WitchandAngel : MitologicHighCamp
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Capitolo Speciale- Una leggenda

15 speciale- una leggenda
-Da allora Mal divenne una leggenda- disse Serpy ai suoi nipotini, aveva ormai oltre mille anni
-Che forza nonno! E ora dove si trova?
-Nessuno lo sa figliolo...nessuno lo sa- disse Minos facendo l'occhiolino a Serpy, loro sapevano che fine aveva fatto la loro Mal, ma di certo non l'avrebbero detto, infondo erano immortali, potevano sempre andare a trovarla, no?
*******
-Vinto! -urlò Jay rientrando in camera con un borsa di soldi in mano-si sloggia domani
-Hai svuotato il casinò- rise Mal
Avevano fatto la vita da fuggiaschi per un po', ma ora si erano messi a fare un po' di "grana" come diceva Jay. Avevano svuotato tantissimi casinò di Las Vegas, e non avevano neanche barato, circa.
-Figo- disse Carlos prendendo la borsa- dove andiamo?
-Vorrei andare in riva al mare- disse Evie stiracchiandosi
-Che ne dite se ci facciamo una casa? -chiese Mal
-Per qualche mese?
-No...voglio proprio stabilirmi in un punto per un bel po'- disse Mal guardandoli sorridendo- magari a vicino alle coste di Miami o qualcosa del genere
-Un bel villone? -chiese speranzoso Carlos
-Vicino ai Vip?- chiese Evie emozionata
-Ad una condizione- Jay prese Mal per i fianchi e la tirò a sé- noi due passeremo tanto tempo insieme chiaro?
-Beh credo di poterlo sopportare Teppista- rise Mal dandogli un bacio veloce- bene, Evie, Carlos, Jay...Si parte!
********
-Si mamma tranquilla, no no, va tutto bene-Mal era seduta in veranda a guardare il mare accoccolata sul petto di Jay- si stiamo bene Mamma. Va bene...ciao mamma
Jay aveva cominciato a provocare Mal- Beh...
-Sei proprio un pervertito- rispose lei
-Eddai...Carlos e Evie si sono sposati poco prima di noi e lei aspetta già un bambino, maschio dicono- Evie era rimasta in cinta da circa sei giorni, sarebbe stato bello poter crescere i figli insieme, questo dicevano le due.
-Beh allora dovrai impegnarti di più mio caro Teppista- disse Mal lasciandosi prendere in braccio
-Vedrai che sarà femmina
L'anello di matrimonio dei due scintillò con il sole.
****
-Non correte! -Mal uscì in veranda abbracciata a Jay, Evie era seduta sulla veranda accoccolata con Carlos, nessuno dei quattro era invecchiato o ingrassato o abbronzato, erano identici a come erano prima che tutto succedesse.
-Dai mamma sbrigati- disse una ragazzina dai capelli marroni con sfumature viola e occhi verdi
-Su Mamma anche tu- disse un ragazzo dai capelli neri e bluastri, aveva gli occhi celesti. Avevano entrambi otto anni, anche se tecnicamente erano nati nove mesi prima, i misteri dei poteri divini. Evie e Carlos raggiunsero i bambini sulla spiaggia. Mal guardò Jay- tu sei un indovino lo già detto
-No...sono un ladro- rispose lui
Lei lo baciò- e io sono una leggenda...

FINE

Capitolo Finale: Scelta ardua scelta

14- Scelta ardua scelta
Mal si nascose dietro un masso evitando l'ennesimo fulmine di Antilos. Lei è Jay avevano trovato i ragazzi e il suo rapitore era apparso dal nulla e aveva assunto l'aspetto di Antilos. Erano due ore che lei schiva i fulmini del tipo. Era stanca di quella vita, ma non voleva morire così! Prima si sarebbe vendicata. Strinse una mano al petto privo di amuleti, li aveva perso tutti, tutto eccetto una metà del cuore che condivideva con Evie, aveva ridato alla ragazza l'altra metà, era ironico il fatto che il cuore che le batteva nel petto fosse proprio quello della ragazza. Guardò per l'ennesima volta la pozza d'argento al centro della sala, i suoi poveri amuleti, quel bastardo glieli aveva fusi, e avrebbe fuso anche lei se Jay non avesse fatto un salvataggio degno del re dei ladri, suo soprannome prima di morire per lei. Carlos stava liberando Evie, mentre Jay li proteggeva e teneva nascosti. Mal prese un respiro profondo, orami non avrebbe più potuto rimetterli nel suo corpo, erano i ciondoli a controllare quel legame, da quel momento erano di nuovo vivi, con qualche potere divino, copiato da Mal, ma pur sempre vivi. Mal li guardò, era così strano, stavano così vicini a lei, non erano con lei da anni e questo le fece battere forte il cuore. Sentiva dentro di se una nuova energia, era come se qualcosa stesse riaffiorando dentro di lei. Chiuse gli occhi.
****
-Dove sono? -Mal era trasparente come un fantasma, era nel suo salotto. C'era una donna che le somigliava e aveva lei in braccio.
-Voglio che mia figlia viva al sicuro, ti prego di proteggerla madre- la donna parlava con sua nonna
-Se vai via, alla ragazza dovrò dire che non sei tu sua madre.
-Va bene così- disse lei baciando la fronte di Mal- so che sarà una grande donna
-Un'eroina-rispose la nonna prendendola in braccio e portandola via mentre lei piangeva.
La donna se ne andò e Mal la seguì. Invece del giardino di casa era finita in un'altro salotto, di un'altra casa, quella della donna.
-Non dovevo lasciarla andare...ma non posso vivere la vita di un eroe...non voglio...voglio essere normale...e non è normale avere una figlia a soli diciotto anni...non mi pento di averla data alla luce...non mi pento di averla concepita...mi pento solo di non poterla rivedere mai più...
-Mamma- disse Mal cercando di toccarla ma era un fantasma e non poteva fare nulla.
-So che...so che forse mi stai ascoltando, è normale siamo connesse. Io ho solo i poteri ereditati ma tu no, tu hai anche un grande dono, sei un libro Mal, dentro di te scorre la conoscenza e il potere di ogni singolo essere vivente, tu puoi accedere a qualsiasi arma o potere ti serva. Sei l'essere perfetto mia cara...se...se mai tu...-la donna prese fiato- se mai tu volessi venire da me...io ti dirò dove sono...se tu vuoi...basterà che chiami il mio nome in uno specchio d'acqua...chiama il mio nome Mal...il mio nome è Amelia strega d'argento- disse la donna, Mal notò solo allora i meravigliosi occhi d'argento della donna, molto diversi dai suoi, ma aveva i capelli lo stesso colore, era genetica quindi- basterà che tu lo faccia e io ti apparirò. Avrai circa 17 anni e io ne ho solo 18 più di te...sarà dura per noi crescere insieme, avrei dovuto portarti con me, ma la nonna è un'arpia...diceva che eri in pericolo con me...avrei dovuto capirlo
Mal le accarezzò una guancia, cosa che parve sentire la donna- sei giovane per capire il mondo...non potevi che fidarti della tua famiglia
-Mal...il tuo nome....Malefica...non è una cattiveria, il nome completo è Mal Elfica, non Malefica, ma tua nonna ti chiama così...Mal come il nome dell'altra strega figlia dell'altra strega d'argento, Elfica da elfo, ovvero le creature che mi hanno protetto quando ero piccola e poi...tuo padre è un elfo...
Mal guardava la donna, era così vicina a lei, sentiva che era vero, lo sapeva, si era vero il suo cuore glielo diceva, infondo del cuore di Evie era stato preso solo piccole parti, ma abbastanza da poter decidere se era viva oppure no.
-Se puoi e vuoi...vieni da me Mal...non posso sopportare l'idea che ti facciano sposare per quelle assurde regole di purezza...un membro della nostra famiglia si comporta come la nobiltà di un tempo, matrimoni tra famigliari, esclusione degli altri...non sarai mai libera se rimani lì...vorrei averti portata via con me...avrei dovuto farlo...
****
Mal aprì gli occhi di soprassalto. Sentiva finalmente un peso togliersi dal cuore, come se parte del suo dolore e della sua solitudine fossero spariti. Guardò gli altri, il tempo si era bloccato? Erano tutti fermi e tutto era immobile...erano i suoi poteri? Sapeva che gli elfi manipolavano il tempo, ma non credeva fosse vero! Sorrise ironica, ma quante metà era? Mezza elfo, mezza umana, mezza eroe, mezza divinità, mezza strega, mezza armeria vivente, mezza ogni deo esistente, mezzo mondo...cioè un po' troppo! Ma non poteva essere semplicemente mezza normale? No? No...Si mise una mano sul petto, sentiva che aveva ancora un grande peso da togliersi, ma prima di tutto doveva liberarsi di mister simpatia/mi fingo il ragazzo perfetto/sono uno stronzo pazzesco che ti fa fare sogni strani e una figura di cretina/ci sono minori non posso continuare ad insultarlo altrimenti non basterebbe un ora per dire tutto. Si alzò in piedi, probabilmente nemmeno la vedevano, o forse la vedevano velocizzata? Non le importava, mise le mani sul cuore e creò dal nulla una spada, era un'armeria? No, era la custode delle armi che erano passate alla storia come armi di eroi o di cattivi o mostri o umani...insomma ogni arma creata!
Bastò una sola e decisa spadata per uccidere il tipo. Ma non poteva correre il rischio. Creò con i suoi poteri un cofanetto, simile a quello di Pandora, ma evito di fare una serratura, lo sigillò con l'argento dei suoi ex-amuleti e lo seppellì vicino il centro della terra, era meglio evitare che qualcuno lo trovasse e aprisse. Guardò i ragazzi che le corsero in contro, la velocità era tornata quella normale, lontano si sentivano gli zoccoli di cavalli e il rumore di auto. "Dobbiamo salvare Mal"
-Quella era mia nonna...
-Mal è l'ultima tua possibilità di andartene e cambiare vita- Evie le mise le prese le mani- puoi essere libera finalmente libera!
Mal guardò i quattro- starete con me, vero?
Loro annuirono. Mal annuì- allora dobbiamo andare
-Qui sul retro c'è una vecchia carcassa di un auto abbandonata, vedo che riesco a fare- disse Jay
-Ti aiuto- Carlos lo seguì
-Mal? -Evie fece per seguirli ma si fermò
-Vai avanti lascio un messaggio e vengo- Mal prese una bomboletta spray da terra e scrisse a lettere cubitali sul muro "Me ne vado M. E." E mise la sua firma, un cuore con un ala di diavolo e una di angelo e al centro una M di fuoco.
Se ne andò fuori.
-E quella?
-Pare che io abbia talento con i motori- sorrise Jay, la carcassa era un decappottabile nera con fiamme ai lati, un teschio sul cruscotto al posto dello stemma, l'auto era una vera favola. Jay si mise al volante, Carlos si sedette accanto a lui, Mal e Evie si sedettero dietro. Jay fece un'inversione di marcia, accelerò e sparì nella strada per poi allontanarsi nell'autostrada, avevamo tutti e quattro degli occhiali da sole.
-Mettiamo della musica? -chiese Carlos girandosi verso le ragazze, andavano veloci e le chiacchiere non mancavano
-Vai con il rock
Carlos mise la loro canzone preferita, sparata a tutto volume e a quella velocità, il gruppo era tornato. Mal si mise comoda sui sedili della nuova auto, anche se era un modello d'epoca e costosissimo creato da una carcassa di un vecchio maggiolino, ma dettagli.
-Dove si va, cuore?
Mal guardò i ragazzi- ho una mezza idea...ma prima....
*****
Vide il cottage che le avevano indicato, bussò e aspettò una donna le venne ad aprire
-Si? -appena la vide scoppiò in lacrime e l'abbracciò e baciò.

