WitchandAngel : In love with the Villainess
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In Love with the Villainess

In love with the villainess 

Trama
Reincarnato in un gioco Otome in cui lo scopo è ottenere regali dai love interest, il love interest Leon decide di mandare al diavolo la protagonista e sedurre la cattiva del gioco preferendo rischiare la testa con l’iper-protettivo padre della ragazza che finire in pasto a una mangiauomini. Tra cospirazioni, tentativi di assassinio e vendette personali, Leon dovrà anche gestire un “piccolo” territorio…di un paio di stati…

Categoria:  fantasy world, new lifedragonsLove Interest MC

Lista capitoli: 

Capitolo 30: In love with the Villainess

Capitolo 30: In love with the Villainess

-Congratulazioni sua maestà, sono gemelli
Poco dopo le nozze, nel suo primo anno di governo, Leon ebbe tre figli da Angelica al primo parto.
La cosa lasciò di stucco l’intera popolazione che sapeva quanti problemi erano nati dall’avere un singolo erede per generazioni su generazioni.
Leon non solo ebbe tre figli, due maschi e una femmina, ebbe anche poi la fortuna di aver messo Angelica incinta di nuovo pochi mesi prima del primo anno di vita dei figli.
Alla fine ebbe senza nessun problema 7 figli con massimo di distanza un anno e qualche mese tra loro.
In ordine ebbero:
Tre gemelli: Aaron Alexander, dai capelli neri e occhi rossi; Alaric Jonathan, biondo con occhi rossi; Seraphine Sarah, capelli neri con occhi rossi.
Due gemelli: Wolfe Noir, capelli neri e occhi rossi; e Adam Sebastian, dai capelli biondi e occhi rossi.
Un figlio: Theodor Duke, capelli Biondi e occhi rossi
Infine una figlia femmina: Bellrose Lycoris, capelli neri e occhi rossi.
Aron, Alaric e Seraphine avevano un anno più di Wolfe e Adam, due anni più di Theodor e tre anni più di Bellrose.
I sette erano armoniosi tra loro.
Strano ma vero, erano più uniti di quanto lui lo era stato con Alexander.
I sette erano noti come i sette doni della corona:
Aaron aveva ereditato il genio militare del padre
Alaric aveva preso la sua abilità politica
Seraphine l’abilità economica
Wolfe aveva ereditato l’abilità da stratega dal padre
Adam l’abilità nel gestire l’alta nobiltà
Theodor la gestione dall’ombra delle cose
Bellrose la sua mente.
I sette erano tutti ottimi candidati al trono ma nessuno di loro pareva aver intenzione di avere quel trono.
Erano contenti con ruoli di supporto e sotto quel presupposto Leon pensava che in futuro avrebbe visto un governo con più sovrani al capo del suo impero.
Tra tutti sembrava la più piccola la probabile futura sovrana.
Leon sorrise stringendo tra le sue braccia Angelica.
Se pensava che era solo un caso della vita che aveva ripreso i suoi ricordi.
Che aveva capito il pericolo
Che aveva ripreso una vita migliore…
Era proprio…
-Sembri pensieroso…
Lui annuì- lo sono
-Perché? –chiese lei curiosa
-Nulla…mi chiedo come ho fatto ad avere una tale dea come moglie –replicò lui
Lei arrossì- tesoro!
Lui rise- ma è vero
Lei lo guardò rossa prima di uscire dalle sue braccia e salirgli sopra
-Tesoro? –chiese lui sentendo qualcosa risvegliarsi. Dodici anni di nozze non erano abbastanza per rompere il suo appetito per quella donna
Lei sorrise mettendogli una mano sul petto- perché non saliamo a quota 8 con i figli?
Lui sorrise tirandola in un bacio- non hai idea di quanto io ti ami…
Lei arrossì stringendosi a lui.
Cosa poteva dire? Si era innamorato della cattiva…
~The End~



