WitchandAngel : The Horror of the Black Mansion
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The Horror of the Black Mansion

The horror of the black mansion
Trama:
Una villa abbandonata, una cittadina con segreti, più di un killer a piede libero e un continuo flusso di nuovi cadaveri morti in circostanze sospette. Quando la villa infestata viene finalmente comprata da qualcuno, la nuova proprietaria avrà parecchie cose da sistemare per mantenere il suo stile di vita e soprattutto...
"-Mi spiace...non abbiamo trovato le chiavi della cantina di vino..."

Delle volte è meglio lasciare determinate porte chiuse...
Categoria:  horror, ghostt, witches/witchers

Lista dei capitoli:

Capitolo 26: The Horror of the Black Mansion




Capitolo 26: The Horror of the Black Mansion

- “…e ancora non vi è traccia del misterioso killer recentemente apparso nella luce pubblica…”
- “…non è ancora chiaro chi sia il killer…”
- “Un killer che sembra avere scelto…”
Jonathan cambiò di nuovo la televisione annoiato.
-Che ne pensa? –chiese la giornalista
L’agente sorrise- non ha nulla di cui temere, il killer verrà catturato
-Catturato? Perché dovremmo catturarlo? –chiese l’ospite
La giornalista guardò l’uomo e sorrise- lei cosa ne dice?
-Il killer noto come “Aracne” colpisce solo criminali, perché dovremmo temere? –chiese lui- non fa male a nessuno
-Un killer è sempre un killer
-Un killer che uccide killer non è un pericolo!
-E cosa faremo quando deciderà di far fuori innocenti?
-Non lo farà!
-Ha ucciso un prete!
-Che era un pedofilo!
-Non cambia che…
-Sta difendendo un pedofilo!?
-Il compito della polizia è catturare i criminali!
-Ma che meraviglioso lavoro di merda fate visto che un killer deve fare il vostro lavoro altrimenti tutti crepano!
-I Killer vanno catturati!
-I killer vanno UCCISI!
La televisione venne spenta.
-Da quando tu hai scoperto le gioie della televisioni non ti muovi da questo divano –disse Aracne con il telecomando in mano
-Non è colpa mia se…ti dispiacerebbe metterti dei vestiti!? –chiese lui diventando viola
-Non sono nuda- replicò lei avvolta solamente da un asciugamano
-Quello non è essere vestita! –disse Jonathan rosso
Lei rise- oh? Vuoi vedere quanto posso essere svestita?
-S…NO! –disse lui volendo sparire
Essere vivo era inconveniente in questi momenti!
Aracne rise guardandolo correre nella sua camera. Avevano effettuato un test del DNA con i ragazzi.
Nemmeno uno di loro era geneticamente collegato…
La cosa aveva comportato che Aracne avesse preso di mira il povero Jonathan che aveva avuto la sfortuna di commentare che era davvero carina.
Una pecorella era entrata di sua volontà nella tana del lupo…il lupo non poteva non mangiarla
-Lo devi spaventare così ogni volta? –chiese divertita Morgana
-Ma sono vestita- disse lei levando l’asciugamano e rivelando un vestito corto senza spalline sotto- non è colpa mia se tuo fratello pensa male…
-Certo perché non sei uscita “casualmente” nuda dalla doccia in precedenza- disse Morgana
-Non ero io nella camera sbagliata- replicò lei
Morgana scosse la testa divertita.
Dopo essere tornati in vita le cose erano andate stranamente. Katherine era stata adottata da Roxane e Victor, Sr Michael e George erano andati ad abitare con Helen e Matthias. Matthew, Jonathan, Arabelle e Morgana avevano scelto di rimanere nella loro abitazione con Aracne.
Arabelle e Matthew erano però meno presenti in casa, i due avevano deciso di visitare il mondo e vivere una vita piena per una volta.
Morgana aveva deciso di diventare una scrittrice e adorava lavorare da casa.
Jonathan invece era rimasto per un’altra…motivazione.
Aracne ruotò il coltello in cucina- non vuoi tirarmi più coltelli?
Jonathan ruotò gli occhi- ti detesto
-Certo, certo –disse lei ignorandolo.
-Posso aiutarti con la cena? –provò lui
Lei alzò un sopracciglio e gli passò un coltello- vediamo come sei ai fornelli Lord Jonathan…
Lui sorrise avvicinandosi contento.
Morgana guardò i due dall’ingresso e ridacchiò. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe finita così per quella famiglia…
-Piccioncini, volete una mano?
-Morgana! –urlò Jonathan
Aracne sorrise- vuoi unirti?
-No grazie, le nozze sono mortali mi dicono –scherzò Morgana
Aracne ruotò gli occhi guardando Jonathan e tornando a giocare con i coltelli. Un killer e un fantasma…questa era tutta un’altra storia, vero?
~The End~

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Capitolo 25: You got one thing wrong




