WitchandAngel : The Healer
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The Healer

The Healer
Trama:
Dopo aver vissuto la sua prima vita nel peggiore dei modi e la sua seconda dedicate a fare ammenda per i crimini commessi nella prima, la protagonista viene reincarnata per la terza volta ma stavolta non è una nuova vita, stavolta è la sua primissima vita quella in cui si ritrova. Ciò che l'aspetta è una battaglia contro il destino stesso, una lotta contro il periodo in cui si trova e contro la società del tempo. Unendo conoscenza di ciò che accadrà con la conoscenza della medicina moderna appresa nella sua seconda vita, la protagonista dovrà affrontare una sfida dietro l'altra.
Categoria:  new life, demons and angels, god/goddess

Lista dei capitoli:

Capitolo 38: The Healer




Capitolo 38: The Healer

Con il passare degli anni, Léonie rimase sola con il Dio della morte ad abitare quella grande casa.
I figli erano cresciuti e avevano iniziato le loro vite, lasciando soli i due genitori nella loro quotidianità.
Léonie era diventata immortale, dopo aver superato i vent’anni il dio le impedì di invecchiare, lasciandola per sempre bella e giovane.
Non che importasse a qualcuno che aspetto avesse ma era per evitarle le noie dell’essere anziani.
-Tesoro, la cena è pronta- disse Léonie
Il dio sorrise entrando nella cucina
-Arrosto con patate al forno…- disse Léonie- verdure fresche e torta foresta nera per dolce…
Il dio annuì contento- come sempre, meravigliosa…
Léonie sorrise mettendo le cose in tavola.
Durante la loro vita avevano avuto diciassette figli.
Potevano averne di più ma avevano deciso di fare una pausa per un paio di anni.
-Hai visto i bambini? –chiese Léonie tranquilla tra le sue braccia sul divano
-No, stanno bene però
-Abbastanza bene da gironzolare per il mondo ma non per venire a trovare mamma e papà a casa? –chiese Léonie- la prossima volta gli farò una ramanzina come si deve
Lui rise
-Cosa? Mi sento sola…- disse lei mettendo il broncio
Il dio ridacchiò- possiamo sempre avere un altro figlio per tenerci compagnia tesoro
-Vero –ammise lei- ma vorrei che i nostri maggiori venissero a trovarci ogni tanto
Lui rise- sono bambini, sai che hanno altro per la testa
-Anche vero…
Lui sorrise- cos’è? Ti sei stancata di avere questo sacco di ossa con te e vuoi sostituirmi?
-Come se potrei mai sostituirti! Lo sai che sei l’unico per me
Lui rise- vero…
-Ah, Alaric sta per avere un figlio con la sua concubina numero tre- disse Léonie
-L’uomo così tanto innamorato che però continua a prendere concubine e figli…
-Cosa dovrebbe fare? –rise Léonie- sai che non ho intenzione di sposarlo
-Lo spero o ci sarà un incidente e un principe morto –disse il dio
-Futuro Imperatore- corresse Léonie
-O futuro cadavere- sorrise il dio
Lei rise- non è un cattivo ragazzo
-Sarà ma la prudenza non è mai troppa principessa
Lei rise- sei davvero…unico
-Lo spero, sarebbe un casino gestire il lavoro con un secondo dio della morte
Lei rise- per quanti anni mi terrai al tuo fianco?
-Uhm…un paio di eternità, che dici? –sorrise lui
-Che avremo molti figli in giro per il mondo- rise lei contenta.
A lei andava bene una vita così, dopotutto in quante potevano dire di essere la madre dei figli del dio della morte? Inoltre…vivere con lui così, per lei non poteva esserci migliore vita…
~The End~

