La figlia del capo
Categoria: realistic world
Navigando...
- Home page
- Storie di Angy
- Scegli la categoria
- Coming soon...
- The Horror Show
- Black Roses Society
- Happily Never After
- Reapers of Souls
- Sequel, prequel, Same Universe
- Realistic World
- Sci-Fi/Time-Travel
- New Life
- New Races World
- Fantasy World
- Post-Apocalyptic
- Interactive Story
- Yaoi/Yuri
- Voting
- Supportami!
- Blog-Update
- Blog Update Schedule
Visualizzazione post con etichetta La figlia del capo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La figlia del capo. Mostra tutti i post
Capitolo Finale: come continua...
Capitolo 4: Come continua...
-Bene capo io
vado allora- disse Jonathan uscendo
-Fermo fermo
fermo
Il capo lo
rincorse e gli diede una scatolina- l'hai dimenticata?
-Oh! Grazie-
disse lui sorridendo in imbarazzo- speriamo accetti la proposta
-Lo farà!
Hai la mia benedizione ragazzo
-Grazie capo
-Papà,
voglio che mi chiami così d'ora in poi
-Grazie...papà
I due si
strinsero e Jonathan uscì per andare da Lucy
-Papà!- dissero
in lacrime gli altri agenti
-Zitti e a
lavoro voi!
****
-Allora cosa
volevi dirmi?
-Ecco...Lucy
White, vuoi sposarmi?
-Si! –disse
baciandolo- speravo me lo chiedessi, dovremmo dirlo a mio padre, sarà
felicissimo!
-Lo sa già
in realtà
-Beh avremo
un matrimonio da organizzare vicecapo
-Beh avremo
un matrimonio da fare giudice
Fine.
Capitolo 3: ma prenditi una camomilla!!
Capitolo 3: ma prenditi una camomilla!
Lucy si svegliò presto e decise di fare due passi sola
soletta con la sua amica Catherine, che ovviamente non aveva rifiutato l'invito
a stare vicina vicina alla sua preda preferita.
-Lucy- Catherine prese una boccetta di profumo- vuoi
sentirlo? È nuovo
-Si volentieri
Bastò uno spruzzo per far svenire Lucy.
***
-Oh Merda! –Disse Jonathan leggendo il biglietto- io...non
sono stato in grado di proteggerla capo
-Ma che ma che! Lucy è uscita con quella sua amica Catherine,
sono io che ho acconsentito, ma avevi ragione, K è Catherine, l'hanno
confermato i miei uomini poco fa
-La troverò- disse Jonathan uscendo
-Da solo?!
-Ci posso riuscire, voi trovate prove io penso a cercarla
***
Lucy aprì gli occhi era in una stanza vuota, con le pareti
ricoperte di fotografie, sue fotografie, era legata ad una sedia, a terra
c'erano due borse, riusciva a vedere cosa contenevano e non le piaceva proprio
il contenuto, chiunque l'avesse presa era intenzionato a giocare con lei.
Katherine, o Catherine tanto è la stessa cosa, entrò
sorridendo- la mia Lucy...
Lucy impallidì- tu sei K vero? –aveva ascoltato di nascosto
la conversazione tra Jonathan e suo padre ma non ci voleva credere
-In persona
-Perché fai questo?!
-Perché tu sei così perfetta e dolce con me- si era
avvicinata e le aveva preso il mento tra le mani- tu sei la mia ragione di
vita- disse lei ridendo sadica- sarai sempre mia vero?
-Mai- disse Lucy spostando la testa- io non voglio più avere
a che fare con te!
-Lucy...è per quel ragazzo vero?! È per Jonathan?!
-Che c'entra?!
-È lui vero? È per lui che tu non mi vuoi?!
-No! Tu sei matta!
-Forse...ma ti avrò, con le buone o con le cattive- disse lei
aprendo una borsa e mostrando i giocattoli che aveva comprato qualche giorno
prima al noto sex-shop del centro città- so bene che sei ancora vergine cara
Lucy strinse le gambe.
-Stai tranquilla, sarò io la tua prima volta
Lucy sbiancò ancora di più- no no ti prego no!
-Oh sì Cara...e anche molto presto sai?- posò una sua mano
sulla gamba di lei leccandosi le labbra- ma prima, mi devo occupare del tuo
caro amico Jonathan...
-Ti prego lascialo stare! Non c'entra nulla con te!
-Oh sì invece! Ti sei allontanata da me!
-Ma quando?!
-Ieri sei uscita con lui!
