WitchandAngel : FanFic Ouran Host Club
Visualizzazione post con etichetta FanFic Ouran Host Club. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FanFic Ouran Host Club. Mostra tutti i post

Capitolo Finale: un finale veloce

4. Un finale veloce

Haruhi stava seduta nella villa del nonno, stava lavorando al computer.
-Haru-chan giochiamo?
Per un secondo si aspettò di vedere Honey-senpai o i gemelli o qualcuno dell’host club, invece la realtà la colpì in pieno, non li avrebbe più rivisti, Haruka stava acciambellata sulla sedia accanto a lei- sto lavorando
-Sono tre giorni che non fai altro- replicò la rossa- so che grazie a te l’azienda sta aumentando di valore, ma non credi che ti meriti una pausa?
Haruhi la ignorò e continuò a battere sulla tastiera. Aveva ignorato tutto e tutti da quando se ne era andata dalla sala, avrebbe lavorato per il nonno, avrebbe fatto del suo meglio, ma non avrebbe fatto altro, non avrebbe avuto contatti con loro, non avrebbe avuto nessun tipo di relazione con loro. Non ne voleva avere e non li avrebbe avuti.
-Haruhi…ti mancano quei ragazzi?
Fermò per un secondo il rumore ritmico dei tasti della tastiera, le mancavano molto, ma mai avrebbe detto a Haruka che era così, riprese a battere ignorandola domanda.
-Haruhi?
-Cosa c’è? –chiese non staccando gli occhi da quei dati e quelle infinite schermate di testo.
-Ti mancano non è vero?
-Per niente- rispose distrattamente, doveva evitare che la cugina leggesse cosa pensava davvero, era una caratteristica della sua famiglia se volevano potevano leggere i pensieri altrui, era una dote innata, ma Haruhi riusciva a creare intorno ai suoi pensieri una barriera, l’aveva fatto con le emozioni, con la paura e lo faceva con i pensieri. Si stava avvolgendo in una barriera per evitare che chiunque leggesse come stava o cosa provava.
-Non ti capisco…perché non chiedi al nonno di aspettare che la scuola finisca e…
Haruhi la ignorava, era inutile continuare a provare a parlarle, non avrebbe ricavato niente. Si alzò lasciando l’amica da sola. Si fermò- Haruhi…se…se vuoi parlare…ecco…io…io ci sono e…
-Non voglio grazie- rispose gelida Haruhi
La rossa la lasciò sola. Non era cattiva, lo sapeva, ma lo faceva perché la sua famiglia si era comportata malissimo con sua madre…non poteva farci nulla…Haruhi odiava se stessa, si odiava…si odiava per il velo di finzione che aveva creato dalla morte della madre, non era forte, non era determinata…era solo brava a portare quella maschera. Perché non provare a gettarla…
Fermò il suo lavoro. Salvò il file e si allontanò dal tavolo. Si diresse alla porta e l’aprì. Haruka in realtà aveva quattordici anni, ma per vari motivi diceva di averne 37, era un altro caso speciale…come lei che si era finta un uomo per ripagare il debito con l’Host club, era la cugina di sua madre, nonostante fosse così piccola, e prima di scoprire la verità su tutta la famiglia Haruhi e lei erano molto più che amiche, la considerava una sorella. Aprì la porta della sua camera e la trovò rannicchiata con le ginocchia al petto che piangeva.
-Haruka…
-Mi spiace…non ti disturberò più…lo prometto…
Haruhi odiava vedere la gente piangere, si sedette accanto a lei e le accarezzò i capelli- scusami ero nervosa
Haruka piangeva…l’unico modo era…
- “How can you see into my eyes like open doors
Leading you down into my core
Where I've become so numb without a soul my spirit sleeping somewhere cold
Until you find it there and lead it back home”
Haruka alzò di poco la testa, le cantava quella canzone ogni volta che era triste.
- “Wake me up” -rispose
- “Wake me up inside”
- “I can't wake up”
- “Wake me up inside “
- “Save me”
- “call my name and save me from the dark”
- “Wake me up”
- “bid my blood to run”
- “I can't wake up”
- “before I come undone”
- “Save me”
- “save me from the nothing I've become”
Haruka abbracciò Haruhi, stringendola a se, quanto le era mancata. Haruhi le accarezzò i capelli.
-Non piangere Haruka…
-Ecco io ho convinto il nonno- disse lei- ti mancano vero? L’ho capito e allora ho pesato di…
-Siamo sotto attacco! –era entrato una guardia del corpo
-Si bussa sa? –lo ribeccò Haruhi
-Vero…potevamo essere nude- continuò Haruka
-Non va proprio bene- concordò Haruhi.
Si erano peggio dei gemelli quando ci si mettevano.
-Non è il momento ci stanno attaccando sono…
********
-Ottimo lavoro ragazzi- si complimentò Tamaki. Si erano loro quelli che stavano attaccando
-Tamaki-senpai questo causerà problemi
-Non preoccuparti Haru-chan, non si accorgeranno di n…
Alzarono lo sguardo, Haruhi e Haruka era sedute sulla ringhiera delle scale.
-Si può sapere che diavolo ci fate qui voi? –chiese Haruhi con un tono divertito, una cavolata così non se l’aspettava
-Siamo venuti a salvarti- replicò Tamaki, i gemelli e Honey annuirono convinti.
-E per salvarla avete battuto tutte le guardie…-cominciò Haruka
-Creato trambusto, disordine e caos? –finì Haruhi le due con una sintonia assurda piegarono la testa di lato
-Non è un piano per nulla astuto- dissero in coro.
Kyoya ridacchiò, era proprio quello che stava pensando lui.
Le due ragazze scesero le scale scivolando sul corrimano, in sincronia perfetta.
-Haru-chan- Haruka la prese a braccetto- come stavo dicendo prima…ho convinto il nonno a farti tornare a scuola…ha detto che puoi ma solo se appena finita prenderai le redini dell’azienda
-Cosa? –fu la risposta di tutti
-Haru-chan, tu somigli molto a tua madre, penso che il nonno ti voglia con se solo per questo, ha fatto tutto ciò per riavere con se una parte della figlia che ha perso- continuò Haruka- rimani a vivere qui e credo che non darà problemi
-Dirlo prima no eh? Ci risparmiava un paio di problemi- commentò Haruhi, abbracciò Haruka e le disse in un sussurro- grazie sorellina
-Quindi…Haru-chan quando finirà la scuola diverrà la proprietaria dell’azienda The Night- Haruka guardò i ragazzi- trattatemela bene o giuro che fi farò vedere perché mi chiamano “Demone rosso”
*******
Gli Host si allontanarono da Haruhi e la lasciarono con le clienti, felicissime di averla di nuovo al club.
-Quindi chiunque sposi Haruhi unirà la propria azienda alla sua…
Tutti si voltarono verso di lei, chiunque l’avesse sposata avrebbe praticamente dominato il mondo…
-Haruhi....