Capitolo 25: You got one thing wrong

-Helen…sei…mia moglie Helen? –chiese Henry
-Sono Helen Black- disse la donna- non sono mai stata tua però
-Come puoi farmi questo!? Sono tuo marito!
-Per piacere non essere disgustoso- disse lei- quello sarebbe incesto
-In…cesto? –chiese Jonathan
La donna sorrise- Aracne Helen Black è il mio nome. Discendente di seconda generazione…o per meglio dire…sono la figlia dei figli di Helen Black…
-Cosa?
Henry urlò- impossibile! Ogni figlio che abbiamo avuto è morto!
Era una tradizione della famiglia Black di dare il nome di un genitore, paterno o materno, come secondo nome. Aracne aveva il nome di Helen per quel motivo.
-Corretto –disse Aracne- i figli nati dalle vostre nozze sono tutti morti…
-Allora…
-Ma sia tu che Helen avete avuto degli amanti… -disse con un sorriso Aracne
L’uomo la guardò- che vuoi dire?
-La gipsy che ti scopavi, quella che tua moglie fece scappare, era incinta di una bambina che chiamò Camille. Allo stesso tempo tua moglie ebbe un figlio da un servo, un maschio di nome Nicholas. Il padre, Matthias, ti uccise prima di raggiungere Sarah, la donna di colore che si prese la missione di scappare con il piccolo Nicholas. Anni dopo Camille divenne un’attrice che venne poi violentata, le vennero amputate le gambe e venne salvata da un agente di polizia che l’aiutò e sposo…Nicholas Black. I due ebbero una figlia in tarda età e morirono quando la bambina era piccola…la figlia Aracne Helen Black…io sono la tua nipote. Sono il frutto del tradimento tuo e di tua moglie…la prova vivente che non puoi uccidere la famiglia Black, torniamo sempre in vita.
Henry la guardò disgustato- non sei che una bastarda!
-Mai quanto te! –rispose una voce entrando nella sala. Era una donna adulta molto simile a Morgana e Aracne.
-Helen…
-Ancora ricordi il mio nome sembra- disse la mora con disgusto tenendosi a un uomo, Matthias, che un tempo serviva la famiglia Black. Al loro fianco vi era una donna di colore, Sarah, identica a come gli ex-fantasmi la ricordavano. Con Sarah vi era una gipsy dai capelli rossi, Roxane, e il marito di lei, un uomo russo di nome Victor. Dietro di loro vi era una coppia sui trent’anni di età. Un uomo dai capelli neri e occhi verdi, identico a Jonathan e una donna bionda dagli occhi verdi, identica a Morgana…Nicholas e Camille.
Aracne sorrise- ho detto che non era la prima volta che usavo sette anime per far tornare gente in vita…
-Quindi loro erano i famosi fratellastri –sorrise Nicholas
-Ah! Mio marito si è duplicato! –disse Camille guardando Jonathan
-Buona tu, che da quando sei tornata in vita e intera devo tenerti d’occhio peggio di prima- disse Nicholas trattenendo la moglie
-Ma guardalo com’è bello! Eri così bello da giovane…
-Non lo sono ora? –chiese l’uomo
-Ovviamente lo sei amore, ma ora sei affascinante non bello…
-Dopo parliamo noi due cara- disse Nicholas ricatturando la moglie e tirando fuori una pistola e facendo fuori un tipo random troppo vicino alla figlia per i suoi gusti- razza di scarafaggi… lontano dalla mia bambina!
Roxane rise guardando Henry- ah…non sembra proprio che si aspettasse una nostra ricomparsa tesoro…
-Non si aspetta il mio martello che gli spacca la testa amore- disse incazzato Victor
-Non fu consensuale- disse Aracne alle facce confuse degli ex-fantasmi- Victor era fuori dal circo per lavoro e quando tornò scoprì che Henry aveva rapito e stuprato la moglie. Fu Helen a far scappare Roxane che con Victor presero il volo. Tennero Camille perché Victor non poteva avere figli e la crebbero come loro figlia…tanto l’unica cosa decente che Henry ha è che era fertile…era…
-Quindi tu sei…- iniziò Jonathan
-Ero tua nipote- disse Aracne con un sorriso- ero perché una volta ritornati in vita ogni legame di sangue viene cancellato. Se facessimo un esame io e te non avremmo un singolo membro famigliare in comune…non credo tu possa avere figli però…
-In teoria potrebbe con chi l’ha resuscitato –disse Roxane, colei che aveva insegnato a rianimare i morti ad Aracne
-Uhm…- disse Aracne girando l’ascia- ora…non abbiamo una zona da ripulire…
Nicholas guardò sua figlia muoversi con la velocità di un giaguaro e colpire il primo che le capitava. Nel mentre Helen stava stringendo i suoi bambini e piangendo parole di scuse.
Jonathan guardò Aracne- d…dovremmo aiutare?
-Il suo lavoro è assassina professionista di killer su commissione. Si occupa di criminali di vario genere e li uccide usando ciò che viene richiesto dal cliente- disse tranquillo Victor- sarebbe in grado di uscire da un paio di parco giochi di killer combinati senza difficoltà…inoltre siamo qui solo per dare ai nervi a Henry quindi…
-Sei…davvero mia sorella? –chiese Morgana guardando Camille
Camille annuì- non si vede? Siamo due gocce di acqua!
-Fin troppo… -mormorò Nicholas guardando la sorellastra- mi inquieta che somigli a mia sorella…
-In teoria anche noi due eravamo fratellastri –disse Camille
-Si ma chi cazzo lo poteva sapere all’epoca e poi non abbiamo genitori in comune, è solo che due dei nostri genitori sono sposati, non siamo correlati da sangue…
-Aspetta ma se Morgana è la copia di mamma perché Camille è simile a lei se è nata da papà? –chiese Matthew confuso
-Meno chiedi meglio stai- disse Victor guardando la nipote raggiungerli- finito
-Si- disse lei con un sorriso- sette anime prese…
L’uomo prese il ferma cravatta con il nome di Henry inciso sopra prima di guardare lo spettro che non poteva muoversi- è ora che io ti dia una lezione per ciò che hai fatto a mia moglie…
-Helen fa la brava io vado a dar una mano a Victor- disse Matthias allontanandosi con l’uomo. Dopotutto…
-Perché ha…- iniziò Arabelle
-Matthias ha sposato Helen dopo essere tornato in vita- disse Nicholas- quindi è il nuovo Mister Black.
-Decisamente migliore del primo –commentarono in coro i figli ancora incerti di come diavolo reagire a tutto quello che era successo…
C’era da dire che le urla di Henry erano davvero una dolce musica per le orecchie di tutti…

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Capitolo 24: Into the cellar we go