Capitolo 37   Lista Capitoli   


Capitolo 37: Still here




Capitolo 37: Still here

Il dio della morte stava vivendo una meravigliosa vita.
Faceva il suo lavoro da casa, uccidendo chi doveva dalla comodità del suo divano, beh era il divano di Léonie ma dettagli inutili.
Aveva dei figli meravigliosi e particolarmente abili e talentuosi di cui era particolarmente orgoglioso. Il maggiore aveva cinque anni, la maggiore delle figli ne aveva quattro, i due nati dopo, gemelli maschio e femmina, ne avevano tre, e la bambina nata per ultima ne aveva due. Oltre a quello Léonie era di nuovo incinta.
Zeno, capelli neri e occhi gemma, Lilium, capelli caramello e occhi argentei, Jonathan e Bell, capelli neri e occhi argentei, e Eve capelli caramello e occhi gemma. I cinque tesori della morte. Tre femminucce e due maschietti di cui andava estremamente orgoglioso e che riempiva di regali e attenzioni.
Mai quanto coccolava e dava attenzioni a Léonie ma i figli erano comunque ben curati e amati.
Dopo aver fatto il suo lavoro di dio, o messo l’opzione in automatico così da poter giocare con moglie e figli…beh non era sposato con Léonie ma la teneva al pari di una moglie quindi…in ogni caso quando aveva tempo libero si occupava di una piccola peste che doveva ancora tirare le cuoia…
Come dio della morte dopotutto aveva l’abilità di evitare che qualcuno morisse…anche nelle peggiori delle condizioni, quelle in cui non vi era scampo dalla morte…
-Ho sbagliato…ti prego lasciami in pace! –pianse per l’ennesima volta Erik
Erano passati anni dalla sua scomparsa e in molti non avevano più memoria di chi lui fosse.
Eppure non era morto.
Chi ricordava ancora il nome del secondo principe Erik ricordava anche come il dio l’avesse fatto sparire.
Le opzioni su cosa fosse successo dopo erano molte ma nessuno osava parlare.
Dopotutto chi avrebbe rischiato di morire per un tipo del genere?
Vivo o morto, il secondo principe non era più un problema altrui.
-Léonie non ti perdonerebbe mai se lo sapesse!
-Non vedo come potrà mai scoprirlo –rispose il dio della morte divertito
Era vero. Erano nelle terre dei morti.
A meno che lei morisse, come poteva entrare lì?
E con lui come dio della morte e colui che decideva se uccidere o meno…
Beh diciamo che poteva giocare con Erik fino alla fine dell’esistenza e Léonie avrebbe vissuto nella cieca ignoranza.
Dopotutto lo shock poteva fare male alla salute di lei!
E poi…non credeva che lui che torturava ogni singolo giorno Erik sarebbe stato motivo di lite con Léonie…
Sinceramente dubitava di avere mai motivi di lite con Léonie visto che entrambi erano molto tranquilli e preferivano risolvere eventuali conflitti conversando amorevolmente.
Anche se Léonie si ostinava a dire che non lo amava…beh lo trattava come si trattava un marito quindi per lui, seconda la sua logica, erano come sposati!
E ogni coppia sposata viveva felicemente con i propri figli!
Inoltre…beh non è che capisse cosa fosse il sentimento chiamato amore quindi non era troppo stressato per l’assenza di esso tra lui e Léonie. Capiva che era felice quando lei e i bambini erano felici quindi per lui andava bene tutto finché erano felici loro.
Che amore non ci fosse tra i due…non era normale?
Quante coppie sposate per matrimoni combinati erano realmente innamorati l’uno dell’altra eh?
Quanti si tradivano a vicenda e facevano a gara a quanti figli illegittimi potevano avere senza che l’altro scoprisse?
Per lui, la relazione pacifica, amorevole e di affetto che c’era tra lui e Léonie era mille volte meglio di quelle assurde coppie!
Inoltre…beh non era possibile per lui avere desideri carnali e lei non ne voleva avere visto che era rimasta traumatizzata a causa di Erik quindi era più che certa la fedeltà l’uno all’altro.
-Sono a casa –disse il dio apparendo nel soggiorno della villa
Léonie gli sorrise- bentornato, giornata stressante a lavoro?
-Nulla di nuovo –disse lui prendendo in braccio la piccola Eve che richiedeva attenzioni dal padre
Léonie annuì tranquilla- il pranzo è quasi pronto, puoi giocare un po’ con i bambini?
-Con piacere- disse il dio contento- non affaticarti troppo, sei quasi alla fine della gravidanza…
Lei sorrise- si si, starò buona tranquillo.
Stranamente…quella routine quotidiana era qualcosa che nessuno dei due avrebbe mai cambiato per nulla al mondo.
Con o senza amore, non era meglio vivere felicemente in compagnia di qualcuno che sapevano non avrebbe mai tradito la loro fiducia e affetto?
Per loro, quella vita era la migliore…



Capitolo 36   Lista Capitoli   Capitolo 38


Capitolo 36: Dad and Mom




Capitolo 36: Dad and Mom

Dopo il secondo compleanno di Zeno, vi era una nuova creaturina che girava per casa…
-Lily no –disse Zeno provando a prendere la sorellina in braccio e fallendo.
Lilium Orabelle Arabelle Roseline era la seconda figlia di Léonie e del dio della morte. Aveva lunghi capelli color caramello, come la madre, e occhi di un argento metallico che la rendevano bella come una bambola.
Quando era nata, Zeno era leggermente geloso.
La gelosia gli passò quando riuscì a prenderle la mano e Léonie lo aiutò a tenerla in braccio.
Lily divenne velocemente la favorita di Zeno.
Ora tutti si beccavano orsetti in faccia anche perché guardavano sua sorella!
Lily aveva imparato a gattonare e ora correva ovunque nella casa.
Per fortuna Zeno era sempre dietro alla sorellina e la teneva d’occhio.
Léonie sorrise guardando il figlio giocare con la figlia e poggiò la merenda sul tavolino.
-Bambini, ora della merenda!
Zeno sorrise e accompagnò velocemente Lily al tavolino- Lily tieni…
La bambina ridacchiò e prese il biberon che il fratello maggiore le stava offrendo.
Zeno sorrise e prese un biscotto contento.
La stanza perse di nuovo qualche grado e il padre dei due apparve.
-Sono a casa…
Léonie sorrise- bentornato
Il dio sorrise e le offrì un mazzo di rose- per te
Lei sorrise prendendo i fiori- grazie, sei sempre dolcissimo
Lui sembrò sorridere e si avvicinò ai bambini dando a Zeno un peluche a forma di lupo e a Lily un peluche a forma di gatto.
I due bambini parvero particolarmente felici della cosa.
-Come va il lavoro?
Léonie sorrise- non male
-I bimbi non ti danno problemi vero?
-Per nulla, adoro i nostri figli
Léonie era una maga nel gestire più cose insieme.
Aveva anche ottenuto un modo per portare i bambini con lei alla clinica.
Inoltre se era troppo impegnata il padre era più che contento di badare ai propri figli.
Anche se non era certa di cosa il dio della morte facesse da solo con i figli era abbastanza tranquilla.
Il dio era un eccelso padre e non aveva nemmeno un singolo dubbio sulle sue abilità.
Léonie era un’eccelsa madre negli occhi del dio e non gli dispiaceva per nulla averla come madre dei suoi figli.
Non erano una normale coppia.
Non erano insieme per amore.
Ma erano probabilmente una delle coppie più solide che esistevano in un’epoca come quella.
Léonie sorrise offrendo al dio dei biscotti mentre passavano un po’ di tempo in famiglia.
Era bello avere finalmente un po’ di calma tutti insieme…


