WitchandAngel : The Mistress of the Crime
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Capitolo Finale- Belle, l'ultima erede...

6- Belle, l'ultima erede...
Piangevo davanti alla mia tomba, ovviamente dentro era vuota. Neal era accanto a me, per sicurezza avevano fatto un test del DNA, che risultava compatibile ma non identico, come dovrebbe essere il DNA di una nipote con quello di una zia, avevo pianificato tutto. Avevo i capelli mattoni e gli occhi verdastri. Neal aveva mantenuto la parola e io ero una nuova me. Non ci volle molto per avere ciò che avevo lasciato, nonché qualche bel tesoruccio nascosto nella casa regalata a Belle.
-Era una brava donna
-Era la migliore...
-Era la peggiore...
Sentivo queste parole intorno a me dalle persone che mi avevano conosciuto e non potei che dire
-Era l'unica che nessuno potrà mai battere
Sorrisi tra me e me. Arrivata nella casa in Italia, avevo ora una nuova opportunità di ricominciare tutto.
****
Guardo i miei capelli ormai tornati biondastri, ogni tanto Neal mi viene a trovare, mi parla di "Zia Lucy", controlla che io stia bene, è molto gentile lo devo dire. Prendo il giornale di arte
-"Trovato un nuovo relitto contenente decine di capolavori di origine sconosciuta, il relitto ha un patrimonio di"- sfoglio un po' le foto dei quadri e trovo un bellissimo quadro di uno dei miei pittori preferiti, uno che manca alla mia collezione- beh...avevo detto che non avrei più rubato...però...-guardo il quadro e sospiro- beh...il lupo perde il pelo ma non il vizio...si torna a lavoro...

Fine.

Capitolo 5- il dubbio della ladra, l'opzione della donna e la scelta della regina

5- Il dubbio della ladra, l'opzione della donna e la scelta della regina
Torno all'appartamento, guardo il letto e mi ci corico sopra, avevano riattivato le telecamere quindi sapevo che mi potevano vedere, chiunque avrebbe pensato che sono triste per le opere d'arte, in realtà sono in preda al panico.
Se smetto di rubare? Se cancello me e la mia esistenza?
Mi alzo in piedi e comincio a camminare avanti e dietro, come spesso mi accade quando sono nervosa.
Sparire...certo...fosse così facile! Non posso di certo scappare così! So bene che Neal mi troverebbe subito e di certo ormai sa come trovarmi. Ma allora cosa posso fare? Beh potrei morire, so bene che così sarei introvabile, morire? Beh non ci avevo mai pensato... Se io morissi, Neal si preoccuperebbe, non voglio, come posso fare? Non voglio morire ma l'unico modo per vivere è morire! La mia vita ora è solo questo! Sono una ladra, lo so bene, ma anch'io merito una vita tranquilla! Non lo so forse dovrei solamente cercare un altro modo? Però continuare a fuggire... No, non ce la farei...fuggire...fuggire sono stanca di fuggire, sono scappata per anni ho passato metà della mia vita a correre via e l'altra metà a nascondermi. No, non voglio, né nascondermi né fuggire. Quindi non mi rimane che...morire...sì morire, allora anni e anni di correre  e fuggire per morire? Sul serio? E che farò? Cioè...posso cambiare vita? Beh forse...si...basta che là me attuale muoia e che...sì che un'altra me lontana da qui appaia...
Guardo lo specchio, dovrò cambiare aspetto? Via questo colore di capelli, lenti colorate addio, ed ecco una nuova me! Però...ho vissuto da grande ladra e morirò come grande eroina! Non mi serve altro che due o tre miei amici...no farò da sola...
Ci vorrà tempo, ci vorrà pazienza e...una lontana parente che viene dal...dall'Italia! Si...una parente italiana molto stretta a me...uhm...ci metterò circa uno o due mesi per attuare l'apparizione dell'unica erede della mia fortuna...una ragazza...che ha la mia età, la mia vera età, infatti ho solo 19 anni, ma ho sempre mentito anche su quella, una diciannovenne, acqua e sapone, gentile, dolce il contrario di me, mia nipote...la chiamerò...un nome dolce...che non ho usato...che magari è anche abbastanza comune? No, che sia strano, così da farla apparire in molti fatti della cronaca locale italiana...di un piccolo paesino sconosciuto da dio e da tutti, ho amici in Italia, un gruppo della mia età che pratica sport estremi, potrei chiedere a loro di aiutarmi? Sì perché no! Mi chiamerò...Annabelle Cuordileone, cognome e nome facili da ricordare...bene a lavoro. Devo creare un'assicurazione sulla mia vita, creare dati e fatti su Belle, chiedere ai miei amici un favore, creare un conto corrente a nome di Belle per i suoi...diciannove anni, comprarle una casetta nuova, creare foto di me con lei, insomma crearla...per farlo ci metto poco o niente...però devo far passare...almeno due o tre mesi...altrimenti si penserebbe che sia lei ad avermi ucciso...
****
Ed ecco la foto perfetta, per fortuna ne avevo fatta già qualcuna tempo addietro, si vabbè sono molto più piccola in questa foto, ma non la vedo da tanto...anche questa neonata sarà lei...per fortuna ho fatto questo album fotografico prima di venir catturata...
-Hey- salto sul letto quando Neal entra- spaventata?
-Si! Ero soprappensiero...-ottima occasione- volevo fare una polizza sulla vita
-Una che? -mi si avvicina- che bella ragazza è con te
-È mia nipote, l'unica che mi è rimasta della mia famiglia, ho scoperto, dopo molto tempo, che avevo una sorellastra, lei è orfana ora, i suoi sono morti in un incidente d'auto...
-Dove vive?
-In Italia, in un paesino del sud poco conosciuto, le ho detto io di andare lì, sai non volevo che la usaste come esca per me
-Non l'avrei fatto- dice lui ridendo
-Tu forse...
-Vuoi davvero fare una polizza assicurativa?
-Voglio far sì che se muoio lei abbia del denaro per vivere da sola, fa diciannove anni il prossimo mese, non potrò andarla a trovare per colpa della cavigliera, ma le ho fatto una grande sorpresa-Prendo il pc- le ho preso una nuova casa dove abitano i suoi amici, le verserò domani un bel gruzzoletto nel conto corrente e forse le troverò anche qualche regalo
-Scommetto che sei la zia preferita, con tutti questi regali -commenta lui ridendo
-Beh così mi faccio perdonare l'assenza di questi mesi
-Senti- mi guarda- domani ti accompagno io a fare tutto, ok? Così sei tranquilla
-Davvero? -lo abbraccio-grazie...se mi succedesse qualcosa...non dirle che ho lavorato come ladra o con l'FBI, le ho detto che ero una collezionista d'arte, non voglio che scopra che ho mentito...
-Volevi essere un buon esempio?
-Già...voglio che lei abbia una vita normale...nonostante me...
-Non ti succederà nulla, ma lo farò promesso
-Grazie- mi abbraccia, ecco ora mi sento incolpa...ma devo andarmene...mi dispiace Neal...