Capitolo 24: Into the cellar we go

Senza esitazione la donna puntò il fucile al macchinario e scaricò l’intero caricatore sul marchingegno. L’affare di metallo esplose e le capsule di vetro si ruppero.
La donna fece ruotare il fucile e lo mise sulla propria schiena prendendo l’ascia dal cadavere. La fece ruotare prima di lanciarla e tranciare le gambe a otto che correvano verso di lei. Alzò una mano e riprese l’ascia.
-Che cazzo…
-Le mie gambe!
-Prendete le armi!
-Dannazione donna!
-Abbassa l’arma e nessuno ti farà male –disse il prete con un fucile puntato
-Lasciate che vi spieghi una cosa…- disse lei avanzando- ho spedito più killer io sottoterra che chiunque di voi.
-Uccidetela! –disse Henry- non serve che sia viva per essere mia.
Lei rise- uccidermi? Che bel gioco di parole…
Un movimento netto dell’ascia tagliò a metà un uomo che aveva provato a sfiorarla. La cosa bloccò tutti i presenti.
-Lascia che spieghi questo gioco vecchio, io non sono nuova a questo rodeo- disse prendendo la rincorsa e togliendo di torno altri cinque uomini. Peccato che tutto il villaggio fosse presente.
Atterrò con agilità vicino a Jonathan e lo guardò- vuoi tornare in vita e aiutare i tuoi fratelli a tornare in vita?
Lui annuì ancora confuso
-Bene –disse lei mettendogli una mano sul petto e dandogli sette anime- fresche di mattinata, dei tipi appena morti. Sette anime per ogni fantasma…sai cosa fare- disse lei porgendogli la sua spada
Jonathan guardò l’arma che l’aveva accompagnato per anni e strinse l’impugnatura prima di cadere a terra in ginocchio mentre il suo corpo tornava ad esistere…il pallore del morto era sparito e quando poggiò una mano sul proprio petto- sono… io sono vivo?
Lei sorrise- non hai anime da prendere?
Jonathan si girò verso i killer e annuì ruotando la spada e saltando giù dalla zona rialzata e decapitando i primi tre che gli capitarono sotto mano. La padrona di casa ricaricò il fucile prima di sparare un colpo e fare un centro perfetto nella fronte di altri quattro. Ruotò il fucile e lo lanciò a Matthew che come il fratello cadde in ginocchio tornando in vita.
-Io…- disse guardandosi le mani
Lei gli lanciò una borsa- il fucile è il tuo, leggermente modificato da me, le pallottole sono lì…non sarai arrugginito spero?
Matthew ricaricò il fucile e prese la mira uccidendo un uomo senza problemi. Sorrise- nessun problema…
L’ascia di Michael venne poggiata davanti a lui dalla padrona di casa. Quando le sette anime arrivarono l’ex-servo si mosse con un fulmine per fare a pezzi gli uomini presenti. Arabelle lo seguì con un paio di pugnali mentre Morgana ricevette il suo arco. Katherine fu quella che venne fatta tornare in vita dopo e senza esitazione tirò un pugnale da lancio alla gola dell’uomo più vicino. George la seguì subito dopo.
Quando tutti furono in vita si strinsero in un abbraccio
-Non può essere! –urlò Henry- spara! Uccidili! Mi servono morti!
Il prete ubbidì e girò il fucile per uccidere Jonathan ma non fece in tempo a raggiungerlo che il proiettile venne bloccato.
I sette si girarono a guardare la padrona che aveva bloccato il proiettile con la propria ascia.
-No no, non puoi uccidermi il ragazzo dopo tutta la fatica fatta per riportarlo in vita… -disse la donna ruotando l’ascia- ci sono volute 49 vite per loro sette…quante vite ho raccolto per gli altri mi chiedo…
-Altri? –chiese Henry- chi diavolo sei?
-La proprietaria di villa Black- disse lei- la donna che conosce i libri sulla resurrezione nascosti nella cantina…qualcuno che ha ragioni personali per comprare quella casa…
-Chi diavolo sei? –ripeté Henry
La padrona di casa sorrise e si mise una mano alla testa prima di rimuovere con un movimento fluido la parrucca che aveva indossato fino ad allora. Dei lunghissimi boccoli neri caddero lunghi fino al sedere della donna. Identica a un’altra donna con occhi verdi e capelli neri…identica a- Helen
-Helen Black- disse la donna- quello è il mio nome…
-Mamma…? –chiesero i fantasmi molto confusi
La padrona di casa sorrise- sono venuta a mandarti all’inferno Henry…


Capitolo 22: An unfortunate soul




Capitolo 22: An unfortunate soul

La padrona di casa era uscita quando successe.
Era raro avere intrusi quando la donna era fuori casa, specie in pieno giorno.
I fantasmi si guardarono e una brutta sensazione si diffuse in loro.
-Sei sicuro siano qui?
-Preparate i contenitori- disse il prete
-Ma…
-Il padrone vuole rivedere i figli. Possiamo solamente catturare gli spettri e trascinarli da lui
-Vuole davvero fare quel rituale?
-Si
Katherine guardò gli adulti iniziare il macchinario e vide Arabelle venir trascinata da un vortice in una delle capsule.
La ragazza iniziò a battere sul vetro ma non riusciva ad attraversarlo.
-Ara! –urlò Morgana evocando i coltelli dalla cucina e lanciandoli contro gli uomini.
Sr. Michael prese l’ascia e cercò di colpire gli uomini, l’unico risultato fu che venne risucchiato così come Morgana nelle capsule.
Matthew tirò fuori il fucile che sua madre gli aveva regalato e iniziò a sparare- figli di puttana, vi appenderò sul camino dopo avervi fatti fuori!
Jonathan guardò Katherine- nasconditi, corri veloce
La bambina prese George e sparì nella camera di Madame Black.
Jonathan tirò fuori la spada e scese ad attaccare gli umani.
Il lavoro dei due Black risultò nella perdita di un braccio di uno dei tipi e parecchi colpi ben piantati di proiettili. Purtroppo nessuno morì e i due vennero catturati.
-Mancano due- disse il prete- cercate la casa
-Se non apparite faremo sparire per sempre i vostri cari fantasmi! –urlò un uomo
I bambini si guardarono intorno e presero il rossetto della padrona di casa.
Dopo pochi minuti uscirono e si lasciarono catturare.
-Io rimango per la padrona di casa? –chiese uno di loro
-Non serve- disse il prete- muoviamoci
La donna tornò a casa mezz’ora dopo e subito avvertì che qualcosa non andava.
-Ragazzi? –chiamò ma nulla accadde.
Posò il quadro che era andata a prendere sul pianoforte e salì le scale velocemente. Se era successo qualcosa l’unico luogo sicuro era…
Ci mise un secondo a correre fino alla sua camera e trovare la frase scritta con il rossetto sul muro.
“Il prete ci ha catturato”
La donna strinse i pugni e i denti- osate entrare in casa mia e prendere la mia famiglia!?
La donna si girò e tirò fuori da sotto al letto una valigia rossa con le iniziali B.A. sopra.
La valigia si aprì con uno scatto metallico e la donna guardò con una strana luce il contenuto.
-Che la caccia abbia inizio…