E la nostra storia finisce qui. Haruhi e gli host non si sono separati ma…chi di loro sposerà la futura proprietaria dell’azienda The Night? Questo sta a voi deciderlo…perché la fine è solo un nuovo inizio…

Capitolo 3: Una cugina non voluta

3.Una cugina non voluta

Haruhi era seduta difronte alla cugina, avrebbe preferito correre come aveva immaginato di fare…avevano chiuso l’host club e ora c’erano tutti gli host a fissare la rossa che la guardava con la speranza di ricevere un si, un “si” che Haruhi non avrebbe voluto dare.
-Haruhi…chi è questa ragazzina? –chiese Kyoya rompendo quello strano silenzio
-Il demonio- aveva risposto Haruhi guardando male la rossa- alias la cugina di mia madre…ha trentasette anni, non è una ragazzina…
-37?!
Sembrava avere solamente sedici anni. La rossa, ignorando completamente i ragazzi, sorrise- dai Haru-chan…dai dimmi di sì…torna a casa…
-No- un no secco e esplicito
-Sei una bambina! Possibile che non capisci l’importanza che hai per la tua famiglia?! Per noi, per la famiglia di tua mamma, i Fu- Haruhi la mise a tacere con un’occhiataccia. Batte le mani sul tavolo e un’aura nera le si dipinse intorno, un drago apparì dal nulla, gli host fissarono quella versione terrificante e videro la rossa tremare
-Haruka ti pregherei di accomodarti fuori- anche se il viso sorrideva gli occhi sembravano lanciare fuoco e fiamme
-Tornerò- la ragazza fuggì a gambe levate. Haruhi si calmò e poggiò la tra le mani.
-Haruhi credo che tu ci debba delle spiegazioni- Kyoya era impassibile, ma era curioso di sapere chi era la tipa dai capelli rossi.
-Non vi racconterò tutto nei dettagli sia chiaro e nemmeno tu con le tue ricerche riuscirai a scoprire più di quello che dirò- lo informò lei
-Haru-chan stai bene- Honey le prese la mano, lui qualcosa la sapeva, lei gli sorrise e gli scompigliò i capelli
-Mio nonno, il padre di mia madre, sua cugina Haruka e l’intera famiglia di mia madre si oppose al matrimonio, nessuno voleva che sposasse mio padre. Quando l’ho scoperto ho tagliato i ponti con la famiglia di mamma. Il nonno ora mi rivuole con se, vuole che prenda le redini della sua azienda, cosa che mamma voleva fare pare…però non ho voglia di mollare la scuola per i suoi capricci…
-Mollare la scuola?!
-Si, perché le redini le prenderei subito, e continuerei gli studi come privatista.
Si alzò e si diresse verso l’uscita.
-Haru-chan…tu non accetterai vero?
-Se accetterò sarà solo per ricatto o per costrizione- affermò lei- non di certo per mia scelta. Ci vediamo alla serata con i genitori e le clienti stasera.
Era ignara del fatto che proprio quella sera sarebbe successo il finimondo.
********saltiamo alla sera********
Haruhi indossava un vestito da sera rosso, costretta dagli Host, dei tacchi neri e i cappelli erano legati alti con delle rose nere come decorazione. Era la serata dei genitori e delle clienti…ovvero l’inferno di Haruhi che doveva seguire non solo le ragazze ma anche i genitori delle ricche signorine e, come se questo non fosse abbastanza, i genitori degli host…l’inferno in terra ecco cos’era. Sentiva gli sguardi dei ricchi fissarla dall’alto. Si erano appostati nella parte alta della sala e la fissavano con i binocoli che si usano a teatro. Anche se la cosa le dava fastidio, e non poco, finse che la cosa non la toccasse.
-Haruhi- la chiamò Kyoya. Lei si diresse con passo veloce da Kyoya
-Si Kyoya-senpai? – dall’alto il padre di Kyoya stava esultando, ma entrambi lo ignorarono
-Sicura che vada bene? –indico con un’occhiata i genitori che la spiavano
-Non è il caso di dare problemi per una cosa da nulla, se si limitano a fantasticare non importa, se mi parlano sorriderò e li ignorerò alla bella e meglio, non voglio darvi problemi…e poi non è male vederli impazzire per capire con chi sto
Lui si sistemò gli occhiali e le sorrise- come preferisci
Lei tornò a badare alla sala. Tamaki la prese per il polso
-Haru-chan canteresti per me?
-Come?
-Dai io suono il piano e tu canti- fece gli occhi da cucciolo
-Va bene, ma se canto male non è colpa mia
Lui la trascinò vicino al piano, si mise a sedere e iniziò una melodia allegra. Lei prese il microfono…sì la canzone si poteva adattare a quel ritmo…
-La canzone si chiama “un lato buono in te” mi hanno costretta a cantare
Gli host la guardarono. Lei con voce molto intonata e dolce cantò
- “Sei uno strano papà,
Una vera rarità.
Mi hai fatto crescere tra le tue malvagità”
Tamaki la osservò e sorrise, l’aveva chiamato papà
“Ma ora che guardo lei,
Capisco come sei,
Un lato buono in fondo c'è anche in te!”
Tutti erano rapiti dalla canzone e dalla voce melodiosa di Haruhi.
“Mi vergognavo anche se
Facevi il tifo per me,
Ed eri quello che applaudiva da laggiù”
Kyoya sghignazzò ricordandosi alcune cretinate di Tamaki.
“Ma mi hai insegnato ciò che sai,
Senza lasciarmi in mezzo ai guai.
Sembra impossibile ma forse in te c'è di più”
I Gemelli annuirono battendo i piedi a tempo
“Ho perso la dignità
Per le tue assurdità,
Per fino le volte in cui tu pensavi solo a me”
La mente degli host vago sui giochi dei plebei che li costringeva a fare
“Ma soltanto oggi grazie a lei,
Io capisco come sei...
Un lato buono in fondo c'è,
Molto in fondo c'è anche in te!”
Gli applausi partirono da soli. Tamaki sorrideva raggiante, era una canzone che poteva benissimo essere riferita a lui.
-Bis- urlarono in coro i gemelli- bis! Bis!
La musica del piano venne sostituita con quella più vivace di una base.
- “Credi che io non mi accorga