Capitolo 29: Empress sounds good

Capitolo 29: Empress sounds good

Angelica era iper-felice al fianco di suo padre mentre il discorso che presentava le future nozze con Leon veniva fatto.
Leon stava pubblicamente dicendo che l’avrebbe sposata.
Che era sua.
Che l’amava.
Era impossibile non essere felici di ciò.
L’uomo che amava l’amava.
Voleva che il mondo sapesse.
Non solo, l’aveva anche…
-Angelica? –chiese il padre notandola arrossire
Era inutile, la sua bambina era innamorata
Aveva sempre pensato che nessuno l’avrebbe resa felice quanto lui voleva, invece…
Non solo quello, Angelica era diventata meno spaventata nel dire ciò che voleva.
Era anche più aggressiva nell’uso del suo ruolo.
Ragazzine che l’avevano presa in giro per anni erano ora tremanti per paura.
Angelica non era più una gattina ma una leonessa.
Una leonessa che aveva un leone.
Un leone che si faceva coccolare solo dalla sua leonessa…
Ripensando alle notti di passione o anche alle più semplici coccole…era felice.
Dubbi? Beh ne aveva ma quando aveva provato a mostrarli…
“E se non vuoi avermi nel tuo letto in futuro?”
“Allora legami a letto e ricordami di chi sono il marito”
Leon le aveva dato sempre le più veloci rassicurazioni.
“Questo corpo, quest’anima, questo cuore…tutto è tuo e solo tuo Angelica, nessuno potrà mai e poi mai levarti ciò che è tuo perché io non voglio essere di nessuno se non tuo”
Era inutile aver dubbi, dopotutto l’aveva anche…
-Angelica!
L’urlo di Leon la riportò con i piedi per terra e si ritrovò tra le braccia del padre mentre uno scudo magico era intorno a lei
-Stai bene? –chiese Jonathan notando che si era ripresa
-Si –disse lei- cosa…
-Non sarai mai Imperatrice! –urlò Marybelle infuriata
Angelica la guardò e ruotò gli occhi- cambia musica, ti sei incantata
Marybelle la guardò pronta a ribattere ma venne violentemente sbattuta a terra da tre soldati.
-Cosa fate?! Mollatemi! Sono l’Imperatrice! Sono la futura Imperatrice!! –disse Marybelle infuriata
Leon la guardò dall’alto- che patetica scena…
-Leon! Leon aiutami! Sono tutti impazziti! –disse Marybelle
Lui sorrise- ti aiuterò…a perdere la testa
-Cosa…
-Non solo c’è ancora la questione di ciò che hai provato a far fare a mio nipote, la cospirazione contro mio fratello e altre piccole accuse…hai appena attentato alla vita di un membro della famiglia imperiale- disse Leon
-Lei non è Imperatrice! –urlò Marybelle
-Vero –confermò Leon- lei non è ancora mia moglie…ma il figlio che porta in grembo è mio. Hai attentato alla vita del mio erede al trono…
Nessuno osò fiatare. Fare un’esclamazione del genere in pubblico…
-Cosa…? –chiese Marybelle
Leon sorrise- verrai uccisa…per aver cercato di eliminare mio figlio…Imperatrice suona bene per la madre di mio figlio…per una criminale? Non credo proprio…


Capitolo 28: Marry me

Capitolo 28: Marry Me

Non ci volle molto per far sì che Leon perdesse il suo “aspetto le nozze”.
Angelica riuscì a fargli perdere la calma molto in fretta.
-Leon…
Era dura dire no a quegli occhioni
Era impossibile dirle di no
Era impossibile per lui fermarsi quando lei lo pregava con quella voce
Quindi…
-Matrimonio lampo…?
-Si –disse Leon
-Hai portato a letto Angelica? –chiese Alex
Lui annuì
-Quindi non è più vergine
-Si…
-…
Leon lo guardò
-Per essere iper attento…hai fatto un bel casino
-Lo so…
-Non eri tu l’esperto del compiacere senza farlo?
Leon alzò un sopracciglio
-Cosa?
-Tua moglie che ti supplica di darglielo, dici no?
-…
Leon sorrise
-Ti odio –disse Alex
-Quindi…che dici?
-Se prepari tutto nella norma, penseranno solo che sei in vena di sposarla in fretta- replicò Alex
-Roger –disse Leon alzandosi
-Dove vai?
-A preparare un matrimonio!
***
-Nozze…? –chiese Marybelle
-Si
-Chi…si sposa? –chiese lei
-L’Imperatore –disse casualmente il barista
-Si…Sposa?
-Si
Marybelle lo guardò- ovviamente…
Sorrise contenta.
Le stava preparando le nozze senza dir nulla! Ma quanto era romantico?!


Capitolo 27: I'm an Asshole

Capitolo 27: I’m an Asshole

-Leon…
-Buona –ridacchiò lui mentre la mano di Angelica stava cercando di prendergli la…spada.
La ragazza rossa in volto lo guardò- per piacere…
-Non posso prenderti finché non ci sposiamo piccola –disse lui riprendendo a baciarla e spingendola sul materasso
-Leon –disse lei rossa
-Non posso prenderti…ma posso farti urlare dal piacere –le disse lui baciandole la fronte- tu fidati di me…
Lei annuì rossa
***
-Secondo te stanno per… -iniziò una delle guardie
-Non penso
-Come mai?
-Sono ancora fiancé! Non può farlo
-Sicuro? –chiese una terza
-Che vuoi dire?
-Stiamo parlando dell’Imperatore- disse lui
-E…
-Non sarebbe la prima cosa che non rispetta come regola e…
Un suono si iniziò a sentire dalla camera di Leon.
-Che…sta succedendo?
Non erano appostati davanti alle porte ma a inizio corridoio, quindi vicini abbastanza ma non troppo.
Dopo un paio di secondi tutti e tre divennero rossi in volto mentre il rumore saliva di volume.
-Quella è Lady Angelica…
-La voce è quella…
***
-Non puoi scopartela! –urlò Alexander incurante che era a tavola e che tutta la famiglia fosse presente
-Non ho preso la verginità della mia fiancé –disse calmissimo Leon
-Dopo tutto quel fottuto gemere e urlare vuoi che ti creda?! –chiese Alex rosso in volto
Leon sorrise- vuoi dirmi che per compiacere una donna devo per forza usare la mia spada?
-…
-Fratellone mi deludi, le donne sono in grado di urlare dal piacere con ben più che una semplice spada…
-Se sei così esperto tu, facci un dannato libro!
-Buona idea…
Qualche giorno dopo un libro venne pubblicato da Leon che spiegava l’arte del compiacere la propria partner.
Dopo averci provato…Alex gettò la spugna, il fratellino era esperto.
-La prossima volta che farai? Mi trovi un metodo per mettere incinta Sarah? –chiese Alex
-Scopala per tre giorni di fila due giorni dopo che le è finito il ciclo e la metterai incinta- disse Leon tranquillo
-Come se funzionasse! –disse Alexander
***
-…
-Sono incinta? –chiese Sarah scioccata
-Si lady –disse il medico
Alexander si girò verso il fratellino- …
-Cosa? –chiese lui tranquillo con Angelica al fianco
-Maschio o femmina? Visto che sai tutto…- disse Alex
-Femmina- disse Leon- punto su quello
-Ok iniziamo a preparare per una bambina allora…
-Cedi così facilmente? –chiese Leon
-Ci rinuncio ad andarti contro –disse Alex onesto