La fece entrare, insieme a lei anche i suoi amici, non poteva essere più felici di riavere la sua Mal Elfica a casa con lei.

Capitolo 13- voci del passato

13- Voci del passato
Mal si lasciò guidare da Jay, aveva riacquistato abbastanza forse da poter camminare da sola, ma Jay la voleva portare in braccio comunque.
-Dove siamo?
-Vicino alla foresta nera dove i tuoi antenati vanno a morire- disse Jay senza troppo tatto
-Gentile- rispose Mal sorridendo, adorava anche quella parte del suo carattere- come facciamo ad uscire da qui?
-La stratega sei tu- rispose Jay- io faccio ciò che mi dici cara
Mal sorrise, i figli dei mortali non avevano lo stesso concetto di donna, per i mortali era loro pari, per i figli divini era un mezzo per riprodurre, avevano un concetto abbastanza arretrato alcuni.
-Mal ti ricordi come ci siamo incontrati?
-Come potrei scordarlo? -rispose lei sistemandosi una ciocca viola
****
Mal era scappata di casa, era stanca di vivere in quel modo, voleva andarsene, ma non sapeva come fare, né dove andare e non voleva stare sola.
-Hey violetta, persa? -un ragazzo dal sorriso beffardo saltò giù dal muretto e le si mise davanti, era Jay, molto più piccolo ma già allora muscoloso
-Violetta? -chiese lei
-Hai i capelli color viola- rispose lui sorridendo- ti stanno bene violetta
-Mi chiamo Malefica non violetta
-Malefica? Ma che nome strano ti hanno dato- disse lui- io sono Jay, ti posso chiamare Mal?
-Fa come ti pare- rispose lei seccata andando avanti
-Allora Mal, cosa ci fa una ragazzina come te in un posto come questo?
-Evito un maniaco di nome Jay
-Maniaco? -rise lui- calma calma! Sai che sei strana?
Mal alzò gli occhi al cielo- da che pulpito!
-Sul serio sei diversa dalle altre ragazze
Mal si fermò e lo guardò interrogativa, aveva scoperto chi era? -diversa?
-Ogni ragazza mi vuole saltare addosso, adulte, bambine...tutte! Tu sei l'unica che non lo fa, chissà perché?
-Egocentrico- rispose lei
-Non mi credi?- rise lui- vieni te lo mostro- la prese per mano
-Hey fermo!- disse Mal mentre lui correva verso il parco.
Davano nell'occhio insieme, lei vestita con una gonna nera, una camicetta bianca, un corpetto nero, dei collant neri, delle ballerine nere con il tacco e i capelli legati in due codine, il viola non era una vera e propria tinta, i suoi capelli avevano proprio quella sfumatura, e lui invece vestito con dei jeans strappati, una canottiera verde con scritte in nero, un paio di stivali di pelle nera, braccialetti borchiati, una collana con un dente in stile surfista e degli occhiali da sole neri. Sembravano una nobile e un teppista, non avevano molto in comune.
-Siamo arrivati- lui le lasciò la mano e salì sul muro, le tese la mano per aiutarla a salire- vieni dai
Mal sospirò e con un salto si appese al muro e salì velocemente, lui la guardò stupito- cosa?
-Non pensavo che le signorine sapessero arrampicarsi
-Ho seguito una rigida educazione, questo non è nulla rispetto a ciò che so fare, allora cosa volevi mostrarmi?
-Ah ora ti interessa?
-Mi hai portata fin qui, ormai tanto vale dare un'occhiata
-Di la verità ti piaccio
-Nei tuoi sogni- rispose lei seguendolo
-Shh, guarda- indicò un gruppo di ragazzine che stavano animatamente discutendo se Jay stesse meglio in blu o rosso
Mal face facepalm- che idiote
Si allontanarono in fretta e si misero sulle altalene del parco
-Visto? -Disse Jay in seduto accanto a lei- sono popolare tra i ragazzi
-Rimani sempre un egocentrico, ma avevi ragione scusa- sorrise Mal, facendolo arrossire
-Non importa, allora della loro conversazione secondo te?
-Beh direi che il verde ti dona, sei meno antipatico di ciò che pensavo sai?- ridacchiò lei
-Che ci fai qui? Non ti ho mai visto qui
-Sono solo andata via di casa per un po', dovrei tornare ora- Mal si alzò e si allontanò
-Mal- la chiamò Jay- se domani vieni, ti presento due miei amici
Mal ci pensò un po' su e poi sorrise- verrò promesso
****
-Sicuro che questa Mal sia simpatica? -chiese Evie
-Andrete d'accordo promesso
-Ciao- disse Mal raggiungendoli, Evie e Carlos la guardarono per poi annuire- scusate il ritardo ho dovuto sistemare due cosette-lei intendeva che aveva dovuto mettere ko le sue guardie del corpo ma mica lo poteva dire
-Loro sono Evie e Carlos
-Spero andremo d'accordo
****
-Mal muoviti dai! Voglio vedere assolutamente il nuovo film! E visto che non ho un ragazzo, tocca alla migliore amica venire con me!
-Evie sei la solita- rispose Mal- su andiamo
****
-Non potrò mai dimenticare - Mal aveva una mano sul cuore- non potrò mai dimenticare il tempo con voi

