WitchandAngel : Not a normal girl
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Not a Normal Girl

Not a normal girl
Trama:

Essere teenagers è dura, essere esseri sovrannaturali non aiuta, essere la futura regina dei vampiri e il futuro Alpha dei licantropi decisamente non migliora le cose. Quando Althea, la futura regnante, viene inserita nell'accademia aperta a tutte e due le razze tutti si aspettano il vampiro più classico che esista: snob, poco socievole con chi è inferiore e parecchio stronzo. A gran sorpresa di tutti però Althea è una regnante che non solo intende essere giusta ma che potrebbe aver conquistato il cuore del futuro Alpha, purtroppo però la divisione tra le razze renderà tutto molto difficile...

Categoria:  fantasy world

Lista dei capitoli:

Capitolo 38: Not a Normal Girl

Capitolo 38: Not a Normal Girl

*Anni dopo*
-Tesoro hai visto i bambini? –chiese Althea
-Non erano con te? –chiese Aaron spostando lo sguardo dai documenti
Lei scosse la testa- dovrei chiamarli?
-No saranno fuori a giocare- disse Aaron tranquillo
Althea annuì tranquilla- sono in cucina se vuoi fare due chiacchiere…
Aaron sorrise alzandosi dalla sedia- uhm…chissà quanto devo convincerti per una veloce visita nella camera da letto…
Lei ridacchiò correndo fuori dalla stanza inseguita dal marito
***
-Hey dai esci fuori- disse un ragazzo dai capelli bianchi e occhi rossi con un sorriso poco rassicurante.
-Non vogliamo farti male- disse un ragazzo dai capelli neri e occhi dorati.
I due erano due di tre gemelli nati da Aaron e Althea, il maggiore era il vampiro Light, il secondo era il licantropo Jackson e infine…
Due coltelli furono puntati sotto le gole dei ragazzi- lenti…
La terza e ultima era “l’umana” Celestia, una bionda con occhi uno malva e l’altro verde. La bambina ridacchiò saltando indietro e nascondendo le lame- potrei uccidervi così facilmente…non è divertente quando lo faccio però
Light sorrise- è perché Ciel è molto veloce
Lei sorrise- ma il fratellone è un vampiro e il fratellone è un licantropo- disse indicando prima l’uno e poi l’altro- non dovreste avere vantaggio genetico su di me?
I due le sorrisero- ma la sorellina è più brava
I bambini avevano intorno ai sette anni e avevano dimostrato, come la madre Althea, un’intelligenza fuori dalla norma.
Light aveva ereditato dal padre Aaron il gene killer, il che l’aveva subito reso molto pericoloso, specie visto che “misteriosamente” alcune maid erano morte dopo determinati eventi, non vi era in lui traccia però dell’anomalia della madre.
Jackson aveva invece ereditato l’anomalia di Althea ma mancava della sua bravura a manipolare tutti, di fatto i genitori e i due gemelli non erano facili da manipolare, specie Celestia. Anche con questa modifica, aveva imparato a nasconderla meglio rispetto ad Althea, di fatto invece di avere successo in tutto al primo tentativo fingeva di avere difficoltà o che aveva ottenuto quella cosa dopo ore di fatica, cosa che lo rendeva potenzialmente più letale di Althea.
Celestia era un mistero da dove fosse sbucata fuori come umana con due genitori purosangue, la miglior teoria era che avesse ripreso il sangue dei suoi predecessori e quindi della primissima Imperatrice Alexandra in persona e di fatto il nome “Celestia” veniva da “Ciel” il fratello minore preferito del primo Imperatore Vampiro, avendo cinque fratelli maschi era normale che avesse preferenze. Celestia aveva ereditato gli occhi e le orecchie della verità e del comando, ovvero poteri vampirici che le permettevano di sorvolare su ogni menzogna e comandare altri senza dar loro modo di scoprirlo.
Non era chiaro se o meno Celestia avesse le anomalie dei genitori ma lei sapeva la verità.
Le aveva ereditate entrambe e anche se era di aspetto umano, aveva scoperto presto di non esserlo.
-Lord Light, Lord Jackson, Lady Celestia, la cena è pronta –disse un maggiordomo
-Arriviamo- disse Light- Ciel…
-Andate avanti, recupero una cosa e arrivo- sorrise lei
I due annuirono allontanandosi.
La verità era che Jackson e Light avevano impostato Celestia come loro ossessione, la cosa da una parte aiutava a mantenerli calmi ma…Celestia era priva di ossessioni per il suo gene killer e priva di un oggetto di interesse per la sua mutazione genetica. La cosa, unita al fatto che era forse anche più letale che qualsiasi suo antenato, la rendevano parecchio brava a passare come la “più buona” tra i tre gemelli.
Giocò con il coltello prima di lanciarlo precisamente nel centro di un bersaglio posizionato lì vicino per allenarsi.
-Noioso…- disse facendo cadere la maschera e recuperando il coltello con un movimento della mano.
Con calma entrò nella casa e sentì la conversazione dei genitori
-L’accademia sarà aperta anche ad umani- disse Althea
-Quindi potrò andarci? –chiese Celestia con un sorriso
-Certo amore –disse Aaron con un sorriso
-Saremo in classe insieme vero Ciel? –chiese Light
Lei annuì- ovvio
-Pensavo di farvi rimanere nei dormitori –disse Althea- avreste modo di fare amicizia penso…no?
-Sarebbe…- iniziò insicuro Jackson
-Sarebbe meraviglioso! –sorrise Celestia- vero?
I due gemelli subito annuirono convinti- si hai ragione.
-Beh c’è ancora tempo…- disse Aaron
Lei sorrise tranquilla. Forse avrebbe trovato qualcosa di interessante da fare quando sarebbe entrata in accademia…infondo era ereditario voler creare problemi…no?
~The End~