Capitolo 26: I'm the ruler so fuck it

Capitolo 26: I’m the ruler so fuck it

-Sire non può farlo!
Leon alzò gli occhi dai propri documenti e guardò i ministri.
-Cosa non posso fare? –chiese Leon
-Se davvero fa di nuovo guerra non avremo modo di gestire la cosa! –disse il ministro in lacrime.
Era un conto essere abile come imperatore.
Era un altro essere un abile generale militare.
Era un altro ancora essere un abile imperatore con capacità militari.
L’Imperatore Noir era un abile imperatore con ottime capacità militari, cosa che aveva dato anni di conquiste e una lunga pace dopo aver deciso che era grande abbastanza il territorio e che la conquista avrebbe portato perdite più che guadagno.
Per Noir la guerra era troppo costosa e quindi fu forzato a limitarsi a difendere il proprio confine.
L’Imperatore Alexander non aveva intenzione di fare guerre.
A differenza di Noir, lui non aveva abilità militari o strategiche, limitarsi a un controllo e protezione dell’impero era ciò che poteva fare, specie visto che il territorio sarebbe andato in mano di Leon presto.
Per lui limitarsi a gestire tutto era la miglior soluzione.
E ora avevano l’Imperatore Leon.
Leon era diverso dagli altri imperatori. Era eccelso nel governo del regno e riusciva a fare guerre lampo che altri avrebbero speso anni a fare.
Non aveva paura di fare guerra perché non aveva paura della perdita.
Aveva compiuto oltre 40 conquiste in meno di una settimana dalla sua salita al trono.
Il territorio dell’Impero era così vasto che Noir stesso aveva paura su come gestirlo, figurarsi un inesperto ragazzino no?
No.
Leon era in grado di maneggiare tutto e migliorare la situazione dell’Impero in contemporanea. Le sue selezioni di personale, le sue leggi, i suoi modi di fare…era una follia avere la speranza che funzionassero eppure…
-Non ho perso una singola guerra in nessuna delle mie vite –disse Leon semplicemente finendo i documenti e dandoli al suo assistente- occupatevi del vostro lavoro, al mio ci penso io…
***
-Lady Angelica i documenti per…- iniziò uno degli assistenti di Leon
-Già finito –disse lei indicando la pila- ho terminato due ore fa…
-…
-An, andiamo a fare una passeggiata? –chiese Leon facendo venire un infarto all’assistente
Lei si alzò contenta e lo raggiunse- si!
***
-… -Alex guardò i documenti come se stessero per prendere parola e parlargli
-Lord? –chiese il maggiordomo
-Ci mettevamo tutta la giornata a gestire ste cose noi all’inizio e anche alla fine…e ora questi due sono in grado di finire lavoro di un’intera giornata per otto persone in due ore…- disse Alex- mi sento preso in giro…
-Dov’è Leon? –chiese Sarah
-Sta preparando l’esercito per fare guerra- disse Ludovic mangiando un bombolone alla crema e facendosi baffi bianchi nel mentre. Da quando aveva smesso di cercare di fare il figo era diventato parecchio più tollerabile e stava lavorando per farsi perdonare dai genitori. Stava lentamente capendo per bene i suoi errori e cercando di rimediare ad essi.
-…Di nuovo? –chiese Alex
-Si –disse il maggiordomo
-…ma non ha niente da fare e si annoia o…-iniziò Alex
-Citando sua maestà “Sono il re quindi…chissene fotte” –disse il maggiordomo calmo
-Angelica? –chiese Sarah
-Sta preparando la parata di vittoria –disse il maggiordomo
-…



