WitchandAngel : Le 9 rose di storie
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8 Rosa di Specchi: Finale No sense (Che novità!)

8- Rosa Di specchi
Apro gli occhi, dove sei guardiana? Perché mi hai lasciato qui così, senza dirmi nulla? Ehi ma il giardino è così strano, era così tetro? Sembra un luogo pieno di rancore e tristezza.
-Guardiana?
La mia voce è ovattata, manca quasi.
-Hey guardiana?
Sento ridere
-Guardiana?
-Non dovresti fidarti degli sconosciuti sai?
Ride
-Chi parla?
-Sono io la guardiana
-La guardiana aveva un tono gentile!
-Forse un tempo, perché non segui il sentiero? Forse scoprirai cos'è successo alla guardiana
Faccio come mi ha detto. Mi infilo nel roseto, le spine fanno male ma il mio corpo vuole continuare. Lo seguo fino ad una bara in vetro. Sento che dentro c'è qualcuno che batte per uscire. Nella bara c'è una ragazza bionda con occhi rossi, piange petali di vario colore, indossa un vestito ricoperto di rose.
-Chi è?
-Il mio corpo mortale, puoi liberarmi? Un lettore mi imprigionò li secoli fa e da allora che piango
-Lettore?
-Vi chiamò così a voi che leggete le storie delle rose
Busso sul vetro, la ragazza smette di piangere e mi guarda, mette una mano sul vetro e dice qualcosa. Mi serve una chiave, torno indietro e cerco sull'altare, una chiave di vetro a forma di rosa è apparsa dal nulla, la prendo e torno dalla ragazza che batte sul vetro, vuole uscire. Metto la chiave nella serratura e lei scuote la testa, la apro lei urla e colpisce qualcosa dietro di me con la chiave, un'ombra cade e sparisce nel nulla, il giardino torna a essere rigoglioso e rilassante.
-Grazie per avermi liberata, ma tu chi sei?
-Un visitatore
-Oh capisco, quella creatura ti ha usato per rivivere le sue storie, solo chi ha un cuore può viverle.
-Quale era il suo scopo?
-Non devi saperlo, ora va, torna al tu mondo, il giardino ti saluta e ti dice addio, al prossimo sogno viaggiatore
Svengo, o cado nel vuoto forse? Non distinguo più nulla. Mi alzo di botta dal letto, ho il cuore in gola, che cos'è stato? Un sogno? Deve esserlo per forza, un sogno senza senso! Guardò le coperte, ci sono dei petali di rose e una collana a forma di chiave, la stessa del sogno, se era un sogno, e un forte odore di rose segna la camera.
-"Grazie"
Sento un fruscio e un bacio delicato si poggia sulla mia guancia. Mi guardò intorno e sorrido, beh forse non era esattamente un sogno.

Non sono mai riuscito a capire se le belle persone abbiano una tendenza innata a far crescere le rose o se siano le rose nel loro crescere a rendere belle le persone.
(Roland A. Beowne)

La rosa parla di amore silenziosamente, in un linguaggio che comprende solo il cuore.
(Anonimo)

Ma chi non osa afferrare la spina non dovrebbe mai desiderare la rosa.
(Anne Brontë)

Preferisco avere rose sul mio tavolo che diamanti sul mio collo.(Emma Goldman)

Se Zeus volesse donare un regno ai fiori, la rosa regnerebbe su tutti.
(Saffo)

È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
(Antoine de Saint-Exupéry)

Ma lei era di quel mondo dove le più belle coseHanno il peggior destino,E rosa, lei ha vissuto quel che vivono le roseLo spazio d’un mattino(Francois de Malherbe)

È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.
(Antoine de Saint-Exupéry)


Grazie per aver letto le mie rose, grazie di cuore a tutti voi, grazie grazie mille.