Capitolo 4- dopo il furto...non si fugge

4- Dopo il furto...non si fugge
Il furto non è stata la parte complicata, anzi ci abbiamo messo pochissimo, ma il problema era che non potevamo scappare, quindi avevamo nascosto il tesoro, milioni e milioni di dollari in opere d'arte, in un magazzino e abbiamo fatto saltare il sottomarino, trovato nel frattempo da FBI e compagnia bella. Quando l'abbiamo fatto saltare, con me e mr FBI vicino, è sembrato andare tutto in fumo, per fortuna che Zero riesce sempre a fare l'impossibile.
-Sicura di star bene? -mi chiede ancora Neal
-Si tranquillo- qualche graffio è il prezzo da pagare per quel bottino.
-Cavolo...mi dispiace davvero, non sapevo che c'erano dei ladri d'arte lì dentro!
-Ladri? Non direi, hanno fatto saltare in aria un bel po' di quadri persi per sempre secoli di storia dell'arte- dico io melodrammatica mentre tengo in mano un angolo di una tela da me copiata, ho usato anche gli stessi colori e lo stesso tipo di tela, dello stesso secolo per di più, creando così un falso talmente realistico da poter essere scambiato per vero.
-Mi spiace davvero Lucy
-Non importa...ma avrei voluto vedere quei capolavori- da me creati- un'ultima volta
-Magari erano falsi
Lo guardo cinica- tra noi due sono io quella che riconosce un falso ad occhio no? -infatti questo è falso, ma per occhi meno esperti dei miei è vero
-Mi dispiace- dice lui- la faremo pagare a chi l'ha fatto
-Almeno che non sia stato un suicidio in grande stile- potrebbe aver nascosto, il mio caro Zero, un cadavere, dico solo potrebbe, io in caso non ne so nulla.
-Merda- batte sul volante- stava andando tutto benissimo, in questo anno e sei mesi non abbiamo avuto problemi ed ecco che il caso bomba è esploso per una bomba!
-Ne avremo altri, la prossima volta magari troveremo il tesoro di dottore pazzo, un vecchio russo maniaco di donne che si dice abbia una base sott'acqua con dentro tantissimi quadri di donne e anche donne morte messe a copiare i quadri...
-Ok questo è molto inquietante
Alzo le spalle- non guardare me
-Posso chiederti come mai hai iniziato a rubare?
Già perché ho iniziato? Rimango in silenzio
-Va bene...non vuoi parlarne...metto della musica
Perché ho iniziato? Non lo ricordo a dire il vero...anzi lo ricordo è questo il vero problema. La vera domanda è perché ho continuato? Vedevo la gente intorno a me, ero così anonima in mezzo a loro, erano tutti così uguali, lo ricordo bene, volevo essere notata, nonostante i buoni voti e i miei molti talenti, nonostante l'aspetto carino, nonostante tutto...nonostante le attenzioni che ricevevo, amavo quello stato di anonimato, amavo essere ciò che nessuno pensava fossi, ho cominciato per quello, essere la faccia di Angelo con demoni nel cuore, poi però ho scoperto il gusto del mio lavoro, era un hobby e io l'ho reso un vero lavoro. Adoravo la sensazione di fare qualcosa di illegale, di scampare alla legge, anzi forse era più il pericolo di essere beccata a darmi assuefazione, rubare è uno di quei peccati che mi ha resa la persona che sono, come il cioccolato, sai che non fa bene eppure lo mangi perché ti piace, così io avevo preso gusto di quel sapore agrodolce che era il rubare, infondo io non facevo che rubare opere d'arte lasciate a impoverire in un vecchio magazzino. Cominciai poi a truffare, come ogni uomo esistente al mondo, mi dilettavo a farlo, era divertente sentirsi superiori agli altri, essere sempre un passo o due avanti. L'unica cosa che ora devo fare però è scappare con Zero e vivere nell'anonimato, un'altra volta...


