WitchandAngel : Un demone di nome Angel
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Capitolo 1: Primo omicidio

0.1  Il primo omicidio
Era il compleanno di Angel, tutti tra parenti e servitù, stavano festeggiando.
-Esprimi un desiderio tesoro- disse la signora Jane, la madre adottiva di Angel.
Si, Angel era stata adottata da un senatore e da sua moglie. I veri genitori di Angel non si sapeva che fine avessero fatto. Angel era il nome scelto da Jane, che non aveva mai conosciuto i genitori della ragazza e che non sapeva il suo nome, e sembrava starle a pennello visto che era brava e gentile come un angioletto.
Angel soffiò sulle candeline e la festa continuò per diverse ore. Alla fine della festa tutti andarono a dormire, ovviamente nell’enorme villa del signor Carl, padre adottivo della ragazza, tutti tranne Carmela, la cameriera che doveva finire di pulire, e Angel che aveva una cosuccia da fare.
Carmela entrò nella cella frigorifera a mettere in ordine le cose. Angel senza farsi sentire la chiuse dentro con un lucchetto e girò la manovella della cella in modo da far abbassare di più la temperatura. Se ne andò a letto, senza badare alle urla di Carmela.
Quella notte si svegliò e, come al solito un uomo la guardava sorridendo, c’era un corvo nero sulla sua spalla. Angel per nulla spaventata si sedette sul letto e guardò l’uomo per un po’ e poi sorrise:
-Sono stata una brava bambina?
L’uomo sorrise ancor di più:                         
-Sei stata una bravissima bambina, figliola mia, sei stata gentile ad regalarmi l’anima di quella donna, però hai lasciato il lucchetto. È meglio che lo cacci prima che scoprano che sei stata tu.
-Sta tranquillo, sono pur sempre tua figlia, non mi scopriranno.
L’uomo rise:
-Questa è la mia piccola diavoletta! Ho un regalo per te, in realtà due. Uno è questo corvo Edgar e l’altro questa collana.
Porse ad Angel una collanina color rosso fuoco con una rosa nera disegnata sopra.
-È bellissima! Grazie papa!
-Buon compleanno figliola
-Sei il migliore
-Sono il diavolo in persona ovvio che lo sia! Meglio che vada, tu intanto rimuovi le prove, ti verrò a trovare ancora figlia mia.
L’uomo sparì.
-Sarò una brava bambina con le persone e starò attenta a non farmi beccare. Ti renderò fiero di me papa.
Angel in silenzio scese in cucina e tolse il lucchetto. Salì di nuovo in camera a dormire.
Il giorno dopo il cuoco scoprì la signora Carmela e avvertì la polizia. Il detective John disse che era stato un incidente, che il congelatore era funzionante e che probabilmente la signora Carmela si era addormentata sul lavoro. Portarono via il corpo e dissero ad Angel che la signora Carmela era molto pigra e che era stato uno sfortunato incidente. Angel finse benissimo di essere dispiaciuta per la morte della cameriera. Andò sul balcone e Edgar le si posò vicino, sulla ringhiera. Angel accarezzandolo disse:
-Sono stata brava, vero? Questo è solo l’inizio. In questa villa ci sono moltissime anime peccatrici e io le darò tutte in regalo a papa.
Rientrò senza dire nulla e tornò in camera. Sul suo letto c’era un libro rosso e nero. Dentro c’erano le foto di tutte le persone della casa, eccetto la sua, e una X segnava la foto della signora Carmela e un cerchio segnava una giovane donna.
-Quindi papa vuole lei? -Sorrise e disse- come vuoi tu papino.

Nascose il libro dentro un cassetto segreto nell’armadio. Nessuno doveva scoprirlo altrimenti ci sarebbero stati dei sospetti. Chi sarà la prossima vittima?


Capitolo 2: la golosità uccide

0.2  La golosità uccide
Era mattina, era passato una settimana dalla morte della signora Carmela, e Angel sapeva che doveva uccidere un’altra anima peccatrice per darla in regalo a suo padre. La sua nuova vittima era la signora Carla, la governante della casa. Angel aveva già un piano per la sua dipartita, quindi scese le scale e andò a far una passeggiatina in giardino.
-Buongiorno signorina Angel
-Buongiorno Jeff- il giardiniere della casa la saluta sempre, e per toglierselo di dosso ci vuole molto
-Dove va di bello?
-Nella serra, voglio vedere se le mie piantine sono cresciute.
-Che brava, bene allora buon divertimento.
Il giardiniere la lasciò da sola. Angel si chiedeva se lui sarebbe stato il prossimo, comunque andò a vedere nella serra e trovò ciò che cercava, il fiore più velenoso che ci fosse. Ne prese uno con i guanti, lo trito per bene e lo mise in una boccetta. Poi si occupo delle piante, per non far ricadere sospetti, e quando il giardiniere era dalla parte opposta del giardino corse in cucina e nel cibo per la governante aggiunse il veleno insapore e inodore. Si assicurò di non essere stata vista e ritornò nella serra. Il piano era semplice, il veleno avrebbe fatto effetto in meno di due ore, lei sarebbe stata tutto il tempo nella serra e il giardiniere avrebbe confermato il suo alibi. Le sue piante erano semplici fiori: rose, viole, ginestre, primule, pervinca, peonie ecc. O almeno queste erano quelle che gli altri conoscevano, infatti lei, in una zona nascosta della serra aveva le più pericolose e velenose piante esistenti al mondo, gentile regalo di suo padre. Quindi nemmeno cercando avrebbero trovato traccia del fiore nella serra o nella casa. Il giardiniere ogni tanto controllava che cosa faceva Angel.
-Come va signorina?
-Tutto bene, però credo che le mie Violette siano strane
-Come mai dice questo?
-Guardi, sembra che qualcosa le abbia rovinate!
Il giardiniere si avvicinò e controllo. Poi disse
-Non ho proprio idea di cosa…
Si sentì un urlo.  Il giardiniere, seguito da Angel, andò a vedere chi aveva urlato. Il signor Carl chiamo la polizia e un’ambulanza. Il veleno aveva fatto effetto. Angel appena riuscì a vedere la signora Carla, si coprì il viso con le mani, non per il disgusto solo per mantenere intatta la copertura. La polizia e l’ambulanza arrivarono. I medici dissero che era troppo tardi. La polizia e il detective privato John, assunto dal padre adottivo di Angel, interrogò tutti, Angel compresa.
-Dimmi Angel, doveri prima del urlo della vittima?
-Nella serra, mi stavo occupando delle mie piantine, Jeff lo può confermare. Io non posso credere che sia morta –finse alla perfezione, un’attrice nata.
-Stai tranquilla Angel, scopriremo com’è morta
-Sul-sul serio?
-Si, te lo prometto
“Sì, certo. Prima che capiate com’è morta avrete un altro caso per le mani”
-Le credo
-Puoi andare Angel
Angel uscì. Jeff entrò. Angel disse ai suoi “genitori” che era stanchissima e che voleva andare a dormire. Salì le scale e andò nella libreria e con cautela entrò in un passaggio segreto e spiò per un po’ gl’interrogatori del detective. Quando si stufò percorse il passaggio segreto e sbucò da dietro il suo armadio. Si mise a dormire. Quando si sveglio il padre era venuto a farle visita
-Che brava la mia piccina! Un diavoletto e un’attrice nata! Mi continui a stupire! Sei molto ingegnosa e furba!
-Ti è piaciuta l’idea del veleno?
-Moltissimo!
-Indovina un po’ che veleno ho usato
-Quale?
-Quello dei fiori del mare di sangue
-I miei preferiti! Sei così crudele! Sono fiero di te!
Angel sorrise.
-Penso ti meriti un piccolo regalino
-Un regalo?
-Si! Però dovrai aspettare un po’ per averlo. È stato difficile convincerlo, ma come gli ho detto chi sarebbe stato il proprietario ha accettato subito!
-Che bello! Sono curiosa di sapere cos’è!
-E io sono curioso di sapere come ammazzerai la prossima vittima, prendi il libro
Angel passò il libro al padre che lo aprì e disse:
-Guarda un po’ chi sarà la prossima vittima!
-Perché proprio lui?
-Mi serve un altro cuoco
-Ok. Ti manderò la sua anima il prima possibile.
-Il tuo regalino arriverà presto, forse ne arriverà anche un altro. Ora devo andare piccolina, ci vedremo presto
-Ciao papa
Sparì. Angel andò sul balcone di camera sua. Edgar gli si posso accanto e lei accarezzandolo chiese:
-Tu sai quale sarà il regalo di papa? Io spero tanto in un cagnolino. Magari quello stupendo cagnolino a tre teste che c’è all’ingresso degl’inferi.