7 Rosa d'oro e d'argento: gemelli/legame

7- Rosa d'oro e Rosa d'argento
Io e la mia gemella siamo stati sempre "legati". Il nostro era un legame particolare, qualcosa di più di un semplice rapporto fraterno. Io e lei eravamo divisi, i nostri genitori si erano separati e ci avevano allontanato alla nascita. Io e lei però sapevamo l'esistenza l'uno dell'altra, senza averne la certezza, ci demmo appuntamento in luoghi segreti e cominciammo a vivere di nuovo come una famiglia. Era dura, io scappavo da papà e lei da mamma, cercavamo sempre una via di fuga per vederci. Un giorno lei venne con un livido sul braccio, mi disse che era stato il fidanzato della mamma, fu allora che prendemmo una decisione, saremmo scappati, via, insieme. Facemmo le valigie, prendemmo soldi e il necessario, presi l'auto di papà, la guidai verso il nord, poi la scambiammo alla prima stazione di benzina con una moto e continuammo così, scambiando il mezzo e nascondendo le nostre tracce. Ci rifugiammo in una piccola casetta immersa nel bosco, il villaggio che ci aveva accolti era un villaggio che pensava "fatti i cazzi tuoi che campi cent'anni" quindi non ci fecero domande sul perché fossimo scappati o su chi eravamo. Cambiammo nomi e pagammo un uomo che cancello ogni traccia della nostra esistenza prima dei nuovi nomi. Mia sorella divenne una pasticciera e io entrai in polizia, presto cominciammo a avanzare di carriera e a guadagnare di più. Dei nostri genitori non sapevamo più nulla e non ci interessava, non volevamo essere separati e avevamo deciso che ci saremmo rifatti una vita insieme. Fingemmo di non essere gemelli, non ci somigliavamo molto e fu facile fingere di essere semplici fidanzati. Non volevamo realmente stare insieme come coppia, volevamo solo stare insieme e quello ci parve il modo migliore per farlo. Ci sposammo con rito civile. Avevamo entrambi il nostro simbolo sull'anello di matrimonio, una rosa d'oro per me e una d'argento per lei. Vivemmo allungo, nessuno ci trovò mai. Adottammo una coppia di gemelli e continuammo le nostre vite in pace. Era questo che volevamo, fu una vita
D'oro e D'argento

Ben tornato mio caro, tutto bene? Sembri stanco...forse è meglio che ti riposi ora, su dormi un po', tra poco tutto questo sarà finito e io tornerò a essere ciò che ero...

6 Rosa Viola: Magia/Confusione

6- Rosa Viola
Era particolare per me la vita, ero nato in una famiglia in cui la magia era tabù, ma veniva praticata costantemente, non se ne doveva parlare eppure la facevamo, eravamo stregoni buoni, ci occupavamo di varie cose, tra cui le anime delle persone morte. Fu proprio un'anima a crearmi problemi, si legò a me e cominciò a confondere i miei ricordi, nella mia testa tutto avveniva nello stesso istante. Quando riuscii a liberarmene il problema continuò a peggiorare. Cominciai a sentire i ricordi sparire o rompersi nella mia mente. Ben presto cominciai a dimenticare, dimenticai chi ero, chi erano le persone accanto a me, che cosa facevo, dimenticai tutto, tranne i miei poteri e quell'anima. Era una ragazza di quattordici anni il fantasma che mi aveva creato problemi, continuavo a pensarla, nemmeno io sapevo perché. Il mio corpo cominciò a dimenticare le cose, a camminare, a alzare le braccia e ben presto a respirare e far battere il cuore. Morii così, senza sapere più nulla di me stesso, ma appena morto vidi la ragazzina piangere, quel fantasma che voleva avermi con se. Era legata a me, non so ancora come ma da quando sono morto i ricordi piano piano stanno tornando e forse un giorno capirò cosa mi è successo. Per ora mi devo accontentare di guardare la sua sagoma ornata di rose
Viola

Bentornato, non sembri molto allegro, forse la prossima rosa ti aiuterà? Oh sono due una d'oro e una d'argento, ma la storia è solo una. Su forza vai, ti aspetterò qui. Infondo manca poco alla mia rivincita...

