WitchandAngel : FanFic: Pucca
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Forse aveva ancora una possibilità

FanFic: Pucca
Attenzione, i personaggi di Pucca non sono di mia proprietà la storia è solo ispirata a loro.
"Forse aveva ancora una possibilità"
***
Pucca aprì gli occhi, ancora, ancora un'altra notte insonne, ancora un altro sogno incomprensibile, ancora un altro incubo, si avvolse nelle coperte, era primavera ma aveva freddo, molto freddo. Si strinse le ginocchia al petto e lasciò le lacrime scendere in un pianto silenzioso, era stanca di tutto quello, stanca di venir rifiutata, stanca di inseguire, di combattere, di mangiare, di dormire...era stanca di vivere, eppure era là, nolente o volente, a vivere quello che per lei era un'inferno perché, sebbene indossasse la maschera da allegra ragazzina, nessuno sapeva che scheletri aveva nell'armadio, che ombre le tormentassero il cuore, che dolore provava a vedere tutti così felici. La sognava quasi ogni notte, una donna dal volto celato nell'ombra che cadeva a terra, lei era piccola a quel tempo ma sapeva chi era, era una donna legata a lei da vincoli di sangue, non sapeva dire chi fosse, sapeva solo che la stava lasciando andare, non sapeva se era un'invenzione della sua mente o se fosse una scena vista in passato o forse qualcosa che sarebbe accaduto in futuro, ma sapeva che era legato a lei e alla sua vita. Spostò una ciocca di capelli dietro l'orecchio, non aveva tanta voglia di alzarsi, né di vedere qualcuno. Guardò la sua stanza, aveva ridotto l'ossessione per Garu, ora la maggior parte dei poster e delle foto erano spariti, conservava solo quelle di gruppo e poche singole, era maturata e tutti quei Garu, da quando gli incubi erano iniziati, le davano molta inquietudine, specie al buio. Aveva oramai diciassette anni e presto avrebbe fatto il suo diciottesimo compleanno, si lasciò ricadere sul letto e spense la sveglia, le finestre erano sigillate e la porta chiusa a chiave, si sentiva più sicura così. Lasciò che il tepore delle coperte la riscaldasse e la conducesse lentamente tra le braccia di Morfeo,  in quel momento avrebbe voluto rimanere in quel dolce stato di incoscienza e di dormiveglia, in quel stato che precedeva il sonno profondo e veniva dopo il dormi veglia. I suoi capelli neri, lunghi fino a metà schiena, erano sparsi sul morbido cuscino, in quel periodo si erano scuriti, la sua pelle era molto pallida, le sue labbra più rosse e i suoi movimenti più veloci, era come se fosse in qualche modo migliorata e peggiorata allo stesso tempo. Si poggiò una mano sul cuore accertandosi che, nonostante fosse attutito dalla camicia da notte nera, fosse ancora lì a battere. Si concentrò su quel rumore regolare, la tranquillizzava molto. Si accoccolò lasciando che la stanchezza avesse la meglio. Chiuse gli occhi e lasciò che ogni suono svanisse, solo il battito rimaneva perenne e questo faceva sì che lei si addormentasse con calma e serenità. Silenzio, questo le serviva, ma questo non era mai possibile in quella casa. Sentì bussare alla porta
-Pucca sono zio Raviolo, sei sveglia?
Si mise il cuscino sulle orecchie, se stava immobile e in silenzio loro se ne andavano. Dopo poco infatti lo zio scese le scale e la lasciò in pace. Sospirò sentiva che era ora di uscire anche perché sapeva che presto sarebbero tornate le voci.
-Dormi ancora Pucca?
Si alzò di scatto e perlustrò la stanza con lo sguardo.
-Ancora mi cerchi? -rise quella voce così oscura, minacciosa e maschile
-Farai ciò che dico vero?
Lei scosse la testa, qualcosa le strinse la gola e la alzò dal letto.
-Non hai capito con chi hai a che fare?
Urlò. Sentì qualcuno correre per le scale intanto che la presa aumentava.
-Pucca! Se vuoi sopravvivere devi ubbidirmi!- continuò la voce alzandola ancora di qualche metro
Garu sfondò la porta insieme a Tobe, ormai i due erano diventati amici, anche Ring ring le era diventata solo nemica, dopo aver mandato Garu a quel paese poiché era "un bambino che non avrebbe mai fatto l'uomo" secondo lei, la trovava solo antipatica non più una rivale, la cosa era reciproca comunque. La videro sospesa a mezz'aria la voce la lasciò cadere sul materasso, lei si mise a tossire. L'ombra che la teneva per il collo ritornò nell'oscurità della stanza, nel suo nascondiglio preferito, l'ombra di Pucca.
-Stai bene? -chiese Tobe preoccupato
-Uscite! -urlò lei di istinto, senza accorgersi di aver parlato, qualcosa scaraventò i due fuori dalla porta e chiuse la porta dietro di loro.
-Vedi Pucca? -lei aveva le mani sulla bocca- posso regalarti ciò che tu vuoi, tutto ciò che tu desideri...e voglio solo una cosa in cambio...la tua mano sinistra...allora, accetti?
-La...mia mano? -chiese Pucca guardandosela, avere tutto quello che voleva in cambio di una mano? Che cosa poteva significare infondo? -perché la sinistra?
-Per varie ragioni...non è la mano che voglio...ma ciò che rappresenta
La sinistra era quella che si usava chiedere per sposarsi, intendeva quello? Non era possibile.
-Ciò che rappresenta? Non capisco...ma...-l'aveva tormentata fin dalla culla, anche se ora aveva aumentato la dose di attacchi, era stanca ma non ancora battuta- per ora...rimane un no
Si alzò dal letto e si preparò alla svelta, una doccia veloce nel suo bagno privato e poi si era vestita. Il suo stile era cambiato dall'oggi al domani, dai vestitini Rossi e i capelli legati era passata a gonne nere con catene, oppure jeans in pelle attillati con una cintura a forma di teschio, magliette scollate e attillate, la sua preferita era una che aveva le maniche in stile strega era bianca con dei draghi disegnato sopra neri e aveva le maniche nere, le faceva risaltare la terza che aveva. I capelli erano lunghi e ora si divertiva a lasciarli liberi oppure a fare qualche piccola treccia tra un paio di ciocche. Era raro che in quel periodo uscisse ed era la primissima volta che si vestiva così di giorno, la sera nessuno ci prestava attenzione ma di mattina?
-Pucca! -intanto i ragazzi bussavano per sapere se stava bene.
Uscì dalla porta della camera, ci aveva messo si e no cinque minuti a sistemarsi per la giornata, era sempre stata super rapida. Il locale era ancora chiuso, avrebbero aperto a momenti, infondo era ancora buio fuori. Ormai usciva solo dall'alba al tramonto, si trovava meglio al buio che alla luce. Scese le scale e ignorò totalmente i ragazzi. Arrivò alla porta ma una stella ninja si conficcò a qualche centimetro da lei.
-Pucca? -chiese Tobe guardandola tra il preoccupato e il confuso, anche lui era cresciuto, ora era davvero un bel ragazzo...uomo visto che aveva due anni più di lei.
