-Un problema? –chiese Genevieve- finalmente riconosci la tua colpa?
-No- replicò Sebastian- questi testimoni non possono essere accettati. Sono parte delle fazioni dei sette principi, è ovvio che diranno qualsiasi cosa a favore del proprio principe e contro gli altri. Chiedere loro di dire il vero ora è come chiedere a un gatto di fare uova.
-I testimoni verranno…- iniziò l’Imperatore
-Perché non chiediamo direttamente a Lady Nightsword? –chiese un ministro- lei è la vittima e sebbene sia la guardia del principe, dubito abbia problemi a parlare davanti all’Imperatore.
-Accordato –disse lui- Aife
Lei si alzò e mise al fianco di Wolfe che immediatamente si alzò anche per starle vicino, anche se erano in due postazioni separate.
-Per cominciare…è vero che la notte precedente questa eri nelle camere del principe Wolfe Artù DeDragon? –chiese l’ufficiale
-Sì- disse lei tranquilla
-È questa la prima volta? –chiese lui
-No, sono spesso nelle camere di Wolfe o viceversa lui nelle mie –replicò lei usando di proposito il nome privo di titolo, dando un’idea che tra i due c’era più che semplice amicizia
-L’hanno sentita urlare, è vero? –chiese l’ufficiale
-Vorrei tanto sapere chi mi avrebbe sentita urlare. Le camere del principe Wolfe sono nella zona imperiale e quelle vicine sono la mia, della principessa Mireille e di Lord Sebastian- disse Aife- nessuno di noi avrebbe riportato questa informazione quindi chiunque l’abbia dispersa era fuori dalla sua zona di dormitorio e dovrà venir punito
Qualcuno deglutì dalla folla.
-Risponda- disse l’ufficiale, non è che lei avesse torto eh…
-Sì- replicò lei calma
Un mormorio si alzò e l’Imperatore lo zittì con un colpo di martello- ordine, ordine, silenzio.
-Era il principe Wolfe che la faceva urlare? –chiese l’ufficiale ora pallido
-Sì –replicò lei tranquilla
La situazione nella mente di tutti era peggiorata parecchio. Quelle accuse erano…
Aife sorrise mentalmente e con la più innocente delle espressioni disse- dopotutto non è forse normale?
-Normale…? –chiese l’ufficiale
-Nel nostro rapporto è normale no? –chiese Aife avvicinandosi a Wolfe e lasciando che lui la stringesse. L’aria di feroce guardia si trasformò in quella di un’innocua gattina negli occhi di tutti. La cosa era abbastanza adorabile per lei- io e Wolfe siamo in quel tipo di relazione dopotutto…
-Quel…- in parecchi divennero rossi capendo la cosa.
Stupro? Ma che stupro! Erano solo stati beccati in intimità!
-Che mancanza di eleganza! –disse un nobile- che donna di facili costumi!
-Wolfe è il mio fiancé –disse Aife tranquilla e in leggero imbarazzo- è normale fare certe…cose…
Wolfe ghignò soddisfatto delle reazioni di Aife, se non avesse saputo che stava recitando…
-F…fiancé? –chiese uno dei nobili
-Aife e io stiamo insieme da parecchio tempo –disse Wolfe, il che non era vero visto che era solo dopo il veleno che avevano ufficialmente iniziato a essere una coppia ma non era nemmeno falso visto che nella sua testa erano insieme da giorno 1.
Tutti gli occhi piano si puntarono verso Damon, come avrebbe reagito alla notizia che la figlia non era più vergine?
Damon era l’immagine della calma, a quanto pare non aveva problemi o forse…sapeva già tutto.
-Possiamo concludere la falsa? –chiese Damon annoiato- i due vanno a letto insieme e lui sa come farla urlare di piacere, non ci vuole un genio per capirlo. Possiamo andarcene? Ho di meglio da fare che ascoltare le fantasie di una mocciosa viziata che non sa distinguere tra realtà e fantasia…
Genevieve divenne rossa…
Wolfe sorrise cattivo. Ah come era bello imbarazzare qualcuno…


Capitolo 17: She is so mean

Capitolo 17: She is so mean

Nel gioco vi erano un totale di ventuno eventi in cui Genevieve veniva bullizzata.
