WitchandAngel : Silver Heart: l'inizio
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Capitolo Finale: Una promessa

Capitolo 4: Una promessa

***Arrivo a Roma***
Roma, il luogo dove erano appena arrivati e il luogo dove si sarebbero scambiati una promessa eterna.
Avevano preso un auto a noleggio ed erano andati al Colosseo, si erano distaccati dal resto dei turisti e si erano messi in disparte.
-Dalia…
-Sai che ci cercheranno? Il tuo mandante non è l’unico che mi cerca, stare con me significa dover fuggire al mondo
-Non importa, sono abituato a scappare e nascondermi e poi quel tipo tirerà le cuoia prima o poi
-Anche tu però
-Non sono facile da uccidere
-Se…se vuoi…ecco
-Cosa?
-Posso renderti immortale
-Tu puoi?
-Si, se mi giurerai di starmi accanto per sempre ti renderò immortale
-Va bene
Lei sorrise- non è una cosa semplice sai? Non dovrai mai provare a mollarmi altrimenti saranno guai per te
-Farei di tutto per te
-Dovremo andare a Stonehenge e essere lì prima della prossima luna rossa
-Abbiamo un mese di tempo eh?
-Beh…troveremo il modo di farlo passare in fretta- disse lei sorridendo
-L’unico problema è come evitare di essere trovati
-Un modo si trova sempre.

Si presero per mano, sapendo che quello era solo l’inizio.


Capitolo 3: Carnevale di Rio

Capitolo 3: Carnevale di Rio

****sei ore al cambio di idea****
-Perché non scendi a trovarti una ragazza? –chiese Dalia seduta sul davanzale
-Perché non scendi TU a trovarti un ragazzo? –replicò lui
-Perché i ragazzi che mi interessano sono quelli in grado di maneggiare un’arma e a sparare a un uomo senza tremare e i mocciosi che hanno l’età che dimostro io sanno a malapena usare le pistole giocattolo, figuriamoci una mitraiatrice
L’uomo ridacchiò- beh non posso darti torto.
-E la tua scusa? –chiese lei fissandolo con i suoi occhi rossi
Lui si poggiò e guardò passare le maschere e i colori del carnevale- non esiste donna al mondo che capirebbe il mio lavoro
-Pessima scusa- disse lei
-Ah sì? –chiese lui alzando un sopracciglio
-Si
-Allora dimmi il nome di una ragazza che capisce il mio lavoro
-C’è l’hai davanti- rispose lei con calma
-Ah quindi vorresti essere la mia ragazza? –chiese lui bloccandole ogni via di fuga. Tra i due, da quando erano a Rio, ovvero due giorni, era nata una complicità molto strana, l’uno sapeva che fare per far sì che l’altro facesse la prima mossa.
-Non ho detto questo
-Ma l’hai pensato- disse lui avvicinandosi. Si stuzzicavano a vicenda e la cosa li divertiva.
-Ah tu dici…
***quattro ore alla scelta***
-Sei carina quando dormi- commentò lui in auto, si era addormentata sul sedile del passeggiero.
-Mi mancherai…-disse lei- quando prenderemo quell’aereo non potremo tornare indietro. Tu mi mollerai a quel tipo e non ci rivedremo più
-Già…torna a dormire se vuoi
Lei era già calata nel mondo dei sogni. Forse fu allora che decise
***Ora della partenza per…***
-Scusa ma l’aereo per N.Y. non è questo- disse lei guardando la scritta Roma
-Lo so
-Perché andiamo a Roma? Facciamo scalo lì?
-No, non ti porterò da quell’uomo
-Cosa…
-Non ti lascerò andare, finché tu vorrai staremo insieme
Lei sorrise- ecco perché…
-Cosa?
-Nulla- scosse la testa- andiamo o perderemo l’aereo

