WitchandAngel : The Son of the devil
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The Son of the Devil

The Son of the devil
Trama:

Aaron è il figlio di Lucifer, cresciuto da sua madre senza l'aiuto di nessuno e protetto da lei contro chiunque provasse a dirle che avere quel bambino era un errore. Per lui la madre è la persona più importante della sua vita e, anche se ha un buon rapporto con il padre, non permetterebbe a nessuno di ferirla di nuovo compreso Lucifer in persona. Quando Michael, fratello di Lucifer e principe dei cieli, si innamora della donna e pianifica di trasformare Aaron in un angelo le cose finiranno presto in guerra tra il regno dei cieli e gli inferi, ma nessuno di loro sa quanto feroce può essere l'amore di una madre per il proprio figlio, specie se qualcuno minaccia di ferire il suo prezioso bambino...

Lista dei capitoli:

Capitolo 30: The Son of the Devil

Capitolo 30: The Son of the Devil

Alla fine Michael uscì dalla “Conversazione” con entrambe le ali amputate, parecchi angeli in meno e una promessa di venir cotto al forno con patate se sfiorava anche solo l’idea di avvicinarsi a Angelica o i suoi bambini per le prossime ottantasette eternità. Dopo quel periodo potevano parlare di essere “amici”, chiunque aveva capito che con quella dichiarazione Michael non avrebbe più visto Angelica ma il pennuto pareva avere molto in comune con i piccioni e non aveva appreso la misura di tempo “eternità”.
Dopo quella conversazione tutti tornarono al proprio posto, eccetto per Lucifer e Draco che seguirono Angelica a casa sua per chiarire la situazione.
Alaric Draco era un drago parecchio cordiale di norma ed era chiaro che il carattere di Alaric era molto simile al padre, forse meno maturo di quello paterno però.
Dopo due ore di spiegazione su chi fosse Angelica e chi fossero gli zii, le cose tornarono molto normali.
Angelica lasciò la casa dove abitava con i figli per vivere con Draco nella loro abitazione originale, lasciando però la casa di loro proprietà così da poterla usare a piacere se volevano.
Aaron accettò velocemente la relazione tra la madre e questo Draco, forse il fatto che l’uomo fosse un drago e che il ragazzo fosse leggermente un patito di draghi aiutò parecchio la cosa.
Con un po’ di tempo si poteva vedere parecchio su Draco.
Per iniziare era un padre parecchio attento e presente nella vita dei figli, perché per lui Aaron era anche un figlio.
Lucifer era parecchio assente come padre, delle volte per lavoro delle volte per semplice assenza di abilità per esserlo. Non era un cattivo padre ma non sapeva come essere un padre, era più un fratello maggiore delle volte che una figura paterna. Ciò non toglieva che era il padre di Aaron.
Draco era invece un padre più presente e una vera e propria figura paterna. La differenza di età poteva aiutare e probabilmente anche il fatto che avesse esperienza nel crescere un figlio, cosa che Lucifer non aveva, inoltre era anche più maturo del demone in parecchi sensi. Aveva delle cose da fare come Lucifer ma aveva anche tempo per la propria famiglia.
Con Lucifer delle volte passavano mesi senza che il figlio lo vedesse o sentisse ma da Alaric aveva scoperto che Draco teneva una fitta corrispondenza in lettere con il fratello e le poche volte che si vedevano era per passare tempo insieme e non per noiosi affari di lavoro o insegnargli come controllare i poteri.
Quando Aaron si lamentò della cosa con Draco, il drago difese Lucifer dicendo che era difficile per un uomo che non aveva figli crescere un figlio dal nulla e che anche se erano passati parecchi anni per chi viveva per l’eternità era difficile misurarlo quel tempo in maniera mortale, come invece Aaron era cresciuto a fare. Probabilmente Lucifer nemmeno sapeva di spendere così poco tempo con il figlio e se lui sentiva il bisogno di più tempo dal padre allora doveva dirglielo direttamente.
Nessuno legge il pensiero dopotutto.
Michael non fece una nuova comparsa, probabilmente aspettava ancora la fine di tutta quell’eternità.
-Siamo sicuri che siate parenti voi due? –chiese Draco- perché mi pare parecchio…come dire…privo di cervello?
Lucifer scoppiò a ridere- almeno non sono l’unico che se lo chiede!
Stranamente i due uomini divennero velocemente amici dopo i primi momenti di disagio e gelosia, dopotutto Draco era il padre di un figlio di Angelica e ora il compagno della bella genietta ed era anche qualcuno che suo figlio ora ammirava parecchio, ma dopo un paio di bicchieri di birra e qualche chiacchiera poteva capire perché era così popolare.
-Ho ancora una domanda però- disse Logan guardando il gruppo
-Ovvero? –chiese Aaron
-Perché la loro anima è bianca? –chiese lui
Il mistero dei misteri. Uno dei motivi per cui Angelica era vista così tanto angelica era per la sua anima bianca anche se aveva dato alla luce il figlio di Lucifer. La domanda di Logan aveva riportato la mente di tutti sulla cosa.
-Oh…perché non è bianca- rispose Hunter ovvio
-Credo di poter riconoscere il bianco dal nero e dal grigio –disse Logan
Si ma non esiste solo quel colore- replicò Jessica seduta sulle gambe di Blade. Un’altra piccola modifica avvenuta era che dopo la battaglia Jessica stava per flirtare con un Incubo e Blade aveva mandato all’aria la sua pazienza e l’aveva trascinata per “parlare” in casa sua, erano usciti dopo tre giorni e la bionda sembrava esausta mentre il samurai non mostrava segni di stanchezza. Il fatto era probabilmente che sia la stamina che l’energia vitale di Blade erano in gradi di ricaricarsi nel secondo in cui erano usate, il che lo rendeva un ottimo compagno di letto per la perennemente affamata Jessica. Di norma ci andava piano con lei e le lasciava fare come voleva, nella speranza di poter poi sviluppare una relazione che fosse anche fuori dal letto, alla fine era ricorso a stancarla fino a renderla incapace di uscire dal letto e parlarle chiaro e tondo di cosa provava…si sarebbero sposati tra qualche mese e probabilmente avrebbero avuto un mare di figli se continuavano con le loro attività notturne.
-Ovvero? –chiese intrigato Lucifer
-Perché non guardate la mia di anima? –propose Draco tranquillo
-Oro…? –chiese confuso Aaron guardandola subito- è color oro…
-Perché sono un purosangue drago- rispose lui tranquillo- anche il mio sangue è di oro e non rosso, Alaric anche possiede sangue di oro
-Ma la sua anima è bianca –disse Aaron
-Diamante- corresse Alaric- la mia anima è color diamante.
-Le nostre sono argento –disse Hunter tranquillo- un argento puro riflette la luce come la lama di una spada, per questo danno l’impressione di essere bianche, parecchie creature sovrannaturali le hanno di questo colore, questo è anche uno dei motivi per cui è difficile distinguerci da normali mortali.
-Anche mamma…-iniziò Aaron
Angelica sorrise alla confusione dei demoni presenti. La sua anima stava cambiando colore con la velocità di un battito di ciglia. Aveva così tante sfumature diverse che era impossibile dire quale fosse il vero colore.
-Io sono un Genie- disse lei tranquilla- la mia anima è fatta di gemme preziose che cambiano colore a mio volere e secondo il mio umore se vogliamo. Noi siamo di natura maliziosa e ci divertiamo a confondere i nostri master e chi prova a darci ordini, come potevamo essere così semplici con le nostre anime?
-Ovviamente- scoppiò a ridere Aaron ormai abituato a quel lato della madre.
Per lui la sua vita era perfetta così ormai. La madre sarebbe stata sempre presente, aveva un padre più presente grazia un patrigno molto paterno, un buon rapporto in generale con la sua famiglia e niente più segreti.
Alaric sorrise- sono fortunato
-Perché? –chiese Aaron
-Perché ho due fratellini adorabili- disse lui scompigliandogli i capelli
Aaron sorrise tranquillo finché le sue parole non lo colpirono- aspetta…due?
~The End~