Il primo erano un paio di abusi verbali.
Il secondo era la distruzione di suoi effetti personali.
Il terzo fu il primo degli abusi fisici.
Ora ripetete la cosa fino all’evento 12, da lì iniziano: tentativi di stupro, spingere dalle scale e cose del genere.
Tutti questi abusi erano stati poi “causati” da Aife.
La verità era che Aife la riprendeva per comportamenti poco corretti e basta.
Non aveva controllo sulle sue seguaci e su cosa loro facessero.
Alla fine Aife venne condannata per nulla.
Peccato che io sia Aife ora.
La cosa comporta a zero problemi per me in futuro.
Problemi per Wolfe ma non per me.
Mentre i due sono a guerra aperta, io mi sto occupando di prepararmi per il gran finale.
In questo momento siamo alla fine dell’anno. L’anno prossimo sarà quello con più eventi e sarà quello in cui il gioco si concluderà.
Prevedo un anno di fatica.
-Destroyer sei sicuro delle coordinate? –chiedo io guardando il lago di fronte a me
“Quando lei si nascose qui non vi era un lago” dice lui nella mia testa.
-Deve essersi creato nel corso dei secoli –dico io- sarà dura recuperare la tua amica
“Non dovrebbe essersi fatta nulla, l’acqua non ci può sfiorare”
-Il che non previene però la presenza di cose che vogliono farmi fuori in acqua- dico io sfiorando il bracciale di Destroyer ed evocandolo.
La grossa spada di argento appare di fronte a me. La lama è incisa con rune di un’antica lingua, l’impugnatura decorata da un drago inciso e teschi. Una gemma rossa è al centro esatto dell’attacco tra l’elsa e l’impugnatura, la gemma ha una linea al centro e appena riprende coscienza si chiude con quelle che possono essere descritte come palpebre di argento. Si. Questo è l’occhio di Destroyer.
Estendo la mia mano e afferro l’impugnatura della spada.
“Pronto quando lo sei master”
Io sorrido e prendo una rincorsa prima di saltare nel lago con Destroyer nelle mie mani.
Apro gli occhi sott’acqua. Per fortuna la mia maschera ha un incantesimo per la respirazione sott’acqua
Mi guardo intorno e noto subito il fondale. Questa era una cittadina…
“Abbiamo compagnia” mi informa Destroyer
Guardo il grosso mostro-coccodrillo davanti a me e sorrido. Sarà un’interessante giornata.
****                
-Dov’è mia figlia? –chiese Damon quando vide Wolfe e Sebastian. Era raro per lui non vedere la figlia con Wolfe
-Sta tornando da una piccola commissione –disse Wolfe tranquillo.
Con loro erano presenti altri nobili di altri stati. Da quando si era scoperto il fidanzamento tra Aife e Wolfe in molti si erano presentati per far sciogliere la cosa. Quelli presenti non erano altro che nobili che volevano far sposare Aife con i propri figli, parenti o loro stessi.
Uno di loro fece una smorfia- i servi esistono per questo, perché disturbare quella povera lady?
-L’hai mandata sola? –chiese un altro principe di qualche stato poco importante che Wolfe avrebbe distrutto a breve se continuava a provarci con la sua Aife
-Non le servono guardie- replicò Wolfe
-Quando tornerà? –chiese Damon- volevo allenarmi con qualcuno di decente…
I poveri soldati si guardarono tra loro, che potevano farci? Damon non girava intorno a nulla. Si dice che anche quando si era sposato con la madre di Aife fosse stato sempre diretto sul fatto che voleva solo un erede e basta, donna o uomo che fosse e che dopo quello non l’avrebbe più sfiorata se lei non voleva…almeno non nascondeva nulla.