Capitolo 35: Hush, little child




Capitolo 35: Hush, little child

Un orsetto venne lanciato contro il muro e schivò per poco il povero Alaric che era venuto a vedere il bambino.
Léonie ridacchiò riprendendo il peluche- Zeno, non fare così
Zeno Eden Rey Odin era il primo figlio di Léonie. Aveva quasi un anno ed era estremamente aggressivo con chiunque ci provasse con la madre, anche se con aggressivo si intendeva solo lanciare addosso ai malcapitati i peluche che aveva.
Il bambino era particolarmente adorabile, aveva capelli neri come la notte e due grandi occhioni color gemma. Era così adorabile che da adulto sarebbe di sicuro diventato un rubacuori.
Il bambino alzò le braccia quando la madre si avvicinò, esigendo di venir preso in braccio e, come sempre, Léonie lo prese in braccio- cosa c’è piccolino? Ti manca la mamma?
Il bambino annuì stringendola e, visto che Léonie non poteva vederlo in quella posizione, guardando malissimo Alaric.
-Tuo figlio…non credo di piacergli –ammise Alaric
Léonie sorrise- oh beh, il mio bambino accetta solo il suo papà al mio fianco quindi non prenderla sul personale. Ci ha messo un po’ ad abituarsi all’idea di avere Adrien come zio e mio padre come nonno.
Il bambino continuò a guardare male Alaric e strinse l’orsetto tranquillo, calcolando se poteva lanciarglielo contro di nuovo come arma avrebbe avuto qualche effetto…intanto i due raggiunsero gli altri ospiti
-Ah! Il mio principino! –disse Veronique quando vide il bambino- vieni da me tesorino…
L’orsetto le venne lanciato in faccia. Léonie ridacchiò- Veronique è una donna tesoro…
Il bambino scosse la testa per nulla convinto. A quanto pareva, per lui era considerato un uomo quindi un pericolo per la madre quindi un bersaglio per il suo lancio di orsetti.
Léonie gli ridiede l’orsetto- non lanciarlo così tanto Zeno, rischi di romperlo
Il bambino strinse l’orsetto ma continuò a guardare male chiunque nella stanza.
-Se non cercasse di uccidere chiunque sarebbe anche carino –commentò Carter, prendendosi un orsetto in faccia- Léonie non dargli armi o questo inizia a fare il lancio dei coltelli a due anni
-Non ha ancora una protezione –disse il padre di Léonie controllando il bambino che per tutta risposta lo colpì in testa con l’orsetto che Carter gli aveva ridato
-Beh è figlio di un dio, non credo gli serva- commentò la madre di Léonie- tu tesoro non hai più marchi?
-Il padre non sopportava l’idea che io fossi marchiata e li ha rimossi- replicò Léonie tranquilla
-Giustamente… -mormorò Alaric
Il bambino lo guardò male ma non ebbe il tempo di lanciargli l’orsetto contro che la sala perse qualche grado
-Parlando di padre… -disse Léonie guardando il dio apparire e prendere in braccio il figlio
-Salve…- disse il dio guardando il resto degli ospiti per poi dare al figlio un nuovo peluche a forma di mammut. Zeno sorrise, comportandosi come un bambino per una volta, lanciò l’orsetto in testa ad Alaric e strinse il nuovo peluche
-Ma sono un bersaglio per il tiro con orsi!? –chiese Alaric mettendo l’orsetto sul tavolo
Il dio lo ignorò e scompigliò i capelli di suo figlio contento.
Léonie sorrise- rimani a cena?
Il dio guardò la donna prima di annuire. Non era mai di molte parole quando vi erano altri in giro, quando erano solo loro tre però parlava di più.
-Papà! –disse Zeno stringendo il dio contento
Léonie sorrise lasciando il dio a badare al figlio mentre finiva i documenti per Veronique con la ricetta per le medicine che doveva prendere- sul serio non posso lasciarvi due mesi da soli che mezzo palazzo si ammala…
-Vedi? Ci servi –disse lei guardando il bambino con invidia- pensi che gli piacerò mai?
-No –replicò Léonie- l’unico che vuole è il papà, spiacente
Zeno annuì contento- mama! Fame!
Léonie sorrise- sapete l’uscita dov’è, vi accompagnerei ma…
-Tuo figlio ci ammazzerebbe- disse Carter ritirandosi con gli altri.
Il dio intanto era sparito in cucina a prendere la pastina del bimbo.
-Vuoi cibarlo tu? –chiese Léonie con un sorriso
Lui annuì prendendo in braccio il bimbo e cercando di farlo mangiare.
Léonie sorrise intenerita alla scena. E recuperò i peluche che Zeno continuava a lanciare di qua e di là ogni volta che avevano ospiti- a quanti peluche siamo? Ogni volta che vieni gli porti un nuovo peluche, non pensi che finiremo lo spazio prima o poi?
Il dio alzò le spalle- mio figlio merita tanti giocattoli e coccole
Lei ridacchiò- e poi dicono che io sono il genitore super permissivo…