Edgar gracchio e volo via. Angel rientrò e andò a dormire. 

Capitolo 3: il fumo uccide

0.3 Il fumo uccide
Era mattina e Angel decise che era ora di cominciare il piano per l’uccisione di Carlos, il cuoco. Per pranzo sarebbero venuti i poliziotti e il detective John. Un’occasione da non perdere! Non solo avrebbe ucciso Carlos, ma l’avrebbe fatto sotto il naso delle forze dell’ordine.
Andò nel garage e senza farsi vedere prese una chiave inglese e senza farsi notare manomise i fornelli, ripulì la chiave e la mise a posto. Poi si preparò per ricevere gl’ospiti.
Si mise un vestito bianco con dei bellissimi ricami neri. La collana risaltava un po’. Da quando il padre gliela aveva regalata non l’aveva più tolta, la faceva sentire più vicina a lui e le piaceva moltissimo come le stava. Andò in cucina.
-Salve Carlos
-Piccola Angel, mi hai spaventato! Ti serve qualcosa?
“Odio essere chiamata piccola Angel!  Io non sono piccola!”
-Volevo chiederti se ti posso aiutare con il pranzo, infondo oggi avrai molto da fare e un aiuto fa sempre comodo
-Questa sì che è una brava ragazza! Accetto volentieri il tuo aiuto!
Si senti suonare.
-Prima però vado a salutare i nostri ospiti
-Brava, brava. Io intanto cominciò a cercare gl’ingredienti per le ricette.
Angel andò a salutare il poliziotti e il detective, disse anche alla “mamma” che avrebbe aiutato Carlos con il pranzo.
-Che brava ragazza! –disse uno degl’agenti
-Angel aiuta sempre il nostro personale, anche senza che qualcuno glielo chieda –disse il “papa” di Angel
-È una ragazza molto gentile e generosa -commentò un altro agente
Angel raggiunse Carlos. Mentre i suoi “genitori” fecero accomodare gl’agenti e il detective.
-I nostri ospiti sono arrivati
-Bene, ecco il tuo grembiule
-Grazie Carlos, allora che devo fare?
-Puoi aiutarmi tagliando la frutta per il dolce
-Con piacere
Angel si mise a tagliare la frutta e Carlos cominciò a preparare gl’antipasti.
-Finito! Ora faccio la sfoglia per la crostata?
-Vedo che hai già capito cosa voglio fare per pranzo eh?  Comincia pure
Angel iniziò a impastare gl’ingredienti e a fare la crema. Carlos iniziò ad affettare la carne e a tagliare le verdure.
“Bene, adesso accenderà i fornelli”
Carlos accese i fornelli. I quali esplosero e gli diedero fuoco. Angel sapeva che fare, doveva fingersi terrorizzata e urlare. Angel grido. Tutti corsero in cucina e videro il cuoco cadere a terra morto bruciato e Angel in lacrime terrorizzata.
-Chiamate un’ambulanza! –urlò un poliziotto, che insieme agl’altri agenti cercavano di spegnere il fuoco.
Intanto il detective John corse da Angel e la prese in braccio prima che svenisse e la portò in soggiorno. Angel non si riprendeva e tutti erano terrorizzati. Angel si riprese all’arrivo dei medici e ancora spaventata e confusa chiese
-C-Carlos come sta?
-Purtroppo, tesoro non c’è la fatta –disse il “padre”
-Cos’è successo? –chiese il Detective John
-Signore non credo proprio che…-stava obbiettando uno dei medici, ma Angel disse
-No, sto bene ora grazie.
-Va bene, però non la fate affaticare troppo, è ancora molto debole
-Io stavo preparando il dolce e Carlos stava per cuocere la carne. Come ha acceso i fornelli uno è scoppiato e gli ha dato fuoco. Se avessi acceso io i fornelli ora lui non sarebbe…-pianse
-Non è colpa tua! Sono sicuro che anche Carlos la pensi così! –la rincuorò il detective
-È strano però, i fornelli stamattina funzionavano benissimo, ora invece sembravano quasi sabotati- Angel lo disse quasi come se parlasse tra se e se
-Stai tranquilla, scopriremo cos’è successo! –disse il Detective –adesso vorrei sapere dove eravate tutti voi stamattina e che cosa facevate. Ovviamente Angel non centra, nessuno rischierebbe la propria vita nel commettere un omicidio.
-Posso andare a dormire? Non mi sento molto bene
-Certo
Angel salì in camera sua e si addormentò. Il “padre” e la “madre” salirono poco dopo e le diedero un pacco
-Tesoro questo la portato il postino per te
-Che cos’è?
-Non lo so
Angel lesse chi l’aveva mandato.
“Lucius Inferius? Carino il gioco di parole, papa”
-Chi è questo Lucius? –chiese il “padre”
-Un mio amico, l’ho incontrato tanto tempo fa
I “genitori” capirono che si riferiva a quando era nell’orfanotrofio.
-Beh, che aspetti aprilo
Angel lo aprì e un cucciolo di doberman ne uscì fuori tutto allegro
-Che carino! Lo posso tenere?
Dopo quello che era successo non si sentirono di dire di no- certo tesoro. Come lo chiamerai?
-Sul suo collare c’è un nome, Cerbero
Il cucciolo abbaio.
-Allora Cerbero benvenuto
I “genitori” se ne andarono.
Arrivata la notte il padre di Angel le fece visita:
-Che genio che è la mia piccina! Oh, vedo che hai ricevuto il regalo, ti piace?
-Moltissimo! Allora ti è piaciuta l’idea di fingere di essere una delle vittime scampata per un soffio alla morte togliendo ogni sospetto da me?
-hahaha, mia figlia è un genio l’ho sempre detto! Il secondo regalo è la telecinesi, ti servirà per le prossime vittime. Ora meglio che vada. Ci vedremo presto.
Il ciondolo si illuminò.
-Ciao papa e grazie per i regali.
Il padre sparì. Angel prese il libro e controllò chi sarebbe stata la prossima vittima.
-Ma guarda un po’, non potevo chiedere di meglio, non mi è mai piaciuto.
Posò il libro e rivolta a Cerbero disse:
-Io e te ci divertiremo molto, vero? Potremmo uccidere tanta gente e portare tanti guai in questo mondo. Non vedo l’ora.
Cerbero abbaio. Angel aprì la finestra e chiamando Edgar disse:
-Dì a papa che avrà presto ciò che mi ha chiesto.