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Capitolo 3- ti vada o no, l'ami e dillo

3- Ti vada o no, l'ami e dillo
-Non scherzare...-maledizione, sa che mi attrae, se fa così gli salto addosso!
-Scusa...-si allontana con calma- io volevo solo vedere la tua reazione
Lo guardo ridendo come se non mi importasse- pessima davvero direi
-Scusa scusa- dice lui con la sua solita faccia senza emozioni
***qualche mese dopo***
-Che cosa intendi Zero? -guardo ancora una volta il mio collega, che si è tolto la maschera e da un paio di giorni che ha sabotato le telecamere, ancora fuori uso, tanto hanno la cavigliera per sapere dove sono. Non mi ricordavo quanto mi mancassero i suoi occhioni Rossi e i capelli biondi, ha due anni più di me ma sembra più piccolo.
-Hanno trovato la probabile collocazione della leggendaria nave di Hitler.
-Quella in cui si dice che avesse nascosto le opere d'arte più importanti, mai ritrovata e di cui non si è certa l'esistenza?
-Se lo dici così però...
-Bene, mettiamo che esista e che possiamo averla, cosa dovremmo fare?
-La svuotiamo, lasciando dentro qualche quadro falso, portiamo via le opere più importanti e i tesori più ricchi, li rivendiamo e spariamo dalla città
-Zero, sei il migliore, lo sai, ma...non lo so...
-Andiamo, potremmo andarcene da qui e non avresti più preoccupazioni, non dovresti nemmeno rubare più!
-Tu raccogli informazioni...io ci penserò, promesso
Si rimette la maschera- ricordati mia cara, se accetti potresti crearti una vita nuova e perfetta
Esce con calma. Non lo so...rinunciare...non rinunciare...
Sento bussare.
-Avanti
Entra Neal- per oggi, hai la giornata libera
È molto elegante- dove vai?
-A cena fuori- mi dice sorridendo
-Con? Se posso- chiedo io
-Una ragazza- risponde vago lui
Io sorrido, usando la mia faccia da Poker- divertiti
-Grazie
Lo guardo uscire e poi sparire con l'auto. Sono mesi, esattamente da quando mi ha detto "non andare da altri" che non vedo un uomo in quel senso, ho anche chiuso con JJ e DJ, presentandoli a due mie amiche con qui si sono poi messi. Batto un pugno sul muro. Mi dà fastidio? Si lo sto odiando! Non è giusto. Prendo il cellulare e faccio il codice che Zero ha messo per chiamarlo. Arriva senza che nemmeno l'abbia finito.
-Sapevo mi avresti chiamato per quel colpo e...- si toglie la maschera e chiude la porta. Mi avvicino a lui, che si blocca, non ho mai avuto relazioni con Zero, anche se mi piace moltissimo lo ammetto.
-Zero...
Lui mi guarda tra il sorpreso e il confuso, è più alto di me, ma in questo momento mi sta guardando dal basso all'alto, come se in questo momento sia io la dominante.
-M...Lucy- anche lui sa il mio vero nome- cosa ti prende?
-Non...non lo so- è vero, è come se volessi vendicarmi di qualcosa ma allo stesso tempo volessi legare a me qualcuno
-Lucy? - Zero mi poggia una mano sulla fronte- no febbre non ne hai, quindi non stai delirando...vediamo se- con una semplice mossa mi spinge sul divano, da quando è così risoluto? -Niente? Neanche una lamentela?
Devo essere rossa pomodoro ora, essere così con Zero, è imbarazzante, si ho avuto le mie storie, ma non con Zero...
-Sai che sei carina rossa pomodoro? -mi accarezza la guancia con la mano, mi tiene bloccata sul divano, mi potrebbe avere e invece non lo fa...
-Zero...perché non mi vuoi? -la domanda mi sorge spontanea e la dico prima ancora di pensarla
-Perché se ti prendessi? Cambierebbe qualcosa? Non sarei uno dei tuoi tanti "amici" che vedi sempre?
-Non vedo nessuno da mesi...
-Non c'entra Lucy...io non voglio essere uno dei tanti, voglio essere l'unico
-Quindi...
-Se vuoi stare con me, devi stare solo con me, voglio che tu sia la mia ragazza, altrimenti rimarremo amici...so che per te legarti significa...
Lo baciò senza pensarci, voglio andarmene, voglio scappare, scordare questo schifoso mondo, sono in bilico da mesi, sono una ladra e faccio ciò che so fare a amo fare, mentire e ingannare- va bene...faremo il colpo, andremo via insieme e staremo insieme
-S...sul serio? -mi chiede lui- non stai fingendo vero?
Scuoto la testa- sono seria
Sorride, come non lo vedevo fare da tempo, si sposta e mi tira su- su abbiamo un piano da fare! Sarà il colpo del secolo
-Zero- metto il broncio- neanche un bacio?
Lui mi guarda e arrossisce- non...io non sono...molto esperto
Lo guardo- pensa solo a divertirti con me per una volta
-È...strano, cioè tra tutte con te...lo sentivo che sarebbe finita così ma non ci credevo e...
Lo bacio- sta zitto...
Mi tira a sé e mi mette sul divano
****
Abbiamo passato la serata, dopo esserci divertiti un po', a pianificare il furto. Voglio davvero andarmene per un semplice bisticcio? Ormai è tardi per cambiare idea.

