WitchandAngel : The White Girl and the Black Boy
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Capitolo 1: Alone?

The White Girl and the Black Boy
1        Alone?
Sono sempre stata sola. Nessuno si è mai veramente interessato a me. I miei genitori sono come degli estranei per me, sono sempre in viaggio, lontano da me, li vedo massimo una volta all’anno, se sono fortunata. Non credo che loro mi odino o che non mi vogliano, ma solamente si scordano della mia esistenza. Amici non ne ho, sono sempre gentile con tutti, in molti dicono di essere miei amici, ma con nessuno sono mai riuscita a aprirmi. Nessuno sa chi è la vera me. Non riesco a fidarmi di nessuno. A scuola sono popolare, non solo per il mio aspetto, ma anche per il mio carattere, il mio modo di fare. Per l’aspetto sono la classica biondina dai capelli lunghi, mi arrivano alle caviglie e ho anche la frangetta, occhi celesti, fisico da modella, alta e magra, con la pelle chiara come il latte…in pratica la classica ragazza che piace a tutti, che tutti trovano carina. Mi comporto in modo gentile, educato e dolce con tutti, un carattere angelico in pratica. I miei voti sono i più alti dell’intero istituto, sono stata membro di ogni club esistente, spesso mi chiedono una mano per i tornei o gare, tutto ciò che faccio esce perfetto, e per quanto può sembrare una cosa fantastica saper fare tutto al primo colpo, fidatevi, non lo è, mi fa solo sentire più sola. Sono al secondo anno di liceo, sono la presidentessa del consiglio studentesco dal primo anno, sono molto rispettata, sia dagli insegnanti che dagli alunni, se c’è un problema tutti vengono da me, la cosa mi rende felice, ho la fiducia di tutti, ma sono sola. Non mi occupo solo del consiglio studentesco, mi occupo di tutto, se gli insegnanti hanno un problema con un alunno lo mandano da me, cerco di aiutare tutti, e ci riesco, ma mi sento sola lo stesso. Mi piace aiutare le persone, essendo la figlia di due genitori ricchi, molto ricchi, i soldi non sono un problema, molte volte faccio una donazione alla scuola per salvare un club che sta per chiudere, i miei mi fanno spendere tutto ciò che voglio, è il loro modo di tenermi buona visto che loro non ci sono mai. Sono la migliore in tutti gli sport, dalla corsa alla boxe, sono forte, nonostante non lo sembro, so difendermi, so combattere, potrei mettere al tappeto chiunque. Per chiunque la mia è la vita perfetta, ma non capiscono quanto sia sola, vivo in una villa gigantesca, da sola, con i domestici, Sebastian è il capo dei maggiordomi e si occupa di controllare tutto, senza di lui sarei probabilmente sola sul serio. Basta con questi discorsi deprimenti. Sono quasi arrivata a scuola. Vado a piedi a scuola, potrei usare benissimo una delle tante auto che i miei mi hanno regalato, qui la patente si prende a sedici anni e io ho avuto la mia prima auto a sei anni, cose normali ovviamente, amo camminare e guidare non mi piace molto. Poi passeggiare lungo i sentieri è così bello. Non passo inosservata con la mia uniforme. Le scarpe nere con il tacco, la gonna celeste con il sotto gonna bianco per farla gonfiare, mi arriva poco sopra le ginocchia, la camicetta bianca, la giacca con lo stemma della scuola, la cravatta celeste, la borsa per la scuola in stile giapponese e le calze bianche che mi arrivano a metà coscia, una classica divisa da scuola giapponese, non c’è che dire è stupenda. Ho i capelli quasi sempre sciolti, tranne quando faccio sport o cucino, in quel caso li lego in una coda alta o in due codine, è difficile legarli, si sciolgono subito visto quanto sono lisci e quanto sono lunghi, per andare a scuola lego due ciocche, quelle che ho davanti alle orecchie, dietro con un fiocco celeste, tutti dicono che sembro una principessa. Cosa che mi dà ai nervi. Passo vicino a un ponte, la scuola è abbastanza lontana da casa mia, ma mi piace passeggiare.
-Zitto!
Urla? Chi sta urlando? Colpi…lotta...teppisti che se la prendono con qualcuno? Guardo sotto il ponte, c’è un gruppo di tre ragazzi, con la divisa della mia scuola ma non ben messa, camicia sbottonata, niente cravatta…i classici ribelli, e poi c’è un ragazzino del primo anno, ha anche lui la nostra divisa ma ben tenuta, sta tremando come una foglia. Il ragazzo del primo anno indossa gli occhiali, ha i capelli neri e gli occhi verdi…dovrebbe essere Malcom del club di scacchi se non sbaglio, un ragazzo intelligente e ben educato, voti ottimi e bravo giocatore di scacchi, il classico nerd. Gli altri tre sono…no non li ho mai visti…meglio annotarmeli mentalmente, più tardi li cerco. Il più grosso ha i capelli marrone scuro e gli occhi neri, accanto a lui c’è un ragazzo dai capelli biondi, tinti ovviamente, e occhi verdi, e infine al centro c’è il capo, un ragazzo dai capelli marroni e occhi verdi…dove l’ho già visto? Mi sembra famigliare…meglio intervenire…più tardi vedrò chi sono. Scendo senza farmi notare e blocco un pugno che stavano per lanciare al povero ragazzino.
-Angelica-sama!