Capitolo 25: Shut up goddammit

Capitolo 25: Shut up goddammit

Angelica sospirò posando i documenti e andando con calma fuori dal suo studio.
Non era sposata.
Non era che una fiancé.
Non era ancora nemmeno finita l’Accademia…
Era un casino.
Era stanca.
Era giù di morale.
Era sfinita.
Ma era anche contenta per certi versi.
Leon le aveva dato i poteri che spettavano a sua moglie.
Non erano nemmeno ufficialmente marito e moglie eppure…il gesto era enorme.
Per lei quel gesto indicava con assoluta certezza che l’avrebbe sposata.
Aveva già i compiti della moglie dell’Imperatore.
Aveva già il rispetto di essa.
Aveva già la posizione sul trono accanto Leon.
Le mancava solo l’anello.
-Le abbiamo già detto di no –disse una guardia
Angelica si bloccò e si avvicinò all’ingresso del giardino esterno.
-Ma io DEVO parlare con Leon!
-Insolente! Osi chiamare l’Imperatore per nome?! –chiese infuriata la guardia
-Osi urlarmi contro?! Aspetta che diventi Imperatrice e me la pagherai!
Ah lei…
Marybelle…
Una dannata puttana che aveva causato più guai che altro.
Sospirò guardando com’era conciata. Un abito rosa confetto ricoperto di gioielli dati a lei dai poveri idioti che la corteggiavano.
Era un lampadario vivente o cosa?
Era abbagliante certo ma era meglio perderla la vista che vederla.
Come aveva corteggiatori?
Si avvicinò con calma ed eleganza nel suo abito rosso sangue.
-Fatemi entrare altrimenti…
-Che sta succedendo? –chiese Angelica con calma
-Imperatrice- dissero le guardie facendola sentire subito meglio.
Era l’Imperatrice per chiunque fosse nel castello, dopotutto Leon aveva messo ben chiara la cosa da parecchio.
-Imperatrice?! Come osate sbagliare!? –chiese Marybelle furiosa
-Oh guarda…un topo di fogna è venuto a palazzo –disse Angelica crudelmente
-Tu! Quando sarà imperatrice…- iniziò Marybelle
-Sbattetela fuori –disse Angelica tranquilla- sei fortunata…quando IO sarò imperatrice, mi assicurerò che tu stia zitta una volta per tutte…buona giornata…



Capitolo 24: I will get you

Capitolo 24: I will get you

-Zio…
-Ludovic –disse Leon guardando il nipote
Era…dura vederlo così anche se lo odiava per aver fatto ciò che aveva fatto.
-Perché hai richiesto di parlare con me? –chiese Leon calmando la pietà che aveva.
Era suo nipote.
Era sangue del suo sangue.
Era figlio di due persone che gli erano quasi genitori più dei propri genitori.
Era…dura.
-Non…non voglio che tu mi lasci andare, merito la punizione –disse Ludovic sospirando
Leon strinse i pugni- di cosa vuoi parlare?
-Non voglio essere perdonato…voglio solo che tu sappia che…l’idea non era mia- disse Ludovic
Quelle parole gelarono la sala.
Non era sua?
Non era stato Ludovic ad avere quell’idea?
-L’idea di chi era? –chiese Leon
-Di Marybelle- disse lui- Marybelle Soler…mi ha detto che se uccidevo papà sarei diventato Imperatore e che mi avrebbe sposato…che avremmo vissuto felici insieme e che tu saresti…
-Io? –chiese Leon
-Saresti stato fiero di me…
-Sire non può dargli retta così! –disse uno dei nobili presenti, guarda il caso, uno dei pretendenti di Marybelle. Dopotutto aveva invitato loro con lo scopo di creare caos.
Leon non gli diede retta e chiamò il proprio maggiordomo- portami la sfera della verità dei ricordi…voglio vedere con i miei occhi cosa è successo…
Ludovic posò la mano sull’oggetto appena gli venne chiesto.
Ciò che si vide fu Ludovic e Marybelle seduti in un caffè in città.
-Quindi devi uccidere tuo padre altrimenti non avrai mai quel trono- disse Marybelle
-Ma…
-Ma cosa? Non vuoi che io ti sposi? –chiese lei prendendogli la mano
Lui si congelò- ma non voglio…
-Non sarebbe il primo tentativo…
Ludovic annuì- ma ero un moccioso all’epoca e zio Leon mi ha spiegato cos’è che stavo facendo di sbagliato…cazzo l’ultimo tentativo che ho fatto era quando avevo dodici anni perché non voleva comprarmi una spada nuova…non ero nemmeno serio
-…- Marybelle non parve contenta della risposta
-Non ucciderò mio padre…zio Leo si arrabbierà con me di nuovo…
-Ma non è vero…Zio Leon ti adorerà di più –disse Marybelle
-…
-Dopotutto se fosse davvero arrabbiato ti avrebbe punito no? Pensaci…
Quello che sentirono dopo fu due ore di manipolazione da manuale a danno di Ludovic.
Ludovic stava singhiozzando alla fine di tutto e guardava suo padre con chiaro rimorso- mi dispiace…mi dispiace davvero tanto…non voglio perdono voglio solo…che lei mi segua alla ghigliottina…
Leon sospirò calmandosi e si alzò dal trono per avvicinarsi al nipote che era ancora in ginocchio in lacrime. Lo abbracciò, cosa che lasciò di stucco tutti- va bene…non è colpa tua Lu, vedrò di farla pagare quella troia…e in quanto a te…verrai punito ma annullerò la pena di morte…
I rubinetti di Ludovic si ruppero e si tenne a Leon iniziando a piangere a dirotto. Tra Leon e Alex, Ludovic era più legato a Leon, non importava cosa il padre diceva non l’avrebbe mai ascoltato, ma se era Leon a dirlo anche per scherzo, Ludovic ascoltava seriamente. Era un moccioso alla fine, un moccioso viziato ma rispettava Leon più di ogni altro. Di fatto Marybelle aveva usato il “Leon sarà fiero” per farlo cedere.
Alla fine Ludovic venne graziato dalla pena di morte a costo di ogni titolo nobiliare che poteva avere e al dover rimanere sotto controllo per il resto della sua vita, la sua magia venne anche permanentemente bloccata eccezion fatta se l’Imperatore gliela riapriva. Era una pena leggera per molti ma calcolando come era andata la vicenda, nessuno osò commentare la cosa. Alex era grato della cosa, era il figlio che lui e Sarah avevano avuto tanta fatica ad avere, non poteva non essere grato che era ancora vivo. Dopo essere stato perdonato Ludovic divenne ancora più snervante…
-Zio Leon è il migliore quindi se lui dice così è così! –disse Ludovic mostrando la sua vera personalità per la prima volta, un fanboy di Leon del tipo che avrebbe fatto di tutto per lui.
Leon lo guardò- e se dico che il cielo è viola?
-Allora è viola! –disse Ludovic ovvio
-E se lo dico io? –chiese Alex
-Papà ha problemi di vista- disse Ludovic
-…-Alex guardò il figlio incredulo- che…ho fatto di male?