-In persona- rispose lei, i suoi occhi a mandorla si fissarono in quelli scuri del Ninja
-Dove vai a quest'ora e conciata così per di più- chiese il Ninja, anche se non l'avrebbe mai ammesso Pucca gli piaceva e la cosa, benché l'avesse capito solo da due anni, era reciproca anche per la ragazza, anche se Garu era ancora ai primi posti.
Lei sorrise e aprì la porta- chissà
Uscì con calma e si ritrovò subito davanti Ring Ring che rise- oh Pucca che stile penoso
La voce della ragazza aveva attirato l'attenzione di tutti che ora le guardavano
-Dici? -disse Pucca guardandola con aria di sfida- almeno io cambio il mio stile, tu indossi ancora lo stesso vestito che indossavi a 15 anni, cresci un po'
Non sapeva bene cosa le fosse preso e perché stesse rispondendo ma non le importava granché.
-Come osi?! Mocciosa! -urlò quella entrando nel suo stato di combattimento e colpendola con i capelli e facendola finire contro un albero, facendole anche abbastanza male per dirla tutta- tu non sei nessuno! Tu sei solo una mocciosa che i tre cuochi hanno adottato! Non ti volevano i tuoi figurati se ti vorrà mai qualche ragazzo!
Tutti guardarono Ring ring, stava dicendo cose davvero perfide, era vero che Pucca era stata adottata, ma non c'era bisogno di ricordarglielo
"Pucca...perché continuare a soffrire? Vuoi fargliela pagare vero?" -la voce aveva ricominciato a parlarle e a incitarla ad accettare il patto.
-Allora stai zitta eh? Non importa a nessuno perché non parli! Non importa a nessuno perché esisti e non importa soprattutto al tuo amato Garu figurati a Tobe!
Pucca si alzò dalle macerie, aveva lasciato che la "bella" la prendesse con quei suoi capelli e ora la ragazza la teneva a mezz'aria con quella sua chioma celeste
"Allora?"
-Accetto- disse lei a voce bassissima
-Cosa? -chiese Ring ring- ora parli anche da sola?!
Pucca le afferrò i capelli, mentre i suoi si stavano alzando.
-Ora hai davvero rotto- disse con voce incavolata Pucca mentre la voce rideva.
"Finalmente!"
La sua mano sinistra venne coperta da uno strano simbolo e lei riuscì a spezzare i capelli d'acciaio di Ring Ring. Si allontanò ma rimase comunque sospesa a mezz'aria e evocò due spade, voleva la guerra? Bene l'avrebbe avuta!
-Pucca? -chiese qualcuno
Il cielo si era oscurato e intorno a lei c'era un'aura demoniaca
-Preparati a morire...
***
Si alzò di scatto e guardò la stanza di ospedale, ma che cavolo si era sognato?! Guardò la sveglia, le cinque del mattino. Aveva avuto la febbre forse...guardò accanto a sé Pucca, si era addormentata sulla poltrona, aveva badato a lui tutta la notte. Sorrise, quella ragazzina lo tormentava anche nei sogni. Si rigirò nel letto, aveva ancora diciotto anni e lei solo sedici, in più lei sembrava innamorata persa di quel ninja di nome Garu, eppure era lì con lui, non con Garu. La guardò e si mise una mano sull'occhio bendato, aveva sfidato Garu, era stato quasi ammazzato da una frana e curato dalla ragazza che amava ma che non poteva avere...una bella giornata insomma. Guardò ancora la ragazza, lunghi capelli neri e lisci come seta, labbra rosse, occhi dolci, pelle perfetta e un fisico aggraziato, delicato ma incredibilmente forte. Sapeva che era stata lei a tirarlo fuori da quella frana e che l'aveva curato lei, nonostante tutto quello che le aveva fatto passare...era una ragazza dal cuore d'oro. Provò a mettersi a sedere, facendosi male alla spalla ancora dolorante. Lei si era svegliata subito, anche se il ninja non aveva fatto alcun suono. Gli mise una mano sul petto e con delicatezza lo rifece coricare. Gli cambiò le bende senza dire nulla e gli porse una medicina.
-G...grazie- disse lui all'improvviso facendola voltare a guardarlo, era raro che lui le parlasse- io...beh io volevo ringraziarti...per...per tutto
Lei sorrise gentile e tornò a sistemare le medicine. Quel sorriso gli aveva fatto aumentare il battito, guardò Garu entrare e lei salutarlo, da quel che sapeva loro stavano insieme...la cosa lo infastidiva. Garu dopo aver lasciato dei fiori per Tobe uscì lasciandoli soli.
-Pucca...posso farti una domanda?
La ragazza si sedette accanto a lui e annuì tranquilla, sembrava non importarle il fatto che lei fosse sola con lui.
-Stai con Garu?
Lei ridacchiò e scosse la testa
-Allora...ti piace? -chiese lui pronto a una risposta positiva
Lei alzò le spalle.
-Lo ami? -chiese ancora Tobe
Lei scosse la testa, cosa che stupì molto e rassicurò il ninja
-Allora, lo amavi?
Lei annuì, nessuno sembrava aver capito che il suo amore per Garu era sempre stato platonico, non lo amava ma le piaceva e per molto nemmeno lei l'aveva capito.
-Quindi ora non lo ami più?- chiese con fin troppo entusiasmo il ninja.
Lei ridacchiò e lo guardò come a chiedergli perché quelle domande, ma nonostante tutto annuì. Il ninja sorrise, Pucca uscì un secondo per parlare con il medico e Tobe esultò mentalmente, forse aveva ancora una possibilità.

Fine.

Love me

Attenzione: i personaggi della storia non sono di mia proprietà, questa storia è solo ispirata al famoso cartone.
Love me
Come ci erano finiti così? Lei lo guardava stranita, di solito le posizioni erano invertite, era lei a costringerlo a baciarla non il contrario, come era potuto cambiare tutto così facilmente?