Che combini solo guai
Un giorno avrò la prova anch'io
Di tutto quel che fai”
Era diretta ai gemelli questo l’avevano capito tutti
“La mia mamma non mi ascolta
Ma ora si ricrederà
Io le farò aprire gli occhi
E finalmente tutto cambierà!!”
I due sghignazzarono. Mentre gli host seguivano il ritmo.
“Se speri di cavartela
Stai sbagliando perché
Tu non mi incanti neanche un po’
Sta volta
Sta volta
È ora che ti dicano
Basta !!
Basta !!
Perché io non ti sopporto più
E se hai qualche dubbio
Stai pur certo
Che a vincere oggi non sei tu
È fatta
Fatta
E la mamma se ne accorgerà
E quel giorno riderò
Appena lei saprà la verità
È fatta !!”
I due sorrisero battendosi il cinque, infondo era voleva dire che lei prestava attenzione a ciò che facevano.
“C'è una grossa novità
Che a te non piacerà
Teorie, bugie e strategie si fermeranno qua
Devi smetterla lo sai
Non mi piace quel che fai
E c’è qualcosa che ... (c’è qualcosa che)
Riguarda te (riguarda te)
Ed è B-A-S-T-A
Ora basta!!”
Fece per andarsene ma la bloccarono. Ripartì una base.
“Those boys are always up to something,
And it's bringing me to tears 'cause,
Just before you get home it always just magically disappears
Those boys are evil,
But before you get home they somehow always clean up the mess,
Those boys are evil,
Let me spell it out for you mom,
E. V. I. L. B. O. Y. S.
They built a roller-coaster,
And a beach in the backyard,
Drove cattle through the city,
And messed up the boulevard,
They took me back in time when we went to that museum,
They built 50-foot tree house robots,
But still you didn't see 'em!
Those boys are evil,
Their crazy shenanigans cause me all kinds of distress,
Those boys are evil,
Sing it with me,
(E. V. I. L. B. O. Y. S).
I know you think they're saints,
But Mom, I'm here to tell,
Those B. O. Y. S, they're just E. V. I. L,
Those boys are evil,
They're makin' me feel like my head's in a hydraulic press,
And I don't feel too good!
Those boys are evil,
Everybody!
(E. V. I. L. B. O. Y. S),
That's what I'm talkin' about,
E. V. I. L. B. O. Y. S,
That's right those boys are, evil little boys!”
Questa era diretta a tutti, così imparavano a costringerla a cantare. Se la filò con ancora clienti che chiedevano il bis- questa me la pagate- li informò quando passò accanto a loro.
-Haru-chan- i gemelli la bloccarono- perché non bevi qualcosa con noi
-Non bevo- replicò lei- e non quando sono in servizio…
-Haruhi balliamo? –Mori-senpai lo chiese con una naturalezza assurda
-Va bene- acconsentì lei dandogli la mano. Lui le cinse la vita mentre con eleganza danzavano insieme agli altri ospiti.
Dall’alto i genitori di Mori-senpai esultavano. Sembrava essere nata una scommessa tra i ricchi genitori degli host su chi avrebbe avuto Haruhi come nuora.
La porta della sala si spalancò, la musica si interruppe bruscamente. Haruhi si allontanò da Mori. Nella sala entrarono un signore dai capelli marroni e gli occhi neri, la rossa dagli occhi verdi e due guardie del corpo. Haruhi non ne era stupita. Come non si stupì del fatto che la sala si aprì per lasciare passare il signore Fujioka, conosciuto anche con il nome di signor The Night, il più importante signore di tutto…no forse era proprio il più importante nel mondo, era conosciuto e temuto da tutti. Haruhi non si scompose e non si mosse. I loro occhi si incrociarono. La sala si zitti
-Cosa ci fai qui? –la voce di Haruhi suonò in tutta la sala, aveva usato il tu, Kyoya cominciò a collegare i pezzi e con lui anche gli altri Host
-Avevi detto a J- la guardia del corpo, ancora con quel cavolo di casco in testa, fece un cenno di saluto a Haruhi- che se volevo una risposta dovevo avere almeno il fegato di farmi vedere in faccia, eccomi allora
-Oh e ti sei scomodato per sentire un NO? –chiese sarcastica lei, tutti erano ammutoliti, gli teneva testa, no, lo dominava, era lui a essere a disaggio, era lui a essere in difficoltà- bene ti accontento No, puoi andartene ora
L’uomo lanciò un occhio ai ragazzi del club e ghignò- se non accetti mia cara, i tuoi amici potrebbero finire nei guai
Haruhi lanciò un’occhiata ai ragazzi, non poteva coinvolgerli- scendi al livello di ricattarmi…sei ridicolo…
-Non mi arrendo e sono testardo…come lo era tua madre…sai che lei avrebbe accettato se non fosse spuntato quel buono a nulla- commentò l’uomo
-Senti chi parla- replicò lei- l’uomo che non riesce a convincere una ragazzina a lavorare per lui se non con il ricatto…sei proprio…- strinse i pugni
Sembrava che nella sala ci fossero solo loro due, tutti erano troppo attenti ad ascoltare la conversazione per poterli interrompere.
-Allora…vuoi mettere i tuoi amici nei guai oppure vuoi lasciarli in pace? –chiese l’uomo- che c’è Haruhi il gatto ti ha mangiato la lingua?
Lei gli lanciò un’occhiataccia che lo zittì, non aveva scelta- lascio l’host club
-Cosa?! –fu l’urlo di tutti, membri dell’host club compresi
-Lascio anche la scuola pare- continuò lei- hai vinto, lavorerò per te NONNO
L’uomo sorrise e la fece passare, Haruka e lui le si misero di fianco, mentre le guardie del corpo li circondavano. L’uomo sorrise e con voce decisa disse- Grazie per esservi presi cura di mia nipote, ma ora è finito il tempo dei giochi, addio mio caro Host Club.
-Haruhi- gli host la chiamarono lei non si voltò, continuò a camminare circondata come era dalle guardie
-Mi spiace- disse solo questo e varcò la porta della sala lasciando un vuoto nel cuore di tutti gli host…era davvero successo? E ora? Cosa avrebbero fatto senza di lei?



