WitchandAngel : FanFic: Harry Potter
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Capitolo Finale: La promessa

Capitolo 8: La Promessa
Aprì piano gli occhi trovandosi davanti le pareti rocciose di una grotta, la superficie su cui era poggiata era come fatta d’acqua ma era stranamente solida e rifletteva l’immagine dell’universo. Si guardò intorno, vedeva delle piccole luci volteggiare di qua e di là, erano piccoli spiriti guida, non ne aveva mai visti prima.
-Oh ti sei svegliata? –chiese una voce
Si girò per vedere di chi era ma non c’era nessuno
-Tranquilla, non sono una tua nemica…dimmi Angelica, cosa vuoi fare ora?
-Che intendi?
-Hai diviso la tua anima tante volte per regalarla alla tua famiglia e ai tuoi amici, per proteggerli dal male, con quella potrei riportarti in vita…
-Ma?
-Per ogni anno che devi avere deve passare un giorno, per farti ritornare ai tuoi ventidue anni dovrebbero passare ventidue anni
-Un mese?! Non posso lasciare i ragazzi da soli contro il male per un intero mese! Chissà da quanto sono qui…
-Sono passate due settimane dalla tua morte
Angelica si guardò le mani- ho quindici anni?
-Esatto
Si alzò piano e si avvicinò a uno specchio per guardare se stessa. I capelli le arrivavano alle caviglie, aveva appena un accenno di seno, le curve erano quasi sparite, era carina e sembrava fragile, non si ricordava così- che succederebbe ai miei poteri e alle mie memorie se rinascessi ora?
-Nulla. Saresti una ventiduenne intrappolata in una quindicenne
-Poi crescerei normalmente?
-Sarai per sempre una quindicenne Angelica
-Due giorni…fammi diventare diciassettenne e poi fammi ritornare in vita…-disse lei
-Sei cosciente che non potrai mai crescere?
Lei annuì- sarò così per sempre…ma…potrò tornare da Harry, da Draco…dalla mia famiglia…mi va bene
Si sentì un sospiro sollevato- non sei diversa da ciò che speravamo…ti faremo un regalo…
-Un regalo?
-Questo potere è antico Angelica, lo potrai usare tutte le volte che vorrai ma nelle mani errate potrebbe causare molti danni…sei pronta ad aiutarci?
-Se questo mi aiuterà a difendere la mia famiglia e a sconfiggere mio padre…sono pronta
***
Piton guardò la stanza dove giaceva il corpo di Angelica- ancora nessuno e riuscito ad aprirla?
-Niente- rispose Black- nemmeno a farla saltare in aria o distruggerla
-Questo è assurdo! –commentò Harry- nemmeno posso vedere la zia...
-E la spedizione era un vicolo ceco, tre anni nascosti nella sua mente…non ha lasciato nemmeno un indizio su cosa facesse in quel arco di tempo- commentò Hermione, aveva nascosto agli altri di aver trovato una foto di Angelica con strani tipi mascherati solamente perché in sogno Angelica glielo aveva chiesto e…non se l’era sentita di non rispettare il suo volere, anche se questo significa nascondere qualcosa ai suoi amici.
-Come starà il corpo? –chiese Draco
-Com’era –rispose Black- sento ancora l’odore di fiori intorno a lei, non si sta decomponendo cosa assurda visto che sono passati quasi diciassette giorni
-Diciassette a mezzanotte…-commentò Hermione distrattamente- meglio andare a letto e dormire un po’
****
Si sedette sul letto e chiuse gli occhi ma pochi secondi dopo sentì una mano premerle sulla bocca, nel panico aprì gli occhi e cercò la bacchetta ma appena vide un uomo mascherato, lo stesso della foto, il panico scemò. L’uomo le fece segno di stare in silenzio e non urlare, lei annuì e fu libera dalla presa di lui.
-Sei Hermione giusto?
-Sei l’uomo nella foto con Angelica?
-Intelligente come mi ha detto vedo- sorrise lui, prese da sotto il suo mantello un pacco- mi ha chiesto di darlo solamente a te…devi esserle parecchio cara, ti ha dato anche la sua scopa- si poggiò alla finestra, il volto era coperto dal cappuccio del mantello e sotto si vedeva solamente una tuta nera in pelle con varie armi nascoste qui e lì, un assassino.
Hermione prese il pacco tra le mani, era grande, di color nero con un fiocco d’argento e in lettere dorate il nome Hermione- lei è…
Ma l’uomo era sparito appena si era distratta sul pacco in silenzio come era arrivato. Hermione pensò a cosa fare, stare zitta? Andare dagli altri? Ma un foglietto le disse “Da Angelica, vai nella mia classe dopo averlo indossato”
Con cautela tolse il fiocco e la carta e si ritrovò una scatola nera. La aprì piano ritrovandoci dentro un mantello nero e con il cappuccio come quello dell’uomo, una tuta attillata in pelle con varie tasche nascoste, che grazie a un disegno su un foglio aveva trovato, con armi e piccole ampolle per boccette, due copri polsi in belle dai quali uscivano delle lame celate, stivali in pelle la cui punta poteva estrarre un coltello affilato, una spilla in argento con due falci incrociate, una cintura porta oggetti e una lettera che le spiegava solo una cosa “Benvenuta nei Mietitori, il gruppo segreto dedito alla salvaguardia del mondo magico e non magico, il gruppo fondato da Angelica, non preoccuparti per le tue vesti, si adatteranno sempre a te e alla tua crescita”
-Ci sono più misteri che altro in zia Angelica…-rise Hermione, si alzò e si vestì in fretta, stranamente era tutto a sua misura. Trovò lo spazio adatto per la sua bacchetta in una tasca nascosta nella manica- tutto questo è mitico!
Si diresse in fretta nel corridoio scoprendo di non fare alcun rumore nemmeno con quel po’ di tacco che aveva, cosa che le diede la libertà di correre fino alla famosa aula. E lì si trovò anche i ragazzi vestiti come lei, gli adulti non c’erano, e l’uomo misterioso seduto sulla cattedra di Angelica
-Vi devo qualche spiegazione…ebbene…vi dirò tutto ciò che Angelica vuole che vi dico- disse lui- primo tra tutto io sono Corvo- si tolse il cappuccio rivelando di avere i capelli neri e gli occhi completamente neri- un demone al servizio di Angelica
-Angelica è…
Si sentì un’esplosione, tutti corsero alla finestra- oh cavolo di nuovo?!
Corvo sorrise guardando i professori correre all’ingresso o alle finestre per vedere che succedeva- bene visto che siete Mietitori…dimostrate che Angelica non sbagliava su di voi- salì sul cornicione- vi daremo una mano mocciosetti- e saltò nel vuoto, attirando l’attenzione di tutti ovviamente
Hermione salì sul cornicione con gli altri- questo è…
-Folle? –propose Ron
I gemelli fischiarono e le loro scope si posizionarono di fronte a loro- UNA FIGATA!
Hermione sorrise- è ora di dimostrare che non siamo dei mocciosi no? –saltò sulla sua scopa
Gli altri la imitarono e appena atterrarono di fronte alla scuola accanto a Corvo si tirarono su i cappucci. Nessuno ci stava capendo granché degli adulti ma appena videro che accanto a loro si erano schierati altre persone incappucciate cominciarono a fare due più due e decisero di aiutarli.
****
Aprì gli occhi di nuovo nella stessa stanza di prima
-Angelica devi rinascere ora- le disse la voce- è mezzanotte ed hai diciassette anni e i tuoi protetti stanno combattendo contro tuo padre
Angelica annuì e chiuse gli occhi- grazie di tutto…
-Grazie per aver accettato il nostro incarico
Si sentì risucchiata dal pavimento e si sentì precipitare nel suo corpo. E come si era sott’acqua per troppo tempo si tirò su annaspando per aria, ci mise un paio di secondi a capire cos’era successo e a ricordarsi tutto, prese fiato e si mise a sedere, fece apparire uno specchio che le ridiede l’immagine di se stessa a diciassette anni, non molto diversa da ciò che ricordava, solo con un po’ più curve. Si alzò e si tenette al tavolo di pietra, lei era sveglia ma il suo corpo non del tutto. Si alzò piano e con uno schioccò fece apparire la sua divisa da battaglia, come quella degli altri, solo che oltre al nero c’erano tocchi di cresimi ovunque e aveva gli stivali in pelle con tacco a spillo. Si osservò allo specchio, doveva andare dagli altri. La porta era chiusa e non sembrava volersi aprire, dovevano averci provato anche per molto tempo.
-Vediamo quanto sono arrugginita- puntò la sua mano sulla porta e una palla di fuoco la fece saltare in aria, colpo che si sentì anche da fuori ma visto che erano tutti impegnati in una battaglia o a difendere la scuola nessuno poté controllare. Uscì piano, si tirò su il cappuccio e camminò per i corridoi in cerca dell’uscita.
-Odio i labirinti…-commentò appena riuscì ad uscirne e corse su per le scale, scoprendo di essere finita nella torre- ok…non ho ancora recuperato il senso di orientamento…bene allora sono normale! Non ne ho senso di orientamento…
Vide la battaglia e le venne da sorridere- meglio di ciò che sperassi…bravi i miei pulcini…ma ora è il mio turno di dare una mano- fece una rincorsa e si lanciò nel vuoto, usò il mantello come delle ali e si gettò contro un gruppo di nemici che assaltavano la povera Ginny.
Tirò su la ragazza senza lasciarsi vedere in viso. E si gettò nella lotta.
Il suo modo di lottare e il fatto che fosse l’unica con un qualche colore attirò l’attenzione di tutti. Voldemort fece segno di fermarsi- chi di voi è il capo?
I Mietitori si fecero da parte e la donna dal mantello cremisi passò tra di loro e si fermò a qualche metro dall’oscuro signore
-Sfrontata vedo…il nome della persona che sto per distruggere…ragazzina a giudicare dalla tua giovane età
Lei sorrise con le sue labbra rosse cremisi- oh? La ragazzina vi sta dando parecchi problemi però…
-Il nome!
Lei si tolse il cappuccio congelando tutti sul posto- dimmelo tu, ti sei già scordato di me?
-An…gelica- disse Voldemort indietreggiando per la sorpresa
-Questa è la maledizione dei Riddle, non muoiono mai quando devono e se lo fanno tornano in vita…e nel mio caso, diventano immortali…anche se sono bloccata a diciassette anni per l’eternità- sorrise- e nulla mi impedirà ora di ucciderti e di sterminare anche i tuoi seguaci…
Voldemort guardò la figlia- ritiriamoci per ora…ma torneremo…-sparì in un vortice di nubi e i suoi seguaci lo seguirono, chi almeno riuscì a scappare dai Mietitori che ne presero parecchi
Angelica si girò verso i ragazzi- l’avevo promesso che sarei tornata no? Anche se ora non credo di poter dire di essere una professoressa senza alzare due o tre domande…
Corvo la strinse a sé- bentornata…
Lei sorrise e si allontanò- Gli incubi non spariscono facilmente- scherzò lei- e vi assicuro che non mi allontanerò mai da voi…è una promessa che ho fatto e che voglio mantenere

~ Fine? ~

Vi è piaciuta la storia? Spero di si e che nessuno si sia offeso per la mia assurda idea di fare una FanFic su Harry Potter. Noi ci vediamo alla prossima storia, un bacio e alla prossima gente!
~WitchWhite~

Capitolo 7: NO!

