WitchandAngel : 7 demoni e un'umana
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Capitolo 1: Riunione

7 demoni e un’umana
Introduzione
Dopo anni che non si vedevano un gruppo di amici decide di fare una riunione per sapere come va la loro vita. I sette ragazzi, che condividono il destino di essere dei demoni, decidono di invitare anche una ragazza che andava con loro a scuola, ma la ragazza non era esattamente una loro amica ma più una vittima dei loro scherzi e delle loro prese in giro. La ragazza accetta ma, con grande sorpresa dei ragazzi, nel tempo in cui non si erano visti è cambiata tantissimo, non solo nell’aspetto ma anche nel carattere. La ragazza ha un segreto, che non tarderanno a scoprire, e che cambierà irreversibilmente la sorte di tutti. Una storia ricca di colpi di scena, suspense, intrighi e molto altro. Spero di avervi incuriosito abbastanza, detto questo vi auguro una buona lettura. Un’ultima cosa, tenetela bene a mente, nulla è come appare. Buon divertimento.
Angel Night

Capitolo 1
Riunione
Era una mattina serena, il sole brillava nel cielo limpido, non c'era una nuvola per chilometri. Davanti al maestoso albergo “DxD”, un edificio gigantesco noto a tutti per la sua alta qualità di servizio, elegante e raffinato sia fuori nel giardino rigoglioso e profumato sia dentro nelle lussuose stanze e nelle varie zone relax di cui l’hotel era ricco, c'erano molti ospiti tra cui un ragazzo con capelli rossi, occhi cremisi e delle cuffie giganti nere, era vestito con jeans blu è una maglietta rossa e nera con un teschio sopra. Aveva con se una valigia anch'essa rossa. Sembrava cercare qualcuno quindi entrò e si diresse nella reception.
-Salve
La receptionist quasi svenne quando lo vide, una donna con dei capelli marroni e dei occhiali che coprivano gli occhi. Con voce un po' tremante rispose
-Mi-mi dica cosa posso fare per lei?
Il ragazzo con i capelli rossi pensò “Un’altra idiota”
-Vorrei le chiavi della mia stanza, sono Marco Fire
La receptionist cominciò a cercare nel database dell’hotel
-Marco Fire?
Marco si girò e vide un ragazzo con gli occhi neri e i capelli neri, vestito con dei jeans neri, una maglia nera con la scritta “Rock” in bianco e un giubbotto di pelle.
-John Dark? Sei davvero tu?
- Ma che bello rivederti
I due si strinsero la mano
-Gli altri?
John indicò la saletta accanto- mancavi solo tu e...Lei
Marco sorrise- ci divertiremo, proprio come una volta
-Fai portare in camera i tuoi bagagli e vieni di là.
La receptionist, che stava praticamente morendo con quei due davanti, diede la chiave a Marco e corse via.
Marco girò gli occhi al cielo prese la chiave e disse al facchino di portare tutta la sua roba in camera. Raggiunse gli altri nel salotto dell’hotel. Oltre a John c'erano un ragazzo con i capelli sul blu, occhi celesti e occhiali, era vestito anche lui con dei jeans neri e una camicia bianca.
-Sempre elegante? Non sei cambiato Nick Water
-Te lo già detto Io mi chiamo Nicolas!
-Calmi voi due! Siamo appena arrivati e già litigate?
Un ragazzo con capelli verdi, occhi smeraldo, jeans blu e una maglia verde con scritto “Pace”, si era messo in mezzo.
-Ha ragione Dan Forest – disse un ragazzo con i capelli rosa, occhi sul rosa, una maglietta bianca e jeans e un cappello nero.
-Jim Air non sei cambiato neanche tu- rispose un ragazzo biondo, con occhi gialli, una camicia gialla e dei jeans neri.
-Sempre in giallo, ma non ti stanchi mai Andrea Light?
-Anche tu sei sempre in rosso Marco- rispose un ragazzo con capelli castani, occhi castani, maglietta marrone e jeans neri.
-Bene, ora che anche James Earth ha parlato, vediamo se ci siamo tutti- Dan tirò fuori un quaderno con dei nomi
-Perché hai quel quaderno? E perché vi siete chiamati per nome e cognome? – chiese John
Gli altri alzarono le spalle. John sospirò.
Dan iniziò a leggere- allora Marco, John, Nicolas, io, Jim, Andrea, James...manca solo lei giusto?
-Lei ha un nome ed è presente- una voce soave di una ragazza che veniva da dietro di loro aveva risposto alla domanda. Nessuno si girò per un po', poi Dan disse, voltandosi lentamente
-Bene e con Dia...wow
Tutti si girarono e videro come la ragazza era cambiata. Aveva dei lunghi capelli color oro, occhi di un celeste profondo, un fisico da modella, una mini gonna nera di jeans, una maglietta attillata bianca, dei tacchi neri e un giubbotto nero, li guardava con un sorrisetto di chi sa cosa stai pensando.
-Diamante Magic, che c'è Dan? Il gatto ti ha mangiato la lingua?
Tutti continuavano a fissarla impietriti e lei non smetteva di sorridere, era divertente vedere i suoi amici in quello stato.
-Che c'è? Vi siete addormentati?
-Ecco...puoi darci un secondo?
I ragazzi si allontanarono abbastanza da Diamante e bisbigliarono qualcosa, senza perderla di vista un secondo.
-Da quando lei è così...avete capito!
-E io che ne so Marco?! Mi chiamo Nicolas non veggente!
-Ascoltate, noi tutti siamo demoni ma nessuno di noi la sentita arrivare giusto? –Dan sperava che qualcuno dicesse il contrario ma tutti annuirono- lei è una normale umana che non sa chi siamo noi, quindi come ha fatto a.... Aspettate ma che succede
Diamante era stata presa di mira da qualche ragazzo che continuava a chiederle il numero. Lei però li snobbava tutti. Poi guardò i ragazzi e con lo sguardo sembrava dire “Mi fate un favore e li togliete di mezzo?”
I ragazzi si diressero verso Diamante
-Scusate ma lei e con noi.
Tutti se la filarono. Diamante sposto una ciocca dal viso e sorride ai sette
-Grazi ragazzi