Capitolo 37: You will be fine

Capitolo 37: You will be fine

-Tutto bene? –chiese Alexandra entrando nella stanza della figlia- oh amore sei bellissima…
Althea sorrise facendo un giro con il suo vestito da sposa ricoperto di pizzo- grazie mamma
Era un abito a sirena dal corpetto a cuore completamente ricoperto di pizzo. Ai piedi aveva delle scarpe ricoperte di cristalli con tacco alto e i capelli erano adornati da boccoli e gemme. In testa aveva la corona di diamanti da regina, aveva ottenuto il ruolo ufficialmente il giorno prima infondo, e il trucco era delicato ma accentuava il suo sguardo. Era semplicemente bellissima ma lo stesso aveva paura che Aaron non l’avrebbe trovata bella.
Era la prima volta che era spaventata o nervosa e il fatto che Aaron era nervoso non aiutava a calmarla.
-Sono sicura che Aaron rimarrà di stucco quando ti vedrà –disse lei con un sorriso
Althea rise- dici?
-Sei bellissima- confermò Alexandra- tuo padre sarà in lacrime…
Althea rise
-Sei nervosa? –chiese Alexandra
Althea sospirò- ho paura…
La vampira sorrise- almeno hai ripreso a provare emozioni…
-Mamma? –chiese confusa Althea
-Nella…nostra famiglia vi è un gene particolare…-sospirò la donna- scusami oggi sono le tue nozze non…
-Abbiamo ancora un’ora di tempo e io ho intenzione di farti parlare- disse Althea
-Amore sai chi è stata la prima imperatrice? –chiese la donna
-Era umana no? Alexandra Elizabeth Katherine mi pare- disse Althea- era sposata con un pirata…credo?
Alexandra annuì- prima che diventasse un vampiro la sua famiglia era umana. Uno dei figli che poi prese il trono come Imperatore e prese poi il sangue vampiro diventando il primo Imperatore vampiro era come te.
-Come me? –chiese Althea
-In cambio dell’enorme intelletto, della comprensione della mente altrui e di sapere cosa dire e come dirla per farsi ubbidire…non capiva le emozioni e perdeva interesse in ogni cosa che vedeva.
Althea la guardò confusa
-Divenne un bravissimo Imperatore per carità ma…all’inizio fu un fanatico di guerre poiché l’unica cosa che lo intrigava erano le guerre- disse Alexandra- all’inizio fu una cosa positiva poiché vi erano problemi nell’unione del regno ecc…
-Ma lui non voleva fermarsi? –chiese Althea
Lei annuì- non voleva fermarsi perché le guerre gli provocavano emozioni…ma poi incontrò sua moglie
Althea la guardò curiosa
-La donna era una popolana che era anche un’assassina figlia, illegittima aggiungerei, di qualcuno che si chiamava Nightmare. Questa ragazza era la sua amica di infanzia, era colei che da piccola gli mostrò un gioco in cui dovevi fare guerre e a dargli le prime emozioni…fu anche quella che gli disse “ti odierò se continui a fare guerra!” e lo fece smettere.
-Era innamorato di lei? –chiese Althea
Lei annuì- era ossessionato da lei potremmo dire. Era una cosa comune. Molti nostri antenati nati con questa mutazione genetica diventano interessati in una singola cosa, alcuni mollano il trono per spendere la loro vita negli studi di una determinata cosa o a viaggiare il mondo o vengono uccisi o si suicidano…il loro genio diventa una bomba ad orologeria che aspetta di esplodere e quindi quando viene trovato quel qualcosa che dà loro emozioni le cose cambiano…di solito è un essere vivente ma può anche essere una cosa o una materia di studio o…l’uccidere. Non pensavo avrei avuto una figlia con un tale gene ma non me ne preoccupai…quando cominciasti a essere più fredda e manipolativa…ho avuto paura.
-Mamma?
-Come sovrana so che nelle tue mani il regno sarà al sicuro –disse Alexandra- come madre però vederti prima di emozioni, una bambola automatica…era dura. Ma tu hai trovato qualcosa di interessante vero?
-Aaron –disse lei
Alexandra sorrise- non dirò cose come “l’amore ti ha salvata” perché non sono tipo ma ti dirò questo…so che non sarai mai triste con lui al fianco
Althea sorrise- lo so…papà lo sa?
Alexandra scosse la testa- è un segreto di chi porta la corona questo.
-Se un mio figlio avrà questo gene…? –chiese Althea
-Non sono sicura che succederà perché è raro che si presenti due volte di fila nella stessa epoca ma…saprai aiutarlo no? E sono sicura che cercherete qualcosa di intrigante per lui –sorrise Alexandra
Althea annuì piano- mi finisco di preparare…Aaron mi aspetta all’altare
Alexandra annuì uscendo tranquilla.
Althea sfiorò il suo petto e sorrise- andrà bene.
****
-Aaron calmati- sorrise Ace guardandolo tranquillamente al suo fianco- non scappa mica
Aaron annuì piano- Dovrei dirle…del mio gene?
-Il gene del killer? –chiese Ace- se non ricordo male è un gene che spinge all’ossessione e ad uccidere chiunque si avvicini alla persona di cui si sviluppa un’ossessione…?
Aaron annuì- dovrei dirlo?
-Chi è la tua ossessione? –chiese Ace
-Althea- disse Aaron- il damerino vampiro non è caduto dalle scale per errore
-Non credo sia il caso di dirlo allora…ma se i vostri figli lo prendessero sarebbe il caso di dirlo –disse Ace- beh non sono alte le possibilità, a meno che anche lei porti un gene mutante…e non credo Alexandra me lo avrebbe detto
-Due geni mutanti peggiorerebbero la situazione…specie se sono due di tipo ossessivo…no?
-Le possibilità sono scarse che accada- disse Ace
-Potrebbe però succedere- disse Aaron
Ace annuì e si fermò- Alexandra mi chiama, vado a prendere Althea…Aaron?
-Si?
Ace gli sorrise- sono felice che sia tu quello di cui si è innamorata
Aaron sorrise- siamo in due
La musica iniziò segnando l’inizio della cerimonia nuziale.