Capitolo 2: Come passare inosservati...

2- Come passare inosservati...
Mi siedo vicino al guidatore, ovvero Neal, mentre Zero sbuffava dicendo che non avrei dovuto accettare questo lavoro.
-Zero mi liberano scaduto il periodo di detenzione
-Niente prigione? -chiede lui
-Tre anni sotto stretta sorveglianza di FBI e poi sono libera come l'aria
-Ah ora ha senso- dice Zero-ma non mi piace lo stesso la situazione
-Senti bello, se non ti piace la situazione, vattene- dice Neal senza troppi convenevoli
-E lasciare sola la mia regina con te? Mai!
Guardo la portiera dell'auto, non avevo allacciato la cintura, saltare da un'auto in corsa per sfuggire a due litiganti? Beh avevo fatto di peggio. Apro la portiera e salto dall'auto in corsa. Sento il cellulare suonare
-Pronto?
-COSA CAZZO HAI APPENA FATTO?!
-Oh ciao Neal, sai io odio vedere la gente litigare, chiamami se hai bisogno di me, fino ad allora ciao ciao
-Hey aspetta
Chiudo il cellulare e mi avventuro in un negozio.
-Salve desidera...-Il ragazzo mi guarda sorridendo- ma guarda un po' chi c'è! MC!
Sorrido al ragazzo dai capelli neri e gli occhi verdi, milioni di tatuaggi e vestiti da rockettaro- l'unica e sola
Mi abbraccia- ma guarda un po', Zero mi ha detto della cavigliera
-DJ ricordami di uccidere Zero
-L'ha già detto a tutti i tuoi amici cara- dice lui ridendo guardandomi da capo a piedi- e questo schifo?
-Gentile donazione dell'FBI
-Schifezze- dice lui- vieni cara ti rifaccio il look
-Oh sapevo che potevo contare su di te- dico io lasciando che mi accompagni sul retro- sei diventato più muscoloso o sbaglio
-Beh ho fatto palestra- dice lui bloccandomi al muro e rubandomi un bacio
-La ladra sono io DJ
-Infatti, mi hai rubato il cuore- dice lui
***un bel po' dopo***
-Sai mi ero scordato quanto mi divertissi a passare il tempo con te
-Oh beh- gli dò il mio numero- se vuoi chiamarmi
-Un cellulare? Quale novità! - si rinfila la maglia
-Uff, ti preferisco senza- dico io baciandolo- spedisci tutto al mio nuovo appartamentino- dico io
-Hai speso un botto lo sai? -dice lui ridendo- vieni a trovarmi più spesso
-Contaci- saluto uscendo. Guardo il mio riflesso allo specchio, jeans in pelle nera, canottiera bianca, scollata che fa intravedere il reggiseno nero, giacca di pelle aderente nera, guanti da tiratore in pelle, occhiali da sole neri e i capelli lunghi fino a metà schiena con ciocche nere, ai piedi degli stivali con il tacco a spillo neri. La gente si gira a guardarmi, nel giubbotto tengo portafoglio, cellulare e qualche piccolo regalino. Cammino con calma, ho sempre portato questo stile di vestiti, se vuoi passare inosservata devi essere appariscente, infondo se vuoi nascondere qualcosa la metti in piena vista no? Entro nel negozio di auto e moto.
-Posso fare qualcosa...oh oh la lady è tornata- commenta JJ, un ragazzo nero, tatuato e vestito come un ragazzo di qualche rivista hot, cioè pantaloni aderenti, maglietta semitrasparente, fisico aitante...scusate se vado a pensare a male
-Il mio JJ-lo saluto io baciandolo, ehm...si mi piace "giocare" con i ragazzi, problemi?
-Scommetto che so per cosa sei qui...
*dopo un po'*
-Ed ecco qui la tua moto- dice lui poggiandosi alla parete
-La mia bambina- abbraccio la motocicletta nera, un vero gioiellino, utilissima per scappare dalla polizia, veloce, affidabile e...probabilmente l'unico amore della mia vita-oh quanto mi sei mancata
-È l'unico amore della tua vita-ride lui
-Si è la mia bambina
-Sai- mi dice- sei l'unica donna che conosco a cui non interessa un rapporto serio
-L'ho detto la prima volta che ci siamo incontrati- rispondo io- mi puoi portare a letto, ma non aspettarti di essere l'unico o il mio fidanzato o altro
-È una regola che accettiamo un po' tutti, sei un'ottima amica, ci aiuti molto e ci vuoi bene, diciamo che quel piccolo vizio non è un problema
-Grazie
-Vai su- dice lui lanciandomi le chiavi e mostrando il bigliettino con il mio numero- ti chiamo dopo
-Grazie- dico io salendo in sella, infilò il casco e l'accendo - ci si vede- parto a tutta velocità
La mia piccina, quanto mi sei mancata. Dopo un giretto torno nel mio appartamento, dove mi aspetta Neal
-Ciao- dico io
-Posso capire le ore al negozio di abbigliamento, ma dal meccanico?
-Mi spii? -chiedo io, le cose che ho comprato sono messe in delle buste vicino al divano, puntualissimo DJ
-È possibile- dice lui chiudendo la porta di ingresso
-Che fai? -chiedo io allarmata, non riesco a prevedere le sue mosse
Mi blocca sulla penisola della cucina-N...Neal?
-Se vuoi appagare i tuoi bisogni non andare da altri...