Edgar volò via. Angel rientrò e si mise a dormire con Cerbero coricato accanto a lei.

Capitolo 4: non si gioca con i coltelli

0.4 Non si gioca con i coltelli
Era sera e il detective John era venuto a fare una visita e per sapere se Angel stava meglio. La nuova vittima sarebbe stata Georg, il maggiordomo. Angel aveva già preparato tutto, sapeva infatti che qualcuno sarebbe venuto a vedere come stava.
-Ciao Angel come stai?
-Meglio grazie.
-Questo è per te
Il detective diede a Angel un orsetto vestito da poliziotto
-Che carino!
“Non ho 2 anni e odio i poliziotti”
-Sono contento che ti piaccia
-Vuole qualcosa da bere? Tè? Caffè?
“Veleno? benzina?”
-Un caffè grazie
-Venga con me
Angel uscì dal soggiorno, tenendo l’orsetto stretto in braccio, e raggiunse il salotto.
-Mi aspetti qui torno subito.
Il detective intanto parlava con i “genitori” di Angel, ma non perdeva un attimo di vista la ragazza.
Con calma Angel preparò il caffè e con calma cercò dei biscotti. La sua vittima entrò dalla porta della cucina e si sedette su una sedia in soggiorno, poi notando che Angel era in cucina, il vecchio Georg andò ad aiutarla.
-Lascia porto io
-Grazie
“Tre”
Alzò il vassoio
“Due”
Fece un passo
“Uno”
Angel, usando la telecinesi, ruppe i cardini che tenevano lo scaffale del salotto, con sopra la collezioni di coltelli del “padre”.
Il detective e i “genitori” videro lo scaffale rompersi e una pioggia di coltelli colpire Georg e un coltello colpire Angel.
-Angel! Georg!
Georg era morto all’istante.
-Lui è andato- disse il detective
-Angel? – la “madre” aveva già le lacrime agli occhi
-S-sto bene, l’orsetto mi ha salvato, mi spiace si è rovinato
“Accidenti c’è mancato poco!”
L’orsetto l’aveva salvata, il coltello l’avrebbe di sicuro trafitta se non fosse stato per quel regalo.
-Non importa ha fatto il suo dovere d’agente.
-Lo riparerò, sono brava in queste cose
Dopo aver chiamato la polizia e un’ambulanza per controllare che Angel stesse bene i “genitori” parlarono con il Detective, Angel non sentiva cosa dicevano ma aveva già un’idea…
-Angel, da domani in poi il Detective John starà con te 24 su 24
“Che cosa?! Pensavo sarebbe stato in casa ma non con me!”
-Ok
Angel chiese di andare a dormire, appena fu solo il padre apparve
-Come stai?
-Bene, ma abbiamo un problema
-Quale?
-Il detective ficcanaso, quei due gli hanno chiesto di farmi da guardia del corpo
-Vuoi che lo faccia sparire?
-No, mi sarà utile, certo ora sarà tutto più difficile, ma sarà anche più divertente.
-Questa è la mia piccola! Ora vado, se hai problemi chiama
-Ciao papa
Il padre sparì. Angel andò sul balcone e disse:
-Cerbero sarei potuta morire oggi se non fosse stato per il detective e il suo orsetto
Guardò il suo orsetto, ricucito, sulla mensola della scrivania.
“Lui, solo lui, credo che…”
Cerbero abbaio, risvegliandola dai suoi pensieri, lei lo accarezzo e rientro a dormire.

Sapeva cosa doveva fare. Sapeva perché era in quella famiglia. Sapeva della scelta del padre. Sapeva cosa voleva il padre. Sapeva cosa provava ogni singola persona, suo padre compreso, guardandola negl’occhi. Ma non sapeva cosa provava lei, non sapeva cosa voleva, non sapeva cosa voleva fare e non sapeva chi era lei veramente.

Capitolo 5: Un fulmine non colpisce mai due volte, o si?