Il cellulare di Diamante squillò e lei uscì a rispondere
-Pronto?
I sette si misero in ascolto e con il loro udito sentirono la conversazione.
-Di? Sono Lucius
-Oh ciao, ti serviva qualcosa?
-Ti stanno ascoltando?
-Già, come se non li avessi notati
I sette se la filarono dentro la sala, quindi non poterono sentire il resto della telefonata.
-Parla ora non ci sentono
-Dicono che loro sette sono dei demoni...probabilmente il viaggio è una scusa per cercare una padrona, hai visto segni su di loro?
-No...nessuno era marchiato
-Beh approfittane signorina custode
-Sei sempre il solito.
Diamante chiuse la chiamata. L'idea di passare una settimana con quei sette non la esaltava ma era stata praticamente obbligata dalla sua famiglia quindi non aveva molta scelta. Sospirò e rientrò nella sala, immersa nei suoi pensieri.
Dan prese un respiro profondo e disse
-Bene ora che ci siamo tutti...cosa facciamo?
Marco si alzò e uscì, uscirono anche gli altri andando ognuno in giro per conto suo. Rimasero solo Diamante e Dan.
-Sono molto felici di stare in compagnia vedo
-Dan, ti andrebbe di fare una passeggiata nella foresta qua vicino? Ho sentito dire che ci sono moltissime specie di animali e piante.
-Si, mi piacerebbe molto.
Diamante si alzò
-Bene andiamo
Dan e Diamante uscirono dalla stanza e si infilarono nel bosco. L'aria era fresca, profumata e piacevole. Il paesaggio era ricco di alberi e piante, un vero spettacolo. Dan adorava, fin da piccolo, passeggiare nella natura e questo Diamante lo sapeva bene.
-Dan, che pianta è quella?
-Un non ti scordar di me
-Conosci tutti i nomi delle piante e dei fiori?
-Si, la natura è sempre stata il mio elemento.
-Capisco.
Camminavano da un po' quando una specie di coda viola spuntò da un cespuglio.
-Dan....cos'è quello? Non mi sembra di un animale
Dan osservò la coda.
-Non può essere...
Un essere gigantesco, grande quando due uomini, uscì da dietro i cespugli. Aveva quattro braccia, tre occhi e delle corna affilate.
-Diamante corri!
Il mostro fissò prima Dan e poi Diamante
-Un’umana, avevo giusto un po' di fame.
Si leccò le fauci e cominciò ad avanzare verso i due. Dan prese la mano di Diamante e la tirò via, corsero fino a un gigantesco prato circondato dal bosco. Il mostro li aveva raggiunti e Diamante sembrava terrorizzata.
-Demone fatti da parte e lascia che io divori l’umana
Dan strinse i pugni, se solo avesse avuto un custode avrebbe potuto combattere invece...
-Dan
Dan guardò Diamante, era seria e tranquilla.
-Dan, fai il patto con me
Dan era stupito
-Cosa dici?
-Dan so che sei un demone e io sono una custode, puoi fare il patto con me Dan
“Lei è una custode?! Da quando?! Custodi si nasce quindi...questo significa che è sempre stata a conoscenza del nostro segreto”
Dan era stupito e non sapeva che fare, se rifiutava il mostro sarebbe stato ancora in giro e avrebbe ferito le persone, se accettava sarebbe stato legato a Diamante con un vincolo che solo lei avrebbe potuto infrangere....
Il mostro sradicò un pino e lo lanciò contro i due, Diamante riuscì a spingere Dan in tempo e entrambi erano a terra.
-Diamante sei ferita?
-No, ma se non accetti quella cosa sradicherà l’intera foresta, non possiamo permetterglielo Dan.
Il mostro si stava avvicinando. Dan sapeva che Diamante aveva ragione e che dopo aver stretto il patto lui avrebbe potuto usare i poteri ma...aveva paura di accettare.
-Dan...tu sei un demone della foresta, se accetterai potrai guarire gli alberi che quella cosa ha distrutto e io non dirò a nessuno che abbiamo fatto il patto, se è questo che ti spaventa.
-Diamante...-Dan la guardò negli occhi, aveva deciso- stringiamo il patto.
Diamante si avvicinò a Dan
-Io Diamante Magic, figlia di Caterina Vangartier, stringo con il demone della foresta, Dan Forest, il patto di ubbidienza.
Diamante diede un bacio sulla fronte a Dan. Una luce verde si sprigionò dai due, al polso destro di lei apparve un bracciale stretto in modo che non si potesse togliere, erano due fili uniti a formale una X con dei ciondoli di vari verdi lungo i fili. Sulla mano di Dan apparve il simbolo di appartenenza, uno strano disegno con delle scritte in una lingua antica.
Il mostro lancio un albero, ma Dan lo fermò a mezz'aria.
-Ma cosa...
Dan rimise l’albero a posto e sorrise.
-Grazie a Diamante ora posso utilizzare i miei poteri, per te è la fine.
Ci fu un bagliore verde che costrinse Diamante a chiudere gli occhi, quando li riaprì al posto del mostro c’era un lilla viola. Dan sorrideva allegro
-C’è l'hai fatta, ottimo lavoro...ma vorrei che tu non dicessi a nessuno che io sono la tua custode, sono sicura che gli altri non capirebbero.
-Aspetterò che tutti ne abbiano uno per dirlo tranquilla. Ora torniamo indietro?
Diamante gli sorrise e lo segui fino all’hotel. Diamante poi andò in camera sua, lui invece andò nella saletta dove si erano riuniti gli altri.
-Dov’eri?
-Nella foresta Marco. Guardate qui
Fece fiorire il vaso che era vicino a loro
-Hai stretto il patto?! Con chi? –John era stupito, come tutti del resto ma anche un po' geloso.
-Ve lo dirò solo quando tutti avrete un custode.
-Tanto non ci vorrà molto per me per trovarne una, insomma mi chiamo Marco non Nicolas
-Piango per la povera anima che stringerà il patto con te.
-Ripetilo se ne hai il coraggio Nicolas!
Mentre i due litigavano, Dan si guardava la mano con il simbolo del patto. Era felice di poter usare i poteri e che la sua custode lo conoscesse da tempo ma...ma come l'avrebbero presa gli altri quando l’avrebbero scoperto?

