White night: le paure dell’angelo
Categoria: new life, horror
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Capitolo 0: Un viaggio in compagnia...
White Night: Le paure dell’angelo
Capitolo 0: Un viaggio in compagnia…
La musica a palla, il tettuccio dell’auto abbassato, il
vento che ci spostava i capelli e noi cinque che ridevamo come matte per
un’altra battutina di Eleonora. Era tutto perfetto…una meravigliosa vacanza con
le mie migliori amiche in un luogo che attirava molte persone, la città casinò,
Last Vegas, un posto dove i sogni e gli incubi si potevano mescolare…
Io ero seduta nel sedile del passeggero con Luisa accanto a
me che guidava, lei indossava una maglietta blu scollata, dei pantaloncini
corti di jeans, le scarpe da tennis e gli occhiali da sole, si era di recente
fatta accorciare i capelli castani e le stavano benissimo a mio parere, non era
truccata e i suoi occhioni castano passavano da me allo specchietto retrovisore
per guardare le ragazze. Sedute dietro c’erano Nicole, con i suoi capelli
castani, i jeans blu e una maglietta multicolore, anche lei con delle scarpe da
tennis ai piedi, i suoi occhi nocciola erano leggermente truccati e continuava
a ridere divertita, Eleonora, con i suoi capelli recentemente tornati biondi e
gli occhi sul verde-nocciola, la maglietta sul rosso scollata, la gonna di
jeans e i sandali colorati, e ultima ma non meno importante per me c’era
Dorilena, con i suoi capelli castani un po’ ricci e gli occhi verdastri,
indossava un maglia color crema e dei pantaloncini chiari anche lei con i
sandali. E poi c’ero io, con i miei jeans neri e la camicetta senza maniche
bianca, ai polsi portavo due braccialetti in pelle che li coprivano totalmente,
ai piedi le mie scarpe da tennis con un po’ di tacco, al collo la mia collana
con il drago, alle orecchie i miei orecchini con le spade, io ho sempre avuto
capelli lunghissimi e per evitare il caldo di quel lungo viaggio mi ero legata
in una treccia che comunque mi arrivava al sedere.
-Allora ci serve qualcuno che resti sobrio per evitare che
noi ci mettiamo nei guai- disse Dori- chi si offre?
-Io- risposi io- sapete che non amo l’alcol
-Ma ti perderai metà del divertimento- disse Ele
-Evitare che voi vi facciate male sarà molto divertente-
dissi io
-Hey Guardate- disse Isy indicando lo specchietto- c’è
un’altra auto
-Hey ma è la stessa di ieri sulla superstrada! –disse Nikki
-Sarà un modello simile- provò Ele
-Non penso che ci seguano…-commentò Dori- o forse si chissà…
-Non scherzare…hey Angel che cerchi? –mi chiese Isy
Tirai fuori la macchina fotografica- la targa è
personalizzata?
-Si…DevilBoy69 –rispose Ele- bel nome…
-Rassicurante direi- commentò Dori
-E allora vi sentirete al sicuro…- avevo trovato la foto
giusta- è la stessa auto di ieri
-Sarà una coincidenza…magari vanno nella nostra stessa
direzione- commentò Isy cercando di calmarci
-Uhm…- non era da escludere che lo fosse ma quell’auto
scura, la targa e il fatto che io fossi stata pedinata per un po’ non mi fecero
sentire tranquilla, ma non volevo rovinare la vacanza a nessuno- si hai
ragione, non preoccupiamoci più di tanto ragazze…che volete fare appena
arrivate?
Passammo un po’ di
tempo a chiacchierare e appena arrivate a un motel ci fermammo…ma anche l’auto
si fermò lì con noi.
Era notte e io avevo troppa immaginazione, in più la mia
passione per horror e gialli mi stava facendo diventare paranoica al massimo,
ma comunque non riuscii a chiudere occhi quella notte, cosa che non passò
inosservata alle ragazze che mi costrinsero a rivelare i miei dubbi e il fatto
che fossi stata stalkerata da qualcuno di recente, cosa che io avevo nascosto,
non volevo che si preoccupassero ma averlo nascosto le fece solo agitare di più.
Salimmo in auto che era ancora notte e Isy si mise subito a guidare.
-Calmati potrebbe essere la mia immaginazione- dissi io
-In ogni caso è meglio filarsela- disse Isy partendo a razzo
-Cavolo perché non ci hai detto nulla?! –mi chiese Nikki
-Perché non mi pareva importante- dissi io- sapete che sono
paranoica a volte e…
-Lo so ma siamo tue amiche, devi dirci se hai paura- disse
Ele
Sospirai- scusatemi…
-Non importa- sorrise Dori- vorrà dire che arriveremo prima
alla nostra meta
Sorrisi ma il mio sorriso si spense quando vidi dei fari-
no…ditemi che è la mia immaginazione…
-Cavolo ci sta davvero seguendo?! –disse Ele
-Ma che…Isy accelera! –disse Dori
-Tenetevi- Isy premette sul pedale dell’acceleratore, non
era pericoloso in fondo, non c’era un’anima per le strade in quel momento ed
era ormai l’alba- provo a seminarlo…
-Ma da quando sei diventata un pilota di formula uno te?
–chiese Ele guardando dietro
-Da quando qualcuno ci insegue direi- rispose Dori- che cosa
vorrà?
-Non lo so…Angel? –chiese Nikki
-Non ne ho idea, non so nemmeno chi potrebbe essere- dissi
io- non mi viene in mente nessuno…
-Tranquilla lo seminiamo e poi lo denunciamo- disse Isy
pratica, per seminarlo si era infilata in una strada secondaria circondata da
una fitta foresta
Nikki guardava dietro di continuo- non lo vedo…
-Io non lo voglio vedere sinceramente- disse Ele
-Siamo salve? –chiese Dori
Guardai di lato attirata da un movimento- ATTENTA!
L’auto ci buttò fuori strada appena uscite dal boschetto
facendo girare la nostra auto che, malgrado le cinture, ci fece sbalzare fuori,
ancora vive. L’auto prese fuoco ma per fortuna era lontana da noi, la mia vista
cominciava ad annebbiarsi e le ragazze, lontane da me, sembravano svenute ma
incolumi…
Vidi due figure vestite in nero scendere dall’auto e
raccogliere le ragazze da terra per poi infilarle nella loro auto. Poi uno di
loro si avvicinò a me.
-Ancora cosciente…le vuoi indietro Angioletto? Vieni a
trovarle…se riesci…-rise e lascio cadere un biglietto nelle mie mani
Provai ad alzarmi ma svenni prima di poter fare qualsiasi
cosa.