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Capitolo 1: V per Vendetta è innamorato di me?!

1- V per Vendetta è innamorato di me?!
Aprii gli occhi piano e guardai intorno a me, dove mi trovavo? Guardai la stanza di color rubino, di un lusso assurdo. Il letto era matrimoniale, le coperte erano le più pregiate, le finestre erano antiproiettile, i mobili erano antichi e costosi, il bagno era ricco e lussuoso, così come la cucina open-space e il salotto. Era tutto un lusso assurdo, probabilmente nemmeno io avrei speso tanti milioni per un appartamento...un attico, come quello. Mi alzai sentendo un forte dolore alla caviglia destra, quel maledetto affare mi dava un fastidio atroce. Indossavo solo le mutande e la canottiera, guardai le telecamere perennemente puntate su di me. Mi feci la doccia e mi misi in jeans e maglietta, poi mi misi a fare la colazione. Avevo gli occhi di Neal perennemente su di me, era il suo lavoro, ma mi sentivo strana ad averlo sempre presente. Mi misi a fare le frittelle, dopo poco erano già una pila.
-Ehi guardone, vieni a fare colazione? Così non mi perdi d'occhio
Dopo poco Neal bussò alla porta e ci sedemmo a fare colazione
-Non sapevo sapessi cucinare
-Se vivi una vita da fuggiasca devi sapere come cavartela da sola
-Com'era?
-Cosa?
-Scappare
Lo guardai- beh...era snervante ma anche divertente, potevi fare ciò che volevi, nessun limite ma allo stesso tempo non avevi veri rapporti con la gente, l'unico che mi era vicino era Master Zero e il nostro era solo un rapporto di lavoro
-Master Zero?
-Il mio cambia nome, era lui a farmi cambiare così in fretta identità
-Un vero genio- commentò lui- la caviglia come va?
-Bene...credo
-So che la cavigliera non è comoda
-Hai già avuto dei sorvegliati?
-Si un paio, tutti dicevano che era l'inferno in terra
-Beh dipende- risposi io- io non ho molta sensibilità quindi non mi dà problemi, forse fastidio ma nulla di più
-Non hai sensibilità?
-Riesco a muovere tutto il mio corpo ma non sento molto, per esempio, le mie mani non distinguono caldo o freddo, la lingua dolce, salato, piccante, bollente ecc, sa se una cosa è buona o no, ma non com'è di preciso. Le gambe hanno perso quasi sensibilità, le muovo e riesco ad usarle ma non sento nulla, la cavigliera per certi versi mi da la certezza che c'è le ho ancora.
-Hai mai fatto un controllo?
-Da piccola, pare che la mia sensibilità sia minima, la soglia del dolore invece è massima. Praticamente mi potrebbero sparare e sentirei solo il solletico. In effetti a Parigi mi avevano sparato alla spalla, se non se ne fosse accorto Zero sarei morta dissanguata- ridacchiai io
-Questo spiega come sei riuscita a passare in posti da incubo senza emettere suono- avevamo finito, presi i piatti e mi misi a lavarli
-Tipo il sottopalco con i cocci di vetro sotto il museo di Boston? Me ne ero appena accorta in realtà, li spostai con un braccio di lato per evitare di lasciare tracce di DNA. Infondo indossavo tute in pelle per lavorare con maniche e pantaloni lunghi, aderenti e nere, poco visibili al buio, in più indossavo sempre una maschera per evitare di essere vista. Ero praticamente invisibile per voi, avvolte passavo anche accanto ai poliziotti per uscire e nemmeno mi vedevano- Risi io
-Ok, ora mi pare esagerato- rispose lui sorridendo, si divertiva a parlare con me
-Dici? Al museo di arte di Spagna sono uscita con calma dall'entrata principale- risposi io chiudendo l'acqua- i poliziotti erano troppo impegnati a calmare la folla per notare una ragazzina andarsene tranquilla come se nulla fosse
-Ah sì?- rise lui- starò più attento d'ora in poi
Si era avvicinato senza che me ne accorgessi- faresti bene
-Abbiamo del lavoro da fare- aveva tirato fuori il cellulare- rapina in banca con ostaggi
-Mi cambio e vengo? -chiesi io
-Si ma evita la minigonna e la scollatura di ieri, ci ho messo un'ora a far calmare gli agenti
-Allora avevi guardato!
-Si
-Quando?! Non hai mai abbassato lo sguardo!
-Ho i miei metodi- disse lui sogghignando- vatti a cambiare terza abbondante
Io mi allontanai di corsa- Maniaco!
Mi misi dei jeans lunghi neri, stivaletti con il tacco grigi e una maglia aderente a maniche lunghe grigia, al collo mi misi un fulard nero, mi legai i capelli in una treccia, presi la giacca in pelle nera e gli occhiali da sole e raggiunsi Neal