Capitolo 2: Notte inquieta

Capitolo 2
Notte inquieta

Dopo la rivelazione di Dan, John non riusciva a chiudere occhio e così decise di uscire a fare due passi. L’oscurità delle strade non lo preoccupava, lui era il demone del buio, quindi era a suo agio a girare di notte. Era un bellissimo spettacolo. Le luci della luna e delle stelle si vedevano benissimo, anche perché l’hotel non aveva lampioni al di fuori cosa che, strano ma vero, era molto apprezzata dagli ospiti. John camminava da alcuni minuti quando vide in lontananza una figura femminile, la riconobbe subito.
-Anche tu sveglia Diamante?
Diamante gli sorrise
-La notte è stupenda non trovi?
John le si mise accanto
-Già. Come mai sveglia?
-Ho visto qualcosa davanti alla mia finestra e ho pensato fosse meglio non rimanere lì dentro
John si incuriosì
-Cosa hai visto?
Diamante scosse la testa
-Nulla di importante. Facciamo due passi?
-Perché no, ma non hai paura qui fuori di notte?
Lei rise
-Il buio è mio amico. Non ho paura.
Si mise a camminare e John la segui.
Arrivarono fino a una collina e Diamante decise di sedersi a guardare le stelle. John la osservava da un po', era molto cambiata da quando era piccola. Non solo era cresciuta ma sembrava una nuova persona.
-Sei cambiata
-Tutti cambiano anche tu, una volta non uscivi mai quando era giorno, avevi paura della luce ma...alla fine ti abbiamo convinto
-Già ma avevo i miei buoni motivi.
-Tutti ne hanno
La osservò, attentamente, i capelli biondi risplendevano nella notte, era stupenda la poca luce che c'era la faceva sembrare una stella. Come ogni creatura del buio, lui desiderava la luce e in quel istante Diamante era la luce.
Si sentì un fruscio
-Cos’è stato?
John si mise in allarme, aveva visto un fumo nero alquanto sospetto, e aveva un brutto presentimento.
-Stai dietro di me
-Che succede?
-Ho una bruttissima sensazione.
Diamante si mise dietro di John e rimase in ascolto, se avesse voluto avrebbe chiamato Dan ma aveva altro in mente. Tutti sanno che un custode può avere un solo demone ma lei non era normale.
-Esci fuori mostro!
Un fumo nero prese fattezze umane e si mise davanti ai due.
-Un demone del buio e una prelibata umana. Non potrebbe andarmi meglio di così
-Diamante sta indietro.
Diamante gli prese la mano destra. John la guardò negli occhi.
-So cosa sei John...sigilla il patto con me
John strabuzzò gli occhi.
-Sei una custode?
-Diventa il mio demone John
John, a differenza di Dan, aveva sempre voluto una custode che lo conoscesse e non aspettò un secondo ad accettare. Diamante fece lo stesso procedimento che aveva fatto con Dan e stavolta una luce nera li avvolse. Lo stesso simbolo che aveva Dan apparve sul petto di John e una collana a forma di cuore con una pietra nera apparve al collo di Diamante. Il mostro venne sconfitto nel buio più totale e Diamante non riuscì, neanche stavolta, a seguire la battaglia. John le si avvicinò.
-Hai sempre saputo che ero un demone del buio?
-Si
-Se sei riuscita a stipulare un patto con me sei una custode del buio vero?
-Lo sono
-Perché non me lo hai mai detto?
Diamante fece una piccola piroetta
-Perché volevo fossi tu a dirmelo per primo. Se tu mi avessi detto chi eri io ti avrei rivelato chi ero.
-Vero. Torniamo indietro.
-Vorrei che tu evitassi di dirlo agli altri per ora.
-Lo dirò solo quando tutti avranno una custode
Diamante sorrise e tornarono entrambi in albergo. Quando fu da sola in camera sua guardò i due legami che aveva.
-Foresta e buio. Devo trovare ancora fuoco, acqua, aria, terra e luce per essere completa.
Il cellulare vibrò e Diamante accese lo schermo del suo computer
-Cosa c'è Lucius?
-Vedo che hai due simboli
Diamante sorrise
-Come stanno i tuoi genitori?
-Sono fieri di averti adottato. E io che tu sia la mia sorellastra. Sei una custode fantastica, chi avrebbe mai pensato che tu sei in grado di custodire un demone per ogni tipo
-Non è stata una mia scelta lo sai, ci sono nata con questo dono.
-Per questo vogliono che tu scelga i demoni rimanenti e torni a casa da noi per stringere un patto con un demone di tipo Vuoto. Quindi torna presto sorellina...mi manchi tanto
Diamante chiuse la conversazione
-Io non volevo questo potere...ma lo sfrutterò a fin di bene questo è poco ma sicuro.



