WitchandAngel : Speciali Halloween: 31-Ottobre-2015
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Il dottor Lucius e l'infermiera Night

Speciale Halloween
Il dottor Lucius e l’infermiera Night
Era una notte tempestosa quando la nave giunse sull’isola, una strana isola non segnata sulle mappe che l'equipaggio disponeva, che dire era pur sempre vero che Cristoforo Colombo aveva trovato una nuova terra due anni prima, ma durante il suo percorso quest’isola non c'era. Scesero con le spade in mano e i fucili in spalla, l'isola non presentava segni di vita, nella fitta vegetazione non si muoveva una foglia, nemmeno il vento rompeva quell’irreale immobilità. Si addentrarono nella vegetazione, speravano di trovare qualcuno a cui chiedere riparo e comunque dormire sulla spiaggia era un'idea tutt’altro che invitante. All'improvviso videro delle torce, incredibilmente accese nonostante la forte tempesta, e un sentiero in pietra chiaramente fatto dall’uomo. Seguendo le torce giunsero di fronte a un'enorme villa degna di un re o un conte, ma per quanto grande e imponente era comunque molto inquietante e surreale in quel posto, cosa ci faceva una villa in mezzo al nulla più totale? Ma a loro serviva un riparo per la notte e, pregando che i proprietari fossero di buon cuore, bussarono alla porta. Dopo pochissimi attimi un rumore di tacchi arrivò dall'interno e poi la porta si aprì e ai dieci uomini apparve ciò che credettero un angelo, una bellissima ragazza dai corti capelli biondi, la pelle era di un pallore cadaverico, ma era risaputo che le donne nobili erano molto pallide, gli occhi erano uno celeste e uno verde, indossava un vestito da gran signora, uno di quelli riccamente ricamati, il suo era nero e i ricami erano rossi come sangue, era un vestito con che lasciava scoperte le spalle ma aveva le maniche lunghe e strette, intorno al collo portava una strana collana nera, quasi un fiocco, che copriva tutto il collo. Li guardò per un attimo spaesata, poi si spostò e fece loro cenno di entrare. Appena i dieci grondanti d'acqua entrarono lei si affrettò a portargli degli asciugamani.
-È raro avere visitatori per noi- affermò la ragazza dopo poco- io sono Angelica Night, l'assistente del dottor e proprietario della villa, Lucius Demon- disse con un lieve accento francese- come siete arrivati qui?
-La tempesta ci ha costretti a una sosta, se lei e il signor Demon ci permetteste di restare il tempo che la furia del cielo svanisca, ve ne saremmo infinitamente grati- disse il capitano della nave, un uomo dai capelli biondi, di origine inglese, con occhi marroni e il cuore pieno di sogni
-Per me, signore, potreste rimanere, ma, come vi ho già detto, la casa è del dottor Demon, è lui che può ospitarvi-rispose lei sorridendo al giovane, era la classica donna che qualunque uomo avrebbe voluto e aveva già in mano il cuore del giovane e sognatore capitano che, si sapeva, aveva sempre sognato una storia d'amore come quelle di cui si leggevano nei libri.
-Angel- una voce rimbombò nella sala è un uomo elegante, con uno strano monocolo d'oro sull’occhio, degli occhiali in stile aviatore in testa, dei guanti da inventore , capelli neri come la notte e occhi celesti, scese le scale, ovviamente per loro tutti questi oggetti erano sconosciuti ma per quello strano inventore non lo era- non sapevo avessi invitato ospiti, i signori sono?
-Mercanti Dottor Demon- replicò la ragazza affrettandosi a raggiungere l'uomo, lui le dava del tu, lei usava il voi, era stranamente inquietante quell'uomo, questo pensò il capitano.
-Mercanti? E cosa fanno qui? –chiese l'uomo
-Ecco- iniziò il capitano ma il dottore si avvicinò a una finestra e disse, come se non l'avesse sentito e visto- Oh piove, Angel cara non è bellissima la pioggia?