A pensarci come era accaduto? Pucca aveva due anni meno di lui, Ring Ring ne aveva cinque in più, e il suo fisico già li dimostrava, Ching aveva la sua età, ma la considerava come una sorella, le altre ragazze non le guardava nemmeno, solo lei riusciva a metterlo in uno stato confusionale totale. Era molto estroversa, gentile e soprattutto dolce, per il suo "onore Ninja" fingeva di odiare quei baci, ma chissà perché lasciava sempre la porta aperta o si faceva trovare facilmente e poi era divertente farsi rincorrere da lei, ma non sopportava vederla piangere o in pericolo, gli spezzava il cuore. Con il tempo la forza sovrannaturale di Pucca sembrò essere sparita, in compenso il suo corpo iniziò a sviluppare le forme da donna, anche il carattere era cambiato, era maturata molto in poco tempo e la cosa continuava a stuzzicare il giovane Ninja. Ring Ring superati i 15 anni lasciò perdere Pucca e il suo amore per Garu, era un moccioso che per quanto carino non avrebbe MAI allungato me mani e lei voleva un uomo VERO, diceva, infatti era andata con mezzo mondo da quel che si diceva al villaggio. Per quanto riguardava Tobe, che aveva solo un anno in più rispetto a Garu, aveva rinunciato alla sete di Vendetta ma aveva sempre il conflitto aperto contro Garu, infatti ora era per questioni di Cuore che i due Ninja si sfidavano, infatti Tobe si era innamorato di Pucca iniziata la pubertà e Garu invece aveva cominciato a vedere Pucca come donna e non come "impiccio" è la cosa poteva essere pericolosa, che avrebbe fatto se avesse perso il controllo e avesse "osato" fare qualcosa di altamente disonorevole? Infondo Pucca era una bambina ancora, per quanto attraente e carina, ignara di cosa facevano gli adulti e dei "desideri" che un uomo poteva avere nei suoi confronti. Benché molte cose fossero cambiate l'amore di Pucca nei confronti del suo Garu non era cambiato, si non gli saltava più addosso, ma lo coccolava con regali e ogni tanto gli rubava qualche bacio. Era tutto così complicato ora che erano cresciuti! Abyo aveva già "reso sua" Ching e progettava di sposarla, infondo aveva l'età di Garu, non doveva spettare poi moltissimo per poterla sposare, Pucca aveva già iniziato ad aiutare Ching con il vestito da sposa, Tobe aveva cominciato a inviare regali a Pucca, cosa che ingelosiva Garu, ma Pucca sembrava non aver subito quelle variazioni, era come da piccola, forse un po' più matura, ma non le interessava ancora il mondo degli adulti, cosa che attirava ancor di più gli sguardi dei ragazzi. Ma tornando a quel momento, per capire cosa era successo dobbiamo tornare indietro di un paio di ore. Erano al Goh-Rong, avevano appena chiuso il locale, c'erano solo loro, Pucca, Abyo, Garu e Ching. Abyo si era accoccolato con Ching, era la sua ragazza era normale, ma la cosa metteva Garu in suggestione, lui non poteva permettersi di farlo con Pucca. Suonarono al campanello, proprio mentre Abyo sta raccontando la famosa prima notte per la millesima volta, non aveva pudore quel ragazzo!
-Pucca?
Pucca annuì
-Per lei- le diede un mazzo di rose
Pucca richiuse la porta e le posò al tavolo, Garu le guardava come se avesse di fronte il nemico peggiore del mondo
-Che belle, chi te le manda? -chiese Ching guardandole, Pucca alzò le spalle, non è che le importasse molto, infondo se non erano da Garu se ne sbarazzava e vista la faccia del ninja non era lui il mittente.
-Pucca immagini di chi siano?
Prima che Pucca potesse rispondere a Abyo si sentì bussare. Pucca con calma sui suoi tacchi raggiunse e aprì la porta. Fece avanti e indietro per una dozzina di volte, aveva ricevuto rose, cioccolata, vestiti, gioielli e ad ogni nuovo regalo Garu perdeva sempre più la calma. Calma che perse all'ennesimo battere alla porta. Infatti si alzò, con in mano la roba che avevano mandato a Pucca, la poggiò di lato alla porta e aprì.
-Pucca è in casa? Sono stato ingaggiato per farle una serenat...

Prima che finisse la frase Garu l'aveva pestato e scaraventato fuori insieme ai regali ricevuti. Tornato in sé, guardò Pucca che invece di arrabbiarsi rideva e gli diede un bacio. Garu sorrise, non avrebbe mai odiato il ninja, lo sapeva benissimo, ma ogni tanto una conferma non gli faceva male. Infondo Pucca aveva solo 16 anni, non sapeva se un giorno si sarebbe svegliata e avrebbe detto "non ti amo più", ma sembrava che la ragazza avesse intenzione di rimanergli fedele a vita. Dopo quel piccolo "incidente" Pucca accompagnò Garu a casa, era sola visto che gli zii erano in Africa a fare un safari e a cercare nuove spezie per una nuova ricetta. Abyo aveva invitato Ching a casa sua, aveva una casa tutta sua e i due dormivano spesso insieme lì, ormai si consideravano sposati, mancava solo l'anello. Garu aprì la porta e fece entrare Pucca, i gatti non si sapeva che cosa stessero facendo, erano molto uniti e gironzolavano spesso per il bosco da soli, avevano anche loro i loro segreti, e quindi erano soli. Era una bella serata di luna piena quella, si sedettero in veranda a guardare le stelle, avevano ripreso a parlare entrambi, anche se parlavano poco ancora, Pucca aveva avuto problemi alle corde vocali da piccola e aveva perso la voce per oltre 2 anni e per non lasciarla sola anche Garu smise di parlare, Pucca quando riebbe la voce non la usò, si era avvicinata molto a Garu e questo le piaceva e non voleva allontanarsi riprendendo a parlare. Lui non era molto attratto dalle stelle ma Pucca era molto più interessante, in quel momento era bellissima illuminata dai raggi e poi, quando si girò a guardarlo per capire cosa lo turbava, non resistette all'istinto di baciarla. All'inizio Pucca era stranita, non le era mai capitato che Garu la baciasse, non senza un motivo almeno, infatti lui la baciava quando lei era triste o forzato da qualcuno, ma mai così appassionatamente, ma poi si lasciò andare e ricambiò il bacio. Garu sembrava un predatore in quel momento e la sua preda era Pucca, la desiderava e se non si fosse allontanato subito avrebbe potuto costringerla a fare qualcosa che lei magari non voleva. Fu lei però a stupirlo, lo attirò più vicino, intrecciando le dita della mano destra con quelle della sinistra di lui e poggiandogli la mano sinistra sulla spalla per avvicinarlo. Lui la teneva vicino tenendo la mano destra sulla sua schiena, non voleva lasciarla andare. Pucca sciolse le mani e le mise dietro al collo di lui lasciandosi così abbracciare da Garu che intanto aveva iniziato a pensare a come scusarsi per ciò che stava per fare. Quando si risvegliò era accanto a Pucca, l'abbraccia e lei dormiva sul suo petto tranquilla, sorrise pensando a cosa era successo la notte prima e a come Pucca avesse preso poi l'iniziativa, ma ora aveva un piccolo problema, come glielo spiegava agli zii che la loro "bambina" si sarebbe sposata di punto in bianco? Perché l'onore Ninja stabiliva che dopo ciò che era successo si sarebbero dovuti sposare, anche se Garu voleva assicurarsi che Pucca non finisse in mano ad altri, doveva essere solo sua e poi...aveva vinto contro Tobe no? Pucca si svegliò e lo guardava sorridendo, sapeva che ora lui non l'avrebbe lasciata, infondo anni di pazienza erano servita a qualcosa se ora aveva il ninja tutto per sé no? È questo non era che l'inizio della loro vita insieme.

Uno strano sogno

Uno strano sogno
Attenzione: i personaggi non sono di mia proprietà, questa storia è ispirata al cartone animato Pucca, buona lettura.