Capitolo 3: Attenzione Valanga

Capitolo 3
Attenzione valanga
John, il giorno dopo, mostrò con fierezza il suo simbolo. James era un po' geloso, anche lui voleva avere un custode, ma non era semplice trovarne uno, infondo i custodi erano pochi e molti impazzivano per il troppo potere, infondo un custode ha il potere del demone dentro di se, e se non è bravo rischia di diventare matto. James non voleva far ammattire qualcuno, quindi un po' triste uscì dalla saletta senza prestare ascolto alle chiacchiere degli amici. Davanti all’hotel trovò Diamante con uno zaino sulle spalle e uno in mano. Aveva degli scarponi da montagna.
-Ehi, ti va di fare una scampagnata in montagna?
-Come facevi a sapere che avrei voluto fare una...
-Perché ti conosco James, e pensavo che potevamo approfittare della montagna qua vicino per fare una bella scampagnata.
James sorrise, una scampagnata era proprio quello che gli serviva. Erano partiti da poco, l'aria di montagna era fresca e pulita. Il paesaggio era molto bello, si vedeva il bosco, l’hotel, la collina, poi c'era un po' di nebbia, ma era normale in quel periodo. La salita era facile, il sentiero era perfetto e rendeva la salita piacevole. James era un po' in imbarazzo, era raro che passasse del tempo con delle donne, specie se così carine.
-James, sei diventato molto muscoloso in questi anni.
Era vero, James si era allenato moltissimo e i risultati erano visibili anche da lontano.
-Si, mi sono allenato molto nello scalare, pugilato, box, arti marziali...
-Non ti sei riposato un minuto conoscendoti
-È probabile
Diamante rise
-Non sei cambiato affatto, anche da piccolo ti allenavi come un matto. Ricordo che ci trascinavi a fare delle lunghe scampagnate in montagna ogni volta che potevi.
James sorrise imbarazzato, non sapeva cosa dire.
-James, pensi che qui sia pericolo?
-Perché lo chiedi?
-Lì c'è un cartello con scritto pericolo valanghe.
-Tranquilla, è molto raro che succeda, l’hanno messo solo per segnalare alle persone di fare attenzioni...qualcosa non va?
Diamante aveva un’espressione triste sul volto
-Ecco io...non so come dirlo ho un brutto presentimento tutto qui
-Un brutto presentimento? Ma cosa...
James avvertì la presenza di un mostro in cima. Fece appena in tempo a girarsi per vedere una frana cadere su di loro.
-Attenta!
Saltò a dosso a Diamante e la frana li ricoprì. Erano grossi massi pesanti. Dentro era tutto buio. Il cuore di Diamante batteva velocissimo, James lo notò.
-Stai bene?
-Non ne sono sicura...nello zaino c'è una torcia, la puoi prendere?
James la tirò fuori e l’accese. Diamante era sotto di lui sembrava stare bene, James era intatto.
-Sembri star bene...
-Ho solo un po' di paura...James potresti spostarti?
-Si scusa
Lo spazio era abbastanza grande per stare tutti e due seduti. Diamante era davvero carina, aveva avuto paura di farle del male, aveva paura perché non era in grado di controllare la propria forza.
-Se solo potessi usare i miei poteri...
-James...tu sei un demone di terra, vero?
-Si...ma non ho una custode quindi non posso utilizzare i miei poteri...
-Io sono una custode, stringiamo il patto e potrai usarli
-Sicura? Sai potresti perdere il controllo...
-Tranquillo, vedrai che andrà tutto bene. Mi fido di te.
-Allora va bene.
Eseguì lo stesso procedimento. Una luce marrone si sprigionò e apparve il simbolo sul bicipite destro. All'orecchio destro di Diamante apparve un orecchino con un pendente a forma di rombo, un diamante simbolo della terra. James usò i suoi poteri per rimuovere i massi.
-Bene, possiamo andare
Diamante provò ad alzarsi ma cadde a terra.
-Oh no, i poteri sono troppi...scusa è colpa mia se solo...
-No tu non centri. Mi devo essere slogata la caviglia. Sarà un problema per me tornare all’hotel.
-Oh questo si rimedia facilmente.
James la prese in braccio in stile sposa.
-James! Peserò moltissimo
-Tu? Ma se sei leggera come una piuma.
-Grazie James
Era vero, Diamante era leggerissima. Per James era strano avere in braccio una creatura così leggera e fragile, ma che riusciva a contenere tutti i suoi poteri. Era incredibile.
-James...potremmo evitare di dire che sono la tua custode?
-Te lo stavo per chiedere io. Tranquilla lo dirò a tempo debito a tutti.
-Grazie James, sei il mio eroe.
Li diede un bacio sulla guancia e James divenne rosso. Arrivati all’hotel i ragazzi videro James arrivare con Diamante in braccio
-Che cos’è successo? –chiese Dan
-Diamante stai bene? –chiese John
-Mi sono slogata la caviglia. James mi ha salvata da una frana, ma sto bene. Mi devo solo riposare un po'.
James l’aiutò ad andare in camera sua e tornò dai suoi amici.
-James sei stato eroico oggi-Dan era davvero riconoscente a James per averla salvata.
-Non ho fatto nulla di che...
Intanto Diamante si era curata la caviglia usando i poteri che aveva acquisito inseguito ai patti stretti.
-Questi attacchi non erano nei piani...sta succedendo qualcosa di strano...ma è meglio che non ci pensi...per ora voglio solo godermi la vacanza