Capitolo 7: No!
Piton era intento a fare lezione, terrorizzando al suo solito gli studenti, quando un certo draghetto gli si posò sulla spalla entrando dalla finestra.
-Ora scoppia…-sussurrò Draco a Harry
-Quello è il drago che Angelica aveva in bracciò mi pare- disse Hermione
-Prevedo guai- commentò sempre a bassa voce Ron
-E tu da dove diavolo sei sbucato? –chiese Piton nel suo solito tono sfiorando una delle teste di Diamond
-Colpa mia signor Piton- disse Hagrid entrando- mi sono distratto un secondo ed era sparito, un fulmine
-Non dovresti filartela sai? –disse al drago Piton- se ti abbiamo lasciato con Hagrid un motivo c’è
Il drago sembrava tutto tranne che pentito di essere “evaso” dalla custodia di Hagrid
Si sentì un fischio e il draghetto volò in braccio a Angelica, vestita in uno dei suoi completi- ma guarda che monello…non starai prendendo il caratteraccio di papà spero
Piton trattenne un sorriso- non è il padre che evade da qualsiasi sorveglianza mi pare
-Si questo è vero, ma se inizia a incenerire la gente che non gli piace non è colpa mia- disse lei accarezzando il draghetto che si accoccolò
-Ma guardalo il ruffiano…- commentò Piton- sempre a farsi coccolare da te
-Geloso? –chiese Angelica ridacchiando
-Devo fare lezione se non vi dispiace- rispose Piton
-Oh ma guarda ora chi “evade” le domande- commentò Angelica- vieni Diamond che papà fa l’antipatico come al suo solito, forse dopo giocherà un po’ con te- se ne andò con calma
-Spiritosa…-commentò Piton riprendendo a scrivere alla lavagna
Gli studenti non ci stavano capendo nulla, l’ultima volta Piton le prendeva da Angelica e ora sembrava quasi ci fossero più sottintesi che altro tra i due.
-Harry da quando Angelica va d’accordo con Piton!? –chiese Draco un po’ in ansia
-I…io non è ho idea…e non sono sicuro di volerlo sapere francamente- disse lui guardando il professore- e forse…non è poi così male…Piton sembra…contento
-Tu sei troppo buono- replicò Draco
-E tu troppo permaloso ma ti voglio bene lo stesso- rispose Harry
Draco sorrise, non era poi male avere un fratello.
****
Angelica entrò nella sua aula- ehm…Silente si può sapere cosa ci fa qui? –c’erano tutti quelli a cui aveva fatto il regalo e Silente aveva in mano un libro, cosa che non prometteva nulla di buono conoscendolo, un libro, un proiettore…non poteva sul serio far vedere foto di quando lei era piccola- non vorrai mostrare me alla loro età spero
-Invece è proprio così- disse lui
Angelica fece una faccia che era tra il “ti ammazzo se lo fai” e il “scherzi vero?!” –vuoi morire giovane Albus?
-Non credo di essere ancora “giovane” cara- replicò il preside proiettando la prima foto.
Angelica girò sui tacchi ma prima di andarsene vide la finestra di sfuggita e si fermò- oh cazzo…
Tutti si voltarono verso di lei
-Le finestre! –disse lei- Quello stronzo di Voldemort ha inviato un esercito!
-Oh merda…-dissero i gemelli
-FRED! GEORGE! Non voglio sentire questo linguaggio chiaro?! –li rimproverò la madre
-Cara non ora- disse il marito- Silente dobbiamo prepararci allo scontro e…
-Angelica dove cavolo vai!? –chiesero in coro Harry e Draco
-A dare un po’ di tempo ai professori per alzare le difese di Hogwarts- rispose lei salendo sul cornicione della finestra aperta- starò bene ma non uscite dalla scuola, non so quanto riuscirei a concentrarmi sull’ammazzare quelli con voi in mezzo alla battaglia e il panico che vi possiate ferire- gli sorrise- e qualsiasi cosa succeda…io sarò sempre con voi- saltò e una scopa nera la prese al volo portandola nel cuore dell’azione
-Perché mi viene da piangere…-chiese Hermione- perché sembrava il discorso di una suicida?
-Starà bene professor Sile…- Harry si fermò davanti al volto scuro di Silente
-Cosa succede? Cosa ci nascondete? –chiese Draco
Silente si mise a sedere- ragazzi vi prego andate a dare manforte nella creazione dello scudo ai professori…
I ragazzi restarono fermi. Piton mise una mano sulla spalla di Silente- sa bene che noi siamo dalla vostra parte, ci puoi dire cosa ha in mente Angelica…hanno il diritto di saperlo, specie Harry che ha già perso la sua famiglia una volta…
-E sia…-Silente sfiorò il pettine che Angelica gli aveva dato- sapete tutti che Lord Voldemort ha diviso la sua anima in più parti vero?
-Sono sette e li abbiamo distrutti tutti…abbiamo anche tolto quello da Harry- disse Hermione
-Ne esiste un ottavo- disse Silente- e purtroppo a differenza di quello di Harry, questo è il cuore di Angelica
-Non…non può essere vero- disse Piton sconvolto come gli altri
-Purtroppo è la verità, l’unico motivo per cui lei è viva è perché lei è l’unica parte di anima che non può essere distrutta se non per sua volontà- disse Silente- ho passato anni a cercare una soluzione alternativa insieme alle persone che hanno vissuto con Angelica ma…non ho trovato nulla…i genitori di Harry erano vicini alla soluzione da quello che so e…sappiamo tutti come è andata a finire
-Tutto questo è mostruoso! –disse Harry- quel mostro ha creato Angelica solo per essere certo che non sarebbe morto!
-Mi viene da piangere…-disse Hermione e Draco la strinse a sé tentando goffamente di consolarla- non voglio perderla…
Harry aprì la finestra e chiamò la scopa
-Cosa fai?! –chiese Piton- fermatelo!
Ma lui era già saltato a cercare di salvare qualcuno che non poteva essere salvato e non fu l’unico, tutti i ragazzi sfuggirono sulle scope e raggiunsero il campo di battaglia. Hermione sfiorò Flash, aveva sempre usato quella scopa da quando lei gliela aveva regalata, le dava fiducia e sicurezza.
****
Era accaduto tutto in un secondo e nemmeno lei si era realmente resa conto di ciò che stava succedendo, ma era successo. Hermione era a terra che la guardava con gli occhi colmi di lacrime e dietro di lei i ragazzi e i professori e…tutta la scuola. La battaglia si era fermata, nessuno osava muoversi, nessuno voleva realizzare cos’era successo. Angelica riprese il colore natura di capelli e gli occhi le diventarono arcobaleno portò una mano al petto dove ancora pulsava la ferita, il cuore colpito in pieno, l’ultimo pezzo rotto e il sangue dorato che cadeva a terra facendola germogliare come per magia. Le gambe le cedettero facendola crollare a terra, ma nonostante tutto era ancora cosciente.
-NO! –il grido fu di più persone, tra cui lo stesso Voldemort, ma solo Hermione, Harry, Draco e Ron osarono avvicinarsi alla loro professoressa
-Ti prego non morire- disse Harry
Hermione reagì da babbana e con le mani premette sulla ferita- fermati ti prego, smettila di colare dannato sangue
-Dobbiamo portarla da un medico- disse Ron
-Se la muoviamo muore dissanguata- replicò Hermione con le lacrime agli occhi
Draco si girò verso i professori- fate qualcosa! Siete voi gli adulti qui! Non potete farla morire!
Angelica gli prese il polso con il quale reggeva la bacchetta- v…va bene…doveva andare così…
-Perché l’hai fatto?! Dovevi lasciare che colpisse me! –disse Hermione in lacrime
Lei le sorrise e le accarezzò il volto- una madre non dovrebbe mai seppellire i propri figli…e voi lo siete per me, non potevo permettere che moriste…
La ragazza scoppiò a piangere
-Ti prego non morire- disse Harry- ti prego…zia…
-Harry…-lei lo guardò- nessuno può fermare la morte…
-Avevi promesso che saresti stata al nostro fianco…dicevi che le promesse le mantenevi sempre- disse Draco- e ora ci lasci così…
-Draco calmati…-provò Ron- non è colpa sua
-Io le promesse le mantengo sempre- sorrise lei- ci rivedremo…promesso…
-No…- i ragazzi non potevano non piangere. Le truppe nemiche se ne andarono alla svelta seguendo il loro padrone sconvolto per l’incidente, l’incantesimo che l’aveva uccisa era suo.
Piton prese il corpo della ragazza e lo portò avvolto in un telo dentro Hogwarts per evitare che venisse danneggiato. La misero in una stanza nel sottosuolo della scuola.
-Morta…-disse Piton- eppure…non lo è davvero
-Che intendi? –chiese Hermione
-Non è mai stata viva- disse lui- non come intendiamo noi, anche da “viva” aveva le stesse caratteristiche di un morto
Harry si rigirava tra le mani l’orologio- “La maledizione della famiglia Riddle”
-Che cosa? –chiese Ron
-Era nel biglietto con questo orologio- rispose Harry
Hermione sfiorò il suo ciondolo- cosa ha fatto il padre di Angelica che noi sappiamo?
-Non so, ammazza la gente? È creepy da morire? Non muore nemmeno per miracolo e se lo fa torna in vita? –tentò Ron
Tutti guardarono i propri regali- Hagrid, i draghi possono dividere la loro anima?
-Illimitatamente e senza costo- rispose lui- ma il farlo consuma molte energie, le leggende dicono che la usino per salvare chi sta per morire, come il sangue che cura
-Angelica, mezzo drago e mezza strega- disse Hermione- conoscenza amplia sia del primo che del secondo, e di sicuro sa come dividere la propria anima senza danni…ci ha dato parte della sua anima con questi regali…ha creato un oggetto che potrebbe portarla nuovamente in vita o al minimo proteggerci…
-Ma allora può tornare da noi? –chiese uno dei gemelli
-Non lo so- disse Hermione- e forse neppure lei ne aveva la certezza…c’è qualcosa nel passato di lei che non sappiamo…ha lasciato il padre a tre anni e ha incontrato Silente e compagnia bella a…
-Ne aveva circa sei- disse Silente
-In quei dannati tre anni di vuoto cos’è successo? –chiese Hermione- deve esserci qualche traccia di ciò che ha fatto, magari anche un metodo per far tornare le anime dei regali nel suo corpo- si ricordò della scopa e la chiamò- ha detto che basta chiederle il luogo per fartici portare, anche se è una persona o un oggetto che non sai bene dove diavolo sia…
Hermione scambiò uno sguardo complice con i ragazzi, Harry prese la parola- andremo a cercare qualcosa…io, Hermione, Draco, Ron e Ginny…non ammetto un no come risposta
Gli adulti si guardarono, c’era davvero una possibilità di fare tornare alla vita Angelica



Capitolo 6: Ciao piccolino!