    0.5
      Un fulmine non colpisce mai due volte, o sì?

Era mattina presto e Angel guardava fuori dalla finestra sconsolata. Il padre non le aveva chiesto nuove vittime e l’idea di non fare nulla le era insopportabile, che il padre avesse rinunciato al piano? E se così fosse stato lei che avrebbe fatto?
Il detective, credendola triste per quello che era successo in questi giorni, propose ai “genitori” di Angel di portare la ragazza in città per svagarsi un po’ e per dimenticare almeno per un paio di ore le tragedie che erano avvenute in casa. I “genitori” accettarono, ma avvertirono il detective di stare attento allo zio Edward. Senza ricevere spiegazioni sul perché o il motivo del loro avvertimento il detective portò Angel in città e le chiese:
-Dove vuoi andare ora?
-In biblioteca
Il detective John accompagnò Angel in biblioteca
-Buongiorno signorina Carena
-Angel cara, è bello rivederti! Abbiamo nuovi arrivi, vai pure a vederli cara.
-Grazie, a dopo signorina Carena
Mentre Angel tutta contenta andò nella sezione di romanzi gialli a leggere, John chiese alla bibliotecaria un po’ di cose
-I genitori di Angel mi hanno avvertito di stare attento allo zio, lei sa per caso il perché?
-Lo zio non l’ha mai sopportata Angel
-Come mai?
-Lei non lo sa che Angel è stata adottata?
-Nessuno mi ha detto niente
-Angel fu adottata quando aveva 5 anni, la poverina aveva perso i genitori o l’avevano abbandonata, la signora Jane la trovò che piangeva davanti a un negozio fuori città e, gentile come, la prese con se e la portò a casa sua. Angel non parlò per molto tempo, tanto che pensarono fosse muta, quindi nessuna ha mai saputo come si chiamava, fu Jane a decidere il nome. Carl, come vide la bambina, chiamo gli avvocati e iniziò la procedura per adottare la piccola. Tutti, sia nella casa che qui in città, vollero subito molto bene alla piccola Angel. Tutti tranne lo zio Edward, lui la detestava.
-Perché? Angel da quel che mi hanno detto è sempre stata una brava ragazza
-Lui e il fratello Carl sono gl’unici eredi della fortuna di famiglia, infatti prima tutta la fortuna sarebbe toccata a Edward! Ma con l’arrivo di Angel l’intero patrimoni andrà a lei. Immagini cosa provi lo zio, per me farà di tutto per avere quei soldi, anche uccidere la piccola Angel.
Il detective e la bibliotecaria guardarono Angel aiutare un bambino a prendere un libro con le figure che era molto in alto.
-Nessun essere buono potrebbe mai farle del male, per molti qui lei è un angelo vero venuto qui per aiutare la gente, per altri invece è una santa. Comunque qui tutti, me inclusa, pensano che Angel non farebbe male a niente e nessuno, nemmeno allo zio, che si meriterebbe di morire nella maniera più dolorosa e tremenda possibile.
-Sa se lo zio ha mai provato a far del male alla ragazza?
-Si, un giorno Angel era qui a leggere ai bambini, lui infuriato e ubbriaco fradicio le ha dato uno schiaffo così forte da farla volare contro uno scaffale e poi l’ha afferrata per un braccio e sono sicura l’avrebbe uccisa se non fossero intervenuti il fornaio e il macellaio, la ragazza non aveva nemmeno provato ad urlare, si dimenava cercando invano di liberarsi, ogni volta che lo zio la vede lei si nasconde o scappa via, ne è terrorizzata la piccola.
-E i genitori? Non fanno nulla?
-Ci hanno provato però…
-Però?
-Come risposta lo zio ha spaccato il braccio di Angel. La poverina ha portato il gesso per mesi. Tutti qui abbiamo già deciso però!
-Deciso cosa?
-Se lo zio proverà solo a sfiorare Angel, noi lo ammazzeremo, siamo stanchi di vedere Angel soffrire!
-La ringrazio per le informazioni, le dispiace tenere d’occhio Angel per un po’?
-Vuole andare a chiedere al fornaio e al macellaio il resto della storia vero? Vada pure, Angel è un angioletto e tiene molto a tutti qui e noi le vogliamo molto bene, come fosse figlia nostra.
Il detective si diresse verso il fornaio. Lì c’erano molte persone, anche il macellaio.
-Salve
-Buongiorno, che posso fare per lei?
-Vorrei che mi raccontasse dello zio di Angel
-Quel bastardo maledetto! Sa che ha cercato di ammazzare la ragazza? Angel non fa niente di male e lui viene è cerca di ammazzarla?!
-Lui è un mostro! Angel è sempre gentile e educata con tutti e lui la vuole morta! –intervenne il macellaio- se mi capita tra le mani lo faccio a fette con uno dei miei coltelli
-Tutti qui lo farebbero volentieri fuori! –disse il fornaio
Tutti i presenti annuirono e raccontarono al detective non una ma moltissime storie sullo zio della ragazza.
Il detective andò a riprendere Angel e la portò al parco vicino, per prendere un gelato e vedere cosa sapeva lei.
-Angel, vorrei sapere…
-Di mio zio vero?
-Si ma come l’hai…
-Come l’ho capito? Semplice, quando ho visto che parlavi con la bibliotecaria e poi sei uscito ho capito che cercavi informazioni, quindi ora mi vuoi chiedere se è vero che mi ha quasi ucciso, rotto un braccio, ecc. vero?
-Si
Angel sospirò e con aria triste disse
-Purtroppo è tutto vero, lui mi odia. Prima che i miei potessero adottarmi, sono dovuta stare per un po’ in un orfanotrofio e lui da allora mi dice “il cane randagio è ancora qui? Dovrebbe tornare in orfanotrofio questo piccolo demonio!” e io che pensavo di avere finalmente trovato una casa e una famiglia
-Io…
Angel però si alzò dalla panchina e andò verso le urla che si sentivano.
-Lasciami andare Lucius!
Lucius, il delinquente di quartiere, insieme alla sua banda di teppisti, stava dando fastidio a un ragazzino occhialuto.
-Che c’è secchione? Vuoi la mamma?
Tutti ridevano, ma prima che John o qualcun altro facesse qualcosa, Angel disse:
-Lucius, lascialo in pace!
-Oh, ma guardate la principessina è venuta a salvare il secchione. Che c’è è il tuo ragazzo? –la canzono uno della banda di Lucius, ma subito si zitti vedendo che Lucius lo guardava in tono minaccioso. Si il nostro teppista era innamorato perso di Angel, infatti Angel non solo era gentile con tutti ma era anche bellissima, non erano in pochi ad essere innamorati di lei.
-Perché rompi sempre le scatole?