Il tipo più grosso si allontana, non si aspettava che bloccassi un suo pugno. Il capo mi guarda- chi sei?
Lo ignoro, ma gli lancio un’occhiata che lo perseguiterà per un bel po’, guardo Malcom- torna a scuola, non fare tardi
-Si Angelica-sama! –corre via.
Mi volto verso i tre ragazzi li guardo e poi me ne vado.
-Dove pensi di andare?
Da destra. Blocco il pugno e scaravento il finto biondo contro il muro. Ho una specie di istinto che mi permette di evitare di essere colpita. Mi sistemo la gonna, e faccio per andarmene.
-Chi sei?
Guardo il capo di quella banda di teppisti- vieni a scuola se vuoi scoprirlo. Bey. Bey big bad boy.
Mi dirigo verso scuola, per fortuna sono venuta a piedi, altrimenti chissà cosa avrebbero fatto a quel ragazzo. Arrivo senza problemi fino ai cancelli, i ragazzi e le ragazze mi salutano.
-Angelica-sama! Angelica-sama!
Il ragazzo che mi viene incontro correndo, con in mano tutti quei fogli, è il vice presidente, ha i capelli neri e occhi celesti, indossa gli occhiali.
-Buongiorno James
-Angelica…stavo per venire con le guardie, quel ragazzo ci ha avvertito che eri in pericolo…quando ti deciderai di venire a scuola accompagnata da qualcuno o in auto? –si sistema gli occhiali
-Scusami, non volevo farvi preoccupare…oh…avrei una richiesta per te
-Richiesta? –si sistema gli occhiali, improvvisamente interessato
-Mi devi trovare i tre teppisti che ho incontrato oggi, sono della nostra scuola, ma non li ho mai visti
-Interessante…-sorride- ho già la descrizione dello studente, conti su di me, li troverò facilmente.
-Thanks, sei il migliore.
Lui sorride e va verso la sede, James non ama le ragazze, anzi al contrario, non gli fanno né caldo né freddo, l’unica cosa che ama è il suo lavoro di vice, non vuole diventare presidente, dice che è più bello essere il vice che il presidente. Contento lui. Meglio andare a fare il mio lavoro da presidentessa. Quel ragazzo dagli occhi di smeraldo…dove l’ho già visto? Passo la giornata nella sala del consiglio. Non sono mai in classe. La sala in cui sono è un bellissimo salotto, con un grande divano rosso cremisi, delle poltrone, tante librerie, una tv a schermo piatto, tanti mobili antichi, un caminetto…in pratica un salotto molto costoso, gentilmente offerto dalla mia famiglia. James entra con in mano il suo laptop.
-Angelica-sama. Li ho trovati.
Accavallo le gambe e poggio la tazza di tè, servita nel servizio da tè di ceramica con le rose, abbiamo tantissimi servizi qui.
-Già trovato? Ottimo lavoro come al solito James.
Lui si aggiusta gli occhiali, è felice quando il suo lavoro viene riconosciuto- non è nulla di che
Preme un tasto e lo schermo del laptop appare sulla tv, con la foto dei tre ragazzi, le scuole frequentate, i voti, club…la classica scheda studente. Il più grosso si chiama Mike, il finto biondo, che in realtà ha i capelli neri, si chiama Leonardo e il capo si chiama Jonathan
-Sembra che marinino la scuola da mesi
-Perché non ne sapevo nulla? –mi occupo anche di questo
-Non lo so- sembra dispiaciuto per questo, so che lo è, se non sa rispondere a una domanda va nel panico- nessuno degli insegnanti c’è l’ha detto, pare che siano stati promossi, nonostante le assenze, e che manchino dal primo anno.
-Non è colpa tua se nessuno ci informa, l’ex presidente non si preoccupava di queste cose, non sentirti in colpa per questo- lui si sistema gli occhiali, segno di nervosismo ma anche di allegria, lo fa anche quando è sicuro di se o è fiducioso- sei stato di immenso aiuto, grazie James
-Di nulla Angelica-sama, controllerò se all’appello mancano altre cose e continuerò a cercare informazioni su di loro
-Sei insostituibile James, non esiste vice migliore di te. Ma non ti sforzare troppo ok?
Lui sorride- non si preoccupi. Con permesso.
Esce e entra una ragazza con capelli marroni corti e occhi marroni, vestita da maid…l’assistente più strana che abbia mai visto, insieme a lei entra la sua gemella, la mia segretaria, che invece indossa un tajer blu scuro e gli occhiali dall’elegante rifinitura, in mano la prima ha uno spolverino la seconda ha dei fascicoli.
-Buongiorno Angelica-sama –lo dicono in coro
-Nadia, Noemi. Buongiorno- Nadia è quella vestita da Maid, Noemi è quella vestita da donna d’affari, la prima è tutto tranne seria, la seconda è anche fin troppo seria. Inutile dire però che sono le più fedeli tra tutte le ragazze della scuola, nonché affidabili. Anche se Nadia avvolte fa la persona goffa solo per attirare l’attenzione dei ragazzi.
Nadia si mette a riordinare, Noemi mi passa i fascicoli.
-Cosa sono?
-Richieste dai club, party, studenti nuovi, lamentele dei professori…le solite cose
-Grazie Noemi- prendo i fascicoli e li sbroglio in pochi minuti, vi risparmio questi dieci minuti di noia. Li dò a Noemi che li sistema con cura e li controlla, è molto precisa.