Capitolo 36: You can't always be free

Capitolo 36: You can’t always be free

Essere separati dalla realtà era qualcosa che Althea aveva sperimentato dal primo istante in cui aveva avuto coscienza.
Per lei la realtà era qualcosa che non era vero.
Avete mai giocato a un videogame? Uno di quelli dove se fate la scelta sbagliata potete morire?
Per lei quella era la vita. Un gioco.
Non le interessava molto di fare cose sbagliate perché era quel tipo di vita.
Trovava tutto noioso.
Qualsiasi cosa la interessava riusciva a intrigarla per qualche ora o giorno ma poi l’annoiava.
Era un genio quindi qualsiasi cosa riusciva a farla in fretta.
Era così facile raggirare le persone che era tentata di farsi dei nemici per avere almeno l’eccitazione di litigare ma…
Molte volte era interessata all’idea di mollare tutto e viaggiare, sparendo dalla vita di tutti.
Altre l’idea di iniziare a fare guerre la intrigava.
L’idea di giocare con la vita di altri era interessante.
Quanti poteva uccidere dall’altro lato?
Quanto potere poteva avere?
Era molto vicina a diventare quel tipo di sovrano.
Una fanatica di guerra.
Fare guerre su guerre era una pessima idea però, prima o poi sarebbe stata uccisa o tolta dal potere o assassinata.
L’idea di morire non le interessava perché non le interessava vivere.
Era noiosa la vita per lei.
Poi era apparso Aaron.
Da essere una ragazzina che non riusciva a provare o capire emozioni era molto stupita da questo sangue di lupo.
Specie dopo il marchio le cose erano migliorate.
Poteva sentire le emozioni di Aaron, specie quelle riguardanti lei.
Amore era una bella emozione per lei.
Sentirsi amata e finalmente capire cos’era quella sensazione era davvero bello per lei.
Aveva tolto la sua idea di lasciare il trono perché sarebbe diventato un problema per la sua relazione con Aaron.
Aveva eliminato l’idea di scappare e girare il mondo perché sapeva che Aaron non avrebbe potuto seguirla, anche se avrebbe voluto magari.
L’idea di fare guerra non le piaceva perché Aaron era in quel regno ora.
Voleva migliorare il regno perché Aaron era lì.
Se il regno migliorava il popolo era felice e quindi Aaron sarebbe stato felice e questo l’avrebbe resa felice.
Aaron non era qualcuno che odiava le guerre sia chiaro, ma preferiva mantenere la pace.
Althea voleva che Aaron fosse felice e la continuasse ad amare perché le piaceva capire e sentire il mondo.
Essere ora parte del mondo in cui viveva era bello.
Amava avere emozioni e iniziava a provare sensazioni nuove.
Uccidere non era ancora un problema ma era meno tendente a farlo.
Il suo scopo era ora uno solo: vivere felice.



Capitolo 35: Killing is not bad...