Capitolo 23: I don't give a shit

Capitolo 23: I don’t give a shit

-Fai la brava per un po’ –disse Leon lasciando Angelica con il ruolo di Imperatrice
-Va bene –disse lei
-Siete sicuro sire… -iniziò uno dei ministri
-Sono sicuro che per due settimane riuscirete a gestire questo posto, Alex e Sarah sono qui, chiedete a loro in caso- disse Leon avvicinandosi al proprio cavallo.
-Leo! –chiamò Alex- non puoi solamente mandare i tuoi uomini? Sei Imperatore non serve che…
-Alex, la differenza tra noi è che io voglio essere in prima linea, non sono cresciuto per starmene buono –disse lui montando a cavallo e raggiungendo il fronte dei suoi soldati- ANDIAMO!
-Yes Sir!
Noir strinse i pugni, non poteva dargli un saluto ma poteva…si girò verso le spade che decoravano sopra il trono e mosse la mano.
-Leon…
Leon alzò la mano e le due lunghe spade, ancora nei foderi, si fecero afferrare da lui. Le spade gemelle che vennero usate dal fondatore per creare l’Impero. Si diceva che avessero ucciso chiunque non pensassero degno di prendere il trono.
Leon sorrise- non sei pessimo vecchiaccio…
Noir rise guardando il figlio mettersi le spade a x sulla schiena mentre i generali condotti da lui erano tutt’altro che calmo. Quelle erano le sue spade, spade che venivano tramandate con il trono. Spade che Alex non aveva nemmeno mai potuto impugnare, erano maledette e odiavano chiunque non ritenessero un giusto padrone. Sapeva che avrebbero accettato Leon, dopotutto era il suo erede.
***
-Sire lei dovrebbe rimanere… -iniziò un generale
Leon saltò in groppa al suo cavallo nero e guardò i soldati che avevano già iniziato a combattere- andiamo bello…
Il cavallo dagli occhi rossi nitrì e iniziò la corsa verso il centro del campo di battaglia, seguito subito dalle guardie del corpo di Leon. Jonathan sorrise quando lo vide andare nel centro della lotta, era decisamente il miglior partito per sua figlia.
-Generale Jonathan dovrebbe…- iniziò un soldato
-Il ragazzo sa cavarsela meglio di me- disse lui con orgoglio.
Leon era sempre stato anomalo sul campo di battaglia. Era quasi avesse speso miliardi di vite su esso. Era a suo agio, completamente calmo e completamente pronto a lottare.
Saltò giù dal cavallo e rotò la sua spada mentre il cavallo tornava alla base. Leon era più veloce di un normale umano, riprova di ciò era che poteva facilmente tenere testa a tutti quei soldati da solo.
-Incredibile… -mormorò uno dei soldati alla base
-Non è chiamato Walking Nightmare per nulla- disse Jonathan ricordando la prima guerra in cui Leon partecipò- quando era ancora un bambino finì circondato e privo di guardie, i nemici erano più di cento e noi lontani…quando siamo arrivati c’era solo un mare di sangue e lui privo di qualsiasi segno di ferita…è nato per fare guerra.
Leon sorrise facendo cadere l’ennesimo soldato per la sua lama. Era nostalgico…
-Attenzione! –urlò uno dei suoi soldati
La spada di Leon venne rotta a metà dalla forza bruta di un soldato avversario ma lui saltò indietro evitando anche un singolo graffio.
-Big Ed… -disse Leon riconoscendolo. Un uomo di tre metri di altezza, grossa taglia e grossi muscoli, girava con una spada che pesava più di cento kg e lui stesso aveva superato i trecento chili…
-Un moccioso come Imperatore –rise Big Ed
-Un grassone per re- replicò Leon per nulla turbato.
In quel momento ogni altro scontro terminò e tutti si allontanarono per far spazio allo scontro. Leon era ciò che poteva essere descritto come damerino. Era alto, slanciato, con muscoli ma una figura delicata. Era difficile pensare che potesse sopportare uno scontro a corpo a corpo.