Capitolo 12- Falso amore e vero amore

12- Falso amore e vero amore
Quando aprii gli occhi non capiva cosa stava succedendo. Era legata, sotto forti dosi di tranquillanti e tutto intorno a lei era buio.  Probabilmente era bendata. Cos'era successo? Stava parlando  con Antilos in cortile, erano sul dondolo che avevano sotto il ciliegio e stavano scherzando insieme ai suoi parenti su un possibile matrimonio, Antilos voleva un matrimonio che la esaltasse a dea in terra, lei una cerimonia semplice e più modesta. Era una bella serata e non c'erano problemi, all'improvviso la luna si era oscurata e una strana nebbia aveva riempito il giardino. Dopo poco aveva sentito un forte dolore e poi era diventato tutto buio. Sentiva le urla delle persone intorno a lei, rumore di spade e poi il vuoto totale. Provò a muoversi ma il corpo era immobile.
-Sveglia eh?
Arrivò qualcuno vicino a lei che le tolse la benda. Era uno strano uomo completamente fatto d'ombra e con occhi bianchi.
-Non provare a parlare è inutile, sei sotto una dose tale di tranquillante che è al limite del letale.
Mal lo guardava con odio.
-I tuoi parenti, il tuo ragazzo e i tuoi amici non sanno che sei qui, sanno solo che ti ho presa io.
Se ne andò. Aveva la mente confusa.
-Mal!
-Jay?
-Finalmente! Erano ore che non rispondevi!
-Cos'è successo?
-Sei andata all'arena dopo aver raccontato a Serpy e Minos il tuo passato, siamo stati attaccati e ti hanno preso.
-Non...me lo ricordo...Jay...Antilos?
-Antilos? Non esiste nessun Antilos! Era il sogno che ti ha fatto vedere?
Mal si bloccò mentre i suoi ricordi riaffioravano. Antilos non esisteva...serviva solo qualcuno che la distraesse...come era potuta essere così idiota?! Strinse i pugni e digrignò i denti.
-Mal?
-Mi ha ingannata!- sibilò lei a denti stretti- mi ha ingannata
-Mal non è colpa tua...
-Lo so- disse lei abbassando la testa
Con i ricordi veri anche i veri sentimenti tornarono, per quanto amasse Antilos, lui era solo un'invenzione di quell'essere.
-Mal dobbiamo uscire da qui- Jay le apparve davanti- andiamo via insieme
Mal lo guardò, era distrutta, aveva perso chi amava per la seconda volta- questo spiega perché ho detto a quel ragazzo che non avevo mai baciato nessuno...
-Si...noi due dobbiamo fare due chiacchiere chiaro?
Jay e Mal, prima del funerale e dell'operazione, stavano insieme.
****
-Indovina chi è?
Jay sorrise- Mal
-Bravo, sei un indovino?
-No conosco la mia anima gemella
-Saremo anche anime gemelle, ma la mia famiglia non ti accetterà mai
Jay le prese le mani- mi accetteranno prima o poi- la baciò dolcemente- infondo anch'io non sono normalissimo
-Avrai anche dei poteri ultraterreni ma non sei un eroe o un figlio divino- rise Mal sedendosi sulle sue gambe- anche se sono sicura che tu hai molte doti divine
-Oh specialmente a letto mia cara, ma questo lo sai già no?
-Scemo- rise lei
***
-Mal...
-Dimmi Jay
-Mi sposeresti?
Mal lo guardò a bocca aperta e lo baciò- si...si...mille volte si!
****
Jay la baciò- dobbiamo andare, Carlos e Evie sono stati presi da quel tipo
Mal annuì- non riesco a muovermi però, potresti...
Jay la slegò e la prese in braccio,
Riusciva a tenerla con un braccio solo.
-Andiamo, insieme
Mal annuì- appena riesco a recuperare le forze...
-Ho scoperto una cosa mentre tu dormivi- disse Jay guardandosi intorno e parlando piano
-Cosa?
-Chiedi a Evie, me l'ha riferito lei, non sono pratico con la magia, io so solo menare le mani
Mal sospirò e pose la domanda a Evie che, dopo un po' di urla sul fatto che il tipo li avesse trattati come semplici plebei, le rivelò che c'era un modo per ridare a loro tre un corpo, anche se Evie, Carlos e Jay non ne sembravano troppo entusiasti.
-Non vorreste riavere i vostri corpi?
Jay sorrise- non molto in realtà, noi stiamo bene qui, non vogliamo riavere i nostri corpi. Stiamo bene così e poi è un rischio inutile
-Ma...
-Non si fa- disse lui deciso- e poi, abbiamo già una libertà piena così come siamo! Possiamo fare ciò che ci pare e andare dove vogliamo quanto vogliamo! Abbiamo praticamente un corpo nostro, capito? Non ne vale la pena.
Mal annuì arrossendo, si era resa conto di quanto le fosse mancato il suo Jay
-Stiamo ancora insieme noi due?
Jay si fermò a guardarla- ma certo! Cioè...se tu vuoi
-Io voglio...se a te sta bene