Capitolo 35: Killing is not bad…

In una mente di un bambino sono i genitori a creare le regole della morale.
Quando un genitore è abusivo verso un altro e nessuno fa capire che al bambino che ciò è sbagliato e che non dovrebbe essere fatto vi è la possibilità che il bambino pensi “posso farlo”.
Il meccanismo con cui i bambini copiano gli adulti non sempre è qualcosa di sicuro, specie se il genitore non è il migliore esempio o se l’adulto non è la migliore persona possibile…
Alexandra non fu il migliore esempio di madre purtroppo e portò con sé Althea anche durante le esecuzioni.
Ad un anno di vita Althea divenne completamente distaccata emotivamente dalle morti che vedeva.
Non era completamente involontario questo.
Alexandra voleva che Althea fosse in grado di sopportare l’idea di uccidere in futuro.
Le ripercussioni furono però che lei iniziò semplicemente ad eliminare chi le dava ai nervi.
Era semplice per lei.
Il concetto “Uccidere è sbagliato” non esisteva.
Ma questo portò un vantaggio enorme.
Non temeva di morire.
Althea sapeva bene che a comportarsi come si stava comportando sarebbe presto o tardi morta per mano altrui.
Non le importava morire perché non si sentiva viva a prescindere.
Doveva temere qualcosa che non sarebbe stato così spaventoso?
Ma…
-Althea- chiamò Aaron
Lei guardò il ragazzo sorriderle mentre visitavano la villetta che avevano appena comprato- sì?
-Sarà bello vivere qui insieme vero? –chiese lui
Lei sorrise guardandosi intorno- è una bella villa
Lui sorrise offrendole una mano- è bella perché è dove vivremo noi insieme…
Lei guardò la mano per un paio di secondi.
Non le era mai importato morire perché la vita la annoiava.
Non le era mai importato essere incosciente perché non temeva le conseguenze.
Ma…
Prese la mano di Aaron e sorrise- hai ragione
Ma ora non poteva farlo.
La sua vita era ora legata a qualcuno che avrebbe sofferto se lei fosse morta.
Lui sorrise continuando a camminare con lei mano nella mano verso le scale- vediamo di sopra
-Va bene- disse lei
Non poteva morire o lui avrebbe sofferto molto e non poteva farlo soffrire.
-Scusami ti sto trascinando ovunque- disse Aaron quando si accorse di avere ancora la mano stretta con la sua
Althea sorrise stringendo la presa- va bene. Ti seguirei anche all’Inferno Aaron
Lui sorrise- speriamo che non dovremo mai andare all’inferno piccola
Althea gli sorrise avvicinandosi di più e prendendolo a braccetto- starò sempre al tuo fianco
“Anche se non potremo trovare il Paradiso, camminerò attraverso l’Inferno con te” fu quello che pensò Althea “perché tu sei la mia ragione di vita ora come ora”





Capitolo 34: You have time

Capitolo 34: You have time

Althea sospira piano
-Tutto bene amore? –chiedo io
-Aaron…non abbiamo ancora trovato una casa carina per noi due- dice lei
Io rido- abbiamo tempo
-Ma vorrei una casa nostra- dice lei- saremmo più liberi no?
Io sorrido- vero ma non è una cosa da fare di corsa
-Lo so…
-Althea?
-Uhm?
-Vorresti sposarmi?
Lei si blocca e mi guarda- siamo già sposati?
-Pensavo di sposarti per bene –dico io
Lei mi guarda- stai…davvero parlando di sposarci?
-Non vuoi?
Lei scuote la testa- non ho detto questo
-Quindi vuoi?
-Perché così di colpo? –chiede lei- e poi siamo già sposati con il marchio…
-Voglio che sia ufficiale anche per i vampiri e voglio vederti in vestito bianco
E a toglierlo la sera delle nozze…
Lei arrossisce- non pensare a quelle cose…
-Oh a cosa? –chiedo io ritirandola al mio petto
-Sai a cosa…
Io sorrido- cosa c’è di male nel volere levarti il vestito da sposa?
Specie se mia moglie è così carina…
Lei arrossisce nascondendo il viso sul mio petto- stupido…
So che manipola molti ma il bello di essere il suo mate? Non può farlo con me, non l’ha mai fatto perché non ne sente bisogno ma anche se ci provasse saprei che cosa sta cercando di fare.
Sono felice che lei non senta il bisogno di manipolarmi ma so anche che ha paura di perdermi.
-Ti amo- dico io baciandola
Lei sorride stringendo le sue manine alla mia camicia- anch’io ti amo
Anche se non penso che i suoi genitori le abbiano fatto mancare affetto o attenzioni, posso sentire quanto sia felice ogni volta che le dico che le amo o le mostro affetto…
Penso che lei lo percepisce in modo diverso quello che provo io per lei…forse lo sente più vero rispetto al loro?
-Aaron?
-Sì?
Lei mi guarda- quando vorresti fare le nozze?
Io sorrido dandole un bacio. Non credo di poterti amare più di così Althea ma di certo proverò a farlo perché merita di essere felice e di sentirsi amata ogni giorno.