-Dopo che ti avrò sconfitto credo che renderò la tua fidanzata la mia settantesima concubina- disse il re abbassando la spada con forza su Leon. Leon non si mosse e si limitò ad alzare la mano e fermare la pesantissima spada senza nemmeno piegare un singolo muscolo, intorno a lui un cratere si formò ma lui non si mosse, nemmeno una goccia di sangue venne fatta cadere dal posto in cui era stato colpito- che diamine…
-Cosa vuoi fare alla mia fidanzata? –chiese Leon piegando la testa di lato e stringendo la presa sulla spada, il re iniziò a tirare ma essa non si spostò di un centimetro.
-Che cazzo…lascia la mia arma! –disse il sovrano
Leon sorrise e strinse la presa finché…
-Si è rotta…- mormorò incredulo un soldato lì vicino.
Leon fece scrocchiare il collo e le mani prima di saltare e tirare un calcio diretto al collo del sovrano. Il pesante e rinforzato elmetto venne rotto con un singolo calcio.
-Non ho bisogno di un’arma per sbarazzarmi di feccia simile –disse Leon prima di afferrare il pugno che il re aveva provato a tirargli e scaraventare l’uomo a terra. Gli salì sulla schiena e strinse la presa sul braccio- vuoi sfiorare la mia donna? Bene…mi assicurerò che tu non abbia questa possibilità…
Le urla del sovrano furono strazianti e in pochi secondi un braccio volò a terra. Leon gli aveva appena strappato a mani nude il braccio come se fosse un pezzo di carta. Quella vista bastò per far perdere ogni desiderio di lotta dal lato nemico.
Leon sollevò l’uomo con un braccio e lo mise in piedi. Non sembrava nemmeno affaticato o sudato, questo dava solo peggiori incubi ai poveri soldati nemici. Con un calcio ruotante in aria la testa del sovrano venne staccata dal corpo e fece centro nella tenda degli strateghi militari a oltre due km di distanza da dove Leon si trovava.
Leon sorrise atterrando con grazia. Prese la spada che il suo cavallo gli aveva portato e guardò i soldati nemici- chi vuole morire oggi si faccia avanti…
Un rumore uniforme di armi che cadevano e persone che si inginocchiavano venne sentito.
Il primo regno venne conquistato in circa 3 ore il primo giorno.
Jonathan deglutì, nemmeno lui era così - come ho detto…non lo chiamano Walking Nightmare per nulla…
****
Leon impugnò le due spade gemelle e sorrise mentre l’aura nera circondava esse rendendole più affilate, taglienti e veloci mentre rendevano lui ancora più pericoloso di prima.
Jonathan guardò il campo di battaglia e sospirò- ma che ci porti a fare se poi fai tutto da solo…
-Non credo sia quello il problema Lord Jonathan –disse un generale leggermente pallido.
Altro che ribellione, chi cazzo voleva andare contro qualcuno che in tre giorni aveva fatto fuori 7 regni…SETTE!
Quello era un demone! UN DEMONE!
****
-Sua maestà l’Imperatore è tornato! –disse l’annunciatore
Alex fissò il fratello- …
-Cosa?
-Sei andato via per cinque giorni –disse Alex
-E?
-Hai distrutto 23 regni –disse lui
-Con ciò? –chiese Leon mentre si coccolava Angelica
-…MA SEI UMANO!?
-Si –disse Leon- volevo passare il weekend con Angelica quindi mi sono mosso prima…
-…
-Cosa?
-Non credo sia normale- disse Alex
-Non me ne frega cos’è normale- disse Leon cibando Angelica contento- ti sono mancato?
-Si! –disse lei accoccolandosi a lui
-E tu non dici nulla!? –chiese Alex al futuro suocero del fratello
Jonathan beveva tranquillo al loro fianco- cosa? Ha distrutto e conquistato 23 regni, è più che adatto come mio genero
-…Io…ci rinuncio…




Capitolo 22: Well, war is it then...