Capitolo 34: You can't beat death




Capitolo 34: You can’t beat death

Erik provò a muoversi e sparire dalla sala ma venne velocemente bloccato da una mano scheletrica che lo tirò di nuovo al centro dell’attenzione di tutti.
Erik impallidì- non…non sono colpevole…
Il dio lo guardò ancora incazzato e non rispose-
-Un momento- disse Léonie- non puoi ucciderlo
Il dio la guardò curioso del perché.
Erik si sentì sollevato- Léonie…
-Non prenderla per la strada sbagliata- disse Léonie- visto che ti deve uccidere, tanto vale che uccida pure le tue troiette e mi tolga del lavoro…no?
Il dio sembrò contento della risposta e annuì.
Léonie sorrise e mosse la mano facendo uso dei propri poteri per spingere a terra le otto “amiche” che erano entrate di nascosto con Erik.
Di fatto il “di nascosto” non era così di nascosto visto che…era stato tutto programmato da Léonie fin dall’inizio.
Aveva dato di proposito l’inizio alle voci che lei fosse incinta per dar ai nervi di Erik.
La voce sulla festa era anche stata messa in circolo da lei.
Dopotutto era stata una regina per parecchio tempo e aveva commesso crimini durante quella vita.
Non era nuova al gioco del passa parola.
Nella sua seconda vita poi aveva affinato la tecnica con la tecnologia moderna, imparando come gestire l’opinione pubblica e manipolare chiunque volesse.
Aveva di fatto manipolato Erik nel venire alla festa accompagnato dalle otto puttane per “farsi perdonare” da Léonie.
Era a dir poco patetico come le donne fossero ancora convinte che lui le avrebbe rese sue mogli.
Di fatto lui aveva promesso loro il ruolo di “seconda moglie” e detto ad ognuna di loro che le altre sarebbero state concubine quindi dovevano fingere di essere anche sotto il ruolo di concubina in futuro.
La realtà? Voleva condannarle pubblicamente per aumentare il favore sulla propria persona.
Le otto manipolatrici erano diventate pedine.
Purtroppo per loro, Léonie era molto più vecchia di loro nel giocare con le marionette.
-Marybelle, Nevaeh, Samantha, Lara, Sara, Vera, Daria, Jessica…vedo che vi siete adornate il più possibile oggi –disse Léonie con un sorriso
-C…cosa vuoi da noi?! –chiese Nevaeh
-Distruggervi la vita- replicò diretta Léonie- distrutta la parte sociale, politica e monetaria, mi manca solo da rimuovervi da questo universo e sarò contenta…
-Perché!? –chiese Daria- cosa ti abbiamo fatto!?
-Sapete…chi rinasce con la protezione del dio della morte, può mantenere i ricordi della vita precedente- disse Léonie
La sala si congelò
-Io sono morta due volte in passato, la prima come Regina Léonie, moglie del secondo principe, ingiustamente accusata dalle sue otto concubine e dal marito, nella seconda ero un dottore di alta fama- disse Léonie- il dio della morte l’ho conosciuto durante la mia prima vita. Poco dopo che Erik aveva ucciso nostro figlio prima ancora che nascesse per dar ragione alle concubine e mi aveva gettato in prigione prima di uccidermi. Mi ha fatto compagnia per parecchio tempo e alla fine mi ha dato una seconda vita in un altro universo mentre faceva tornare questo a prima che io diventassi la ragazza di Erik. Quindi possiamo dire che benché siete “innocenti” per certi crimini in questa vita…io ho tutte le intenzioni di farvi pagare quello che avete fatto in passato…
Marybelle si congelò- ma…
Il dio sorrise e con uno schioccò di dita ridiede i ricordi della cosa alle otto e qualcosa di più vago e meno incriminanti per Léonie al resto della sala.
-No…- mormorò Vera
-Perdonare le puttane è una scelta di Dio, però mandarle da lui è il mio lavoro- sorrise Léonie con un sorriso mentre una corda si legò ai colli delle otto- ultime parole?
-Dovevi morire! –disse Nevaeh- era il nostro ruolo! Saremmo diventate noi regina se tu…
Léonie non batté ciglio e si lasciò abbracciare dal dio della morte che mosse la mano e tirò i cappi verso l’alto- they all fall down…
Il rumore di dopo fu quello di ossa rotte. Erik guardò la scena perdendo ogni colore nel proprio corpo.
Léonie lo guardò priva di emozioni e chiuse gli occhi rimanendo nell’abbraccio della morte. Il dio sorrise, per quanto potessi vederlo sorridere visto che era uno scheletro, e alzò Erik con i propri poteri- per te…ho tutto un altro piano…