Capitolo 1: Sola e sperduta
Capitolo 1: Sola e sperduta
Aprii piano gli occhi che era quasi notte, la mia testa stava
esplodendo dal dolore e il mio corpo era un’enorme pena dovunque…se non mi ero
rotta qualcosa era un miracolo. L’auto non era esplosa e il fuoco che ancora la
prendeva illuminava un po’ la zona intorno a me. Cos’era successo? Dove mi
trovavo? E poi le crudeli memorie di ciò che era successo, l’adrenalina della
folle corse con l’auto, la speranza di averli seminati, la paura dell’incidente
e infine il peggiore di tutti, il ricordo di quei due uomini che portavano via
le ragazze. Ero terrorizzata, infreddolita, sperduta chissà dove e soprattutto
ero…sola. Odiavo stare sola, il silenzio di quella solitudine mi aveva sempre
portato a tenere le luci acese nei luoghi bui, accendere le televisioni anche
se non le guardavo molto e a dormire sempre pregando di svegliarmi il giorno
dopo. Non era raro che fossi sola, fin da piccola lo ero la maggior parte del
tempo, ma la paura non era mai passata, quella solitudine mi opprimeva sempre,
la paura di essere lasciata indietro, da sola, mi faceva sperare che chiunque
fosse vicino a me, non importava chi o cosa, non volevo stare sola. Mi dovevo
muovere, dovevo trovare aiuto, dovevo trovare le mie amiche, ma il mio corpo
aveva altri piani, appena provai ad alzarmi caddi irrimediabilmente a terra con
un forte dolore alla gamba e alla spalla, non ero incolume. Alzai lo sguardo da
terra e guardai la mia gamba, sanguinava e provavo un forte dolore, avevo paura
di guardare ma se non fermavo il sangue sarei morta dissanguata, guardai la
spalla e vidi con terrore il lungo taglio che avevo che ancora sanguinava,
speravo che le ragazze stessero meglio di me, ma un coltello insanguina
piantato per terra mi suggerì che qualcuno mi aveva colpita, forse loro stavano
bene. Mi trascinai fino a una delle nostra valigie caduta dall’impatto, per
fortuna era la mia, avevo con me un kit di primo soccorso, con un ago e il filo
per mettere i punti, e vestiti puliti.
-Oddio…oddio- dovevo ricucirmi e sarebbe stato molto
doloroso
Aprii il kit e presi l’alcol per disinfettare delle bende,
ago, filo e un paio di forbici. Cercai il mio taccuino e lo presi. Con le
forbici tagliai il tessuto dei jeans, non riuscivo a toglierli e dovevo muovere
la gamba il meno possibile. Mi misi il taccuino in bocca per evitare di urlare
e versai l’alcol sulla ferita, bruciava da morire ma non potevo fare altro, una
benda pulita tolsi il sangue e con l’ago iniziai a ricucirmi, era lungo e
profondo ma non aveva che tagliato la carne, il che era una fortuna, avrei
avuto solo una cicatrice per un bel po’. Non so nemmeno io come feci a farlo, a
mente lucida e farlo a un manichino per il mio corso di primo soccorso era una
cosa, ma in quello stato a me stessa…comunque sia dopo un dolore infinito
versai ancora l’alcol e mi bendai la gamba. Avevo le lacrime agli occhi e
ancora non avevo finito, il braccio, per di più il destro che era quello che
usavo di più anche se ero in grado di usarli entrambi, continuava a sanguinare
e sanguinare. Versai l’alcol e notai che il taglio non era poi così grave, un
graffio in confronto alla gamba e non necessitava che io lo ricucissi, per mia
fortuna, mi bendai al meglio e rimisi tutto nel kit e lasciai cadere il
taccuino riprendendo fiato mentre il dolore si attutiva. Guardai i miei
vestiti, dovevo cambiarmi a parte le scarpe ero completamente coperta di
sangue. Con una bottiglietta di acqua mi ripulii al meglio e mi misi dei
vestiti più comodi, dei pantaloni della tuta neri, una canottiera bianca con su
la giacca della tuta, se trovavo le ragazze era meglio che non vedessero che
ero ferita, con uno specchio mi controllai il viso, non avevo ferite o graffi,
anche se i miei capelli biondi erano disordinati e gli occhi grigi erano molto
spaventati. Presi dalla valigia il minimo indispensabile e lo infilai nello
zaino. Mi alzai piano e provai a camminare, ci riuscivo e questo già di per sé
era una vittoria per me. Cercai qualcosa di utile e a terra trovai i nostri
cellulari
-Fantastico funzionano…ma se non le posso chiamare sono
inutili…-sospirai- dove diavolo le avrà portate?
Infilai i cellulari nello zaino, senza campo non erano utili.
Cercai ancora e trovai una torcia. Dopo un ultimo sguardo all’auto mi
allontanai verso il bosco, i segni dell’auto dei tipi erano ancora sul
sentiero. Le segui e mi ritrovai a inoltrarmi sempre di più nell’oscurità. La
gamba, per quanto ora stesse “meglio”, mi dava ancora fastidio e spesso dovevo
fermarmi a riprendere energia per continuare ad andare avanti. Dovevo trovare
un medico, la polizia e le mie amiche…mi sembrava di giocare a “Hide and Seek”
gioco che non avevo mai sopportato in vita mia. Le tracce si fermarono in un
enorme villaggio, ma purtroppo non sembrava avere effettivamente ancora
un’abitante…sorprendentemente però trovai tante ma tante bottiglie di alcolici
e sigari, ma a giudicare dalla polvere nessuno li toccava da anni.
Era ancora notte e per quanto io volessi continuare a
camminare dovevo riposarmi
-Solo…pochi minuti- mi dissi posandomi su un divano trovato
dentro un vecchio hotel e invece mi addormentai e passò tutta la notte in un
lampo.
Appena sveglia mi sentii meglio e con mia grande sorpresa
qualcuno aveva lasciato sul tavolino di fronte a me della frutta e dell’acqua,
mi aveva cambiato il bendaggio e i punti li aveva tolti, cos’era successo
mentre io dormivo? Mangiai e provai a muovermi e ritrovai nelle mie mani il
biglietto che l’uomo aveva lasciato il giorno dell’incidente “Smoke and
Mirrors” il biglietto indicava un bar, che le ragazze fossero lì? E chi era il
mio misterioso angelo custode? Non mi importava in quel momento, dovevo solo
trovare le ragazze. Uscii in strada e notai in quel momento una mappa che era
stata inchiodata sulla porta, ero sicura che non c’era il giorno prima, e su di
essa era segnata una strada con un pennarello blu che portava verso un bar, le
lettere “S&M” mi fecero sperare che fosse il bar dell’indizio e mi
incamminai in fretta, dovevo trovare le ragazze e nessuno può capire il terrore
che avevo in quei momenti.
Il bar era lugubre, distrutto e al centro c’era un’enorme
vasca piena d’acqua…acqua, non sapevo nuotare benissimo e l’acqua così
profonda…ne aveva paura, avevo paura di affogare. Le luci si accesero di blu
- “Hello Ms. Night” –una voce
meccanica mi accolse facendomi gelare il sangue – “lei e l’acqua non siete
molto amiche quand’è profonda vero?”
-Dove sono le mie amiche? –chiesi
io
- “Voglio giocare con lei Ms.
riuscirà a salvare la sua amica?”
-La mia…se hai fatto qualcosa
alle ragazze io…
- “Cosa?” –rise- “scapperai con
la coda tra le gambe brutta codarda?”
-Non le lascerei mai!
- “Oh ma che bugiarda, una falsa
così ideale…ti preoccupi di loro sì…ma cosa può fare un’inutile ragazza come
te?”