Capitolo 23: Where is the body?




Capitolo 23: Where is the body?

I fantasmi vennero trasportati alla chiesa locale dove vennero collegati a uno strano macchinario.
-My Lord. Abbiamo portato i fantasmi.
Una risata gelida si sentì nella sala e un uomo sfigurato apparve.
-Vi sono mancato? –chiese l’uomo
Jonathan alzò un sopracciglio e osservò lo spettro- chi diavolo saresti tu?
-Sono vostro padre…- disse l’uomo per nulla contento
-…
-…
-…
-…
-…
-…
-…
No, nessuno l’aveva riconosciuto.
-Lord Jonathan, Lord Black mi inquieta- disse Katherine
-Papà non è mai stato bello però ora…- mormorò George
L’uomo si infuriò- come osate?!
-Calmo Henry –disse Michael- sei morto, cazzo hai da agitarti ora?
-Non per molto- sorrise Henry
-Che intendi? –chiese Morgana
-Vedete, vostra madre mi ha impedito di farlo durante la mia vita uccidendo due di voi prima che io potessi farvi fuori…
-Aspetta cosa? –chiese Matthew
-Sette anime servono per renderti immortale! Sette anime prese dai vivi! –disse l’uomo- sette anime servono per portare in vita un morto…
-Cosa…vuoi dire? –chiese Morgana
-Che se vostra madre non avesse ucciso Katherine e George, nessuno di voi esisterebbe ora –disse l’uomo- ma rimedieremo presto. Oggi prenderò la vostra anima e tornerò in vita!
I figli lo guardarono inorriditi così come Katherine e Sr. Michael.
Voleva…sacrificarli?
-Lord…
Qualcuno bussò alla porta di ingresso della chiesa
-Ah…deve essere uno dei ragazzi che erano stati mandati per prendere la nuova donna- disse il prete
-Cosa volete farle?! –chiese Jonathan colpendo il vetro
-Sarà la mia nuova moglie- disse Henry con un sorriso- fateli entrare su.
La porta si aprì da sola rivelando un uomo con una mano alzata. Dopo un paio di secondi la parte dal ginocchio in su cadde davanti e poterono vedere che qualcuno gli aveva tagliato le gambe e lasciato un’ascia in testa.
-Che diavolo…
-Tendono a chiamarmi in quel modo –disse la proprietaria scavalcando il corpo ed entrando nella chiesa piena di gente. Indossava dei pantaloni in pelle nera, stivali neri con tacco a spillo, un top in pelle nero e parecchie armi. E con parecchie si intendeva un’armeria ambulante- oh…Henry Black suppongo
L’uomo fece una smorfia- odio quel cognome
-Vedo con piacere che l’amante di tua moglie ti ha dato una bella lezione –disse la donna divertita caricando il fucile- e ora, se permettete. Mi riprendo la mia famiglia
-Prendetela! –disse Henry
Lei sorrise mentre un paio di telecamere volanti entrarono nella sala. Queste erano dotate però di lenti per vedere gli spettri.
-Signori e signore, benvenuti alla caccia al serial killer- disse la padrona di casa- che le scommesse e i giochi abbiano inizio…