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Si era alzata con quell’idea. Aveva aperto gli occhi, aveva visto il volto di Garu dappertutto, ma era normale visto i numerosi poster e oggetti che aveva con la faccia di quel ninja. Però stavolta non aveva provato l’istinto di baciarlo, non dopo ciò che aveva deciso. Aveva proprio esagerato lui il giorno primo, come si era permesso? Non lo sopportava, non lo poteva perdonare. Aveva faticato ad addormentarsi, aveva avuto molto a cui pensare, e dopo tante seghe mentali aveva deciso cosa fare. Si era alzata, si era lavata e ora, con solo l’intimo addosso, stava davanti allo specchio. Era cresciuta, aveva sedici anni, aveva il corpo di una fanciulla, aveva cominciato a far uscire le sue forme già da qualche anno, ma sembrava che al ninja non fosse mai importato, era magra, alta, con un fisico perfetto, le curve ai punti giusti, eppure quel cretino se ne era accorto solo il giorno prima. Aprì l’armadio, di solito si sarebbe messa uno di quei vestiti che coprivano le sue curve, sapeva che Garu odiava chi le metteva in mostra, ma lei aveva tanti vestiti che la esaltavano, si mise una mini-gonna nera di jeans, una maglia senza maniche bianca, attillata e con un generoso scollo, i suoi stivali neri in pelle con il tacco a spillo, tanti braccialetti bianchi e altrettanti neri, un anello con il simbolo dello Yin e dello Yang, degli orecchini a pendente, uno nero a forma di coltello e uno bianco a forma di scudo, si era leggermente truccata, un trucco che appariva naturale e che non dava nell’occhio ma la faceva sembrare più grande di uno o due anni, fece per legarsi i capelli nei due odango che portava sempre, piacevano tanto a Garu, ma perché? Perché doveva farseli? Prese una spazzola e se li spazzolò, li lasciò lisci, le arrivava al sedere ed erano mossi. Si guardò soddisfatta, vestita così avrebbe avuto qualche possibilità in più. Garu era un bambino infondo, nonostante i suoi diciotto anni, e non capiva nulla di donne. Prese la sua borsa a tracolla nera, la sera prima l’aveva preparata per il giorno dopo. Infondo era il suo giorno libero, gli zii non avrebbero fatto problemi su dove andava. Fece in fretta ciò che aveva deciso di fare, lanciò il sacco dalla finestra facendo centro nel bidone dell’immondizia. Scese le scale e si diresse in cucina, doveva avvisarli che usciva però. Prima di salutarli prese un respiro profondo, non parlava da anni, da dopo che aveva avuto l’influenza e le sue corde non le avevano dato il permesso di parlare per un mese e poi Garu aveva smesso di parlare, avevano tutti pensato che avesse fatto un voto, cosa che lui non aveva né confermato né negato, e lei per solidarietà aveva deciso di star zitta, non era stato facile, poteva parlare ma non lo faceva mai, tranne quando era sicura che era sola. Entrò nella cucina, diede un bacio sulla guancia a tutti e tre i suoi zii, anche se in realtà non lo erano, era stata trovata davanti al locale quando era piccola, i tre avevano mantenuto la cosa segreta, anche se gli adulti lo sapevano, e tutti pensavano fosse davvero la loro nipotina. Si diresse verso l’uscita sul retro.
-Quanto sei carina oggi Pucca, vai da Garu? –zio Raviolo la stava guardando, il Goh-Rong avrebbe aperto a minuti ma i tre zii avevano puntato gli occhi sulla nipote.
-No, vado a fare un giro sul motorino, torno prima di pranzo promesso. Ciao –uscì di fretta
-Si un bel giro in moto…-tutti e tre si erano bloccati e si erano scambiati un’occhiata
-Pucca ha…-Ho non credeva alle sue orecchie
-Ha parlato…-concluse la frase Linguini
I tre sorrisero. Zio Raviolo disse ciò che pensavano tutti- dobbiamo festeggiare! Facciamole una festa a sorpresa!
-Invitiamo tutto il villaggio! –Ho era al settimo cielo
-Forza, prepariamo i miglior piatti che il Goh-Rong e il villaggio di Sooga abbiano mai visto! – Linguini prese a impastare gli spaghetti
A tutti la voce della ragazzina era mancata, ma nessuno aveva mai nemmeno pensato di chiederle perché non parlava.
Pucca si infilò il casco nero, il suo motorino era bianco e nero, l’aveva ricevuto come regalo per il sedicesimo compleanno, era più veloce di quello vecchio e molto più agile. Salì in sella e partì, di solito sarebbe andata a tutta velocità ma non doveva rincorrere Garu quindi andò con calma. Sapeva dove trovarlo, sapeva che era solo, sapeva tutto anche se lui non lo immaginava nemmeno. A furia di spiare Garu aveva anche imparato accidentalmente le abitudini dei suoi nemici. Nemici…già lei non ne aveva più, Ring-Ring e lei ora erano buone amiche, anche molto legate a dire il vero, quindi non aveva più nemici. Arrivò, come aveva previsto, il ninja era scattato sull’attenti appena l’aveva vista arrivare, non capendo cosa ci facesse la ragazzina lì. Con calma si tolse il casco e lo poggiò sul sedile, scese e guardò il ninja con il volto scoperto, non era raro che lei lo trovasse senza quel cappuccio, ma era raro che lei lo andasse a trovare.
-Che ci fai qui Pucca? –la voce del ninja era calma, sorpresa e leggermente intimorita. Sapeva che era solo in casa e affrontare quel demone non era una buona idea. Guardò la ragazza, la studiò, era una donna attraente senza dubbio, forte e coraggiosa, peccato che avesse quella assurda smania di essere buona. Si soffermò sullo sguardo della ragazzina, vendetta, c’è l’aveva scritto in faccia, voleva vendicarsi, ma di chi? Lui non aveva fatto niente a Garu, non ancora per lo meno
-Sono qui per proporti un affare- la sua voce era tranquilla e dolce, tuttavia il ninja si bloccò, era la prima volta che la sentiva parlare
-Un’affare? –stranamente intuiva che aveva a che fare con Garu, quell’odioso ninja
-Si, vorrei il tuo aiuto- il suo sguardo era irresistibile, serio, crudele e voglioso di vendetta, stranamente la trovò molto attraente, quel viso da angelo con lo sguardo e i poteri del demonio. Si quella Pucca lo attraeva
-In cosa? –era guardingo ma lo sguardo di Pucca la diceva lunga, voleva vendicarsi
-Voglio vendicarmi e so che tu vorrai aiutarmi- sorrise sicura
-Ah sì? E di chi? - tutta quella sicurezza e quei dannati occhi lo attiravano
-Di una tua grande conoscenza- fece una pausa- il ninja di nome Garu
Voleva vendicarsi di Garu? Il suo nemico giurato. Tobe sorrise e aprì la porta invitandola a entrare- hai tutta la mia attenzione ragazza
Pucca entrò e si sedette davanti a Tobe, entrambi con una tazza di tè in mano.
-Come mai questa improvvisa voglia di vendetta nei confronti del tuo ragazzo?