Capitolo 2: A casa dei gemelli

A casa dei Gemelli

Haruhi venne portata, o meglio rapita e poi portata, a casa dei gemelli, anche se più che casa era una reggia, maledetti ricchi e le ville labirintiche.
-Siamo arrivati- Kaoru prese Haruhi per la mano destra
-Andiamo- Hikaru prese Haruhi per la mano sinistra
La portarono nella villa, inaspettatamente lei strinse le loro mani, facendoli sorridere. Avevano deciso che sarebbe stata lei la loro moglie, una moglie e due mariti, non importava, volevano stare insieme, insieme alla ragazza che era entrata nel loro mondo e poi non si sarebbero mai separati loro due.
Appena entrati nel gigantesco palazzo le cameriere si disposero ai lati e si inchinarono. Hikaru e Kaoru trascinarono Haruhi su per le scale. Entrando di corsa in un lussuoso ed eccentrico salotto.
-Mamma, papà lei è Haruhi- dissero in coro.
La donna, una bellissima signora dai capelli biondi, un vestito da sera rosso e tanti gioielli le prese le mani- che bella fanciulla!
Il padre, che somigliava ai gemelli, le lanciò un sorriso di scuse per l’esuberanza della moglie e dei due figli, l’aspetto l’avevano preso da lui ma il carattere era tutto della moglie, Haruhi ricambiò il sorriso- quindi sei la famosa Haruhi di cui queste due pesti parlano sempre
I gemelli la sottrassero alle mani della mano, le misero un braccio intorno alle spalle
-Mamma non ci rubare…-iniziò Kaoru
-…la nostra Haru-chan-finì Hikaru
-Venite qui voi due pesti! –cominciò quindi un folle corri e fuggi tra i gemelli e la signora Hitachiin, Haruhi pensò che era una strana famiglia
-Sai da quando ti conoscono sono più allegri, più aperti. Un paio di anni fa nemmeno ci parlavano con noi, sono felice di vedere che ora sono felici- l’uomo le aveva messo una mano sulla spalla e la guardava con un sorriso- grazie
-Non ho fatto niente
-Haru-chan- i gemelli erano sbucati fuori con i cappelli- chi di noi è Kaoru e chi Hikaru?
-A destra Hikaru a sinistra Kaoru- rispose lei
-Sbagliato- dissero loro
-Non ho sbagliato –con una rapida mossa tolse i cappelli e si vide che aveva indovinato- non siete uguali per me.
Loro due sorrisero.
-Incredibile, ha indovinato- commentò la madre
-Odio ammetterlo ma non li saprei mai riconoscere- ammise il padre
*********
Haruhi stava camminando per strada con i capelli raccolti in una cosa alta, indossava una camicetta celeste e dei pantaloncini bianchi, ai piedi aveva delle ballerine bianche, aveva una borsa a tracolla bianca, ai polsi aveva tanti braccialetti che andavano dal bianco a varie tonalità di blu. Era mattina presto, essendo domenica non doveva andare a scuola e aveva deciso di fare due passi. Il giorno prima aveva avuto un incontro di terzo tipo con i genitori di due suoi amici, incontro che avrebbe preferito evitare, soprattutto la madre dei gemelli che era una versione femminile dei due…forse era anche peggio. L’unico che non l’aveva ancora presentata ai genitori era Mori-senpai. Senza rendersene conto andò a battere contro qualcuno.
-Scusami –sollevò lo sguardo- Mori-senpai
*****
Come ci era finita a casa di Mori-senpai? Come mai i genitori di lui erano così chiacchieroni? Perché i genitori ricchi non si trovavano un hobby? La madre di Mori-senpai era una bella donna dai lunghi capelli neri e occhi celesti, il padre era tale e quale a lui, solo più chiacchierone. In uno dei tanti litigi tra i due Mori-senpai aveva guardato Haruhi
-Scusali- parlava raramente
Lei gli sorrise dolcemente- penso sia bello avere dei genitori così e poi ora capisco come mai sei così silenzioso
Doveva bilanciare quei due. Mori le sorrise, un flash scattò una foto di loro due che si sorridevano.
-Questa va nell’album di famiglia! –esclamò la madre del senpai facendo scattare lui in piedi per cercare di prenderle di mano la foto.
-Sai è raro vedere mio figlio in giro con qualcuno che non sia suo cugino- le confessò la madre, aveva passato la foto al marito e ora era lui quello inseguito da Mori-senpai- sono felice di vedere che ha anche altri amici al difuori dell’host club
Haruhi sorrise, ignorando la parte che riguardava l’host club.
*********
Era sopravvissuta all’attacco dei genitori dei gemelli, di Honey-senpai, di Mori-senpai, dei due principini, Tamaki e Kyoya, che anche se non li aveva visti sapeva che la osservavano…doveva essere un vizio di famiglia. Con un passo tranquillo si mosse tra le stradine, sperando di non essere rapita ancora da uno degli Host. La vide di sfuggita, una chioma rossa e degli occhi verdi. Era stanca, così stanca che vedeva persone che non esistevano.
******All’host club******
Sembrava una giornata tranquilla, le clienti erano agitate come al solito, gli host erano normali, eppure Haruhi si sentiva in pericolo, quando le porte si spalancarono.
Una ragazza dai capelli rossi come il fuoco, gli occhi verdi come la foresta, un vestito nero attillato, un’espressione annoiata...il respiro di Haruhi si fermò e i suoi occhi si barrarono dal terrore.
-Benvenuta possiamo…-iniziò Tamaki ma il rumore di una sedia che cadeva lo fece voltare. Haruhi respirava a fatica, era impallidita e aveva gli occhi sbarrati dal terrore.
-Haru-chan? –chiese Honey-senpai. Tutti gli host la guardavano preoccupati non era da lei quella reazione, lei non aveva paura di nulla eppure quella ragazza la terrorizzava.
-Ciao Haruhi- disse la rosso con un sorriso a trentadue denti- ti ricordi di me?
Haruhi si portò le mani alla bocca e scosse la testa come a volerla scacciare dalla sua mente, indietreggiò
-Eh…non ti ricordi di me? Oppure…-sorrise- ti ricordi e non vuoi dirlo…perché non abbracci la tua Haruka?
Haruhi indietreggiò per poi voltarsi di scatto e correre via, verso la seconda uscita del club, la rossa la inseguì subito. Erano entrambe velocissime.
-Honey, Mori! –Kyoya li richiamò e loro abbandonando tutto ciò che stavano facendo le inseguirono- Tamaki, Gemelli occupatevi del club- Kyoya corse dietro ai due
Cosa diavolo stava succedendo? Haruhi sembrava terrorizzata da quella ragazza, no non era terrore…era come…come se avesse rivisto una persona che non voleva rivedere…non era spaventata…o meglio non dalla rossa…era terrorizzata da ciò che lei rappresentava…ma cosa era quella tipa? Questa era la domanda che Kyoya si faceva mentre correva con i due senpai dietro alla ragazza che aveva cambiato i loro destini il giorno stesso in cui aveva rotto quel vaso.