Capitolo 33: Found Daddy




Capitolo 33: Found Daddy

Erik mollò la presa su Léonie istantaneamente. Quasi fosse diventata di una temperatura intollerabile- non…uccidermi!
Il dio fece un verso di disprezzo e afferrò il ragazzo per la gola.
Léonie sorrise guardando Erik venir sollevato per la gola dal dio e scaraventato lontano da lei.
-Stai bene?
-Stiamo bene- sorrise Léonie tranquilla
Il dio le accarezzò il viso, togliendo una ventina di anni a chiunque per lo spavento
-Sai…- disse Léonie prendendogli la mano con fare intimo- Erik stava giusto parlando del bambino
Il dio la guardò, non si mosse ma le fiamme si erano schiarite, averla vicino lo calmava.
Inoltre parlare del proprio figlio rendeva ogni padre felice…beh circa, almeno lui era felice di avere un figlio in arrivo.
-Oh?
-Si- disse Léonie tranquilla lasciando che il dio le sfiorasse il ventre. La cosa stava distruggendo la calma degli spettatori.
La morte stava sfiorando la loro principessa, come diavolo potevano stare calmi?!
-E cosa vuole da lui?
Léonie sorrise- pare che sia infelice che io sia incinta e vuole rimuoverlo…ucciderlo anzi…
L’aria improvvisamente scese di parecchi gradi, iniziando a congelare visibilmente i muri e le pareti della stanza mentre le fiamme erano ormai così scure che persino il nero era più chiaro come colore…
-COSA?!
L’urlo del dio fece tremare tutto ed Erik perse l’equilibro a terra- io…
Il dio si girò di scatto e lo sollevò con i propri poteri- che cos’è che vorresti fare tu lurido verme!?
-Quel…bambino è un errore e…
Il dio lo guardò- MIO FIGLIO non è un errore
-Fi…figlio? –chiese Erik
-Figlio!? –chiesero in coro il resto della sala
Léonie tranquilla iniziò a giocare con una ciocca- oh già, non ve l’ho detto…
Tutti si girarono verso di lei
-Il dio Della morte è il padre del mio bambino- sorrise lei tranquilla
Carter alzò un dito per commentare solo per poi perdere i sensi e venir sostenuto da Alaric che era impallidito.
Beh non c’era da stupirsi che nessuno l’avesse visto il padre…
Come diavolo era possibile monitorare il dannatissimo dio della morte?!
-Aspetta come hanno fatto a fare…- iniziò Adrien preoccupato, uno scheletro poteva avere figli?
-Adrien…non mi ci fare pensare ok? –chiese Alaric pallido.
Come diavolo poteva vincere contro il suo rivale quando il rivale era il fottuto dio della morte?!
Sarebbe morto nel secondo in cui ci provava con la sua ragazza!
Léonie in tutto questo rimase molto calma e serena.
Erik era pallido- la prego…
-Ah –disse Léonie con una mano sul ventre
-Che succede? –chiese il dio lanciando di lato Erik per raggiungerla leggermente preoccupato.
Non potevano morire ma non voleva nemmeno farli soffrire!
-Il bimbo scalcia- disse lei tranquilla
Il resto della sala non seppe come reagire…certo che il bimbo aveva un tempismo che…aspetta scalcia di già?! Non sono nemmeno…sapete cosa…non chiediamo nulla…
La madre di Léonie spinse via il marito e corse dalla figlia- ah scalcia! Devi sederti! Ti avevo detto di non sforzarti troppo oggi e tu testarda come sei…e tu che fai lì in piedi! Hai messo mia figlia incinta e nemmeno te ne prendi cura!?
Il dio mosse una mano e fece apparire una sedia aiutando Léonie a sedersi
-Glielo dico da settimane di riposarsi ma non ascolta…
-Sinceramente che figlia che mi ritrovo- disse la donna prendendole dell’acqua- e non mi hai ancora fatto avere i nomi, come le preparo le copertine per il mio nipotino se non mi dici il nome o il sesso!?
Signora…il dio della morte al suo fianco, padre del bimbo che sua figlia ha in grembo e lei va a vedere quei dettagli…
-Sarà un maschietto –rispose il dio della Morte sereno- avevamo un paio di nomi pronti ma siamo ancora indecisi…
-Davvero? Ma è meraviglioso! Dovremmo cominciare con il prendere le cose per la cameretta e…
Il padre di Léonie guardò la moglie e alzò gli occhi al cielo. Come doveva reagire a quella scena?!


Capitolo 32   Lista Capitoli   Capitolo 34


Capitolo 32: Do you wanna die?




Capitolo 32: Do you wanna die?