-Non siamo mai stati insieme. Ero solo io che mi divertivo a torturarlo, non dirmi che non ti divertiva vedere la sua faccia spaventata ogni volta che io ero nei paraggi
Tobe sorrise, si divertiva eccome, Garu era terrorizzato da Pucca. La ragazza l’aveva sempre attirato, era agile, forte e dannatamente carina, non aveva mai avuto una singola lezione di ninjustu o altro, ma combatteva e come, era impossibile sfuggirle, era determinata e sicura. Anche se non l’avrebbe mai ammesso nemmeno sotto tortura, provava una strana ammirazione per quella ragazzina, riusciva a battere il miglior ninja di Sooga e, anche se non gli piaceva dirlo, quando combattevano era impossibile fermarla o batterla. Sarebbe stata l’alleata perfetta, se non avesse avuto un piccolo difetto, era innamorata di Garu, cosa che a Tobe non andava giù, ma ora lei era lì con lui e gli proponeva un accordo, beh forse la fortuna stava girando verso di lui.
-Quindi vuoi aiutarmi a vendicarmi di Garu? E come faresti, sentiamo
Lei si spostò una ciocca dietro l’orecchio, rivelando il pendaglio a forma di spada nero- parlando francamente, Garu è più forte, agile e veloce di te, in più a dei buoni tempi di reazione…
-Si lo so- era leggermente irritato dall’ovvio- e allora?
Lei sorrise- a chi pensi sia dovuto tutto ciò?
-Non ti seguo- cosa voleva dire Pucca, che Garu aveva un allenamento speciale o cose così?
Lei si mise dritta sulla sedia- sai che io inseguivo Garu fin da piccola?
-E allora? –lo sapevano tutti e aveva visto la ragazza inseguirlo con i suoi occhi
-Beh per sfuggirmi Garu ha migliorato le sue tecniche, il mio corrergli dietro gli ha dato la possibilità di migliorarsi, la possibilità di avere…
-Un allenamento del tutto particolare- aveva capito il punto, grazie a lei e alla sua folle ossessione per Garu l’aveva aiutato a migliorarsi e probabilmente quell’idiota nemmeno se ne era accorto, conoscendolo non sapeva nemmeno che quella graziosa ragazza l’aveva aiutato e allenato- e cosa proponi?
-Ti allenerò, farò come ho fatto con Garu, ti inseguirò, ti catturerò, ti sorprenderò…farò in modo che tu diventi abbastanza abile da potermi fermare e se riesci a fermarmi- si alzò e gli si mise alle spalle, il ninja si irrigidì quando senti la sua voce vicino all’orecchio- Garu non sarà che un brutto ricordo, nessuno mi ha mai fermata, nemmeno Garu, fermarmi significa essere più forte di quel ninja e se tu ci riuscirai non sarà dura per te ottenere la tua vendetta
Deglutì, era vicinissima e il suo profumo era irresistibile- e cosa ne guadagnerai tu?
Lei si allontanò e tornò a mettersi davanti a lui- beh, otterrò ciò che voglio, gli farò vedere che lui non è niente, che se io non l’avessi allenato sarebbe già stato battuto e avrò il piacere di poter dire che ho allenato il miglior ninja del mondo- la cosa fece sorridere Tobe e Pucca sapeva di aver fatto centro, per cui continuò- infondo perché fermarsi a un ninja come Garu? Potresti battere i migliori Ninja del mondo, diventando il ninja più potente e temuto del creato, ovviamente con il mio aiuto. Pensaci Tobe, con il mio allenamento tu diverresti forte e con le tue tecniche riusciresti a battere quel ninja da quattro soldi
Sapeva parlare, sapeva essere convincente, sapeva come catturare l’attenzione e cosa dire per ottenere i suoi scopi, la cosa gli piacque parecchio- cosa devo fare?
Pucca sorrise- quindi accetti?
-Ovviamente
-Perfetto, per oggi rilassati, domani pomeriggio cominceremo l’allenamento…anzi…potresti venire al Goh-Rong oggi pomeriggio
-E perché dovrei?
-Ho parlato davanti agli zii, quei tre staranno pensando di fare una festa a sorpresa per me e non vedo cosa ci sia di male nel farti vedere al villaggio, Garu sarà lì e vederti chiacchierare con me gli darà fastidio- sorrise maligna- gli darà ai nervi perché, qualunque sia l’uomo in questione, vedere la ragazza che dice di amarti chiacchierare con il tuo peggior nemico dà fastidio e anche tanto
-Va bene, farò come vuoi tu
Lei si alzò- ora e meglio che torni al ristorante, avevo promesso che sarei tornata per l’ora di pranzo, i tuoi ninja sono fuori per un mese di allenamento speciale giusto?
-Come fai a …
-So più di quello che credi tu, abbiamo un mese di tempo, ti aiuterò allenandoci qui e nella foresta per questo mese, una volta tornati i tuoi dovremo trovare un modo per continuare ad allenarci senza che nessuno sappia nulla
Tobe sorrise, incontri segreti, l’idea gli piaceva- Garu non sa contro chi si è messo
-Ora che hai il mio aiuto, lui è spacciato- lei fece per uscire ma si voltò - ah, un’ultimissima cosa, dovrai sempre stare sull’attenti, io posso apparire in ogni momento, Garu ha sviluppato un buon sesto senso ninja, senso che so che hai anche tu, ma io eludo ogni tipo di allerta, non mi sentirai arrivare e non mi vedrai fino a quando non ti attaccherò- gli sorrise- sarà divertente. A dopo Tobe
La guardò uscire, gli ricordava un demone, un dannato demone attraente e irresistibile. Quella Pucca, quella vogliosa di vendetta gli piaceva, certo eccome se gli piaceva, ora aveva messo ai suoi servizi le sue abilita, con lei lui avrebbe vinto, si avrebbe trionfato. Avrebbe battuto Garu e avrebbe conquistato il mondo e forse anche il cuore di quel demonio dagli occhi a mandorla e dal visino angelico.
**********
Garu era più nervoso del solito, Pucca lo ignorava, stava lì a civettare con Tobe che incredibilmente rideva e chiacchierava con lei e gli altri tranquillo. L’aveva ignorato per tutto il tempo, quando lui si avvicinava lei si irrigidiva e si allontanava in fretta, aveva ripreso a parlare e lui ne era felice, ma allora perché non lo riempiva di chiacchiere come stava facendo con gli altri? Come stava facendo con Tobe, con Tobe! Con quel demoniaco ragazzo! Il suo acerrimo rivale, come poteva anche solo avvicinarsi a lui?! Era Tobe cavolo! Tobe!