-Non vedo la cavigliera- commentò lui
-Nascosta nello stivale- risposi io mostrandogliela- non credi sia meglio evitare che la gente veda una cavigliera su chi li deve aiutare?
-Hai ragione- rispose lui aprendo la porta, presi la borsa, mi avevano dato uno degli ultimi modelli di cellulare esistenti, altro modo per controllarmi- dopo di te
****
Guardavo il tipo fare avanti e indietro mentre urlavo con Neal e altri agenti, gli uomini!
-Neal- chiamai io e lui corse, voleva evitare quel tipo probabilmente
-Dimmi
-Posso avere quella corda? -indicai una fine in cuoio poggiata su un furgone
-Si certo- me la diede- che vuoi fare?
-Mi sono rotta di aspettare faccio effrazione e faccio uscire gli ostaggi
-Cosa?!
Indicai la cartina della banca- qui c'è un condotto della ventilazione, collegato a questo dell'edificio abbandonato, non l'hanno rimosso o bloccato poiché la banca pianificava di comprare l'edificio, mi infilo lì dentro entrò nella banca e faccio uscire gli ostaggi, contenuti qui, nel caveau della banca. Entro e li faccio uscire, semplice no?
Lui ci pensò su un po', mentre gli agenti dicevano di tutto
-Va bene, provaci
****
Rimosso l'ultimo chiodo, entrai piano nel condotto
-Sta attenta- mi disse Neal nell'auricolare
-Lascia fare a me- risposi io
Il condotto era stretto e soffocante, mi sentivo quasi a casa, avevo usato centinai di quei condotto per entrare e uscire dagli edifici. Entrai senza problema nella banca, era tutto buio, avevano staccato la corrente e l'edificio non aveva finestre, norme antincendio mai sentito eh? Mi mossi piano, l'edificio era vuoto, nella sala principale c'erano cinque o sei uomini, nel Caveau altrettanti. Entrai nella sala di sorveglianza, vuota.
-Puoi accendere la corrente per la sala sorveglianza?
-Fatto
La luce accese i monitor, mi misi alla tastiera e collegai i monitor con il pc che era fuori con Neal
-Come hai fatto?
-Pensavo che ti avrebbe potuto aiutare sapere che succede dentro no? E poi era un semplice lavoro di hacking per una come me
Mi mossi piano e mi diressi verso il Caveau ma venni beccata
-Chi sei?!
-Oh merda- con la frusta gli fregai la pistola e lo metto KO. Prendo le manette che avevo "preso in prestito" da Neal e le metto all'uomo legandolo al termosifone e mettendogli del nastro adesivo sulla bocca.
-Neal, hai un pacco regalo ammanettato al termosifone vicino l'ingresso.
Piano piano riuscii ad attirare fuori a uno a uno tutti gli uomini che erano messi a sorveglianza degli ostaggi, avevo già messo ko quelli nella sala principale, l'unico che mancava era il capo, che non avevo ancora incontrato. Liberai i dipendenti e gli indicai una porta secondaria dov'è aspettavano gli agenti. Feci per uscire ma mi ritrovai un'armadio vivente di muscoli davanti che mi prese e puntò una pistola in testa. Vidi gli agenti entrare mentre le luci si accendevano.
-Giù le pistole o sparo
Loro posarono le pistole sotto ordine di Neal.
-Ma tu...Melissa?
Guardai l'omone, cicatrice sull'occhio, pelato, tatuaggi ovunque- Malcom?
-Si sono io- abbassò la pistola e mi guardò- pensavo fossi sparita
-Malcom ti ho già dato il due di picche, vuoi che ti rompa anche qualcos'altro oltre il cuore? Mollami!
Cominciò a vaneggiare su un futuro destinato insieme.
-Noi staremo insieme, che tu lo voglia o no!
-Non così in fretta stronzo- la voce la riconoscevo bene. Un lazzo prese al collo Malcom che mi mollò mentre una scossa elettrica lo attraversava e lo fece svenire a terra.
-Zero! -urlai io guardando il ragazzo con la maschera di V per vendetta, era un ragazzo muscoloso, indossava un impermeabile nero e dei guanti bianchi, con quella maschera faceva ridere.
-Ti lascio sola con FBI e guarda che succede- commentò lui osservando gli agenti arrestare i tipi
-Si vede che mi devi stare più vicino
-L'omone?
-Uno stalker che mi perseguita da un pezzo
-Stai bene- chiese Neal avvicinandosi
-Grazie a Zero
Zero mi mise un braccio intorno alle spalle- sarà un piacere lavorare con lei FBI
-Cosa?
-Io lavoro per la mia regina, quindi ora lavoro indirettamente per lei
Neal lo guardò malissimo ma nonostante tutto disse- benvenuto