-Grazie per il suo lavoro Angelica-sama
-Grazie a te Noemi…Nadia mi spieghi perché ti sei vestita da maid?
Lei fa un giro su se stessa- per essere il più carina possibile per lei Angelica-sama.
Noemi detesta i vestiti che si mette la sorella, io non li noto più ormai.
-Il Sama…potremmo evitarlo? Infondo siamo sole ora
Loro si guardano. Noemi si schiarisce la voce- come vuoi Angelica
Nadia mi salta al collo abbracciandomi- Angelica sei così carina
Se Noemi non colpisse con un libro Nadia sarei già morta soffocata nel suo seno, Nadia ha un seno gigantesco cosa che dà sui nervi a Noemi. Noemi si siede alla scrivania e si mette a lavorare al computer, Nadia pulisce tranquilla e io mi godo il mio tè e mi sento inutile…credo andrò a fare un po’ di boxe…
Un ragazzo dai capelli biondi e gli occhi verdi entra correndo.
-Angelica-sama!
-Cosa succede Jack?
Jack sembra un bambino come aspetto, le ragazze lo trovano adorabile, è il tesoriere del consiglio studentesco.
-Guai signorina…dei teppisti…all’ingresso
Scatto in piedi- quanti sono?
-Tanti…l’intera scuola rivale…
Esiste una scuola superiore, dalla pessima fama, ogni studente lì è un delinquente.
-Di a James di non far uscire nessuno
Mi dirigo verso le scale
-Non vorrai andare ad affrontarli spero – sorrido a Noemi e Nadia
-Andrà tutto bene…promesso
Esco di corsa. Non posso permettere che quei delinquenti facciano del male ai ragazzi e alle ragazze della scuola. Corro giù per le scale e esco dalla scuola e guardo verso i cancelli. Sono un esercito.
-Vedo che la principessina è venuta a darci un saluto
-Sono spiacente ma devo chiedervi di andarvene.
-Scordatelo
Che noia…-in questo caso, dovrò semplicemente eliminarvi
Il mio corpo si muove a una velocità anomala, delinquenti del genere li stendo con un colpo, senza neanche dovermi sforzare in pochi secondi li ho stesi tutti. Scappano correndo.
-Si presentano qui tutti convinti e poi scappano con la coda tra le gambe…
-Patetici eh?
-Parecchio…-mi guardo intorno- chi ha parlato?
-Quassù
Leonardo è seduto sul muretto- Leonardo…cosa ci fai tu qui?
-Come sai il mio nome?
Gli sorrido- sei uno studente della scuola, il mio compito è proteggervi
Lui diventa rosso poi guarda altrove- i-il capo vuole che ti porti da lui…se opporrai resistenza dovrò…
-Bene andiamo
-Eh sul serio?
-Si…non voglio causarti problemi- prendo dalla borsa il cellulare e scrivo alla base, il messaggio apparirà sullo schermo della tv “Non preoccupatevi, tornerò presto, lascio a James e a Noemi il controllo”
-Eh…sei gentile…ehm…seguimi
Salta giù dal muretto e mi accompagna per le strade. Mi lanci occhiate ogni due minuti.
-Ehm…Angelica è il tuo nome giusto?
-Si
Sembra in imbarazzo per la situazione e io che rispondo sorridendo non aiuto credo.
-Angelica…sai che il nostro capo non è riuscito a non pensare a te…ehm…non dirgli che te l’ho detto
-Rimarrà un segreto promesso
-Sei…strana…
-Strana?
-Hai steso tutti quei ragazzi da sola, pensavo di darti una mano ma…non sembra che tu ne abbia bisogno…sei più forte di ciò che sembri…
-Non lo sai?
-Cosa?
Meglio cosi- niente…sappi però che quella non era che una briciola in confronto a cosa posso realmente fare
-Siamo arrivati
Un edificio abbandonato? C’era da aspettarselo come base di un teppisti. Entriamo seduto su una sedia con la posa da cattivo c’è Jonathan, seduto su un divanetto invece c’è Mike.
-Boss, te l’ho portata.
-Bel lavoro…- si alza e si avvicina a me- da quanto tempo…
-Non direi tanto…ci siamo incontrati stamattina
-Non ti ricordi di me? Avevamo cinque anni all’epoca
Lui è…-non so di che parli. Perché mi hai portata qui?
-Tu sei Angelica Demon…A.D… sei il boss della città vero?
-Lei?! Forte è forte ma essere il boss della città mi pare troppo!
Smetto di sorridere- non sei cambiato Jonathan…hai un buon intuito…mi avete presa, sono A.D, il boss indiscusso della città. E come prova –mostro l’anello con il mio simbolo, due draghi, uno scudo e due spade- ho questo anello.
Sono il boss e il benefattore segreto della città, se qualcuno vuole qualcosa la chiede a me…non pensavo che qualcuno mi avrebbe mai scoperta
-Lo sapevo
-Allora Jonny…hai trovato A.D…e hai ritrovato Angelica…con quale delle due volevi parlare?
Si volta verso gli altri due- uscite
Loro escono. Mi fa sedere su una poltrona e si siede difronte a me.
-Allora?
Sorride imbarazzato- sei diventata più carina
-E tu più muscoloso...non farmi complimenti per addolcirmi…di ciò che vuoi
-Chi trova A.D. ha il permesso di chiedergli un favore no?
-Si –dove vuole arrivare?
