WitchandAngel : L'assassino di Favole
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Capitolo finale: Ora si spiega cos'è successo all'inizio

                                            13 (speciale)
                 Ora si spiega cos’è successo all’inizio

Black un tempo era una favola, ma, corrotta dai sentimenti umani, cominciò a bramare potere…la prima regina cercò di farla rinsanire, ma purtroppo era troppo tardi. La regina dovette cancellare Black dalle favole, bruciando il suo libro delle favole, lei non sapeva però che una pagina del vero libro era stata rubata e nascosta da qualche parte nella villa degli orrori di Black. Black approfittando delle paure di una delle favole cercò di sottometterla e prendere il controllo, la prima regina riuscì a sconfiggere Black, anche se temporaneamente, a costo della sua vita. Angel quando ha scoperto che una favola era a rischio ha pensato di riuscire a fermare Black portando tutte quelle più a rischio nel mondo umano, ma nel farlo si è accidentalmente bloccata la memoria e nel farlo ha bloccato anche quella delle ragazze. Infatti lei non ricordava nulla di narratore o delle ragazze, ma quando loro hanno visto lei l’hanno capito subito. Angel, rispetto alla prima regina, è molto più potente, infatti lei può fermare Black senza morire. Ogni volta che Black perde contro Angel, perde una parte di pagina, ormai Angel ha tutta la pagina deve solo capire come bruciarla. I libri magici non bruciano facilmente.