Capitolo 1: Il gioco dell'Host club, Haruhi ha un'ammiratore?!

l’Host club è cambiato?
Attenzione: i personaggi di Ouran Host club non sono di mia proprietà, questa storia e solo ispirata a loro. Buona lettura.

Il gioco dell’Host club, Haruhi ha un’ammiratore?!

Haruhi Fujioka, la studentessa di 16 anni che, per una serie di imprevisti, si è ritrovata coinvolta nell’Host club, era seduta al tavolo con le sue tre clienti che, nonostante ora tutti sapessero che era una ragazza, non erano diminuite anzi erano solamente aumentate. Ancora nessuna si spiegava come fosse possibile che l’avessero scoperta, nessuno ancora aveva trovato una spiegazione e Kyoya continuava a indagare su chi era il colpevole, si era scusata davanti a tutta la scuola per la bugia, era pronta a dover abbandonare il club e i suoi amici, ma, visto che le richieste per Haruhi come Host erano aumentate, Kyoya e gli altri l’hanno costretta a rimanere, anche se poi da costringere c’era ben poco, quindi stava seduta con gli abiti femminili, perché ormai che si sapeva che era donna l’avevano praticamente costretta a indossare quella divisa, un bel sorriso sul volto e una rosa tra i capelli ormai lunghi, li aveva lasciati crescere e ora le arrivavano a metà schiena.
-Haru-chan sei bellissima! –Honey-senpai le si era avvicinato con in braccio il suo inseparabile coniglietto rosa
Lei sorrise imbarazzata, odiava quei commenti e complimenti che le rifilavano da quando era stata scoperta- grazie Honey-senpai
Le tre clienti, che emanavano cuoricini, urlarono- Honey-senpai e Haru-chan! Che belli!
Honey-senpai sorrise e Haruhi alzò gli occhi al cielo, le mancavano le clienti che facevano il tifo per una improbabile accoppiata tra lei e uno dei ragazzi del club, sembrava che questo avesse aiutato a aumentare gli incassi per le sue foto con uno degli host, chiunque esso fosse, ancora non capiva quando e come Kyoya le facesse e forse era meglio così. Honey-senpai tornò al tavolo da Mori-senpai. Intanto altre cinque clienti avevano circondato Haruhi
-Haru-chan! Haru-chan! Dicci chi degli host preferisci?
La domanda attirò gli sguardi degli altri host, ma ci voleva altro per metterla in difficoltà- è un segreto- lo disse con una voce adorabile e fece l’occhiolino e le clienti andarono in modalità “spara-cuori” come l’aveva soprannominata lei, lanciavano cuori dappertutto, proprio non le capiva, forse era lei a essere diversa da loro, ma sicuramente quello non era un comportamento da ragazze.
-Haruhi puoi venire un momento? –Kyoya era seduto a un tavolino e continuava a lavorare a chissà cosa al computer
-Scusatemi- si alzò dalla sedia e si diresse da Kyoya, sentendo lo sguardo dei ragazzi e delle clienti su di lei, maledetti ricchi. Si avvicinò a Kyoya- cosa ti serve Kyoya-senpai?
-Guarda qui- lui con uno strano ghigno divertito le fece vedere i risultati degli incassi, per vederli Haruhi si dovette sedere accanto a lui, forse era più per questo che per la cifra esuberante che era allegro
-Wow, sono aumentate nell’ultima settimana
-Hai circa il triplo delle clienti di prima, è normale
Lei lanciò un’occhiata agli altri, che tornarono a farsi gli affari loro, e poi sorridendo divertita guardò il “Principe delle tenebre” –ho un’idea
-Sentiamo- si sistemò gli occhiali e le prestò tutta la sua attenzione
-E se facessimo uno di quei giochi per computer che vanno tanto di moda?
Kyoya la osservò attentamente- continua
-Ho notato che le clienti si divertono a mettermi in coppia con voi ragazzi, quindi perché non accontentarle? Facciamo un gioco a pagamento con vari finali in cui io finisco con uno di voi…potremmo fare un gioco in cui devi conquistare un personaggio per poterci uscire, così le clienti si divertiranno a provare ad uscire con uno degli host, uno di quelli che gioca sempre Renge-san, magari con vestiti o luoghi o oggetti extra che vanno comprati- vide l’espressione compiaciuta di Kyoya- ma forse non è una buona idea Kyoya-senpai
Lui le sorrise, ormai gli veniva naturale con lei, e riprese a scrivere al computer- ottima idea Haruhi, mi metto subito a lavoro
Lei si alzò sorridendo divertita- sul serio? Ne sono contenta Kyoya-senpai
Fece per tornare a sedersi ma due braccia le si poggiarono sulle spalle, erano i gemelli, Hikaru e Kaoru, che, con il solito ghigno malizioso, in coro le dissero- Haru-chan, giochiamo insieme?
-A cosa? –si liberò dalla presa in un secondo, ormai sapeva come cavarsela con tutti loro, anche senza che loro lo sapessero
Loro tirarono fuori i cappelli e all’unisono chiesero- chi di noi è Kaoru? Chi è Hikaru?
Lei indicò prima l’uno e poi l’altro- a destra c’è Kaoru a sinistra c’è Hikaru
Loro si scambiarono un’occhiata e dissero- Sbagliato
-Non ho sbagliato- era impossibile per lei sbagliare, sapeva fin troppo bene chi dei due era chi, infondo anche lei aveva i suoi segreti
-Haru-chan come fai a riconoscerli? –Honey-senpai si avvicinò, nessuno a parte lei li riconosceva