Capitolo 2: Piccoli problemi tecnici


Capitolo 2: Piccoli problemi tecnici

*****Autostrada per l’aeroporto, tre ore al volo*****
Dalia era una ragazza strana, non aveva opposto resistenza, non aveva fatto domande, non aveva fatto nulla di ciò che normalmente faceva chi lui rapiva, la cosa stupì Rubino in positivo, la ragazza era abbastanza accondiscendente, non faceva stupide domande e non dava sui nervi, cosa che si aspettava. Era così silenziosa che avvolte si domandava se non fosse sparita, non la perdeva d’occhio un secondo, ma lei non sembrava intenzionata a scappare, anzi sembrava che quell’idea nemmeno le fosse venuta in mente.
-Stai bene? –chiese all’improvviso il killer
-Si
-Sei silenziosa vedo…
-Non ami chi parla troppo vero?
-E tu come…
-Sono in vita da millenni, so riconoscere i gusti delle persone ormai
-Capisco- rispose il killer guardando la ragazza seduta sul sedile del passeggiero con le gambe al petto- da quanto eri lì nel tempio?
-Circa vent’anni
-Quando sono morti i monaci?
-Assassini- lo corresse lei- circa diciotto o diciannove anni
-Sei sola da allora?
-Ci si abitua
Era davvero una tipa di poche parole.
-Come sei diventata immortale?
-Ho perso tutto ciò che avevo di più caro al mondo…pensi davvero che essere immortale sia bello?
-No…penso sia orrendo-rispose lui
-Sono diventata immortale ai miei diciannove anni, sono stata generata con il tempo stesso e ho sempre avuto diciannove anni…oramai non so neppure io quanti secoli ho
-Quante persone hai perso?
-Abbastanza da poter riconoscere quanto tempo rimane ad un uomo e come morirà
-Quindi sai come morirò?
-Ti interessa saperlo? –lo stava guardando
-Non molto in realtà
Sospirò- in realtà tu sei avvolto nel grigio, non riesco a leggere quando e se morirai
-Se?
-Se…potresti diventare immortale
-Non ci tengo affatto
-Beh se diventi immortale fammelo sapere, almeno avrò qualcuno con cui passare i prossimi secoli
-Passeresti secoli con un killer come me?
Alzò le spalle- ne ho passato di tempo con i killer come te
****Un’ora al volo****
- “Ci spiace informarvi che tutti i voli per la nuova mela sono stati interrotti”
-Perfetto- commentò Rubino accendendosi una sigaretta
-Possiamo cambiare volo e andare in qualche altro posto e da lì andare a NY- suggerì Dalia
-Buona idea…dove vorresti andare?
-Rio è bella in questo periodo dell’anno e il volo parte tra mezz’ora
-Qualcosa mi dice che sapevi di questo contrattempo vero?
-Chissà…comunque ci sarà bel tempo per un paio di settimane a Rio
***Rio de Janeiro, aeroporto***
-Che facciamo? –chiese lei
-Un giro, tanto il tipo mi ha dato parecchio tempo e io a Rio ci sono stato solo una volta
-Ti faccio da guida se vuoi
-Sei già stata qui?
-Sono stata ovunque, ci ho vissuto per tre secoli qui, praticamente l’ho vista costruire
-Beh di certo non ci perderemo
-Diciamo che sono uscita dal monastero circa…sette anni fa e ho fatto un bel giro intorno al mondo
L’uomo sorrise- giusto per passare il tempo eh?
-Beh tanto non ho fretta, posso aspettare un secolo o due, tanto per me non passa chissà quanto
Era davvero un soggetto interessante, forse, per una volta, avrebbe consegnato il pacco proprio allo scadere del tempo, quella ragazza poteva tornargli utile…molto utile…