Capitolo 22: Well, war is it then…

Una cosa che si notò subito era che Leon non accettava nessun tipo di pressione in nulla. Era qualcuno che aveva la spina dorsale di dire NO anche se vi erano rischi dietro questa sua decisione. Era molto più feroce di suo padre e sicuramente più abile di Alexander.
-Sua maestà non vorrà mica che si crei una guerra altrimenti- sorrise l’emissario del regno vicino.
Un giovane Imperatore alle prime armi a comando doveva temere la guerra più di tutto no? Per quello vi erano state quelle proposte. La proposta di uno dei regni più potenti, militarmente parlando, della zona stava proponendo la propria principessa, che si era portato dietro in quel momento per sedurre Leon, aveva mosso la prima mossa.
-Quindi ciò che chiedete è che io sposi le vostre “principesse” come mie concubine? –chiese Leon mentre Angelica al suo fianco era calma in apparenza e in vena di sangue.
Mai quanto papà Flamel ma dettagli, persino Raven, Alexander, Sarah e il fantasma di Noir erano tutto eccetto calmi.
Ma non potevano intervenire, la scelta era solo di Leon.
-Come imperatrice- corresse l’emissario- le altre sono di inferiore potere quindi potranno essere da Regina a concubina.
-E la mia Fiancé? –chiese Leon mentre la sua mano guantata era poggiata con compostezza sul proprio grembo mentre una gamba era accavallata sull’altra. I suoi occhi rossi rilucevano quando guardava gli altri e ciò aveva portato velocemente a creare una paura costante per lui da parte degli altri. Era un predatore sul trono. Era decisamente un killer che stava giocando con la sua vittima…
-Può diventare una concubina…- disse uno degli emissari
Jonathan venne fermato da Sarah e Raven prima che potesse intervenire e uccidere tutti.
-Altrimenti? –chiese Leon calmo e composto
-Ci saranno incomprensioni…- sorrise uno degli emissari
-Ergo mi dichiarerete guerra? Che classe- rise Leon facendo gesto al proprio maggiordomo di avvicinarsi
-Si Sire? –chiese lui
Leon sorrise- portami i documenti, visto che sono così vogliosi risolviamo subito la situazione…
Angelica strinse i pugni così come molti mentre le principesse e gli emissari sorridevano.
-Che documenti vuole sire? –chiese l’uomo attento al carattere di Leon
-Ma non è forse ovvio? –chiese Leon- di dichiarazione di guerra
Quelle parole gelarono tutti nella sala.
-Sire scherza…-provò un emissario- vero?
-Ovviamente…no –disse Leon- vi presentate nel mio impero e vi comportate come il predatore…mi minacciate di guerra se non sposo le vostre puttane, insultate la mia futura imperatrice…direi che ho più motivi per poter dar inizio a un paio di guerre…
-Non sarà serio…
Leon sorrise guardandoli- forse non tutti lo sapete, ma prima di essere Arciduca Leon e ora Imperatore Leonhardt ero noto come Walking Nightmare…uccidere un gruppo di moscherini non è che un passatempo per me…è stato un piacere
I volti pallidi degli emissari erano battuti solo da quelli delle principesse che erano appena state insultate.
-Sire…- provò una- la prego…non…
-Le moine, gli occhi dolci, lo sguardo da vittima…aumentano solo la mia sete di sangue- sorrise Leon
Nessuna di loro osò riprovare.
-E prima che chiediate- disse Leon- non ho problema ad avere 13 guerre in contemporanea…magari durerete più tempo delle ultime guerre che ho avuto…magari una settimana per tutti dovrebbe bastare…
-Lei è folle! –urlò una delle principesse
Lui sorrise e mosse una mano. L’intera sala tremò e la donna venne sollevata da qualcosa di invisibile.
Leon sorrise- solo perché sei donna non vuol dire che ho problemi ad ucciderti…-la mollò e lei cadde a terra completamente priva di fiato- vi darò due ore per levarvi dal mio territorio…dopo vi ucciderò sul posto…
-Non può farlo… -disse un emissario
Leon sorrise- vuoi scommetterci?
Nessuno ci provò nemmeno e fu una corsa fuori dalla sala.
-Jonathan –disse Leon- quanto ci mettiamo a preparare i soldati?
L’Arciduca sorrise avvicinandosi- mezz’ora
Leon sorrise- vedi di muoverli allora…ho voglia di fare un’espansione dell’Impero.
-Leo non sarai serio…- disse Alexander sulla sua sedia a rotelle- questa è…
-Scordi fratellone…chi tra noi ha vissuto più sul campo di guerra che sulla politica…- disse Leon- inoltre…se adesso faccio guerra, in futuro nessuno oserà andarmi contro…