Capitolo 12: La maga e i sentimenti di narratore

                                          12
               La maga e i sentimenti di narratore


La mia vita è sempre stata complicata. Sono Angel White, o per meglio dire la maga. Sono la padrona del regno della fantasia, sono colei che tiene in vita la fantasia, nel mio mondo tutto è possibile. Io sono colei che crea le favole, le favole che fanno sognare i ragazzi, sogni che uso per tenere in vita e rinnovare ogni giorno il nostro mondo. In molti credono che per me sia facile, infondo devo solo regnare no? Invece è difficile, avvolte perdo il controllo di un personaggio…e questo diventa cattivo e crudele, i suoi desideri svaniscono e diventa il cattivo della storia. È per questo che ho creato narratore…lui ha il potere di cancellare i personaggi cattivi, cioè quelli di qui perdo il controllo, e io li ricreo cancellando i ricordi di ciò che ha fatto di male, per non farlo soffrire. Può capitare che il nuovo cattivo voglia uccidermi, allora Narratore interviene e mi protegge a costo della vita. Narratore è l’unica cosa che conta per me, lui è l’unico che mi capisce, che mi vuole bene, lui mi protegge. Forse può essere un po’ apprensivo, un po’ aggressivo, ma anche così io…
-Rossa pagherai per ciò che hai fatto!
-Vedremo Maga!
Schioccai le dita e tutte le ragazze ritornarono a essere vive, ritornarono a essere le protagoniste delle favole
-Andate al palazzo, ci vediamo lì-gli dissi
Loro annuirono, mi abbracciarono e corsero via.
Mi avvicinai al narratore-come stai?
-Starò bene- mi sorrise.
Mi allontanai da lui e andai verso Rossa, eravamo l’una difronte all’altra.
-Rossa dimmi qual è il colore dei tuoi occhi?
Dovevo capire se la vera rossa era cosciente o era stata rinchiusa da qualche parte.
-I miei occhi? Sono celesti…come il cielo…
Per un attimo sembro essere tornata in se…forse c’era ancora speranza
-Come ti chiami?
-Ro-Rossa, ma mi chiamano tutti rossa…smettila! Non ti permetterò di prendere di nuovo il controllo! Io sono Black! Io sono l’unica degna di governare!
-Narratore…sei pronto? –sussurrai
-Si mia Maga…
Narratore prese alle spalle rossa e la immobilizzò.
-Lasciami! Lasciami!
-Rossa…sto venendo a prenderti…
Toccai il petto di rossa, proprio sopra il cuore, creando così un collegamento tra di noi.
Mi trovavo in un bosco, era buio e non c’era nessuno in giro…ero nella paura di rossa, ero nel suo cuore, ora dovevo solo trovarla e convincerla a combattere contro Black
-Rossa? Dove sei Rossa?
Sentivo piangere…
-Lasciami stare…Angel…dove sei…non mi lasciare da sola…lei è cattiva…Angel…dove sei?
Camminai in direzione del pianto e vidi rossa, stavo per andare da lei ma vidi Black, ho meglio ciò che Black rappresentava…la paura…i sogni infranti…il dolore…tutte le cose che ci fanno stare male
-Angel non verrà! Lei non ti ha mai voluta!
-Angel verrà! Lei mi vuole bene!
-Non è vero, lei ti odia! Lei non ha bisogno di te! Tu sei inutile!
Uscii allo scoperto e sorrisi a rossa.
-Rossa per fortuna stai bene…ero preoccupata per te
-Sei…sei venuta a prendermi?
Black si mise a urlare-no lei non è venuta per te lei è-
-Si rossa sono qui per te, noi siamo una famiglia e siamo amiche, siamo tutti in pensiero per te…rossa ho bisogno di te…solo tu puoi liberarti di Black
-Ma come? Lei è troppo forte…
-Io ho fiducia in te rossa…tu puoi farcela… affronta la tua paura rossa e torneremo a casa insieme…
Rossa, si alzo da terra e venne verso di me. Le porsi la mano e lei la prese.
-Dove pensi di andare? Tu ora sei nelle mie mani! –disse Black
-No, io non ho paura di te Black! Angel è venuta! Lei non mi lascerà mai sola! Lei e le mie amiche verranno sempre a prendermi! –cominciammo a camminare e il bosco da spettrale divenne fatato- addio Black…
Tornammo al nostro mondo. Un fumo nero uscì da rossa e sparì nel mondo reale.
-Angel? Sei venuta
-Sei stata brava, sei stata davvero brava Cappuccetto.
Portammo rossa al castello. Io andai nella biblioteca. Cercavo il libro di rossa. Lo trovai aperto sul tavolo.
-Come pensavo, qualcuno aveva preso possesso del libro.
Sentii bussare, posai il libro che era ormai tornato normale. Narratore entrò.
-Sta bene Maga?
-Che ci fai in piedi? Sei stato ferito! Torna subito a riposare!
Stava per crollare a terra. Lo presi in tempo.
-Mi può accompagnare?
Lo portai in camera sua. Lui chiuse la porta e io lo aiutai a sedersi sul letto.
-Ora riposati, io vado
-No ferma-mi prese per il polso e mi tirò a se. Mi immobilizzo sul letto.
-Ma-ma che fai?!
Ero diventata rossa
-Sei carina quando diventi rossa, Angel.
Era raro che lui mi chiamasse per nome, ma ancora più raro che prendesse un’iniziativa del genere
-Smettila di scherzare.
-Non scherzo mai- mi fece sedere, ma mi non mi permise di alzarmi in piedi né tanto meno di andarmene- ti devo dire una cosa…
-Co-cosa?
-Ti Amo- mi bacio, all’inizio ero sorpresa ma poi ero solo felice.