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Capitolo 0- introduzione

The Mistress of the Crime
0- Introduzione
Avete mai sentito il detto "Il crimine non paga?" beh se è vero...qualcuno lo dovrebbe dire al mio conto in banca...o meglio ai miei conti in banca... Se siete in compagnia dei vostri genitori o di qualcuno che potrebbe dire "non si fa" chiudete tutto e dimenticatevi di me...se invece siete interessati a come diventare ricchi...continuate pure a sentire. Nel corso della mia vita ho cambiato più di seicento identità. Ma lasciate che mi presenti con il mio nome d'arte "The Mistress of the Crime". Il mio vero nome è sparito da tanto tempo...ma non mi manca. Lasciate che vi racconto come è iniziato il crimine.
Avevo circa 2 o 3 mesi, vi ricordate le culle in cui mettevano i bebè? Riuscivo sempre a scappare, un vero genio della fuga. A tre anni avevo già abilità nella fuga, a quattro venni mandata in orfanotrofio, era morta la donna che si prendeva cura di me, o almeno io la vedevo tale, una Troia se permettete. Dopo pochi giorni ero già il "chiedi e avrai" dell'edificio, per chi non lo sapesse era un vero lavoro, consisteva nel rubare ciò che voleva il cliente e venderglielo, all'epoca riuscivo a guadagnare dei settanta agli ottanta dollari al giorno, facendomi pagare un dollaro o dieci, dipendeva dal rischio della commissione. Il primo furto? Beh il primo furto è quello che rimane nella memoria
***
-Prendimi i biscotti della Direttrice e ti darò due dollari- il ragazzone davanti a me ha dieci anni, ovvero sei anni più di me
-Dieci o niente- quanto ero carina, capelli lunghi biondi, occhi violetto chiaro e avevo già l'idea che i soldi contano eccome, che tenera
-Te ne do venti allora- disse lui ridendo
-Bene affare fatto
Glieli portai e lui dovette pagare, provò ad accusarmi con la Direttrice ma finì lui nei guai...si ammetto che potrei aver lasciato qualcosa del ragazzo nell'ufficio della direttrice. Voleva fregarmi e l'ho fregato.
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Da quel colpo ne ho fatti abbastanza da avere uno stipendio fisso, facevo più di mille dollari al mese. Un giorno mi beccarono, un uomo, dai lunghi capelli neri e occhi verdi, aveva visto le mie abilità e mi adottò come sua apprendista. Mi fece da maestro e migliorò le mie capacità nel crimine. A dieci anni ero già in grado di aprire una cassaforte in cinque secondi, qualunque fosse il modello, aprivo di tutto...lucchetti, macchine, casseforti, auto...mi intrufolavo ovunque se ben pagata. I mille dollari erano aumentati a dieci mila ma anche più, c'erano giorni in cui non potevo muovermi, dopo un furto di grosse dimensioni sparivo per due tre giorni e ricomparivo il più lontano possibile da lì. Le mie seicento e passa identità? Beh mi presentavo con documenti, passaporto, certificati ecc falsi, creati da un mio amico, Master Zero, si chiama così perché ricrea vite da Zero. A diciassette anni ero già ricercata in mezzo mondo, con i nomi falsi ovviamente. A diciannove avevo già una fama tale da rendermi la migliore ladra d'arte e criminale del secolo. Quando rubavo qualcosa io, tutti andavano a vedere il museo, la galleria o il posto dove io ero passata. Alcuni hanno anche finto un furto da parte mia, beccandosi prima la stampa alterata e gli agenti che mi volevano catturare poi un furto abbastanza alto da mandarli sul rosso. Alla gente non piaceva il fatto che rubavo, anche se alcuni erano miei Fan. Quando raggiunsi i ventidue anni...venni presa, l'agente che mi aveva cominciato a dare la caccia aveva trovato il mio schema ed era sempre un passo dietro di me, devo dire che ne ero leggermente attratta, non capita tutti i giorni di conoscere un FBI che ti riesce a capire. Mi prese a Budapest, mentre facevo dietrofront e cercavo di scappare. Non mi ha presa alla sprovvista anzi...ma...va bene forse volevo essere arrestata. Ed ora eccomi qui, in questa cella di lusso, controllata da sette telecamere. Qui è come se non fosse una cella, letto, mobili, oggetti, TV, un lusso che non mi aspettavo. Stavo seduta sul letto a fissare il soffitto, diciamo che non ho ancora provato a darmi alla fuga.