Capitolo 6: Ciao piccolino!
Era una normalissima giornata di scuola, lezioni più o meno noiose, professori più o meno simpatici, voglia di studiare più meno che più presente, la serenità delle risate che faceva quasi pensare che tutto era a posto…la calma prima della tempesta…
Angelica aveva definitivamente rinunciato ai completi eleganti fuori dall’orario scolastico, sembrava una classica adolescente senza quelli e la cosa divertiva gli studenti che ormai la consideravano più un’amica che una noiosa prof, anche se all’interrogazione ancora c’era chi si spaventava molto.
-Signorina Potter- la chiamò Severus
-Piton le ho già detto di chiamarmi Angelica- disse lei
-Angelica…si…-disse lui poco convinto- ho finito le ricerche che mi aveva chiesto
-Di già? Cavolo siete molto veloce professore- gli sorrise lei
-Se mi vuole seguire- in apparenza era freddo e annoiato come suo solito, ma in realtà la compagnia di Angelica cominciava a piacergli tanto quanto quella di Lily
-Va bene…-disse lei ridacchiando
-Hey Harry c’è Angelic…aspetta è di nuovo con Piton?! –disse Draco
-Ma sempre insieme sono quei due?! –chiese Harry, anche loro passavano tanto tempo insieme e vedere quei due insieme era…strano- non voglio Piton come zio…cioè è un granduomo bravo e tutto ciò che ti pare, ma come zio…cioè ci provava con mia madre…
Draco gli batté una mano sulla spalla- pensa che mi sarebbe papà…
I due rabbrividirono.
***
Piton aprì la porta del suo laboratorio e la fece entrare, era una sala enorme piena di libri, provette, strane macchine, calderoni, strani ingredienti, oggetti sott’olio…uno scienziato pazzo l’avrebbero definito i ragazzi ma lui non era pazzo, era un’alchimista.
-Scaglie di drago…-disse con una smorfia Angelica
-Scusami non ci ho pensato…-disse subito Piton mettendole fuori vista
-Non importa, so che le usi per fare del bene…solo mi mette ancora i brividi…beh credo sia lo stesso per gli umani a vedere questi pentagoni…i babbani le associano al diavolo…
-Ma che gentili…
-Molti studenti dicono che tu sei un demone sai…-lo stuzzicò lei
-Simpatica…-commentò lui- beh che coppia, io demone tu angelo…-ridacchiò
-E in molti ci potrebbero fanshippare…-pensò lei ad alta voce
-Cosa? –chiese lui
-Nulla…-rise- allora che mi volevi mostrare?
-Ah già…-le fece segno di avvicinarsi- grazie mille per l’uovo di drago tra parentesi…so che non è proprio facile prenderli…
-Per me lo- disse lei- ma sapendo cosa ne volevi fare ho chiesto ai draghi una delle uova “malate” come dicono loro di quelle che non si schiudono, questa dovrebbe essere chiusa da circa un anno
-Doveva- sorrise Piton mostrando un’ampolla dal liquido rossastro- è un bel rosso, ma preferisco il cremisi che hanno i tuoi occhi ora
Lei sorrise, la porta era chiusa e nella stanza erano soli, ormai si era così abituata a lui che si trasformava accidentalmente, cosa che faceva sentire Piton un po’ spavaldo, anche perché ormai sentiva che tra lui e lei c’era una bella amicizia, perché sì anche lui poteva volere degli amici- vuoi giocare al piccolo chimico?
Piton prese degli occhiali protettivi- signorina…
Lei se li mise- assistente Angelica a rapporto dottor Piton
Lui rise- e tu saresti matura eh?
-Si, ho addirittura dieci figli illegittimi sai?
-Una cosa che non ho capito di te è questa- disse Piton osservandola
-Cosa? –chiese lei guardandolo incuriosita inclinando la testa leggermente di lato, quando era con Piton o Hagrid si comportava un po’ più da Drago, specie con Piton che continuava a stupirla e incuriosirla con le conoscenza che aveva sulla magia e l’alchimia
-Tu è chiaro che ami i ragazzi, credo che tu ami tutti in generale in realtà, ma non capisco perché non hai mai provato ad averne di tuoi…
Lei lo guardò un po’ pensierosa- non sono tipo da attrarre un umano o un mago o un chiunque in quel senso, non è che non voglia bambini…solo che mi sento…pessima…non avrei tempo per loro, non quanto voglio almeno e poi…il signore oscuro mi continua a braccare come un’animale, non ha senso mettere un bambino in questo rischio…
-Non sei pessima- disse lui
Lei fece una smorfia divertita- certo come no
-Non scherzo- disse serio Piton- ho visto come i ragazzi si legano facilmente a te, come sei premurosa e attenta con loro…sei e saresti un’ottima madre
Lei gli sorrise- tengono anche a te
-Temono più che altro
-Rispettano, sanno bene cosa fai per loro e se pensi che non ti apprezzino ti sbagli, i gemelli saranno terribili ma il fatto stesso che sei uno dei loro versagli preferiti lo dimostra, fanno scherzi solo a chi considerano amico, a Dolores la volevano far saltare in aria
-Non sarebbe stata poi una così grande perdita- commentò Piton- grazie
Lei sorrise- porti l’anello eh?
Lui lo guardò- beh avevi detto che era un pegno d’amicizia no?
-Lo è, mi stupisce che tu lo indossi però…mi fa davvero piacere lo apprezzo molto…sai cosa? Potrei insegnartene la lingua –disse lei
-Dei serpenti? –chiese lui
-Dei rettili, draghi, serpenti, viverne…-rispose lei
-Non è semplice impararle- disse Piton
-Uhm…con l’insegnante giusto…-disse lei vaga
Piton sorrise- perché no…ma i ragazzi non devono saperlo chiaro?
-Sarà il nostro segreto- disse lei facendogli l’occhiolino
-Bene…ora tornando all’esperimento…questo liquido potrebbe curare tutto…potrebbe- la guardò- la testiamo sull’uovo ok?
-Va bene- guardò l’uovo che sembrava un sasso se non fosse per le scaglie e il colore violaceo
-Andiamo…-con cautela Piton versò due gocce sull’uovo che le assorbì, per un paio di istanti non successe nulla, Piton chiuse la boccetta- non funziona eh?
-Aspetta…-Angelica si avvicinò –sento un battito…dall’uovo
-Sicura? –chiese Piton avvicinandosi all’uovo- è più caldo…
-Attento! –lo tirò lontano e finirono entrambi a terra, l’uovo esplose- scusami, le uova di drago esplodono quando si schiudono
-Questo spiega le bruciature sui nidi…-disse Piton alzandosi e tirandola su come se nulla fosse- oh cavolo…
Angelica sorrise- oh guarda se non sei carino…-fece apparire una doccia portatile e un asciugamano, fece il bagno al nuovo nato e lo avvolse nell’asciugamano, ovviamente ripulì il tavolo degli esperimenti con uno schiocco di dita- guarda che carino…
Piton osservò il draghetto bianco con quattro testoline, aveva le corna, le unghie e le scaglie della pancia d’oro, il drago aveva quattro colori di occhi: rosso rubino, blu zaffiro, verde smeraldo e giallo topazio- è molto carino…
-Anche se ha quattro teste, ognuna con il proprio modo di pensare, hanno tutti in comune il corpo e il controllo, è un drago della memoria, un singolo drago con quattro menti per ricordare tutto…adatto a un certo professore che conosco bene- disse lei sorridendo.
Piton sorrise- ti somiglia molto, hai i capelli biondo cenere quasi bianchi che sembrano un po’ le sue scaglie e gli occhi rosso rubino
-Se è per questo posso farli cambiare colore a piacimento, mia mamma era una “cambia ala” uno dei draghi reali, dagli occhi arcobaleno e le scaglie di pietre e metalli preziosi…era davvero un drago meraviglioso…
-Lo sei anche tu- disse Piton avvicinandosi- posso…
Lei era quasi in trans, quando era gentile con lei e da soli la sua mente andava per cavoli suoi
-Il drago- ridacchiò Piton
-Cos…ah sì certo- disse lei per sua fortuna non poteva diventare viola o arrossire. Gli mise in braccio il draghetto che sembrò un po’ intimorito
-Non mi vuole eh?
-Hey piccolino…-Angelica gli accarezzò una delle teste- come lo vuoi chiamare?
-Un nome solo? –chiese Piton
-Il drago è uno e solo a un nome risponderà- disse lei
-Diamond- rispose Piton
-Hey piccolo Diamond- gli sorrise Angelica- sai che Severus è un mago davvero molto gentile e buono, nonostante le apparenze da cattivone è davvero una brava persona, non devi temerlo piccolo…
Il drago guardava Angelica con gli occhi di un cucciolo che guardava la madre poi annuì e si accoccolò a Piton con calma
-Gli piaci- disse lei
-Perché tu gli hai detto di fidarsi di me
-Perché tu mi piaci- rispose lei tranquillamente sovrappensiero
Piton si schiarì la voce per farla tornare sulla terra
-Ehm…-lei ridacchiò imbarazzata- ecco io…-fece un respiro profondo- parlando di altro…il draghetto lo puoi tenere? I draghi mi hanno detto che se nasceva era nostra responsabilità, i suoi sono spariti…
-Ma non so nulla di draghi!
-Ci sono io per questo no? –disse lei- e Hagrid e Silente se io non ti vado molto a genio
-Vai più che bene- disse lui- Silente sa di draghi?
-Ne ha uno come figlia no? –rise lei
-Vero…infondo tu sei mezza drago- disse lui- ma credi che Silente lo lascerà stare a scuola?
-Chiedo io tranquillo
-Hagrid può fargli da babysitter quando io e te siamo a lavoro…-rifletté Piton- beh credo che puoi restare con me allora piccoletto
Angelica sorrise- oh ma guarda che carini che siete…- fece una foto- una bella famigliola…
Piton rise- wow un drago come un figlio…
-Hey che vorresti dire signorino? –chiese Angelica mettendosi a pochi centimetri da lui- hai anche una “moglie” mezzo drago
Piton scoppiò a ridere e Angelica gli scattò di nascosto una foto, voleva avere solo bei ricordi, così da poter essere ricordata per cose belle…


Capitolo 5: la calma, il piano segreto di lei, la lacrima di Silente...