5 Rosa Blu: Mistero/Tristezza

5- Rosa Blu
Ero nata in in epoca e vivevo in un'altra. Ero la prima figlia di una famiglia nobile, ero amata e ben voluta dai miei, la mia vita era perfetta. Mio padre amava ostentare se stesso con delle feste molto grandi e costose, fu allora che avvenne la tragedia. Uno degli invitati di papà mi morde il collo e mi uccise dissanguandomi, era un vampiro. Mi portò via mentre ero morta nel suo castello, la mia famiglia era stata massacrata scoprii in seguito, mi risvegliai morta e assetata. I primi giorni mi nutrivo e obbedivo, ero la sua figlia adottiva ora, la più piccola. Mi presentò al resto della famiglia, avevo una sorella e due fratelli più grandi, loro, a differenza mia, erano figli di sangue, erano davvero loro figli. Fu dura per me ambientarmi. Vivevamo in una grande villa circondata da rose blu, eravamo solitari e ci eravamo esiliati dal villaggio, era un periodo duro per noi, c'era la caccia ai vampiri e ben presto rimasi di nuovo l'unica superstite della mia famiglia. Passarono anni, rimasi sola chiusa in quella casa, creai la mia famiglia, trasformai in vampiri alcuni umani, mi creai un padre, una madre, una sorella e un fratello, solo che finii io per essere la madre. Ero abbastanza felice della mia famiglia, un giorno un ragazzo si trasferì nel villaggio e venne a farci visita, fu amore a prima vista per entrambi. Era il periodo della prima rivoluzione industriale, il nostro paese era molto diverso da come era quando io ero nata. Passai dei giorni bellissimi con lui, lo amavo. Ma il tempo passava crudele e presto scoprii quanto breve può essere la vita di un umano rispetto alla vita di un vampiro. Lo guardai morire, gli avevo rivelato il mio segreto e il suo cuore aveva mantenuto il mio segreto. Mi rinnamorai tanto tempo dopo. Ero ancora ingenua, quando rivelai chi ero al mio nuovo amore rischiai la mia vita e quella della mia famiglia. Era un cacciatore, ma come potevo saperlo? La mia famiglia mi salvò in tempo. Un ragazzo, un giovane cacciatore, sparò al cacciatore che mi minacciava. Non l'avevo mai visto, ma lui mi rivelò che l'avevo salvato secoli prima, quando ancora ero umana, l'avevo salvato dalla furia di mio padre e l'avevo nascosto da lui. Come secoli era più grande lui, viveva dall'età della pietra, ritrovai in lui un calore famigliare, l'amicizia. Non saprò mai come sta il mio primo e unico amore, non posso morire e se morissi di certo non andrei da lui, ma so che un giorno lo rivedrò, devo solo aspettare, ho aspettato secoli e secoli, il tempo per me è irrilevante, per ora rimarrò con la mia famiglia, continuando a vivere la mia non-vita, in questa casa circondata da rose
Blu

Bentornato, dalla tua faccia deduco cosa tu abbia visto...su vai alla prossima rosa, forse ti solleverà il morale, vedi è viola. Su vai, a presto...