-Perché te la prendi sempre con i più deboli? Tu sei meglio di così Lucius!
-Vattene secchione, ringrazia il cielo che c’era Angel altrimenti non l’avresti passata liscia.
Il ragazzino ringrazio Angel e andò via. I teppisti se ne andarono a casa, Lucius invece si andò a sedere lontano da tutti vicino al laghetto. Il detective andò da Lucius
-Lei ti piace vero?
-Si vede eh? Si mi ha salvato la vita
-Davvero?
-I miei amici mi avevano sfidato ad entrare nel bosco di notte e di restarci fino all’alba. Io testardo come sono accettai. Entrai nel bosco, da solo, di notte. Ero intenzionato a passarci tutta la notte, nessuno avrebbe mai detto che io ero un fifone o un vigliacco. Però all’improvviso un orso e dei lupi, usciti da chissà dove mi cominciarono a seguire. Ero diventato la loro preda, cominciai a correre e mi persi. Ero circondato, pensai che per me fosse la fine, invece…-riprese fiato- Invece Angel, sbucò da chissà dove e si mise tra me e i miei inseguitori. Io ero terrorizzato, lei invece era tranquilla e con dolcezza disse: “lasciatelo stare e vi prometto che non vi disturberà più”
-E loro?
-Se ne andarono, fecero un piccolo inchino e sparirono. Lei appena fummo salvi mi guardo e sorridendo disse: “stai bene?” feci sì con la testa, non riuscivo a parlare, lei mi prese la mano e disse: “andiamo a casa” mi accompagno senza timori all’inizio del bosco, li mi saluto e disse: “può rimanere un segreto? Non voglio rovinarti la reputazione di teppista” senza attendere risposta se ne andò e con lei anche il mio cuore.
-Che successe poi?
-Pensavo di non rivederla più, era passato un anno e lei era sparita.
-Ma se viveva qui
-Si, però io non mi avvicinavo alla villa e le rare volte che lei veniva non la incontravo mai, non sapevo nemmeno il suo nome. Poi però arrivò una nuova studentessa a scuola, io sinceramente quella mattina tutti mi sarei aspettato tranne lei. Era bellissima in uniforme.
#Flashback#
-Ragazzi oggi arriverà una nuova studentessa
“Chissà chi è?”
Bussano alla porta.
-Oh, eccola ragazzi vi presento la nuova studentessa
-Che bella!
-Però è carina!
Mi giro verso la porta
“È la ragazza, di quella sera!”
-È un piacere conoscervi, io sono Angel, spero andremo d’accordo d’ora in poi.
-Bene Angel il tuo posto sarà vicino a Lucius. Sta attenta lui è un vero teppista.
Angel si siede accanto a me. La lezione comincia e Angel mi passa un foglietto
“Ci rincontriamo ancora, ti ricordi di me?”
Stavo per rispondere, ma il professore chiama Angel alla lavagna e le dà un’equazione difficilissima, non solo per me che faccio schifo in Matematica, ma anche per i secchioni della classe, che sembrano non capirci niente.
“Poveretta”
Con lo stupore mio, della classe e del prof, Angel la risolve in meno di un minuto e con calligrafia chiara ed elegante accanto ad ogni passaggio scrive anche come ha fatto.
“Persino io così ci capisco!”
-Però sei bravissima Angel! –il prof. la guarda per un secondo e poi dice- potresti dare ripetizioni al nostro Lucius?
“Ma che diavolo dice il prof?!”
-Sarà un piacere
“Cosa?!”
-Che brava ragazza! Torna pure a posto.
La lezione riprende e Angel mi passa un foglietto
“Oggi vieni a casa mia verso le tre, inizieremo le lezioni”
Sotto c’è anche l’indirizzo.
*******
-Ecco la casa dovrebbe essere qui
Una villa gigantesca mi si para davanti, busso.
-Ciao Lucius, Entra.
-Ciao Angel. Non sapevo vivessi qui.
-Non sapevi nemmeno il mio nome
-Vero
Mi accompagna in una stanza
-Questa è camera mia, cominciamo a studiare?
-Ok
***
-Sei migliorato
-Grazie a te, sono già 3 giorni che mi dai lezioni
-Ti va di sentirmi suonare il piano?
-Certo.
Mi accompagna in soggiorno. C’è un piano forte in legno nero. Angel inizia a suonare.
“Che brava”
-Ma brava la nostra Angel
“Chi è sto tipo?”
Angel smette di suonare e inizia a tremare
-Z-zio Edward, c-che ci fai qui?
L’afferra per la gola
-Mostriciattolo, dovresti morire!
-Lasciala andare
Gli lancio un cazzotto che gli fa perdere la presa. Mi metto davanti a Angel
-Non finisce qui ragazzino
-Chi era quello?
-Mio zio
***
#fine flashback#
-Angel mi disse dello zio, come può un essere umano volerle fare del male?
Era il tramonto orami.
Prima che John potesse rispondere si senti un grido.
Lucius, i teppisti, che erano venuti a vedere dov’era finito, John e tutti i paesani videro lo zio di Angel avvicinarsi minaccioso alla ragazza.
-Non mi sei mai piaciuta sai?
Era chiaramente ubbriaco. Lucius si mise accanto ad Angel
-Lasciala stare
-Oh, guarda chi c’è! Il fidanzatino di Angel! Questo è per l’altra volta –gli tirò un pugno e Lucius volo a terra.
-Lucius!
-Dove pensi di andare tu?
Edward prese per il collo Angel e la sollevo da terra. Tutti erano immobili, nessuno riusciva a reagire.
Angel stava soffocando, ma si ricordo di un regalo che le aveva fatto il padre, uno dei tanti poteri che aveva.
Il cielo si oscuro e un fulmine colpì Edward, poi un altro e un altro e un altro ancora, Edward lasciò la ragazza, ma i fulmini continuavano a beccarlo anche quando cadde a terra morto. Il cielo si schiari e apparve di nuovo il tramonto.
Nessuno fiato. Lucius si avvicino ad Angel.
-Angel?
-S-sto b-bene
Una serie di grida e urla di gioia si alzarono dalla folla.
-Questo è un segno divino! –urlò un prete- Dio non ha voluto che uno dei suoi angeli morisse. È chiaro Angel è un angelo.
“Si certo, un angelo, un angelo della morte”
Dopo una visita del medico, che disse che la ragazza stava bene, iniziarono i festeggiamenti a casa di Angel. Tutti andarono, Lucius compreso. Angel era sul balcone di casa, non aveva voglia di stare in compagnia di quella gente. Lucius la raggiunse.
-Come stai?
-Bene.
In quel momento Cerbero porto il libro a Angel.
-Che cos’è?
Angel incurante del fatto che Lucius potesse scoprire tutto lo aprì. La foto dello zio era stata marcata con la X e un’altra foto cerchiata.
“Che schema! Non ho controllato la seconda pagina!”
Sorrise. Sapeva che solo un demone poteva vedere le foto, e Lucius per quanto cattivo non era un…
-Quindi sei tu!
-Cosa sarei io?
-La figlia di satana!