-All’ospedale, ci sono dei problemi economici, e vogliono chiudere un’ala…i genitori di molti dei miei sottoposti lavorano li, se succedesse…
-Vuoi che impedisca la chiusura dell’ala?
-Si
Prendo il cellulare e chiamo Sebastian- Vorrei che impedissi la chiusura dell’ala dell’ospedale…solito modo…
-Faccio anche una donazione extra?
-Ovviamente
-Ti hanno trovata A.D?
Guardo Jonathan- si…ma il favore lo faccio come Angelica a un mio…amico- chiudo la chiamata.
-Cosa…
-Tutto fatto…impedirò la chiusura dell’ospedale…ah, il favore con A.D…non l’hai usato, diciamo che te l’ho fatto come segno di amicizia.
-Grazie…
-Ma- sorrido- visto che hai trovato A.D, ora tu e la tua banda siete membri della mia. Lo sai vero?
-Si
-La prima cosa che ti chiedo e che torniate a scuola, facciate i bravi e manteniate un basso profilo.
Lui annuisce.
-Oh…-tiro fuori il libretto degli assegni e quello delle note, scrivo un assegno e scrivo la nota- questo assegno è per il posto, fatelo ristrutturare, mentre la nota, datela a Giovanni della farmacia
Lui mi guarda perplesso- vuoi comprata delle medicine?
-Non lo sai? Giovanni è un membro della mia squadra da anni, dagli la nota e le fedine penali del tuo gruppo diverranno bianche, in più sarai immune alla polizia, Giovanni avviserà tutta la banda e voi sarete al sicuro.
-Tu…
-Sorpreso?
Scuote la testa- ho smesso di stupirmi per te a cinque anni.
Rimetto tutto in borsa e gli scrivo su un foglietto il mio numero- se avete bisogno, chiamami al numero di sopra, se invece vuoi parlare con la tua vecchia amica, usa quello di sotto.
-I…Il tuo numero?
Cosa c’è di strano? –si
Sembra in imbarazzo- Grazie dell’aiuto
-Nulla. Ora devo tornare a scuola prima che James impazzisca
-James? –sembra calmo ma si è innervosito
-Il vice presidente, ho lasciato tutto nelle sue mani e in quelle di Noemi, staranno impazzendo. Oh già, a scuola nessuno, tranne il consiglio degli studenti e alcuni insegnanti, preside compreso, sanno che sono A.D. quindi fate in modo che niente e nessuno lo scopra. Capito anche voi due spioni?
Mike e Leonardo rientrano- si
-Bene allora con permesso
Mi dirigo verso l’uscita
-A domani Angelica
Sorrido- a domani
Torno a scuola. Evitate le domande di James e Noemi, le lacrime di Jack e le risatine su un possibile fidanzato di Nadia, la giornata torna alla sua normale durata. Io torno a casa e Sebastian mi aspetta all’ingresso come al solito.
-Bentornata signorina
-Sebastian, sono a casa. Dimmi hai fatto ciò che ti ho detto?
-Si, l’ospedale non chiuderà l’ala ed è finito anch’esso nelle vostre mani.
-Ormai mi chiedo cosa non sia nelle mie mani e sotto il mio controllo.
-Lei è molto potente signorina, è normale che abbia così tanto potere.
Guardo il vecchietto, dai capelli bianchi e la barba curata, gli occhi verdi, vestito da maggiordomo, lui per me è sempre stato come un padre, beh almeno lui c’è sempre stato per me. Senza di lui non so cosa farei
-Grazie Sebastian
Mi dirigo verso la mia camera da letto, butto la borsa sul letto. La mia camera da letto è una suite, vera e propria. Un letto a baldacchino, dei mobili in legno di ciliegio, una scrivania antica, su una parete ci sono sei finestre che portano su un balcone, un caminetto antico, un tappeto peloso enorme, dei lampadari in cristallo, una postazione tecnologica con schermi, computer e altre cose che uso per controllare la città, un mini salottino dove volendo potrei invitare qualcuno, un armadio automatico, ovvero digito ciò che cerco e l’armadio me lo mette in primo piano. In pratica una camera che vorrebbero tutti. Oltre alla camera, in cui nessuno ha il permesso di entrare, ho un bagno privato, lussuoso e costoso. Se pensate che sia stata una mia scelta l’arredamento della casa vi sbagliate, i miei genitori hanno dato l’ordine di arredare la casa e ogni singola stanza nel modo più lussuoso e costoso possibile. Mi tolgo l’uniforme e rimango in biancheria. Butto i vestiti nel cesto per il bucato, prendo il pigiama e mi vado a lavare. L’acqua calda della vasca mi rilassa. Chi avrebbe mai pensato che avrei rivisto Jonathan…e se fosse destino? Ma che vado a pensare. Infilo la testa sott’acqua. Dopo pochi minuti esco, mi metto il pigiama e mi infilo a letto. Non ho bisogno di fare i compiti, i miei voti sono ottimi e ormai nessuno mi chiede più niente. Non ho nemmeno fame, ho solo voglia di dormire. Domani farò un colazione abbondante, così rimedio. Buona notte

Capitolo 2: Stay with me...

2       Stay with me…

Sto andando a scuola, dopo mesi e mesi che non ci andavo. Non riesco ancora a crederci, una ragazza che mi ha manipolato da quando l’ho incontrata durante quel pestaggio. Cavolo se Angelica è diventata carina, ma era ed è una manipolatrice. Fin da piccolo mi costringeva, senza che nemmeno me ne accorgessi, a fare ciò che volevo. Non che io abbia mai cercato di ribellarmi comunque…cavolo quella ragazza…non so se è una strega o una fata…
-Buongiorno Jonathan!