Capitolo 4: L'acqua e un bacio rubato

Capitolo 4
L’acqua e un bacio rubato
Era davvero strano come tutti all'improvviso stessero trovando un custode ma, per Nicolas, avere un custode non era di fondamentale importanza. La conoscenza, per lui, era importante, fin da piccolo aveva sempre studiato e si era impegnato per diventare il migliore in tutto. Eccelleva in ogni materia, negli sport era meno bravo, tranne nel nuoto in cui era un vero maestro. Stava facendo ciò che gli piaceva di più, leggere in piscina, era sdraiato sotto un’ombrellone all'ombra e leggeva tranquillo uno dei suoi “mattoni”, come li chiamava Marco, adorava leggere vicino all’acqua, fare una pausa tuffandosi nell’acqua, elemento così adorato per lui, per poi continuare a leggere. Era lì che leggeva tranquillo, Marco e gli altri erano fuori da qualche altra parte e Diamante non la vedeva da quella mattina. Sentì un certo trambusto e decise di alzare gli occhi dal libro, c'erano solo lui, il bagnino, e tre ragazzi palestrati, non che lui non fosse muscoloso, ma quei tipi avevano qualcosa di strano. Guardò la direzione del loro sguardo e vide che qualcuno stava nuotando nell’acqua cristallina della gigantesca piscina. Chi poteva essere? Chiunque fosse nuotava davvero bene, sembrava una creatura marina. Nicolas non poté distogliere lo sguardo, era curioso di conoscere l’identità della persona che nuotava. Vide che era una donna. Poi la vide uscire, sembrava una dea. Il costume a due pezzi bianco le stava alla perfezione, i lunghi capelli biondi erano bagnati e le davano l'aspetto di una delle più belle creature del mondo. Nicolas notò il bracciale, la collana e l’orecchino. Ce li aveva sempre avuti? Non se lo ricordava, era molto probabile che non l'avesse notato infondo non prestava attenzione alle persone normali. Diamante era davvero bellissima, lo guardò con i suoi occhi di un celeste così intenso da ricordagli il mare. Perché non l'aveva mai notata?
-Nicolas, anche tu qui?
-Si stavo leggendo
Si sedette sulla sdraio accanto a Nicolas. Nicolas, anche se non lo dava a vedere, ne era lieto.
-Che leggi di bello?
-One day to kill my family
-Un giorno per uccidere la mia famiglia? Sembra interessante
-Lo è, ti consiglio di leggerlo
-Lo farò
Nicolas vide di sfuggita quei tre energumeni avvicinarsi, il bagnino era uscito dalla zona piscina.
Quello che sembrava in assoluto il più geniale dei tre, che per Nicolas erano degli imbecilli palestrati, si mise a sorridere a Diamante.
-Ho visto che sei una bella sventola, ti va di uscire con me e i miei co?
“Ma come cavolo parla?”
-Mi dispiace, ma ho di meglio da fare
-Tipo stare con sto nerdaccio qua?
-Si, almeno lui un cervello funzionante c'è l'ha
Nicolas sorrise
-Che hai da ridere quattrocchi?
-Sto solo notando che la specie degli uomini di Neandertal non si è ancora estinta
Diamante rise.
-Brutto demone acquatico...ora ti divoreremo
I tre cominciarono a mutare per poi diventare un serpente marino a tre teste. Nicolas strinse i denti e diede una occhiata di sfuggita a Diamante che sembrava impassibile, forse era spaventata?
-Vieni qui demone, ti divoreremo in fretta e passeremo alla ragazza poi...
Diamante mise una mano sulla spalla di Nicolas, il contatto gli diede un leggero brivido, il mostro era nella piscina davanti a loro, ma Diamante guardava Nicolas negli occhi, era calma, tranquilla e serena.
-Nicolas, fai il patto con me...demone dell’acqua
Non se lo fece ripetere due volte, il suo sguardo era come le profondità marine, la sua voce era serena come il suono del mare, e i suoi capelli erano mossi come le onde. Fecero il patto. A Nicolas apparve il simbolo sul braccio destro, a Diamante comparve un braccialetto al polso sinistro, un braccialetto celeste, con delle gemme bianche e blu scuro che ricordavano il movimento delle onde. Diamante chiuse gli occhi, sentì un grido e poi quando li riaprì vide solo Nicolas. Lui le si avvicinò. Diamante era bellissima in quel momento e non resistette alla tentazione, le rubò un bacio. Lei non si oppose ne si lamentò.
-Eviterò di dire agli altri che sei la mia custode, non è un problema vero?
-No tranquillo. Ma...
-Ma?
 Diamante lo spinse in acqua e si tuffò anche lei
-Vediamo se il demone d’acqua batte la sua custode in una gara di vasche
-Sfida accettata