Il bicchiere che aveva in mano si ruppe, era il terzo quella sera, stava dando di matto, intorno a lui si vedeva una fiamma con la quale Abyo e Ching stavano arrostendo dei marshmallow. La cosa la divertiva, anzi li divertiva, anche Tobe l’aveva notato. Quando erano soli parlavano appunto di Garu che stava dando di matto, quando c’era qualcuno, sorpreso dall’allegria del ninja e dal fatto che non stesse attaccando Garu, si scambiavano delle occhiate complici e divertite. Pucca aveva chiarito che era stata lei ad invitarlo, che infondo anche lui faceva parte di Sooga e che le aveva promesso di fare il bravo e visto che la ragazza aveva una forte buona reputazione, nessuno aveva detto il contrario e tutti chiacchieravano con Tobe tranquillamente. Questo aveva colpito il ninja, lei riusciva a manipolare le situazioni e le persone, standole vicino stava scoprendo sempre più un lato di Pucca che non conosceva e la cosa gli stava incredibilmente piacendo, la ragazza era un’ottima compagnia e un’ottima conversatrice. Era quasi impossibile non badare a quel particolare, Pucca era attraente, gentile e dolce con tutti, anche con lui, ma sapeva essere spietata e manipolatrice, lo intrigava moltissimo, stava pian piano scoprendo che la ragazza era molto ma molto più interessante di quanto immaginava, la cosa lo fece sorridere. Pucca in quello che fu un sussurro gli chiese, con la voce più divertita e sensuale che avesse mai sentito- vuoi vederlo impazzire?
-Come se non lo stesse facendo- rispose lui
-Possiamo farlo impazzire per bene- replicò lei- farlo impazzire al punto che si precipiti qui e ci divida, perdendo così la calma e la lucidità
-Cosa hai in mente?
Lei chiamò Dada- ci faresti una foto insieme?
Lui di buon grado prese la macchinetta fotografica- avvicinatevi
Tobe capì cosa doveva fare, mise un braccio intorno alla vita di Pucca, avvicinandola così a se, lei si poggiò al suo petto, era poco più bassa di lui, lei sorrideva allegra e felice, Tobe si sforzo di non ridere per la faccia sempre più incavolata di Garu. La macchina scatto la fotografia.
-Certo che state bene voi due insieme- commentò Dada passandole la macchinetta per farle vedere la foto
Tobe non si era ancora allontanato dai lei e lei da lui, stavano osservando la foto quando Pucca lo prese per mano e lo tirò di lato, giusto prima che Garu andasse a colpire il punto in cui erano poco prima. Tobe guardò la ragazza, che prontezza di riflessi, nemmeno l’aveva visto muoversi, se non l’avesse tirato di lato sarebbe stato colpito. Fece per prendere la spada ma Pucca strinse la presa sulla sua mano, stette buono, mentre Garu gli puntava addosso la sua katana.
-Allontanati da lei Tobe- la voce di Garu era tutto tranne amichevole e il fatto che parlasse aveva messo in suggestione tutti
-Garu che ti prende? –Pucca si era messa tra lui e Tobe- e poi non avevi fatto un voto?
-Non ho fatto nessun voto, io non parlavo perché tu non potevi! Non volevo che ti sentissi sola!
-Peccato che io non solo potevo parlare ma avevo tante cose da dirti, peccato che per solidarietà al tuo voto me ne stavo zitta e buona.
-Non importa ora. Allontanati da Tobe
-Perché?
-Perché? Perché ha cercato più volte di ucciderci!
Pucca lo guardò per un secondo- No, ha sempre e solo odiato te Garu, io e lui non abbiamo mai avuto problemi, lui mi prendeva di mira solo ed esclusivamente a causa tua- era fredda nel tono e annoiata
-Ma lui è pericoloso!
Pucca rise- pericoloso? E cosa avrebbe fatto per esserlo? Ha chiacchierato con me, è stato gentile e non ha rotto le scatole a nessuno, non ti ha attaccato e non ha fatto niente di male. Dove diavolo lo vedi il pericolo?!
Garu non sapeva che dire, Pucca difendeva Tobe e purtroppo aveva anche ragione lei
-Garu- si girò per dargli le spalle- voglio che tu te ne vada
La cosa sorprese tutti, non solo Garu ma anche Tobe, anche se nella sua testa stava facendo il tifo per Pucca.
-Pucca…? –Garu la salto e tirò un pugno a Tobe facendolo finire a terra- è tutta colpa tua!
Pucca si mise in mezzo, non solo bloccò il colpo successivo ma scaraventò anche Garu lontano da Tobe, aiutando quest’ultimo ad alzarsi- VATTENE! –lo disse con le lacrime agli occhi- SMETTILA DI ROVINARMI OGNI COSA! – i suoi capelli le coprirono la faccia mentre lei guardava il pavimento e stringeva i pugni- ho ripreso a parlare, ho ripreso a vivere tranquilla, ma a te non sta bene vero? Perché vuoi vedermi infelice? Tobe è stato gentile, sta mantenendo la promessa di fare il bravo, non ha fatto nulla di male oggi…perché lo hai attaccato? Perché hai voluto farmi piangere anche oggi? Non solo mi hai rifiutata per anni, non solo mi hai rovinato sempre i più bei momenti che vivevo, non solo hai impedito che io facessi amicizia con altri ragazzi a parte chi per te andava bene, non solo hai giocato con i miei sentimenti, ma hai colpito Tobe per gelosia...
-Pucca…calmati- Garu provò ad avvicinarsi
-Non avvicinarti! –non lo guardava negli occhi, la voce con cui continuò era quella di una persona che si rendeva conto di essere stata ridicola- prima quel gesto mi avrebbe reso felice sai? Vederti ingelosire per la sola vicinanza mia ad un ragazzo, una cosa sciocca ma mi sarei detta “Visto? Infondo qualcosa per te la prova” mi sarei autoconvinta di una cosa impossibile…ma non ora…– la sua voce cambiò tono, stava continuando a piangere, Garu si bloccò all’istante e con lui tutti quanti, Pucca lo guardò con le lacrime agli occhi, era tremendamente seria- non ora che con te non voglio avere più nulla a che fare Garu, non ora che ho deciso di mollare la presa. Non dovresti esserne lieto? Infondo per anni hai sempre voluto questo no? Non hai forse sempre voluto sbarazzarti di quella bambina che era innamorata di te? Notizie dell’ultima ora, sono cresciuta Garu, non sono una bambina da anni! E per quanto riguarda l’essere innamorata di te…hai sempre voluto che io ti stessi alla larga…ora sono io che non voglio più starti intorno! Mi sono seccata di essere rifiutata e rifiutata e rifiutata da te! Cosa credevi che non avrei mai mollato? Che avrei partecipato per sempre al tuo stupido e perverso gioco? Che avrei per sempre fatto ciò che sapevo tu volevi? Sei davvero sicuro che il cattivo qui non sia tu? Qui l’unico che mi ha fatto soffrire sei tu! Sono stanca di combattere per una battaglia persa, sono stanca di essere illusa da te. Ti divertivi così tanto? Ero così ridicola da farti divertire? Deve essere così, ti sei sempre preso gioco di me…mi hai sfruttata per avere ciò che volevi, una schiava che avrebbe fatto l’impossibile per la persona che amava…credi davvero che io non abbia mai provato odio o rancore o altri sentimenti negativi? Li ho provati, ma io a differenza tua non ho mai colpito una tua amica, mi fidavo e sapevo che a te le ragazze non interessavano…invece tu…non ti fidi di me, non pensi che se avessi pensato che ero in pericolo mi sarei allontanata da lui? Non sono debole Garu, ti ho sempre battuto, sono più veloce, più forte, più agile e più silenziosa e cauta di te! Mi sono sempre sbagliata su di te. Garu… Garu io…io non ti amo più Garu, non voglio più amarti e non voglio che tu per me sia più di un amico- il tono serio divenne quasi irritato mentre con uno strano sarcasmo disse- congratulazioni hai ottenuto ciò che volevi da anni! Ora vattene, la porta sai dove si trova, arrivederci signor ninja- si girò e fece per scappare in cucina, stava ancora piangendo
-No…Pucca- lui fece per bloccarla ma Tobe si mise tra i due
-Ma non eri tu quello che diceva di tenere tanto all’onore? –lo guardava con astio- Dove diavolo sta l’onore in quello che stai facendo? Hai fatto piangere Pucca senza un cavolo di valido motivo! Non me ne frega niente di ciò che c’è tra me e te, ma in questo momento ho una voglia matta di ucciderti, l’hai fatta piangere solo per il tuo egoismo, complimenti bel ninja d’onore sei- gli fece un applauso sarcastico- abbi almeno la decenza di lasciarla in pace alla sua festa, non capisci cosa ha passato?