-Anch’io ti amo…Lucius

Capitolo 11: Il passato del cattivo

                                              11
                             Il passato del cattivo

Telegiornale: “il misterioso assassino soprannominato L’assassino delle favole ha colpito ancora...”
Spengo la tv.
-Tutti a darmi dell’assassino- sospiro e mi lascio cadere sulla poltrona- se sapessero la verità non mi chiamerebbero un assassino.
Presi la foto sopra il tavolino accanto alla poltrona. La guardai- quanto è passato? Sei ancora bellissima…bella come il giorno in cui mi hai creato…
Flashback
Una bella ragazza bionda con dei bellissimi occhi viola mi sorride. È sempre più bella.
-Sai Narratore manca poco ormai la mia morte è vicina
-Cosa dici Maga?
-Presto una delle mie storie mi toglierà la vita…
-Chi osa tanto? Chi vuole uccidere la padrona del tempo e della vita stessa di questo mondo?
-Non posso dirtelo Narratore, so cosa faresti se scoprissi chi mi ucciderà…non devi interferire Narratore… se interferirai il mio mondo finirà…io devo morire Narratore, dalla mia morte nascerà una nuova maga, la maga sarà la mia reincarnazione Narratore, tu dovrai proteggerla, chi mi ucciderà la vorrà morta.
-Come posso proteggerla? Non voglio perderti Maga…io
-Dovrai affrontare molti pericoli Narratore ma so che c’è la farai, tu puoi farcela
***
-Perché? Perché?
Il corpo della maga giace a terra privo di vita. Il narratore piange calde lacrime, lacrime che si trasformano ben presto in rabbia e odio.
Fine flashback
Poggio la foto e chiudo gli occhi.
-Chissà perché sento che la maga è ancora in pericolo…eppure ho eliminato tutte le responsabili della sua morte…
Apro gli occhi di scatto e mi alzo- non può essere…loro sono ancora qui! Loro sono rimaste come fantasma! Quindi la Maga è ancora in pericolo! Accidenti…
Prendo la giacca e salto fuori dalla finestra, uso una delle magie di teletrasporto e mi nascondo dietro una colonna, per ora posso solo osservare…devo aspettare che la maga riacquisti tutti i suoi ricordi poi potrò proteggerla
Angel sorrise, era così bello stare all’area aperta, era stata una buona idea venire al parco a quell’ora- qui nessuno mi vedrà parlare con voi, quindi non penseranno che sono matta
Biancaneve le si avvicina: che bell’idea! Brava!
Sembra che per ora sia tutto apposto, speriamo che la maga ricordi velocemente chi l’ha uccisa così potrò riportarla nel nostro mondo e ridare la vita alle altre…
Vederle parlare così mi ricorda quando l’ho incontrata…mi ha protetto fino ad allora e io mi sono lasciato sfuggire l’assassino…che stupido che sono…ma cosa?! non può essere
-Attenta!
Angel si girà e schiva in tempo l’ascia che stava per colpirla.
Mi metto davanti a lei.
-Ma tu sei il Narratore! sei tu che ci hai uccise! –disse Ariel
-Si, vi ho uccise solo perché una di voi è la traditrice, la stessa che ha tirato l’ascia.
-Ora ricordo! La maga c’è l’aveva detto! –disse Raperonzolo
-Ma che brava la maga, nonostante ti abbia uccisa sei ancora viva…stavolta non mi sfuggirai! –disse cappuccetto rosso
-Perché rossa? –chiesi- perché dopo tutto quello che lei ha fatto per te!

-Non farmi ridere! Noi eravamo solo i suoi giocattoli! lei ci ha creato solo per giocare!
-No lei ci ha creato perché voleva degli amici! Lei ci vuole bene Rossa! –disse Bianca
-Io la odio, l’ho sempre odiata la parte della bambina, io non sono così…e ora tu morirai così farò finire tutto questo!
-Attenta! –mi lanciò su Angel e evito che lei venga colpita ma io vengo ferito
-Narratore! –Angel mi guarda impietrita, finora non aveva detto una parola- non mi lasciare Narratore!
-Maga…ti sei ricordata di me?
Mi prende la mano e la stringe forte- tu sei il mio Narratore tu sei la ragione per cui ho iniziato a creare loro…non mi lasciare Narratore…non mi lasciare…non voglio essere più sola…io non voglio perderti…
Una sua lacrima viola cadde sulla mia guancia e una sfera viola come i suoi occhi ci spedi nel suo mondo. Le mie ferite cominciarono a guarire, mi aveva salvato di nuovo…lei la mia Angel, la mia maga, la mia cantastorie, la mia anima gemella, il mio unico e vero amore, il mio lieto fine e il mio solo desiderio…

Appena vide che le mie ferite stavano guarendo si alzò in piedi e disse, con voce ferma e severa: rossa pagherai per ciò che hai fatto…