Capitolo 29   Lista Capitoli   


Capitolo 29: Dad?

Capitolo 29: Dad?

Angelica indietreggiò sfiorando la freccia che l’aveva colpita alla spalla.
Non sentiva realmente dolore visto che non poteva morire, ma rimase parecchio colpita dalla cosa lo stesso.
Aaron si spaventò lo stesso per il colpo.
Alaric guardò la ferita e fece una smorfia- oh no…
Michael usò la distrazione per allontanarsi dalla presa di Angelica e rimarginare alcune ferite.
L’angelo che aveva scoccato la freccia fu velocemente depennato dalle bambole di Black.
Michael guardò Angelica- puoi ancora essere perdonata!
-Perdonata? –chiese Angelica indifferente
-Puoi ancora diventare un angelo- disse Michael sorridendole
-Perché mai vorrei essere un angelo? –chiese Angelica
-Perché così potremmo sposarci! –disse Michael
Black scoppiò a ridere seguito da Nicholas- che cazzate spara questo?
Hunter ricaricò il fucile- quelle giuste per farsi uccidere
Jessica ruotò gli occhi- dillo al marito di lei che la vuoi sposare e vediamo che succede
Blade ruotò la katana e la conficcò nell’ala di un angelo a caso che gli capitò vicino.
Alaric fece anche una smorfia- papà non apprezzerà il commento…
-Papà? –chiese Aaron- intendi Lucifer?
-Lucifer? –chiese Alaric- e da quando ha una possibilità con mamma lui? Certo non sono cattive come quelle di Michael ma mamma è già presa.
-Cosa?
Angelica rise- sono già felicemente occupata caro
-Lucifer non ti merita- disse Michael
-E chi cavolo ha detto che mi scopo lui? –chiese lei diretta
Lucifer spostò lo sguardo, in effetti sapeva che Angelica non avrebbe ridato vita alla loro relazione, oltre al figlio non avrebbe mai avuto altro da lei. Sentirlo dire era però triste lo stesso.
-E chi altro osa sfiorarti?! –chiese Michael
-Il padre di mio figlio –replicò Angelica
-Figlio…Aaron è figlio di Lucifer- disse Michael
-Si…ma non ho solo un figlio –replicò lei tranquilla
-Altri figli? –chiese Michael
-Io –disse Alaric- fratello maggiore di Aaron, nato un paio di millenni fa, piacere tutto tuo caro
Michael mosse la mano- come se un’umana potesse dar vita a qualcuno come te!
Angelica sospirò- questo è duro di orecchie…
-So che mi ami e diverrai mia moglie! Devi solo aspettare per…
Il terreno iniziò a tremare e un ruggito scosse le mura dell’edificio.
-Ah…papà si è incazzato- mormorò Alaric
-Papà? –chiese Aaron
Il soffitto dell’edificio iniziò a tremare e una zampa di drago artigliata lo rimosse come se fosse fatto di paglia. La zampa di Alaric Draco era tre volte la misura di un adulto maschio di due metri, tutto il resto era altrettanto enorme.
Draco si trasformò nella sua forma umana e si mise al fianco di Angelica, che nel mentre aveva rimosso la freccia come se avesse solo tolto un capello dal vestito.
-Scusa il ritardo cara- disse sfiorandole il viso e guardando poi l’angelo- il famoso Michael presumo…
-Chi diavolo sei?
-Suo marito –disse Draco- e la tua morte ora…perché non facciamo due chiacchiere…