Capitolo 33: I did love him

Capitolo 33: I did love him

Per un periodo di tempo credo di averlo amato.
Prima di tutte le liti, l’odio e della nascita di Althea…
C’era un periodo in cui pensavo che avrei davvero amato essere la moglie di quel vampiro…
Ero giovane.
Ero stupida.
Amavo l’idea che qualcuno finalmente mi amasse.
Crescere con genitori completamente assenti dalla tua vita non era bello.
Mio fratello era un pezzo di merda e tuttora lo penso anche se è morto e sepolto.
Vedete la famiglia è una cosa complicata.
I genitori sono ciò che impone un comportamento particolare nei figli.
“Imitiamo ciò che vediamo” dicono molti quando parlano dei primi periodi di vita.
Io sono cresciuta con genitori di merda, un fratello minore che tendeva ad essere abusivo ed ero destinata a diventare moglie di un uomo più vecchio di mio nonno.
Non sono cresciuta con una mentalità normale a causa di ciò.
Quando divenni imperatrice mi sentivo finalmente in controllo di me.
Quando ho avuto le mie nozze ero davvero felice perché PENSAVO avrei vissuto una vita felice.
Penso di averlo amato, forse è meglio dire che mi ero convita di ciò, per un paio di settimane…
Poi la sua personalità mi venne a prendere in pieno come un camion e non fu piacevole.
Odiavo quel periodo della mia vita quasi quanto ho odiato i primi anni della mia vita.
Per un figlio è dura capire perché i tuoi genitori non ti amano e questo ti rompe.
Mentalmente ti rompe.
Certo non tutti sono come me e non tutti diventano come me, ma credo di poter dire che è a causa di ciò che ho passato che io sono così.
Quando Althea mi ha confessato di aver ucciso i miei non ho sentito nulla…
No ho sentito qualcosa, orgoglio.
Ero orgogliosa di lei.
Questo era ciò ho sentito.
Sono così rotta emotivamente e lo sono stata per parecchio tempo che non mi importa se sono morti per mano mia o di mia figlia. Anzi sono felice che siano morti.
Prima che Ace fosse nella mia vita, l’unica cosa che mi faceva felice era Althea.
Ora è solo Althea e Ace.
Se qualcuno sfiora ciò che mi tiene viva reagisco male.
Ho sempre reagito male ma non mi interessa.
Sono cattiva? Meglio. So che così nessuno avrà il coraggio di ferire chi amo.
Ace mi stringe distraendomi dai miei pensieri- che ti preoccupa?
-Nulla…credo che Althea sia influenzata da me…più di ciò che credevo- dico io
Lui sorride- meglio
Io lo guardo
Lui sorride- io ti adoro così, non vedo nulla di male nell’avere Althea come te…
Io sorrido baciandolo- ora che ci penso…non ti ho dato molta attenzione amore…
Lui sorride muovendo le orecchie- e cosa vuoi fare ora?
-Althea dov’è?
-A casa di Aaron –dice lui baciandomi il collo- allora?
-Il letto è troppo distante…- mormoro il lasciandomi prendere in braccio
Lui sorride- menomale che ho la velocità di un lupo allora cara…




Capitolo 32: Love is never Wrong

Capitolo 32: Love is never Wrong

Ci fu una bellissima conversazione con la madre quando lei ebbe accettato Aaron come suo genero.
-Sembra un bravo ragazzo- sorrise Alexandra
-Lo è –confermò Althea
-Sono contenta che ti sia trovato un uomo del genere amore
Althea le sorrise- mamma…secondo te è sbagliato amare?
-Ovviamente no
-E uccidere per amore? –chiese lei
La donna si bloccò un secondo- dipende forse…
-Dipende? –chiese Althea
-Dipende se vuoi vivere con le conseguenze delle tue scelte
-Che intendi?
Alexandra sorrise- ho ucciso molti come sai
Althea annuì, aggiungendo mentalmente di essere la causa di parecchie di quelle- lo so
-Non me ne pento, specie quelle che erano una minaccia a te e a tuo padre Ace- disse lei
-Ma?
-Tu sei troppo buona e potresti non sopportarlo… -disse Alexandra
Althea sorrise- sono meno innocente di ciò che credi mamma
-Althea…- disse lei
Althea le sorrise- lo sai che non sono santa…
-Se è per aver accusato quell’uomo che avevo sposato…- iniziò Alexandra
-Mamma –disse Althea- ti sei mai chiesta come sono morti i tuoi?
-Non sono i miei genitori- disse Alexandra- sono solo…
-Come l’uomo che hai sposato prima di papà Ace per me- sorrise Althea
Alexandra annuì- si
-Ti sei mai chiesta come sono morti?
Alexandra la guardò- non mi è mai importato e…
-Li ho uccisi io –disse Althea tranquillamente
Alexandra la guardò e poteva capire la verità delle parole della figlia grazie al suo potere e non era sicura di come reagire a ciò- perché?
-Volevano riprendere il trono- disse Althea- ed erano una seccatura per me da avere intorno
Alexandra la guardò- hai ucciso per me?
Althea le sorrise- ho ucciso per te, ho ucciso per papà e ho ucciso chiunque fosse contro la mia famiglia mamma
Alexandra la guardò girare intorno al tavolo e inginocchiarsi davanti a lei prendendole le mani- Althea?
Althea le sorrise- ti amo tanto mamma. Amo te, amo papà e amo la nostra famiglia. Non devi temere per me.
Alexandra la guardò prima di sorriderle- sei proprio mia figlia eh?
Althea sorrise tranquilla…infondo Alexandra aveva ucciso suo fratello e causato la paralisi al padre…