Capitolo 5: Fuoco e Fiamme

Capitolo 5
Fuoco e fiamme
Quando Marco seppe che anche Nicolas aveva un custode gli saltarono i nervi. Era sicuro che l'avrebbe trovata prima lui...era incavolato e depresso allo stesso tempo. Oltre a lui mancavano anche Jim e Andrea. Lui però, anche se non lo ammetteva, sapeva che aveva un carattere difficile da capire e quindi che sarebbe stato difficile, se non impossibile, trovare qualcuno compatibile con lui. Lui, un demone di fuoco, uno dei più impulsivi e dei più instabili, aveva provato a trovare un custode in grado di contenere il suo potere e magari sopportarlo, ma nessuno sembrava in grado di riuscire a gestirlo. Non se ne stupiva, ma non gli andava a genio questa situazione. Un demone che non trova un custode a due possibilità, perdere il controllo e diventare un mostro oppure rimanere per l’eternità intrappolato e impazzire per poi diventare un mostro, non aveva molte vie di uscita se non trovava un padrone. Anche i custodi hanno poche vie di uscita, i custodi sono in numero minore rispetto ai demoni, i custodi devono essere forti per contenere il potere di un demone, in caso contrario perde il controllo e o muore o impazzisce e spinge il demone a commettere cattiverie. Per lui non c'erano speranze di trovare un custode. Aveva bisogno di un po di aria, cominciò a camminare verso un lago di lava che aveva trovato in una grotta. Li però vi trovò Diamante seduta su una roccia a guardare la lava.
-Signorina sa che è pericoloso stare così vicini alla lava?
Lei sorrise e lo guardò. Era stupenda poggiata li accanto al lago, senza paura ne turbamenti lo osservava sorridendo. La lava illuminava il suo viso e, a dire la verità, a Marco venne un brivido lungo la schiena.
-La lava non è pericolosa per te vero?
-Ovviamente non lo è perché io sono...
-Perché tu sei un demone di fuoco, vero?
-Come fai a saperlo?
Gli sorrise, si alzò e gli si avvicinò.
-Volevo farti una domanda e sapevo che ti avrei trovato qui
-Come facevi a saperlo?
-Perché ti conosco, adori il fuoco e sapevo che saresti venuto qui.
-Cosa volevi chiedermi?
-Vuoi diventare il mio demone? Vuoi che io diventi la tua custode?
Marco la guardò negli occhi, erano anni che cercava qualcuno che glielo chiedesse, non poteva farsela sfuggire ma prima le doveva dire la verità.
-Sono instabile e impulsivo. Potrei ferirti per errore.
-Lo so ma voglio te come mio demone del fuoco
-Allora si
Diamante strinse il patto. A Marco apparve il simbolo sul petto muscoloso e a Diamante apparve un braccialetto al polso sinistro, un braccialetto rosso fuoco con gemme che sembravano fatte di lava pura.
-Ho una custode, come stai?
Diamante si guardò il polso
-Benissimo, tu?
-Bene, posso provare ad usare i poteri?
Diamante fece si con la testa. Marco immerse la mano nella lava e, senza farsi del male, la sollevò del lago e la lasciò in aria, mosse le mani e cominciò a formare con la lava una specie di scultura a forma di cuore, un po' imprecisa, ma stupenda.
-È davvero meravigliosa Marco.
-Non è precisissima però.
-Permetti?
-Certo
Diamante sollevo due bolle di lava e fece due sfere perfette. Poi le trasformò in due statuine che li raffiguravano e li fece muovere come se fossero vive. Le due statuine danzarono insieme per poi tornare ad essere lava.
-Sei bravissima!
-Ci vuole solo concentrazione, vuoi esercitarti? Se vuoi ti aiuto
-Se per te non è un problema
-Lo faccio volentieri
-Va bene allora
Diamante lo fece esercitare da cose semplici a cose difficili. Marco ogni volta che Diamante gli correggeva la postura delle mani sobbalzava, il tocco della ragazza era delicato e gentile. E il suo cuore andava velocissimo ogni volta. Quando si accorsero che era sera tornarono nell’hotel.




Capitolo 6: Luce infinita

Capitolo 6
Luce infinita
Andrea era un po' infastidito, quando Marco era entrato tutto felice nella sala giochi e si era messo ad urlare che aveva una custode, che a quanto diceva era bellissima, lui si era morso la lingua per evitare di dare di matto. Era felice per Marco, ma ormai mancavano solo lui e Jim, e sperava di trovare un custode per primo. Era seduto su una roccia e guardava il cielo, era l'alba e lui osservava il sorgere del sole. Si sentì poggiare una mano sulla spalla e sobbalzò. Diamante gli sorrise.
-Scusami, non volevo spaventarti.
Lui le sorrise, anche da piccoli lei era l'unica a svegliarsi in tempo per vedere il sorgere del sole insieme a lui.
-Tranquilla, come mai sveglia?
Lei si sedette accanto a lui e guardò il sole sorgere.
-Sei un demone di luce?
Lui la guardò stupito, come lo faceva a sapere? Come mai lei era lì...e se lei fosse stata una custode? La guardò bene, aveva una collana, tre braccialetti e un orecchino che non aveva mai notato...ma probabilmente erano solo accessori.
-Perché me lo chiedi?
Lei alzò le spalle e gli sorrise, i suoi capelli rifletterono la luce, sembrava fosse lei il sole che sorgeva. Si alzò e gli offrì la mano.
-Diventa il mio demone di luce Andrea
Lui la guardò...non voleva rifiutare...non poteva rifiutare. Le diede la mano e strinsero il patto. Sulla spalla destra di Andrea apparve il simbolo, sul braccio destro di Diamante apparve un braccialetto d'oro, con varie gemme che riflettevano la luce, in stile antico. Lui le sorrise, lei guardava altrove.
-Qualcosa non va?
-Mi sembra di vedere qualcosa là giù
Un serpente di luce venne verso di loro. Andrea si mise davanti a Diamante.
-Che buon odorino di umana...
Diamante chiuse gli occhi e quando li riaprì c'era solo Andrea davanti a lei. Tornarono in albergo. Diamante si sentii poco bene così si distese sul suo comodo letto. Guardava i simboli che aveva, i bracciali, l'orecchino, la collana...ne mancava solo uno e sarebbe stata completa. Sospirò
-Che situazione...quando glielo dirò chissà come reagiranno...
Si alzò buttò i vestiti sul cesto dei panni e si infilò nella doccia del suo bagno privato. Si mise a giocherellare con l'acqua e a cantare
-Un demone per il fuoco
Un demone per l'acqua
Un demone per il buio
Un demone per la luce
Un demone per la terra
Un demone per la foresta
Un demone per l'aria...
Quanti ne hai?
Quanti ne mancheranno?
-mentre cantava l'acqua ricreava le sue parole-
-Il primo fu la foresta, gentile e generoso
Il secondo fu il buio, leale e sincero
Il terzo fu la terra, forte e timido
Il quarto fu l'acqua, intelligente e impertinente
Il quinto fu il fuoco, tenero e coraggioso
Il sesto fu la luce, mattiniero e felice
Il settimo sarà l'aria, turbolente e capriccioso
C'è la farai a catturarli tutti? C'è la farai?
Uno per me...uno per te...ma poi infondo
Se ne ho sei non cascherà il mondo?
Sette ne devo avere,
Sette ne dovevo ottenere
Ma ora mi manca solamente...
-Uscì dalla doccia, si rivestì e con i capelli ancora bagnati guardò dalla finestra, Jim stava camminando con gli altri-
-L'aria, l'elemento turbolente
Quindi ora io dovrei
Stringere il patto con il mio amico Jim Air
Sorrise e si andò ad asciugare i capelli