La sala era gelida e nessuno osava muoversi.
-Chi diavolo sei!? –chiese Erik guardando la figura.
Il Dio non rispose e alzò una mano per indicare Léonie. La mano di scheletro nera congelò tutti nella sala. Vi era solo un essere che poteva avere quelle mani e vivere…beh a meno che Léonie avesse un modo per farlo con qualche operazione o medicina…
-Levale le mani di dosso
La sala era gelida e nessuno riusciva a decidere se la presenza dell’essere fosse o meno una buona cosa.
Léonie in tutto questo parve estremamente calma.
Erik rise- non puoi forzarmi!
L’essere abbassò la mano e lo guardò, le fiamme nei suoi occhi erano sempre più scure.
Léonie non poté che sorridere alla cosa.
Se le fiamme erano sul rosa era in imbarazzo.
Se le fiamme erano celesti era di buon umore.
Se le fiamme erano gialle era allegro.
Se le fiamme erano verdi era geloso.
Se le fiamme erano nere voleva la morte di qualcuno.
Se le fiamme erano rosse era arrabbiato o passionale.
Se le fiamme erano bianche era neutrale.
Se le fiamme erano grigie era triste…
Aveva documentato ogni singolo cambio di umore del suo dio.
Come poteva non vedere che ora…era veramente furioso?
Come dargli torto, qualcuno gli stava minacciando di uccidere il figlio!
Beh non è che potesse morire…ora che ci pensava loro figlio poteva morire?
Non poteva…forse? Beh era il primo essere nato da un dio, dio della vita, morte e rinascita per di più, era tutta una novità la cosa quindi…chissà
Oh avrebbero saputo tutto in futuro…
-Mortale…non sfidare la mia furia, nulla sfugge alla Morte…
Erik indietreggiò di un passo ma non mollò la presa su Léonie- non importa! Nessuno può abbattere la mia barriera! Nessuno può farmi fuori!
Il dio sembrò sorridere e un vento gelido iniziò a far muovere ogni singola cosa intorno a lui.
-Sfidare la morte…mortale, possibile che tu desideri perdere quella tua patetica vita?
Léonie sorrise guardando il dio alzare una mano e evocare la propria falce.
Erik impallidì guardando lo scheletro- tu…
Il dio abbatté la falce sullo scudo e in un secondo la barriera crollò.
Lo scheletro sparì dalla vista di tutti solo per riapparire dietro Erik con la lama della sua arma alla gola di lui
-Lo dirò una sola volta…se non vuoi morire levale le mani di dosso, vuoi morire?



Capitolo 31   Lista Capitoli   Capitolo 33


Capitolo 31: Get your hands off her




Capitolo 31: Get your hands off her

Léonie non era in panico ma gli altri lo erano.
Erik aveva attivato uno scudo protettivo che bloccava l’intervento di chiunque, dei compresi.
Era un oggetto proibito che serviva a bloccare nemici e forzarli a fare cose che gli altri non volevano.
Nozze comprese.
La cerimonia per sposarsi poteva essere effettuata anche solo da sposa e sposo in quel mondo. Bastava che uno dei due dicesse il rito e mettesse l’anello all’altro, sfortunatamente non vi era alcuna forma di controllo in quel caso se entrambe le parti erano o meno consenzienti.
Léonie era paralizzata, così come altri, quindi per Erik fu facile afferrarle la mano.
-Finalmente mia
-Non…la…passerai…liscia! –urlò Adrien cercando di rompere lo scudo. Il fatto stesso che riuscisse a muoversi era un miracolo di per sé, purtroppo pareva quasi sott’acqua, i suoi movimenti erano così lenti che era impossibile avere forza nel colpo e anche se ci fosse stata forza…era improbabile che un mortale potesse distruggere una barriera che nemmeno gli dei potevano penetrare.
Erik rise- dici? Nel secondo in cui sarò sposato non potrai ferirmi!
La cerimonia avrebbe legato i due nell’anima, portando a gravi conseguenze se si fosse rotta…
Era inaccettabile per tutti ma che potevano fare?
-Carter…- mormorò Alaric
-Non…ho…modo…di…non…si…può…rompere…- disse lui accorgendosi che la difficoltà a parlare era immensa.
Non importava il livello di forza fisica o spirituale, se fossero i prediletti degli dei del proprio marchio o meno. Nessuno poteva muoversi e nemmeno Léonie era eccezione a ciò.
Erik, che era chi aveva lanciato la barriera, si stava divertendo a sfiorarle il viso ora.
-Dopo le nostre nozze tutto tornerà come deve essere…
Léonie lo guardò con odio, non aveva nemmeno voglia di provarci a parlare con quell’idiota.
-Per il bambino…visto che non è mio, lo toglieremo di mezzo –disse Erik pratico
A quelle parole il sangue di tutti si gelò.
Un bambino era sacro, non importava chi era che lo aveva. Ogni vita valeva immensamente e abortire era visto come un peccato, nel senso di perdita non nel senso di “peccato capitale, visto che in quel mondo dove era così difficile averli figli. Non solo era raro avere più di un figlio in salute, era raro che quei bambini crescessero, in particolar modo nella nobiltà! Certo Veronique aveva più di quindici figli ma questo perché aveva avuto più di quindici mogli! Nessuno dei suoi figli aveva la stessa madre, erano tutti fratellastri! Senza contare che i casi in cui si diventava sterili erano così comuni che le persone davano per scontato che ogni figlio poteva essere l’unico che avrebbero avuto.
Era impossibile accettare un commento del genere in quel modo, specie visto che Léonie era la madre e Erik non era il padre! Se fosse stato il padre era già più in diritto a commentare una cosa del genere, anche se in molti l’avrebbero ancora criticato per essere un tale sprecone e perché non apprezzava il dono divino, ma lui non era nemmeno il padre!
Era contro legge uccidere figli altrui, nati o non.
Léonie sorrise ma era un sorriso di qualcuno che si aspettava la risposta, un sorriso infelice, che lo derideva- Ucciderne uno…non…ti…è…bastato…vero?
Erik si congelò- fu un incidente…non lo feci di proposito ad uccidere mio figlio!
Quelle parole congelarono tutti. Léonie era a conoscenza di una donna che lui aveva messo incinta e aveva poi tolto di mezzo il bambino di lei? Quello…era davvero un mostro.
Léonie lo derise- e questo…non è…figlio tuo…
-Sta zitta! Come tuo marito è mio diritto!
-Mai…questa donna…si…sposerà…- disse Léonie diretta- io…non…necessito…di…un…marito…
-Léonie non farmi perdere la calma- le disse Erik stringendo più forte il polso e inavvertitamente tagliandola con l’anello che aveva alla mano- sappiamo entrambi come sono incavolato…
Léonie non ruppe il contatto visivo, il sangue stava lentamente colando dalla sua mano a terra ma non batté ciglio alla cosa, continuava a sfidarlo- nessun ammonto di denaro…convincerà questo medico…ad accettare un patetico verme…come te…
Lui sorrise accarezzandole le mani- sei un dottore, senza queste mani non lo sarai più Léonie…una volta che sarai invalida non potrai sfuggirmi e dovrai…
La sala improvvisamente perse parecchi gradi e i liquidi nelle brocche si ghiacciarono. Gli occhi di tutti si puntarono sulla figura nera che era apparsa dal nulla accanto allo scudo, non potevano vederla ma…
Erik la guardò confuso- chi diavolo…
-Levale le mani di dosso dannato mortale…-disse una gelida voce fissandolo.
In quel momento Léonie sorrise serena. Come sempre, il suo dio non l’avrebbe abbandonata.