Capitolo 10: La sirenetta

                                              10
                                     La sirenetta

Mi chiamo Ariel Sea. Il mare è la mia vita…o meglio era la mia vita…sono sempre stata brava a nuotare. Ero veloce e rapida, l’acqua era il mio elemento, la mia ragione di vita e…il motivo della mia morte…
Ero nella sua villa al mare. Eravamo in piscina e io stavo prendendo un po’ di sole su una sdraio. Lui mi si avvicina portandomi un bicchiere di limonata fresca.
-Ti piace questa casa al mare?
-Moltissimo, grazie per avermi invitata.
Sorrise e si sedette accanto a me.
-Sai Ariel…
-Si? –bevvi la mia limonata e poggiai il bicchiere vuoto vicino la sdraio
-Ariel tu sarai la penultima…
-La penultima? –non capivo cosa voleva dire
-Tu sarai la mia penultima vittima…poi finalmente toccherà a lei…
-Lei? Penultima vittima? Di che parli?
-Io sono L’assassino di favole…e tu sei la mia decima vittima…dopo di te ci sarà solo una ragazza e poi finalmente sarò salvo…
-Sei tu! L’assassino…-mi alzai di scatto e cominciai a indietreggiare- come hai potuto…tutte quelle ragazze…
-Non sono io il cattivo qui, ma voi
-Noi? Nessuna di noi ti ha fatto niente! Io non ti ho fatto niente!
-Questo lo dici tu…tra poco finirà tutto Ariel, manca solo lei e poi questo gioco finirà
-Gioco?! Per te uccidere è un gioco?! Tu sei pazzo!
Ero terrorizzata, anche volendo non potevo scappare ne nascondermi, l’intera spiaggia era sua e mi avrebbe trovata e uccisa, era finita per me…
-Non puoi capire Ariel, appena vi avrò uccise tutte io sarò libero!
-Libero? Tu sei solo pazzo! Chi ti dà il diritto di ucciderci?!
-Io posso fare ciò che voglio, io sono il narratore! io decido cosa far fare ai personaggi e voi siete le mie bambole! I miei giocattoli! I miei burattini!
-Sei un folle! Non…la…passerai…liscia- stavo perdendo i sensi, deve avermi messo qualcosa nella limonata e ora per me e finita
-Addio sirenetta...salutami le altre ragazze e di loro che presto prenderò il cuore della maga

Persi i sensi. Quando mi risvegliai ero morta da ore, il pazzo mi aveva legata a un’ancora e mi aveva fatto affogare…che vergogna…io, una nuotatrice e una bagnina provetta, morire affogata…pagherà con la vita le nostre morti…lui non toccherà la maga lui perderà questo gioco, quant’è vero che mi chiamo Ariel, lui non vincerà questa è una promessa…

Capitolo 9: Riccioli d'oro

                                           0.9
                                  Riccioli d’oro

Sono Margaret Bear, ho sempre amato gli orsacchiotti. Forse è per questo che ho aperto un piccolo negozio di peluche. Era così bello vedere i bambini felici per un nuovo peluche…sono stata uccisa da un mostro che finge di essere umano. Mi ha uccisa nel mio bel negozio e ha rovinato tutti i miei poveri e carini orsetti…io amavo la mia vita…perché? Perché lui me l’ha tolta?
I miei ricordi sono molto confusi, ricordo solo che avevo paura…tanta paura…
Ero nel magazzino, lui è spuntato all’improvviso e mi ha presa alle spalle. Io mi sono liberata e ho cominciato a correre. Mi inseguiva. Caddi in una scatola e rotolai a terra per un po’. Uno scaffale mi cadde addosso. Riuscii a liberarmi ma la mia caviglia si era slogata. Correvo più che potevo. Cominciai a far cadere degli scaffali e cercai di raggiungere la porta. La raggiunsi ma era chiusa a chiave. Mi girai lui, era dietro di me. Il resto è buio…so solo che quando mi sono svegliata ero morta e tutti i miei orsetti erano stati rotti. Ora sono un fantasma e sto con una ragazza molto dolce di nome Angel. Lei dice che troverà il mio assassino, spero tanto che nessuno le faccia del male…lei è l’unica che può sconfiggerlo… lei è…