-Si ma...
-Sta zitta! –urlò K di colpo- zitta zitta zitta zitta zitta
zitta zitta zitta zitta zitta zitta zitta zitta zitta zitta zitta zitta zitta
zitta zitta zitta zitta zitta...
Lucy era terrorizzata, quella era fuori!
-Ora sì che va meglio, Lucy- disse K con un sorriso sadico
dipinto in volto- sei più bella con questa espressione terrorizzata sai? Quasi
non resisto all’attesa...ti mangerei ora...
Si leccò le labbra mettendo una mano nella borsa. Lucy
trattenne il fiato.
***
Jonathan era arrivato di fronte a una vecchia fabbrica di giochi
per adulti, ex sede del sex-shop. Non gli veniva in mente altro luogo malmesso in città in cui poter
portare una ragazza e passare inosservato. Caricò la pistola e aprì la porta
entrando con calma. Ciò che vide gli fece raggelare il sangue.
***
Lucy guardò l'oggetto preso da K, stava per sentirsi male,
non voleva venir stuprata da lei!
-Su Lucy tranquilla, farà un po' male, ma dopo ti piacerà
-Tu sei matta! Folle!
-Su cara vedrai ti piacerà...
Si avvicinò, pronta ad agire, quando sentì la chiamata di un
sottoposto
-Signor Capo...
-CHE C’È?!
-J-J-Jonathan Black...
-È qui? Perfetto...su cara, continueremo dopo- prese comunque
quel coso in mano e si diresse verso l'uomo arrivato- dopo io e te lo
proviamo...anzi vieni con me...lo testiamo subito
Lo trascinò fuori e poco dopo si sentì un urlo di dolore.
-Oddio stuprato da una donna...Jonny salvami!- disse Lucy,
non però scontenta di aver scampato il pericolo, che però si sarebbe ripresentato
a breve se Jonathan non l'avesse salvata in tempo.
***
Jonathan guardò con orrore le ragazze e i ragazzi legati a X e
completamente nudi. Era evidente che K aveva qualche problema a controllare i
suoi istinti sessuali. Avvicinandosi si rese conto, con un certo sollievo, che
erano tutti manichini, ma la cosa era inquietante lo stesso, molto inquietante.
***
Lucy sentì degli spari, Jonathan era nei guai? Doveva
liberarsi. Con un po' di fatica riuscì a mettersi in piedi, si sedette sul
pavimento, si tolse le scarpe e, con un po' di agilità, riuscì a passare le
mani da dietro a avanti, in modo da poter vedere il nodo. Era un modo semplice
di legare una corda, ma ci mise comunque qualche minuto. Appena libera, dopo
essersi rimessa le scarpe, cercò di aprire la porta e dopo un'altro sforzo
riuscì a scappare da quella stanza, prima di uscire però prese un accendino che
aveva sempre in tasca, anche se non fumava, e diede fuoco alle fotografie, non
sopportava l'idea di cosa quella donna ci avesse fatto. Scese le scale in
fretta e vide centinai di buchi nei muri, le prese il panico. Vide del sangue e
poi i corpi di tanti sottoposti di K. Entrò nell'ingresso, a terra c'era il
corpo senza vita di K. Poggiato al muro c'era Jonathan.
-Jonny! – corse da lui
-Stai bene Lucy?
-Io si, ma tu?
-Nulla di grave, usciamo di qui
Lucy lo aiutò ad alzarsi e insieme uscirono di lì.
Capitolo 2: uno strano cattivo
Capitolo 2: Uno strano cattivo
Lucy lo raggiunse all’ingresso, si era messa una minigonna
nera, una maglia attillata bianca che lasciava le spalle scoperte, delle calze
alte e degli stivali con il tacco, aveva una borsa nera firmata e lo raggiunse
sorridendo, leggermente truccata
-Scusa l'attesa
-Tranquilla, stai benissimo
-Grazie, andiamo?
Avevano programmato di fare un giro in centro, avrebbero
fatto le cose dei normali adolescenti e sarebbero stati nei luoghi più visibili
della città per attirare il nemico allo scoperto.
Dopo un paio di ore
-Cosa porta un ragazzo a diventare un poliziotto?
-Mio padre era un militare, è morto in guerra con onore e
come lui anche gli altri membri della mia famiglia, e tu?
-Mia madre era un avvocato dell’accusa
-Segui le orme anche tu quindi
-Non c'è molta scelta no? Infondo è quello che si aspettano
tutti e poi non mi socialiste come lavoro
-Già, infondo è divertente fare l'eroe
Sembravano una giovane coppietta, si trovavano bene insieme,
andavano molto d'accordo.