-Chissà –rispose vaga lei sorridendo, sposto una ciocca di capelli dietro l’orecchio e tornò a prestare attenzione alle sue clienti.
Appena l’Host club chiuse…
Tamaki la spiava da dietro un angolo
-Lord sembri uno stalker- i gemelli lo fecero sussultare
-Eh…io…non…-farfuglio qualcosa di assolutamente incomprensibile alle accuse dei gemelli e di Honey-senpai, Mori e Kyoya invece osservavano la ragazza che era impallidita all’improvviso e puntava i suoi bellissimi occhi marroni da qualche parte nel cortile della scuola.
-Haruhi tutto a posto? –Kyoya aveva lasciato il computer per avvicinarsi anche lui alla finestra, al cancello della scuola c’era un motociclista vestito totalmente in nero e con un casco in testa, guardava nella direzione in cui era situato l’Host Club come se sapesse che lei lo osservava
-Kyoya-senpai…posso andare?
-Certamente…ma-appena aveva detto certamente Haruhi era scattata verso la porta, superando con facilità Mori-senpai che aveva provato a fermarla
-Chi diavolo è quel tipo? –Tamaki si era ripreso e ora con gli altri Host lo osservava
-Mori-senpai, Honey-senpai, potreste seguire Haruhi? Ho un brutto presentimento- Kyoya si aggiustò le lenti
-Kyoya-senpai, sono già scappati dietro a Haru-chan- lo informarono in coro i gemelli
Kyoya e Tamaki si scambiarono un’occhiata, il tipo era sparito nel nulla.
******
Haruhi era incredibilmente veloce, seminò i due senpai dopo poco. Prese la borsa e uscì dalla scuola senza dare nell’occhio.
Honey e Mori-senpai tornarono al club con un’espressione contrariata
-L’abbiamo persa di vista
Kyoya e gli altri sgranarono gli occhi, nessuno li aveva mai seminati! Che diavolo stava succedendo?
Quel pomeriggio Kyoya aggiunse allo shop del sito dell’Host club il gioco e con un gran piacere vide le cifre aumentare, molte ragazze lo stavano già comprando e con lui anche gli extra, l’idea di Haruhi aveva funzionato, quella ragazza era un genio
-Oh vedo che le vendite vanno bene
-Padre…-Kyoya si spostò appena per far vedere il suo lavoro al padre- ho messo questo gioco online da meno di tre ore e già siamo a più di tremila visite
-Sei incredibile
Il loro rapporto era migliorato da quando Haruhi gli aveva parlato in quel modo- è stata un’idea di Haruhi- lo aveva detto per sapere quale sarebbe stata la reazione del padre
L’uomo sorrise e gli si illuminarono gli occhi- non lasciarti sfuggire quella ragazza
-Cosa?
-Te lo dico chiaramente, voglio che tu sposi Haruhi e che insieme gestiate l’impero di famiglia…in pratica se sposi lei diventi l’erede…anche se non la sposi in realtà ma se la sposi sarei molto più sollevato
Kyoya si era immobilizzato con la bocca spalancata e gli occhi sbarrati, mancava poco che svenisse, non solo il padre lo voleva come erede ma voleva anche che lui sposasse Haruhi, si era forse addormentato e non se ne era accorto? L’altra opzione era che il padre avesse dato di matto –Padre cosa stai dicendo?
-Hai sentito bene, ti lascio al tuo lavoro- se ne andò ignaro del fatto che il figlio adesso fosse completamente confuso.
Nel frattempo Tamaki stava subendo un discorso simile da suo padre che, continuando a elogiare Haruhi, diceva che lei sì che sarebbe stata una meravigliosa sposa e Tamaki a ogni minimo accenno al matrimonio diventava sempre più rosso.
Kyoya, non riuscendosi più a concentrarsi sul lavoro, si era coricato sul lussuoso letto e aveva preso in mano il fascicolo di Haruhi, sapeva molto e allo stesso tempo poco di lei, in lei c’erano più misteri che altro. Poteva trovare tutti i dati che voleva su di lei ma gli sembrava sempre di conoscere poco o niente della ragazza. Buttò il fascicolo sul letto, che diavolo gli era preso? Lei era riuscita a scombussolargli le carte e a trasformare tutto quanto, era capace di manipolare le sue decisioni, lui lo sapeva che lei aveva questo potere e sperava che lei non se ne accorgesse, era capace di mettergli addosso una gelosia immensa solo guardando un altro ragazzo, era capace di confonderlo con un semplice sguardo, era capace di fargli provare un’immensa felicità solo con un sorriso…non c’era dubbio lei era una specie di strega che era riuscita a rubargli il cuore senza nemmeno volerlo, era un soggetto più che interessante e avrebbe voluto studiarla da più vicino ma come? Come fare a studiare Haruhi senza che lei se ne accorgesse? Odiava ammetterlo ma Haruhi l’aveva battuto, l’aveva battuto e non si era nemmeno accorta di giocare, la cosa era assurda, come poteva quella ragazzina fargli andare il cervello in totale confusione? A lui! A lui che credeva che la razza umana fosse al pari delle formiche! E ora si ritrovava interessato a una di quelle formiche, era assurdo! Semplicemente assurdo…
****il giorno dopo****
Haruhi sembrava normale, come se ieri non fosse successo nulla. Un fattorino interruppe le allegre chiacchiere delle clienti.
-C’è una certa Haruhi Fujioka qui? –mostrò il pacco- questo è per lei
-Chi lo manda?
-Una certa Haruka Fu- Haruhi lo interruppe prendendogli il pacchetto dalle mani e sorridendogli