Mi giro verso Mike e Leo. Hanno la divisa messa come si deve, io invece non l’ho propria messa in ordine. Ho la camicia messa per metterla, la cravatta messa nella cartella, la giacca messa nella cartella e i capelli pettinati alla meno peggio. Si l’ho fatto a posta.
-Ciao ragazzi
-Non hai la divisa in ordine
-Leo non rompere
Arriviamo ai cancelli della scuola, alcuni studenti si girano verso di noi e iniziano a vociare, voglio andarmene da qui, sono fuori posto. Faccio un passo indietro. Sento delle braccio intorno al collo, qualcosa che mi preme contro la schiena, odore di fiori.
-Dove pensi di andare Jonny?
-Angelica!
Salto in avanti e mi libero dalla presa, lei mi sorride- buongiorno Jonathan, Mike e Leonardo.
Loro due salutano con la mano, io guardo da un’altra parte.
-Mike, Leonardo, voi dovreste andare nella sala del consiglio studentesco. Venite vi accompagno. Mentre tu…- mi prende sotto braccio, cosa che fa aumentare il vociare che poi si trasforma in un generale “Buongiorno Angelica-sama” mi trascina via.
-Ehi! So camminare da solo lasciami!
Stringe la presa- no, non ti lascio scappare Jonny
Maledizione, così divento viola, quanto cavolo è carina?!
Passiamo tra gli sguardi stupiti di tutti e entriamo in quello che più che la stanza del consiglio studentesco sembra essere il salotto di un milionario. Un tipo con gli occhiali sorride a Angelica.
-Angelica-sama Buongiorno…- mi lancia un’occhiataccia, con una delicatezza degna di un macellaio qualcuno mi spintona via da Angelica.
-Noemi! Nadia! –Angelica le sgrida e mi aiuta ad alzarmi- tutto bene?
-Angelica-sama si rende conto che questo è un teppista? –a parlare è stato quello che sembra essere un moccioso
-Ehi bambino, l’asilo è in un altro edificio, quattrocchi guardami ancora così e ti faccio vedere il creatore, e voi due gemelle del cavolo sparite dalle scatole- Angelica fischia.
-Basta. Jonathan stai calmo
-Ma…
-Ti ricordo che qui comando io. E voi- si gira verso gli altri- state tranquilli, vi ho già spiegato tutto stamattina no?
Loro annuiscono ma l’occhiataccia me la mandano lo stesso.
-Bene, lasciate che vi presenti. Loro tre sono Jonathan, Mike e Leonardo. Mentre loro sono- indicando chi e chi- Noemi, la segretaria, Nadia, la mia assistente che ama i costumi da Maid, il ragazzo con gli occhiali è il vice presidente James, e infine il ragazzo biondo è Jack il tesoriere. Io sono la presidentessa del consiglio studentesco.
Mike e Leonardo salutano con educazione io non saluto proprio.
Angelica mi si avvicina e mi guarda negli occhi- si gentile e salutali
-No
Mi prende per un orecchio- Jonathan, ti devo ricordare chi sono?
-Buongiorno, spero che andremo d’accordo
-Bravo Jonny- molla la presa- da oggi loro tre saranno le mie guardie, così nessuno sospetterà della loro presenza
Mi siedo sul divano. Leo e Mike vengono coccolati dalla Maid che li trova adorabili. James se ne torna a lavorare, così come la segretaria, ma mi tengono d’occhio, il bassetto invece sparisce dietro a delle ragazze. Angelica si siede accanto a me.
-Tutto ok?
-Si può sapere perché mi fissano in quel modo?
-Sono preoccupati per me, sono i miei più fedeli aiutanti, sia qui nel consiglio sia con il mio lavoro
-E come ti aiuterebbero? –li guardo- non sembrano abili nel combattimento
-Non tutti hanno i muscoli visibili come i tuoi o quelli dei tuoi amici. Ognuno ha il proprio modo di combattere.
-E il loro quale sarebbe?
-Allora…James, sotto quella divisa, anche se non sembra, ha una quantità enorme di muscoli
-Non ci crederò mai nella vita
Angelica si gira verso James- James, ti toglieresti la camicia e la giacca?
Lui ubbidisce senza chiedere nemmeno il perché. Anche se non sembrava, Angelica ha ragione, ha più muscoli lui che Mike!
-Cavolo…
-Visto? –Angelica sorride
-Complimenti per i muscoli…
-Cosa da niente- risponde lui
Mike e Leo lo fissano, il nanetto intanto è tornato con un leccalecca in mano.
-Ok…lui è il vincitore di mister muscolo dell’anno, gli altri?
-Noemi è sadica…sotto la gonna a una frusta e si diverte a torturare le persone
Non so perché ma non lo vedo poi così impossibile, quella sembra un demone in terra
-Nadia invece…ama le armi, sotto la gonna tiene sempre un fucile, un bazooka o un’altra arma del genere
Nadia per tutta risposta tira fuori una mitragliatrice che poi fa di nuovo sparire sotto la gonna, non voglio sapere dove diavolo se l’è infilata! Leo e Mike la guardano straniti
-E il ragazzino?