Come faceva Lucius a saperlo? Chi era lui in realtà?

Capitolo 6: Lacrima Nera

0.6   Lacrima Nera

Sorrise. Sapeva che solo un demone poteva vedere le foto, e Lucius per quanto cattivo non era un…
-Quindi sei tu!
-Cosa sarei io?
-La figlia di satana!
-Che sciocchezza!
Angel provò ad andare via, ma Lucius l’afferrò per il polso, impedendole di scappare.
-Noi due siamo dalla stessa parte
-Cosa? Non è possibile! Tu sei un …
-Si, come te ho mentito.  Ho finto di essere un ragazzo normale, come tu hai finto di essere una brava ragazza.
-Vieni con me
Angel portò Lucius nella sua camera e chiuse la porta.
-Chi sei? Che cosa vuoi? Perché sei qui?
-Sono Lucius, voglio parlare con te, sono qui per aiutarti nella tua missione.
-Ti manda mio padre?
-Si
-Dimmi che ti ha detto di fare
-Io sono un demone, nel mondo c’è ne sono milioni, ma io sono uno dei più esperti, della nostra età c’è ne sono pochissimi, il mio compito è quello di aiutarti nella missione.
-Bene, allora benvenuto. Sarà un piacere avere qualcuno che ti aiuti durante gli omicidi.
-Non vedo l’ora di iniziare. Chi sarà la prossima vittima?
Angel prese il libro, lo aprì e lo mostro a Lucius.
-Ecco la prossima vittima
-Chi è?
-Jonny, il manutentore della casa.
-Allora qual è il piano?
-Piano? Mi hai fatto venire un’idea in mente.
Angel raccontò a Lucius il suo piano. Lucius sorrise.
-L’idea mi piace.
-Ci divertiremo insieme noi due.
-Sai tra tutte le persone della città non mi sarei mai aspettato che fossi tu la mia alleata.
Angel fece un inchino e disse:
-Fingere
-Mentire
-Ingannare e Tradire- dissero insieme- tutto fa ma non farti scoprire.
-Quindi anche tu conosci la filastrocca- disse Lucius
-Ovvio. Domani vieni qui, cominceremo il piano.
-A domani allora.
Uscì. Angel si sedette sul letto.
“Però che sorpresa, era questa l’idea di papa?”
Intanto Lucius stava tornando a casa sua.
“Quindi lei è la figlia del capo, irraggiungibile e intoccabile. Prima mi piaceva, ora la amo. L’idea che lei fosse un umana mi rendeva triste. Nessuno amerebbe ciò che faccio. Ora invece il problema è un altro, come conquisto il cuore della figlia del demone più potente al mondo?”
Angel si svegliò. Era notte fonda e il padre di Angel era venuto a vedere come stava.
-Ciao figliola. Come stai?
-Bene grazie, ti è piaciuto il “colpo divino”?
-Moltissimo, ora tutti pensano che sei un angelo! Ti avevo sottovalutata, sapevo che eri brava ma non fino a questo punto! Per questo ho un regalo per te
-Un regalo?
-Si –diede un pacchetto a Angel- ora vado.
-Ciao papa
-Angel?
-Si?
-Appena la missione sarà finita tornerai a casa.
-Si, lo so.
-Io e la mamma non vediamo l’ora che tutto questo finisca.
-Anch’io.
Il padre sparì.
“Mamma, Papa e io, eh?”
Si addormento e sogno un ricordo.
#nel sogno#
Una giovane donna, con delle ali nere, e un uomo che sorrideva si stavano sposando. Tutti erano vestiti di nero, anche la sposa. L’intero inferno era in festa. Il diavolo aveva trovato una moglie.
La scena cambiò.
Erano di nuovo quei due, stavolta però erano più giovani. Lei stava leggendo un libro e lui la spiava da lontano, prese coraggio e si avvicino a lei. Si presentarono, ma nessuno dei due disse all’altro che era un demone.
La scena cambiò ancora.
Lui in dice a lei la verità, cioè che lui è il diavolo, lei confessa di essere un demone. Lui le chiede di sposarlo, lei accetta felice.
La scena cambiò ancora.
Lui spiava il mondo umano. Lei entra e gli dice qualcosa. Lui la guarda e sorride allegro.
La scena cambiò.
Lei seduta su una sedia, lui accanto a lei in piedi.  Si stanno facendo fare un ritratto. Lei ha la pancia, aspetta un bambino.
La scena cambiò ancora.
Una bambina molto piccola saluta i genitori, lei non vuole andare ma deve, tutti devono. Deve compiere una missione. Una missione che la terra lontana per molti anni.
La scena cambiò.
La bambina si mette a piangere, finge. Una donna la prende con se. La bambina non parla. La donna l’adotta. La bambina deve fingere di essere una brava bambina. La bambina cresce in quella famiglia.
La scena cambiò.
Una ragazza, da sola, nel bosco. Vede un ragazzo, qualcosa la spinge a salvarlo. Scaccia i lupi e l’orso che lo inseguono. Lo porta fuori dal bosco.
La scena cambiò.
Un uomo appare nella camera di una bambina, lei felice lo saluta. Lui appare ogni volta che la piccola ne ha bisogno o che la piccola lo vuole con se.
La scena cambiò.
Una donna cura le ferite della bambina. La protegge. La bambina l’abbraccia, le vuole bene. Non vuole separarsi da lei ma deve.
La scena cambiò.
Ora era tutto nero. Non si vedeva nulla. Una voce si sentiva, una voce che cantava:
Fingere e Mentire
Ingannare e Tradire
Fai tutto ma non farti scoprire.
La tua missione devi eseguire.
Truffa, Tradisci e Imbroglia
L’importante è che tu non muoia
Sopporta e Aspetta
Presto arriverà la tua Vendetta
La canzoncina finì e una voce disse:
Mia piccola diavoletta. Presto, molto presto, saremo di nuovo insieme. Sta attenta e ricorda che c’è chi ti sorveglia. Ti voglio bene.
#fine sogno#
-Mamma!
Angel si guardò intorno. Era sola.
-Era la sua voce
Guardò la sveglia e si preparò. Aveva una missione da compiere. Stava per uscire quando qualcosa attirò la sua attenzione.
Sul divanetto c’erano delle piume nere.
“Non era un sogno”
-Mi manchi tanto.
Una lacrima nera, una sola vera lacrima, le bagno le guance. Si asciugò e si ricompose in fretta, non doveva mostrarsi debole. Prese le piume e le mise insieme al libro.
-Vi renderò orgogliosi di me!
Uscì dalla stanza. Due figure apparirono e abbracciandosi dissero:
-Lo siamo già, figliola.
Angel sentì la presenza dei suoi genitori, non torno indietro, non corse ad abbracciarli, sorrise, si sentiva felice. Si ricordò del pacchetto che le aveva dato il padre. Lo aprì e dentro trovo un braccialetto. Con tanti ciondoli.
“È uguale a quello che ha la mamma!” se lo mise.
-Grazie, vi voglio bene.
Andò ad aprire a Lucius, che era appena arrivato.
-Ciao Lucius
-Ciao Angel
-Andiamo, abbiamo una missione da compiere.
Prese Lucius per mano e lo trascino con se.
Era felice. Era molto felice. Sapeva che presto avrebbe riabbracciato i suoi genitori e che niente e nessuno l’avrebbe fermata.