-Si Dottor Demon- rispose la ragazza- i nostri ospiti vorrebbero trascorrere qui la notte
-E sia- disse lui- sarà interessantemente interessante. Falli accomodare nelle camere per gli ospiti, fa portar loro da mangiare e poi raggiungimi nelle mie stanze.
-Si Dottor Demon- rispose la ragazza abbassando il capo, il dottore sparì su per le scale e lei sorrise ai dieci uomini di mare- seguitemi, vi porterò nelle vostre stanze.
La casa era un gigantesco labirinto, se non ci foste stata lei a guidarli si sarebbero di sicuro persi.
-Signora, come fa a orientarsi in questa casa? –chiese il capitano rompendo il silenzioso rumore di passi
-Ho una buona memoria capitano e vivo qui da molto- rispose lei- le vostre stanze signori
Si era fermata davanti a un buio corridoio, c'erano una ventina di porte chiuse e un’irreale silenzio
-Quali sono signorina?
-Ne avete una l'uno, aprite quella che vi piace di più, tra poco qualcuno vi porterà la cena- rispose lei cominciando ad allontanarsi con il candelabro
-Qualcuno? Ci sono altri ospiti qui? –chiese il capitano aprendo una porta
-No, solo io, il dottor Demon e alcuni animali, nessun altro- rispose lei andandosene- buona notte signori, e attenti a non uscire di notte.
Erano circa le undici di sera quando si servirono dei passi per il corridoio, poi una porta aperta e un secco trascinare di un qualcosa di pesante. Il capitano della nave non aveva chiuso occhio ne toccato cibo, era sveglio e quei rumori erano inquietanti. Dopo ben 9 porte aperte e il rumore secco del trascinare qualcuno aprì la sua porta.
-Chi è? –chiese lui mettendo subito mano alla spada
-Io, Angel- rispose l'ombra della ragazza- ho sentito delle urla e sono venuta a vedere se era tutto a posto, lei sta bene?
-Si- rispose lui calmandosi
-Non ha mangiato nulla vedo- disse lei osservando il vassoio ancora pieno
-Non avevo fame- disse lui, non si fidava di quel tipo, il dottore, e il suo istinto gli aveva consigliato di non mangiare nulla.
-Oh capisco, se non le dispiace mi seguirebbe? Credo che ci sia un intruso in giro per casa
-Certo- rispose lui alzandosi e seguendola per i corridoi, lasciando il fucile e la spada vicino al comodo letto.
-Sa ho sentito un rumore di trascinamento- disse lui dopo un po'
-Forse uno dei serpenti del dottore è scappato-rispose lei tranquilla
-Dove stiamo andando?- chiese lui cominciando a sentire un rumore secco di colpi
-Dove si trovano gli altri signor capitano- rispose lei fermandosi di fronte a una porta in ferro e aprendola- prego entri
Lui entrò e lei si chiuse la porta dietro. Il dottore era in piedi, con gli occhiali calati e le mani impegnate a trafficare con ingranaggi meccanici- oh lui è ancora sveglio?
-Si dottore- rispose la ragazza- che faccio?
-Portalo dagli altri di la, si divertiranno.
Lei annuì e lo spinse attraverso una porta e facendolo cadere.
-Che cosa volete farci?!- urlò lui
-Quello che facciamo da secoli, sperimentare la durata umana, non è vero cara Angel? Perché non ti togli quella collana e quel inutile vestito? –disse il dottore
Lei ubbidì rivelando sul corpo enormi cicatrici.
-Ti piace? L’ho costruita io stesso utilizzando parti di tanti corpi di giovani donne e, ovviamente, quello di mia moglie, Angel Night, che morì a causa dei pirati. Da allora ho creato tanti...come potrei chiamarli? Ah si...Morti Viventi! Sono fedeli a me, colui che li ha creati. Presto tu e il tuo equipaggio li incontrerete.
-Lei è matto!
Lucius Demon rise- matto? No mio caro capitano, io sono un dio che ha scoperto come ritornare in vita dalla morte! Sono morto anch'io, eppure sono stato capace di tornare in vita e far tornare in vita chi volevo io! Si diverta signore, è pronta la cena.