Capitolo 30: Don't you dare touch me!




Capitolo 30: Don’t you dare touch me!

Léonie stava chiacchierando tranquilla quando un ospite non gradito la venne a trovare.
-Léonie…
-Erik che ci fai qui?
Lui la guardò e il suo sguardo subito si focalizzò sul ventre di lei che ancora non mostrava segni di gravidanza.
Non ne avrebbe mostrati visto che anche nella sua prima vita non ne mostrò per più di quattro mesi e solo verso la fine iniziò a mostrarne.
Erano nel castello di Veronique, la donna aveva deciso di festeggiare il futuro De l’Épée e questo aveva comportato parecchi invitati.
Molto confusi tra parentesi su chi diavolo era il padre e come aveva scampato il sistema di sicurezza di Carter che, tra parentesi, stava ora spendendo ogni secondo nella ricerca del futuro cadavere.
Se avessero saputo chi era il padre ora sarebbe stato parecchio divertente…
Il secondo principe non era invitato ma a quanto pare era voluto apparire a rovinare la festa.
Alaric, che era tornato da parecchio sui campi di battaglia, aveva proprio voglia di rompergliela quella testa di cazzo che aveva il biondo…
-È vero?
-Vero? –chiese Léonie irritata
-Sei…incinta?
-Si –disse lei diretta
Lui la guardò- è…è…
-?
-Quello è…mio? –chiese Erik
I presenti si congelarono. Suo? Léonie e lui avevano…
-Erik…so che non sei un genio ma…devi fare sesso con qualcuno per avere un figlio –disse Léonie, la cosa era valida per tutti eccetto il dio dei morti ma mica andava a dirlo lei
La sala si tranquillizzò
-Lo so! –disse lui- e so che non abbiamo nemmeno scambiato un bacio ma io…io sono il padre vero?
-Per magia? –chiese Carter divertito
-Deve essere mio figlio! –disse lui- lo so e…e stavolta non…non vi…
Léonie lo guardò annoiata- non è tuo figlio
-Ma…
-Non è tuo figlio –rispose lei di nuovo
Lui allungò la mano e l’afferrò per il polso- tu sei mia…
-Erik ti do dieci secondi per mollare la presa prima che io ti faccia pagare tutto ciò che hai fatto…- disse Léonie seria
-Léonie noi due siamo destinati a stare insieme!
Lei scacciò la mano con forza- non osare toccarmi!
-Léonie sei la mia donna! Sei una mia proprietà!
-Non sono proprietà di nessuno eccetto della morte stessa! –replicò Léonie- non hai diritti su di me e non sei nulla per me. NULLA!
Lui sorrise- oh…capisco…
Carter fece segno alla sicurezza di intervenire ma fu troppo lento
-Allora…farò sì che tu non possa più sfuggirmi! –disse Erik lasciando cadere qualcosa a terra.
E in un secondo…tutti furono immobilizzati.