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Capitolo 21: Be quiet




Capitolo 21: Be quiet

Linda sorrise accettando la tazza di thè dalla padrona di casa
-Questo posto è così…particolare- disse Linda con un semi-sorriso
La padrona sorrise- grazie, ho iniziato a ristrutturarla io stessa, sono molto abile con le mie mani mi dicono…
-Come mai gli occhiali da sole e la mascherina? –chiese Linda
La padrona di casa si sistemò una ciocca di capelli e tossì piano- ho un po’ di mal di gola e non ho dormito molto
Linda annuì- ah fa bene allora, la salute prima di tutto!
I fantasmi non sapevano se ridere o meno all’idiozia della donna, era ovvio che si era messa quelle cose per mascherare il proprio volto! L’aveva fatto anche prima di scendere nel sotterraneo con quell’uomo…
Tra parentesi, che diavolo è successo la sotto e perché ha buttato il cadavere a pezzi rimaneva una cosa che i fantasmi non avevano interesse nello scoprire.
Qualsiasi cosa facesse con loro era suo interesse e solamente suo.
 Linda bevette un sorso di thè contenta- potrei aiutarti con le rinnovazioni…
-Oh? Non sapevo avessi talento nella cosa
-Modestamente sono la migliore…
-Oh? Oltre ai veleni quindi sai fare qualcos’altro?
La donna si congelò- cosa…
La tazzina iniziò a tremarle nella mano e si portò una mano alla fronte.
La vista le si era appannata e iniziò a perdere conoscenza.
-Cosa…
-Un’esperta di veleni dovrebbe riconoscere un semplice sonnifero- disse la padrona di casa con un sorriso
La donna perse la presa sulla tazzina che venne afferrata al volo da Katherine. La donna si girò
-Cielo signora, dovrebbe stare attenta, Madame Black non apprezza che si rompano le sue tazzine da thè!
Linda sbiancò- no…i Black…sono morti…non può…
La padrona di casa la guardò cascare a terra incosciente e sorrise. I fantasmi non potevano essere ripresi dalle telecamere, quindi nessuno avrebbe visto Katherine. La donna prese la corda e legò l’ospite. La telecamera volante si avvicinò alla donna.
-Ottimo…l’auto sta arrivando
-Fintanto che vengo pagata non mi importa- disse la donna osservando il numero di zeri nel prezzo- un paio extra…
-Il prezzo di vendicare mia sorella non sarà mai basso. Inoltre hai dato la donna come da contratto meno di ventiquattro ore dopo la mia richiesta. È il minimo un paio di zeri in più
-Come lei preferisce Madame Anonimo 89876- disse la donna- vuole spostare le torture nella sua dimora quindi?
-Corretto. Importunerò Aracne di aiutarmi in ciò- disse la donna dalla telecamera- non sono esperta e…
-Ho creato un assortimento di novecento veleni e antidoti. Fintanto che segue le istruzioni non ha da temere. Per il corpo, se aggiunge il prezzo, penserò io a sbarazzarmene. Oppure posso consigliarle note zone dove è possibile gettare un cadavere e farla franca. L’ironia sarebbe buttare un killer morto nel proprio campo di cadaveri…
-Grazie –disse la donna riconoscente
Tre uomini in nero arrivarono con un furgone- l’aiutiamo a…
La padrona di casa sollevò senza problemi Linda come se fosse un sacco di patate- il lavoro è mio di consegnarla, avete il documento di verifica?
-Sono i miei uomini- confermò la donna alla telecamera guardando il codice mostrato
-Bene- disse la padrona di casa portando Linda nel furgone e poi passando a uno degli uomini in nero tre borse- contengono i veleni e gli antidoti richiesti dalla cliente. Il libro di istruzioni è molto semplice da seguire. In ogni caso, nessuno di questi singolarmente la ucciderà. Potrà soffrire per i nove mesi richiesti dalla cliente senza problemi.
I tre annuirono salendo in auto- grazie
-Fintanto che pagate non mi serve altro –disse la donna ritornando in casa e spegnendo la telecamera e la connessione.
Perché uccidere e sprecare energie se potevi vendere vittima, armi e lavoro al cliente? La gente pagava, lei aveva fatto la sua parte e ora si poteva godere una cifra a dieci zeri.
Dopotutto era in quel parco giochi per lavorare…





Capitolo 20: Hard to stomach




Capitolo 20: Hard to stomach

L’Intruso che venne quella sera non aveva un nome.
O meglio non si era mai presentato.
Era un nuovo arrivo per tutti, anche se la proprietaria pareva particolarmente contenta della presenza dell’intruso.
L’uomo non ebbe vita lunga nella dimora, la proprietaria lo catturò senza esitazione e lo trascinò nel sotterraneo senza pietà.
Lo legò al tavolo di metallo che aveva creato e tirò fuori il cellulare.
-Mr Anonimo 56. Ho appena trovato il suo obbiettivo –disse la donna senza particolare emozione mentre attivava una telecamera volante comandata a distanza- la sua password dopo il pagamento
-Inviato- disse una voce nota all’uomo sul tavolo
-Oh pare che la riconosca- disse la proprietaria con un sorriso- il nome di sua figlia è la password mr Anonimo 56.
La telecamera iniziò a volare per la stanza e si concentrò sul viso del killer.
-Se preme il pulsante con il microfono potrà parlare attraverso la telecamera- disse la donna mentre si metteva una tuta da meccanico, guanti, una mascherina e degli occhiali protettivi.
-Ottimo –rise il tipo dalla telecamera- è paralizzato?
-No- disse la donna- ho solo bloccato le sue corde vocali con un anestetico, dovrebbe tornare alla normalità in un paio di secondi
-Ottimo. Voglio sentire le sue urla. Dopotutto mia figlia urlò parecchio mentre lui la stuprava!
La donna non rispose e alzò l’ascia- con permesso…
Con un movimento preciso le gambe dell’uomo vennero tagliate e lui urlò.
-Pare che le sue corde vocali siano tornate in funzione Mr. Anonimo 56- disse la donna tranquilla sistemando degli strumenti sul tavolo vicino all’uomo- a lei la scelta. Procederò come lei desidera come da contratto
-Forbici…credo sia l’ora di rimuovergli quel dannato affare che ha tra le gambe. Non lo userà più in ogni caso
La donna non reagì alla cosa, si limitò a rimuovere i pantaloni dell’uomo
-N…no…ferma…non puoi- iniziò l’uomo sul tavolo ma lei procedette con l’ordine come richiesto dal cliente
-Inutile che preghi! Lei non muoverà mai un dito per aiutarti! –rise l’uomo godendosi la scena
-Le dita! Tagliale una a una!
****
-È soddisfatto Mr. Anonimo 56? –chiese la donna guardando il casino rimasto del cadavere
-Si- disse lui- aumenterò la tua paga.
-Non vi è bisogno –disse lei iniziando a ripulire
-Insisto- disse lui- hai già pronto il resto di quella fottuta città?
-Si –disse lei- come da ordine, ucciderò ogni singolo criminale di questo posto
L’uomo rise, ma erano più di una voce quelle che si unirono.
-Ottimo lavoro come sempre
-Ah, il suo stile è sempre così eccelso
-Non vedo l’ora di vedere il prossimo cadavere!
-Live! Live! Vogliamo un’altra Live!
La donna non reagì alla cosa- il prossimo obbiettivo sarà Linda, la killer di bambini. Spero vi sia piaciuto lo spettacolo. Alla prossima morte…
La donna sorrise chiudendo la connessione e finendo di ripulire per poi buttare il tutto nella fornace. I fantasmi non sapevano che lavoro faceva, ma se avessero saputo che faceva…
La donna sorrise andandosi a fare una doccia.
Nessuna delle sue prede era mai rimasta in vita dopotutto…


Capitolo 19   Lista Capitoli   Capitolo 21


Capitolo 19: How can she affors all of that?