Capitolo 8: Lo schiaccianoci

                                              0.8
                              Lo schiaccianoci

Il mio nome è Ariana Ice. Ero una pattinatrice artistica. Il pattinaggio era la mia vita…una vita stroncata da lui…
Avevo appena vinto un altro torneo di pattinaggio artistico. Avevo interpretato la protagonista dello schiaccianoci. Lui era lì, lui si venne a congratulare dicendomi che ero stata fantastica. Rimanemmo soli sulla pista, mi aveva chiesto di pattinare per lui.
-Sicuro di non voler provare? –feci una piroetta- è divertente
-Preferisco guardare…
Aveva qualcosa di strano, ma non me ne ero accorta. Mi divertivo troppo a pattinare, mi sentivo libera, felice, serena, tranquilla come se…come se niente mi potesse fare del male. Il ghiaccio era il mio elemento.
Pattinavo da un paio di minuti, all’improvviso sentii il rumore, il rumore di rottura del ghiaccio un secco crack. Guardai il ghiaccio e vidi delle crepe.
-Cosa…è impossibile il ghiaccio è fatto a posta per non rompersi…allora
Guardai verso di lui, lo vidi, aveva in mano uno di quei bastoni da passeggio con su intagliato uno schiaccianoci. Aveva rotto lui il ghiaccio! Scivolai e caddi nelle acque gelide, riuscii ad aggrapparvi al ghiaccio, ma non a tirarmi su.
-Aiutami
Il freddo stava congelandole mie gambe e piano piano tutto il mio corpo.
-Addio mia dolce pattinatrice- mi spinse in acqua e se ne andò. Il ghiaccio si rifece in fretta ero in trappola. Il freddo mi congelo lentamente, morii lentamente e in modo molto crudele.
-Non sono arrivata in tempo- ero diventata un fantasma da un po’, una bella ragazza con dei meravigliosi occhi viola mi spiegò tutto. Io sono con lei da allora. Io proteggerò Angel a qualunque costo.


Capitolo 7: Il lago dei cigni

                                          0.7
                               Il lago dei cigni

Ho sempre amato ballare. Mi chiamo Mimi Cigne, ero una ballerina classica, prima di conoscere lui e prima di morire per mano sua…
Il giorno in cui sono morta ero al teatro al lago. Stavamo facendo l’opera “il lago dei cigni”, io facevo Odet e lui era venuto a guardarmi danzare. Visto che lui mi guardava mi sono impegnata al massimo. Lo spettacolo è stato un successo, tutti applaudivano e esultavano. Senza neanche darmi il tempo di cambiarmi, lui mi porto vicino al lago, eravamo soli.
-Ti è piaciuto lo spettacolo?
Mi sorrise e mi guardò negl’occhi
-Sei stata bravissima mia Odet
Pensavo che mi chiamasse così per via del costume e del mio ruolo, non potevo immaginare che lui era l’assassino di favole e che io ero la sua vittima.
-Sai ero molto nervosa, ma come ti ho visto il nervosismo è sparito
-Odet muore per una freccia, vero?
-No, Odet non muore
-Invece, io mi ricordo che muore per una freccia al petto
Non so perché ma il mio istinto mi dice di stare attenta. Quindi indietreggio.
-Odet non muore, lei si salva
Sembrava quasi stesse per ridere. Mi stava spaventando. Non era chi credevo fosse, non era come mi aveva fatto credere che fosse.
-Lei forse, ma tu…-estrae una balestra- ma tu non ti salverai Odet.
-Che vuoi fare?
-Ucciderti, così avrò la mia vendetta su di voi!
Scoccò una freccia, io riuscii a schivarla ma ero spaventata, non riuscivo a scappare. Lui ne tirò un’altra, mi colpii al petto
-Addio Odet
Caddi a terra. Lui scappò via. Sentii una voce e vidi qualcuno venire verso di me. Era una ragazza con gli occhi viola.
-Resisti, chiamo aiuto
-Non serve…per me è troppo tardi…è stato lui…
-Lui chi? L’assassino di favole?
-Si…-il mio battito e il mio tempo erano quasi finiti- è stato…N…
Sono morta prima di potere dire il nome dell’assassino, purtroppo non ricordo chi era, ma so una cosa. Angel, la ragazza con gl’occhi viola, è in pericolo, quindi io ho deciso di restarle vicino, infondo ora non ho più un posto in qui tornare.