Capitolo 28: Their story

Capitolo 28: Their story

Il primo che Angelica mise sotto contratto dopo essere stata liberata fu Blade.
Blade era un samurai dell’epoca imperiale, uno dei più rinomati dell’epoca. Il suo master cercava fama e fortuna. Voleva potere e voleva uccidere i suoi nemici. La spada di Blade era sempre coperta di sangue.
Dopo anni di dura fatica da parte di Blade, il suo master divenne un uomo di potere…
E cercò di sbarazzarsi di ogni prova dei crimini commessi.
Quando Angelica lo trovò Blade era in fin di vita, ricoperto di sangue a tal punto che non si poteva più vedere il colore della sua pelle o dei suoi capelli.
Angelica lo curò senza un vero motivo e ascoltò la sua storia.
Si sentì parecchio simpatetica, sapeva quanto orribile fosse non poter rifiutare il proprio master e sapeva che cosa volesse dire sacrificare tutto per loro.
Per questo gli diede una spada magica e il potere di sopravvivere ogni battaglia, rendendolo un Samurai immortale.
Ciò che non pensava però era che lui l’avrebbe trovata dopo la sua vendetta e le avrebbe giurato fedeltà eterna.
Jessica la trovò dopo aver fatto problemi a un carro di mercanti di schivi. Era stata venduta dalla propria famiglia e aveva già subito abusi e umiliazioni al punto di essere sull’orlo dell’insanita mentale. Angelica venne avvistata da uno dei mercanti di schiavi e cercarono di catturarla, purtroppo per loro finirono arrosto prima di poterla ferire e le ragazze vennero liberate. Jessica non corse via come le altre perché non aveva dove andare. La sua famiglia l’avrebbe solo rivenduta e lei non voleva essere schiava. Pregò Angelica di portarla via, non le interessava se lei fosse un angelo, un demone o il male in persona in quel momento, l’aveva salvata e questo per Jessica era la cosa più importante.
Angelica l’accolse con sé e scoprì dei poteri della ragazza, dandole quindi libri, oggetti e un luogo per studiare con calma. Strano ma vero, Jessica divenne in pochi giorni una Enchantress e per ciò immortale.
Divenne anche la migliore amica di Angelica e qualcuno che sapeva di poter sempre avere al suo fianco.
Black era un figlio illegittimo di un nobile con un particolare gusto per mogli…giovani. Parecchio giovani. Era nato da una serva e chiuso in una camera dove poteva solo vedere la luce della luna e del sole. Era un laboratorio quello che aveva con sé e si mise a ricamare bambole per evitare di essere solo. Pensò anche di venderle se in futuro fosse riuscito a scappare. Una sera per la rabbia gettò una delle sue bambole fuori dalle sbarre della finestra alta al soffitto. Ciò che successe dopo fu che Angelica apparve nella stanza con la bambola in mano chiedendogli se poteva tenerla perché sembrava carina. Il ragazzo disse che poteva, pensando fosse un’allucinazione delle sue. Angelica sorrise alla cosa e gli chiese se lui avesse un desiderio. Lui disse che voleva essere libero con le sue bambole al fianco dove qualcuno l’avrebbe considerato famiglia e non schiavo. Da lì Black divenne un Puppeteer e Angelica lo portò via nella sua dimora. Le bambole presero vita e quella lanciata dalla finestra gli fece la ramanzina per due ore appena si risvegliò.
Nicholas era un nobile che perse tutti i suoi parenti a causa di un’epidemia che colpì il luogo dove viveva. Iniziò ad ossessionarsi con la morte da quel giorno, normale dopotutto visto che era appena un bambino quando divenne solo al mondo. Nessuno si curava di lui e questo lo rese parecchio solo. Fu in un cimitero che Angelica lo ritrovò. Si era coricato in una fossa vuota a guardare il cielo stellato e contemplare se saltare dal tetto di casa l’avrebbe ucciso oppure no. Dopo aver sentito la sua storia gli offrì una famiglia. Con il sostegno di Angelica, iniziò a praticare l’Alchimia e poi la Necromanzia.
Hunter fu…un’aggiunta successiva. Era un cacciatore di draghi e ebbe la sfortuna di andare contro Alaric Draco, Angelica lo mise in fin di vita e gli diede un ultimatum, se avesse ferito di nuovo il suo master lei l’avrebbe fatto fuori. Dopo una lunga serie di eventi, Hunter entrò a far parte della famiglia come cacciatore e usò le sue abilità per aiutare e proteggere Angelica.
In quel tempo Blade divenne qualcosa come il…ehm…partner di Jessica. Era abbastanza semplice davvero, Jessica ogni tanto voleva partner nel letto e Blade aveva una grossa spada…se non avessero avuto una lite ogni tre minuti avrebbero probabilmente avuto già il millesimo figlio, la tensione sessuale tra i due era tagliabile con una lama, inoltre era ovvio che ci fosse qualcosa visto che Jessica dormiva solo con lui del loro gruppo, qualcosa doveva valere.
Angelica si divertiva a esaudire desideri di persone che le andavano a genio.
Lucifer fu una di esse.
Non le dispiaceva avere un figlio e lui voleva un figlio più di ogni altra cosa quindi…
Fu davvero conveniente per entrambi no?
Inoltre Alaric voleva un fratellino quindi erano tutti felici e contenti.
Se qualcuno però le avesse chiesto da chi voleva figli, rapporti o amare…beh quello era di sicuro un drago che aveva deciso di chiamarla Angelica e che aveva aiutato nella creazione del suo figlio maggiore…
Dopotutto, solo lui l’amava al punto di liberarla dalla lampada…



Capitolo 27: Mom!

Capitolo 27: Mom!