Capitolo 7: Volare e un altro bacio rubato

Capitolo 7
Volare e un’altro bacio rubato
Jim era l'unico senza custode e la cosa lo infastidiva parecchio. Era seduto sulla cima della montagna a prendere un po' d'aria.
-Possibile che solo io non ho un custode?!
Lanciò un sasso che gli ritornò indietro.
-Ma cosa?
-Non si lanciano gli oggetti Jim
-Diamante...che ci fai qui?
-Volevo proporti un accordo, oggi tu hai l'incontro con gli altri vero?
Lui annuì, ma poi si ricordò che lei non sapeva nulla, quindi la guardò, forse l'aveva sentito dire a qualcuno degli altri.
-E tu sei l'unico senza un custode...ma io potrei risolvere questo problema
-È come?
-Diventerò io la tua custode, se tu vuoi...
-Diverresti la mia custode? Sul serio?
Lei annuì e strinsero il patto. A Jim apparve il simbolo sul braccio sinistro, a Diamante un orecchino fatto da piume sull’orecchio sinistro. Diamante ebbe un lieve brivido. Era fatta. Jim le diede un bacio, lei lo lasciò fare.
-Jim, tu vai all'appuntamento con gli altri, io vengo dopo
Jim annuì e scende con un salto fino all’albergo. Diamante si sedette su una roccia. Era davvero stanca, non aveva dormito molto bene, era davvero preoccupata per cosa avrebbero pensato loro ma...ma non aveva molta scelta. Si alzò e creò uno scivolo di acqua e si fece scivolare fino all'inizio del bosco, usò il potere del fuoco e si asciugò i vestiti. Si guardò intorno, vide l'hotel in lontananza.
-L’albergo DxD, Demoni per Demoni. Creato dai demoni per i demoni e i loro custodi, un luogo dove custodi e demoni si conoscono e creano una relazione. Un bel posto pieno di demoni di ogni tipo, buoni e avvolte...cattivi.
Si girò e si diresse verso la sua camera, si cambiò. Mise una camicetta bianca senza maniche, un paio di jeans neri, scarpe con il tacco bianche e i lunghi capelli sciolti. Uscì e si diresse al luogo dove si sarebbero incontrati. Li vide, sembravano felici....lo sarebbero ancora stati quando avrebbero saputo la verità? Si fece coraggio e avanzò
-Diamante!
Tutti e tre fecero per parlare ma lei disse con voce ferma
-Zitti
Si zittirono, guardandosi poi fra loro e forse intuendo che lei era strana. James alzò la mano come si faceva a scuola, gli altri lo guardarono divertito
-Si James? Puoi parlare
Schioccò le dita e James ritrovò la voce
-Come hai fatto ha bloccarci tutti? Tu sei solo la mia custode quindi
Diamante perse la concentrazione e liberò accidentalmente gli altri, che si misero a litigare su di chi era la custode. Era nel panico. Si sentì girare la testa quando Marco e Nicolas cominciarono ad usare i poteri l'uno contro l'altro. James e Dan la videro impallidire
-Smettetela...
Diamante svenne, James e Dan la presero al volo. John se ne accorse e vide Jim e Andrea tenere Marco e Nicolas fermi. James, normalmente calmo, si mise a urlare con una voce forte quanto una valanga.
-STATE ZITTI! Non vedete che le state facendo del male!
Tutti si zittirono e lo guardarono, era la prima volta che urlava così.
-Diamante ha dentro di se il potere di sette demoni! Se usate i poteri gli uni contro gli altri e come se stesse colpendo lei!
Tutti si calmarono. Diamante riacquistò colorito. Poi aprì piano gli occhi.
-Da quando in qua sei così determinato James?
Si rimise in piedi poggiandosi su James e Dan.
-Accidenti a voi due...non sapete che usare i poteri senza preavvisare la custode e come pugnalarla?
Marco e Nicolas la guardarono con aria colpevole.
-Ci dispiace
Le scosse la testa
-Dovrei essere io a scusarmi con tutti voi, non vi ho detto che ero in grado di avere più demoni insieme, non vi ho detto che ero la custode di tutti voi, non vi ho rivelato tante cose...ecco mi dispiace...non avrei dovuto mentirvi
I ragazzi si guardarono tra loro e poi le sorrisero
-Beh per me non è un problema- John glielo disse con voce serena
-Nemmeno per me, anche se l'idea di stare in compagnia di Marco non mi entusiasmi molto
-Nemmeno per me passare tempo con te Nick è piacevole
-Su voi due finitela! Sono felice di essere il tuo demone Di- Jim le fece il segno di vittoria
-Tutto ok per me- le disse Andrea
Dan le fece apparire una rosa bianca in mano- non mi da fastidio
James l'abbracciò e la fece girare
-Ne sono felice! Perché vuol dire che non impazzirai mai per colpa del mio potere! Ho una custode fortissima!
-James così le fai male- gli disse John
La rimise a terra- scusami
-Sei sempre il solito
Si misero tutti a ridere. Diamante sorrise, era andato tutto bene
-Bene allora facciamo le valigie, dobbiamo partecipare a una festa
Tutti la guardarono
-Ma come avete scordato? Tra un giorno ci sarà il ballo dei custodi e dei demoni, e noi siamo invitati.
Loro le sorrisero. Era tutto perfetto, troppo perfetto per finire bene.