Capitolo 11- Proposte su ricatto

11- Proposte su ricatto
Mal era seduta sul divano con la testa di Antilos poggiata sulle gambe, lei leggeva tranquilla lui si riposava un po'
-La tua famiglia è...
-Strana? Parecchio- rispose Mal poggiando il libro
-Stavo per dire calorosa, si vede eh ci tengono a te
-È che vogliono che la nostra famiglia non muoia con me, i miei cugini hanno due anni più di me, ma non riescono a trovare una moglie adatta, io sono l'ultima donna di famiglia quindi, o trovo io qualcuno o mi sposo un cugino
-Che?! -Antilos scattò a sedere e la guardò- piuttosto vado a farmi pietrificare da Serpy o incornare da Minos o sbranare da Cerbero o a fare lezione di combattimento con papà! E mi sa che l'ultima è la peggiore di tutte!
Mal rise- beh, guarda caso, sembra che tu sia un candidato ideale alla corona
-Io? Ma se sono mezzo mortale!
-Appunto, oggi giorno è raro trovare un mezzo mortale discendente di eroe e un dio
-Quindi il motivo che mi ha reso l'escluso da tutti ora mi da la possibilità di poterti sposare
Mal arrossì- beh...si...però...s..
Antilos si avvicinò sogghignando, aveva capito che la parola sposare o matrimonio rendeva Mal molto rossa di imbarazzo- sposarci?
-S...siamo troppo giovani- Mal stava diventando sempre più rossa
-Beh...io ho quasi diciannove anni e tu quasi diciassette- disse Antilos avvicinandosi- potremmo volendo
-Ma...ma...s...s....-era diventata rossissima
Antilos si avvicinò di più e la strinse al petto- ti sposerei anche adesso, io voglio passare il resto della mia esistenza accanto a te Mal, nulla cambierà mai quest'idea, e poi, al tempo degli dei, a quest'ora saremmo già bisnonni!
Mal era ancora rossa- ma...sei...sei sicuro di volerti legare a me?
-Forse è l'unica cosa sicura che so, so che ti amo e che questo non cambierà né ora né mai- si mise in ginocchio davanti a lei- finché non ti sentirai pronta per sposarmi resterò solo il tuo ragazzo, ma bada  bene- divenne lui rosso stavolta e spostò lo sguardo- la mia è una proposta seria...
Mal lo guardò a bocca aperta, sorrise e gli saltò letteralmente a dosso.
Nell'altra stanza...
-Avanti papà non piangere- disse la madre di Mal, una donna dai capelli corti verdi, si il bozzo di tingerli era di famiglia
-Si, smettila di piagnucolare! -disse meno gentilmente la nonna di Mal al marito
-Però...è dolcissimo!- commentò l'uomo, che era una montagna di muscoli vivente, aveva la pelle scura, gli occhi celesti, era pelato e aveva un barbetta bianca ben curata
-Su su...-lo consolò la figlia
Mal intanto stava morendo di imbarazzo mentre Antilos sfogliava l'album di foto di famiglia
-Quanto sei carina!
-Anti perché vuoi vedere le vecchie foto mie?!
-Perché così ho un'idea di come sarebbero i tuoi figli
Mal diventava rossa- e smettila di provocarmi...
-Mai nella vita
-Scemo...
-Ah sì- Antilos si mise a farle il solletico, cosa che Mal soffriva parecchio, e dopo poco lei chiedeva pietà
-Basta ti prego
-Allora dimmi che accetti
-Cosa?
-Dimmi che diverrai mia moglie e smetto di farti il solletico
-Sei sleale- Mal aveva le lacrime agli occhi
-Allora?
-Va bene...Va bene!
-Dillo...
-Io accetto di sposarti
-Dillo bene...
-Io, Malefica, accetto di sposare te, Antilos
Antilos la sedette sulle sue ginocchia- visto? Non era difficile
-Sei uno stronzo- rispose lei ridendo e dandogli un bacio casto
-Ah sì?- lui rispose con un bacio più voglioso.
-Anti...la mia stanza è isolata dal rumore sai...
-Beh andiamo a testarla- rispose lui
***
La nonna bussò alla porta di Mal
-Mal...oh ehm...scusate
I due si stavano rivestendo
-Dai potevi beccarci durante, era peggio- scherzò Mal
-Anche questo è vero- concordò la nonna- la cena è pronta, scendete
-Va bene- Mal guardò Antilos
-Cosa?
-Mi stavo chiedendo...
-Cosa?
-Se i tuoi figli saranno superdotati come il padre..-disse lei andando verso la porta
Antilos la guardò- beh...se continui così lo scopriamo tra nove mesi
Mal gli fece la linguaccia- prima mi prendi, poi mi sposi e poi se ne parla!
Antilos la inseguì subito, l'amava e non sarebbe cambiato nulla, questo lo sapevano entrambi.

Capitolo 10- Partenza

10- Partenza
Mal e Antilos raggiunsero il bar separatamente.
-Buongiorno Mal, Antilos- li salutarono gli altri due
-Buongiorno a tutti e tre- disse Mal con un sorriso
-Buongiorno- disse sbadigliando Antilos
-Dormito male? -chiese Mal innocentemente
-Sono andato a letto tardi tutto qui, per il resto della notte ho fatto solo bei sogni- rispose Antilos come se nulla fosse
Mal si sedette difronte a Minos e Serpy, Antios si sedette accanto a lei. Come se nulla fosse, scherzavano con gli altri due come se non fossero fidanzati, anche se i due avevano intuito la cosa.
-Vado a vedere quale saranno le sfide di oggi- disse Mal alzandosi, e sorridendogli- ci metto poco poi torno qui, voi non fate conversazioni troppo sconce chiaro? A dopo
Appena si fu allontanata.
-Voi due avete combinato questa notte- disse direttamente Serpy
Antilos non batté ciglio- cosa?
-Voi due siete stati a letto insieme, tu e Mal- chiarì Minos
-Ehm...certo....-disse Antilos sarcastico
-Parlo sul serio- disse Serpy
-Avanti, con noi puoi parlare!
-Di cosa? -chiese Mal sedendosi
-Voi due state insieme- affermò Serpy
-Si certo- rispose lei sarcasticamente- oggi abbiamo la giornata libera
-Figo- commentò Minos
-Non cambiare argomento...cosa avete fatto? -chiese Serpy
-Un gentiluomo non chiede e una donna non dice Serpy- ripose Mal
-Non sono un gentiluomo- rispose Serpy
-Perfetto, allora hai capito che ero sarcastica no?
***
Mal e Antilos passarono la giornata separati, volevano evitare ogni contatto, era come se la sera di prima li avesse uniti ma anche separati. Quando si rividero al pranzo evitavano ogni contatto diretto, anche a cena era così. Stranamente però nessuno dei due ne soffriva, si sentivano bene all'essere una coppia, ma trovavano entrambi stupido essere gelosi o stare l'uno addosso all'altra, anche perché volevano tenere la cosa segreta. Verso la fine della cena Ermes, il messaggero degli dei, apparì dal nulla
-Mal c'è posta per te
Le diede una lettera e sparì
-Quel pennuto è sempre di corsa o sbaglio?- chiese Serpy azzannando una coscia di pollo
-È di mia nonna- disse Mal aprendola- ecco...
-Cosa? -chiese Minos
-Nulla...mi saluta e dice che va tutto bene- rispose lei sorridendo appena- però...pare che me ne andrò presto da qui...
-Quando? -chiese Antilos senza battere ciglio
-Domani, all'alba- rispose lei alzandosi- vado a fare le valigie
Mal si alzò mentre Antilos poggiò la testa tra le mani.
****
Mal finì di fare le valigie e riguardò la lettera.
"Malefica, devi tornare alla base, non hai scelta. Tua Nonna V."
-Nonna non potevi scegliere momento peggiore per volermi indietro- sospirò Mal
Antilos entrò dalla finestra- Hey
-Anti! -gridò Mal- mi hai spaventata
-Volevo salutarti da solo- disse lui sedendosi sul letto- quindi vai via?
-La mia famiglia mi richiama, non sono tipi che accettano un no
-Oh...
-Potresti venire a trovarmi- disse Mal guardandolo- o vengo io da te
-Beh come trasporto non c'è problema, ho una moto, la patente e poteri divini- rispose lui sorridendo- mi dai il tuo numero?
-In effetti...non ti ho ancora dato il mio numero
Si scambiarono il numero
-Ho la sensazione che mi ritroverò al cellulare il cinquecento percento del tempo
-Cinquecento? -rise Mal
-Volevo dire cento ma sembrava troppo poco
Mal sorrise e gli diede un bacio- mi mancherai Antilos, figlio degli dei
-Mi mancherai Malefica, figlia degli eroi
****
Mal salì sull'auto nera, sembrava un carro funebre.
-Ciao Mal!
Si sentivano i saluti dei ragazzi del campus. Mal indossava dei jeans neri, stivali in pelle neri, una canottiera bianca. Mal guardò la nonna, era una donna sui settant'anni, capelli bianchi raccolti in uno chignon elegante, un completo nero, al petto una spilla d'argento a forma di teschio, ai piedi delle eleganti scarpe nere.
-Vedo che i sigilli sono aumentati
-I poteri sono aumentati- rispose Mal. Il rapporto che aveva con la famiglia era molto rigido, non poteva fare molto per piacere alla nonna.
-Ne sono lieta, i capelli?
Sapeva che la nonna odiava che lei li tingesse, lo faceva anche per quello- li ho fatti crescere
-Non li tingerai più spero
-Non lo farò, il mio ragazzo li gradisce così
Erano arrivati, scese velocemente, evitando di venir presa dalla nonna e salì in fretta le scale della villa.
-Mal! -urlarono i nonni, i genitori, gli zii, i cugini e il resto della famiglia
-Salve- disse la ragazza bloccandosi
-Oh Mal hai fatto crescere i capelli?
-Ti stanno benissimo
-Cosa sarebbe questa storia del ragazzo?! -sbottò la nonna entrando
Mal alzò gli occhi al cielo.
-Io mio marito lo trovai a 34 anni, com'è giusto che sia
-E io l'ho trovato a 17, problemi?
-Non puoi farti fottere dal primo che capita!
-Il primo che capita NONNA è il figlio di Ares e di una discendete degli eroi Ulisse e Ercole- rispose Mal, la nonna si zittì
-Ah allora va bene- disse con calma
-...- Mal face facepalm, non sapeva come fare con quella
Suonò il campanello, Mal aprì
-Ehm...ciao- Antilos era in leggero imbarazzo a trovarsi là
Mal lo abbracciò-Anti! Che ci fai qui?
-Mi mancavi? -chiese lui
-Ma se sono partita tre ore fa
-Vedi? Erano già ben tre ore che non ti sentivo!
Antilos guardò l'intera famiglia scrutarlo- ehm...salve