Capitolo 5: La calma, il piano segreto di lei, la lacrima di Silente… 
Silente fu la prima cosa che vide quando aprì gli occhi.
-Hey draghetta…-le accarezzò i capelli- come ti senti?
-Esausta…-rispose Angelica tirandosi a sedere- stanno tutti bene?
-Come al solito ti interessi più agli altri che a te stessa…sono tutti sani e salvi nel castello- disse Silente guardandola- che stai combinando?
-Tante cose…vado a fare due passi, non riesco a stare ferma- disse lei
-Ti fermerei ma è inutile eh? –sospirò Silente- dopo vieni nel mio ufficio così parliamo un po’…mi nascondi qualcosa no?
Angelica sorrise- e come al solito tu mi capisci- uscì dalla stanza con calma, con uno schiocco di dita si teletrasportò nel bagno della sua camera, si fece una doccia velocissima e con un altro schiocco eccola vestita, jeans scuri, scarpe con il tacco alto nere, una maglietta con una scritta rock e una borsetta in pelle a tracollo. Uscì per i corridoi deserti della scuola e cercò subito i genitori di Ron, che trovò all’ingresso che se ne stavano andando.
-Buonasera- disse lei, erano solo loro tre
-Angelica- Molly la strinse a sé- grazie al cielo stai bene
-Come ti senti? –chiese Arthur scendendo dall’auto
-Stanca ma viva- sorrise Angelica ai due- ho una cosa per voi- tirò fuori dalla borsa due pacchetti
Li aprirono con calma trovandoci dentro due collanine, una con un lucchetto e una con una chiave
-Angelica non possiamo…-iniziò Molly
-Si invece- disse lei- è un modo per ricordarvi di me e poi sono magiche, nascondono la vostra presenza e vi proteggono…sarei più serena se le aveste sempre con voi
Molly sorrise- allora va bene…prenditi cura di te piccola- la strinse
-Sta attenta ai nostri monelli…e grazie per aver fatto trasferire Charlie e Percy come tuoi assistenti, è davvero meraviglioso poterli vedere- disse il signor Weasley, Angelica l’aveva fatto circa due settimane dopo aver incontrato i genitori di Ron e la cosa aveva reso i due molto felici di avere i loro figli tutti sotto lo stesso tetto.
Angelica lì guardò partire e sorrise. Si diresse verso la sua classe e con calma entrò senza bussare. Bill stava seduto al suo posto, anche se la classe era vuota, su due sedie vicino la scrivania c’erano Charlie e Percy, tutti e tre con un volto molto abbattuto.
-Oh ma cos’è ho sbagliato classe e sono entrata in “Depressione City”? –chiese lei
-Angelica! –i tre le si avvicinarono e la riempirono di domande. Dopo averli calmati tirò fuori tre pacchetti, una spilla con una fenice per Bill, una con un drago per Charlie e per Percy un libro di magie e altre note utili che da tempo non riusciva a trovare
-Io vado a rassicurare gli altri- disse Angelica- cercate di farmi un sorriso ragazzi miei
Uscì con calma e trovò seduti in corridoio i due gemelli- ma guarda i combina guai non combinano guai
I due l’abbracciarono. Anche a loro regalò qualcosa, visto che i due avevano sempre voluto farsi il buco all’orecchio gli regalò due orecchini a clip, erano a pendente con le iniziali dentro alla pietre colorate, almeno ora li potevano riconoscere. Passò tutta la giornata a cercare i ragazzi e darli dei regali: a Ron diede una spilla a forma di piuma, a Ginny un braccialetto con tante pietre colorate, a Hagrid un pendente dalla forma di zampa di drago che teneva una sfera, a Sirius un anello a forma di lupo, a Harry un orologio da taschino con la foto di tutti quanti e a Draco un anello a forma di scudo con su incise le quattro casate della scuola. Passò da Minerva e con un po’ di chiacchiere la convinse ad accettare il suo libro di magie, con Alastor fu molto più facile, lui amava le armi e il bellissimo pugnale in argento con il manico pieno di pietre fu una facile tentazione.
-Ah ecco dove ti nascondevi –entrò con calma nell’ufficio di Piton
-Cosa vuole professoressa Potter? –chiese lui sospirando
Lei gli mise un pacchetto in mano- buon compleanno –se ne andò ridacchiando
Severus alzò un sopracciglio- non è il mio compleanno- aprì il pacchetto con il dubbio che poteva essere uno scherzo ma dentro vi trovò un anello a forma di serpente. Gli venne da ridere, specie per il biglietto “Severus Piton, sperando che si ricordi di me come a un’amica in futuro” poi sotto c’era una scritta che aveva messo nel biglietto di tutti, alla quale nessuno di loro diede molta attenzione, si mise l’anello e sorrise- forse ho giudicato male…è più simile a Lily che a James…
Trovare Hermione fu semplicissimo al solito era in biblioteca, le diede due cose, la sua scopa e un medaglione con una rosa che dentro conteneva una foto di tutti loro insieme. Non le rispose quando le chiese perché solo le sorrise e andò via.
Entrò nell’ufficio di Silente, ma lui non c’era.
-Oh ma guarda, la piccola bambina- il cappello parlante le cadde in testa- sei cresciuta draghetta
Lei rise e lo accarezzò- ho una cosa per te- se lo tolse con delicatezza e gli mise un piccolo ciondolo a forma di stella magica
-Oh ma quanto sei carina…Silente è nella torre
-Grazie- uscì e lo raggiunse in fretta- mi volevi parlare?
-Cosa stai facendo Angelica?
Lei si avvicinò e gli diede un pacchetto- tutto ciò che mi serve per proteggere la mia famiglia…è per te
Lui prese il pacchetto e trovò un pettine in argento con lo stemma di Hogwarts- per la mia barba?
-Ti lamenti sempre che è difficile tenerla in ordine- rispose lei
-Qualsiasi cosa tu abbia intenzione di fare sta attenta- le disse Silente
-Chi non muore si rivede e chi muore rivive- disse lei- andrà tutto bene…te lo prometto

Se ne andò con calma. Silente osservò la ragazza allontanarsi con calma e si lasciò sfuggire una lacrima guardando il pettine- ti prego non farlo…so che senti di doverlo fare…ma ci deve essere un’altra soluzione…

Capitolo 4: Ciao papà!

Capitolo 4: Ciao papà! 
Angelica era seduta su un ramo nel giardino sul retro della villa, era un tipo solitario e tutto sommato le piaceva stare da sola, totalmente sola, cosa che per sua sfortuna non le era più concesso, di fatto i suoi “figli” si erano affezionati moltissimo a lei e ormai passavano con lei ogni secondo libero. Angelica aveva anche insegnato loro alcune magie in grado di difenderli da potenti attacchi, sorprendentemente non li trattava mai da bambini se si parlava della magia, ma per il resto erano i suoi Pulcini.
-Zia Angelica- la chiamò Hermione, ormai tutto il Grifond’oro la chiamava Zia Angelica- ah eccoti
-Dimmi cara ti serve qualcosa? –chiese lei guardandola dall’alto
-Non troviamo più Ginny- disse la signora Weasley guardandola
Angelica fece una smorfia e scese con un salto- ok ora la troviamo…ci sono zone che è meglio che lei non visiti…-pensò un paio di minuti e i suoi occhi presero una tonalità rossiccia- voi cercatela verso la foresta e poi girate verso i campi di grano- fece apparire una mappa- ci vediamo lì, io controllo le zone rosse
-Grazie- disse la donna
-Hey siamo una famiglia no? –Angelica le fece l’occhiolino- non ti preoccupare sta bene, massimo è spaventata un pochino
La donna annuì e corse verso gli altri, Hermione guardò Angelica- posso venire con te?
Angelica la guardò- vuoi stare lontano da un certo D per caso?
-Forse…-disse la ragazza
Angelica fischiò e una scopa con il manico d’argento e la punta un teschio con gli occhi rossi apparve volando, la parte inferiore era nera e lungo il bastone c’erano strane scritte antiche. Salì senza difficoltà e porse una mano a Hermione- andiamo- non guidava come avevano insegnato a scuola, più che altro era seduta di lato con le gambe accavallate, posa più femminile che quella che Hermione vedeva negli altri maghi.
-Cosa sono queste incisioni? –chiese la ragazza sedendosi come Angelica senza però accavallare le gambe
-Una delle tante lingue antiche che conosco…meglio che non sai cosa significhino cara- le sorrise la donna
-Hai…gli occhi rossi- notò Hermione
-Sono il mio colore reale, quando uso i miei poteri cambiano colore, in questo momento sto eseguendo una magia di ricerca per trovarla…se mi diventano i capelli biondo cenere quasi bianchi non preoccuparti ok?
-Va bene- sorrise Hermione
-Tieniti forte- le disse Angelica- Go Flash
La scopa si alzò e con un’incredibile velocità passò i boschi e sorvolò i ragazzi che le guardarono di sfuggita. La scopa puntò diritta verso una zona di alberi neri che passò con un veloce slalom per poi alzarsi in alto e sorvolare sopra un enorme campo di grano dove poi scese in picchiata- trovata…non è sola…
-Chi c’è con lei? –chiese preoccupata Hermione
-Gli uomini di Voldemort…ora ti dico cosa devi fare, appena atterriamo tu e Ginny volate dai vostri genitori e vi chiudete nella villa con gli altri, non voglio sentire repliche chiaro? Non è una cosa che riguarda voi ma me e lui, se ha fatto circondare Ginny e per far uscire me
-Ma saresti da sola con lui! –protestò Hermione
-Lo so, ma Ginny non è capace di difendere se stessa, non voglio che si ritrovi in una battaglia che perderebbe e rischiare che si ferisca è fuori discussione…-le sorrise- sei la più capace dei miei studenti e in assoluto la più ubbidiente, ti prego, porta Ginny alla villa e proteggila, Flash vi condurrà dovunque vorrete solo chiedendoglielo
-Va bene…-Hermione sospirò- porterò Ginny al sicuro
La scopa si fermò vicino a un cerchio di grano dove Ginny era caduta, intorno a lei dei Mangiamorte. Angelica saltò dalla scopa e atterrò accanto a lei, incenerendo alcuni dei nemici- stai bene?
-S…si- rispose lei tremando
La prese in braccio e la poggiò sulla scopa- via
Hermione tenne ferma Ginny e volò via in fretta.
-La lasciamo sola?! Hermione non possiamo lei…
Hermione chiuse gli occhi- me l’ha detto lei Ginny, andiamo dai nostri genitori e li avvisiamo del pericolo…
Ginny si voltò- ti prego sta attenta…
****
Sbarazzarsi dei Mangiamorte non era stato troppo complicato, ma affrontare i principali alleati di Voldemort era tutt’altra storia.
-Ma guarda un po’ la signorina Potter è in minoranza eh? –rise Lucius Malfoy
-Come se tu fossi una qualche tipo di minaccia per me- rispose lei, ma era in ansia, non per loro ma per i ragazzi…se quello fosse solo un diversivo? Se il vero obbiettivo era Harry e i ragazzi? Se quella era un trappola per allontanarla dalla sua famiglia? No…doveva calmarsi, erano al sicuro, stavano bene…
-Mocciosa…-commentò lui
Bellatrix rise- Tu che sei la figlia del nostro signore che difendi il suo più antico nemico…
-Ma sta zitta sgualdrina di basso borgo- replicò lei- che se non fosse che mi so controllare ti avrei già divorata da un pezzo per ciò che hai fatto finora…
-Oh vuoi dire i tentativi di uccidere Harry? –rise lei ma smise di ridere quando il suo sguardo incrociò gli occhi di Angelica, ormai violetto, completamente assenti quasi…malati
-Oh? –Angelica rise- come se non lo sapessi…quando sarà il tuo turno sarò particolarmente “delicata” –il suo sorriso non prometteva nulla di buono
-Piccola stronz…-Bellatrix si portò le mani alla gola mentre un fumo nero appariva dal nulla- mi spiace padrone le chiedo perdono
Mentre Voldemort faceva la sua entrata in scena dietro di Angelica arrivarono gli abitanti della casa, compresi i genitori di Hermione che se ne stavano nascosti ad osservare la scena con in mano pronte delle armi di fuoco, si erano decisamente lasciati trasportare dalla situazione ma era carino che volessero aiutare anche se non ne erano proprio capaci.
-Mia adorata…-disse Voldemort guardando Angelica
Angelica non lo guardò nemmeno per errore e guardò i ragazzi- vi avevo detto di stare al sicuro o sbaglio?
-No, avevi detto che dovevamo andare dai nostri genitori- corresse Harry- mica di non tornare da te
-Bella questa…-commentò lei divertita
-Stai bene? –chiese Draco guardandola
-Come se queste marionette potessero farmi del male- rise lei
-Draco figlio mio- disse Lucius
Draco rise- tuo cosa? Io non ho padre…-aveva una spavalderia nello sguardo che Lucius non gli aveva mai visto- Angelica, Harry…loro sono la mia famiglia…con te non ho che un legame di sangue nulla di più…
Angelica gli accarezzò i capelli con un gesto istintivo. Lucius era imbestialito- piccolo ingrato...-lanciò un incantesimo ma Draco glielo rispedì indietro con un singolo colpo per poi sorridergli in modo un perfido
-Fatto male? –ridacchiò- carino vero? Sai non ti temo più quindi posso combatterti senza paura o problemi
-TU! –guardò Angelica- è colpa tua!
-Allora? –chiese lei- ho sempre detto che i padri stronzi non sono utili a nulla- alzò le spalle- forse per questo il signor Weasley, Sirius, il signor Granger e Silente mi stanno simpatici, loro sono tutto tranne stronzi…a differenza di qualcuno…
-Sei cresciuta Figlia mia- disse Lord Voldemort guardandola
-Sono figlia della famiglia Potter e mio padre è Albus Percival Wulfric Brian Silente- disse lei- non sei mio padre. Non sei nulla per me
La cosa sembrò colpire qualcosa in Lord Voldemort, ma il suo sguardo si accese di ira- uccidete tutti e portatemi mia figlia viva…ti farò cambiare comportamento signorina…
-Piuttosto la morte- disse lei lanciando un incantesimo contro uno dei mangiamorte- Pronti?
I ragazzi prepararono le bacchette. Era uno scontro alla pari, nonostante i numeri fossero diversi e dalla parte di Voldemort ci fossero più bacchette, dal lato di Harry c’era più abilità in combattimento e questo rendeva la situazione in un fragile equilibrio. Equilibrio che si ruppe quando Voldemort inaspettatamente ordinò la ritirata.
Angelica guardò tutti andarsene, anche se Bellatrix e Lucius volevano ancora lottare e poi cadde a terra sfinita, erano al sicuro ma per quanto ancora? –dobbiamo tornare a Hogwarts il prima possibile…siete stati bravissimi ragazzi ma…dobbiamo…-svenne

-Angelica! 