-Cosa vuoi da me? –chiesi io
- “Vederti soffrire…si diverta a
salvarla…a presto…” –rise e mi lasciò sola con i miei pensieri. Tutto ciò che
vidi fu le luci puntare sull’acqua che continuava a salire, mi avvicinai al
vetro e impallidii
-Luisa!
La mia amica si immerse e mi
raggiuse, il terrore nei suoi occhi mi congelò per pochi istanti
-Resisti! Troverò il modo di
farti uscire capito? –lei annuì e tornò su per prendere fiato, avevo abbastanza
tempo, circa venti minuti, prima che l’acqua riempisse tutta la vasca.
Capitolo 2: Luisa
Capitolo 2: Luisa
Ero nel panico. L’acqua o meglio
nuotare era sempre stata una cosa che odiavo, affogare, non sapere cosa
nascondeva il fondale sotto i tuoi piedi, il pericolo di mostri marini o
squali…non avevo mai voluto imparare a nuotare, era una mia paura e il mio
nemico lo sapeva. Ma perché usare lei? Perché mettere Luisa in pericolo per
farla pagare a me? Perché Luisa che sapeva nuotare meglio di tutte quante e non
io che stavo appena a galla?
Cercai di rompere il vetro con
una sedia ma nulla, cercai ovunque nel locale, qualcosa e lo sguardo di Isy mi
seguiva mentre l’acqua continuava a salire. Non riuscivo a trovare nulla, non
riuscivo a trovare nulla di utile. Poi un fischio, mi girai verso una finestra
e una mano guantata di bianco mi indico un muro, o meglio un cartello,
“Attenzione barista armato”. Corsi dietro il bancone e iniziai a cercare l’arma
del barista, intanto il tempo stava finendo. Trovai un fucile, lo caricai in
fretta, un solo proiettile, una sola possibilità.
Mi avvicinai alla vasca e puntai,
Luisa si tappò le orecchie pronta al rumore, era abituata a vedermi sparare al
tiro al piattello, odiava il rumore delle mie armi, ma mi accompagnava sempre
per passare del tempo con me
-Ti prego…ti prego…-supplicai,
presi un respiro profondo e sparai. Il contraccolpo mi fece volare a terra, la
mia spalla non era abbastanza in salute per supportare il peso del fucile e il
colpo mi aveva fatto perdere il poco equilibrio che avevo. Il vetro in compenso
venne forato e la pressione dell’acqua fece il resto spaccando completamente il
vetro e facendo cadere l’acqua di fuori e ruzzolare Luisa a terra. Mi alzai in
fretta e la raggiunsi, per fortuna era incolume, nemmeno un graffio ma non
respirava.
-Ti prego- iniziai a fare la
manovra di rianimazione, premendo ritmicamente sul suo petto per tentare di far
ripartire il cuore e farla rinvenire- ti prego…
Dopo poco iniziò a tossire, mi
spostai, lei si piegò di lato e sputò l’acqua che aveva bevuto, prese grossi
respiri
-Isy…-mi veniva da piangere, lei mi
sorrise
-Sapevo che saresti riuscita a
rompere il vetro…-l’abbracciai stretta
-Cos’è successo? –chiesi a lei
-Non lo so, dopo la collisione
sono volata in strada e poi mi sono svegliata in quella teca di vetro e l’acqua
ha iniziato a salire lentamente mentre il tizio inquietante mi guardava…mi ha
dato questo- mi diede un biglietto per un cinema- non so a cosa posa servire ma
ha detto “Dallo all’angioletto” e…-si guardò la mano con la quale mi aveva
sfiorato la spalla destra- sangue?
La guardai- sei ferita?
-No…oddio…sanguini! –mi guardai
il braccio- il vetro o il fucile ti ha…
-No- scossi la testa- non è
nulla…si è solo riaperta la ferita…devo solo ribendarmi…tu piuttosto, stai
bene?
-Non mi ha sfiorato, Angel cos’è
successo? –mi guardò –sei pallida…le altre?
-Non so dove sono…-sospirai- non
iniziare a fare la mamma chioccia se ti dico cos’è successo va bene?
-Angel…
-Promettilo, ora come ora è
l’ultima cosa che ci serve- dissi io
-Prometto di non fare la mamma
chioccia- disse lei
Le dissi in fretta del taglio
sulla gamba e sul braccio e che dovevamo trovare le altre- forse una di loro è
al…
-Ti ha colpita?! –mi chiese
guardando la ferita- oh cielo Angel…
-Hai promesso…- mi alzai in
piedi- riesci ad alzarti?
Scattò su- sto bene...fatti
fasciare il braccio almeno…
Sospirai- non abbiamo tempo da
perdere…
-Ci vorrà poco! –disse lei
prendendo il kit dal mio zaino e iniziando a fasciarmi- come sapevi dell’arma?
-Non lo sapevo…quell’uomo me l’ha
indicata
-Uomo?
-La mano guantata di bianco che
era fuori dalla finestra- dissi io- non l’hai vista?
-Angel non ho visto niente…forse
il vetro o il panico…comunque sono felice che l’hai trovata
-Anch’io…-non aveva visto
l’uomo…forse era in una posizione che glielo nascondeva?
-Finito…stai bene?
-Si…troviamo le altre –dissi io
sorridendole- non sai quando sia felice di averti con me
-Anch’io…su andiamo- disse Isy
Chi era l’uomo? E perché mi aveva
aiutata?
Capitolo 3: Eleonora
Capitolo 3: Eleonora
-Perché? –chiese Isy
-Perché si Isy, lui o loro vogliono colpire ME, tu non sei
più un loro bersaglio quindi aspetta fuori, se è una trappola mi serve sapere
che sei al sicuro
Lei sospirò- sei cocciuta come un’ariete…va bene…ma se hai
bisogno urla
-Lo farò…-entrai nel cinema, un’enorme salone di ingresso
con i vecchi poster di film che probabilmente in pochi conoscono…horror di
prima classe tutti quanti…
C’erano cinque sale e per trovarla non fu difficile, era
l’unica aperta.
Un’enorme sala piena di manichini con inquietanti maschere
che ridevano, un’altra mia paura…su una sedia al centro del palco legata c’era
Eleonora e sopra di lei un enorme masso, era imbavagliata
-No tu devi starmi prendendo per il culo…- guardai Ele che
subito cercò inutilmente di parlare
- “Ms. Night…era quasi in ritardo per lo spettacolo…riuscirà
a resistere al peso delle aspettative?” –la mia paura, deludere e essere
derisa…
-Perché continui a prendertela con loro?! –chiesi io
- “Perché voglio che tu soffra” –rise- “divertiti
angioletto”
Corsi sul palco e tolsi a Ele il bavaglio- non sono mai
stata così felice di vederti
-Non sai io- risposi provando a togliere le catene- cavolo
-Cosa sta succedendo? Dove sono le altre?