Mal lo tirò dentro- preparati al terzo grado

Capitolo 9- Mal e Antilos

9- Mal e Antilos
Stranamente Venere si avvicinò e le sorrise- Hai vinto
-Che?!
-Hai vinto- disse lei prendendo il premio una collana
-Ripeto...Che?!
-Un cuore innamorato vince sempre Mal- disse la dea sorridendo, Mal voleva sotterrarsi viva, cioè va bene la frase ma non dirla davanti a TUTTO IL MONDO!
-Che cavolo significa?- chiese qualcuno, Mal sospirò di sollievo almeno i ragazzi erano abbastanza tonti per queste cose
Venere prese la collana, un ciondolo con una pietra che cambiava colore, gliela mise
-Questa collana, ti permetterà di capire e farti capire da colui che ami, ma non ti darà l'amore di lui
Mal annuì, molto in imbarazzo e un po' confusa.
-Bene evento finito! Dovremmo farlo più spesso! -disse la dea allontanandosi con Ares
Minos e Serpy, dopo i complimenti, se la filarono lasciando Mal e Antilos soli, di nuovo.
-Facciamo due passi?
Mal annuì, andarono verso la riva del mare, si era fatta tarda notte e Mal aveva addosso un vestito bianco molto semplice, scollato, senta maniche che le arrivava poco sotto le cosce, ai piedi aveva dei sandali, che si tolse per camminare sulla sabbia. Non sapevano che alcuni curiosi, non diciamo chi, li spiavano tramite la postazione degli dei, non erano solo gli dei sia chiaro. Mal mise male un piede e per poco cadde, Antilos la prese al volo e la attirò a se
-Attenta
La luce della luna piena era l'unica illuminazione che avevano, faceva freddino
-G...grazie
Antilos approfittò della vicinanza per prendere in mano una delle sue lunghe ciocche- così questo è il tuo vero colore eh?
-Tranquillp li ritaglio e li tin...
-Mi piace è unico
Mal ringrazio la notte per evitare di mostrare il suo rossore- allora li terrò così
Antilos sorrise- non sapevo sapessi suonare
-So suonare tanti strumenti e so anche cantare, un pochino
-Sei incredibile sai?
Mal prese un respiro profondo- sei fidanzato?
Antilos, anche se stupito dalla domanda, rispose- no, tu?
-Io no...ma è impossibile, sei un ragazzo molto carino, non capisco come mai sei ancora da solo, so che alcune qui ti vogliono
-Beh diciamo che nemmeno tu sei così anonima- rispose lui- hai mezzo campus che ti corre dietro
-Tu dici? Non ci ho mai fatto caso, i ragazzi con me sono intimoriti credo, basterebbe poco per conquistare una donna
-Se riuscissi a conquistare la mia sarebbe fantastico- sfuggì a Antilos mentre continuavano a camminare
-Facile, bloccala al muro e baciala
-Non è aggressione?
-Beh in caso ti becchi un ceffone, ma non credo le darebbe fastidio, non da uno carino come te, con me funzionerebbe, solo che nessun ragazzo ha il fegato di farlo
Antilos sorrise e la tirò a sé per il polso- così dici?
Mal rimase immobile aspettando una sua mossa. I curiosoni non videro più nulla, volevano lasciarli da soli. In quel momento sembrava che il tempo si fosse fermato e che Antilos avesse tutto il potere dell'universo. I suoi occhi erano fissi in quelli di lei, voleva un segno di approvazione, non voleva costringerla a baciarlo, ma non riusciva a leggere i suoi pensieri, anche se vedeva che lei non si spostava, l'avrebbe messo ko con una sola mossa, eppure era lì ad aspettare che lui prendesse una decisione. La baciò di impulso, bacio che lei ricambiò subito. Si separarono.
-Beh se la baci così non credo farà tante storie
Antilos sogghignò- facciamo un gioco?
-Perché no?
-Io ti faccio delle domande e tu me ne fai a me, dobbiamo rispondere sinceramente, ci stai?
-Va bene
-Primo ragazzo baciato?
-Un figlio di Ares cinque o sei secondi fa
Antilos sorrise- sono il primo eh?
-Te lo detto, i ragazzi non hanno il fegato di avvicinarsi. Tu invece?
-Una ragazza in prima media, mi aveva costretto lei, era abbastanza carina, figlia di Venere, mi aveva baciato per una scommessa
-Che scema- commentò Mal, non specificando a chi fosse diretto
-Avuti ragazzi?
-No- Mal aveva un aspetto attraente, si mostrava sicura di se, eppure in quel momento Antilos stava scoprendo quanto la ragazza fosse pura, tutti pensavano che avesse già avuto chissà quanti ragazzi e invece...
-Sei mai stato con qualcuna?
-In che senso?
-Sei andato a letto con qualcuna prima? -chiese direttamente lei
Antilos si schiarì la voce- beh...si
-Ah quindi non sei un verginello come me- Mal si divertiva a stuzzicarlo
-No infatti sono Leone
-Io sono un Ariete- rispose lei- beh secondo i segni Ariete e Leone sono la coppia perfetta
-Andremo d'accordo allora- rispose lui sorridendole e standole più vicino- il ragazzo ideale?
-Beh...che mi faccia sentire protetta...so che può suonare strano...ma mi piacerebbe sapere di avere qualcuno in grado di proteggermi...
Antilos si avvicinò- e pensi che io possa esserne in grado?
-Mi hai fatta sentire protetta...sai quando abbiamo parlato...
Antilos le mise la giacca in pelle sulle spalle e l'abbracciò- allora lascia che ti protegga...- si avvicinò così tanto da avere le labbra a pochi centimetri dalle sue- vuoi essere protetta?
-Non eri innamorato di un'altra, dovresti proteggere lei...-Mal tratteneva il respiro, non voleva saltargli addosso ora
-La ragazza che amo, è davanti a me
-Che aspetti a baciarmi allora?
-Non sono sicuro che mi fermerò
-Non ti chiederò di fermarti
Lui la baciò- bene perché non mi voglio fermare- la prese in braccio di peso- Il tuo appartamento
-Isolato dagli altri
-Perfetto
****
Antilos si svegliò, era ancora nell'appartamento di Mal, nel suo letto, ma di lei nemmeno l'ombra
-Mal...
Mal entrò nella camera, aveva addosso solo un'asciugamano e i capelli bagnati- buongiorno, già sveglio?
Antilos annuì a bocca aperta
-Che c'è? Ti riesco a far rimanere a bocca aperta dopo stanotte? -Mal si sedette sul letto vicino a lui
-Beh avere la certezza che non sia stato un sogno...
-Ah mi sognavi- chiese lei avvicinandosi e dandogli un bacio, Antilos la trattenne ma lei si allontanò- vatti a fare la doccia, vestiti e andiamo al bar, se spariamo ci vengono a cercare...
-Più tardi spariamo sul serio fidati