4 Rosa Gialla: Investigativo/Giallo

4- Rosa Gialla
Mio marito era sempre stato un imprudente, si concentrava sempre sul lavoro e avvolte mi trascurava, ma non aveva mai mancato una telefonata, mi chiamava sempre. Il giorno del nostro anniversario di nozze gli regalai una spilla a forma di rosa gialla, era il mio porta fortuna per lui, non se ne separava mai. Seguiva un caso su un boss mafioso di alto rilievo in quel periodo, ero molto spaventata per lui. Mi minacciarono verso novembre e lui mi mise sotto completa protezione, era spaventato per me, ma io lo ero di più per la sua di vita che per la mia, verso dicembre, il ventiquattro per la precisione, mi rapirono e chiusero nel vecchio negozio di giocattoli della città. Fu un vero eroe quel giorno, trovò un modo per entrare e riuscì addirittura a catturare i complici ma quando giunse davanti al boss, ci fu una violenta sparatoria con me come spettatrice. Si spararono in contemporanea, li vidi cadere entrambi a terra. Si erano sparati al posto in cui era situato il cuore. Mi liberai e corsi da mio marito, mentre gli agenti entravano e l'ambulanza arrivava. Mi misi a piangere e chiamai il suo nome. Lui mi strinse la mano e sorrise stancamente
-"Hey"
L'abbracciai di istinto. I paramedici gli tolsero il giubbotto antiproiettile, era perforato, la mia spilla aveva deviato il proiettile dal cuore alla spalla
-"Vedi? Il tuo amore mi ha protetto"
Non potevo fare altro che ringraziare quella rosa di metallo di quel bel colore
Giallo

Bentornato, stai sorridendo e piangendo? Voi umani siete strani. Vedi? È apparsa un'altra rosa, è blu, la vedi? Su va, magari la prossima sarà una storia che ti piacerà di più...o ti farà piangere di più, chissà? Va io ti aspetto qui, torna presto nel mio giardino...

3 Rosa Rossa: Passione/Omicidio

3- Rosa rossa
Era tutto rosso quando ero nata. Lo ammetto ero malata. A soli 17 anni volevo suicidarmi, buffo vero? Ogni giorno salivo sul tetto della scuola, salivo sul bordo ma tornavo indietro, non c'è la facevo. Soffrivo di cuore, i miei si stavano separando e la mia vita era un inferno, un incubo e un castigo eterno. Anche quel giorno ero salita sul tetto, avevo un biglietto con le mie ultime volontà ed ero pronta e decisa a saltare. Aprii piano la porta e vidi una ragazza sul cornicione
-Addio mondo crudele
-No! -urlai bloccandola.
Ci conoscemmo così io e lei. Aveva la mia età, i suoi genitori erano scappati e l'avevano lasciata da sola. Le nostre storie erano così simili che ci trovammo subito benissimo insieme. Scendemmo insieme da quel tetto e cominciammo ad uscire, eravamo amiche, facevamo le classiche cose da adolescenti, parlare di ragazzi, foto, pigiama party...era tutto perfetto. Lei mi confessò che il padre aveva abusato di lei, la picchiava e credevo l'avesse anche violentata, ma non ne ero sicura, per quello aveva una fobia per i maschi ed era lesbica, cosa che non aveva fatto altro che peggiorare la sua vita. Era bello parlarle, era sincera, dolce e gentile. Per un po' dimenticammo entrambe l'idea di suicidarci, per l'esattezza per due anni non ne parlammo più. A vent'anni iniziammo ad uscire insieme, come coppia. Era bello ma presto il mio cuore cominciò a fare di nuovo capricci, si stava aggravando è presto sarei morta, non c'erano donatori compatibili e non ne avrebbero trovato presto. Un giorno la mia amica mi invitò sul tetto dove ci eravamo conosciute, era sul cornicione
-"Non potrei vivere senza di te"
Aveva le lacrime agli occhi
-"I love you"
Si lasciò cadere. Il mio cuore non riuscì a sopportare quello spavento e collassò. Lei si sfracellò al suolo e io morii di infarto. Quando riaprii gli occhi era accanto a me. Eravamo morte eppure eravamo ancora insieme. Mi sorrideva e mi tese una mano, la presi e la strinsi a me. Nonostante tutto nemmeno la mia vita è finita come è iniziata con il colore...
Rosso

Bentornato, sembri triste...mi spiace per la storia che hai dovuto sentire dalla rosa, guarda ce n'è un'altra, forse la nuova storia riuscirà a sollevarti il morale, è gialla vedi? Su avanti vai da lei. La nuova storia ti aspetta e io aspetterò il tuo ritorno qui, nel giardino delle rose...