-Luisa è qui fuori, salva. Dori e Nikki…non ho idea di dove
siano
Ele guardò il masso mentre io cercavo di scassinare la
serratura- la sedia è inchiodata e con queste catene non vado da nessuna
parte…il masso cadrà a momenti…
La guardai- non lascerò che succeda nulla di male né a te né
alle altre…dammi solo tempo
-Il tempo non c’è- disse lei- se mi…
-Non dirlo…usciremo da questo cinema, salve e appena prendo
quel bastardo lo bruciamo vivo insieme- dissi io
-Filmo tutto e lo posto online- disse lei- sai quante
visualizzazioni?
Dovevamo scherzare, era l’unico modo per farle credere che
fossi calma e per tranquillizzarla- cavolo…mi serve qualcosa
Mi guardai intorno. Di nuovo vidi una mano guantata attirare
la mia attenzione e indicarmi qualcosa appeso al muro, ma di nuovo sembrò che
solo io lo vedessi. Scesi in fretta e corsi verso il muro ruppi il vetro in
caso di incendio e presi la vecchia ascia che era lì da ciò che dovevano essere
secoli. Corsi sul parco e colpii le gambe della sedia. Rotta le sedia le catene
caddero a terra, ci lanciammo giù dal palco e il masso crollò su ciò che
rimaneva della sedia
-Cavolo…-mi guardò- grazie…davvero grazie…
-Andiamocene di qui- dissi io quando il cinema iniziò a
muoversi- quel coso deve aver rotto una trave portante
Lei mi prese per la mano e mi trascinò fuori di forza. Appena
fuori il cinema crollò.
-Ele! –Luisa strinse forte Eleonora- oh mio dio grazie al
cielo state bene
-Si…quel maniaco parlava in maniera assurda, ma non mi ha
sfiorata e…Angel…sei pallida- mi guardò- oddio la tua gamba
Mi guardai la gamba- ha ripreso anche questa eh…
-Sai che ha fatto sta pazza? È stata ferita a spalla e
gamba, si è ricucita da sola ed è corsa in nostro soccorso- disse Isy
avvicinandosi- devi riposare e…
-No- dissi io- sono a tempo sti dannati giochi…
-Noi non siamo ferite, il masso l’ha messo poco prima che tu
entrassi…non vuole eliminare noi, vuole vedere morire te!
Io mi alzai- non mi interessa…finché non vedo Nikki e Dori
salve io non mi riposo…è colpa mia se siete finite in questa situazione…
-Non mi pare che tu mi abbia infilata in quella teca o che
hai legato Ele alla sedia…
Sospirai- vi prego…
Ele mi diede un biglietto- non so a cosa serva…mi ha detto
di darlo “all’angelo” quindi a te
Lo presi in mano- un motel?
-Già…che facciamo? –chiese Ele
-Vado e…
-No stavolta andiamo insieme – disse Isy
Scossi la testa
-Eh no! L’hai detto tu che siamo “in pericolo a causa tua”
il minimo che puoi fare e portarci con te- Ele mi guardò- ti prego
Sospirai- va bene…
-Ora che ci siamo chiarite, a te che ha fatto? –chiese Ele
curiosa
Isy l’aggiornò in fretta, Ele mi guardò- come va la gamba e
il braccio?
-Posso camminare, non so per quanto, ma dovrei riuscire ad
arrivare in questo dannato motel
-Al massimo ti portiamo noi in braccio- scherzò Isy
Risi- andiamo
-Nemmeno un appuntamento o una cena fuori o un bicchiere
d’acqua e già mi porti a un motel? –scherzò Ele
Io divenni rossa- ELE!
Isy e lei scoppiarono a ridere, sapevano che era facile
mettermi in imbarazzo e si divertivano a farlo
-Hai ragione, infondo mi hai salvato la vita credo sia pari
a una cena fuori infondo…
-ELE!
Capitolo 4: Dorilena
Entrammo nel motel, buio…buio…tutto buio
-Non vedo nulla- disse Ele tranquilla
-Angel? Cos’hai il tuo respiro è diventato affannoso…
-Aspetta hai paura del buio? –chiese Ele
-N…non vedo nulla…è come essere ceca…apro gli occhi e non
vedo…nemmeno leggermente…non…non ci riesco…non ci riesco…
-Oddio non farti prendere dal panico- Isy mi toccò il
braccio- ci siamo noi
-Ragazze? –chiese una voce
-Dori! –urlammo noi
Sentire la sua voce mi calmò e mi fece tornare in mente che
avevo una torcia con me, la tirai fuori e ecco Dori bloccata su una sedia ma
peggio di questo, unito al buio ragnatele
-Oh no…vi prego no…-mi avvicinai di corsa e la slegai-
fuori…andiamocene…
La porta si chiuse- “Troppa fretta signorina”
Dori imprecò- ma che cazzo ha sto tipo?!
-Hey sei fortunata…a me ha messo un masso enorme sulla testa-
le disse Ele- te sei chiusa solo in una stanza buia con ragnatele finte e ragni
di gomma!
-E io sono quasi affogata in una teca di vetro- disse Isy
- “E la vostra amica sta per avere un attacco di cuore”
–rise la voce
Dori mi puntò la torcia contro- Ange?
-Buio…ragni…buio…ragni…- non riuscivo a calmare il panico
-Oddio…calmati Angel è finto –cercò di calmarmi Isy
-Dai sono finti- Dori ne prese uno- gomma…finti ragni
Non capivo che era tutto finto, ero nel panico totale e
stavo per svenire, la testa mi girava, facevo fatica a respirare e la stanza si
stava chiudendo su di me.
Ele si avvicinò e mi diede uno schiaffo- CALMATI PORCODIO!
La guardai, chiusi gli occhi e li riaprii, mi serviva, mi
calmai- grazie
-I modi gentili di Ele…-commentò ridendo Isy
Dori tirò un calcio alla porta- chiusa
Guardai nel buio e cercai qualcosa, qualcuno…sì speravo nel
tizio con la mano guantata di bianco, era lui che aveva salvato Ele e Isy,
forse lui avrebbe salvato anche Dori…potevamo morire asfissiate lì dentro
infondo…anche se l’unica nel panico ero io per il buio. Lo vidi, una mano,
bianca, nella penombra che mi indicò qualcosa su un muro per poi sparire. Mi
avvicinai e toccai il muro, una finestra verniciata di nero. La ruppi e la luce
entro insieme all’aria che era diventata rarefatta.
-Bel colpo- disse Dori
-Usciamo di qui- alzai la finestra e uscii da lì, era al
piano terra le altre mi seguirono
-Hey calmati –mi disse Ele- oddio sanguini
Mi guardai la mano- non importa…ora sto meglio
-Ha detto di darti questo- Dori mi diede un biglietto per la
funivia- ha detto “Altissima, purissima e…spaventatissima angelo”
Lo presi ma mi cadde di mano- cavolo…
-Riesci a muovere il braccio? –chiese allarmata Isy
-Sto bene…
-Oddio la tua gamba sanguina- disse Dori avvicinandosi
-Sto Bene!