Nel frattempo da qualche parte...
-Non è bellissima?
K si rigirava la foto di Lucy tra le mani
-Sembra un angelo non è vero?
I suoi sottoposti guardavano il loro capo con terrore negli
occhi, era una ragazza K, Catherine si chiamava, era vestita da uomo, ma aveva
delle curve che attiravano molti sguardi. Era sadica, matta, ninfomane e
maniaca. Si era innamorata di Lucy, la figlia dell'uomo che le dava la caccia,
era ossessionata da lei. Quando l'aveva vista la prima volta aveva avuto il
cosiddetto colpo di fulmine, aveva cominciato a pedinarla e a scattarle foto.
L'intera parete del suo ufficio era ricoperto di foto di Lucy, ovviamente
ignara del fatto che la fotografassero.
-Sapete che voglio? Una sua foto!
-Si signora- risposero i ragazzi uscendo di fretta e furia.
Tutto per non starle vicino
K aprì il grosso libro sulla scrivania e si mise a sfogliare
le foto di Lucy, ne aveva a centinai, era una vera ossessione per lei. Aveva
recuperato anche alcuni suoi oggetti, una spazzola, un paio di mutandine, uno
spazzolino...erano cose abbastanza comuni e personali, ma per lei erano sacre
così come qualsiasi cosa toccasse la ragazza. K aveva trent'anni, era molto
bella ma così matta e malata mentalmente che nessuno le si avvicinava. Soffriva
di doppia personalità, infatti al lavoro era Katherine, o K per abbreviare, ma
in giro era Catherine, una cara amica di Lucy. Guardò le foto sorridendo
sadicamente
-Sei solo mia vero Lucy? Mia mia! –Rise- vedrai quando mi
libererò di tuo padre potremo stare insieme per sempre
-Capo abbiamo un problema
***
-Scusa un attimo- Lucy prese il cellulare- Pronto?
Jonathan le prese il cellulare e mise il vivavoce, erano
tornati a casa.
-Sono Catherine
-Oh ciao Catherine, tutto bene?
-Chi è il ragazzo con qui eri pomeriggio?!- la voce di Catherine
era alterata, Jonathan sentiva di averla già sentita, ma dove?
-Un vecchio amico di infanzia, era venuto in città e io l'ho
accompagnato in giro
-Solo amico?
-Si, quasi un “custode” potrei dire, nulla di più di ciò che
so essere è
-Oh menomale, pensavo non avessi detto alla tua migliore
amica che eri fidanzata- la voce si era calmata-come stai tesoro del signor White?
Jonathan sbarrò gli occhi, era così che K aveva definito Lucy
-Bene- Jonathan le fece segno di chiudere- ora vado a farmi
una doccia calda notte
-Notte cucci
Chiuse la chiamata- che c'è Jonathan?
-La voce della tua amica...nulla è solo una mia
sensazione...è meglio andare a dormire, io sbrigo del lavoro, se hai bisogno
chiama
Lucy gli diede un bacio sulla guancia e sparì in camera,
Jonathan bussò alla porta del capo
-Dimmi Jonathan
-Credete che K sia una donna?
-Si, in effetti l'analisi sulla voce di K ha rilevato una tonalità
femminile- il capo lo guardava preoccupato- perché lo chiedi?
-È solo una mia paranoia, scusate il disturbo
-Le tue paranoie se tengono Lucy al sicuro, non saranno mai
un disturbo
-Potreste controllare una delle amiche di vostra figlia? Una certa
Catherine, non ditelo a Lucy, potrebbe essere una falsa pista
-Va bene, do subito l'ordine
-Grazie capo, buona notte
Jonathan raggiunse la sua stanza e si toccò la guancia dove
poco prima Lucy l'aveva baciato, che diavolo stava succedendo al suo “nessuna
mi interessa?” Una ragazzina lo stava facendo uscire di testa ecco cosa...
Capitolo 1: colpo di fulmine
La figlia del capo
Capitolo 1: colpo di fulmine
Entrò nell’ufficio del capo della polizia.