Capitolo 6: Raperonzolo

                                              0.6
                                      Raperonzolo

Mi chiamo Blondin Locke, ho sempre avuto dei lunghi capelli biondi. Per questo spesso mi chiamavano Raperonzolo. Ho sempre amato l’altezza, mai avrei pensato di morire per questo però…
Lui mi aveva portata in una torre molto alta. Non sapevo cosa voleva fare ma ero troppo felice di stare con lui per chiedermelo.
-Ti piace stare qui?
-Si
-Bene, perché è qui che rimarrai per sempre
Aveva uno sguardo minaccioso. Io cominciai ad arretrare, lui mi prese i capelli.
-Mi piacciono molto i tuoi capelli
Mi si avvicino e mi cominciò a strangolare con i miei stessi capelli
-La…scia...mi!
-Morirai Raperonzolo!
Qualcuno stava correndo su per le scale verso di noi, era una ragazza con dei meravigliosi occhi viola.
-Lasciala andare!
-Meravigliosa- sussurrò lui
Quella ragazza era in pericolo, l’ho capito da come lui la guardava. Mi spinse giù dalla torre. Con le poche forze che avevo mi aggrappai al cornicione. La ragazza corse da me. Lui scappò via senza dire nulla.
-Dammi la mano!
-Cadrai anche tu così!
-Non cadrò, afferra la mia mano!
Il destino avvolte gioca brutti scherzi. Prima di afferrare la sua mano, il cornicione si ruppe e io caddi nel vuoto.
-No!
La sentii urlare e correre giù dalla torre. Ma io ero già morta.
-Troppo tardi…mi dispiace se solo fossi arrivata prima…
Ora, anche se come fantasma, le sto accanto e la proteggo. Come lei ha cercato di proteggermi. Ho capito una cosa, lui sta facendo tutto questo per un motivo, anche se il motivo ancora non mi è chiaro io proteggerò Angel! Farò di tutto purché lei non muoia, se lei morisse sarebbe la fine di tutto…

Capitolo 5: La bella e la bestia

                                           0.5
                               La bella e la bestia

Io ho sempre amato leggere. Mi chiamavo Bella Rosé, prima che lui mi uccidesse. In realtà io non ricordo molto di ciò che è successo quando sono morta, la mia mente era terrorizzata e per me è stato un trauma. Ricordo che lui mi ha portata in una stanza piena di libri…
-Che bello!
-Puoi leggere tutto ciò che vuoi…
-Sul serio? Grazie! –gli buttai le braccia al collo e lo baciai. Cominciai a cercare un libro quando qualcosa mi sfioro le spalle.
-Cosa c’è?
-Vorrei chiederti una cosa…
Non mi sono girata, stava cercando un libro. Se solo lo avessi fatto…
-Cosa volevi chiedermi?
-Se morissi tra questi libri tu ne saresti felice?
-Cosa? –mi girai lui aveva una torcia in mano e me la puntava contro- Cos-cosa vuoi fare con quella?
-Solo finirti Bella. Finirò ciò che ho cominciato...
Lanciò la torcia, corse via e mi chiuse a chiave dentro la stanza con l’incendio che si era creato.
-Aiutami! Aiuto!
Cominciai a battere sulla porta, l’unica via di fuga. Mi sentivo soffocare, il fumo non l’ho mai sopportato. Cominciarono a crollare le librerie e io rischiavo di essere schiacciata.
-Per me è la fine…
-C’è qualcuno qui?
Una voce proveniente da dietro la porta attirò la mia attenzione
-Aiuto! Sono qui dentro! Aiutami ti prego!
-Ascolta, allontanati dalla porta, cercherò di buttarla giù!
Cominciai a perdere i sensi. Quando la porta si aprii io ero quasi morta.
-Resisti! Per favore non mollare!
Era una giovane ragazza con dei meravigliosi occhi viola. Mi prese in braccio e mi porto fuori, ma era tardi per me.
-No, non mi lasciare! Rimani con me! Per favore non mi lasciare!
Cominciò a piangere. Lei mi aveva salvata, ma purtroppo ero morta. Ero diventata un fantasma. Intorno a lei c’erano altre ragazze. Allora capii tutto, erano tutte vittime di lui. Quindi lei sarebbe stata una sua prossima vittima. Mi spiego tutto. Decisi di restare con lei, per proteggerla come lei aveva cercato di fare con me. Quando mi disse il suo nome, Angel, capii che lei era la maga. Sono morta, ma la proteggerò costi quel che costi!