Capitolo 3: Angelica e Lucius di fronte al giudice?!

Capitolo 3: Angelica e Lucius di fronte al giudice?!
Angelica sorrise cordialmente ai genitori degli amici più stretti del suo nipotino. Quella sera Ron, con l’intera famiglia, Hermione, con i suoi genitori umani, Harry con Black e Hagrid sarebbero rimasti lì a dormire nell’enorme villa della donna. I ragazzi si stavano divertendo da morire, anche dopo che il resto dei Grifond’oro era tornato a casa. Di Draco però ancora nessuna notizia.
-Hai un’enorme villa prof…-iniziò Ron seduto a bordo piscina
-Angelica o Ange- corresse lei- siamo fuori le mura della scuola e non sto insegando
-Giusto…hai una casa ENORME Ange e non ti perdi nemmeno qui dentro! –disse lui
-Ron non essere scortese! –gli disse la madre
Angelica rise- grazie Ron
-Scusalo Angelica è un bambinone- commentò il padre
Angelica sorrise- va bene no? Hanno solo sedici anni…sono ancora dei pulcini
-Posso chiederti quando tuo padre ha…tentato di ucciderti? –chiese indelicatamente il padre di Hermione beccandosi un’occhiataccia dalla moglie, i genitori di Ron e quelli di Hermione erano diventati davvero molto stretti, non era improbabile che i “babbani” avrebbero presto invitato la famiglia di Ron nel loro mondo.
-Avevo…-esitò- tre anni…ricordo ancora tutti i dettagli del suo volto e di quello della mamma…
-Tre anni?! –esclamarono loro
Lei fece segno di abbassare il tono, non sembrava per nulla preoccupata o traumatizzata per quello che era successo- non voglio che i ragazzi si preoccupino…
-Cosa successe? –chiese Hagrid
-Mamma non voleva stare con lui…fu costretta…lei fu rapita e…non fu consensuale- le due madri presero di istinto la mano del proprio marito- nonostante questo lei…decise di tenermi…ero sua figlia…ero la bambina di un rapporto non voluto…ma ero la sua bambina. Era costantemente sotto controllo e sei mesi e mezzo dopo nacqui io…prematura ma viva. Non ero a rischio di vita ma ero…anormale…come anormale è mio padre…niente battito…respiro…sembravo più un cadavere che una vivente…ma questo non importava a mia madre che mi amava davvero e…a mio padre che…forse per strane vie mi voleva bene. Tre anni di prigionia con mamma…lei poi decise di scappare e mi portò con sé…papà come con i genitori di Harry…come con tutti quelli che stavano davanti a lui…la tolse di mezzo…-il silenzio calò
-Sei…la figlia del signore oscuro? –chiese il signor Weasley, non era una cosa che non si sapeva, Silente aveva avvisato i più fidati dei suoi colleghi e dei suoi alleati che, dopo l’incertezza iniziale e dopo aver conosciuto Angelica avevano accettato la cosa, specie visto l’inclinazione di lei a voler la sconfitta del padre
-Io…-esitò- io…so che è stupido…ma io non sono sua figlia…io sono figlia di Thomas Riddle non di Lord Voldemort…io non voglio credere di essere…la figlia di…un mostro…non voglio essere come lui…non voglio fare male a chi non lo merita…-sembrava sul punto di piangere- senza Silente...senza che lui o la famiglia Potter o una delle altre famiglie che mi avevano accolta…io…io forse…sarei come lui…
Prese un respiro profondo e si calmò, il controllo totale di se stessi…doveva aver lavorato molto sul suo autocontrollo, forse proprio per paura di diventare come il padre- lo vidi farlo. Mi sorrise e mi chiamò. Io indietreggiai, non sapevo cosa facesse e non avevo idea di chi fosse prima che mia madre e le persone che conobbi dopo non me lo avessero detto…scappai…scappai e accidentalmente scoprii i miei poteri…avevo tre anni quando incontrai i genitori di Harry e Silente…da lì le cose andarono meglio…incontrai tante brave persone a cui debbo la mia vita e la mia lealtà…- sorrise- ho avuto una famiglia per un po’…
-L’hai ancora- disse Black- Harry, Silente, me, la famiglia di Ron, Hagrid…hai una lunga lista di parenti acquisiti cara
Lei gli sorrise- una famiglia che ho intenzione di proteggere con ogni mezzo da mio padre
Le sorrisero. Harry la chiamò –zia vieni a giocare con noi?
-Arrivo- rise lei- fate come se fosse casa vostra, solo non irritate i draghi
Loro risero. La madre di Hermione la guardò- non può essere la figlia di quel mostro…
-Anche dal sale dicono che può nascere un fiore- disse Black- lei non è suo padre, lei è il suo opposto e da come si comporta, da come agisce…lei vuole riparare a tutto ciò che lui ha fatto di male…
****
Pioveva forte ed era notte fonda, tutti dormivano o fingevano di farlo per chiacchierare. Angelica era l’unica nel piano inferiore dell’enorme villa. Sentì bussare e aprì subito, il suono si sentì in tutta la casa, specie visto il silenzio di quei muri, Angelica si ritrovò davanti un infreddolito, terrorizzato e davvero molto stanco Draco Malfoy, gli ospiti notarono subito la presenza di Malfoy Draco nell’ingresso ma preferirono ascoltare e vedere con trucchi magici la scena tramite una TV che disturbare i due.
-H…hey- disse lui tremante e incerto
Lei lo tirò dentro la casa, chiuse la porta e lo condusse in fretta davanti al caminetto, che accese con la magia, non usava una bacchetta, non ne aveva bisogno. Gli mise una coperta intorno alle spalle e gli fece una cioccolata calda.
-G…grazie- disse lui
Lei lo guardava preoccupata, quasi come una madre lo è per un figlio- Stai bene? Vuoi una coperta più calda?
Lui scosse la testa, ma la sua vicinanza e premura gli fecero sfuggire un sorriso- sei più premurosa di mia madre…
Lei gli prese la mano- cos’è successo…se ne vuoi parlare, sai che puoi parlarmene- disse lei, Draco dopo pochissimo aveva cominciato a confidarle ogni cosa il padre avesse mai fatto contro di lui, era violento, lo picchiava, lo maltrattava, lo costringeva a eseguire i suoi ordini e se sbagliava beh…lo puniva severamente
-Mi ha chiesto di dirgli tutto sui Potter…specie su di te…ho rifiutato, non erano affari suoi…ha tentato di picchiarmi ma ho reagito e sono corso via con la bacchetta in mano…ha tentato di incenerirmi e lanciarmi una maledizione…non voglio tornare da lui…non voglio…
Angelica lo strinse tra le sue braccia- non ci tornerai, non lo permetterò…parlerò con le mie conoscenze…chiederò a Silente di spostarti nel Grifond’oro così da allontanarti da lui…- lo guardò negli occhi- se potessi toglierti dalle grinfie di tuo padre e rendere chiunque un tuo tutore legale a te andrebbe bene?
Lui la guardò- davvero? Potresti prendermi con te?
Lei sorrise e gli accarezzò i capelli- lascia fare a me…per ora è meglio che ti cambi i vestiti…un bagno caldo, dei vestiti puliti e a nanna. Domani mattina faremo una bella colazione tutti insieme e le cose andranno bene
Lui annuì e le sorrise- grazie…Angelica
******
Angelica era seduta sulla panchina di fronte a casa sua e guardava i ragazzi giocare tranquilli, i grandi erano in giro per i boschi della villa a esplorare e Angelica, Black e Hagrid erano gli unici adulti nelle vicinanze, anche se Black stava disegnando qualcosa e Hagrid stava mostrando ai ragazzi come addestrare un drago e lei leggeva tranquilla.
-Draco- Harry si avvicinò al ragazzo che se ne stava in disparte- stai bene?
-S…si…è solo strano…cioè io e te non siamo sempre stati amici e ora…- lo guardò- credi che…tua zia possa davvero aiutarmi?
-Sinceramente credo che lei sia una che le promesse le mantiene- disse Harry- hey se lei ti adotta diventiamo cugini! E se tu sposi Hermione e io Gin anche Ron diventa tuo parente…
Draco divenne fucsia- non mi piace!
Harry rise- certo come no…
-Non state insieme? –chiese lui
-Siamo più fratello e sorella credo, ma tanto siamo giovani no? Non è ancora ora di pensare a queste cose
-Siamo pulcini eh? –ridacchiò Draco guardando di sfuggita Angelica- mi piace
-Anche a me- concordò Harry- vedi? I Potter sono fighi!
-Uhm…non sono sicuro che tu sia poi così figo Potter- scherzò Draco
-Ma guardalo! –Harry gli diede una spinta scherzosa- fratellastro pestifero
-Non ero cugino? –rise lui
Risero insieme. Hermione, Gin e Ron sorrisero guardandoli, entrambi meritavano una famiglia. Angelica posò il libro che leggeva e si mise alle spalle di Black spiando il suo disegno di lei che leggeva- però hai talento
Lui sobbalzò-…ho una bella modella
Lei gli sorrise- che sembra più bella nel tuo disegno di quanto è nella realtà
Lui la guardò- non sono così bravo, bellissima nella realtà, bella nel disegno
Lei gli sorrise.
-DRACO! –urlò una voce che mise subito sull’allerta tutti, Lucius Malfoy
-Portali dentro- disse Angelica a Hagrid- e non farli uscire qualsiasi cosa succeda- guardò Black- va dai loro genitori, potrebbero essere nei guai
-Vuoi che ti lasci sola con quello?! –chiese lui
-So cavarmela, ma se sei in ansia è meglio che ti muova- disse lei
Lui annuì, si trasformò in lupo e corse via, aveva dei vestiti particolari ora che gli permettevano di trasformarsi e ritrasformarsi senza restare nudo ogni volta.
Angelica guardò Lucius- buongiorno signore, cosa la porta qui?
-Mio figlio- sibilò lui- so che è qui…
-SUO figlio non esiste- rispose Angelica- Draco esiste però, è in casa e non uscirà di lì
-Non ha il diritto di tenerlo lì- disse lui
-Lei non ha il diritto di picchiarlo ma lo fa quindi io ho il diritto di tenerlo in casa mia al sicuro da lei- sorrise Angelica, mentre tutti osservavano la scena nascosti- lei e io ci vedremo oggi in tribunale signor Malfoy, ho intenzione di richiedere la custodia e tutela di suo figlio
-Lei non sa cosa le farò se non mi ridarà mio figlio…
-Ah sì? –rise- vuole davvero essere ucciso signor Malfoy?
-Da lei? –rise lui
-Da Lord Voldemort- rispose lei- cosa pensa succederà se Thomas Riddle scoprisse che lei sta minacciando me?
-Nulla? Che cosa gliene può fregare di lei al mio signore?
Lei sorrise- lei è davvero stupido…se ne vada e ci rivedremo in tribunale
-Non mi sfidi- tirò fuori la bacchetta- mio figlio o la pagherà
-Contanti o carta di credito? –rispose lei- non ho paura di “pagare” anche perché lei non è al mio livello
Malfoy le lanciò una maledizione, ma l’incantesimo si fermò a mezz’aria e esplose, la bacchetta di Lucius volò lontana da lui e Angelica teneva un braccio steso davanti a lei e disse semplicemente- OUT OF MY LAND –Lucius fu scaraventato in un portale e sparì dalla vista appena esso si richiuse. Angelica abbassò il braccio- servizio a domicilio, rispedito a casa…
Draco e Harry le corsero incontro- stai bene?
Lei sorrise- come ho detto…io le promesse le mantengo…
***tribunale***
-Un caso unico direi…-commentò il giudice- dichiari le sue generalità signor Malfoy
-Devo proprio? –chiese lui- tutti sanno chi sono io…
-Sono le regole- disse il giudice, l’aula era piena, tra studenti, amici e colleghi, nessuno voleva perdersi uno scontro contro Lucius Malfoy
-Lucius Malfoy, Membro del Ministero della Magia e membro dei consiglieri di Hogwarts –disse lui
-Lei signorina- il giudice si lasciò sfuggire un sorriso così come la giuria e molti agenti
-Angelica Seraphine Annabelle Sarah Stephanie Potter Riddle Night White Dragons- rispose lei- di professione sono un’insegnante di difesa dalle arti oscure di Hogwarts…
Lucius sorrise, una semplice professoressa nulla di più
-Tutti i titoli signorina- disse il giudice
-Se proprio devo…sono uno dei migliori, pluripremiati e onorati agenti del mondo magico, agente segreto e killer per questo mondo e quello dei non-magici, sono una delle scrittrici più famose dei due mondi, capo dell’organizzazione contro il signore Oscuro, migliore agente sul campo contro di lui e…la proprietaria di cinquanta stati magici- Angelica lanciò un’occhiata a Lucius che era impallidito
Il giudice sorrise- la richiesta?
-La tutela completa e totale di Draco Malfoy, senza escludere un allontanamento del padre e della madre da lui, oltre a qualsivoglia membro della famiglia di Lucius Malfoy e…l’allontanamento da Hogwarts del signor Malfoy –disse lei
-Lei cosa ne dice signor Malfoy? –chiese il giudice
-Mi oppongo ovviamente- rispose lui
-Signorina motivi la richiesta e spieghi il suo cognome- disse il giudice- oltre a dirci il suo lavoro per intero contro il signore oscuro
-Malfoy Lucius usufruisce della sua influenza sul figlio fargli compiere azioni deplorevoli e immorali, oltre a questo lo maltratta e lo picchia- disse lei
-Signor Giudice non c’è…- iniziò lui
-Silenzio Signor Malfoy…continui signorina- disse il giudice
-Per la faccenda del mio cognome…immagino intenda il “Riddle” …di certo tutti sanno che il signore oscuro, Lord Voldemort- al nome alcuni iniziarono a tremare- si chiamasse Thomas Riddle prima di diventare ciò che è…io sono figlia di Thomas Riddle e Emily Dragons, lei fu costretta ad avere il rapporto e poi fu uccisa da lui. Da allora il mio unico scopo nella vita e rendere quella di lui, dei suoi sottoposti e di chiunque sia dalla sua parte il peggiore possibile- lanciò un’occhiata a Lucius Malfoy- da quando ho quattro anni ho iniziato a lavorare per ucciderlo.
-Il suo lavoro signorina- disse il giudice- può dire tutte le morti che lei ha causato?
-Sotto il mio nome di Nightmare ho ucciso più di settecento seguaci e ottocento mangiamorte, nessun civile o innocente, nessun ferito nei miei sottoposti o nei passanti, più di ottocento vite salvate dalle sue mani quando lui provava ad ucciderli –disse lei, un lieve mormorio si alzò, era un’eroina anche se era sua figlia, era comunque la principale combattente dalla loro parte contro di lui
Il giudice annuì- lodevole
-Non lo è- disse lei a sorpresa- non è giusto togliere una vita, ma è il mio lavoro…la mia missione è fermare mio padre anche a costo della mia vita
-Bene…la corte magica proclama…che Malfoy Draco sia affidato alla custodia dell’onorevole Angelica Potter la quale è a parere della corte il miglior tutore possibile per il ragazzo…accetta anche le restanti richieste della ragazza- batté il martelletto- caso chiuso, prossimo caso…
Angelica passò accanto a Malfoy –salutami il tuo signore e ricordati che ti farò pagare ciò che hai fatto a Draco –si allontanò e si avvicinò ai ragazzi
Draco l’abbracciò- grazie…grazie…
Lei sorrise- benvenuto nella famiglia più assurda del mondo