-Io non lo farei arrabbiare- poggia il viso fra le mani e mi guarda- ama far saltare le cose. Vero?
Lui si toglie la giacca e rivela un armamentario di bombe e vari detonatori- Boom! Tranquilli sono disattivate…per ora
-Ok...- alla faccia delle apparenze, meglio non fare arrabbiare nessuno di loro- ma tu sei più pericolosa
Lei poggia la testa sulla mia spalla- ovviamente. Ma anche tu sei pericoloso no? Sei quasi al mio livello, qui i meno pericolosi sono Mike e Leo
-Non ci giurerei, Leo è masochista, puoi colpirlo quanto vuoi non gli fai un cavolo, Mike…beh è appassionato di spade, ha un spada che è alta quanto lui e anche un martello.
-Masochista- Noemi si aggiusta gli occhiali e guarda Leo
-Sadomasochista- Leo la fissa.
Quei due finiscono a letto secondo me.
-Spade e Martelli grandi –Nadia fissa Mike con interesse, lui annuisce, non parla molto.
-Per me finiscono a letto quei quattro- io e Angelica lo diciamo in contemporanea.
Lei si mette più comoda con la testa sulla mia spalla, io le metto un braccio intorno alle spalle in automatico, cosa che la fa sorridere.
-Ho un’idea…- mi guarda con occhi da cerbiatto- andiamo a divertirci un po’?
Tutti si girano a guardarla.
-Vuoi andare a fare una sfida di Box come facevamo sempre? –provo a sviare io il doppio senso che so che ha usato apposta
Lei annuisce, tutti tornano a fare ciò che stavano facendo, Mike a mostrare i muscoli a Nadia, Noemi a mostrare le fruste e delle foto a Leo, James e Jack a guardare il pc.
Lei mi trascina nella palestra- Jonny…
-Dimmi
-Per favore, stai con me…per sempre
Mi guarda con uno sguardo di supplica, distolgo lo sguardo in imbarazzo- o-o-ovviamente starò con te per sempre, starò con AD e con Angelica…non dovrai più essere sola
Lei mi butta le braccia al collo- Grazie Jonny
Si, lei è sempre stata sola, non posso abbandonarla, le starò accanto, sia che lei sia Angelica, la dolce e gentile presidentessa del consiglio studentesco, sia che lei sia AD, la forte e potente padrona di questa città. L’aiuterò, costi ciò che costi…non ci credo di averlo pensato…




Capitolo 3: I'm the boss here

3         I'm the boss here!

Questa è la prima riunione di Jonathan. Anche tra i miei uomini sono in pochi a sapere chi sono, per questo porto questo pesante mantello nero. Jonathan mi segue con passo sicuro, Mike e Leo stanno infondo alla sala, preferiscono non mettersi in mostra, gli uomini di Jonny invece sono mescolati a quelli in sala. Giovanni mi sorride, lui sa chi sono, nella sala, Jonathan, Mike, Leo e chi mi ha trovata esclusi, nessuno sa chi sono. Mi siedo sul trono, la sala è un’immensa stanza con muri neri e pavimento bianco. Tutti fanno un inchino. Qui, ora, sono A.D. il padrone della città.
-Benvenuti- la mia voce è modificata da un alteratore di voce, gentile invenzione di James, lui e gli altri sono ai miei lati, indossano tutti un mantello come il mio- diamo il benvenuto ai nuovi membri, la squadra di Jonathan ci sarà molto utile.
Un lieve vociare si alza. Non sta molto simpatico eh?
-Qualche obbiezione?
Riccardo, un uomo dai capelli rossi e gli occhi neri, si mette davanti a tutti, è entrato da poco e non ha ancora imparato qual è il suo posto- è un teppista da quattro soldi ed è un ragazzino!
James fa un passo avanti- problemi con il fatto che ci siano ragazzi nella banda?! –il consiglio ha la stessa età, ovvero la mia e quella di Jonathan, dicendo che è solo un ragazzino ha insultato tutti. Giovanni se la ridacchia, così come chi sa chi sono.
-SI! Penso che i ragazzini devono stare fuori da questa storia! Penso che dovrebbe scacciare tutti i mocciosi dalla banda e dovrebbe sottomettere con la forza tutta la città!
-Ma lo senti? –commenta Nadia
-Proprio un cafone- concorda Noemi- la prossima cazzata che sparerà sarà che le donne devono stare in cucina!
-Infatti è quello il loro posto! –dice Riccardo
-Ehi A.D posso farlo fuori? –mi chiede in coro il consiglio
-Riccardo sei davvero un idiota. Tu non sai chi sono io e se fossi una donna o un ragazzino? –dico io- anzi…perché non vi togliete i mantelli mio caro consiglio? Mostriamo a questo idiota chi gli ha dato ordini finora
La sala si acquieta. James si toglie il mantello e si sistema gli occhiali, toglie il modificatore di voce- che noia…
“Ma è James!” “Il vice di Angelica!” e altre frasi così partono tra i miei uomini, in molti conoscono la dolce Angelica-sama e il suo consiglio, credo che scoprire che uno di loro sia nella banda di AD come membro del consiglio è una bella sorpresa.
Nadia e Noemi si tolgono i mantelli- ciao Cafone
Jack si toglie il mantello e si stiracchia- buonasera
-Ragazzini?! Dei luridi mocciosi?! Non lo tollero! Non tollero di averli ai vertici della banda!