Alaric si lanciò ad afferrare Aaron nella sua forma a metà e riuscì a prenderlo e liberarlo dai legacci, non aveva tempo di rimuovere i blocchi così si rialzò in volo ma qualcosa lo colpì a una spalla forzandolo a una brutta picchiata al suolo, nella caduta protesse Aaron come meglio poteva e il sangue di oro cosparse la sala.
-Oh…quindi sei debole a quest’arma- rise Michael alzando di nuovo l’arco- era usata per uccidere mostri diabolici, pare funzioni su di te…
-Alaric- disse Aaron provando a muoversi con poco successo- dannato blocco
-Vi eliminerò qui e ora…sono certo che Angelica mi perdonerà dopotutto sono un angelo e voi due mostri –disse Michael
Lucifer venne bloccato da un gruppo di angeli- levatevi! Aaron!
-Addio…mostri –disse ridendo Michael alzando di nuovo la sua spada purificatrice, certo non avrebbe funzionato su Alaric ma su Aaron sarebbe stata letale
La spada venne lanciata e Alaric strinse Aaron in modo che non venisse ferito.
Purtroppo per Michael, la spada venne bloccata a mezzaria.
Alaric si girò e tirò un sospiro di sollievo- appena in tempo…
-Che diavolo!? –chiese Michael
-Hai un bel po’ di fegato a osare ferire i miei bambini- disse la voce di Angelica. Il tono di voce era così freddo che l’intera sala sembrò aver perso parecchi gradi di colpo. La donna non apparve anomala, era come sempre era stata…ma non lo era allo stesso tempo.
Gli occhi della donna erano inspiegabilmente freddi, gelidi quasi.
Una strana energia era ora presente nell’aria e tutti potevano capire che le cose stavano per andare molto ma molto male.
Michael le sorrise- Angelica mia cara presto saremo insieme e…
Angelica mosse una mano e l’angelo venne scaraventato contro l’altare, rompendolo e facendogli sputare sangue. Angelica schioccò le dita e la spada che era ancora sospesa in aria finì a pochi centimetri dal corpo di Michael, in mezzo alle sue gambe, per un pelo non aveva perso la possibilità di avere figli in futuro…non che la donna gli avrebbe dato modo di respirare dopo oggi.
Angelica guardò Aaron e schioccò le dita, facendo sparire il blocco e curando le ferite di lui e Alaric.
Michael la guardò e sorrise- sei spaventata ma va bene, ti proteggerò da…
-Tu sei fuso di testa vero? –chiese Angelica guardandolo
-Sei solo un’umana, è normale che…- Michael non ebbe modo di finire quella frase che venne di nuovo scaraventato contro un muro.
****
Mamma guarda Michael e muove la mano scaraventandolo contro il muro e bloccandolo con liane- umana ci chiami tua madre caro.
Alaric sorride posandomi a terra- tutto bene piccoletto?
-Che sta succedendo? –chiedo io confuso
Lui mi sorride e si sfiora le corna- ricordi il draghetto che portavi in giro ovunque? Il tuo peluche preferito?
-Sei un drago… -dico io
Lui sorride- un drago di oro
-Co…Mamma è tua madre?
-Biologicamente parlando? Sì –dice lui- sono nato quando è nata lei circa potremmo dire…
-Cos’è mamma? –chiedo io
-Fidati…non vuoi saperlo- dice Alaric tranquillo- sappi che è in giro da più tempo di tuo padre e Michael messi insieme e che non lascerà che nulla ti male capiti a te o a me o a chi considera famiglia
Io guardo mamma muovere una mano e far precipitare le armi degli angeli e dei demoni.
Quel potere…
Ricordo benissimo mamma crescermi, studiare e lavorare duro per darmi una vita normale…voleva che io crescessi il più normale possibile e per quanto volessi ignorarlo sapevo che non era normale…nessuna mortale potrebbe mantenere un’anima bianca dando alla luce Lucifer…potrebbero rimanere incinta ansi? Papà non ha mai avuto figli prima di me dopotutto…
“Ricordo di averle detto un giorno che volevo un figlio”
La voce di papà mi ritorna in mente con una conversazione di anni e anni prima.
“Aaron, non toccare mai quest’oggetto ok? È molto importante per la mamma”
“La mamma non è generosa come sembra amore mio, sono molto ma molto più egoista di ciò che credi”
“Ovviamente, esaudire i desideri dei miei bambini è il mio lavoro”
“Ci sono creature che amano solo ciò che creano, ciò che ottengono, chi considerano il proprio master e ciò che li ha resi potenti”
“La mamma non è normale ma è meglio così. Se lo fosse io e te non potremmo essere suoi figli”
“Alaric era il nome del mio…”
Genie, un essere di natura ambigua, imprigionato in un’oggetto, notoriamente descritta come lampada magica, che permette di esaudire i desideri altrui ma ha delle conseguenze. Sono esseri privi di cattiveria e bontà che pensano solo al proprio tornaconto, assumo solitamente la forma più ideale per il proprio master e sono privi di nome. I Genie possono esaudire infiniti desideri e per questo possono venir sfruttati, per evitare ciò essi sono diventati più malevoli verso chi cerca di sfruttarli. Quando si esprime un desiderio essi potrebbero esaudirlo alla lettera in maniera negativa o positiva a seconda della condotta della persona che lo chiede. Un esempio può essere il desiderio “voglio essere famoso”, il genie potrebbe decidere di esaudirlo dando al master una carriera nello spettacolo o rendendolo un ricercato criminale, un’altra forma potrebbe essere “voglio smettere di soffrire”, in cui esso potrebbe direttamente uccidere il proprio master. Lo scopo dei Genie non è uccidere altri, è diventare liberi e ottenere un nome, fino ad allora sono forzati a vivere nella loro prigionia e aspettare un master che li sfrutti. Un Genie liberato, ovvero un Genie il cui master ha espresso desiderio di liberarlo e gli ha donato un nome, non è un essere mortale, rimane un Genie ma non ha più legami contrattuali se non con il master che l’ha liberato. I poteri di un Genie libero aumentano per ogni secondo della loro vita al di fuori della prigione, se essi hanno avuto figli, formato famiglia o provato emozioni, il loro potere triplica per ogni singolo evento che hanno potuto esperimentare. Non è una certezza ma i Genie donna sono molto meno di quelli uomo e per questo estremamente rari, inoltre sono anche più forti in forma libera per la semplice abilità di poter rimanere incinta. Un Genie libero tende a catturare esseri in fin di vita con affinità al suo spirito e renderli immortali, dando loro una lunga esistenza felice, sono estremamente possessivi e protettivi riguardo figli e famiglia, se il master è in vita allora nessun essere vivente potrà mai far provare al Genie sentimenti più forti che verso il master che l’ha liberato. L’unico modo per liberare un Genie è essere veramente innamorati di esso al punto tale di volerlo vedere vivere felice, senza o con il proprio master non importa. Se un master ottiene questi sentimenti e riesce a liberare il proprio Genie, esso otterrà una cosa chiamata “Soul bond” in cui il Genie rimarrà sempre legato al proprio master, un modo potrebbe essere servendolo fino alla fine dei suoi tempi oppure dandogli un figlio, raramente un Genie sarà esplicito nel dire i propri sentimenti verso chi ama per paura di rimanere di nuovo imprigionato.
Le informazioni sul libro di mamma mi tornano in mente.
-Un Genie… -mormoro io
Alaric mi sorride- già…un Genie
“Caratteristica principale dei Genie è…”
Mamma schiocca le dita e ogni angelo precipita al suolo in preda al dolore.
“Essere imbattibili ed estremamente vendicativi se ciò che posseggono è stato toccato…”
-Ora- dice mamma guardando Michael- come dovrei ucciderti mi chiedo…
“Per nessun motivo al mondo è il caso di andar contro un Genie, le possibilità di vivere sono inferiori a quelle di far innamorare un drago anziano purosangue di sé. Porgere estrema cautela in ciò che si dice, non deve essere un desiderio ciò che viene detto per essere fruttato da essi per uccidervi se infuriati”
Michael è pallido…questa è davvero la peggiore donna da far incazzare mi sa…