Capitolo 7: Musica mortale

0.7
                             Musica mortale
Lucius e Angel corsero in soggiorno.
-Cominciamo?
-Va bene. Io distraggo John tu occupati del piano.
-Sta attento, un passo falso Lucius e siamo spacciati
-Tranquilla.
Angel cerco il manutentore Jonny. Lo trovò coricato sul pavimento della cucina.
“Ubbriaco eh?”
Angel con la telecinesi scrisse sul taccuino di Jonny di riparare i pedali del pianoforte. Corse in Soggiorno e con cautela si mise a svitare le viti dei pedali.
Lucius intanto stava chiedendo al detective com’era essere un detective.
-Lucius devi sapere che il mio lavoro è molto complicato, sai per trovare un indiziato…
“Sai non vedo l’ora di ammazzarti! Così Angel sarà libera e io potrò corteggiarla… cioè potrò aiutarla a completare la missione!”
Lucius stava per addormentarsi, quando Angel arrivò
-Scusate se vi disturbo. Ma Lucius era venuto qui per sentirmi suonare il piano, non vorrei che tornasse a casa troppo tardi, quindi…
-oh certo. Continueremo un’altra volta.
“Grazie! Stavo per dormire! O per ammazzarlo!”
Angel, Lucius e John entrarono e Jonny stava armeggiando con i pedali.
-Signorina dovrà aspettare un po’, questi così sono rotti
-Ok, faccia con calma.
Ma mentre lo diceva con la telecinesi, senza farsi notare da John, ruppe le gambe del piano. Il piano spaccò la testa a Jonny davanti gli occhi increduli del Detective. Angel urlò. Lucius le coprì gli occhi. Messa in scena programmata per l’omicidio. Tutti allarmati dall’urlo corsero a vedere. Angel e Lucius uscirono dalla stanza. La polizia decreto che era ubbriaco e che aveva manomesso il congelatore, i fornelli, la mensola e il piano senza volerlo. La colpa quindi cadde su Jonny. Angel e Lucius intanto controllarono il libro e videro che la foto di Jonny era segnata dalla X mentre quelle di Ino, Pino e le gemelle Chiara e Sara, il meccanico, l’autista e le cameriere erano segnati da un cerchio.
-Bene, in garage.
-Vuoi ucciderli ora?
-Certo!
-Mi piace vederti così decisa, hai qualche idea?
-Si, ascolta…
Il piano era molto complicato avrebbe dovuto uccidere 4 persone insieme.
Lucius ruppe la lavatrice, Ino lasciò solo Pino per aggiustarla. Dando così alle gemelle una pausa.
Angel col controllo mentale fece spegnere il sistema di areazione del garage a Ino e accendere la radio e l’auto a Pino. Poi Lucius fece addormentare Pino nel garage, con uno dei suoi poteri. Pino morì soffocato. Ino intanto non sapeva nulla di ciò che stava accadendo nell’altra stanza, la musica copriva il rumore dell’auto. Angel proibì a Lucius di spiare. Infatti le gemelle si stavano facendo un bagno caldo insieme, con la telecinesi prese il fon acceso e lo fece cadere in acqua, morte fulminate. Il detective si accorse dell’auto e del cadavere di Pino, dando la colpa a Ino. Ammanetto Ino a uno scaffale nel garage. Quando la madre si accorse dei cadaveri delle gemelle lui, insieme alla polizia, lasciò solo il povero Ino per controllare la situazione. Angel e Lucius entrarono, e senza nemmeno cercare di non farsi vedere dissero:
-Così è troppo facile! Vero Angel?
-Che dite ragazzi?
-Si, hai ragione.
Con la telecinesi Angel fece cadere addosso a Ino della benzina. Lucius con una piccola sfera di fuoco disse:
-Addio- e lanciò la sfera contro il povero Ino.
Ino bruciò all’istante.
Angel e Lucius se ne andarono. Il detective quando tornò vide il cadavere bruciato di Ino.
-Com’è potuto accadere?! Siamo stati via 5 minuti!
Angel e Lucius controllarono il libro. Le immagini delle persone 4 vittime erano segnate con delle X e i l’immagine del cugino Chailly era cerchiata.
-Come lo potremmo uccidere?
-Vuoi eliminarlo oggi?! Ti sto cominciando ad adorare Angel!
-Io sto solo eseguendo gli ordini. E poi il detective sta cominciando a sospettare. Dobbiamo finirla velocemente.
-Come l’uccidiamo?

-Chi ha detto che saremo noi ad ucciderlo?

Capitolo 8: Angel dice uccidilo

0.8
                            Angel dice uccidilo
Angel aveva una dote molto utile, il controllo mentale, poteva far fare a tutti ciò che voleva. Lucius aveva capito il piano.
-Vuoi costringere qualcuno, col controllo mentale, ad uccidere Chailly? Geniale
-Così la colpa non cadrà su di noi e poi voglio vedere se riesco a uccidere qualcuno così
-Bene allora…
Qualcuno suono. Era un giornalista, voleva sapere tutto sull’incidente dello zio. Angel odiava i giornalisti, ficcanaso provetti, ma questa volta aveva in mente una cosa.
-Sai io odio i giornalisti, ma questo qui ci sarà molto utile.
Angel salutò il giornalista e lo accompagno nella stanza del cugino Chailly. Lucius aveva detto che Chailly sapeva tutto.
Angel li chiuse a chiave.
-Così non potranno uscire
-Si ma come farai a controllarli?
-Vieni con me.
Angel prese la mano di Lucius e lo accompagno in un passaggio segreto.
-Lo uso per spiare ciò che le persone fanno in questa casa
-O-ok
Lucius aveva il cuore a mille, era solo con Angel, in una camera stretta e stavano per commettere un omicidio, era strafelice.
Angel invece era tranquilla, era felice. Aveva un amico e stava per finire la missione.
-Pronta?
Angel fece di sì con la testa. Lucius fece apparire due pistole nella stanza. Angel si concentro, fece prendere le pistole alle 2 vittime e le fece puntare una contro l’altro. Uno sparo. Morti. Lucius guardò la scena.
“Angel è davvero brava”
Angel si poggio a Lucius
-Scusa sono stanca.
-N-no tranquilla.
Guardarono il detective cercare di aprire la porta, la porta sfondata. Le urla della “madre”. Lo sgomento dei poliziotti e la paura del detective.
Angel portò Lucius in camera sua. Prese un libro e finsero di leggere.
-Angel?
-Entra, è aperto
Il “padre” la informò di tutto e se ne andò
-Controlliamo il libro
Prese il libro e vide che la foto del cugino era segnata con la X. Vide che la foto della “madre”, del “padre”, del detective e dei poliziotti erano tutte segnate da un cerchio.
-Quindi papa vuole che eliminiamo tutti quelli che sono rimasti eh?
-Sarà difficile
-Sarà divertente. Adesso basta fare la brava Ragazza. Angel si mostrerà per il demone che è.