Capitolo 21: I am not going to leave you

Capitolo 21: I am not going to leave you

Dopo aver decretato che Ludovic sarebbe stato messo alla ghigliottina, il caos dell’Impero parve frenarsi in uno stato di fermo.
Vi era panico? Si.
Incertezza? Si.
Ma vi era speranza.
Speranza che Alexander fosse forzato a lasciare il ruolo.
Speranza che Leon diventasse il nuovo imperatore.
E dopo l’evento di potere che l’Impero aveva visto…la speranza era certezza.
Di fatto, Alexander Demon apparve di fronte al popolo dando le sue più sincere scuse e rimuovendosi dal trono.
Nonostante ciò il contenuto del suo discorso aveva lasciato molti…stupiti.
-La mia salute non mi permette di starci sopra ma anche da sano non ci sarei rimasto. Non sono fatto per essere sovrano e ciò me lo aveva detto anche mio padre prima di passare a miglior vita…fin dall’inizio, l’Imperatore Noir Leon Demon ha proclamato che Leonhardt Noir Damon Demon sarebbe diventato il suo successore. Di fatto vi è un contratto che io ho deciso di firmare concordando con il piano di mio padre. Leon avrebbe avuto una normale vita e si sarebbe ritrovato sul trono a fine dell’Accademia. Di ciò mio fratello non è mai stato informato
Ed era vero.
Nemmeno nel gioco ciò veniva detto.
Quando Leon lo sentì era chiaramente sconvolto dalla cosa.
-Mio padre non era perfetto né particolarmente attento ai nostri desideri. Quando io ero più giovane mi prestava più attenzione di ciò che ho visto dare a Leo se sono onesto…
Il discorso durò parecchio.
Ma la parte più importante era che…
-Mio padre ha sempre, SEMPRE, visto che talento mio fratello era e quanto il nostro Impero avrebbe mostrato una nuova luce sotto la sua guida. Per questo…andrò contro il contratto di mio padre e darò a mio fratello questo impero prima del tempo…dopotutto che glielo dia ora o in due settimane quando l’Accademia finirà…non cambia no?
Subito dopo ciò avvenne quello che per Leon sembrò troppo veloce.
Venne incoronato.
Divenne imperatore.
E gli venne dato il riconoscimento di tale.
Tutto nell’arco di 24 ore.
In due settimane avrebbe finito l’accademia.
In due mesi aveva il primo evento con ogni nobile esistente.
In due ore dalla sua incoronazione erano iniziate le lettere per cambiare fiancé.
-Che razza di…- mormorò guardando il terzo giorno del suo orribile mal di testa- ho una fiancé, che cazzo mi servono queste?!
-Leo… -disse Angelica entrando nel suo studio- se disturbo…
Lui la tirò in un abbraccio- non voglio la corona…
Lei ridacchiò- ma sei così attraente con essa…
Lui sospirò tenendosela a sé- non lasciarmi
-E chi ti lascia- rise lei- tu non…
-Mi hai detto sì, non puoi dirmi no ora- disse lui
Lei rise e lo strinse di più- andrà tutto bene, sei forte e coraggioso e io sarò qui con te per ogni secondo di debolezza…governerò al tuo fianco Leo, non avrai nessun tipo di imperatrice inutile
Lui sorrise- saresti la migliore anche solo se mi sorridi e abbracci…
Era con lei. Angelica stava ricevendo e prendendo la posizione dell’Imperatrice più che seriamente. Voleva sposare Leon, avrebbe messo a tacere quelle dannate oche con un eccelso lavoro di Imperatrice. E dopo? Dopo avrebbe mostrato loro ciò che Raven le aveva insegnato!



Capitolo 20: Are you fucking kidding me?

Capitolo 20: Are you fucking kidding me?

Ludovic venne fatto entrare nella sala del trono dai soldati.
Non capiva cosa fosse andato storto.
Aveva seguito il suggerimento della sua fidanzata.
-Se uccidi tuo padre sarai imperatore- gli aveva detto Marybelle
-Non c’è modo che ciò fallisca
-Ovviamente Lord Leon non ti farà nulla
-Sei il principe di questo impero
-Non c’è motivo per cui finirai nei guai
-Ovviamente la corona è tua
-Non è forse ovvio che prenderai il trono?
-Sei perfetto per il ruolo…
Ogni singolo commento.
Ogni singola frase.
Ogni singolo atto.
Davano valore a ciò che lui pensava.
Davano convalida ai suoi pensieri.
Alla sua corruzione mentale.
Al suo diavoletto sulla spalla.
E così lo fece.
Dopo averlo fatto non ebbe rimorso finché sua madre non chiamò le guardie.
Solo allora capì che l’avrebbero ucciso.
Ma ora andava bene…
-Zio Leo –disse con un sorriso Ludovic
Suo zio era sul trono.
Suo zio che sapeva l’avrebbe capito e supportato.
Era suo zio dopotutto.
Era lo zio Leo!
-Ludovic…vuoi dirmi in che situazione ti ritrovi? –chiese Leon
-Tutto questo è solo un malinteso –disse Ludovic
-Un malinteso?
-Si! –disse lui
-E cosa sarebbe successo nella tua modesta opinione? –chiese Leon
-Ovviamente è colpa di mio padre!
-Di Alex? –chiese Leo
-Si! Se lui avesse dato la corona come gli avevo chiesto non sarebbe successo!
-Sire… -disse il ministro al suo fianco
Leon sorrise- capisco Ludovic…
Lui sorrise- e allora…
-Portatelo nelle celle –disse Leo- e preparate la procedura per chi tenta di uccidere un membro della famiglia Imperiale…
-Cosa…perché? Cosa vuoi farmi?! –chiese Ludovic
-Non è ovvio cosa ti aspetta? La ghigliottina… -disse Leon diretto- non so cosa tu credevi ma…niente al mondo mi farà mai ignorare il tentato omicidio di mio fratello…considerati fortunato, fosse stato per me saresti morto anni fa…



The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...