Capitolo 26   Lista Capitoli   Capitolo 28


Capitolo 26: Fire? I can do better

Capitolo 26: Fire? I can do better

Alaric era fermo nella sala davanti all’altare.
La sua posa era molto rilassata, aveva le mani in tasca, sguardo calmo e non pareva essere in panico per la situazione.
-Mollate mio fratello- ripeté ancora una volta estremamente calmo ma il sorriso che aveva era pericoloso, era chiaro che poteva e voleva uccidere.
-Allontanati dall’altare sacro o…
-Oppure? –chiese Alaric
La spada di Michael venne alzata.
-Oppure proverai il fuoco divino di purificazione! –disse l’angelo
-Che paura- disse Alaric più annoiato che altro
E lui che voleva passare una bella serata con la madre e il fratellino
-Ora liberi mio fratello? –chiese Alaric
-Ti ho avvertito! –disse Michael
Alaric sorrise- come se mi spaventassi
-Bene…volevo sbarazzarmi di te dopo le nozze con tua madre
-Come se mamma sposasse un idiota come te- disse Alaric
Aaron annuì convinto.
Suo fratello maggiore era molto calmo e la cosa calmò anche Aaron.
Alaric era sempre stato lì per proteggerlo.
Era certo che l’avrebbe protetto anche questa volta.
-Bene…pentiti demone! –disse Michael lanciandogli contro una fiammata
Alaric non si mosse lasciando che le fiamme lo avvolgessero
-Alaric!
Aaron guardò le fiamme avvolgere la figura del fratello e il cuore gli si fermò.
Quante possibilità c’erano che era vivo?
Michael scoppiò a ridere divertito dalla cosa
Lucifer lo guardò male- Angelica non te la farà passare liscia se sfiori i suoi figli!
Michael sorrise- è una donna. Può averne altri
Aaron strinse i denti. Lo voleva morto quell’angelo
La risata di Michael venne interrotta da un’altra risata
-E questo lo chiami fuoco!?
Le fiamme iniziarono a diminuire e quando sparirono Alaric tornò alla vista.
Illeso era dir poco, se non avessero visto le fiamme avvolgerlo avrebbero dubitato l’evento di per sé.
-Non può essere- disse Michael
Alaric sorrise- e quella è una fiammata a tuo parere?
Nelle mani di Alaric due grosse fiamme dorate iniziarono a farsi vive- lascia che ti mostri cos’è una vera fiammata…
Nomi su nomi iniziarono a farsi presenti per Aaron su cosa fosse suo fratello.
C’erano troppe possibilità per saperlo!
-Un demone! Impossibile! La spada dovrebbe uccidere i demoni! –disse Michael- e la tua anima è bianca…perché…
Alaric sorrise sinistro, gli occhi risplendevano come gemme e due lunghe corna ricurve sbucarono tra i lunghi capelli- sono qualcosa di peggio dei demoni…
Un’immagine nella mente di Aaron si fece presente. Il fratello che giocava con lui e il suo draghetto peluche.
Il draghetto che Aaron decise di chiamare Alaric da piccolo…
Alaric…
Drago…
-Un drago- disse Aaron realizzando la cosa- un Dragonson…
I Dragonborn erano draghi che erano nati dall’unione magica di un drago e una creatura con poteri. Non era necessario per loro venir “partoriti” o “gravidanza” non erano cose necessarie. Nascevano dall’unione magica dei loro poteri e creavano un uovo che si schiudeva in braccio alla madre. La presenza o conoscenza dal padre era poco necessaria. Erano in grado di assumere tre forme, o almeno per ciò che ricordava Aaron, la prima era un normale essere umano, la seconda era di un essere metà drago e metà umano, la terza infine era di un drago.
Alaric sorrise guardando gli angeli che volevano. I denti del suo sorriso erano ora più lunghi e affilati- lascia che ti mostri quanto inutili e patetici siete contro la mia razza…
Le fiamme avvolsero di nuovo il corpo di Alaric ma stavolta dalla fiammata uscì un drago dorato con occhi d’argento che iniziò a volare per la sala e…strappare le ali di ogni angelo che trovava nella sua strada o direttamente mangiandoli.
Aaron sorrise tranquillo. Sapeva che suo fratello era fantastico!
Un pensiero gli tornò in mente.
I Dragonborn erano noti per avere legame più forte alla fonte di potere maggiore tra i due genitori. Nel caso di Alaric l’unico genitore che aveva era…Angelica…quindi…
Sua madre non era…umana?