-Ah buongiorno Signor Black, prego si sieda- disse allegro il
capo, un uomo dai capelli neri, baffi ben curati e occhi marroni. Era un uomo
gentile, dedito al lavoro e ben voluto da tutti. Aveva perso la moglie dieci
anni prima, era stata coinvolta in un incidente, la sua unica famiglia era la
figlia adottiva, una ragazzina silenziosa e abbastanza strana, usciva poco e in
centrale l’unica cosa che diceva chi l’aveva vista era un “Beh…non è come la
descrive il capo”. La cosa incuriosiva Jonathan Black, era da due anni in
centrale eppure non l’aveva mai vista, era uno dei migliori, e più giovani,
agenti della centrale. Aveva solo ventidue anni eppure era di enorme bravura,
talento e fama. Aveva spesso rifiutato un posto come capo in altre città, con
paghe ben più alte, ma non era il denaro o la gloria ciò che lui cercava, gli
piaceva lavorare lì, i colleghi e il capo erano la sua famiglia ora e di certo
non avrebbe abbandonato quella famiglia volentieri. Jonathan era un ragazzo di
bell’aspetto, con occhi celesti e capelli neri, sembrava un diciannovenne, a
volte la gente lo scambiava per un ragazzino, ma, aspetto a parte, i suoi modi
erano da adulto, la voce era da adulto, era adulto anche nello sguardo, cosa
che piaceva alle ragazze, anche se lui non era fidanzato, troppi impicci
diceva.
-Signore- salutò lui
-Ottimo lavoro come al solito. Un arresto spettacolare- si
complimentò il capo
-Sono felice di aver messo in prigione un altro criminale
-Pensavo di affidarti un nuovo caso…-cominciò il capo ma un
gran fracasso proveniente dagli uffici lo fermò
Il capo descriveva la figlia come una “Bambina” dolce,
silenziosa e allegra. Non era esattamente una descrizione precisa.
-Cos’è questo fracasso?! –chiese alzandosi e aprendo la porta
seguito da Jonathan- insomma cosa diavolo sta succedendo qui?! Tornate a
lavoro!
I poliziotti si spostarono permettendo ai due di vedere cosa,
o meglio chi, aveva creato quel trambusto. Una donna di spalle, con lunghi
capelli biondi, si girò. Per Jonathan la scena andò al rallentatore, vide prima
le scarpe blu notte, poi il tajer dello stesso colore, poi le mani delicate, il
fisico perfetto, il viso delicato e gli occhi, occhi di un verde smeraldo così
bello che non aveva mai nemmeno pensato di poter vedere. Era la donna più bella
che avesse mai visto. Lei sorrise.
-Oh Lucy! Cara che ci fai qui? –chiese il capo abbracciando
la ragazza
-Papà, vorrei dire che è una visita solo per vederti, ma stamattina
il postino, o qualcun altro, ha recapitato questo a casa nostra- tirò fuori
dalla borsa una busta gialla
Il capo la prese- “Presto prenderò ciò che ti è più caro,
ovvero Lucy, firmato K”. Mike fallo analizzare. Accidenti
-Ho pensato che potesse esserti utile, per le impronte o non
so
-Stai bene? Ti ha seguita qualcuno?
Lei sorrise- papà non sono una bambina! So badare a me stessa
Al “Non sono una bambina” mezz’ufficio avrebbe urlato per
darle ragione, di certo le curve non le mancavano.
-Si ma questo è un boss mafioso! Devo metterti sotto custodia
-Cosa?! No! –protestò lei
-Nel mio ufficio signorina ora…e anche tu- disse rivolto a
Jonathan
-Papà non dovresti mettermi sotto controllo! –disse lei senza
accennare a voler eseguire l’ordine
-Io sono tuo padre e se…-iniziò il capo
-Se mi metti sotto stretta sorveglianza K non si esporrà- lo
bloccò lei- se vuoi prendere K devi lasciarmi senza pattuglia o controllo, come
se non ti importasse
-Così in effetti potrebbe uscire…-concordò lui- ma è
pericoloso per te
-Allora mettimi sotto il controllo di un agente che passi
inosservato- disse lei
-Qualcuno che possa passare per un tuo coetaneo- ragionò lui
e si girò verso Jonathan- signor Black quanti anni hai?
-Ventidue- disse lui cercando di capire perché il capo lo
fissasse così
-Che dite potrebbe passare per un suo coetaneo? Un
diciannovenne?
-Se togli la divisa da agente e lo sguardo da ti ucciderò nel
sonno credo di sì- commentò qualcuno
I due ragazzi si guardarono. Lei dimostrava vent’anni, lui diciannove…della
serie non giudicare un libro dalla copertina.