-Tu cosa vuoi? Io devo chiarire con lei!
-Garu vattene- fu zio Raviolo a dirlo, Pucca stava continuando a piangere e sembrava non voler smettere- Pucca è stanca, lasciala in pace, domani parlerete, se lei vorrà, ma ora fuori
Garu strinse i pugni ed uscì correndo dal locale.
-Pucca…- tutti la guardavano, Tobe aveva ragione, era Garu il cattivo stavolta, l’aveva fatta soffrire tanto e ora si divertiva a farla piangere. Nessuno sapeva che fare, lei continuava a piangere, tutta colpa di quel maledetto ninja.
Tobe le posò una mano sulla spalla- va tutto bene, ora lui non c’è e tu sei qui con le persone che a te tengono molto e con un ninja che non centra niente in tutta questa storia e che non ha mai consolato nessuno- le sorrise- non c’è motivo di piangere per un cretino no? questa è la tua festa, dovresti essere tu quella che si diverte di più no?
Pucca sorrise, si asciugò le lacrime dal volto e sorrise di cuore a Tobe, sorrise come non aveva mai fatto nessuno per lui- grazie Tobe, hai ragione. Ho fatto bene a invitarti
Lui distolse lo sguardo in imbarazzo- non ho fatto nulla- sentì due mani sulle spalle, Abyo e zio Raviolo gli sorridevano, farla smettere di piangere era un’impresa non da poco. Aveva guadagnato un po’ di fiducia da parte di tutti, che ora lo guardavano sorridendo, non era poi così temibile e cattivo il ninja. La serata continuò tranquilla, Pucca si sedette con Tobe dopo poco, gli altri pensavano che lo stesse ringraziando per il sostegno e preferirono lasciarli da soli.
-Stai bene?
-Si perché non dovrei? –lei ridacchiò- non penserai che tutta quella scenata fosse vera…
-Lo era, l’ho letto nei tuoi occhi
Lei distolse lo sguardo- si…ma era programmata…sapevo che era un buon modo per mettere Garu in cattiva luce e anche per liberarmene…non mi aspettavo però che avrei pianto- sorrise tornando a guardarlo- né che tu mi avresti consolata, difronte a tutti poi
-Non sopporto vedere una donna piangere
Lei sorrise- grazie
-Non ho detto nulla- era proprio una strana ragazza, prima piangeva ora sorrideva tranquilla, un vero mistero per lui
-Mi hai chiamato donna e mi hai consolato- si mise a giocare con una ciocca di capelli- Garu mi ha sempre considerato una bambina e niente più
-Quello deve vedere un oculista, da dove cavolo saresti bambina te? L’ho sempre detto che quello ha qualche problema- Pucca non era una bambina e non solo per il carattere o il corpo, lo sguardo, le sensazioni che gli dava, il suo modo di essere…era cresciuta, solo che quel ninja nemmeno se ne era accorto, aveva bisogno di un oculista e di uno strizzacervelli, aveva qualche problema mentale anche, una bella ragazza che stravedeva per lui e che gli saltava addosso…un altro ragazzo avrebbe approfittato della situazione. Quel ninja aveva davvero qualche problema, mentale o fisico che fosse, per rifiutare una bella ragazza come Pucca, che era bella fin da bambina
Lei ridacchiò- sei gentile…domani cominceremo l’allenamento, sarò spietata sei avvisato
-Oh che paura- scherzò lui
-Vedremo cosa dirai dopo il primo giorno- ribatté lei per poi scoppiare a ridere con lui.
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Stava seduto a meditare, era raro che lo facesse ma ogni tanto lo faceva anche lui. Stava ripensando a come Pucca lo avesse difeso e alle sue lacrime per colpa di Garu, quel ninja gli dava sempre più ai nervi, quando sentì delle braccia strette intorno al collo aprì gli occhi e si ritrovò steso a terra con Pucca che lo bloccava
-Pucca!
-Non ci siamo, devi essere più attento, ti ho osservato per un bel po’ sai? Su riproviamo
Lo aiutò ad alzarsi. Era cominciato dunque, ora aveva iniziato a provare l’allenamento di Pucca, beh, a parte il fatto che era un demonio in carne e ossa, era piuttosto piacevole passare il tempo con lei, l’allenamento era più duro dei suoi ma era anche dannatamente divertente, i suoi allenamenti erano una noia al confronto e soprattutto non davano gli stessi risultati. Dopo una ventina di tentativi Tobe aveva il fiatone mentre lei era fresca come una rosa
-Come diavolo fai a essere così veloce?
-Pensi troppo, lascia che sia il tuo corpo a muoversi, lascia che sia l’istinto a guidarlo
Tobe provò a fare ciò che Pucca gli aveva detto, si rilassò e provò a seguire l’istinto, Pucca lo attaccò ma stavolta riuscì a schivarla, per ben due volte prima che lei lo bloccasse
-Sei riuscito a schivarmi due volte, per essere il primo giorno è già tanto fidati- lei lo lasciò andare- per oggi basta, sei stato bravo
-Credi che sia migliorato?
-Hai avuto l’allenamento per un giorno, non sei ancora al livello di Garu, ma se procedi come oggi, forse tra una settimana potresti essere vicino al suo livello
-Tu credi? – strinse e aprì i pugni, un po’ più forte si sentiva e Pucca gli dava fiducia, si sentiva bene, dannatamente bene vicino a quel demone dai bellissimi occhi a mandorla.
-Ora devo tornare a lavoro, se vuoi attaccare Garu fallo pure, ma non sei ancora capace di batterlo, ci vediamo domani.
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Per una settimana intera, Pucca spariva senza dire nulla, se ne andava chissà dove per un paio di ore e tornava come se nulla fosse. Tobe era sparito per lo stesso arco di tempo, dicevano che era partito per allenarsi, chissà se era vero. Garu era in giro per il villaggio, dopo la festa era tornato tutto normale, tutto tranne Pucca che ora lo evitava come la peste. Schivò per miracolo il coltellino lanciatogli contro. Tutti osservavano Garu e Tobe, era tornato il tempo di battersi.