-Grazie, c’è da firmare qualcosa?
-No…ehm…sei libera o- vide i membri dell’Host club guardarlo in cagnesco- lasciamo stare…addio
Se la filò. Honey-senpai le si avvicinò- ehi Haru-chan, cos’è?
Lei si sedette a un tavolo e aprì il pacco- chissà se…
Tirò fuori un orsetto bianco con un fiocco nero, gli occhi le si oscurarono per un secondo.
-Carino! Chi te lo manda? –Tamaki si era messo dietro di lei per osservarlo
-Haruka…-rispose in un soffio Haruhi, da quanto non aveva sue notizie?
-La conosci? –Kyoya aveva capito che la conosceva ma era comunque curioso di vedere la reazione di Haruhi, avrebbe mentito o detto la verità?
-Non ne ho idea…-rispose lei scuotendo la testa- il nome mi ricorda qualcuno ma non mi manderebbe mai una cosa così- riposò l’orsetto sapendo che presto o tardi quella persona sarebbe venuta a trovarla, infondo il giorno prima l’aveva rintracciata no?
-Comunque…-Kyoya si sistemò gli occhiali- la tua idea ha avuto successo
Haruhi si voltò a guardarlo e gli sorrise- su torniamo al lavoro- lo disse più a se stessa che a loro.
-Stai bene Haru-chan? –Honey-senpai si era seduto con lei e le clienti- sembravi scossa prima
Le clienti era in fase fan-girl e stavano già immaginando chissà cosa tra i due.
-Sto bene- Haruhi gli sorrise- non mi aspettavo quel regalo tutto qui. Non sono un’amante dei peluche, non preoccuparti Honey-senpai.
Honey-senpai era un po’ indeciso se chiederlo o no, se lo chiedeva e lei rifiutava? Non era possibile che rifiutasse qualcosa a lui, infondo era adorabile, però quando si parlava di Haruhi…quella ragazza non seguiva schemi quindi avrebbe anche potuto rifiutare. Beh valeva la pena provare no?
-Haru-chan- non lo disse con la voce smielata che usava di solito, era serio, cosa che stupì le clienti
-Cosa c’è Honey-senpai?
-Oggi pomeriggio hai da fare?
-No
-Ti andrebbe di uscire con me? – la domanda mandò le clienti in brodo di giuggiole e Haruhi gli sorrise
-Va bene, perché no? Dove vorresti andare? –Haruhi ignorò gli sguardi delle clienti, che già fantasticavano su un possibile matrimonio, e degli Host, che stavano pensando a come uccidere Honey-senpai e nascondere il corpo.
-C’è un parco a tema qui in città, tanti e bei peluche, ti piacerebbe andare?
-Va bene- le serviva una distrazione.
******all’ora dell’appuntamento******
Honey-senpai era appoggiato al tronco di un albero, indossava dei jeans neri, scarpe da tennis, una maglietta bianca con una stampa di un samurai sopra e degli occhiali da sole neri, stranamente non aveva con se il suo coniglio. Sembrava finalmente il diciottenne che era.
-Scusa il ritardo Honey-senpai
Honey si giro e si tolse gli occhiali rimanendo a bocca aperta. Haruhi si era vestita in stile sweet- lolita. Un vestito rosa e bianco, con tanti fiocchi, i capelli erano raccolti in due code alte abbellite da due fiocchi rosa, ai piedi aveva delle ballerine rose. Era adorabile e lui che amava le cose dolci e carine non poté non provare una strana sensazione alla vista di quella versione di Haruhi.
-Qualcosa non va Honey-senpai? – si era avvicinata e gli aveva spostato una ciocca di capelli biondi dagli occhi. Era poco più alta di lui.
Divenne rosso, ma scosse la testa- n-no va tutto bene…andiamo?
Lei gli sorrise e si mise accanto a lui. Entrambi erano ignari del fatto che qualcuno li stava seguendo, ovvero Yasuchika, il fratello minore di Honey, alcuni scagnozzi del padre che stavano riprendendo il signorino e lo stesso padre di Honey, il signor Haninozuka. Lo seguivano per tre motivi principali, lo strano abbigliamento, la mancanza del peluche e il fatto che fosse fuori con una donna. Il padre aveva gli occhi lucidi, suo figlio sembrava un uomo, non aveva quella dannatissima espressione carina e coccolosa ed era vestito decentemente, almeno a suo parere.
-Honey-senpai…come mai non hai con te il tuo coniglio?
Honey da dietro le lenti la fissava da un po’- mi è caduto in piscina e si sta asciugando- mentì, lo sapevano tutti e due che era una bugia ma Haruhi finse di credergli, per due motivi, il primo era che della fine del peluche non gliene poteva fregare di meno e la seconda era curiosità, voleva vedere cosa aveva in mente quel demone dalla faccia d’angelo.
-Come mai mi hai invitata ad uscire? –il portamento, il modo di parlare, i vestiti, lo sguardo…Haruhi era dolcissima in tutto e Honey non poteva che trovarla irresistibile
-Volevo visitare il parco e ho pensato che sarebbe stato divertente uscire con te
Lei sorrise e lui divenne leggermente rosso. Lei si stava divertendo a metterlo in imbarazzo, non sembrava ma era uno dei suoi passatempi preferiti da quando era stata scoperta, infondo non c’era nulla di male nel giocare con loro no?
Entrarono nel parco di divertimenti, c’erano moltissime coppiette, peluche, cuori…era un parco per le coppiette. Appena entrati un ragazzo vestito in maniera improponibile, pantaloni a quadri viola e arancioni, una maglia verde, delle scarpe da tennis arancioni e delle cuffie giganti in testa si avvicinò a Haruhi- ma che bella fanciulla, sei qui con il tuo fratellino?