Capitolo 2: Il problema di Malfoy Draco

Capitolo 2: Il problema di Malfoy Draco

Angelica camminava per la foresta proibita, anche se sapeva benissimo che era proibita, Silente le aveva mostrato le sue teorie su Draco Malfoy e sul padre Lucius Malfoy, temeva per il futuro del ragazzo e sapeva che il legame tra Lucius e il signore oscuro era forte e che l’uomo avrebbe sacrificato suo figlio senza troppe cerimonie. Angelica aveva rassicurato Silente “Sono in questa scuola per aiutarti contro di lui Albus, anche se ammetto che vedere il mio nipotino è una cosa magnifica, io non dimentico ciò che tu hai fatto per me durante tutta la mia vita, della tua fiducia, della tua stima per me…chiedimi pure tutto ciò che vuoi Silente, io ti aiuterò a tenere Hogwarts al sicuro e ti seguirò in ogni tua scelta. Sai meglio di tutti cosa posso fare, devi solo chiederlo” lui le aveva sorriso stancamente “In tutte le persone che ho incontrato nella mia lunga vita ho sempre trovato una traccia di oscurità, per quanto piccola, per quanto controllata, ma tu sei cresciuta completamente circondata dall’oscurità eppure…in te non ne ho mai trovato traccia. Vorrei che ti recassi nella foresta proibita…trova e riporta qui Draco Malfoy, so che è da qualche parte lì con suo padre”
Il rumore di foglie secche calpestate che i suoi piedi dovevano fare era totalmente assente. Tanti anni a scappare, nascondersi, spiare e fuggire le avevano tolto ogni singolo suono dal corpo, nemmeno se avesse voluto avrebbe effettivamente potuto fare rumore probabilmente. Sfruttò la situazione per spiare da lontano i movimenti dei due Malfoy, aveva osservato Draco a scuola, spavaldo, impavido, presuntuoso…ora quello che vedeva era un pulcino terrorizzato e non il fiero leone che cercava di fingere di essere ma che in effetti non era, completamente privo di difese davanti a quello che se veniva paragonato ad un’animale si insultava l’animale e non lui. I movimenti delle persone rivelano molto di più della loro “lingua”, questa è sempre stata una delle cose che Angelica capiva meglio, per quanto controllato o composto nessuno può nascondere quei piccoli movimenti o scatti nervosi che quasi nessuno nota e chi lo fa quasi sempre non ne trae nessuna informazione, quale spreco! Si può capire quasi TUTTO solo osservando qualcuno per un paio di ore, una cosa che richiede pazienza e attenzione, cosa che lei aveva fin da quando era piccola, quante volte si era salvata da situazioni problematica semplicemente “leggendo” i movimenti delle persone? Troppe per essere contate…un’altra cosa a cui prestava particolarmente attenzione era lo sguardo, negli occhi si può leggere la vera natura di un’anima, sempre che si creda che esse esistano, ma comunque si può capire chi hai davanti e come evitarti più guai di ciò che puoi effettivamente maneggiare.
Stette in silenzio e osservò, ascoltò e “lesse” la conversazione tra padre e figlio
-Sei un incapace! –sbraitava l’uomo- non ho capito cosa ci sia di così complicato da impedirti di farlo!
-M…mi dispiace padre- rispose Draco con un filo di voce, il panico era evidente, il padre non era qualcuno che lui voleva…no…non POTEVA deludere…ma cosa gli chiedeva di fare? Che gioco voleva il signor Malfoy, o chi sopra di lui, da un “bambino” come era Draco…non era ancora in grado di fare nulla di effettivamente vantaggioso per un uomo come lui o un…essere come il suo capo, quindi cosa voleva?
-Non è difficile! Devi solo far diventare la vita di Potter insostenibile, per lui, per i suoi amici…per tutti, ti è chiaro il concetto moccioso?
Ovvio! Far giocare a Draco il ruolo di bullo o spingere Harry a commettere azioni improprie avrebbe per vendetta contro il giovane Serpeverde avrebbe reso la vita di Harry complicata e unita alla tensione che provava dal dover sempre guardarsi le spalle dal suo nemico giurato…beh questo era semplicemente troppo subdolo perfino per loro, volevano spingere Harry a suicidarsi o peggio a diventare un assassino?
-Non…non voglio fargli del male…-provò Draco, un sorriso sfuggì dalle labbra rosse di Angelica, non era ancora persa la speranza per quel giovane ragazzo, la cosa la riempiva di gioia, forse…perché in parte si sentiva legata a chi come lei aveva avuto il tipo di genitore che non doveva nemmeno essere nominato…e lei sapeva fin troppo bene anche cosa significasse temere che chi DOVREBBE amarti sopra ogni cosa e senza riserve…quel ragazzo doveva solo capire che OBBEDIRE al padre non equivaleva a ESSERE AMATO da lui…anche lei poteva dire che accettare tutto ciò era…difficile…molto difficile…ma che era peggio non farlo
-Tu cosa?! –inveì l’uomo, gli afferrò il braccio e alzò il suo bastone pronto per colpire Draco
-STOP- disse Angelica bloccandogli il polso- lasci subito andare il mio studente!
-Ms. Potter…-disse Draco stupito di vederla lì e di vederla aiutarlo, molti adulti semplicemente chiudeva gli occhi davanti a ciò che Lucius gli faceva…lei lo stava fronteggiando per…per lui? Nemmeno lo conosceva! Per non contare ciò che sicuramente sapeva che lui aveva fatto a suo nipote Harry…perché lo faceva? Cuore d’oro? Gentilezza? O era sciocca? No…non pareva essere stupida o folle…almeno non lo sembrava…allora perché lo faceva?
L’uomo parve stupito e mollò la presa su Draco- lei sa chi sono?
Angelica mise una mano davanti al petto di Draco e lo spinse con delicatezza dietro di lei, mollò la presa su Lucius ma lo sguardo di sfida o di superiorità che lei aveva non sparì dai suoi occhi- so bene chi è lei, Lucius Malfoy, ma lei non ha idea di chi sia io…non ho paura di lei e per certi eventi di cui entrambi sappiamo lei è coinvolto lei mi è di già antipatico, ma adesso che l’ho vista maltrattare un mio studente…
-Non è affar suo di come io tratti mio figlio e non ha alcuna prova di ciò che dice…c’è stato solo un fraintendimento…vero Draco? –chiese lui cercando lo sguardo del figlio ma Angelica si mise davanti
-Quello che fa a suo figlio È affar mio visto che suo figlio è un mio studente…non sono sciocca e SO cosa ho visto…se ne vada prima che io decida di farle provare il terrore che evidentemente lei crea a questo povero ragazzo…terrore che il suo padrone non le crea per niente…
-Cosa vorrebbe fare signorina…?
-Angelica R. Potter- rispose lei- e se la rivedo in torno a suo figlio con questo atteggiamento o la vedo di nuovo fare solo una parola di troppo di male su di lui…Voldemort sarà il suo ultimo problema…
-Non ha diritto di pronunciare il suo nome…-sibilò lui
-Lei NON ha diritto di trattare suo figlio come la sua marionetta…vada via e dica pure al suo “capo” che Angelica gli porge un gentile saluto e che se non vuole problemi di lasciar stare gli studenti in pace…
Lucius le diede le spalle e si avviò per andarsene- se ne pentirà
-No…ma lei se ne pentirà se proverà a fare male a Draco- rispose lei, aspettò che se ne andasse e poi guardò Draco- come stai?
-I…io…lei ha preso un granchio e…-iniziò Draco ma gli occhi di Angelica erano gentili e compassionevoli, comprensivi anche e stranamente rassicuranti
-Non ti chiederò cosa volesse tuo padre, non chiederò cosa ti fa, non chiederò nulla perché non sono affari miei…ma tu puoi venire da me a parlarmene ogni volta che vorrai Draco…so bene cosa significa avere…un padre del genere…non devi temere nulla…NULLA…io sono qui per proteggere e salvare gli studenti di questa scuola…specialmente quelli indifesi come te
-Non sono…indifeso- disse lui, gli veniva da ridere, aveva tolto tutta la tensione con un semplice sguardo
-Oh lo sei piccolino- sorrise lei- per me sei un piccolo e dolce pulcino che va protetto e difeso dal mondo
Gli sfuggì un sorrisetto- n…non sei tanto male…Ms.…
-Angelica- disse lei- siamo fuori orario scolastico e anche se sono la tua professoressa…tu puoi chiamarmi con il mio nome quando siamo fuori dagli orari scolastici
-Non…non sei male Angelica…per essere una Potter…- sorrise, poi divenne serio e la guardò- tuo padre…ha mai tentato di…non so…ucciderti?