Capitolo 25: Just fuck off

Capitolo 25: Just fuck off

Hunter ghignò- vi consiglio ti levare le mani da mio nipote prima che decida di ritornare ai miei vecchi metodi…
-Mortale, come osi…- iniziò Michael
-Mortale! –rise Hunter- oh cielo…erano millenni che qualcuno non mi chiamava così…mortale…divertente…lascia che ti dica cosa hai davanti pennuto da due soldi…o preferisci tirare ad indovinare?
-Un umano –disse Michael
Hunter ghignò- oh…credo di aver perso la mia umanità dopo aver sterminato parecchie razze…riprova
Aaron guardò lo zio confuso finché un nome gli venne in mente- Death Hunter…
Hunter sorrise- come c’era da aspettarsi da mio nipote!
Un Death Hunter era un cacciatore per farla semplice. Erano cacciatori mortali che avevano ottenuto l’immortalità in cambio delle loro capacità di uccidere ogni essere vivente di ogni razza esistente. Più uccidevano più potenti, giovani e forti erano. Erano circondati sempre da un’aria di pericolo e avevano controllo su ogni predatore, specie branchi di lupi. Erano pericolosi secondo le leggende perché avevano le abilità di sterminare da soli un’intera razza. Erano dei guardiani per l’equilibrio, se una razza impazziva il loro fucile era pronto a farla fuori.
Un angelo provò ad attaccarlo ma venne tagliato a metà dal nulla. Blade era quel nulla. Tutti gli occhi si puntarono sul samurai che indossava una maschera sugli occhi, occhi che ora erano solo fiamme.
-Un samurai maledetto…- mormorò Aaron ricordando le storie della madre.
Erano samurai che avevano servito il proprio master con onore e rispetto ma che erano stati poi abbandonati o traditi da esso. Erano esseri con poteri sovrannaturali e lame pericolose e letali in cerca di un nuovo master e di vendetta per il master passato.
Black entrò con calma nella sala con un paio di peluche con sé, nulla di anomalo. Il peluche portachiavi che aveva dato ad Aaron però cominciò a muoversi. Di fatto quando l’angelo più vicino provò a sfiorare Aaron il peluche in questione si liberò e saltò alla gola dell’angelo e…rimosse la testa di esso dal corpo.
Black sorrise ad Aaron- vedo che hai tenuto i miei peluche, bravo ragazzo
I peluche intorno a Black si animarono e iniziarono a crescere di taglia
-Lasciate che vi mostri quanto i peluche possano essere pericolosi.
-Puppeteer- mormorò Aaron osservandolo
I Puppeteer erano stregoni specializzati nel controllo della mente, manipolazione e rianimazione di corpi privi di vita. Erano di solito focalizzati su bambole, peluche e giocattoli, potevano osservare il mondo attraverso le loro marionette e potevano usarle per uccidere o manipolare la gente. Erano l’origine di tutte le storie su bambole e pupazzi maledetti a detta di sua madre. In quel momento l’enorme ammonto di peluche che avevano in casa gli diede una vaga idea del perché si sentisse sempre al sicuro ma osservato…
Jessica entrò calma e semplicemente sorrise a degli angeli e quelli si girarono per attaccare i propri compagni- troppo semplice…
-Che diavolo…non controllo il mio corpo! –urlò uno di quelli che stavano attaccando gli altri angeli
-Enchantress…- mormorò Aaron
-Una succube? –chiese Lucifer
-Peggio –disse Aaron
Le Enchantress erano esseri che si specializzavano nella manipolazione degli esseri viventi. Mentre gli Incubi e le Succubi si nutrivano dell’energia sessuale degli esseri con cui lo facevano, le Enchantress si nutrivano di quella vitale. Erano esseri che non accorciavano la vita degli altri ma prolungavano la propria togliendo energie agli altri. Erano innocue se si badava solo a quel piccolo fatto, a parte la stanchezza non era pericoloso averle a letto dopotutto, ma erano pericolosissime se si considerava che per loro manipolare un essere era semplice come bere un bicchier d’acqua. Fintanto che quell’essere era di un sesso e avesse una sessualità di qualsivoglia genere, loro potevano prendere controllo del loro corpo e sfruttarlo come meglio potevano.
Si sentì un’esplosione e una delle porte laterali crollò sotto l’attacco di uno scheletro di dinosauro e un mucchio di scheletri in generale. Morti viventi potevano essere anche visti nel gruppo.
-Oh sono in ritardo? –chiese Nicholas, tranquillamente seduto sulla testa di un T-Rex- allora chi è il mio futuro giocattolo che osa sfiorare il mio nipotino?
Il sorriso creepy dell’uomo e l’ammonto di scheletri era abbastanza terrificante anche per i demoni presenti.
-Necromante- mormorò Aaron
La necromanzia era un ramo dell’Alchimia che si occupava di far tornare in vita i morti. Erano in grado di controllare il cadavere come un Puppeteer controllava le proprie bambole. Erano duri da uccidere, immortali e purtroppo…pazzi.
Mentre lo scontro riprendeva, la mente di Aaron andò alla madre. Sapeva chi erano i suoi amici? E se sì perché non dirglielo? Ma ora che ci pensava…glielo avevano detto molte volte, era lui che pensava fossero cavolate dette per far felice un bambino.
Anche con l’aggiunta di questi esseri sovrannaturali però la lotta era impari. Aaron era sotto la mano degli angeli e ciò forzava tutti a stare particolarmente attenti a cosa facevano. La vita del ragazzo era la priorità.
-Facciamola finita! –urlò Michael- iniziate!
Tutti erano troppo lontani per intervenire e anche le bambole di Black erano troppo poche vicino ad Aaron per proteggerlo.
Eppure…
-Hey…ti dispiace levare le mani da mio fratello?