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Capitolo 29: Love and Hate




Capitolo 29: Love and Hate

Era strano per Léonie prepararsi di nuovo all’arrivo di un figlio.
Aveva speso così tanto tempo nella sua primissima vita e l’aveva perso nel modo più orribile.
Nella sua seconda vita aveva evitato bambini e partner perché non voleva ripetere la cosa.
In questa anche non aveva intenzione di avere partner.
No era scorretto.
Non voleva sposarsi o innamorarsi.
Perché avere il bambino? Perché voleva dare anche a quell’essere una possibilità.
Non era colpa del bambino ciò che era successo.
Non era colpa di lui se era morto.
Non era colpa di lui che lei era sua madre.
Che le concubine l’avessero ucciso.
Era ciò che le aveva dato speranza durante gli ultimi mesi di nozze con Erik.
Era ancora insicura se averlo fosse una buona idea o meno.
Ma non le dispiaceva avere un figlio.
Odiava l’idea di sposarsi.
Odiava l’idea di avere un amante.
Odiava l’idea di avere un partner sessuale…come darle torto? Non aveva mezzo ricordo decente di attività sessuali dopo che nella sua prima vita Erik aveva deciso che il consenso non era necessario con la propria moglie e che farle male nell’atto non era qualcosa di negativo.
Era rimasta traumatizzata, quella era la verità.
Odiava l’idea di marito.
Odiava l’idea di matrimonio.
Odiava l’idea di tutto ciò che era la Léonie sposata.
Odiava Erik.
Odiava le sue troie.
Odiava…parecchie cose.
Amava però il bambino. Era l’unica cosa che le aveva dato felicità quando era in quel mondo buio e freddo.
Il primo e unico raggio di luce.
Quindi se odiava il padre del bambino e come era stato creato, non riusciva però a odiare il bambino in sé.
Il dio della morte le aveva ridato il bambino e tolto il colpevole dal ruolo di padre.
Amava il dio della morte, vita e rinascita?
Stranamente la risposta era no.
Lo venerava. Lo rispettava. Lo adorava.
Ma non era amore il loro.
Per lui, lei era un umana che l’avrebbe favorito, venerato e sempre messo sopra ogni altro dio.
Per lei, lui era l’unico dio che le aveva dato vita e speranza durante i periodi più bui.
Non era amore, era rispetto il loro, erano legati da una relazione più forte dell’amore per entrambi.
Amore…era una parola, un sentimento che poteva con il tempo spegnersi.
Per loro una relazione che non circolava intorno a quel sentimento era meglio.
Perché non serviva l’amore nel senso romantico per vivere felicemente.
Non per lei almeno.



Capitolo 28: Shit Happens




Capitolo 28: Shit happens

Léonie stava riordinando dei barattoli quando perse l’equilibrio.
Alaric, che era venuto a trovarla, fece per prenderla ma venne preceduto da “qualcosa”.
Qualcosa che lui non poteva vedere la aiutò a tornare con i piedi per terra.
Poteva sentire solamente freddo.
-Grazie- disse Léonie
Alaric fece per mostrarsi ma qualcosa lo bloccò sul posto.
Qualcosa di freddo, un gelo che gli stava congelando le ossa.
-Lo so…solo un’altra oretta e mi riposo- disse Léonie
Stava…parlando con qualcuno?
Il barattolo che aveva in mano venne sollevato da qualcosa e messo sullo scaffale.
-Non devi aiutarmi, so che hai del lavoro da fare e…
Altri barattoli vennero sollevati
-Uhm?
La sedia venne spostata e l’essere continuò a riordinare i barattoli per lei
-Si il bambino sta bene. È tuo figlio dopotutto.
Léonie ridacchiò quando quell’essere rispose.
-Lo so, lo so
Un barattolo le venne offerto
Léonie lo prese con un sorriso- ti ricordi anche di quello? Non ricordo di avertene parlato…
L’essere le aveva evidentemente risposto perché lei sembrava parecchio contenta
-Davvero? Con tutto quel tempo la sotto non credo di avere una chiara memoria di cosa ho detto o meno
Un barattolo quasi cadde a terra
-Non fare così, non è colpa tua- disse Léonie
L’essere pareva contrario a ciò che lei diceva
-Erik? –chiese lei confusa
L’essere doveva aver risposto positivamente perché lei sembrò annuire
-Non è suo figlio quindi anche se provasse a fare qualcosa io sarei solo pronta a farlo fuori –rispose Léonie giocando con il barattolo che aveva in mano
Alaric si congelò. Che Erik avesse in mente di ferire Léonie o il bambino?
-Lo so. Ci proteggi –disse Léonie tranquilla- con te al mio fianco nulla può farmi male o fargli del male…
La stoffa del vestito di Léonie venne spinta leggermente quando una mano invisibile si era posata sul suo stomaco.
Léonie rise- non puoi sentirlo ancora! È troppo presto!
L’essere parve deluso dalla cosa e Léonie scoppiò a ridere
Alaric voleva dire o fare qualcosa ma di colpo sentì una mano gelida sulla propria spalla che lo tirò su di peso e fece apparire al di fuori dell’edificio. Lasciandolo parecchio confuso.
Qualcuno non voleva spioni.
Intanto Léonie sorrideva al dio della morte che stava cercando di capire come legare un fiocco all’orsetto che aveva portato per il bambino.
-Sei stranamente imbranato –rise lei
Lui sembrò mettere il broncio- non ho mai avuto figli, come posso sapere cosa fare?
Lei rise facendogli vedere come fare il fiocco- magari se abbiamo altri figli insieme potrai prendere mano…
Lui parve pensarci un paio di secondi prima di annuire. Dopotutto era il dio della rinascita oltre che della morte, poteva sempre prendere un neonato che era morto prima di nascere e rifare ciò che aveva fatto con il figlio di Léonie.
Lei sorrise quando ottenne l’approvazione e strinse l’orsetto nero che il dio le aveva regalato- perché non mi dai direttamente un famiglio? Sei l’unico dio che non mi ha forzato un famiglio addosso…
Il dio annuì- lo so…
-E?
-Il mio famiglio non è…normale…-ammise lui mostrandole un disegno
-Oh…difficile da nascondere- ammise lei- magari dopo che il bambino nasce?
Il dio annuì- magari il bambino può giocarci insieme?
-Ehm…certo…- disse Léonie poco convinta. Beh era il padre, magari invece di avere incubi lo trovava adorabile…
Dopo quello, Léonie fu forzata a riposarsi dal dio che si mise a sistemare per lei. Era strano ma, il dio dei morti era più gentile di parecchi umani che lei aveva avuto intorno durante la sua prima gravidanza.


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The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...