Lucius sapeva che voleva dire. La missione era quasi finita.

Capitolo 9: L'atto finale

  0.9  L’atto finale


Il detective John chiamò tutti i superstiti e li fece entrare nel soggiorno.
-Tutti voi sapete il motivo per qui siamo qui. Per arrestare il colpevole. Ora parlate.
I “genitori” e i poliziotti si guardarono l’un l’altro, Angel e Lucius si scambiarono un’occhiata di intesa.
-Allora che il colpevole confessi!
Angel e Lucius iniziarono a ridere
-Che c’è di divertente?
Angel si alzò in piedi.
-Lei pensa davvero che qui ci sia il colpevole?
-Si…
-E chi pensa che sia?
-Ovviamente tu e Lucius non c’entrate siete troppo deboli e piccoli per poter fare un…
Angel rise ancora.
-SBAGLIATO!
-Cosa?
-Sono io il killer! Io ho ucciso tutti e Lucius mi ha aiutata, vero?
-Ovviamente, era così divertente vedervi spaventati.
-Smettila di scherzare questa è una faccenda seria!
-Sono stanca di te stupido agente dei miei stivali
-Angel finiscila tu non sei così!
-Oh, la mia “mammina” pensa davvero che io sia una brava bimba? Idiota!
-Angel non insultare tua mamma!
- “papa” io non sto insultando mia madre, sto insultando questa sgualdrina! Credete davvero che io non sappia delle vostre scappatelle con altra gente?
-Angel di loro chi sei veramente, voglio vedere che succede
Lucius si stava divertendo a vedere le loro vittime così confuse.
-Buona idea. Io sono Angel e sono la figlia di satana. E voi adesso siete miei.
Schioccò le dita e tutte le porte e finestre si chiusero. Tutti entrarono nel panico.
-Cerbero vieni qui bello.
Cerbero entrò ma al posto del cagnolino c’era un’enorme cane a tre teste.
-Così sei molto più carino! Lucius che ne dici di trasformarci?
-Agli ordini.
Lucius si fece più muscoloso, due corna gli spuntarono dalla testa e delle ali di pipistrello gli uscirono sulla schiena.
Tutti erano terrorizzati.
Angel divenne più formosa, delle ali nere come pece le uscirono dalla schiena.
Tutti cominciarono a correre.
-Illusi, la casa ora obbedisce a me, così mi rendete solo il gioco più interessante.
Uno a uno tutti i poliziotti morirono, chi mangiato da Cerbero, chi ucciso dalla casa, chi ammazzato da Lucius.
Rimasero solo i genitori adottivi e il detective, che si rinchiusero in cantina.
Angel sfondò la porta. Cerbero si mise alla sua destra Lucius a sinistra.
-Ora siete in trappola, nessuno verrà a salvarvi!
-Gli abitanti del villaggio! Loro verranno a vedere che è successo!
-No, no. Loro sono già morti.
#racconto#
Angel va al centro della piazza e rivela la sua vera identità, scatena contro la città mostri di ogni genere, tutti morti, lascia i mostri in città e dice loro di stare in guardia, “non voglio sopravvissuti, intesi?”
#fine racconto#
-La città ora è mia! È stato così orrendo essere vostra figlia! Umiliante! Però vorrei presentarvi una persona, Papino!
Il padre di Angel apparve nella cantina.
-Che bel quadretto!
-Aspetta solo un minuto e c’è ne andiamo
Il padre si poggiò al muro e divertito guardò la scena.
-Addio!
Angel scateno contrò i tre rimasti tutta la sua furia, li uccise tutti.
Uscirono dalla casa Angel diede fuoco a tutto, villa, case, negozi a tutto quanto!
-Tesoro, ora torniamo a casa
-Non vedo l’ora Papino

Lucius, Angel, il padre e Cerbero tornarono a casa, non prima però che Angel lasciasse un piccolo regalino. Lasciò infatti le sue piantine demoniache in girò per la città, nessuno sarebbe sopravvissuto, nessuno. Angel aveva finito la sua missione, ora poteva tornare a casa.

Capitolo finale: cos'è successo dopo?

      10
 Cos'è successo dopo?

-Angel!
-Ciao Lucius, che c’è?
-Che c’è?! Devi essere incoronata principessa degl’inferi e tu sparisci così!
-Scusa hai ragione, vado subito ma prima…
-Ma prima cosa?
Angel baciò Lucius.
-Ci vediamo dopo, Tesoro.
Angel andò nella sala del trono.
-Quella ragazza mi farà impazzire. Aspettami!
Angel entrò nella sala del trono. Suo padre e sua madre erano felici, la loro figlioletta era un vero e proprio demone.
-Ha preso tutto da me, Cara!
-Si, certo come no, Angel ha preso tutto da me!
-In realtà maestà Angel è molto più brava, sexy e furba di voi.
Il padre inceneri l’ospite che aveva osato parlare.
Incoronarono Angel e dissero:
-Demoni e mostri ecco a voi la vostra principessa! Angel, l’angelo della morte!
Tutti applaudirono, ora quella sarebbe stata casa sua, ma questo non significa che non avrebbe fatto ogni tanto una capatina nel mondo umano, portare scompiglio le piaceva troppo…
Angel portò Lucius in una stanza.
-Ho un piccolo regalino per te!
-Che cos’è?
Angel tirò un telo e il Detective John era incatenato al muro.
-Ti piace? Puoi fargli quello che vuoi! Se lo ammazzi rivive, se lo squarti guarisce… insomma un giochetto infinito! Oh, tranquillo non può scappare, uscito da qui infatti morirebbe e rinascerebbe lì incatenato!
-Questo è il regalo più bello che potessi farmi!
Lucius baciò Angel.

-Allora John, abbiamo tutta l’eternità per giocare, io intanto non mi stancherò così facilmente di torturarti! Il divertimento inizia solo ora, vediamo da dove posso cominciare?

I am the Grave Keeper

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