Capitolo 24: Don't mess with me

Capitolo 24: Don’t mess with me

Angelica si svegliò tranquilla nel letto di Alaric Draco.
Era molto contenta e passarono una bell’oretta a stare in una calma e pianificare un po’ il loro futuro.
Questo finché Angelica non ricevette un messaggio dal suo personale samurai
-Ha preso Aaron! –disse Angelica guardando il messaggio ricevuto
Alaric guardò la donna- che pensi di fare?
-I ragazzi sono già in azione per andarlo a salvare- disse Angelica rimanendo ferma
-Starà bene
-Lo so
Draco le sorrise baciandole la guancia- puoi sbarazzarti del cadavere di angeli molto facilmente
Lei sorrise- tu sai sempre cosa penso
-Ovviamente, sono il tuo master dopotutto
-Non volevi smettessi di usare quel titolo? –chiese lei
-Si- ammise lui- ma delle volte è bello sentirti chiamarmi così
Lei sorrise- lo terrò a mente…magari la prossima volta che sarò nel tuo letto…
Lui sorrise- mi piace come pensi…
Lei sorrise rilassandosi
-Come vuoi ucciderli? –chiese curioso lui
Lei sorrise in una maniera che lui non vedeva da parecchio- vedrai…
****
Lucifer schivò il colpo e ricreò la sua arma
-Michael! Lascia andare mio figlio!
L’angelo rise freddo
-Sarà mio figlio nel secondo che diverrà un angelo!
-Non lo permetterò! –urlò Lucifer ritornando ad attaccarlo
Lo scontro nel tempio e fuori tra demoni e angeli era sempre più violento.
Una guerra, ecco cosa stava avvenendo.
E per una volta i demoni non erano quelli ad attaccar briga!
Aaron strinse i denti legato a un palo con catene per bloccargli i poteri.
E quindi cosa? Doveva star lì ad osservare?
Se solo avesse potuto aiutare il padre…
Aaron era una bestia in combattimento e non era inferiore a Lucifer nel corpo a corpo.
Si sentiva colpevole per la situazione.
Se fosse stato più attento, nulla sarebbe successo
-Mamma…- mormorò guardando la collana che portava al collo luccicare piano.
Era un pendente a forma di sfera con delle strane gemme dentro.
La madre gli aveva sempre proibito di levarlo e fintanto che lo possedeva lei diceva che tutto sarebbe finito bene.
Michael strinse i denti e poi scoppiò a ridere- iniziate la procedura!
-No! –urlò Lucifer
Un colpo di fucile fu sentito e l’angelo che si avvicinò a Aaron venne sparato e ucciso con un singolo colpo.
-Cosa diavolo…- disse Michael
-Sembra che siamo in leggero ritardo- disse Hunter entrando nella sala con dei lupi al suo fianco. Ruotò il fucile con maestria e sorrise- un colpo è ciò che mi serve per farvi tutti fuori…
Aaron guardò chi altro era con lui e per qualche motivo…si sentì salvo.



Capitolo 23: Where is your heart?

Capitolo 23: Where is your heart?

Aaron si trovò legato a una sedia.
Questo rovinava i suoi piani per la giornata.
-Che vuoi da me?
Michael lo guardò disinteressato.
Sinceramente non voleva avere a che fare con demoni in generale.
Non aveva bisogno di un figliastro.
Ma amava Angelica.
Avrebbe cambiato il demone in angelo e avrebbe…sopportato la cosa.
Dopotutto avrebbero presto dimenticato Aaron.
Dopo i primi figli tra lui e Angelica, Aaron sarebbe sparito.
Ora che ci pensava non c’era anche quel Alaric?
Non poteva scordare l’umiliazione di quel giorno…
Oh beh, una volta diventato padre dei due avrebbe sistemato le cose.
Essere il padre dei due gli avrebbe dato diritti su come gestirli dopotutto.
Poteva sbarazzarsi dei due dopo aver sposato la madre.
Una donna non aveva problemi ad avere più figli no?
Avrebbe avuto altri figli in futuro.
Avrebbe avuto i suoi figli in futuro.
Per fare ciò però doveva prima iniziare a sbarazzarsi dei…difetti di Angelica.
Uno di questi erano i figli.
Un altro la sua tolleranza dei demoni.
Un altro era la presenza di Aaron come demone nella sua vita.
Un altro erano quei suoi…amici.
Le sue ali tremavano al solo pensiero del tipo con il fucile.
Come poteva un mortale fargli tanto male?
Quell’uomo era un pericolo.
Tutti gli amici di Angelica lo erano.
Avrebbero dovuto fare una brutta fine prima che l’anima bianca di lei si corrompesse diventando nera.
Per convenienza ignorava che ogni amico di Angelica avesse lo stesso colore di anima.
Quasi ciò che loro identificavano come bianco non era bianco…
Magari qualcosa di diverso dal bianco ma simile…
-Non fare casino…non ti voglio qui quanto tu non vuoi esserci- disse Michael
-Allora lasciami andare- disse ovvio Aaron
-Vorrei ucciderti se potessi- disse Michael
-Angelico da parte tua- disse Aaron
Michael lo ignorò- ti renderò un angelo…
-No grazie preferisco rimanere demone –disse Aaron
Michael lo ignorò- così tua madre mi amerà…e poi mi sbarazzerò di te e tuo fratello…
-Per curiosità…dov’è il tuo cuore oh Angelico Angelo celestiale…per essere un angelo sei peggio di noi demoni
-Taci! –disse Michael- tra 98 ore diverrai un angelo. Ti piaccia o meno.
Aaron lo guardò male e poté solo pregare che l’iper-protettiva madre che aveva si accorgesse della sua assenza presto. Non voleva diventare un angelo.