Capitolo 4: Cappuccetto rosso

                                          0.4
                         Cappuccetto rosso

Rosso. L’ultimo colore che ho visto è stato il rosso, il rosso dei suoi occhi. Mi chiamo Red Wood, ma i miei amici mi chiamano Rossa per via della mia felpa rossa, la mia felpa preferita. Nonostante la mia età sembro una bambina, dicono tutti che sono carinissima e dolce. Cappuccetto Rosso è stato l’ultimo nome che ho sentito, infatti il mio assassino mi ha chiamato così prima di uccidermi. Ora sto con una ragazza davvero dolce che si chiama Angel, purtroppo non sono più viva, ma ricordo ancora tutte le emozioni che quel…quel…quel mostro mi ha fatto provare, paura, rabbia, dolore, tristezza, odio e il desiderio di rimanere in vita. Non voglio raccontare come l’ho incontrato e cos’è successo fino alla mia morte, racconterò solo come sono morta…
Uscivo da un po’ di tempo con lui e quel giorno mi invitò nella casetta del bosco, una casa di sua proprietà. Quel giorno avevo la mia felpa.
-Che bella casa.
-Sono contento che ti piaccia.
Mi girai a guardarlo, aveva un fucile in mano e me lo puntava contro
-Per-perché quel fucile?
-Perché voglio spararti Cappuccetto Rosso
-Non scherzare, non è divertente- feci un passo indietro, ero in un bosco, nessuno avrebbe sentito lo sparo, dovevo fuggire.
-Non è uno scherzo Rossa, adesso avrai ciò che meriti!
Con la mano cercavo qualcosa da afferrare, un tronco. Appena lui fu più vicino lo colpii e cominciai a correre nel bosco.
-Non mi sfuggirai Rossa! Non uscirai viva da qui!
Correvo più veloce che potevo. Sentivo degli spari in lontananza mi stava seguendo. Pregavo che qualcuno mi salvasse. Scivolai, il terreno era bagnato, non mi feci niente ma lui mi aveva raggiunta, da un lato c’era un burrone, dall’altro lui, ero in trappola.
-Perché mi vuoi morta?! Non ti ho fatto niente!
Devo temporeggiare, arriverà qualcuno, spero che arrivi qualcuno.
-Tu no, ma Cappuccetto Rosso sì! –punto il fucile al mio petto- Addio rossa.
-No!
Chiusi gli occhi e urlai. Però nessuno sparo avevo sentito. Aprii gli occhi e un lupo aveva attaccato lui. Corsi via sperando che il lupo riuscisse ad ucciderlo. Uno sparo e un guaito mi fecero capire che il lupo era morto. Piangevo arrivai di nuovo vicino alla casa. Mi ero persa. Di nuovo con le spalle al muro e di nuovo lui davanti a me con l’arma in mano.
-Il lupo è stato un bell’imprevisto sai? Ora ho solo un colpo. Ma mi basterà per ucciderti.
-Aiutatemi!
Stava per premere il grilletto quando un ascia gli passo vicino al viso per andarsi a conficcare nell’albero accanto a lui.
-Lascia andare la ragazza!
Una ragazza con occhi viola era venuta a salvarmi, una felicità e una speranza si accesero in me.
-Ancora più bella di quanto ricordassi- sussurrò lui. Mi sparò. Lei urlò e corse verso di me lui buttò il fucile e scappò via nel bosco.
-Troppo tardi, mi dispiace- delle lacrime solcavano il suo viso
Ormai ero morta, ma lei mi disse di rimanere con lei, anche se come fantasma, finché non avremo catturato l’assassino. Appena mi disse il suo nome ricordai una fiaba molto antica, lei sarebbe stata un’altra vittima, almeno che noi fantasmi non l’aiuteremo a salvarsi. Lei era la maga e noi eravamo fantasmi, avremmo avuto qualche speranza di salvarla? Speravo con tutto il cuore di poterla aiutare, lei infondo ci ha provato a salvarmi e ora mi sta vicina, anche se sono morta, lei mi sta accanto e si prende cura di me. Per me lei ora è la mia famiglia.