Chiuse la porta ridendo. Il capitano guardò la grotta in cui era, i corpi dei suoi compagni, quelli che l'avevano seguito nell’esplorare l'isola e quelli che erano rimasti nella nave, stesi a terra immobili, rigidi e congelati. Erano morti, probabilmente il cibo era avvelenato. Non ebbe nemmeno il tempo di pensare che un'enorme zampa si mosse, poi si aprirono tre paia di occhi rossi e infine, sotto la luce della luna, un gigantesco cane a tre teste di mostrò all'uomo, e non era solo.
Nel laboratorio si sentì le urla dell'uomo e il rumore qualcosa che mangiava.
-Non è meraviglioso Angel?
-Si dottor Demon
-Che ne dici se creassimo un nuovo temporale per avere nuovi corpi?
-Sarebbe geniale signor Demon- rispose lei sorridendo
-Sai come vorrei chiamare questa zona di mare? Triangolo delle Bermuda, un luogo dove ogni mia creatura può vivere in pace.
-Lei è un genio dottor Demon
-Vieni mia cara, ho bisogno di te per un nuovo gioco
-Qualsiasi cosa lei voglia dottore- rispose lei avvicinandosi all'uomo

-Presto, molto presto, il mondo scoprirà il mio genio e pregherà che io non glielo scateni contro.

I'm

I’m...
La vita è solo una lunga serie di casualità, di scelte e di errori riparabili. Una routine infinita di abitudini e azioni che si ripetono a non finire. L'ho capito questo. L'ho capito ma forse l'ho capito troppo tardi, la mia storia era ormai finita quando l'ho capita davvero. Ma lasciate che ve la racconto dall'inizio. La prima cosa che ricordo è che la mia automobile ha avuto un incidente, mi sono ritrovata stesa a terra nel deserto, non sapendo praticamente niente di me, di chi ero e di cosa ci facessi li. L'auto su qui viaggiavo si era rotta a causa di un meteorite e io ero incredibilmente intera. Mi sono alzata e guardata intorno. Ero vicino a una stazione di servizio con un grande razzo e un’astronauta come insegna, accanto al bar e alla benzina c'era un garage. Ho guardato cosa avevo in auto, niente documenti, niente oggetti personali, niente di niente, nemmeno il mio nome. Era proprio un bell’inizio. Mi sono guardata i vestiti, una minigonna di jeans, scarpe con il tacco nere, un top attillato fucsia e un berretto verde in stile francese sui miei cappelli, che ho scoperto essere corti e biondi, ho anche gli occhi verdi e la pelle chiara, sinceramente non avevo idea di come ero fatta e per me era tutto nuovo. Sono entrata nel bar.
-Benvenuta – mi disse la voce annoiata dell’adolescente che stava alla cassa prima di rivolgermi un grosso e speranzoso sorriso- oh salve, posso esserle utile?
Il negozio era vuoto, tra i banconi con le solite cose delle stazioni di servizio, bibite, patatine, snack vari, sigarette, assorbenti, qualche cibo surgelato...le solite cose. Stranamente avevo una buona conoscenza generale ma non ricordando niente di me non sapevo quanto questo potesse essermi utile o meno.
-Salve- risposi io, scoprendo che la mia voce era dolce e armonica alla quale il sorriso del ragazzo dai capelli bruni e gli occhi verdi si allargò- la mia auto ha avuto un incidente...pensavo che...
Già a che pensavo? Non riuscivo a riordinare la mia mente, era uno schermo nero.
-Le serve un meccanico! È fortunata io lo sono! Mi chiamo Giovanni Meccanismo, ma mi può chiamare Rotella, lei è?
Nel dire questo si era avvicinato. Già chi ero? Non era facile per me ricordare...dissi il primo nome che mi venne in mente
-Penny Sim, puoi darmi del tu- sentii un suono, come se qualcuno approvasse la scelta ma non ci feci caso 
-Hai un bellissimo nome- disse lui sorridendo- aspetta qui, io dò un'occhiata all'auto
Mi sentivo fuori posto, mi muovevo come sotto forza di inerzia, ero stanca e non sapevo bene che fare. Era come se la mia mente fosse sotto controllo e io vedessi solo ciò che stava accadendo. Guardai un po' gli scaffali ma dopo un paio di minuti qualcosa mi spinse a uscire a controllare l'auto. Garage e meccanico erano spariti e la mia auto con loro...un bell’inizio vero? Una donna dai capelli neri, carnagione scura e occhi neri, con vestito elegante rosso guardava il cielo e guardo mi vide si avvicinò.