2 Rosa Bianca: Purezza/Difficoltà

2- Rosa Bianca
Le aveva sempre regalato una rosa scolpita. Era l'unico figlio dell'artigiano di corte, aveva imparato il lavoro del padre e aveva raggiunto fin da tenera età un'abilità tale da renderlo molto famoso. La prima opera che aveva creato era una rosa bianca che aveva poggiato davanti alla statua della dea degli amori, la rosa era poi stata presa dalla principessina che, guardando il tenero fiore eterno, non aveva resistito alla tentazione di prenderlo. Il giovane si era invaghito della fanciulla e giorno dopo giorno lasciava una rosa bianca alla statua e la osservava prenderla rapita, ben presto anche la principessa cominciò a lasciare un regalo per l'ammiratore, un sacchetto di biscotti a forma di cuore. Era il loro segreto, erano cresciuti con un amore corrisposto, ma che solo uno dei due sapeva chi era l'altra, lei infatti non aveva mai visto il giovane ma aveva cominciato a intuire chi fosse una volta che lo vide a palazzo mentre lavorava a un'opera per il re. Fu allora che il suo cuore perso di colpo ogni controllo. Il giovane era di una bellezza unica, aveva capelli corvini, occhi color ambra, pelle abbronzata e un fisico muscoloso, lei era invece pallida, con lunghi capelli di un nero intenso e dei meravigliosi occhi celesti. Si scrutavano da lontano, scambiandosi uno sguardo fugace, un sorriso abbozzato, un saluto accennato e nascosto agli occhi meno attenti. Lui però non voleva né pretendeva di più, era un amore impossibile, lei era una lady reale, lui un semplice artigiano, lei era nobile, una dea, lui un semplice mortale figlio di un artigiano, ma era fiero di suo padre e non sognava che quel lavoro. Lei invece sognava il giovane, voleva e desiderava che lui fosse suo per sempre, ma sapeva che il giovane non avrebbe mai confessato il suo amore. Al suo diciassettesimo compleanno, aveva così tante rose che ne aveva creato un giardino, nascosto e conosciuto solo dal padre, dove si occupava di tutte con cura e amore, benché fosse semplice pietra scolpita, le trattava con la stessa dolcezza che avrebbe dedicato a delle vere rose. La madre di lei era una donna molto aperta, il padre, benché severo e rigido, era disposto a farle sposare chiunque lei avesse scelto.
-"Padre!"
Disse lei un giorno
-"Padre organizzate una gara e datemi in sposa al vincitore"
Aveva deciso lei, e il padre, buono e permissivo con la sua unica figlia, decise di accordare a lei questo desiderio. Quella sera stessa mando un invito a tutti i pretendenti a trovare "la rosa più bella del mondo, eterna, pura e forte, forgiata d'amore e talento" come detto dalla figlia. Nel frattempo però lei decise di incontrare il suo cavaliere e di parlargli, così decise di bloccarlo e parlargli.
-"Ti prego aspetta"
Lui si fermò a guardarla per poi inchinarsi- mia principessa
-"Perché fuggi da me?"
Lui prendendo fiato comincio a cantare, con voce intonata e rammaricata, era chiaro che non voleva essere visto da lei.
-"Quando io, guardo te
So che ti meriti
Ben più di me
E anche se non è
Quello che vuoi
Lo so benissimo
Non ci sarà mai più un noi
Adesso la mia rabbia
Mi fa sentire in gabbia
Ero certo che tu fossi
Quella giusta per me
Ma per me non c'è futuro
Accanto a te
Per il tuo bene me ne devo andare
Io non lo vorrei
Però non si può