Capitolo 19: How can she afford all of that?

Era ormai noto che la padrona di casa fosse in qualche modo ricca.
Dopotutto tutto ciò che aveva fatto nella casa era stato costoso, parecchio anche, ma era impossibile dire come avesse ottenuto i soldi in questione.
L’ultimo quadrò era ancora lontano dall’arrivare e lei decise di rimuovere il telo da quello appeso, probabilmente perché era impaziente.
Quando il telo venne rimosso una coppia in una cornice d’oro accolse gli spettri.
Tutti guardarono con una strana emozione…
Il quadro aveva una bellissima donna dipinta. Era avanti con gli anni ma in qualche modo ancora giovane, aveva lunghi capelli biondi e due grandi cocchi verdi, un fisico perfetto e un viso davvero attraente. Era su una sedia a rotelle e indossava un lungo abito dalle tonalità rosse che la faceva sembrare se possibile ancora più bella. Sorrideva appena nel quadro ma sembrava serena e contenta. La cosa che lasciò gli spettri di stucco era che la donna sembrava una bionda versione di Morgana. Una bionda e più adulta versione di lei. Una versione bloccata su una sedia a rotelle…
Al suo fianco vi era un uomo alto e dall’aspetto raffinato, aveva capelli neri e occhi verdi, indossava un’uniforme scura e aveva un Badge da poliziotto alla cinta. L’uomo sembrava serio e severo ma non vi era freddezza nei suoi occhi, anzi sembrava un brav’uomo che avrebbe aiutato chiunque in difficoltà. Il problema era che sembrava una copia di Jonathan, con occhi verdi e non celesti ma una copia rimaneva. Una copia più anziana ma sempre copia era.
La donna pareva particolarmente contenta di vedere il quadro dei due e li sfiorò con un sorriso nostalgico sul volto.
-La…donna è su una sedia a rotelle… -disse Morgana- perché…
-Ha perso le gambe –disse la proprietaria della casa diretta.
Nessuno osò chiedere altro.
Erano una bella coppia i due. Avevano entrambi un anello al dito e sembravano felici di essere insieme.
Non vi erano più quadri di Madame e Mister Black insieme, ma i ricordi degli spettri erano chiari su quanto freddi fossero i due, persino nei loro ritratti erano distanti e freddi…
Nessuno osò chiedere chi fossero, era ovvio chi fossero per la donna e per gli spettri…era meglio non chiedere.
Avevano tre estranei sul muro di famiglia…beh semi-estranei. Uno era il servo che la loro madre usava come amante. L’altra era…probabilmente una gipsy che il padre si faceva.
Non era anomalo avere uno o più amanti alle spalle dei propri sposi dopotutto.
Ora la domanda era chi faceva parte dell’ultimo quadro…
Forse la padrona di casa?
In ogni caso…nessuno poteva tirare fuori dalle sue labbra ciò che lei non voleva dire.
La donna sorrise cambiando i fiori nei vasi e accendendo delle candele.
-Spero che siate felici a casa…- mormorò piano qualcosa dopo quello ma chi poteva sentire ciò che venne detto?
Alla domanda di come potesse permetterselo la risposta era semplice…accettava commissioni online con alto guadagno.
Su cosa facesse come lavoro rimaneva un mistero ma da come si comportava era chiaro. Dopotutto le sue abilità erano state chiaramente mostrate in quei giorni e probabilmente non era una semplice tuttofare per riparare case.
A buon intenditore poche parole.
La donna parve di buon umore per il resto della giornata e decise di mettersi a forgiare una nuova ringhiera per le scale e rifare la gradinata con un legno di miglior qualità.
La ringhiera arrugginita della scala venne sostituita da una nuova finemente creata con un disegno che a Madame Black sarebbe piaciuto parecchio…