-Vuoi la mia villa?
-Ehm...come scusa?- fu tutto quello che risposi
-Oh scusa che maleducata! Io sono Daniela Alberghini.
-Penny Sim- avevo deciso che quello sarebbe stato il mio nome finché non avessi ricordato il mio vero nome. Appena sentii il nome Daniela Alberghini mi venne in mente una serie di fatti. Era sposata con un certo Maurizio Alberghini, aveva due figli una ragazza, Martina, e un bambino, Alessandro, era del Cancro e risultava tra la lista degli scomparsi e poi rinvenuti. Fantastico sapevo chi era lei ma non chi ero io!
-La faccio breve, io sono stata rapita dagli alieni, mio figlio, Alessandro, e mia figlia, Martina, mi hanno liberata. Sono diventato uno scienziato e una detective e mi hanno salvata. Ora sono di nuovo con loro ma vogliamo andarcene da qui, Stranizia, per una zona più tranquilla.
-Alieni...- la seguivo a fatica ma avevo capito quasi tutto parlava a raffica, dopo pochi secondi mi aveva confessato di tutto. Aveva sposato suo marito per soldi, aveva avuto un amante umano, un certo Don Lotario, e un alieno. Che era rimasta in cinta a sedici anni, aveva sposato così suo marito, che sua figlia non era davvero figlia sua, del marito intendo, ma di un terzo uomo, suo fratello da ciò che ho capito ma spero vivamente di aver capito male, che aveva provato ad uccidere il marito ma non ci era riuscita, aveva avuto una ragazza, aveva incoraggiato i suoi figli a stare insieme anche contro la loro volontà....non riuscivo a capire come, un estranea, mi parlasse così facilmente della sua vita! Io stavo zitta e ascoltavo, che altro fare? Dopo poco mi disse
-Sei davvero un'ottima amica, sai che faccio? La casa te la regalo! Tanto i soldi non mi mancano, in cambio però voglio che mi chiami ogni tanto ok? È già arredata e ha anche una cameriera! Ti divertirai moltissimo li, allora ecco le chiavi, ciao tesoro. Ci vediamo in futuro.
Mi mollò le chiavi e si allontanò sculettando fino a sparire nel nulla. Il mio primo pensiero fu “cosa cavolo è appena successo?!” Mi guardai intorno, ero nel deserto, non sapevo chi ero, cosa avrei fatto e dove diavolo era finita la mia auto. Sentii un cellulare squillare. Era lì a terra vicino a dove prima c'era la mia auto. Lo presi titubante e risposi
-Pronto?
-Ciao Penny
-Chi sei?
-Sono il Dottor Lucius Demon, mia cara. Vorrei ospitarti da me, vista la situazione in cui ti trovi e offrirti un lavoro così che tu possa avere un po' di soldi con te
-Grazie...sarebbe fantastico ma...perché io?
-Perché ho un PARTICOLARE interesse per te cara. Ora sali sull'auto che è dietro di te e vieni a conoscermi cara. A dopo.
-Aspetti!
Aveva già chiuso. Mi girai e dietro di me c'era l'auto che l'uomo mi aveva promesso. Salii su e in pochi secondi fui in una cittadina, era surreale. L'auto mi lasciò difronte a una villa e io, con un passo incerto, entrai nel cancello. In giro non c'era nessuno, e una statua di un meteorite e una donna che era seduta sopra a esso ornava la piazza. Appena aprii la porta qualcosa mi catturo e bloccò al muro. Ero un ragazzo con intensi occhi rossi e capelli neri.
-Sei venuta- riconobbi la voce come quella del ragazzo del telefono
-Sei tu Lucius? –Chiesi io stupidamente provocando il sorriso malizioso di lui
-Si, il primo lavoro che ti affido è questo...