Siamo universi forse troppo diversi
E lo so da troppo tempo
Che tu vali di più
È questa la realtà e lo sai anche tu
Lo sappiamo entrambi
Devo lasciarti
Deve finire qui
Non sei tu
Sono io
Non è questo il posto mio
Non nasconderlo non nasconderlo
Non faccio per te"
Guardava la rosa e poi la sua amata
-"Quando sei
Accanto a me
Sentirmi alla tua altezza
È impossibile
È una storia che
Non va già più
Devo lasciarti
Se non voglio trascinarti più giù"
Lei si avvicinò premendo una mano al petto
-"Non è una tua idea
Io non ci credo
Non ti capisco più
Dimmi che non sei stato tu
Mi sembra assurdo
Quello che dici
Quello che gli altri credono
È sbagliato non crederci più"
Lui si allontanò evitando di guardarla
-"Lo so che non vuoi"
-"Noooo"
-"Però non si può"
-"Perché non si può?"
-"Siamo universi forse troppo diversi"
-"Non lo devi fare"
-"E lo so da troppo tempo che tu vali di più"
-"Noooo"
-"È questa la realtà e lo sai anche tu
Non c'è ragione"
-"C'è una ragione"
-"Per stare ancora qui"
-"Una ragione c'è"
-"Non sei tu sono io
Non è questo il posto mio
Lo pensano tutti e lo penso anch'io
Non faccio per te"
Lei lo guardò, stava soffrendo per un amore che non aveva ancora mai nemmeno avuto modo di parlarle davvero
-"Non sai che male fa
Noi siamo destinati
È la verità
Guarda la foto
Io lo so che sei perfetto per me
Per me
Non potrei lasciarti mai
Lo sai lo sai"
Prese la mano del giovane e lo guardò negli occhi, lui sorrise tristemente
-"È troppo tardi ora mai"
Si allontanò alzando la voce
-"Devo lasciarti
Non c'è ragione per stare insieme
Ancora qui"
-"Una ragione c'è"
Rispose lei disperata
-"Non sei tu sono io
Non è questo il posto mio"
-"Questo è il posto tuo"
Insieme, si ripeterono le stesse parole
-"Non nasconderlo
Sai che è così
Io non sarò mai
Giusto per te
Giusto per te
Io non sarò mai
Giusto per te"
Lui se ne andò lasciando cadere la rosa che lei si affrettò a raccogliere.
-"Domani, quando il sole sarà al centro del cielo, la sfida inizierà, ti prego partecipa"
Lui non rispose e se ne andò lasciandola li sola a pregare la dea che li aveva uniti di farli restare insieme.
Il giorno dopo, ragazzo dopo ragazzo dono dopo dono, lei rifiutava tutti, sperando ancora nel giovane artigiano.
-"Beh figlia mia era l'ultima rosa, devi decidere"
Lei guardò le rose, erano tutte così banali, vere o finte che fossero erano così insignificanti al confronto delle rose che le regalava il suo cavaliere.
-"Aspettate"
Disse il giovane entrando, aveva i tipici vestiti da artigiano, con il grembiule da lavoro che lasciava scoperte le muscolose braccia, braccia che non lasciarono sfuggire qualche segno di approvazione da parte delle donne lì presenti.
-"Vostra maestà, permettetemi di partecipare"
Il re guardò la figlia che si era illuminata e acconsentì con un cenno del capo. L'artigiano porse una rosa scolpita alla principessa, una rosa perfetta, di un bianco puro che illuminò lo sguardo della fanciulla
-"Eccola" -esclamò prendendola con delicatezza- "una rosa meravigliosa, la più bella del mondo, eterna poiché immortale, dura e forte poiché di pietra, pura poiché la pietra che avete usato è la più pura al mondo, forgiata dall'amore del mio cavaliere e dal suo talento dello scolpire...è lui padre il vincitore"
La principessa si avvicinò al giovane e...
Bianco.