Capitolo 31: What I never told you

Capitolo 31: What I never told you

Il primo imperatore, il padre di Alexandra, era un uomo apatico.
L’amore tra lui e la moglie era puramente politico e in realtà i due si odiavano a morte.
La moglie gli diede un totale di due figli: Alexandra la prima nata e a due anni di distanza Edward.
Alexandra crebbe da sola, dopo che il padre aveva avuto il figlio maschio lei era sparita e la madre non aveva interessi in lei o nel figlio o nel marito.
Era dura per lei provare emozioni di qualsivoglia tipo a dirla tutta, nessuno la curava o amava come figlia o come ragazza ma solo come figlia dell’Imperatore e colei che avrebbe sposato qualcuno per convenienza di rapporti politici e non di amore.
Era dura non odiare i suoi ma provava lo stesso a non farlo e provava a non odiare l’odioso moccioso che era il fratello.
Un giorno sentì i suoi parlare di chi sarebbe diventato il marito di lei e questo le fece perdere ogni interesse nella sua famiglia.
“Dalla al primo che capita per ciò che mi interessa, sono il padre ma non è la mia erede”
“Beh è tua figlia, io non ho interesse a esserne madre”
L’odio della ragazza per i suoi era palpabile e sapeva che se voleva sopravvivere avrebbe dovuto scappare.
Un “miracolo” avvenne però.
Edward morì e il padre fu colpito di una malattia alle gambe rendendolo disabile.
L’unica erede possibile era Alexandra ma quella orribile donna che voleva considerarsi madre era pronta a prendere il trono…ma il consiglio la bloccò.
Alexandra fu obbediente e dopo avere preso la corona incentrò ogni potere in sé e allontanò i genitori.
Non poté scappare dal sposare quell’uomo ma fu benedetta dall’arrivo di Althea nella sua vita.
Nonostante questo quei due continuavano a provare a interferire con la figlia.
Althea non lo permise.
Erano molto interessati alla nipote, credendola facile da manipolare, ma non si aspettavano di avere a che fare con un demonio in corpo di principessa.
La prima di cui si sbarazzò fu la nonna.
-Nonnina ti ho fatto una tazza di thè! –sorrise Althea
-Oh che dolce- sorrise falsamente la donna facendola sedere
Althea posò il set e versò il thè nelle due tazze, dando alla nonna la tazza dai decori rosa e tenendo per sé quella dai decori bluastri- di cosa volevi parlare?
La nonna la guardò bere la tazza prima di bere lei stessa- beh…la mamma ha fatto una strana mossa di recente, sai perché?
Althea annuì
-Lo diresti alla nonna? –chiese lei
Althea sorrise- no
-Perché no? Non vuoi bene alla nonna? –chiese lei
Althea sorrise malefica- come se qualcuno potesse volere bene a una puttana come te
La donna la guardò- riti…- si portò le mani alla gola
Althea sorrise bevendo il suo thè- vedi…mamma mi ha detto cosa tu e tuo marito le avete fatto passare…
La tazza della vampira cadde a terra e Althea sorrise guardandola- io sono immune al veleno mia cara…tu no…
-P…perché…
Althea sorrise posando il viso sulla mano- perché non permetterò a nessuno di toccare ciò che è mio puttanella che non sei altro…grazie per aver dato alla luce a mamma…non ci mancherai…
Quando la donna non poté più parlare, Althea confermò la morte e rise piano prima di urlare- AIUTO! LA NONNA NON SI MUOVE!
Le guardie entrarono dopo parecchi minuti che Althea urlava e la trovarono a piangere su un cadavere.
Il medico trovò tracce di veleno e quando Althea disse di aver anche lei bevuto il thè le diedero subito la cura per sicurezza. Il nonno venne trovato morto con la gola squarciata e l’arma fu trovata nelle camere della moglie.
Tutti dedussero fosse un omicidio-suicidio con un tentativo di uccidere anche Althea nel mentre. Nessuno però pensò che la piccola fosse meno innocente di ciò che sembrava…