-Vuoi un altro schiaffo? –chiese Ele- ora ti fai bendare,
curare, mangi qualcosa e poi andiamo da Nikki
-Ma…
-Niente ma! –mi guardò Dori- e poi se Nicole ti vede così ci
strangola per averti lasciata ferita
-Mi faccio bendare…nulla di più- dissi io
-Testarda come sempre- commentò Isy- su ora siediti su
quella panchina e fatti sistemare
-Ma sto b…- caddi a terra- ok…forse…forse non sto benissimo…
-Forse? –chiesero loro ironiche tirandomi su
Capitolo 3 Lista Capitoli Capitolo 5
Capitolo 5: Nicole
Capitolo 5: Nicole
Altezza, un’altra delle mie paure. Salimmo in fretta sulla
montagna e la vedemmo la su, appesa a un dirupo con una piccola corda che
reggeva la piattaforma dove si trovava.
-Oddio…NIKKI! –urlai- cerchiamo un modo per farla scendere!
Le ragazze annuirono e si guardarono intorno, rispetto a me,
oltre lo spavento, stavano benone.
-Ange! –mi urlò lei
-Oddio…Ora ti faccio scendere ok?
- “Arrivata lontano eh?” –la voce mi stava davvero
irritando- “riesci a salvare anche lei angioletto?”
Non avevo tempo da perdere, così ignorai la voce del tipo e
iniziai ad arrampicarmi ripetendomi “Non guardare giù”
-Oddio…cosa cavolo stai facendo!? -urlò Isy
-Oh mamma…-commentò Dori
-Angel è pericoloso! –mi urlò Nikki- non ti azzardare a
salire fin qua su!
-Non guardare giù…non guardare giù…vai da Nikki e non
guardare giù- mi dicevo, era colpa mia, era solo colpa mia, non potevo lasciare
morire Nicole, non perché il maniaco aveva qualcosa contro di me
-Oddio…ti prego non cadere- commentò Ele da terra
Persi la presa del braccio e della gamba che erano feriti,
mi tenni a fatica ma lo sforzo li fece sanguinare ancora
-Oddio…sanguini! Scendi subito! –ignorai Nikki e continuai a
salire
Riuscii ad arrivare all’altezza della piattaforma e cercai
di raggiungerla con la mano
-Tu sei matta! – lei mi tese la mano e la piattaforma
cedette e lei urlò
Mi sporsi e riuscii a prenderla per un pelo- m…matta? E lo
noti solo ora- mi reggevo a fatica e il dolore mi faceva impazzire, ma non
volevo lasciarla cadere, non potevo lasciarla cadere- sei ferita?
-IO?! Tu sanguini e sei a metri da terra!
-Non me lo ricordare
-Soffri l’altezza
-Lo so…se è per questo…ho dovuto rompere un vetro per fare
uscire Isy da una teca che quasi l’affogava, entrare in un fottuto cinema per
liberare Ele da una sedia con sulla sua testa un’enorme masso e manichini che
ridevano a guardare la scena e sono andata in un motel, sono entrata nel buio
più totale, in una piccola stanza con ragni finti e sono uscita di lì con Dori
rompendo una finestra…credimi arrampicarmi ora è l’ultimo dei miei problemi…ah
te l’ho detto che mi sono ricucita da sola dopo l’incidente e sono corsa qui a
cercarvi?
-Tu sei folle- mi guardò- uscite da qui…andiamo a comprare
un peluche di Foxy…anzi ti compro un peluche di Foxy
Sorrisi, ero pallida e di sicuro non sembravo molto in salute-
si…sarebbe meraviglioso
-Angel! –urlò Dori
-Abbiamo un piano! –gridò Isy
-Devi farla cadere! –urlò Ele
-No…-dissi io ma la presa la stavo perdendo davvero
-Fidati di noi! – le ragazze a terra avevano trovato una di
quelle giostre gonfiabili dei bambini e l’avevano gonfiata
-Non si farà male! –urlò Isy- saltate!
-No…-guardai Nikki- non voglio che cadi…
-Guardami…sto bene- mi sorrise tranquilla- non succederà
nulla di male- lasciò la mia mano
Urlai, poi la vidi cadere sul gonfiabile e scendere a terra
con un ruzzolone, dopo poco si alzò e ripresi a respirare- oh grazie agli dei…
-Salta! –urlò Nikki- puoi farlo
Mi attaccai al muro di roccia, non riuscivo a ragionare,
paura del vuoto, dell’altezza, il sangue che continuava a colare, la testa che
girava…morire dissanguata…ridicolo no? Eppure era quello che stava per
succedermi…
-Angel!
Stavo perdendo la presa ma qualcosa prese me
-Oddio chi cavolo è quello!?
Guardai in alto e vidi una mano guantata di bianco che mi
tirò su, lentamente. Sentii le ragazze correre per raggiungermi facendo il giro
lungo e io intanto guardai l’uomo…poi svenni con il suo sorriso da maniaco
impresso nella mia mente
Capitolo 6: Il Maniaco
Capitolo 6: Il maniaco
Mi sveglio confusa, sono in una stanza semibuia coricata su
un letto dalle coperte rosse di seta, dove cavolo sono finita ora? Mi alzo e
noto come sono vestita, un vestito da sera nero, attillato e di sicuro
costoso…che cavolo? Chi mi ha cambiata? Cos’è successo? Ora ricordo…mi sono
arrampicata e…poi Nikki e caduta sul gonfiabile e si è salvata ma io ero troppo
spaventata e stavo per svenire per la mancanza di sangue e…e il maniaco mi ha
presa…oddio…le ragazze staranno bene? Mi guardo la gamba e il braccio, mi hanno
ribendata. Guardo vicino al letto c’è una di quelle stampelle per mettere le
sacche dei liquidi che usano all’ospedale…a giudicare dal colore mi hanno fatto
una trasfusione di sangue…guardo il pavimento, parecchio sangue…stavo davvero
morendo dissanguata eh?
-Buon pomeriggio Ms. Night- dice di nuovo la voce del
maniaco da un impianto audio- come si sente?
-Dopo che tu figlio di buona donna hai quasi ucciso le mie
amiche e mi hai ferita e quasi fatta morire dissanguata? Una meraviglia! –dico
io sarcastica
-Oh…perché non saluti il tuo patrigno? Sai sei l’unica
rimasta della sua famiglia oltre a suo fratello l’agente ovviamente
-Perché dovrei salutarlo? –chiedo io- non può
vedermi…telecamere eh? Sono il tuo fottuto gioco vero?!
-Si…ti sto riprendendo da…da quando sei partita da casa
–ride- tuo padre sarà in pensiero sai? Anzi perché non gli parli?
Attiva uno schermo e l’immagine della sala comando di mio
padre appare sullo schermo, lui vede me e io lui, lo sguardo nei suoi occhi
verdi e i capelli castani tutti in disordine- Angelica!
-Papà! –dico io, gli sorrido- ma guardati in panico…questa è
nuova- sorrido- sto bene…le ragazze…devi trovarle!