Ben tornato al giardino delle rose, come è stata la storia dei due? Cosa? Volevi sapere la fine? Oh ma che curioso che sei...beh te lo già detto no? La rosa ti fa vedere solo uno spiraglio di ciò che è successo, i due potrebbero aver realizzato il loro sogno e essersi sposati, oppure un nobile geloso li potrebbe aver separati e uccisi...scusa scusa, questa è una storia romantica dici? Vuoi un finale felice? Beh perché no? La rosa non ci dirà mai cos'è successo, come vedi splende di un bianco perla così acceso che acceca, secondo te, una tale purezza, potrebbe essere quella di un finale negativo? Cosa? Il mio modo di parlare è cambiato? Può essere, come no, infondo qui il tempo scorre in maniera diversa, potrei non essere la stessa guardiana di prima, o forse no, chissà...ora la prossima rosa...oh guarda, è quella Rosso sangue...chissà che cosa ci narrerà, su forza, vai...io ti aspetterò al tuo risveglio, vedi? Le rose ora sono tutte bianche, prima erano nere, e appena tornerai saranno rosse. Ora vai, buon viaggio mio caro amico...ci rivedremo al giardino del rose...

1 Rosa nera: Noir/Horror

1-Rosa Nera
Ne poggiò un'altra, quanto erano ormai? Mille? Duemila? Le lapidi, le rose nere...le sue vittime. Era stato un susseguirsi di orrende morti, di rose poggiate e di un cuore che continuava ostinatamente a battere e a dirgli che non sarebbe morto ancora, che doveva continuare. Aveva ucciso per vendetta, ma per uccidere per vendetta aveva fatto vittime innocenti e di questo non poteva darsi pace. Era un uomo definito gentile e molto innamorato, era vero, amava davvero molto la moglie, ma quando lei morì a causa di un medico corrotto, il suo essere così gentile divenne malefico e desideroso di vendetta, sapeva bene che non avrebbe retto a lungo, che aveva poco tempo, nonostante i suoi 65 anni, era ancora in grado di muoversi dal vecchio ladro che era stato, riusciva a carpire ancora le informazioni che voleva. Iniziò da un ladro d'appartamenti, dove fare pratica, lo uccise senza pietà, sperimentò su ogni vittima una morte diversa e unica, voleva creare la morte perfetta, dolorosa e irripetibile, voleva uccidere quel mostro che gli aveva rubato il suo unico e vero amore, ma la cosa gli era sfuggita di mano, la paura, la sete di sangue, aveva cominciato a volere la morte di gente che non aveva nemmeno conosciuto sua moglie, alla fine le vittime erano così tante che ne aveva perso il conto, era impazzito, di notte era matto e di giorno sano. Uccideva la notte e di giorno aveva solo vaghi ricordi, dannatamente dettagliati, si cosa aveva fatto e come. Fu allora che cominciò a lasciare delle rose sulle tombe delle sue vittime, voleva smettere ma più cercava di bloccare la voglia omicida più quella cresceva. Alla fine si arrese a essa e per scusarsi continuava a lasciare quelle rose nere alle sue vittime. Venne chiamato "Il killer della Rosa Nera"
Avrebbe voluto confessare i suoi crimini, ormai non aveva più la voglia di continuare a vivere, ma non aveva ancora ucciso il responsabile della morte della moglie, lui sarebbe stato l'unica sua vittima a non creargli rammarico. Era davvero stanco, voleva sul serio smettere, ma non poteva, il mostro che aveva dentro gli vietava di farlo. Una notte riuscì nel suo intento uccise l'uomo che tanto odiava, ma questo non lo fece stare meglio. Il sangue, le urla, era così stanco di tutto. Cominciò a lasciare tracce, a farsi trovare, a farsi mettere alle strette. E in una sera con la luna piena, mentre diluviava finalmente tutto finì. Un tetto, un giovane agente e un proiettile al cuore. Venne colpito al cuore e cadde dal tetto dell'edificio, ma sorrideva, aveva finalmente la possibilità di sparire, non sperava di rivedere la sua amata ma sapete che era finita gli diede speranza. Era a terra, sul filo del rasoio, quando la vide. Bella come un angelo, l'aspettava da tempo ed ora erano insieme. Una lacrima solcò il viso del killer e se ne andò sorridendo. Finché tutto tornò
Nero...