Capitolo 30: Secrets

Capitolo 30: Secrets

C’erano molti segreti che Althea aveva.
Oltre alle sue abilità di manipolazione e il suo potere aveva alleati che erano considerati nemici.
La madre era una donna potente ma temuta al punto di venir considerata un peso.
Althea non aveva questo problema in quanto veniva ritenuta troppo ingenua per essere pericolosa.
C’era un segreto però che nessuno poteva sapere…
Althea poteva copiare i poteri di chiunque incontrasse.
La vampira era assetata di potere più che di sangue.
Non considerava nessuno inferiore a nessuno ma allo stesso tempo considerava se stessa la miglior candidata al posto di sovrana.
Non era un mistero che volesse il potere.
Quando quella sera la madre le disse di raggiungerla in ufficio sapeva già la conversazione.
Sapeva già la richiesta.
Sapeva già come fingere di volerla rifiutare.
Sapeva già come fingersi insicura.
Sapeva ciò che doveva dire e fare per mantenere le apparenze.
A dirla tutta, era noioso.
-Mi volevi parlare mamma?
-Siediti Althea
Ubbidì tranquilla, sapeva cosa stava succedendo nella testa della madre. Dubbi contro certezze.
-Althea…voglio darti il ruolo di regina
Si finse sorpresa- ma…
Alexandra sorrise- so che è presto ma so che sarai un’eccelsa regina mia cara
-Ma non ho ancora gli anni!
-Non importa- disse Alexandra
-E il consiglio? –chiese lei
-Approva
-Ma…
-Anzi vorrebbero che ti dessi direttamente la mia corona- rise lei
Noioso.
-Sei sicura?
Lei annuì- si cara
-Posso farcela davvero? –chiese Althea
-Sono sicura di sì- disse lei
-Va bene allora- disse Althea- accetto
Era tutto troppo noioso per lei.
Non importa cosa cercasse di fare non aveva sfide. Non aveva persona che la scoprisse o minacciasse.
Era così noioso…
Forse fare guerra in futuro sarebbe davvero stato un modo per divertirsi un po’.
Infondo…
Avere la sua età mentale in quel corpo non era per niente divertente vero?