Capitolo 3: Cenerentola

                                                 0.3
                                          Cenerentola

Il mio nome era Ella Crystal. Sono stata la terza vittima dell’assassino di favole. Non trovo giusto ciò che è successo, lui non ha il diritto di ucciderci solo perché assomigliamo a quelle delle favole. Non ricordo molto di ciò che è successo…
Ero in una chiesa, lui era davanti a me. Mi aveva legata all’altare, non riuscivo a muovermi.
-Cenerentola è quasi mezzanotte, tra poco andrai all’altro mondo
-Sei pazzo! Lasciami, lasciami!
-Tra dieci minuti la scarpetta di cristallo tornerà da te…
-No
-Dieci…nove…otto…sette…sei…cinque
Una tanica di esplosivo era stata messa sotto la vetrata, io non potevo muovermi, sarei morta.
-Quattro…
-Ti prego…
Piangevo ero terrorizzata.
-Tre…
-Aiuto…
-Due…
-Qualcuno mi aiuti…per favore…
-Uno…
La porta della chiesa si aprì entro una ragazza dagli occhi viola.
-Lasciala andare!
Lui la guardava con occhi sognanti, si era dimenticato di me, sussurro qualcosa come “l’ho trovata”
-Addio Cenerentola…arrivederci Maga
Sparì nel nulla come se non fosse mai esistito.
-Ti libero subito…
Corse verso di me, ma il detonatore dell’esplosivo venne premuto.
-NO! –cerco invano di raggiungermi, ma era troppo tardi
Il vetro mi cadde addosso. Mi infilzò senza pieta. Una scheggia nel cuore, due nei polsi tagliandomi le vene, alle caviglie, alle gambe…mi colpirono dovunque tranne in testa. Morii subito. Aprii gli occhi ed ero un fantasma.
-Scusami se avessi fatto in tempo, non saresti morta
-Non è colpa tua, almeno tu hai cercato di salvarmi. Mi chiamo Ella Crystal
Due fantasmi apparirono.
-Io sono Bianca Apple
-Io sono Viola Fuso
-Siete anche voi vittime di lui?
-Già, morta avvelenata-disse Bianca
-Morta dissanguata-disse Viola
-Mi dispiace-dissi io
-Io sono Angel White, sono una detective, e sono qui per trovare il vostro assassino- mi guardò negli occhi, cioè quelli di fantasma, e disse- da oggi rimarrai con me, mi aiuterai a trovare il tuo assassino?
Guardai ciò che era rimasto del mio corpo, guardai i fantasmi e guardai lei.
-Si, non ho niente di meglio da fare infondo
Angel mi sorrise e vidi ciò che sapevo già, anche lei era una di noi, anche lei era in pericolo, anche lei è una possibile vittima delle favole.

The Protagonist Kidnapped Me

The Protagonist Kidnapped Me Trama: Una cosa che non ti aspetti quando ti reincarni in una novel è avere la protagonista del gioco completam...