Honey si tolse gli occhiali e gli lanciò un’occhiataccia- non sono suo fratello
Il tipo sbiancò e indietreggiò per poi darsela a gambe. Haruhi se la rise- adoro quando fai così- si lasciò sfuggire, gli tese una mano- andiamo?
Lui la prese, per il resto della giornata non la lasciò un secondo. Si divertirono entrambi, ignari delle lacrime di gioia del padre di lui che finalmente vedeva il figlio “fare l’uomo”.
***********
Haruhi stava tornando a casa dall’appuntamento con Honey quando sentì di essere seguita.
-Non ti stanchi di fare lo stolker? –si girò verso il motociclista, lo stesso che era davanti all’ingresso della scuola
-Non finché non torni- rispose seco quello
Haruhi intravide Honey spiarla, doveva essere in pensiero per lei, ma in quel momento doveva liberarsi del suo inseguitore, di lui si sarebbe occupata dopo- rispondi a Haruka che no significa no
Il tipo le afferrò il polso- ho l’ordine di portarti con me con la forza
-Oh sul serio? –con una mossa veloce si liberò e lo bloccò spalle al muro- ricordati chi sono e chi sei tu, non metterti mai più contro di me
Lui si mise a sedere e annuì piano, se non avesse avuto il casco si sarebbe visto il volto pallido e lo sguardo pieno di ammirazione. Haruhi si allontano e riprese a camminare come se niente fosse. Si girò verso il motociclista che si era rimesso in piedi- digli che se vuole avere a che fare con me di mostrarsi in faccia e di non mandare te- tornò a camminare- grazie della visita J.
*****il giorno dopo*****
-Honey-senpai- la voce di Kyoya riportò Honey sulla terra, stava ripensando al tipo di ieri e a come Haruhi si era comportata- cosa pensi?
-A che torta mangiare per prima- rispose velocemente lui, ne aveva tre davanti e nessuna voglia di mangiarle, decise rapidamente che doveva parlare con Kyoya, ma un’occhiata di Haruhi gli bloccò la voce, era uno sguardo che gli imponeva silenzio sulla faccenda, l’aveva visto. Richiuse la bocca e rapidamente si alzò per seguire Haruhi che se ne stava andando, cosa che attirò le grida delle clienti e che costrinse gli Host a cercare di calmarle.
-Haru-chan
Lei si girò- ti pregherei di non dire nulla su ciò che hai visto ieri
-Chi era quel tipo? Sei nei guai? Dove hai imparato a difenderti? –aveva mille domande e voleva delle risposte
Lei abbassò lo sguardo, stava decidendo se dirglielo o no- non parlarne con nessuno ok?
-Ovviamente
Lei sospirò- questo non è posto per parlarne…
-Vieni a casa mia- disse lui di impulso- li nessuno ci disturberà
-Va bene
*********a casa di Honey********
Honey viveva in un dojo molto grande. Haruhi indossava un semplice vestito bianco, i capelli era adornati con un fiocco e le cadevano liberi sulle spalle. La sua visita mandò tutti fuori di testa. Era la prima ragazza che Honey portava a casa! Ma prima che potessero anche solo pensare di fare delle domande un’occhiata di Honey mise tutti a cuccia. Haruhi si sedette di fronte a Honey, erano in camera sua, una camera piena di peluche.
-Allora…il ragazzo che hai visto e CJ, un uomo che lavora al servizio di mio nonno, l’ha mandato lui e ha mandato anche Haruka. Non posso spiegarti il perché, è una storia complicata, comunque lui era il padre di mia mamma e Haruka è mia cugina, per alcune divergenze, ovvero il matrimonio con mio padre, non sono in buoni rapporti con lui.
-Ti odia lui o tu odi lui?
-Lui mi adora, ma io lo ignoro. Ha cercato di impedire che la mamma fosse chi era, per questo non lo posso perdonare.
-Haru-chan…
-Dimmi
-Ecco…
La porta si spalancò e il padre di Honey entrò di corso, gli somigliava molto, solo che sembrava più pericoloso che adorabile, ed era una montagna di muscoli e un gigante in altezza.
-Papà!
-Salve sono il Padre di Mitsukuni, tu sei la sua ragazza vero?
Honey lo scaraventò fuori dalla stanza- non entrare senza bussare!!
-Scusami, potevate star facendo qualche “gioco”, la prossima volta busserò
Haruhi si dovette trattenere dal ridere. Honey divenne viola- P-p-papà!
-Honey-senpai, ci vediamo domani a scuola- si inchinò davanti al padre- è stato un piacere conoscerla, con permesso- uscì alla svelta dal dojo.
-Che ragazza educata! Hai ottimi gusti figliolo!
-Papà- Honey era circondato da un’aura nera- dobbiamo parlare
***********
Haruhi venne afferrata e sollevata da terra
-Bersaglio…
-Acquisito
I gemelli la infilarono nella limousine- sapete vero che questo è rapimento?
-Chissà- risposero i due in coro
-Si può sapere dove stiamo andando? –rispose lei arresasi ai rapimenti continui dei gemelli
-I nostri genitori ti vogliono conoscere.
Perfetto! Qualcun altro?! Ma che diavolo avevano i genitori degli Host? Prima il padre di Tamaki, poi quello di Kyoya, poi quello di Honey, ora quello dei gemelli…mancava solo quello di Mori-senpai ed eravamo a posto! Maledetti ricchi con un sacco di tempo libero!



The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...