-Garu sono qui per avere la mia vendetta! – tirò fuori la katana e si mise di fronte a lui
-Sai ancora sono incavolato con te per Pucca, non ci andrò leggero stavolta- Garu si mise in posizione.
Pucca era al Goh-Rong quando Abyo era corso da lei urlando “Garu e Tobe stanno lottando!”, lei, gli zii e i clienti si erano precipitati a vedere. Lei si arrampicò su un tetto per assistere meglio allo scontro, Tobe era più veloce, più forte e più agile di quanto si aspettasse. Garu era in difficoltà e non capiva cosa diavolo fosse successo all’avversario, era incredibilmente superiore a lui. Con un colpo preciso Tobe lo disarmò e lo stese a terra, gli puntò la katana contro.
-Ho vinto- sorrise trionfante, sapeva che Pucca lo stava guardando e sentiva i suoi occhi sorridergli, era fiera di lui, lo sapeva e sapeva che voleva che Garu non morisse così, doveva soffrire di più prima. Rimise la katana al suo posto- ti avrei fatto già fuori se la mia maestra non volesse una vendetta più spietata
-Maestra? –gli occhi di Garu si sbarrarono, non poteva essere che lei…
-Bravo Tobe- Pucca scese con un salto e atterrò vicino al giovane ninja- vedo che il mio allenamento è servito a qualcosa
-Il tuo…non può essere…- Garu era sotto shock, Pucca aveva aiutato il nemico per vendicarsi di lui? No non poteva essere vero, non voleva accettare che fosse vero
-Che c’è Garu? Ti sorprende che sia capace di addestrare qualcuno? Infondo sono io che ti ho addestrato no?
-Cosa…Pucca…-non riusciva a ragionare
-Non dirmi che non ti sei mai accorto di quanto gli inseguimenti e gli agguati che Pucca ti tendeva ti hanno migliorato, lei ti ha reso forte, agile e veloce, come ha fatto con me. Pucca mi ha reso il migliore e non batterò solo te Garu, batterò tutti i maestri ninja del mondo! Ora che lei è dalla mia parte niente potrà fermarmi!
Lo sguardo di Garu era fisso su Pucca, era vero tutto ciò che Tobe aveva detto, solo che non se ne era mai reso conto e ora era tardi, troppo tardi
-Infondo dovresti esserne felice no? Io ti lascerò in pace per sempre Garu- il suo sguardo era triste, era ancora innamorata di lui- come tu hai sempre voluto
Fece per andarsene, la voce di Garu però la fermò- non è vero
Lei si voltò e lo guardò, il suo sguardo era come una pugnalata per lei, le faceva male e dovette sforzarsi per reggerlo e per non mettersi a piangere tra le sue braccia, doveva essere forte, non poteva lasciare che lui giocasse con lei come aveva sempre fatto- cosa?
-N-non ho mai…non ho mai voluto realmente che tu smettessi di starmi appiccicata…era imbarazzante…si…ma…ecco…
-Non osare- la voce di Pucca era rotta, stava per piangere- non osare dirmi che io ti sono sempre piaciuta…non ci provare! Mi hai rifiutata ogni volta! Se avessi davvero provato un briciolo di sentimento per me tu…
-Ma io ti am…
Tobe tirò a se Pucca, aveva capito cosa stava per succedere, lui le avrebbe detto che l’amava e lei sarebbe tornata da lui, non voleva…non poteva perderla- Pucca andiamo via
Lei annuì nascondendo il viso sul petto di lui
Il ninja sparì nel fumo, lasciando il caos e la confusione nel cuore e nella mente di Garu e degli altri. Pucca era andata, Garu aveva perso, Tobe era pericoloso, Garu si era quasi dichiarato, Tobe era innamorato di Pucca…troppe cose insieme.
Tobe aveva portato Pucca vicino a un torrente. Lei si era messa a piangere. Lui era nel panico, non era abituato a vederla piangere, era così fragile, delicata…gli faceva saltare i battiti e lo faceva intenerire, infondo era più piccola di lui, lei aveva solo sedici anni e lui diciannove, eppure lei era più matura di lui, l’aveva capito, anche se era giovane sapeva cosa voleva e come ottenere ciò che voleva, l’ammirava…l’amava. La strinse a se, quel gesto sorprese Pucca che smise di piangere e lo guardò.
-Pucca…ecco…credo…di amarti
-T-Tobe?
Lui la baciò di impulso. Lei lo lasciò fare, era la prima volta che qualcuno la baciava perché l’amava e non perché costretto, le piaceva quella sensazione.
-Tobe…
-So che ami Garu, ma io ti amo e proverò a conquistarti.
-Per farlo dovrai passare sul mio cadavere- Garu li aveva seguiti e pareva aver visto il bacio- allontanati dalla mia ragazza
-Non osare definirla la tua ragazza!
I due ninja si misero a lottare e Pucca stranamente si ritrovò vestita da sposa. I due stavano lottando al suo matrimonio? Ma che cavolo…
****
Pucca si svegliò di soprassalto, la camera era ancora piena delle foto di Garu, si alzò di scattò e guardò il suo corpo, aveva ancora i suoi dieci anni. Fece un sospiro di sollievo, che sogno strano…Tobe…Garu…lei stessa…era tutto così surreale…meglio prepararsi e andare a lavorare. Nel locale c’era il solito trambusto, era tutto normale. Garu come la vide pregò con tutto se stesso che lei non gli saltasse addosso, ignaro del fatto che almeno per quel giorno lei non voleva proprio baciarlo o inseguirlo, ma appena vide Tobe, con un mazzo di rose, Pucca divenne l’ultimo dei suoi problemi. Tobe diede il mazzo a Pucca che, incredula lo fissò per un tempo infinito.
-So che non puoi parlare…volevo sapere…ti andrebbe di uscire con…me?
L’intero locale si mise a fissare la scena. Garu saltò addosso a Tobe imbestialito e ingelosito e Pucca stava con quel mazzo di rose in mano. Era un sogno quello vero? Stava ancora dormendo vero? Si pizzicò il braccio e provò dolore, no…non lo era. Possibile…sapete cosa? Ma che gliene fregava? Infondo le cose non potevano di certo diventare più assurde che nel sogno che aveva fatto e poi un Garu geloso e un Tobe innamorato non era poi la fine del mondo…forse si sarebbe anche potuta divertire un po’. Infondo lei era la piccola Pucca, la beniamina del villaggio di Sooga, la ragazzina dalla potenza demoniaca, la bambina così carina da aver posato per un servizio fotografico e da aver vinto molti concorsi di bellezza, che sapeva cucinare e che era invincibile, questa nuova vita poteva anche andare no? Tanto aveva solo dieci anni, le cose sarebbero di certo cambiate, se in peggio o in meglio sarebbe stata solo lei a deciderlo. E con questi pensieri si sedette ad osservare i suoi due pretendenti litigare per lei, si sarebbe proprio divertita e già.


The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...