Bentornato, come stai? Non ti aspettavi una storia così vero? Mi spiace, ma ti avevo avvisato che non erano tutte belle. Guarda ora c'è una bella rosa bianca. Quella storia è molto diversa sai? Vuoi vederla? Avanti...io aspetterò il tuo ritorno...a presto piccolo bocciolo...

0 Bocciolo di Rosa

0 Bocciolo di Rosa
Le rose nascono per essere belle, non hanno più una vera funzione, nessuno ormai ne sa la storia, il significato, il loro simbolo, la loro vita. Questi piccoli e affascinanti fiori, il cui significa vari a seconda del colore, hanno un passato molto più torbido di ciò che molti pensano. Ormai le rose sono solo un fiore come tanti da dare all'amata sperando di venir ricambiati ma una volta non erano solo questo...una rosa nera veniva posata da un killer sulle tombe delle vittime per scusarsi invano del suo gesto senza senso, una bianca venne regalata dal figlio di artigiano a una bella principessa, sperando di venir ricambiato dalla fanciulla ma sapendo che lei non l'avrebbe mai visto come un possibile amante, una rossa come il sangue era tenuta in mano da una giovane coppia, mentre uno dei due commetteva un crimine per passione, una gialla venne regalata a un detective come porta fortuna per le sue indagini, un giardino di rose blu adornava la misteriosa villa di quella solitaria fanciulla, un mazzo di rose viola venne lasciato da un essere che non doveva esistere a una ragazza che non voleva esistere e una d'oro e una d'argento erano il segreto di due gemelli legati da un forte affetto.

Come vedete le rose erano simbolo di tante cose, rimorso, desiderio, passione, speranza...ma ora non lo sono più. Vedete, in questo meraviglioso giardino di rose, c'è un piccolo altare, proprio al centro, che contiene le rose di quelle persone, di quelle ragazze, di quei finali, l'altare, decorato con delle rose in pietra, permette di rivedere le loro storie, di rivedere ogni cosa che era successa e le emozioni di coloro che le hanno ricevute o regalate. Qui c'è molta pace, non è vero? Non c'è un singolo suono a parte quello del vento. Non c'è nessuno a parte me e voi. Chi sono io? Io sono la guardiana delle rose, gli umani non mi vedono ma mi sentono, e questo a me basta, fintanto che qualcuno potrà ascoltare queste storie, mi andrà più che bene restare invisibile al mondo degli umani. Il vento qui è meraviglioso vero? Odora di rose e porta con se dei petali dando a questo giardino un aspetto ancora più meraviglioso. Ma ora sono sicura che vorrete venire con me all'altare del passato, per vedere quelle storie e sapere anche come finirà questa storia. Su seguitemi per questa stradina di ciottoli bianchi. Le rose ci stanno aspettando...oh...sembra che qualcuno le abbia prese quasi tutte, ha lasciato solo questa nera come la notte, sono certa che chiunque sia vuole farvi seguire un ordine, che ne dite di cominciare da questa allora? Sapevo vi sarebbe piaciuto il mio giardino. Su ora toccate questa rosa nera, non preoccupatevi di nulla, penserò io a vegliare su di voi, durante il vostro sonno. Ci rivedremo al giardino di rose quando avrete finito con la prima rosa, la rosa del rimorso. Non vi chiederò di capire o accettare le scelte fatte da queste persone, so bene che non tutti le vorranno comprendere, ma vi chiedo solo questo, volete ascoltare la loro storia? So che forse non tutti lo vorranno ma per i pochi coraggiosi che sono rimasti, vi dico solo questo, le rose più belle hanno le spine, ora andate su, guardatevi intorno e cercate di stare attenti, io vi posso solo augurare un buon viaggio, ci rivedremo presto in questo giardino.

The Protagonist Kidnapped Me

The Protagonist Kidnapped Me Trama: Una cosa che non ti aspetti quando ti reincarni in una novel è avere la protagonista del gioco completam...