-Angelica…quel bastardo…l’ho visto colpirti con quel
pugnale…è colpa mia se…-inizia lui
-Jonathan Night…stai scordando il tuo ruolo? Sei un agente
dell’FBI devi garantire la sicurezza dei cittadini e arrestare i
criminali…trova le ragazze e poi cerca me…chiaro? –chiedo io- sto bene…mi hai
cresciuta bene
Lui sospira e sorride- farmi fare la predica da mia
figlia…resisti…ti troverò e…
Il maniaco chiude la conversazione- time out
-Uhm ma che gentile- commento io
Ride- sei un bel tipo sai? Mi aspettavo che piangessi e
urlassi in preda al panico invece…per tua informazione le ragazze sono
libere…non le ho prese…non mi servono più…
-Bene…così se ti spacco la faccia non ho Isy che cerca di
evitarmi la prigione- dico io
Ride- sarai sotto le mie telecamere per tutto il tempo…ti
propongo un gioco…devi correre e tanto, per cercare l’uscita e qui dentro ci
sono alcuni dei più pericolosi criminali che tuo padre ha sbattuto in galera
-Fantastico…-commento io-…chissà se…-chissà se c’è anche…
-Che il gioco inizi! –dice lui ridendo
Io esco dalla stanza con calma, che bella settimana di
merda…
***
-Questa è tutta colpa mia…-disse il patrigno di Angel alle
ragazze
-Non si preoccupi, la troveremo- cercò di rassicurarlo Isy-
è ingamba Angel
-Non si farà prendere facilmente- aggiunse Dori
-Magari riesce anche a prenderlo- concordò Ele
-E poi…non è detto che i criminali cercheranno di ucciderla-
disse Nikki
***
Mi giro, un uomo con una maschera da hockey bianca, una
motosega in mano e l’aria da sadico mi guarda...
-Salve…-indietreggio- io vado…
Corro e sento che mi insegue, sono in un cavolo di castello
medievale, passaggi segreti, armi antiche dove cavolo siete?!
-Vieni qui piccola!
-Fossi matta! –rispondo io, con tutto che sono ferita riesco
a correre più veloce del tipo e l’adrenalina maschera il mio dolore…speriamo
che duri e che riesca a nascondermi prima che mister motosega mi faccia a
fette…
Inciampo nella gonna del vestito e rotolo a terra, il tipo
non mi ha vista cadere ed è ancora lontano, mi appiattisco dietro una colonna e
aspetto che il tipo se ne vada. Non guardare qui…non guardare qui…
Appena si allontana riprendo a respirare e entro nella prima
stanza che trovo, vuota per fortuna, una normale camera da letto…forse riesco a
togliermi sto vestito del cavolo che per poco non mi faceva ammazzare…o almeno
a trovare un paio di forbici o qualcosa di affilato per accorciare la gonna e
fare due spacchi ai lati così che riesco a muovermi senza troppi problemi…
Apro il primo cassetto del comò e trovo dentro due porta pistole
che si legano ai fianchi e un pugnale d’argento. Con il pugnale concio la gonna
e mi prendo porta pistole e pugnale, almeno sono armata. Nel secondo cassetto
trovo due pistole e nel terzo le munizioni. Ok questo è un colpo di fortuna o
uno dei criminali ha un deficit mentale…in ogni caso ho 10 proiettili che mi
danno 10 punti in più di sopravvivenza…maledizione…come sono finita a essere la
preda di un maniaco? Le ragazze staranno…no devono stare bene…dopo tutto ciò
che ho fatto…la prossima volta che qualcuno propone la città casinò gli sparo
giuro…dannazione…
Carico le pistole e guardo la porta, faccio per avvicinarmi
ma sento dei passi…no…no cazzo…non c’è altra uscita se non…Guardo la finestra e
corro ad arrampicarmi sul cornicione e appena arrivo un colosso uscito da
chissà quale inferno armato di un martello gigantesco urla- oh cazzo…-mi poggio
al piccolo passaggio che va da una stanza a un’altra e mi muovo più in fretta
che posso per allontanarmi da lui, oh merda quanto sono in alto?! Questo posto
è un incubo…
-Sul cornicione! –urla quello e qualcuno armeggia per
entrare nell’altra stanza
-Oh andiamo! –impreco io, guardo in alto e in basso, alto
finestra aperta corridoio vuoto possibilità di nascondermi…basso possibilità di
fuggire ma anche di morire per colpa della caduta in più quel disgraziato non è
così stupido…e di nuovo devo arrampicarmi…ah…-mi prendete in giro…
Allungo una mano e mi appendo a una roccia e comincio a
salire- giuro che se ne esco viva vado a fare un corso di arrampicata libera! È
la seconda volta in una settimana cavolo! Senza contare un bel corso di nuoto
ovviamente…
Entro velocemente nella finestra mentre sento che uno di
loro sta salendo. Corro per il corridoio e cerco di seminare quelli che stanno
salendo, questo è folle...mi infilo in una stanza appena prima che qualcuno mi
veda…devo trovare un modo per non farmi prendere…prendere…
Guardo i condotti- speriamo di non trovarci un animatronix
dentro…beh sempre meglio morire per mano loro che di quei tipi
Uso un comò per farmi da scala e mi infilo in quello che
sembra un condotto…cavolo se ne facevano qui non me ne frega, l’importante e
che io me la fili…non voglio sparare o uccidere nessuno…
-No no piccola gattina- dice il maniaco, oh non di nuovo-
non si gioca così…
La corrente d’aria che lui attiva mi getta in un condotto
laterale e poi sul baldacchino di un’altra stanza- che modi…potevi chiedere che
uscivo da sola…
-Mea Culpa…sai mi sto divertendo molto a giocare con
te…voglio darti un premio…
-Uhm…non sono sicura di volere qualcosa da te…-dico io
-Che scortese…io volevo solo esserti amico…
-Ah che bel modo di iniziare un’amicizia, rapendo le mie
amiche, ferendomi, facendole quasi morire e…oh già mettendomi qui dentro con
diecimila psicologicamente incerti maniaci…grandioso davvero…-dico io
sarcastica, perché non sto zitta?
Ride- hai un bel carattere- da dove?! –e non sono diecimila
ma solo dieci, non sono così sadico…
-Ah no? –chiedo io sarcastica
-No per tua fortuna…devo dirlo…pensavo saresti durata due
minuti
-Ah grazie della fiducia…-dico io
-Allora…pensavo…-dice lui…ma ci sta provando? –visto che…sì
insomma sei in difficoltà…ti propongo uno scambio...
-Uno scambio? –chiedo io
-Si…le tue pistole per…delle rose…dozzine di rose in ogni
stanza di questo posto…-dice lui
Questo è uno scherzo, sta scherzando dal tono ma…si…potrebbe
andare- si va bene…
-Cosa?! –ci è rimasto stupito eh? –su…sul serio?!
-SI...che colore saranno? –chiedo io
-T…forse non sei completamente sana di mente…-poco ma
sicuro-…nere…
-Giusto per aggiungere colore a questo posto eh? –rido io,
scendo dal baldacchino e atterro a terra, mi tolgo le pistole e con un rumore
meccanico ecco che esce un vaso di rose nere- oh che belle- le prendo togliendole
dal vaso, sono dodici, ottimo- molto belle grazie
-Seriamente…hai rinunciato a delle pistole cariche per delle
rose?!- chiede lui- forse sei più insana di me
Io alzo le spalle- si mi hanno già detto che non sono
normale- esco dalla stanza tranquilla, che carine le rose nere…e so esattamente
come utilizzare queste rose…ridacchio
Capitolo 7: Rose nere per te...ho lanciato stasera...