Il primo lavoro che mi diede fu lavorare a casa di una vedova nera, una donna che si era risposata cinque volte, i suoi mariti erano morti in circostanze alquanto losche. Lucius voleva che io scoprissi che cosa era successo, io stranamente mi impegnai per accontentarlo, come se quello fosse il mio unico obbiettivo. Effettivamente era lei uccideva i mariti, il primo era morto di fame, il secondo bruciato, il terzo annegato, il quarto tritato, il quinto folgorato...lei affermava che qualcuno la controllasse e che non sapeva come quei ragazzi si fossero ritrovati stecchiti da un giorno all'altro...molto credibile vero? Sinceramente non le ho creduto ma quelli non erano affari miei. Tornai da Lucius che mi bloccò di nuovo all'entrata.
-Sei stata veloce
Gli raccontai tutto nei minimi dettagli e lui sorrise soddisfatto
-Ora sai che voglio che tu faccia? Devi...
Mi spedì dalla famiglia Niuton, per farla breve il marito aveva costruito sua moglie, lei aveva problemi esistenziali e a me è toccato aggiustarle i circuiti, ricevendo anche un bel po' di soldi da parte dell'uomo per l'aiuto. Lucius mi fece fare altre strane mansioni del genere, piano piano scoprivo sempre più segreti delle persone e proprio quei segreti era ciò che Lucius bramava di più. Dopo poco persi la voglia di sapere chi ero, Lucius era così strano ma aveva qualcosa che mi attirava. Mi diede tanti compiti, entrai in una base militare, incontrai gli alieni, dovetti sistemare molti problemi, era assolutamente assurdo il fatto che loro non riuscivano a fare anche azioni semplici. Poi tutto divenne assurdo... Lucius mi portò nel deserto e mi mostrò una gigantesca macchina.
-Sai in questo mondo le persone sono controllate, da me...
-Cosa...
-Non trovi strano che nessuno sappia fare nulla e che solo tu riesci a toglierli dai guai e risolvere i loro problemi?
-In effetti...
Mi prese per la vita e mi avvicino al suo petto- io voglio dominare, controllare! Mi aiuterai?
-Vuoi controllare? Cosa? Chi?
-Il mondo! La gente! Voglio incutere terrore essere...essere il cattivo della storia il vincente! Quello che conquista tutto- disse con voce sicura poi abbassò lo sguardo su di me e come se fosse imbarazzato mi disse- e che si...ecco magari...prende anche la ragazza
-La ragazza...-Stupidamente lo chiesi- io?
-Tu
-Mi stai chiedendo di aiutati a controllare il mondo? Di stare con te e fare la cattiva?
-So che può essere strano ma...
-Si...voglio aiutarti
-Allora è il momento che ti ricordi chi sei, tu sei Angel Night, mia moglie, un incidente ti ha cancellato i ricordi, ora vieni ti mostrerò cosa ho in mente
-Si
-Voglio conquistare il mondo ma non solo di questo secolo, cominceremo dal passato e continueremo per secoli...formeremo un'isola tropicale e creerò le invenzioni e i mostri più geniali dell'universo e li scatenerò contro il mondo.
Lo guardavo, imbarazzata dalla vicinanza e dalle nuove informazioni, mi strinse più vicina. Passammo un tempo info in a studiare, ci alzavamo, lui si chiudeva in laboratorio, io mi occupavo della casa, lui mi prendeva in braccio e si occupava di me, cene romantiche, passeggiate...era un sogno che si ripeteva all'infinito. La mia vita era perfetta ma finì presto per poi ricominciare. Qualcosa accadde, non so cosa, non lo ricordo, so che sono morta e poi rinata. Lucius era un genio, mi riportò in vita con un nuovo corpo, un pochino più sexy se vogliamo, uno dei miei occhi era diventato celeste, aveva utilizzato solo le mie parti originali e tutta la sua conoscenza. Ero ricoperta da cicatrici ma lui mi voleva lo stesso. Anzi sembrava che il fatto che mi avesse quasi perso lo avesse solo avvicinato a me. Anche lui ora è eterno...non so bene come o quando sia successo ma non mi importa, posso stargli vicina e questo ciò che voglio...