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Capitolo 18: Run Max, Run




Capitolo 18: Run Max, Run

Max era un tecnico informatico da ciò che disse alla padrona di casa per cercare di entrarle in casa.
Era un così detto “esperto” che si occupava di installare una linea internet veloce e sicura.
La padrona di casa gli chiuse la porta in faccia.
Quando lui venne la seconda volta, la padrona di casa lo trovo ad armeggiare con la scatola di sicurezza della centrale elettrica della casa.
Perché quella? Beh lì era collegato il Wi-Fi dopotutto.
Problema era che la padrona di casa usava un router interno portatile e non connesso a quello pre-installato dalla società immobiliare. Quel coso era praticamente privo di una funzione se non decorativo. E beh, era utile per idioti che volevano accedere illegalmente alla linea di casa.
Perché fare ciò? Perché potevano vedere cosa la padrona di casa cercava su internet.
Purtroppo per lui, la padrona di casa e i fantasmi avevano ora un accordo e gli spettri furono più che felici di informarla del futuro cadavere.
Dopotutto chi aveva dato lui il diritto di ficcanasare nella loro dimora!?
La scena si concluse con Max che se ne andava e la padrona di casa con una pistola in mano.
La terza volta che lo videro fu quando entrò in casa nel cuore della notte.
-Certo che proprietà privata ha perso proprio valore oggigiorno –commentò Jonathan guardando il bruno gironzolare per la sala da ballo
Arabelle sorrise facendo cadere sul piede del tipo un quadro- meglio, le mosche devono finire nella tela per essere divorate
-Ara quello è il più orribile paragone che ti ho sentita fare- disse Morgana
Matthew guardò l’uomo- la proprietaria?
-Sparita- rispose Michael
-Come sparita? –chiese Jonathan
-L’abbiamo vista entrare nel sotterraneo –dissero in coro Katherine e George
Jonathan sospirò- vedi tu se questa si diverte senza di noi…
Max sorrise alzando lo sguardo verso le camere da letto- andiamo a vedere cosa trovo lì…
Non ci mise molto a trovare la camera di Madame Black ma si congelò sul posto.
-Perché diavolo…è come se tutto fosse identico a come era allora…
Aprì piano la porta solo per trovare una donna nella camera. I fantasmi si congelarono.
Era una giovane donna di spalle in un lungo vestito color cera. Aveva lunghi capelli neri ed era intenta a spazzolarsi i capelli canticchiando piano. Una canzone calma, quasi una ninna nanna solo che alle orecchie di Max era la cosa più inquietante di tutte.
La donna bloccò la spazzola e piegò la testa di lato.
-Uhm…cosa ci fai tu nelle mie camere? –chiese la voce della proprietaria della camera, facendo rompere l’incanto dei fantasmi. Purtroppo per Max, il suo cervello non collegò voce e viso, mantenendogli l’idea che quella fosse Madame Black.
Una Madame Black viva e vegeta.
Max indietreggiò terrorizzato e finì con lo sbattere contro qualcosa.
Jonathan gli sorrise sfiorandogli la spalla, nel buio era impossibile capire se fosse morto o meno.
-Un ospite? Come mai i servi non ti hanno annunciato? Cosa ci fai nelle camere di nostra madre?
-Ah…Jonny, conosci questo tipo? –chiese Morgana
L’aspetto di tutti era rimasto come quello da vivi infondo, solo leggermente più pallido e spettrale, ma nel buio della notte, chi poteva vederlo quel dettagli?
Per Max i sette sembravano vivi e vegeti.
Katherine sbadigliò- Madame Black, ho chiamato Sr. Michael per portare fuori l’intruso…posso tornare a nanna?
Max urlò correndo fuori dalla stanza.
I fantasmi si guardarono e un sorriso cattivo si dipinse sui loro volti.
Le scale di casa si inclinarono e Max, che stava correndo, finì con il cadere dritto su un cavo da lui lasciato in giro. Il cavo venne avvolto intorno al suo collo e gli spettri iniziarono a tirare.
Max poteva solo guardare verso le scale gli spettri posizionati sui vari gradini e dietro di loro una donna che era la copia più giovane di Madame Black
-Tu…non…può essere…
La padrona di casa sorrise ritornando nelle sue camere e lasciando ai fantasmi il loro nuovo giocattolo.
Il giorno dopo la fornace bruciò di nuovo un fumo nero…


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Capitolo 17: Where did your knife go?




Capitolo 17: Where did your knife go?