-Perfetto! Black sei la nuova guardia del corpo di mia
figlia! Congratulazioni! –disse il capo battendogli una mano sulla spalla
Lui guardò la ragazza che alzò le spalle come a dirgli
“Quando decide non cambia idea”
-Conti su di me capo- disse lui nel suo solito tono
-Perfetto! Malcom e Carlo- due uomini sui trent’anni si
alzarono. Il primo aveva capelli biondi e occhi neri, il secondo capelli
marroni e occhi neri- andate con Black e mia figlia al centro commerciale,
vestite questo ventiduenne da diciannovenne
-Si!
I due presero sotto braccio Jonathan e lo trascinarono fuori.
Lucy diede un bacio al padre- ti lascio lavorare. Buona fortuna con i vostri
criminali
-Grazie! –risposero tutti in coro. Lei seguì i tre uomini.
-Certo che ha una bellissima figlia capo- commentò qualcuno
Il capo incrociò le braccia. Aveva un fisico muscoloso, che
attirava facilmente l’attenzione femminile, purtroppo per le signore a lui
interessava solo la figlia, dopo la moglie non si voleva risposare- ovviamente.
Ma se qualcuno di voi prova a toccare la mia bambina…-guardò i colleghi,
chiunque avrebbe sposato Lucy se la sarebbe vista con un ex-marine, militare o
qualunque cosa era prima di andare in congedo ed entrare in polizia.
Tutti tornarono a lavorare. Ma qualcuno commentò- io
guarderei Jonathan, si era imbambolato prima
-Beh se Jonathan diventasse il mio genero ne sarei lieto, ha
un gran talento nel combattere il crimine- commentò tra se il capo tornando in
ufficio.
****Centro commerciale****
-Niente completi! –dissero i due agenti per poi sparire tra
gli scaffali
-Che problema hanno i completi o la divisa? –chiese Jonathan
-Non chiederlo a me, sinceramente preferisco quelli a questo
genere di magliette volgari- commentò la ragazza guardando una maglietta con
scritto sopra “Sciupa femmine” - e poi gli uomini in divisa fanno colpo
-Ma non posso mettermi semplicemente una maglia e dei jeans?
–chiese lui avvicinandosi e poggiandosi alla parete accanto alla ragazza incrociando
le muscolose braccia al petto.
Lei alzò le spalle- non decido io…comunque non ci siamo
ancora presentati. Lucy White.
-Jonathan Black- le strinse la mano lui- piacere di lavorare
con te
-Mi spiace, dovrai fare la tata per un po’. Non deve essere
il massimo per il miglior agente della centrale
-E tu che ne sai che sono il migliore? –chiese lui alzando un
sopracciglio divertito
-Papà parla spesso del lavoro a casa, mi ha parlato molto di
te. Va molto fiero del suo agente- rispose lei sorridendo- ero davvero curiosa
di vederlo questo “Signor Black”, non sei come mi aspettavo
-Delusa? –chiese lui
-Al contrario- rispose lei
-Se voi due avete finito di fare i piccioncini- dissero i due
agenti- Jonathan si dovrebbe cambiare
Lucy si sedette difronte al camerino. Carlo e Malcom, dopo
aver dato a Jonathan i vestiti, si erano messi ai lati.
-Look numero 1
Jonathan uscì vestito da dark- non ci giro così
-Bocciato- disse Lucy, infondo doveva passare per amico suo
quindi a lei spettava la decisione finale
I due spinsero dentro Jonathan.
-Numero 2
Jonathan uscì con una tuta con il cappuccio
-Sembra uno spacciatore…bocciato
****Molti bocciato dopo****
-Ultimo Look
Jonathan uscì con dei jeans scuri, delle scarpe da tennis
bianche, una maglia in stile militare e una felpa col cappuccio grigia
-Togliete la felpa
Lui se la tolse, la maglia era a maniche corte, lasciava
intravedere un tatuaggio sul braccio destro- allora?
-Approvato- disse lei, fissando i muscoli del ragazzo- forse
non sono solo gli uomini in divisa a piacere- aggiunse a bassa voce
-Bene…e ora? –chiese Jonathan crollando sulla sedia del bar,
aveva abbastanza vestiti da essersi rifatto il guardaroba
-Ora io torno a casa a cambiarmi- disse lei- e tu a posare le
buste
Come da ordine, finché la minaccia per Lucy c’era, Jonathan
sarebbe rimasto nella villa dei White.
Iscriviti a:
Post (Atom)
The Story of Lady Ashe of Willow River
The Story of Lady Ashe of Willow River Trama: Willow River è una piccola città gestita dal Conte River, un uomo biondo con occhi chiar...