“Aiuto mi sta controllando”
...cosa ho detto? Che schiocca che sono...devo essere stanca comunque...
“Io lo amo anche se mi controlla da secoli come una marionetta...”
Infondo io...

“Sono solo una bambola”

Il diario

Il diario
Eravamo seduti al tavolo della sala da pranzo, la luce era saltata proprio sul più bello, durante uno dei nostri film horror. Ho acceso una candela e ci siamo seduti attorno a quella fiacca luce. Poi a uno di noi è venuta l'idea di andare in cantina a controllare il contatore, mi pare fosse stato Mark ha proporre l'idea. Quando è risalito ha detto che la luce era apposto e che aveva trovato un diario, sembrava macabro così ha proposto di leggerlo. In casa eravamo in sei, me compresa, Mark, John, James, Jean, Julie e ovviamente io. Ci siamo seduti e abbiamo tirato a sorteggio, io non volevo leggerlo ma la sorte ha designato me come lettrice. Mi sono schiarita la gola è ho cominciato. Era il diario di una certa Virginia, vissuta nel medioevo, era al servizio di una contessa, che per la prima parte del diario chiama “La splendida Contessa”. Vi riassumo la storia, anche perché è  noiosa. Praticamente la Contessa era arrivata al palazzo quel giorno, quando il diario è iniziato, il Conte, proprietario del castello, era morto dopo averla sposata la prima notte di nozze, Virginia affermava che era stata una vera e propria sventura per la donna. Dopo le prime settimane arrivano i corteggiatori e sembra che a la Contessa facesse piacere tutte quelle attenzioni, Virginia confessa poi che la Contessa aveva diversi amanti. Il diario parte a metà aprile ma diventa strano alla fine di aprile. Virginia scrive che la Contessa la sveglia di notte e che, mezza nuda, l’accompagna nella sua stanza dove trovano un uomo morto pugnalato, senza chiedere niente Virginia porta l'uomo nei sotterranei. Il giorno dopo la Contessa dice che l'uomo era sparito la mattina presto e nessuno chiede nulla. La storia comincia a ripetersi più volte e Virginia diventa complice della Contessa. Prepara un sonnifero apposito per l'amante e un coltello, la Contessa si diverte con loro e poi li ammazza quando si addormentano per il sonnifero. Virginia poi impazzisce, dichiara di amare la contessa e che la vuole ma la donna la rifiuta perché le serve, così Virginia la uccide nello stesso modo in cui la Contessa ha ucciso prima. Virginia poi si toglie la vita per amore.
Ma il diario continua, forse con qualcun'altra che lo scrive ma sembra proprio la stessa Virginia a farlo. Le pagine diventano sempre meno. Virginia dichiara la sua innocenza e che non era giusto il fatto che fosse intrappolata in quella casa, poi il diario finisce con una frase “Ti amo tanto Contessa”, qualcuno lo sussurra e poi la luce si accende. Una ragazza ridacchia e ci sorride.
-Oh avete trovato il mio diario eh?
Si sono messi tutti ad urlare tranne me. Io ho sorriso alla ragazza
-Virginia cara- ho detto, tutti si sono voltati e mi hanno chiamata con uno strano nome.
La mia cara serva ha sorriso e si è avvicinata a me- come sta Contessa?

Poi mi ha sollevata in aria e mi ha portato via. Ho visto i ragazzi prendere il diario e leggere una nota alla fine “Chiunque leggerà la Contessa e Virginia diverrà”. Poi ho sentito solo delle urla e delle pugnalate, il giorno dopo i ragazzi erano spariti e io ero tornata viva. Virginia sorride sempre e mi porta sempre qualcuno con cui giocare, sono fortunata ad essere con lei, no? L’ex proprietaria del corpo ha pianto per un po' la mancanza degli amici poi si è arresa a me. Siamo in due a tenerla legata e prigioniera nel mio nuovo corpo, io e Virginia di certo non lasceremo mai che se ne vada, ci si diverte davvero tanto in tre...

The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...