-Muoviti- rispose lei lanciandogli l'asciugamano

Capitolo 8- Mal più concorso uguale tanti guai

8- Mal più concorso uguale tanti guai
Raggiunti gli altri all'arena, guardandosi bene di chiedere ai due cosa avessero fatto dopo che se ne erano andati, aspettavano l'annuncio della nuova sfida. Fu Venere, la dea della bellezza, ad apparire.
-La sfida di oggi è solo per le ragazze- disse con tono soave la dea- dovrete battermi in un concorso di bellezza
Le ragazze erano tutte entusiaste, Mal era sbiancata, mettersi in mostra in quel modo era assurdo per lei.
-Andate a prepararvi e buona fortuna
Mal guardò la dea sparire- non ho mai fatto un concorso di bellezza e non ne ho mai visti!
I ragazzi ridacchiando la salutarono nel suo camerino, una grande stanza con uno specchio gigante, un negozio di trucchi sulla scrivania, un guardaroba così furto che faceva paura e tanti...tanti accessori.
-Questo è un incubo vero? Ora mi sveglio vero?
Si sedette davanti allo specchio, sembrava spaventata- andiamo hai affrontato di tutto, il Minotauro, Cerbero... E hai paura di due o tre prove di moda? -si chiese- si...ma devo vincere per i ragazzi...che schifo essere donna in questo momento
Guardò il foglio che aveva davanti, c'erano delle prove scritte sopra.
-"Prima prova, sfilata: le concorrenti dovranno scegliere tre look, da giorno, da sera e in costume da bagno. Seconda prova, talento: le concorrenti dovranno dimostrare un talento mai mostrato prima. Terza prova, sorpresa" tutto qui? Cosa dovrei fare per le ultime due? E il look non lo so fare!
Guardò una frase scritta sul foglio "per l'onore della squadra". Sorrise e si alzò, aveva da preparare un piano. Non era bella, secondo lei, come le altre, ma di certo era molto più abile. Aveva molto più gusto in fatto di vestiti, era ovvio non aveva di certo la sesta delle figlie di Venere, ma avrebbe combattuto con tutte le sue doti femminili. Come primo look scelse una gonna bianca, una canottiera nera aderente con scollo a v, dei sandali con il tacco alto e decise di mettersi con i capelli sciolti e lisci, che le arrivavano a metà schiena, addosso aveva i soliti gioielli, ma non poteva toglierli; il secondo look era un elegante abito da sera senza maniche e con una scollatura che arrivava poco sotto il seno, la parte di sopra era nera come la notte e si schiariva fino ai piedi di un bianco chiaro, era spaccato ai lati con sue lunghe spaccature che arrivavano poco sotto la coscia, ai piedi aveva delle scarpe nere con il tacco bianco, i capelli li legò in uno chignon alto, cambiò i gioielli con una collana di perle nere e dei braccialetti bianchi, alle orecchi pendevano due croci celtiche una bianca e una nera, non le piaceva come stava il viola dei capelli su quel vestito così li fece allungare fino ai piedi, facendolo cancellò il colore e fece tornare il suo colore naturale, neri che sfumavano al biondo, controllo se con l'altro look stavano bene e sembrava di sì; come ultimo look scelse un costume a due pezzi color blu notte con rune di vari blu e bianche, mimando il colore del mare, ai piedi mise degli zoccoli in legno con tacco alto di simile colore, mise una collana con una conchiglia, dei braccialetti color onde con vari ciondoli, orecchini in perle celesti, un capello di paglia con un fiocco blu, degli occhiali da sole neri e i lunghi capelli raccolti in una treccia stretta ed elaborata. Guardò di fila i tre look, poteva cambiarsi con uno schioccò di dita come le figlie di Venere, tornò con i vestiti normali e guardò l'ora, aveva ancora tempo. La seconda prova la preoccupava, non sapeva che cosa osare proporre e cosa no.
-Avessi la possibilità di usare la spada...
Guardò i vestiti appesi, uno le ricordava tanto una tastiera. Le venne un'idea. Preparò tutto in cinque o sei minuti e aspettò che la chiamassero, fece appena in tempo.
L'arena era stata allestita come un grande palcoscenico.
-La mia povera arena- disse Ares guardando verso il palco
-È solo per una notte- disse Antilos seduto come lui nella platea a aspettare le ragazze.
-Che palle! -commentò un ragazzo
-Già ma almeno vedremo Malefica in costume- rispose un'altro
Minos e Serpy stavano pianificando un bel omicidio di massa, prima avrebbero visto la sfilata con calma e poi un bel bagno di sangue pietrificato.
-Bene- Venere apparve sul palco, indossava un vestitino così striminzito che forse un tanga copriva di più- si comincia!
Una a una le ragazze che avevano deciso di gareggiare sfilarono, Mal era la quartultima. Quando chiamarono il suo nome azzerò la mente, si muoveva come un manichino. I movimenti erano impeccabili, neanche un errore, le combinazioni da lei scelte le fecero guadagnare moltissimi applausi e un punteggio più che perfetto al pari della dea che aveva sfilato per prima. Quando finì di sfilare su cambiò in fretta e si mise l'accappatoio, aveva visto se stessa in terza persona, come se fosse un gioco.
-Non voglio fare queste cose mai più- commentò ad alta voce mentre le altre cominciavano a prepararsi per la seconda sfida. Guardava la tastiera che avrebbe usato, non suonava per qualcuno da quando i tre erano andati via...aspettò il suo turno, si mise un mantello nero con il cappuccio e uscì al centro esatto dell'arena, la tastiera era già in posizione. Prese un respiro profondo, aveva cominciato a far freddo, premette un tasto, si sentì un debole suono, scese una nebbia leggera. Cominciò a suonare, era una musica che attirava l'attenzione, dopo poco si capì che era Thriller di M. J. Mal prese un respiro profondo e iniziò a cantare la canzone. Dal terreno uscirono dei cadaveri di vecchi gladiatori, come nella canzone anche loro danzavano, cosa che all'inizio inquietava ma poi fece divertire tutti. Il vento le portò via il mantello, indossava un tubino diviso a metà una parte bianca e una parte nera. Era assurdo cosa stesse succedendo, appena la musica finì e con lei sparì anche tutto, come se fosse un'illusione. Gli applausi partirono e lei se ne tornò dietro le quinte.
-Bene e la vincitrice delle prime due sfide e colei che entrerà nella sfida finale contro di me- disse Venere- Malefica
Un brivido percorse la schiena di Mal, stranamente sentiva come se fosse meglio se non avesse vinto...