Angelica lo guardò tristemente- avrei preferito morire piuttosto che vivere e sapere…
-Posso…capire…-disse Draco
-Lui tentò di tenermi incatenata dopo…essersi sbarazzato della donna che mi mise al mondo…per sua sfortuna io ero più forte e furba di ciò che lui credeva e sono scappata…
-Io non posso scappare da lui…-disse Draco guardando altrove
Angelica gli posò una mano sulla spalla e sorrise- puoi fare qualsiasi cosa solamente volendola fare…hai talento e sei intelligente devi solo convincerti di ciò…ma fino ad allora…sappi di avere una persona che può e vuole ascoltare la tua versione, io sono qui per farlo
-Anche per…normali chiacchiere?
Lei sorrise- anche per parlare del tempo fuori o della noiosa professoressa di difese dalle arti oscure- gli fece l’occhiolino
Draco rise- Nah…penso…penso che lei sia…una professoressa…interessante
Angelica gli scompigliò i capelli- a scuola ora…questa foresta non è posto per pulcini
-NON sono un pulcino- protestò lui
Angelica rise- certo, certo…pulcino
******
Angelica si sedette sulla scrivania- Buon giorno miei cari, sperando che il signor Piton che in questo momento sta spiando la mia lezione da dietro la porta, non interferisca- si sentì un sussulto che fece scoppiare una lieve risata dagli studenti- oggi faremo…
Silente entrò- state calmi su- sorrise
-Silente –disse Angelica, catturò i suoi occhi e vide in lui il panico- sapete cosa ragazzi? –sorrise, come se nulla fosse- visto che fuori c’è un così bel tempo, perché non andate da quel brav’uomo di Rubeus Hagrid e vi fate fare una bella lezione sulla differenza tra un Drago, un Dragone, un Basilisco e una Viverna? Domani vi insegnerò un paio di incantesimi che vi potrebbero aiutare con quegli animali…posso affidare a Harry e Draco la guida della classe fino a Hagrid senza dovermi preoccupare che causiate problemi? –chiese lei
-Si…-Harry guardò Draco, lui? Non seguiva mai gli…
-Non la deluderò Ms. Potter- disse lui stupendo tutti per la sua formalità, non era stupido né ingrato, lei lo aveva salvato dalle ire del padre e gli aveva offerto il suo aiuto, aiuto che non sapeva se accettare, ma comunque era molto più di ciò che chiunque avesse mai tentato per lui
-Bene- sorrise lei- mi fido di voi. Comportatevi bene e…divertitevi
Aspettò che uscissero tutti e guardò Silente che le sorrise- Draco ha la tua fiducia? Cosa strana…
-Non preoccuparti- sorrise Angelica- cosa succede? –vide entrare gli altri professori con cui aveva discusso la sera della sua presentazione e anche Sirius Black, che era assegnato alla difesa del castello
Silente sospirò- credo di chiederti troppo…ma devi eliminare una minaccia…c’è un assassino e…
Angelica lo guardò- non dire altro, solo dimmi il nome, so che tu non ami questo genere di approccio ai problemi...se me lo chiedi è solo perché non hai scelta giusto?
Tutti guardarono la fermezza dello sguardo di lei, gelido ma non crudele. Silente sospirò- è una cosa che odio doverti chiedere di fare
Angelica sorrise- Albus- nessuno chiamava quasi mai Silente con quel nome- tu sei e resti la persona a me più vicina a una famiglia…dopo Harry
-Ti sto chiedendo di sporcarti le mani per me…ancora- disse lui
Angelica sorrise- no…mi stai chiedendo di proteggere i miei studenti e…non è la prima volta che io uccido uno dei sottoposti di chi non può essere nominato…
Lui l’abbracciò- sei come una figlia per me, non puoi capire quanto mi costi chiedertelo…
Lei sorrise e si distaccò con gentilezza- lo so…per questo non mi costa nulla mettermi dalla tua parte anche se mi chiedi di uccidere qualcuno…infondo è la sola cosa che ho imparato a fare da mio padre…terrorizzare, minacciare…anche uccidere…
-Non era il miglior padre del mondo eh? –chiese di impulso Piton
-R…-Angelica prese un respiro profondo- non importa...-il suo sguardo triste, la sua espressione assente e per una volta…sembrava la ragazzina che ancora era, poi tornò a sorridere e ritornò allegra- ogni cosa andrà bene…-  sorrise guardando i professori- ho intenzione di fare una cosa che di sicuro non è consigliabile…non contro una famiglia come quella che sto per sfidare ma…io amo le sfide
****
-Potter- iniziò un Serpeverde avvicinandosi a Harry, Hermione, Ron e i suoi amici- sempre in giro con i mezzo sangue e i…perdenti?
-Serpeverde…-Harry era felice fino a cinque secondi prima e ora ecco i Serpeverde avvicinarsi per rompere le scatole- senti lasciateci in pace…
-Che c’è vuoi metterti a piangere Potter? O farti difendere dalla tua ragazza mezzosangue? –chiese ridendo una ragazza Serpeverde
Prima che chiunque potesse dire qualcosa, una voce familiare li stoppa- basta
Draco si mise tra Harry e i Serpeverde.
-Draco? –chiese stupito Harry
Lui gli dà uno sguardo ma non parla, che potrebbe dire di fatto?
-Levati Drago o penseranno che stai con i perdenti o peggio…che ti piace la nuova professoressa- disse con malizia una delle ragazze più infatuate di lui
Draco, impassibile, la guardò- allora? Non sono perdenti, loro hanno combattuto l’oscuro signore senza tremare…a differenza di molti di voi…e anche a differenza mia…e di certo, loro sono un gruppo vero, che non si pugnalerebbe mai alle spalle…a differenza vostra…e per quanto riguarda la professoressa Potter…sì mi piace- la cosa paralizzò la ragazza- è una persona gentile, sincera e di sicuro non merita ciò che ha passato…non voglio sentire una parola contro Harry, Hermione, Ronald o altri membri del Grifond’oro, in più…non voglio sentire nulla contro Hagrid o An…la professoressa Potter o altri dei nostri insegnanti…intesi? –chiese lui
I Serpeverde se ne andarono
-Ron- disse Ron- Ronald mi ci chiama mia madre quando è incavolata
-Allora lo sai il mio nome- sorrise Hermione
-Perché l’hai fatto? –chiese Harry
Draco lo guardò e non aveva il solito sguardo, era più…amichevole- i…io…non credere che tu o gli altri mi piacciate o altro- chiaramente mentiva, era troppo nervoso e la cosa suscitò un paio di sorrisi, non era difficile per ragazzi come i Grifond’oro perdonare i propri nemici…avevano un cuore d’oro infondo e anche uno come Draco poteva essere perdonato, se voleva- e…beh…Ms. Potter…mi ha…aiutato con mio padre e mi pareva…corretto…smettere di darvi problemi…anche perché…non ho mai voluto davvero dare noie a te o a voi…mio padre non ti sopporta e…lasciamo stare…anche così non ho scuse…
Harry sorrise- sei uno stronzo quando vuoi…ma non sei cattivo- gli porse la mano- amici?
-Dopo ciò che ti ho fatto? –chiese lui stupito
-Hey sappiamo tutti che tuo padre è uno stronzo di prima classe, senza offesa- disse uno dei gemelli
-Non ci stupisce che ti costringesse a farlo- finì l’altro
Lui guardò i ragazzi- quindi…mi perdonate…così?
-Amico devi imparare a fidarti delle persone! –rise Harry
-Mi fido…di tua zia- disse lui in evidente imbarazzo
Harry rise e poi gli sorrise- ti capisco…ispira fiducia e…non so sicurezza? Comunque non devo mica preoccuparmi di chiamarti zio spero?
Draco divenne viola- m…m…ma stai scherzando?! –la risata fu generale e dopo poco anche Draco rise un po’. Harry gli offrì la mano e lui l’accettò- amici…stranamente…credo che tua zia l’avesse pianificato
-Io? Oh ma cosa pensate- rise lei facendo prendere un colpo a tutti sbucando dal nulla seduta su un tronco, sorrideva- sapevo che potevate essere…al minimo neutrali…
-Da dove è uscita? –chiese qualcuno
-Ms. Potter- disse sorridendo Draco
Harry ridacchiò- ciao zia
-Tra due settimane ci sono le vacanze- lei sorrise- pensavo di invitare il mio nipotino e i suoi amici a casa mia così da farli divertire un po’ insieme…Hagrid- guardò l’uomo- ho avuto quel draghetto che mi hai consigliato…se vuoi venire puoi vederlo
-Aspetta tu hai un drago a casa tua? –chiese Ron
Lei rise- non essere ridicolo…ne ho 239…240 visto il nuovo arrivato
I ragazzi iniziarono a parlare e Angelica si avvicinò a Draco- verrai anche tu?
-Vorrei…anche perché non voglio stare con mio padre…-rispose lui
Angelica gli diede un biglietto- numero, indirizzo e un numero di un taxi che verrà a prenderti se cambi idea
-Grazie- disse lui ma lei era già sparita