-Ragazza- la voce della guardia mi fa girare- l'agente Blackgun ti attende nel suo ufficio hai cinque minuti per cambiarti
E ora che vuole FBI da me? Mi ha già arrestata, che altri può volere? Mi faccio veloce come un lampo una doccia, mi metto la biancheria nera in pizzo, mi infilò una minigonna nera aderente è una camicia bianca che non abbottono del tutto, abbottono solo dal seno in giù, mi metto delle scarpe con il tacco nere, mi spazzolo i capelli biondi e lunghi e mi trucco leggermente. Mi guardo, beh gli farò venire un'infarto.
-Sono pronta- dico mentre la guardia apre la porta
Rimane a bocca aperta- cavolo...
-Allora? Muoviamoci
Entrare nel piano dell'FBI dedicato alla caccia dei criminali come me...non pensavo ci sarei mai venuta qui. Almeno non così.
L'agente che mi ha arrestato mi viene incontro, gli uffici sono comunissimi, e io che mi aspettavo chissà che. Mi tolgono le manette. Mentre il giovane sui trent'anni, capelli neri e occhi verdi, si avvicina calmo gli altri mi guardano.
-Benvenuta M.C.
-Allora FBI, per cosa questo invito?
-Andiamo nel mio ufficio, ti spiego meglio lì
-Se provi ad allungare le mani ti faccio cambiare sesso- lo avviso io seguendolo
-Certo certo.
Il suo ufficio è una stanza con le pareti di vetro messa ad un livello più alto rispetto agli altri, come un re guarda il suo popolo dal trono eh?
-Allora? - chiude la porta e si poggia alla scrivania
-Carino l'ufficio- commento io- ora sputa il rospo
-Voglio la tua collaborazione per catturare altri criminali come te, ma meno bravi
-Un complimento? Che gentile - mi siedo sulla poltrona di fronte a lui e accavallo le gambe, nulla guarda sempre i miei occhi, cavolo potrei giragli nuda davanti e non batterebbe ciglio
-Il patto sarebbe che in cambio della tua completa assistenza, la tua pena di...
-Evitiamo l'elenco dei miei reati
-In cambio della tua assistenza per almeno 3 anni e di portare una cavigliera per 3 anni, sarai libera
-Quindi per tre anni, sarò la vostra aiutante e poi libera come l'aria?
-Sarai sorvegliata
-Da lei? -chiesi io sorridendo
-Si- rispose lui senza cambiare espressione
-Sposato?
-No
-Fidanzato?
-No
-Figli? Ex-moglie?
-No e no- si avvicina- per quale motivo me lo chiede?
-La famiglia è la prima cosa a cui penso, se lei fosse stato una delle cose che ho chiesto avrei rifiutato, non voglio rubare tempo a un uomo che tempo non ha
-Quindi accetta? -il suo sguardo era sempre puntato sui miei occhi, non abbassava mai la guardia, era una sfida quella? Forse ma nessuno mi aveva mai tenuto testa come quell'uomo
-Accetto- dico io fermando il mio sguardo su di lui, un bel uomo, che mi tiene testa, che non ha paura di rischiare e che mi offre la salvezza dopo avermi mandata all'inferno...quell'uomo aveva già fatto colpo su di me prendendomi, ma ora stava ritirando la freccia e aveva preso in pieno l'altra.
-Benvenuta- mi prende la mano- nel FBI come nostra consulente, signorina- mi bacia la mano con delicatezza
-Sarà un piacere lavorare con lei, signor FBI
-Chiamami pure per nome
-Va bene...Neal
-La nostra sarà una lunga alleanza signorina...
Per la prima volta il mio nome dopo 22 anni ritornò a essere pronunciato da qualcuno, fui io stessa a dirlo, per istinto forse ma non me ne pento
-Lucy...Lucy WhiteCollar

The Protagonist Kidnapped Me

The Protagonist Kidnapped Me Trama: Una cosa che non ti aspetti quando ti reincarni in una novel è avere la protagonista del gioco completam...