Capitolo 29: Mom is back

Capitolo 29: Mom is back

Alexandra era una donna che poteva perdonare chiunque la ferisse ma se si parlava di sua figlia, della sua adorata Althea, le cose finivano male. Era una donna estremamente crudele se qualcuno faceva anche solo un graffio alla figlia, di fatto fu capace di esiliare una vampira che aveva tirato i capelli alla figlia per errore senza battere ciglio. Quando seppe che il marito la voleva morta…beh la tortura fu qualcosa che tuttora riteneva troppo gentile come cosa.
Alexandra era ciò che poteva essere considerato la fan numero uno della figlia. Venerava Althea come se fosse una dea in terra e ai suoi occhi la figlia non poteva commettere errori.
Althea si divertiva anche a manipolarla perché era facilissimo farlo, anche se Alexandra sapeva che lei manipolasse Ace delle volte era ignara di essere manipolata e stessa cosa Ace, lui sapeva che Alexandra venisse manipolata ma non sospettava di essere manipolato da Althea. Nessuno dei due sospettava però che Althea fosse così manipolativa infondo. L’unico che sapeva del vero carattere di Althea era il suo mate Aaron e anche se lo sapeva Aaron non era meglio, come molti dicevano infondo era simile di carattere ad un giovane Ace il che non era una cosa buona, infondo Ace in giovane età aveva un carattere simile a quello di un serial killer…
Alexandra odiava moltissimo l’idea di risposarsi e anche se aveva iniziato ad uscire con Ace era più per essere soddisfatta sessualmente che altro, quando Althea le disse che Ace le piaceva fu svelta a sposarlo però, se Althea approvava era perfetto per lei. Infondo amava Ace ma non l’avrebbe mai sposato senza la spinta della figlia che la convinse a dire sì.
Alexandra quando venne informata del matrimonio della figlia…diciamo che era furiosa.
Per iniziare era fortemente contraria alla figlia come sposa, certo avrebbe voluto vederla in abito da sposa ma darla a un uomo in moglie? Mai. Alexandra era molto possessiva con la figlia a un livello che sorprendeva tutti il fatto che riuscisse a starle lontano per più di un’ora.
C’era da dire anche che aveva tentato di chiuderla in una stanza per averla solo per sé ma Althea l’aveva abilmente manipolata nel portarla sempre con sé invece.
Non era una cattiva persona ma…beh poteva far sembrare i demoni degli angeli se le sfioravi la figlia.
Quando rientrò in casa volle un’immediata convocazione di questo suo “genero” e il sorriso che diede al marito mentre lo informava della cosa fu inquietante anche per lui.
-Althea- sorrise Aaron stringendola alla porta- cosa…
“Usa il comportamento che hai con il consiglio o mamma ti ammazza” disse lei mentalmente
Lui annuì riaggiustando subito il suo volto con un’espressione più seriosa che ricordava molto un Ace giovane e seguendola nel soggiorno dove Ace aspettava i due- Ace
Ace sorrise- bello vederti Aaron, il consiglio ti ha dato problemi?
Aaron scosse la testa- per nulla
-Ottimo –sorrise Ace che non poteva negare di adorare Aaron come genero, ignaro che anche il lupo avesse un leggero tocco di manipolazione nelle sue vene ma mai quanto l’adorata moglie Althea e che aveva vinto tutti con suggerimenti di Althea su come comportarsi e muoversi di fronte agli altri.
-Mamma? –chiese Althea
-Sta scendendo- disse Ace- buona fortuna ragazzo
Aaron annuì raddrizzandosi in una posa quasi da soldato.
Alexandra entrò nella stanza ed era evidente come la notte la differenza con la figlia. La donna era alta e magra ma con curve che non aveva problemi a far vedere, aveva lunghi capelli di un biondo antico e occhi di un nero così scuro che non sembrava contenere un’anima quel corpo. Le labbra rossa erano ferme in un’espressione vuota di emozioni, i suoi occhi erano quelli di qualcuno che avrebbe voluto uccidere chi aveva davanti ed era così che si sentiva, per lei Aaron era un nemico che aveva non solo preso l’innocenza della figlia ma l’aveva anche sposata SENZA consultarla.
-Quindi lui è il lupo…- Alexandra sorrise ma il sorriso non raggiungeva gli occhi ancora infuriati.
Aaron fece un inchino formale come Althea gli aveva insegnato- vostra Maestà è un onore finalmente conoscere la donna che ha dato vita alla dea che ho come mia mate
Alexandra sorrise leggermente alla cosa, per conquistarla era facile, bastava saper come complimentare la figlia nel modo giusto e visto che il suo potere speciale da vampiro era “ascoltare il vero” poteva capire chi mentiva e chi no- oh dea?
Aaron alzò la testa e la guardò dritta negli occhi- ovviamente, una meravigliosa creatura come Althea non può essere una semplice creatura di questo mondo, dall’aspetto all’angelico carattere a come si preoccupa per gli altri a come sorride a chi conosce…
Alexandra sorrise di più- oh?
Aaron continuò ancora sotto istruzione di Althea- mi deve perdonare non essermi presentato prima a lei, sfortunatamente un vampiro di nome Thomas mi ha mandato una lettera insultato vostra figlia e ho finito con il perdere il controllo
Alexandra lo guardò- che diceva?
-Orride bugie- disse subito Aaron- infangare il nome di un angelo come vostra figlia…temo di essere stato infantile e il mio desiderio di ucciderlo mi ha portato a perdere il controllo
Alexandra annuì- come è giusto che sia! Quale idiota oserebbe infangare la mia adorata principessa
Althea sorrise piano- oh mamma…
-Mi permetta di dissentire vostra altezza- disse Aaron- ma Althea non è una principessa
-Ah no? –chiese Alexandra incerta se doversi arrabbiare o no- e cosa sarebbe?
-Un’imperatrice discesa dal più alto dei cieli –disse Aaron
Alexandra sorrise, un sorriso sincero- e io che temevo tu fossi…Althea hai trovato proprio un eccelso lupo eh? Mi ricorda un po’ tuo padre in un certo senso, non credi ti somiglia Ace?
Ace sorrise- siamo andati subito d’accordo infondo è probabile- anche per lui Althea aveva suggerito spesso come calmare la madre e come conquistarla in fretta, di fatto era stata Althea ad aiutarlo a fare innamorare di sé Alexandra.
Alexandra sorrise- dimmi Aaron caro, hai intenzione di sposare nella legge vampirica Althea?
-Certamente vostra altezza- disse Aaron
-Oh chiamami pure Alexandra…anzi mamma- disse lei tutta contenta di avere qualcuno che venerasse sua figlia come genero, era una donna semplice da soddisfare infondo…se superavi il suo rivelatore di bugie che era il suo potere- e dimmi quanti matrimoni?
-Pensavo di proporne almeno tre- disse Aaron sedendosi al fianco di Althea come indicato da Alexandra ora seduta al fianco del marito- uno per i sangue di lupo, uno per i vampiri e un terzo per tutte e due le parti insieme.
Alexandra annuì soddisfatta- e va bene se…
-Ovviamente –disse interrompendola Aaron- Althea pensavo dovrebbe almeno avere tre vestiti diversi e ovviamente anche le cerimonie, dovranno superare ogni aspettativa non crede? Infondo merita un matrimonio da dea…
Alexandra annuì con entusiasmo- fantastica idea!
Anche Ace sorrise- anche io lo stavo pensando
Aaron sorrise continuando al conversazione e ringraziando mentalmente la sua mate per i suggerimenti. Infondo Althea come potere speciale aveva “True Control”, un potere che le diceva immediatamente cosa l’altro volesse sentire e poteva prevedere l’intero corso di una conversazione e manipolarla a suo favore senza fatica.



The Story of Lady Ashe of Willow River

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