-Qui- disse Aife entrando nella sua uniforme modificata da guardia. L’uniforme che Aife si era creata l’aveva resa se possibile ancora più attraente negli occhi degli altri. Indossava una canottiera nera con sopra una giacca bianca da ufficiale con decori di oro che arrivava fino al polpaccio come lunghezza, la giacca era stretta in vita da una cintura nera e si abbottonava solo fino a poco sotto la cintura. Al collo aveva un foulard bianco al posto della cravatta. Indossava una minigonna di un argento color jeans, calze alte dello stesso colore che arrivavano fino alla coscia e lasciavano un po’ di spazio libero tra loro e l’orlo della gonna, stivali con tacco alto bianchi che arrivavano fino al ginocchio con decori di oro e argento. Le due katane regalatele dal padre erano come sempre a x sul basso della sua schiena. I lunghi capelli biondi erano lisci e lasciati ribelli, cosa che dava ancora più risalto alle sue curve.
-Bentornata –disse Wolfe- trovato ciò che ti ho chiesto?
Lei annuì e mosse la mano verso la zona vuota dell’ingresso e fece apparire il lungo mostro coccodrillo della lunghezza di un sottomarino e altrettanto grande- penso che andrà bene
Wolfe alzò un sopracciglio, che cacchio aveva combinato questa volta?
Sebastian si sistemò gli occhiali- si dovrebbe bastare- che diavolo ci avrebbero fatto era qualcosa che toccava a lui scoprire.
Tutti guardarono inorriditi quella bestiaccia e persino l’Imperatore fu leggermente impaurito da quel coso. Com’è che la sua guardia non gli portava a casa roba del genere? Anzi no perché diavolo qualcuno dovrebbe volere una cosa del genere?
-Ne ho altri quattro nell’anello- disse Aife tranquilla- questo era il più piccolo
Sebastian si trattenne dal ridere all’espressione degli altri presenti. Quella ragazza era una sorpresa dietro l’altra.
Damon colpì la pelle dell’animale con un pugno- decente resistenza…possiamo farci un paio di armature
-Ne vuoi uno papà? –chiese Aife
-Nah, dopo mi sa che proverò a cacciarne uno –rispose Damon tranquillo- sembra un tipetto aggressivo
-Sapevo che lo dicevi- mormorò completamente rassegnato l’Imperatore
-Ne ho uno vivo nell’anello se vuoi provare- disse Aife
-Questa è mia figlia! –disse lui ridendo
-Per piacere vallo a combattere fuori dal palazzo ok? –chiese l’Imperatore rassegnato, che diavolo aveva di sbagliato quella famiglia!?
-Che vestiti indecenti- commentò una delle lady che era venuta con i propri partner. Il marito di quella la voleva strangolare ma che colpa ne aveva? Nel secondo in cui Aife aveva messo piede nella sala la testa pensante di parecchi dei maschi era andata da nord a sud…
-Grazie –disse Aife- detto da una con quello scollo lo prendo come un complimento- la donna rimase a bocca aperta e Aife sorrise cattiva- tesoro bocca chiusa, non è momento di prendere nulla e di far venire nessuno
Mentre alcuni la guardavano stupiti altri si trattennero dal ridere, nel mentre i soldati di Aife erano il coro di risate più forte che esistesse.
-Tu piccola…
-Piccola cosa? –chiese Aife- sono un soldato mia cara, non sono fatta di confetti, cuoricini e fiori. Io uccido come lavoro…
-Un consiglio spassionato- disse la donna- se non modifichi la tua condotta verrai mollata e…
-Un consiglio spassionato- disse Aife- succhia meno cazzi e inizia a pensare con la testa, sembro forse il tipo che lascerebbe il marito ad altre? La mia lama è più veloce di ciò che credi cara e non ho problemi a sporcarmi di sangue, sia esso di mio marito, dei miei nemici e di una puttanella che non sa chi ha contro…
Wolfe sorrise seguendola verso il campo di addestramento. Aife non era il tipo di ragazza che chinava la testa e la cosa piaceva a molti uomini poiché l’idea di avere qualcosa di inottenibile era sempre allettante. Purtroppo per loro, lui non aveva nessun problema ad eliminare la concorrenza con fiumi di sangue…



The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...