Capitolo 7: Rose nere per te…ho lanciato stasera…
Mi giro. Di nuovo il tizio con la motosega?
-Ciao Motosega-man, non riesci a starmi lontano? –ok ora
sono impazzita
Lui urla e alza la motosega, è abbastanza lontano da me-
preparati a essere fa…- si blocca
-Fatto male? –gli chiedo inclinando la testa, le rose hanno
una punta davvero affilata e grazie alle spine che hanno si incastrano nel
taglio meglio di coltellini da lancio- scusa mi è sfuggita la mano
Lo ri-colpisco con un’altra rosa e la motosega cade a terra
fermandosi. Gli ho colpito le spalle e le gambe all’altezza del ginocchio- oh
poverino…divertiti a toglierle…-ridacchio, ok sono ufficialmente
impazzita…vabbè capita
-Ehm…-il maniaco sta guardando al solito eh? –hai…tu…sai che
mi stai cominciando a stare simpatica?
-Ah…bene- dico io recuperando altre rose
-Sei la figlia di un poliziotto…eppure credo potresti
diventare un’ottima criminale sai?
-Ehm…non ci tengo grazie…-dico io spostandomi da sala a
sala, dove cavolo sono?
-Quanti anni hai per la precisione?
Ma ci sta provando o cosa?! –quasi diciannove…e non sono
interessata grazie
-…- zittito? Ah che pace
-Non parli? Meglio, sta zitto va…così le mie orecchie la smettono
di essere torturate dalla tua voce del cavolo
-…Cattiva…-dice lui
Oddio mi viene da ridere. Comincio a ridere…e la mia risata
risulta da maniaca…vabbè- ah che tipo…
-…Tu non sei normale- e se lo dici lo psicopatico che ti ha
rapita allora forse…no caccia il forse…io sono normale
-Mai stata normale in vita mia, chiedi a chi vuoi o leggi le
mie storie- dico io guardando dalla finestra- ehi…ma io so dove siamo!
-…No…non lo sai…-dice lui poco convito
-SONO AL CASTELLO NERO, QUELLO CHE SI DICE FOSSE DEL
CAVALIERE SENZA TESTA- urlo io eccitata, ehm…l’ho detto che amo l’horror?
-…mi inizi a inquietare- dice il maniaco
-MA NON CAPISCI?! SONO NEL CASTELLO DEL CAVALIERE SENZA
TESTA…chissà se c’è il suo fantasma…chissà se riesco a fargli una foto…o almeno
gli chiedo l’autografo…uhm…potrei intervistarlo anche magari…
-OK…Jonathan Night credo di aver fatto impazzire tua figlia!
–commenta il maniaco aprendo la conversazione con mio padre
-Mi spiace dirtelo, ma lei se si parla di horror fa sempre
così- dice mio padre
-Oh povera…
-HEY! –dico io offesa- non è…-guardo di lato, uno vestito da
Foxy-…Foxy…
Il tipo mi guarda
-FOXY! –urlo io- VIENI QUI!
Il tipo corre via
-Ehm…ma ora che cavolo le è preso? Non c’è nessuno su quel
piano…dannazione uomini la volete fare fuori o no?!
Aspetta se non c’è nessuno e solo io lo vedo…ok
allucinazioni da mancanza di sangue…già…ho ripreso a sanguinare…ma sembra
proprio vero…ok chissene lo inseguo lo stesso tanto…
Capitolo 6 Lista Capitoli Capitolo 8
Capitolo finale: Ricoverata
Capitolo 8: Ricoverata
Cado a terra vicino la porta, intorno a me si sta creando
una grande pozza di sangue…sento le sirene della polizia. Mi sa che il gioco è
finito…aspetta quindi il tipo dei guanti bianchi me lo sono sognato…e anche
Foxy…sospiro e lascio che i miei occhi si chiudano…uffa…lo volevo davvero
vedere Foxy…uhm…mi sta venendo sonno…le ferite si sono riaperte quando il tipo
mi ha gentilmente sbattuto fuori dal condotto…ho tanto sonno.
-Angel
Chi mi chiama?
-Da questa parte, una ferita!
Chi c’è?
-Si sposti, la portiamo in ospedale
Non voglio andarci in ospedale…sono brutti posti…
Vengo alzata e messa su qualcosa
-Vengo con voi…
-Arresti il tipo che le ha fatto questo signor Night…e lo
sbatta in galera
Chi parla? C’è papà?
-Muoversi forza
-D…-provo a parlare mentre mi caricano da qualche parte e
apro gli occhi, un’ambulanza
-Si sta svegliando- dice un ragazzo del pronto soccorso, ho
la vista offuscata- adesso ti portiamo all’ospedale resisti
-Cosa…pensi…abbia…fatto…finora? –dico io sorridendo
leggermente- dove…sono…le…ragazze?
-Stanno bene
-Bene…-chiudo gli occhi
-Hey…hey resta cosciente…non morire…resta cosciente…-mi dice
lui, quanto avrà? Due…tre anni più di me?
-Sta calmo ragazzino…non ho intenzione di levarmi dai piedi
così presto- lo guardo, i medicinali che mi stanno dando mi fanno venire sonno
-Sono più grande di te- dice lui e guarda il collega
-Tienila sveglia- dice lui non riesco a girarmi per
guardarlo ma sento che sta giostrando con flebo e medicine
-Come ti chiami? –mi chiede
-Mi chiamano tutti Angel- dico io- tu?
-Io sono Peter- dice lui- come mi vedi?
-Ci provi di già? –chiedo io facendolo sorridere- in
rosso…vedo tutto sul rosso…capelli rossi e occhi ambrati…
-Quasi, sono rosso di capelli e ho gli occhi celesti...-dice
lui sorridendo- ora ti rimetteremo in forze vedrai
-Uhm…capelli rossi…-allora ho davvero visto Foxy oggi eh?
-Non ti piacciono i capelli rossi? –mi chiede lui, deve
continuare a parlare con me e a farmi parlare per tenermi sveglia
-Al contrario…sono davvero belli i capelli rossi- dico io
-Ah bene…-dice lui- hai una brutta ferita…ho visto i video
-Uhm…non sono brava a ricucirmi mi sa- ridacchio io anche se
sento che la mia voce è flebile…non riesco a parlare come vorrei
-Ti sei ricucita da sola…ci vuole coraggio specie in una
situazione del genere- mi dice lui
-Stai solo provando…a…essere…gentile…-dico io
-Non dormire…ehm…conosci Five Nights at Freddy’s?
Sorrido- lo adoro…specie Foxy…è davvero carino quella
dannata volpe rossa
Lui sorride- dicono che Foxy e io ci somigliamo sai?
-Stai provando a tenermi sveglia o ci stai provando
vent’enne? –chiedo io, il collega ridacchia
-Ah beh, intanto devo tenerti sveglia no? –ride lui- sei
allegra per essere mezza morta- mi dice lui- e come sai che ne ho venti?
Io provo ad alzare le spalle ma mi faccio male
-Non muoverti- mi dice
-Si signor Foxy- dico io
-Cos’hai visto? Nel video…sembrava che seguissi qualcuno
nella casa e quando le hai liberate…
-Allucinazioni da perdita di sangue…senza di quelle però…non
so che avrei fatto…-dico io- quanto manca?