Capitolo 1: un lavoro per un assassino

Silver Heart: l’inizio

Capitolo 1: Un lavoro per un assassino

***24 ore prima del colpo***
Accese una sigaretta e posò i piedi sulla scrivania, la poca luce che dava la lampadina mostrava una stanza semi-vuota, l’unico mobile era quella scrivania consumata, la sedia su cui l’uomo era seduto e una poltrona. Il suo cliente era poggiato sulla poltrona e lo fissava sperando accettasse ma sapendo che mai avrebbe rifiutato una tale paga. Il cliente era un uomo dai capelli bianchi e gli occhiali scuri, indossava un’impeccabile completo nero e con se aveva una ventiquattrore con i soldi per il caso, aveva sui settant’anni ma non sembrava avvertirne il peso sul suo corpo, a dire la verità sembrava anche fin troppo movimentato. L’uomo prese una boccata dalla sigaretta analizzando ancora il volto della ragazza. Era un uomo dai capelli neri corti, gli occhi celesti erano coperti da delle spesse lenti scure, indossava un paio di jeans scuri, degli stivali neri, una canottiera bianca e un soprabito marrone. Mosse la mano per far cadere la cenere della sigaretta ormai spenta.
-Allora? –chiese il cliente impaziente
-Cosa vuole da una ragazzina?
-La ragazzina mi serve viva, ha un segreto che io bramo da tempo, il segreto dell’eterna giovinezza. Purtroppo è sorvegliata da persone potenti e solo tu puoi arrivarci- posò la valigetta sul tavolo- sessantamila in anticipo e altri dodicimila alla consegna. Uccidi chiunque cerchi di fermarti. Allora accetti l’incarico?
-Va bene vecchio pazzo, accetto
Prese la valigia e il dossier- dodici mesi di tempo
-Benissimo, ti porterò la ragazza
Uscì dalla stanza e montò sulla sua auto. Cosa diavolo voleva quel vecchiaccio da una diciassettenne? Era solo un vecchio pervertito? Persino a uno senza scrupoli come lui che, nei suoi venticinque anni di vita ne aveva viste di cose, la cosa suonava strana. Come poteva quella ragazzina avere il segreto della vita eterna. Era un vecchio pazzo ecco tutto, un vecchio e ricco pazzo. Beh a lui che importava? Tanto doveva solo portargli la mocciosa e avrebbe tirato su un bel bottino. La prima cosa che avrebbe fatto era comprare il necessario per il viaggio, poi dopo la ricompensa avrebbe giocato al casinò, era un vizio che si poteva permettere, i suoi clienti pagavano sempre cifre esorbitanti e lui ne vinceva di altrettanto grandi. Imboccò la superstrada. Ero un killer, ma anche un corriere. Eppure quella ragazzina dai capelli così chiari e dagli occhi scuri gli dava una strana sensazione. Prima risolveva il caso meglio era.
*****Dall’altro lato del mondo, Bolivia, monastero Death*****
La ragazza bionda stava seduta sul davanzale della finestra annoiata. Un monaco, o meglio un assassino, le si avvicinò
-Qualcosa non va Dalia?
Il nome che lei portava era quello di un fiore, il fiore che si chiamava Dalia simboleggiava riconoscenza, buon gusto, di donava per esprimere gratitudine. Ma per lei come fiore si poteva considerare un’Erica, il fiore della solitudine…si era sola, sola da tanto tempo.
-Nulla
-Presto arriverà l’uomo che ha il destino unito al vostro
-Si? Ne sono felice…
Rispose lei senza prestare attenzione, quindi sarebbe arrivato un altro uomo a prenderla per portarla da qualche fanatico? Sai che novità! Era successo giusto tredici volte a anno.
*****Aeroporto Bolivia, due ore prima del colpo*****
Era arrivato senza problemi, certo il suo abbigliamento dava nell’occhio, un uomo con un soprabito, gli occhiali scuri, una ventiquattrore e una sigaretta in mano è sospetto, parecchio anche. Comunque con calma prese la moto che aveva comprato per la missione e si diresse verso il tempio nascosto tra le cime delle montagne. Non sapeva cosa pensare sulla ragazza. Arrivò che era sera. Trovare il posto era stata un’impresa ma nulla che lui non potesse fare. Scese dalla moto, tolse la sicura al fucile e spense la sigaretta.
-Si va in scena.
Con un calcio aprì il portone, subito vide uno strano silenzio, sapevano che sarebbe venuto, trappola? Poteva essere.
-Benvenuto-una voce echeggiò nel tempio
L’uomo si guardò intorno- dove sei? –la voce era di una ragazza
-Chissà- rispose lei- comunque sono sola qui…quelle armi non serviranno
L’uomo sapeva quando una persona mentiva, lei sembrava dire il vero- i monaci del tempio?
-Assassini vorrai dire…sono morti secoli fa, qui l’unica viva sono io…cosa ci fai qui?
-Sono venuto a portarti via- avanzò piano, la stanza era malridotta e la poca luce che illuminava la camera dava a tutto un aspetto desolato e triste
-Si? Bene- sentì un rumore di passi, lenti e costanti- sei pronto a vedere una ragazza che ha oltre seicento mila anni?
-Ho indagato su di te- rispose lui- sei nella storia da secoli. Sono pronto a vederti di persona
-Se lo dici tu- lei avanzò e si mise sotto la luce, era una ragazza di diciannove anni, nella foto sembrava diciassettenne, ma i suoi occhi, nonostante il volto giovane, erano quelli di chi aveva anni di vita, aveva i secoli negli occhi. La bellezza e la giovinezza eterna, la maledizione per eccellenza, ecco cosa ne pensava lui.
-Allora?
Lui mise la sicura all’arma e la mise via- vieni via con me
-Va bene…tanto non cambierà nulla
Lui le porse la mano, lei la prese. Una scossa elettrica si creò al contatto, ma nessuno dei due si spostò. Nero ce biondo chiaro, celeste nel rosso di lei. I suoi occhi erano di un rosso cremisi…rosso di chi aveva visto morire tante persone care e vicine. Era davvero la cosa giusta dare quella creatura a quel vecchio?
-Come ti chiami?
-Rubino
Presto avrebbe scoperto come quella creatura eterna gli avrebbe complicato la vita, migliorandola forse…


The Story of Lady Ashe of Willow River

  The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...