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Capitolo 22: Hands off

Capitolo 22: Hands off

Aaron era contento quel giorno.
La madre era uscita per vedere un vecchio amico, che non aveva ancora deciso di dirgli chi era.
Per questo aveva deciso di uscire a comprarle un paio di dolcetti così da poterle addolcire la giornata.
Poteva farli lui? Beh…non era molto adatto per dolci.
Di solito la madre lo aiutava a farli per evitare che li bruciasse o scambiasse zucchero con sale…
Una torta con 150g di sale era…beh nemmeno la madre riusciva a fingere di gustarla.
Il suo piano era una bella giornata lui e la mamma.
Alaric era uscito con gli zii.
Lucifer sparito per lavoro.
Sarebbero stati solo loro due.
Erano raramente soli ormai.
Magari potevano vedersi un film.
Magari potevano chiacchierare.
Magari potevano giocare…
Voleva solo passare la serata con la madre.
Per questo motivo era senza guardie ora.
Dopotutto era solo a dieci minuti da casa.
Non poteva succedere nulla con così poca distanza da casa.
Aveva comprato dei dolci alla fragola, preferiti dalla madre, e si era già preparato un discorsetto per farle credere che era solo una coincidenza che aveva comprato i dolci preferiti di lei.
Non voleva mica che pensasse che aveva organizzato tutto per una serata tra loro due da soli.
Ok…non era la prima volta ma dettagli.
Amava la mamma dopotutto.
Per i demoni amare era difficile, anche membri della propria famiglia e venir amati era anche difficile.
Di solito non ti sposavi per quello.
Di solito facevi figli solo con chi trovavi sessualmente attraente o con cui avevi un legame di fiducia.
Per lui però era diverso.
Lui aveva trovato qualcuno che amava, anche se non era nel senso romantico del termine.
Aveva la mamma che lo amava moltissimo, cosa che l’aveva portato ad amarla.
Se avesse dovuto scegliere tra sposarsi e rimanere con la madre…avrebbe vinto la madre.
Voleva figli? Circa.
Parte di lui voleva dare a sua mamma dei nipoti.
Parte di lui non voleva ammettere che non era più il bambino della madre.
Sinceramente avere figli non era semplice e voleva ancora rimanere il “piccolino” di casa.
-Speriamo le piacciano- disse Aaron con un sorriso con i dolci in mano
Era abbastanza distratto…quello fu un errore
Qualcuno lo afferrò da dietro e gli mise un blocco ai poteri
-Che diavolo!? –chiese Aaron
Michael rise- preso…
-Levami le mani di dosso! –urlò lui
Michael sorrise- non credo proprio.
I due sparirono nel nulla e la scatola di dolci cadde a terra.
Nessuno aveva visto niente per ciò che Michael sapeva…
Purtroppo per lui, Angelica non avrebbe mai mollato il figlio da solo senza protezione…


Capitolo 21: I never regret the day I called you mine

Capitolo 21: I never regret the day I called you mine

Alaric sorrise sfiorando il volto di un’Angelica addormentata.
Beh…aveva aspettato troppo tempo per averla.
Se ci pensava ora…perché aveva aspettato?
Avevano un figlio insieme dopotutto, Alaric, chiamato per lui.
Certo, non era figlio di sangue ma era figlio suo.
Alaric Draco DeDragon era sempre stato innamorato di Angelica, al punto di volerla sempre al suo fianco ma non la bloccò mai da andare in giro per il mondo.
Non la bloccò da fare amicizie.
Dall’esplorare il mondo.
E questo portò alla nascita di Aaron.
Non fu furioso.
Non fu arrabbiato con lei.
Che diritto aveva in ciò?
Se voleva farla innamorare di sé avrebbe dovuto confessarsi prima dopotutto.
Lasciò che lei facesse ciò che voleva e come sempre l’aspettò.
Dopotutto aveva ancora dei nemici in giro che doveva uccidere prima di poter anche solo pensare al chiedere una famiglia tutta loro.
Non pensava avrebbe mai avuto una famiglia con lei a dirla tutta.
Amava Angelica ma pensava che non sarebbe mai riuscito a conquistarla.
Invece eccola lì tra le sue braccia.
Non solo quello ma era lei che aveva fatto la prima mossa.
Era estremamente felice in quel momento.
La mano di lui scese fino a sfiorare la vita di lei e la base della schiena dove un marchio esisteva da secoli ormai. Delle iniziali “AD” che stavano sia per Alaric Draco che per Angelica Draco, ovvero Angelica x Draco.
Aveva smesso di chiamarlo Alaric dopo averci chiamato il figlio per evitare confusione.
Non gli dava fastidio, sentiva anzi una certa vicinanza con lei nell’usare quel nome.
Nessuno lo chiamava mai Draco dopotutto, la cosa rendeva i due connessi da una relazione speciale.
Magari in futuro avrebbe anche avuto il titolo “papà” di cui vantarsi tra quelli che aveva di già.
Chiuse gli occhi coccolandosi piano la sua adorata.
Quanto era passato da quando l’aveva raccolta?
Scoperta in quella gabbia?
Da quando le aveva dato la sua libertà?
Da quando avevano dormito insieme?
Troppo, ecco quanto.
Avrebbe dovuto lottare per creare un “loro”
Ma ora poteva.
Ora aveva certezza di ciò che Angelica provava.
E ora avrebbe fatto di tutto per farla rimanere nella sua vita.
-Non ho mai rimpianto averti chiamato mia –mormorò dandole un bacio sulla fronte e stringendola, non l’avrebbe mai più sola


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