Capitolo Finale: L'ultimo ballo e un nuovo inizio

Capitolo 8
L’ultimo ballo e un nuovo inizio
Diamante portò i sette ragazzi a provare vestiti per la serata, di solito le coppie avevano vestiti coordinati ma loro erano un caso a parte. Dopo molte prove, un paio di liti tra Nicolas e Marco e Dan che si fermava a ogni fioraio che c'era, i sette avevano i loro smoking neri, ma per ognuno erano speciali. Quello di Marco, per esempio, aveva una gravata rosso fuoco, era di tessuto ignifugo, aveva una rosa rossa appunta sul taschino e la camicia bianca. Per ognuno cambiava il tessuto, la gravata e la rosa. Le rose erano: rossa per Marco, blu per Nicolas, verde per Dan, marrone per James, gialla per Andrea, nera per John e rosa per Jim.  Dopo diverse ricerche tutti avevano i loro completi.
-Che faticata- Diamante si buttò sul divano- beh almeno ora avete tutti un completo
James le si sedette accanto
-Ora che ci penso non ho visto il tuo vestito
Diamante sorrise- lo vedrete solo stasera
-Eh?! Ma non è giusto! –protestò Marco guardandola
Diamante sorrise di più- siete tutti così curiosi?
I sette annuirono. Diamante accavallò le gambe e mise su un sorriso furbetto- beh allora mi vestirò in modo che tutti i demoni vi invidino, questo è tutto ciò che dovete sapere.
Loro sette cominciarono a pensare ai look più disparati che potesse indossare, ma quella era imprevedibile e quindi, oltre a qualche fantasia, rinunciarono a immaginarla per la serata.
Lei sorrise e si allontanò verso la sua stanza. Erano in un altro hotel, che come il DXD conteneva solo demoni e custodi. Era stata dura per lei quella giornata, Nick e Marco si volevano linciare ogni tre per due, John se ne stava per cavoli suoi, Andrea voleva giocare come un bambino, Jim cercava di fare il cavaliere dall’armatura splendente, Dan voleva regalarle ogni genere di fiore e James era l’unico che cercava di non crearle problemi. Si alzò piano dal letto matrimoniale bianco, la stanza era moderna, di tutti i colori dei demoni esistenti, che erano anche i colori che aveva scelto per le rose dei ragazzi. Si infilò nel bagno e si immerse nell’acqua calda lasciando che il suo corpo si rilassasse. Nella sua testa giravano mille pensieri, aveva telefonato alla sua famiglia e aveva detto loro che aveva fatto il patto con il fratellastro Lucius, infatti ora aveva un anello con una pietra grigia alla mano destra, aveva rivissuto vecchi ricordi con i ragazzi, si era divertita come non succedeva da anni e ora si chiedeva cosa sarebbe successo da quel momento in futuro. Guardò l’orologio appeso alla parete, era quasi ora.
Nella stanza di John intanto c’era il caos. I ragazzi si erano messi tutti lì per prepararsi.
-Ah maledetta cravatta! –sbuffò Marco tentando di fare il nodo.
John, sbuffando, glielo fece- anche i bambini la sanno fare…
-Ma lui è peggio dei bambini- commentò Nicolas mentre si aggiustava i capelli.
-Su non cominciate- placò gli animi James- stasera è la serata di Diamante, ricordatevelo, dobbiamo essere impeccabili per lei.
I ragazzi sorrisero e annuirono, tornando a prepararsi.
Si sentì bussare.
-Avanti
Un ragazzo con uno smoking simile al loro, con una cravatta grigia e una rosa grigia, entrò. Aveva i capelli color argento, occhi sul grigio e un sorriso amichevole
-Lucius! –lo salutarono gli altri abbracciandolo. Diamante li aveva avvisati del patto e Lucius giocava con loro da piccolo, infatti nessuno aveva avuto da ridire. Mentre i ragazzi uscivano per aspettare Diamante vicino all’entrata della sala, ovvero a cinque minuti da lì a piedi, come lei aveva chiesto, cominciarono a chiacchierare dei “vecchi tempi” e di come Diamante fosse cresciuta e cambiata, anche se Lucius era suo fratello adottivo non aveva problemi a parlare della sorella come una donna normale, ne parlava come ogni ragazzo parla di una bella donna, solo evitava di dire che la voleva portare a letto, almeno esplicitamente.
Dopo circa venti minuti…
Diamante li raggiunse, era meravigliosa nel suo lungo abito bianco attillato, le arrivava ai piedi, aveva due spaccature di lato e una scollatura che attirava l’attenzione, specie vista la prosperosità della ragazza, i capelli erano raccolti in una complicata acconciatura, sembrava una dea.
-Andiamo?

La serata passo tranquilla, e così molte altre. La loro era una bella storia, di amicizia, forse amore, ma di sicuro di un forte legame e forse in un futuro lontano la loro vita prenderà una svolta. Infatti di Diamante c’è né solo una ma di pretendenti ben 8 e benché lei non voglia separarli, una decisione presto o tardi dovrà essere presa che lei lo voglia oppure no. Come lo so? Beh…questa è un’altra storia…

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