Capitolo 7- Una triste storia

7-Una triste storia
-Ero una bambina abbastanza debole allora, vivevo da sola, i miei avevano altro di cui occuparsi, erano entrambi due eroi. Seguì i più rigidi addestramenti fin da piccola. Dovetti rinunciare a parecchie cose, ma non mi pesava, ero debole di salute, ma nemmeno questo mi impedì di continuare a seguire i miei allenamenti. Se non erano i miei ad allenarmi era un altro membro della famiglia
-Che intendi? -chiese Minos
-Nella mia famiglia siamo tutti eroi
-Aspetta che intendi?- disse Anti guardandola
-Ogni membro della mia famiglia è un eroe, figlio di eroe, sposato con un eroe e con figli eroi. Della mia intera famiglia sono l'ultima rimasta. I miei sono gli unici ad aver avuto una figlia, gli altri non sono riusciti ad avere figli, sono l'ultima generazione
-Accidenti- commentò Serpy- e come farai?
-Dovrò sposare un eroe o un figlio di un dio o mostro, e poi dovrò procreare- disse lei facendo diventare i tra viola.
-Ehm...continua- disse Antilos
-Ero ancora piccola, alcuni miei organi stavano cominciando a collassare, ero viva per forza di volontà. Avevo tre amici, solo tre, erano completamente mortali loro, facevano parte di un'orfanotrofio e non avevano niente a che fare con il nostro mondo. Li incontrai per caso. Cominciammo ad uscire. Divenni la migliore amica di Evie, le raccontavo tutto, anche con Carlos e Jay ero molto legata. Passavo molto tempo con loro, gli allenamenti purtroppo mi erano impossibili viste le mie condizioni di salute. Un giorno rivelai ai tre chi fossi, non erano spaventati o non mi credettero, non mi presero per matta, sorrisero e mi cominciarono a chiedere tante cose, mi credevano, si fidavano ed erano felici che io mi fidassi. Collassai circa quattro anni fa, di fronte a loro. Mi portarono di urgenza in ospedale, non potevo sopravvivere secondo i medici. C'erano troppi organi danneggiati ed era già un miracolo che io fossi riuscita ad arrivare fin lì viva. Fu allora che i miei amici decisero di salvarmi. Fecero sì che diventassi la loro assassina...o almeno mi sento io come tale. Ero incosciente, ma li sentii, mi dissero che mi avrebbero salvata- delle lacrime cominciarono a rigare il volto di Mal- chiesero al medico se potevano donarmi i loro organi, erano tutti e tre idonei. Il medico non poteva rifiutare, ma disse che bastava solo che uno di loro si sacrificasse, loro rifiutarono, così lui uso tutti e tre. Scoprimmo che alcuni dei loro organi erano altrettanto danneggiati, forse per miracolo quelli che mi avrebbero salvata erano gli unici perfettamente sani, anche volendo non avrebbero potuto usare solo uno di loro. L'operazione costo loro la vita e salvò la mia. Quando mi svegliai, mi misero su una sedia a rotelle e mi portarono al cimitero, ero debolissima e poco lucida, ma volevano che assistessi al funerale. Mi sembrava così irreale...loro erano morti. Iniziai a piangere, rifiutai di parlare, volevo solo piangere. Mi portarono in un'altra stanza. Tremavo, piangevo e non volevo vedere nessuno. La mia famiglia mi capiva, dicevano che per un "eroe" era normale essere così triste per non aver salvato qualcuno, ma non era solo quello. Avevo perso le uniche persone che mi avevano accettata, che mi erano state accanto, che mi avevano amata non come l'eroina ma come Mal, la loro amica. Per tre giorni rifiutai tutto e tutti, mi trascinavo come un fantasma, evitavo di parlare, mangiavo solo se costretta, non volevo vivere, volevo rivedere i miei amici, ma non volevo nemmeno morire. Una notte ero allo stremo, fu allora che successe.
****
-Mal non piangere- la voce di Jay mi arrivava all'orecchio ovattata
-Jay?
-Siamo qui! Mal siamo qui con te!
-Carlos?
-Mal ti abbiamo dato le nostre vite! Ora devi vivere per tutti e quattro chiaro? Non farmi venire lì a prenderti a ceffoni perché lo faccio! Ritorna subito la guerriera che tanto mi piaceva!
-Evie...- guardai ovunque nel buio della stanza- vorrei così tanto vedervi...
-Mal- li vidi come un flash, erano lì con me.
***
Stavo cominciando a sviluppare i poteri che avevo ereditato. Erano sempre stati là con me, ero io che non li vedevo, ma cominciai a sentirli, all'inizio pensavo di essere impazzita ma se erano con me mi andava bene così, pazza e felice. Dopo circa una settimana mi dimisero, non avevo cicatrici o malori così potei tornare a casa. Mi rifiutavo ancora a parlare ma avevo ripreso a vivere la mia vita, facevo tutto con il triplo dell'impegno, sviluppai vari poteri e nuove abilità. Dopo due settimane cominciai a rendere la loro presenza più lunga. Riuscivano a spostare oggetti, si muovevano, ma non potevano superare una certa distanza da me. Fu la mamma a vederli, mi trovò a ridere e scherzare con loro. Si portò le mani alla bocca e chiamò il resto della famiglia, ero in grado di ridar vita a quei tre, avevo ereditato anche dei poteri da tempo perduto nella mia famiglia. Ci trasferimmo, io non andavo a scuola, giravo con loro per la città, c'erano altri come me, ma li evitavo, volevo solo stare con loro tre. Scoprimmo, durante una rissa con i figli di mortali, che anche i miei tre amici avevano accesso ai miei poteri, non alla stessa mia potenza, ma era abbastanza per renderli capaci di sconfiggere un eroe o due. Decisero di evitare di farsi vedere, io non li potevo far apparire a mio piacimento e tuttora non posso, è una cosa casuale, comunque preferivano stare a disturbare nella mia testa che fuori, si divertivano di più. Prima di venire qui, due anni fa, un essere attaccò la mia famiglia, da allora voglio trovarlo e ucciderlo. Non so chi sia questo essere, so solo che vuole ME, gli servo per un rituale, è più facile prendere una ragazza con il DNA di tutti gli eroi, mostri e dei esistenti che un ragazzo per ognuno no? Sono venuta in questo campo per scappare a lui.
I tre tacquero e la guardarono, Antilos si alzò e l'abbracciò di istinto prendendola letteralmente di sorpresa, non era abituata a essere colta alla sprovvista- noi siamo qui Mal, siamo qui per te, siamo una squadra e come tale ti staremo sempre vicina. Ti starò sempre vicina.
Serpy e Minos annuirono e poi si alzarono- noi ci siamo dimenticati una cosa
-Già una cosa- disse Serpy- ci vediamo dopo
Se la filarono senza troppe cerimonie, volevano lasciarli un po' soli, non erano bravi a consolare le ragazze e poi sembrava che Antilos volesse parlare a Mal.
Mal
Ricambiò l'abbracciò- Grazie...Anti
Nella sua testa c'era un vero e proprio uragano, ricordava le parole detta da Anti al padre e in quel momento era sola con lui. Il cuore cominciò a battere più forte.
-Sono un soldato, starò sempre vicino al mio leader- rispose lui, sempre stretto a lei, voleva restare così per sempre, tenerla fra le braccia e proteggerla. Si distanziarono con riluttanza entrambi, gli piaceva quella sensazione, Mal si sentiva al sicuro, cosa che non le era mai capitato.
-E i tuoi Anti?
Sapeva che Serpy era figlio di un ragazzo e Medusa, Minos di una ragazza greca e del Minotauro, entrambi sapevano chi erano i due e facevano parte di quel mondo.
-Mia madre...era figlia di due eroi, credo fossero i discendenti di Ulisse e Ercole, ma non ne sono sicurissimo so che erano eroi, ma lei non aveva nessuna dote, mentre mio padre è Ares. Come alcune delle mogli di Ares, non è sopravvissuta al parto, così sono stato cresciuto da lui, beh era severo ma...diciamo che infondo è un buon padre, tolta la corazza da generale, ma molto ma molto ma molto infondo- scherzò lui facendo ridere lei- visto? Sei più carina quando sorridi
Mal poggiò la testa sulla spalla di lui, facendolo diventare rosso, e gli strinse la mano, chiudendo gli occhi- Antilos
-Si?
-Tra i figli degli dei, sei di sicuro quello che mi piace di più