-Poco, siamo quasi arrivati resisti- dice Peter
-Non riesco a tenere gli occhi aperti…ho molto sonno…-dico
io
-Non dormire…-inizia lui ma io svengo
***
Riapro gli occhi, ok sono in ospedale. Non ho flebo, mi
hanno bendato la ferita sul braccio…la gamba anche…sono tutta intera…i miei
capelli sono ancora lunghi…ho tutto…bene…
Prendo il telecomando del letto e alzo lo schienale così da
farmi sedere. Al dito ho uno di quei cosi che monitorano le funzioni vitali…mi
fa male al dito…lo tolgo e inizia a fare un baccano infernale.
L’infermiera entra di corsa e io scoppia a ridere mentre lei
mi guarda e disabilità l’allarme
-Come sta?! –chiede preoccupato qualcuno fuori- cos’era
quell’allarme
-Sta bene- urla l’infermiera mentre io continuo a ridere- si
è solo tolta il controllo…come ti senti?
-Uhm…-provo a muovermi e provo un forte dolore, ma rispetto
a prima…-una meraviglia
-Bene…vuoi che faccia entrare tuo padre e le tue amiche?
–chiede lei, è una donna molto carina dai capelli biondi e gli occhi di un
dolce celeste
-Uhm…prima uno e poi le altre…-dico io- insieme mi
ammazzano…lei è single signorina?
-Sophie…sì lo sono- dice lei un po’ incerta del perché della
domanda
-Starebbe bene con mio padre- dico io- l’ha visto?
-No, so solo che sta facendo davvero molto rumore qui fuori-
ride lei
-Papà ha decisamente bisogno di una donna- mi alzo a sedere-
non può sempre pensare alla sua figliastra…
Lei sorride mentre mio padre entra nonostante cerchino di
trattenerlo- Angelica!
-No vi prego uccidetemi…-dico io- non hai da lavorare?
-Si, ma volevo…
-So che mi vuoi bene…ma non devi stare sempre in pensiero e
hai quel tipo da far condannare al massimo possibile…chi era?
-…-non vuole dirmelo- non l’abbiamo scoperto
-Lo sai…ma se non vuoi dirmelo non sono sicura di volerlo
sapere…lei è Sophie- dico io- carina, infermiera e single vi prego uscite fuori
di qui a prendervi un caffè o qualcosa?
Sophie ride e mio padre anche- vedo che stai meglio,
Jonathan Night…posso offrirle questo caffè?
-Sophie White…sì perché no…-la ragazza mi guarda divertita e
esce con mio padre
Le ragazze entrano
-Ma tuo padre ci stava provando con l’infermiera? –chiede
Ele vedendomi sveglia
-No, io ci stavo provando a farli uscire di qui così mi
evitavo la predica del “sei stata incosciente” di papà –dico io
Loro ridono- come stai?
Guardo Nikki- come se mi avesse rapito un maniaco e mi
avesse costretto a giocare al gioco dell’Enigmista
Loro ridono- contenta di vederti così allegra…qualcosa di
bello?
Guardo Dori- forse…da quanto sono qui?
-Un paio di ore- dice Isy
-Qualcuno ha uno specchio? –chiedo io
-Tieni- Ele mi passa il suo. Beh dai oltre al pallore sono
anche carina…e i miei capelli sono anche ordinati in una treccia…quella donna
si è presa cura di me? –l’infermiera è quella che si è presa cura di me?
-Si, è stata con te da quando sei entrata…perché?
-Mi piace…sembra una brava ragazza…non mi dispiacerebbe come
madre- dico io
Loro ridono- assurda…
-Vedete? Sto bene…l’ambulanza che mi ha portato qui?
-Non è andata via- dice Nikki
-Chissà se il tizio lavora ancora…-dico io
-Tizio?
-Un Foxy con occhi azzurri e un fisico da urlo- dico io
-Ok vaneggi ancora e…
Qualcuno bussa alla porta- è aperto
Peter entra- volevo vedere se stavi bene
Le ragazze guardano lui e poi me e poi escono ridacchiando
-Ehm…le tue amiche? –chiede lui
-Siediti Foxy umano- dico ridendo- grazie per avermi
soccorsa
-Nulla…Foxy Umano? –ride lui- sembri star meglio
-Oh di sicuro meglio di come sta quel maniaco…mio padre non
è un tipo calmo…mi sorprenderebbe se fosse tutto intero a dirla tutta…
-Sei stata davvero coraggiosa- dice lui
-E tu sei più carino così che completamente rosso- dico io
Lui ride- ah ora ci provi tu?
-Quando mi capita di aver la possibilità di provarci con
Foxy?
Scoppiamo a ridere
***
Guardo il criminale- hai rapito mia figlia per farla pagare
a me
-Ti odio…a causa tua…-inizia lui- io ho perso la mia
famiglia
-A causa tua vorrai dire…non dovevi fare quello che hai
fatto
-Non mi pento di nulla
-Divertiti in carcere…non mi interessa nemmeno sapere cosa
diavolo volevi fare…
-Tu mi hai tolto la mia di bambina e io volevo farti provare
lo stesso dolore- dice lui
Guardo l’uomo che ha la mia età, una volta era il mio
migliore amico, capelli biondi e occhi color ghiaccio- non è mia figlia…è la
tua…hai quasi ucciso tua figlia…-esco dalla stanza
-Jonathan! Fermati?! Che significa?! Che significa?!
Mi allontano ignorando le sue urla. Mi suona il cellulare
-Pronto?
-Ehm…ciao? Sono Sophie, l’infermiera dell’ospedale…tua
figlia mi ha dato il tuo numero…se sei libero…magari potremmo uscire?
-Volentieri- sorrido io- sei libera stasera?
-Si- dice lei- dove vuoi andare?
-Che ne dici di un bel film? –chiedo io
-Perfetto…ehm il mio indirizzo lo vuoi o lo cerchi da solo?
–chiede lei divertita
-Preferirei averlo- dico io ridacchiando- bene…capito…ci
vediamo alle 9
Chiudo il cellulare. Ho del tempo…vediamo un po’ cosa trovo
su questo Peter BlackSoul…se vuole uscire con lei deve prima passare il mio
controllo…
***
-Non hai vite da salvare? –chiedo io guardandolo
-Ho un’ora di buco- dice Peter sedendosi accanto al mio
letto- guarda cosa ti ho portato?
-FNAF! –dico io allegra- ah sei il migliore…vuoi fare una
partita?
Lui ride- vedi che ti batto
-Ah sì? –rido io- vedremo caro
-Cosa ha detto poi tuo padre del tipo?
-Nulla- alzo le spalle io- non vuole parlarne…e sinceramente
a me non interessa…tanto…non lo vedrò mai più quell’uomo
-Lo spero bene- dice Peter- attenta a Bonnie!
****FINE****
Volevo solo dire una cosa alle ragazze...vi voglio un mondo di bene, Buon Anniversario, questi due anni sono stati meravigliosi per me e sono certa che anche quelli che verranno lo saranno. Spero che la storia vi sia piaciuta, alla prossima
-AngelNightWhite-
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