-Sta un po’ calmo! –gli dice Jonathan- così insulti il capo
Mi alzo e mi tolgo il cappuccio, caccio il modificatore di voce e mostro l’anello- lasciate che mi presenti. In molti mi conoscono già come la dolce e innocua Angelica-sama, ma il mio nome completo è Angelica Demon…o A.D. se vi piace di più…qui il boss sono io, se avete dei problemi con ciò parlate ora
Tutti scuotono la testa, sanno che A.D è tutto tranne che innocuo
Riccardo si fa avanti- Si che ho problemi! Non tollero di essere sottomesso a una stupida- i ragazzi si muovono- ingenua- lo circondano- ragazzina!
Tutta la banda gli punta contro le armi. Mi risiedo sul trono e accavallo le gambe- Idiota di una Riccardo, il boss sono io, io prendo le decisioni e sinceramente i tuoi insulti sulla mia età e sul mio sesso mi hanno dato ai nervi. Nella nostra banda uomo o donna, adulto, vecchio o ragazzino non fa differenza, se sei fedele sei benaccetto…tu sei irritante, stupido e tanto altro ma non sei fedele. Fatene ciò che vi pare.
Alcuni uomini muscolosi lo prendono di peso e le ragazze lo seguono.
-Quasi mi fa pena- commenta James- quelle due sono tremende
-Bene…ora che sapete chi siamo, giurate ancora fedeltà ad A.D?
Loro si inginocchiano- Certamente!
Sorrido- bene. Ho il piacere di dirvi che stiamo espandendo il nostro potere nelle città vicine…molto presto il boss rivale farà una mossa. State attenti. Detto questo vi auguro una buona serata e che le ombre nelle quali ci muoviamo vi proteggano da occhi indiscreti.

Ormai il boss della cittadella si muoverà presto…molto presto ci sarà uno scontro, mi domando solo chi farà la prima mossa…

Capitolo 4: Enemy attack

4         Enemy attack

Come diavolo faccio a fermare A.D? Il mio unico scopo è eliminare lui e far innamorare Angelica di me. Se conquisto la città Angelica mi noterà! Questo pensava il boss avversario di A.D. un ragazzo di vent’anni, con i capelli neri, occhi rossi e una cicatrice che gli passava l’occhio destro.
-Boss!
Uno dei suoi ninja è tornato- cosa mi sapete dire?
-A.D ha conquistato la zona ovest e la est, presto prenderà la nord e la sud è in mano sua da un pezzo.
-E di Angelica-sama?
-Accanto a lei sono apparsi tre membri della banda di A.D.- il ninja gli diede le foto di Angelica e Jonathan- la scortano ovunque
-A.D. VUOLE LA MIA ANGELICA-SAMA?!
I ninja filarono fuori. Lui buttò un pugno contro il tavolo che, nonostante fosse in ferro, crollò al suolo. Il ragazzo prese una foto di Angelica- perché un angelo come te doveva rubare il cuore a me? Il terribile Thomas, il demone della città…ah se solo A.D. non ci fosse…se A.D. non esistesse tu mi noteresti!
-Signore- un ninja entrò- posso rapirla per lei
Lui sorrise- potresti prenderla? Portamela e verrai ricompensato!
****
-Angelica tutto bene? – Jonathan e gli altri mi guardano
-Ho sentito un brivido lungo la schiena…- mi strinsi nelle spalle- ho la sensazione che oggi non sarà una bella giornata
-Angel…
Un’esplosione scaraventa tutti a terra. Cavolo ho battuto la testa…dal fumo esce un tipo strano vestito da ninja. Mi prende in braccio, cavolo non riesco a muovermi…il fumo deve avere qualche sostanza che paralizza i movimenti…cavolo…vedo tutto sfocato, vedo i miei amici, si li considero amici, alzarsi ma il tipo salta dalla finestra prima che riescano a fermarlo…chi diavolo è il pazzo che rapirebbe mai Angelica-sama la ragazzina ben voluta da tutti e che tutti sanno essere protetta o legata al misterioso A.D, dubito che qualcuno sappia che io sia A.D…comunque questo è un problema…James e Jonathan daranno di matto…l’intera banda si muoverà…ah…che razza di giornata…e io che speravo di poter costringere Jonny ad uscire con me…chiunque mi abbia rapita la pagherà cara…parola di Angelica Demon.


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Capitolo finale: Because I love you

5         Because I Love you…
Angelica. Angelica. Angelica. Maledizione non ti posso perdere così…non ti ho nemmeno detto…guardo il suo corpo immobile tra le mie braccia
-Non mi lasciare…non mi lasciare…io ti amo Angelica…non mi lasciare
*****12 ore prima*****
Angelica si era svegliata ed era legata ad un palo, guardò il boss rivale e guardò dietro di lui il muro pieno di SUE fotografie, erano state scattate di nascosto…uno stalker e un nemico…in che guaio era finita?
-Ben svegliata principessa…dormito bene?
-Cosa vuoi da me?