 La padrona di casa era un tipo molto diretto nei suoi modi di fare.
Se qualcuno le piaceva o meno era molto facile notarlo.
Senza nemmeno esitare, aveva aperto il diario di Madame Black e si era messa a leggere.
La donna era molto semplice da seguire nel suo diario…
“Mi chiedo chi avrò come fiancé in futuro. Le mie amiche e cugine sono tutte o fidanzate o sposate e inizio a sentirmi fuori posto nel gruppo. C’è qualcosa di sbagliato in me? Ho già undici anni eppure non ho un marito o fiancé…forse non sono abbastanza buona o bella? Madre dice che non è assolutamente colpa mia, che padre e lei stanno solo selezionando il miglior candidato ma…perché le mie amiche e cugine mi trattano come se fosse colpa mia? Mi sento davvero sola…”
“Spero di trovare un marito buono, gentile, che mi ami e che mi tratti bene in futuro. Non importa molto se sarà attraente o meno, fintanto che mi vuole bene io sarò contenta. Mia cugina mi ha riso in faccia quando gliel’ho confessato. Dice che gli uomini buoni sono quelli ricchi e di bell’aspetto, dice che sarò fortunata se il conte sessantenne che abita in città mi vorrà prendere come seconda moglie. Ma non è sbagliato? Ho solo undici anni, non voglio sposarmi un uomo così tanto vecchio…”
“Oggi madre e padre mi hanno detto che hanno acconsentito a un fidanzamento per me. Ero davvero contenta quando me l’hanno detto. Il mio futuro marito è Mister Black, prenderà il nostro cognome, ha quindici anni, tre più di me, ed è un duca. Non so molto su di lui e i miei non mi permettono di incontrarlo prima delle nozze. Qualcosa sul fatto che potrei rifiutarmi di sposarlo…? Non ho ben capito ad essere onesta ma va bene. Mi sposerò un brav’uomo che mi tratterà bene ed è tutto ciò che conta vero?”
“Oggi compio sedici anni, sono legalmente una adulta! Madre dice che potrò sposarmi quest’anno…ancora non mi sembra vero. Spero di poter incontrare il mio futuro marito prima di posarlo…qualcosa mi dice che non andrà bene…ma andrà bene vero? Sarò…sarò felice”
“Non so come dirlo…mi sono sposata. Già non…so come reagire sinceramente. Questa mattina mia madre mi ha svegliato e mi ha detto di prepararmi perché mi sarei sposata. Non ho avuto nemmeno tempo di accettare la cosa che le maid mi stavano preparando e sono stata messa su una carrozza per la chiesa. Mio marito ha un bell’aspetto…dovrei essere felice…forse è perché è successo tutto troppo in fretta che non sono felice? Sarà quello il motivo e non…come lui mi guardava…”
“Mister Black non è come pensavo. Non è proprio come pensavo la nostra relazione…”
“Con Mister Black non è facile. La sua pazienza è pessima e i suoi amici sono squallidi, la vita da duchessa non è ciò che ho pianificato e mi sento incredibilmente sola. Non so cosa fare…”
“Sono incinta del mio primo figlio. Sono molto spaventata e non posso contattare nessuno. Mia madre non risponde alle mie lettere…mi sento quasi come se fossi stata venduta a mio marito…sono gli ormoni vero?”
“Ho diciassette anni e ho dato alla luce il mio primo figlio, Jonathan. È un bambino davvero bellissimo. Il parto è stato davvero, davvero, davvero molto doloroso. Pensavo che sarei morta. Non mi piace avere figli in quel modo. Ma mio marito sembra contento che sia nato un maschio. Mi tratta leggermente meglio…eppure non sono felice”
“Sono incinta”
“Jonathan ha quasi un anno e io ho dato alla luce la mia prima figlia, Morgana. Mio marito non era molto contento. Mi sento davvero molto debole…”
“Sono incinta”
“Ho perso il bambino…”
“Sono incinta”
“Ho perso di nuovo il bambino…è colpa mia? Mio marito dice che è colpa mia…”
“Sono incinta. Ti prego non morire. Ti prego”
“Non c’è più il bambino…”
“Sono incinta…”
“Ho dato alla luce un figlio maschio, Matthew, ha quasi dieci anni di differenza con Jonathan. Ho perso il conto del numero di volte in cui ho perso il bambino. Forse le volte che mio marito ha alzato le mani su di me hanno avuto conseguenze? Il medico ha detto più volte che se facevamo qualcosa a letto potevo perdere i figli ma lui…”
“Sono incinta”
“Ho dato alla luce una bambina, Arabelle, stavolta sono passati solo dieci mesi dall’ultimo mio parto. Mi sento davvero esausta fisicamente e mentalmente. La vita matrimoniale non è per nulla bella. Delle volte vorrei solo abbandonare tutto e sparire…delle altre mi ritrovo a non capire cosa sta succedendo intorno a me”
“Sono incinta”
“Ho dato alla luce il piccolo George. Non ho intenzione di avere altri figli. Il parto questa volta mi ha quasi tolto la vita, la mia mente si offusca di continuo e sono giorni che tossisco sangue. Sono convinta che morirò al prossimo parto. Non ho più desiderio di essere madre. I miei bambini sono l’unica cosa bella che ho. Perché mio marito deve far loro del male e mi deve far soffrire? Non è giusto…non merito questa vita”
“…mio marito ha deciso di far sposare Jonathan con una figlia di un nobile. La ragazza non mi piace ma cosa posso farci? Credo che quella donna…porterà sfortuna a mio figlio”
“Jonathan…è stato impiccato…la moglie l’ha ucciso…io…il mio bambino. Il mio povero bambino…”
“Morgana è caduta dal balcone. So che non è un incidente ma nessuno mi crede. Mia figlia non si sarebbe mai tolta la vita il giorno delle sue nozze! La mia bambina è stata uccisa ma nessuno mi crede…”
“Matthew è stato ucciso in una battuta di caccia. Non è un incidente. Lo so che non è un incidente. C’è qualcosa di sbagliato in questa famiglia. Da quando mio marito è diventato un Black la mia vita è andata a rotoli e ora sto perdendo l’unica cosa bella che ho…”
“Arabelle è stata pugnalata a morte. Mi resta solo George…il mio bambino è troppo piccolo per capire…non voglio che muoia…non voglio che lo uccidano…forse…”
“Ho mandato George dai suoi fratelli insieme alla piccola Katherine. Non…non so come sia successo. Il mio cervello è andato in bianco, non ho ricordi di nulla so solo che quando ho ripreso conoscenza…loro erano morti…”
“Tante persone stanno morendo…quest’anno mi ha tolto i miei cinque bambini…a questo punto…non credo di voler più combattere contro niente…”
“Mr. Michael è stato ucciso da mio marito. L’ho visto ucciderlo eppure lui dice che si è “licenziato”. Non sono stupida. So cosa combina…”
“Ho aiutato la gipsy a scappare. Spero che riesca a sopravvivere al di fuori di questo dannato villaggio”
“Ho iniziato una relazione clandestina con uno dei nostri servi, mio marito è troppo preso dal cercare di capire che fine ha fatto quella donna per notarlo. Ho ottenuto ciò che volevo. Sono incinta”
“Ho fatto ubriacare mio marito. Pensa sia suo”
“Ho dato alla luce l’ultimo dei miei eredi. Il mio bambino è con l’unica donna di cui mi fidi. Mio marito ha scoperto cosa ho fatto ma è troppo tardi. Non ho intenzione di vivere in ogni caso ma non lo perdonerò mai per ciò che ha fatto ai nostri figli. Nessun ammonto potrà mai farmi perdonare lui e chi vive in questo posto. Li maledico tutti. Maledico ogni singolo essere vivente responsabile di morti, dolore e sofferenza. Spero che la mia sia l’ultima morte dei Black che qualcuno veda mai in questa dimora. Spero tu viva e tu sopravviva. Il nome è sempre stato il mio, Black, non di lui, non di altri e questo nome ti passo con una sola richiesta. Distruggi ciò che io non ho potuto distruggere”
Una scrittura diversa scriveva l’ultima pagina.
“Madame Black è morta. Ho fatto ciò che dovevo. So che lei voleva che io scappassi ma non potevo perdonare quell’uomo. So che morirà a breve, lo posso sentire e posso vedere il sangue correre lungo le assi di legno. Raggiungerò la badante e mio figlio. Proteggerò nostro figlio Madame e gli dirò ciò che volevi che lui facesse. Spero che dovunque tu sia tu sia ora in pace. Non meritavi quella vita e spero che l’aldilà ti accolga con felicità e la gentilezza che nessuno ti ha mai dato…mi spiace”
La donna sospirò guardando le ultime parole e chiuse il diario con calma.
-La crudele Madame Black…più investigo e più mi chiedo chi dei due fosse il crudele…cinque figli morti nello stesso anno…una coincidenza ha un limite Mister Black…mi chiedo dove sia il tuo coltello ora…quello che usavi per ferire tua moglie…


The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...