Capitolo 6- Non volevo origliare

6- Non volevo origliare!
Successe tutto abbastanza in fretta, come Mal tentò di attaccare il famiglio questo scomparse. Mal cadde e venne presa al volo da Antilos.
-Bella presa -Mal si sentiva stranamente in imbarazzo con lui vicino, nessun ragazzo la trattava così, era molto premuroso e sembrava non avere in mente altri scopi se non seguirla come suo stratega e compagno di squadra, la cosa l'attraeva.
-Tornate nei vostri appartamenti, noi indagheremo- disse Ares, osservando bene il figlio- Antilos devo parlarti
Antilos seguì il padre verso una zona più calma.
-Che cosa ho fatto? -chiese lui senza scusarsi di nulla, Mal gli dava fiducia, gli aveva dato fiducia fin dal primo sorriso che gli aveva rivolto, aveva giurato a se stesso che l'avrebbe aiutata, senza pretendere nulla se non un sorriso e la sua amicizia, anche se non era sicuro che il suo cuore volesse solo quello.
-Niente mi spiace? Facciamo progressi- commentò Ares sorridendo
-Se devo restare per sentirti ridere me ne vado, Mal...la mia squadra  ha bisogno di me...
-Su su, volevo solo dirti che- mise una mano sulla spalla del figlio e si mise in ginocchio, Ares era alto quasi due metri, il figlio gli arrivava al petto- sono fiero di te
-Wow...ecco- Antilos si grattò la testa- non l'avevi mai detto né a me né agli altri...grazie
Ares si alzò- comunque...tu e Mal?
Antilos divenne rosso- Cosa?! No no...cioè a me piacerebbe...ma...no no...che dici mai! No no! Ma...no no...ecco...
Ares rise- credici o no, anch'io ero così con tua madre
Antilos si guardò le scarpe- ecco... I'ammiro, è così forte e gentile...mi ha incoraggiato con un semplice sorriso, insegna bene...combatte bene, è un'ottima leader, so bene che è in grado di farcela da sola e che forse io sono quello meno indicato per aiutarla...ma non posso fare a meno di volerla proteggere, ho paura che possa crollare subito, non voglio vederla stare male, né soffrire o piangere, voglio starle affianco e aiutarla sempre...come suo compagno di squadra darò il meglio di me per esserle utile, come amico le starò vicino e...anche se non lo capisco, so che il mio cuore vorrebbe essere molto più che un amico per lei, ma mi basta solo un suo sorriso per essere felice- divenne ancora più rosso quando si rese conto di ciò che aveva detto- ecco io...
Ares rise e iniziò a dare consigli al figlio, che dubitava altamente che li avrebbe seguiti.
Mal aveva accidentalmente ascoltato, si mise una mano sulla bocca, era rossa, aveva il cervello in tilt e non sapeva che cosa fosse preso al suo cuore. Tornò di corsa nel suo appartamento e si calmò. I ragazzi entrarono, aveva promesso di raccontare la storia e l'avrebbe fatto.

-Bene...siete pronti?

Capitolo 5- Mal e il nuovo ragazzo

5 Mal e il nuovo ragazzo
-Vuoi parlarcene? -chiese Serpy
Erano nell'appartamento di Mal, un cottage in legno, in stile moderno e molto ben equipaggiato.
-Beh...
Si sentì bussare, lei si alzò e andò ad aprire, un ragazzo dalla pelle chiara, fisico poco muscoloso, capelli neri e occhi verdi sembrava abbastanza in imbarazzo, accanto a lui c'era Ares
-Come posso aiutarvi?
-Il nuovo membro della vostra squadra, Antilos, il più giovane dei miei figli e, non lo nascondo anche il più debole...
Prima che cominciasse lo sproloquio sul figlio, Mal prese il ragazzo per la mano, lo tirò dentro la stanza, sorrise a Ares- bene ciao, grazie della visita- e gli chiuse la porta in faccia.
-Dei! -sbuffò lei
-Mi spiace- disse subito il ragazzo, saltando sull'attenti- so che sarò un peso e
Mal rise- eri nell'ultima squadra vero? Io sono Mal, loro sono Serpy e Minos
-Antilos- si presentò lui- scusate...non dovrei essere qui io...
Mal sorrise- Hey Anti, non fare così! Non hai nulla da scusarti
-Ma io sono così debole!
-Ti ho visto sai? Hai molte qualità, non serve per forza la forza per vincere, una buona strategia conta più di una forza da Ercole! E tu la strategia ce l'hai, l'ho visto sai?
-Io...
-Tu fa del tuo meglio e lascia che sia io ad aiutarti, ti starò vicina e ti aiuterò ok?
Antilos annuì piano- grazie
Si sentì la campana che annunciava i 10 minuti alla sfida.
-Se ci dividono, Minos e Serpy insieme ok?
I due annuirono.
-Su andiamo- disse Mal
-Quando torniamo- la voce di Serpy la bloccò- vorrei che ci raccontassi ciò che è successo...
-Va bene- acconsentì Mal
La prova che dovevano affrontare era una semplice battaglia in Arena, tutte le squadre contro tutte le squadre. Serpy e Minos se la cavavano da soli, Mal approfittava invece del tempo per far fare a Anti un po' di pratica
-La spada devi tenerla così- era molto gentile e gli rispiegava le cose volentieri- capito?
-È facile! Sei una brava insegnante!
Ares fece una smorfia- gli ho detto le stesse cose centinaia di volte! Perché con lei riesce e con me no?!
Venere sorrise- perché tu usi il tono duro lei è dolce e gentile, e poi è una donna, credo che tuo figlio ammiri la sua forza d'animo e la sua gentilezza lo attrae
-Anti dietro! -urlò Mal
Anti bloccò il colpo di uno dei suoi fratelli- grazie Mal
Mal stava combattendo contro cinque ragazzi e sembrava non avere nemmeno un singolo problema- No problem
Anti saltò indietro, vide un ragazzo che stava per colpire Mal alle spalle, si lanciò e parò il colpo
-È da codardi fare gli attacchi alle spalle!
-Bella parata Anti, con questi rompiscatole davanti non sapevo come pararlo
-N-nulla Mal...come ne usciamo?
-Sei uno stratega no? -si liberò dei nemici intorno con una mossa e guardò Anti negli occhi- sai tutto su i miei poteri e su quelli del tuo gruppo, fai la strategia vincente
Lui sorrise- agli ordini
-Semplice non avere il comando vero? -chiese Minos raggiungendolo con Serpy, Mal si era allontanata
-È incredibile quella ragazza- disse Anti guardandola combattere contro dieci ragazzi- non sembra nemmeno umana
-Beh di sicuro lo è, rispetto a noi può ferirsi e...essere ferita
-Serpy...di ciò che è successo c'è ne parlerà quando vorrà- lo fermò il Minotauro
Anti mise su una strategia che permise ai tre di superare il pericolo, Mal non aveva problemi. Stava andando tutto bene.
Mal urlò. Un ragazzo mai visto prima la teneva per il collo.
L'arena si era fermata
-Un'altro famiglio impazzito?!
Di nuovo un campo di contenimento la teneva lontana dagli altri.
-Così sei ancora viva...
Mal lo guardava con odio.
-Non parli? Cosa? Il ricordo di me ti provoca tanto odio?
Gli occhi di Mal divennero neri- TU TE NE PENTIRAI!
Il famiglio la lanciò a terra, la sua mano si stava disintegrando.
Mal si chiuse gli occhi e mise una mano sulla spalla, aveva battuto molto forte.
-Mal!
Anti guardò le corna di Minos- c'è la fai con quelle?
Minos prese la rincorsa e caricò la barriera, che colpo dopo colpo iniziò a cedere
-Appena cede trasforma il famiglio in statua
L'arena si era svuotata, sotto ordine degli dei.
La barriera cedette, Serpy si tolse gli occhiali e i suoi occhi pietrificarono il famiglio, li rimise in fretta. Anti prese Mal in braccio e corse con gli altri due.
-Dura venti minuti- informò Serpy
Il famiglio si muoveva a scatto.
-Dillo a lui!
Il famiglio mutò in un essere mostruoso, dal sorriso sadico, il fisico poco umano e braccia artigliate. Mal sembrava in uno stato di semi-coscienza, sentiva, vedeva ma non riusciva a muoversi.
-Che cavolo le avrà fatto? -si chiese Anti
I tre erano inseguiti dal tipo che, incurante degli attacchi dagli dei, aveva come unico obbiettivo prendere Mal.
Anti posò Mal vicino a un tronco- Io e Minos lo rallentiamo, Serpy veglia su di lei
Serpy annuì mentre i due correvano verso il mostruoso famiglio.
-S...e...r...p...y...
In mano di Mal prese gli occhiali del giovane e lo fissò negli occhi. Bastava un secondo per pietrificare qualcuno. Serpy ce ne mise tre per rimettersi gli occhiali
-No!
Mal chiuse e riaprì gli occhi, si alzò con calma- non puoi pietrificarmi, mi serviva per attivare le mie difese, mi spiace
Lui l'abbracciò- non farmi fare prendere infarti ogni volta!
Lei sorrise leggermente rossa- aiutiamo gli altri.

The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...