Capitolo 1: La professoressa Angelica R. Potter

Fanfic: Harry Potter

Attenzione: i personaggi non sono miei, la storia è solo ispirata ad essi

Capitolo 1: La professoressa Angelica R. Potter

Era un nuovo anno scolastico per i ragazzi di Hogwarts e le cose sembravano migliorare per il giovane Harry Potter, infatti Sirius Black, che era stato definitivamente scagionato dalle accuse mosse da quella pazzoide di Dolores Umbridge, ancora membro del tribunale della magia nonostante ciò che avesse fatto a Hogwarts, aveva ottenuto la custodia e la tutela di Harry che aveva felicemente mandato a quel paese la sua famiglia babbana e si era trasferito definitivamente nella casa della famiglia Black. Le cose promettevano bene, certo l’oscuro signore era ancora in circolazione e personaggi come Dolores erano sempre pronti a far danni e creare problemi, per non parlare poi del padre di Draco Malfoy, Lucius Malfoy, che stava progettando di portare suo figlio e l’intero Serpeverde dalla parte di colui che non poteva essere nominato. Sirius aveva anche ottenuto un posto come guardia di Hogwarts e poteva quindi stare con Harry anche durante l’anno scolastico, cosa che rallegrava sia il trentenne che il sedicenne. Hermione e Ron li avevano aspettati al binario 9 e ¾ così da poter viaggiare insieme a loro, con Ron ovviamente c’erano sua sorella minore Ginny e i due gemelli Fred e George. Arrivati a Hogwarts tra la confusione generale e il salutare amici e compagni di corsi Harry notò una ragazza sui ventidue anni, aveva lunghissimi capelli corvini, indossava un tajer nero molto elegante, delle scarpe con il tacco nere, un corpo che aveva già attirato molte attenzioni maschili, in mano aveva una borsa nera con molte tasche, degli occhiali scuri le coprivano gli occhi ma Harry riuscì a vederli, quando lei incrociò il suo sguardo, un celeste freddo come il ghiaccio ma allo stesso tempo profondo come l’oceano, gli sorrise e camminò verso l’ingresso della scuola, tutto questo avvenne in pochi attimi e nessuno si era accorto del sorriso o di quello sguardo diretto a Harry. Entrarono nella sala comune dove Silente fece il suo solito discorso di incoraggiamento e dove il cappello parlante assegnava i vari studenti alle varie casate.
-Prima di dare ufficialmente inizio all’anno scolastico voglio presentarvi una nuova professoressa che insegnerà difesa dalle arti oscure- iniziò il preside stupendo tutti, nemmeno i professori sapevano di questa nuova arrivata, Harry poteva facilmente dire che sarebbe stata quella donna- è una vera esperta di questa materia e ha combattuto in prima lignea contro l’oscuro signore fin da quando aveva sette anni. Ho il piacere di dare il benvenuto a Angelica R. Potter, sorellastra di James Potter, ovvero la zia di Harry Potter
La donna fu scrutata da tutti che ovviamente guardarono Harry, sorpreso quanto loro di questa zia adottiva.
-Signorina Potter, vuole dire qualcosa? –chiese Silente
Lei scosse leggermente la testa, sembrava più una bambolina di porcellana che una vera e propria strega.
-Bene…detto questo…iniziate pure a festeggiare- i tavoli si imbandirono e dopo poco iniziò il vociare, Angelica era seduta alla destra di Silente e lui le parlava in una strana lingua che sembrava anche abbastanza antica.
La professoressa McGrannit le sorrise- io sono Minerva McGrannit, posso chiederle come mai non ha preso Harry con sé e come mai solo Silente sapeva di lei?
Angelica la guardò attraverso gli occhiali, li tolse e li mise sulla testa- al tempo avevo solo sei anni- rispose lei con un accento molto elegante- e purtroppo ero già allora inseguita dall’oscuro signore, Silente sapeva di me per varie ragioni e anche se avrei voluto mio nipote con me, per lui era più sicuro stare lontano dalla principale preda del tempo di colui che non può essere nominato
-A sei anni quello le dava già la caccia? Ma che problemi ha con i bambini?! –commentò Alastor Moody osservandola con il suo occhio buono- ha sei anni più di Potter…ventidue dunque…non deve essere stata facile per lei
-Ciò che non ti uccide ti fortifica- rispose lei nel suo accento elegante che aveva qualcosa di antico
-Lei è la sorella adottiva di James Potter, il padre di Potter- commentò Severus Piton- posso chiedere che fine ha fatto la sua famiglia?
Silente gli diede un’occhiataccia che gli intimava di non porre domande del genere ma Angelica rispose guardandolo dritto negli occhi, occhi freddi che non permettevano a Piton di capire cosa pensasse o provasse- mia madre fu uccisa davanti ai miei occhi dall’oscuro signore che avevo 6 anni, mio padre preferirei che fosse morto prima che la incontrasse. E se vuole sapere il perché glielo dico velocemente, mio padre costrinse mia madre ad andare a letto con lui e dopo che lei mi fece nascere e mi portò via da lui e dai suoi piani, l’oscuro signore decise di liberarsi di lei…se vedessi mio padre lo ammazzerei senza riserve, anche per questo sono contro l’oscuro signore…per questo e per la famiglia Potter…James era mio fratello e Lily era la mia migliore amica. Potrebbe non chiedere più nulla sulla mia famiglia ora?
Piton annuì leggermente intimidito, anche perché sentiva quegli occhi ghiaccio scrutarlo fino alle ossa e analizzarlo come un libro aperto- non chiederò… 
-Cavolo zittire Piton…- Alastor rise- mi piace questa ragazza
Silente in quella strana lingua chiese “Stai bene?”
“Ho paura di cosa dirà Harry…non sono stata nella sua vita per anni e ora appaio così dal nulla” rispose lei nella stessa lingua
-Andrà bene- disse Silente- sta tranquilla
-Che lingua parlate potrei saperlo? Non l’ho mai sentita prima- disse la professoressa McGrannit guardandoli
-Questa è un’antica lingua che conoscono in pochi e che sono davvero felice di poter praticare…è più rara del serpentese, lingua che tra l’altro Angelica conosce alla perfezione- disse Silente
*****
Harry la raggiunse- professoressa Potter si fermi- lei si stoppò e lo aspettò, intanto i suoi amici, Black, Silente e i professori fissavano i due- è…è vero che sono tuo nipote? È vero?
Lei sorrise- hai ancora lo sguardo che avevi quando ti vidi l’ultima volta in braccio a Lily…
-Sei mia zia?
-Sono la sorellastra di tuo padre, non ho realmente legami di sangue con te…ma ho sempre considerato James come mio fratello e Lily come una sorella- gli accarezzò i capelli con un gesto istintivo- avrei voluto poterti tenere con me Harry…
-Cosa è successo? Cosa ti ha impedito di tenermi con te? –chiese lui
Lei sorrise amaramente- non sei l’unico che l’oscuro signore ha preso di mira, all’epoca ero dall’altra parte del paese, quando seppi cosa era successo eri già stato portato via e anche se avessi avuto prima la notizia non avrei potuto legalmente prenderti, non saresti stato al sicuro con me e avevo sei anni…infatti ho sei anni più di te e figurati se quei noiosi del ministero mi avrebbero permesso di avere mio nipote sotto la mia tutela…
-Ma…ma ora…ora che sei qui…sarai mia zia? –chiese lui guardandola
Lei sorrise- perché sarei in questa scuola altrimenti?
Lui sorrise- ti devo chiamare zia Angelica o professoressa Potter?
-In aula Professoressa Potter, fuori dalle ore di lezione o zia Ange o come preferisci- rispose lei- vai dai tuoi amici ora…parliamo dopo con calma
Angelica si allontanò con calma e Harry la osservò per un po’ prima di riunirsi con i suoi amici.
-Allora? –chiese Hermione curiosa- come ti senti?
-Io…è strano…ma…-la guardò sparire per i corridoi- mi piace, sembra una persona alla mano…cioè spero che mi accetti come nipote
-Harry…-Hermione gli prese la mano-…lei è qui per te…è braccata da tu sai chi…eppure è qui per te, se non ti volesse non sarebbe qui Harry…sarebbe lontano da te visto che tu sai chi ti tiene d’occhio praticamente sempre…
Harry sorrise- grazie…Sirius si può sapere perché stai guardando verso dove è sparita la professoressa Potter? –chiese lui divertito
-Ehm…no…è…è che…tuo padre me ne parlò una volta, ma ho sempre pensato che scherzasse…quello che diceva di lei, che era una bambina di sei anni circa, che faceva tutte quelle cose straordinarie…era l’eroina dei tuoi genitori e la migliore amica di entrambi…era la persona più legata ai tuoi genitori Harry…le hanno sempre detto tutto…forse potrebbe raccontarti lati i James e Lily che io stesso ignoro- sorrise- è bello sapere che tu non sei l’unico rimasto di quella famiglia
Harry sorrise- ne fai parte anche tu o sbaglio?
-Andiamo Harry? –chiese Ron- prima ora “Difesa dalle arti oscure” con la professoressa Potter
-Non vorrai fare tardi- Hermione lo prese per mano, tra i due c’era una specie di relazione segreta ma nessuno diceva nulla per evitare imbarazzi, anche perché i due non si erano ancora accorti di stare insieme
***
Angelica era seduta con le gambe accavallate sulla sua scrivania, aspettò che tutti si fossero sistemati, davanti a lei oltre al gruppetto formato da Harry e i suoi amici, c’erano Draco e i suoi, e poi le altre casate del loro anno.
-Buongiorno classe- disse lei sorridendo- benvenuti al corso di difesa dalle arti oscure. Io sono la vostra insegnante Angelica Potter, mi auguro che vi impegnerete durante questo corso e che non causerete troppi problemi- guardò i gemelli, infatti insegnava sia all’anno di George e Fred che a quello di Harry
-Yes Madam! –scherzarono i due
-Bene visto che seguiremo due anni molto diversi, farò ogni volta che sarà necessario uno sguardo al programma che dovreste sapere, sia chiaro, sono un’insegnante da non prendere sotto gamba, posso capire ogni problema e difficoltà ma mi auguro comunque che vi impegnate al massimo, l’impegno lo premio, la svogliataggine no- disse lei prendendo un libro sfogliandolo alla svelta e trovando una pagina che le interessava- signorino Draco Malfoy –un foglio le arrivò in mano- non sa che dovrebbe evitare di commentare durante le ore di lezione?
-Come l’ha visto?!- chiese sottovoce Ron a Harry che alzò le spalle per tutta risposta
Angelica aprì il foglietto e guardò Draco- apprezzo il complimento signorino, ma mi spiace deluderla sulla taglia- incendiò il foglio- è una quarta non una quinta
I ragazzi della classe ridacchiarono mentre Draco sprofondava sotto il banco per l’imbarazzo.
-Bene direi di cominciare con…-iniziò Angelica ma la porta che si aprì e il volto di Severus Piton la zittì- salve ha perso la retta via signor Piton?
-Spiritosa signorina- commentò lui con il suo solito volta da guasta feste
-Beh direi che la vecchiaia comincia a farsi sentire, lei non insegna qui signor Piton- rispose lei
-Ve…-Piton si trattenne dall’imprecarle contro, cosa che fece ridacchiare un paio di studenti- non si permetta signorina…
-Oh ma Signor Piton è lei che viene a disturbare la mia lezione quindi essere preso in giro è il minimo che io possa fare- rispose Angelica con il suo sorrisetto divertito, era una ragazzina infondo, sì di ventidue anni, ma comunque ancora un po’ infantile a volte- posso esserle utile?
-Volevo vedere come una novellina come lei se la cavava a insegnare a dei ragazzini- disse lui
-Novellina? –ci mancava solo il fuoco dietro per far capire quanto incavolata fosse Angelica, sorrise- allora non dovrebbe avere problemi nel “aiutarmi” in una dimostrazione pratica vero?
-Riuscirebbe a reggere il mio livello? –chiese lui ridendo
-Stia tranquillo…-Angelica sorrise- non sono io quella di cui deve preoccuparsi
***
-Signorina Potter volevo…-iniziò Silente entrando con la professoressa McGrannit ma un Severus Piton volente che sbatté contro il muro accanto all’ingresso lo zitti- vedo che andate d’accordo
Angelica sorrise- non mi dovrebbe sfidare un pivello
Tutta la classe guardava ridacchiando Piton steso a terra e malmesso.
-Signor Piton, ho accidentalmente dimenticato di dirle forse che Angelica Potter ha combattuto in prima linea contro l’esercito del signore oscuro da quando aveva sei anni? –chiese Silente leggermente divertito
Piton si alzò e uscì innervosito mentre la campanella suonava. Angelica sorrise- per oggi la lezione è finita, se avete domande o volete parlare con me mi troverete o in aula o nel giardino sul retro…buona giornata



The Story of Lady Ashe of Willow River

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