-Attirerò A.D e poi conquisterò il tuo cuore
-Puoi scordarti entrambe le cose
-Perché? –chiese il ragazzo ghignando
-Perché il mio cuore è già di qualcuno e perché A.D e io siamo la stessa persona
Il ragazzo strabuzzo gli occhi ma poi sorrise da sadico- non potevo chiedere di meglio- le alzò il mento- per sottomettere la città basta che sottometto te- prese una ciocca dei suoi capelli- non puoi immaginare cosa ho in servo per te…questo momento, l’ho sognato da tanto tempo sai? Non mi sfuggirai
-Il consiglio, la mia banda, l’intera città…ti sei messo contro un nemico più grande di ciò che tu credi
-Ah so delle conquiste di A.D. ma non sarà questa piccola città a fermarmi- disse lui allontanandosi da lei
-Oh e chi ha detto che A.D ha conquistato solo questa città? –disse lei sogghignando
-Come?
-Oh non sai che io ho viaggiato tanto? Nelle mie mani c’è più di una semplice città, ho intere nazioni sotto il mio controllo, stati, migliaia e migliaia di miei sottoposti che ti vorranno morto dopo aver scoperto cosa hai osato fare- anche se sembrava sicura di se, e si dimostrava esserlo, l’unica cosa che aveva in mente in quel momento era Jonathan, l’aveva ritrovato da poco e stava già per perderlo. Imperdonabile.
-Ascoltami…
Un’esplosione zittì il ragazzo che guardò dalla finestra e corse fuori.
-Jack non ho mai amato così tanto le tue bombe.
Sentì la finestra dietro di lei rompersi e una spada tagliare la corda che la legava. Visto che si era ripresa da poco le gambe cedettero, James, senza maglietta, la prese al volo.
-Angelica-sama
-Mai stata più felice di vederti James
Lui sorrise e l’aiuto ad alzarsi, le diede le sue spade gemelle, una nera e una bianca.
-Gli altri?
-Nadia, Noemi e Jack- indicò la finestra. Angelica si avvicinò e vide una maid con due mitraiatrici che stava facendo una strage, una segretaria con le calze a rete, la camicetta mezza sbottonata e una frusta in mano che lanciava un tipo dopo l’altro e un ragazzo biondo che faceva saltare ogni tre secondi una bomba.
-Si stanno divertendo vedo
-Si
-James se vuoi raggiungerli
-No, il mio unico scopo nella vita è di starti accanto e aiutarti come tuo braccio destro, non mi allontanerò da te
-Ti adoro quando parli con quel tono- disse lei allegra- la mia banda e i tre teppisti?
-I tre sono da qualche parte a combattere qui intorno, la tua banda sta combattendo contro la banda del boss.
-Bene andiamo a prendere a calci quel boss da quattro soldi- disse lei incamminandosi per i corridoi di quella che doveva essere una scuola abbandonata- ah James
-Si?
-Ricordami di farti un regalo e premiarti in qualche modo
-Non serve…-iniziò lui
-Va bene allora…- lo bloccò al muro e gli diede un bacio, il ragazzo divenne viola, lei si allontanò- consideralo il mio modo di dirti grazie
Riprese a camminare, che dire, James era adorabile quando era in imbarazzo e lei amava quel ragazzo…peccato che amasse allo stesso modo Jonathan…avrebbe dovuto scegliere prima o poi…meglio poi che prima!
-A-A-A-Angelica-sama!
James le corse dietro. Arrivarono sul balcone. Il boss era in strada. Angelica con un balzo gli atterrò vicino e lo attaccò. James, deciso a parlarne in un secondo momento, magari con calma e con un bel mazzo di tulipani rossi da darle, si i tulipani rossi erano la dichiarazione d’amore per eccellenza, non le rose rosse come credevano tutti, e con tanto coraggio per potersi dichiarare, amava quella donna da quando l’aveva conosciuta, mai si sarebbe lasciato battere da un moccioso come Jonathan o dalle gemelle o da Jack o da chiunque altro.
*****Due anni prima, incontro tra James e Angelica*****
James era un bullo, non lo nascondeva, era il secchione bullo, una cosa assurda. Nessuno gli si avvicinava, tutti lo temevano. Angelica un giorno lo incontrò da solo, era senza maglietta, nonostante non sembrasse era molto muscoloso. Lui la guardò con sguardo intimidatorio, un’altra sarebbe scappata lei gli sorrise e lo bloccò al muro.
-Tu sei James del Diablo vero?
Lui provò a liberarsi ma era impossibile- si…sono io
-Diventa il mio braccio destro- disse lei senza esitare- insieme creeremo la banda che dominerà questa città e non solo, ma manterremo la facciata da bravi ragazzi diventando il consiglio dell’accademia. Accetti?
-Se anche accettassi…io non ho i soldi per…
-Quelli non sono un problema, i soldi, i materiali e tutto ciò che ti servirà te lo procurerò io- Angelica non era una persona a cui dire no
-Va bene…ti aiuterò- rispose lui
Lei si allontanò- io sono Angelica, Angelica Demon, a scuola sarò Angelica, nella banda sarò A.D- gli sorrise- hai stretto il patto con il demonio giusto, ci divertiremo insieme.
**Stesso anno di James Incontro tra le gemelle e Angelica**
Erano sedute sul cornicione, vestite era dire tanto indossavano abiti degni di prostitute di basso livello, dei ragazzi stavano per approfittarsi di loro. Angelica apparve dal nulla e con poche mosse li cacciò via. Si voltò a guardare le due.
-Siete le gemelle Nadia e Noemi Diavolina
Le due annuirono
-Io sono Angelica Demon, da adesso fino alla mia morte vi starò accanto, vi darò ciò che vi serve, vi sarò amica, vi aiuterò, vi consolerò…l’unica cosa che vi chiedo è di entrare nella mia banda e nel mio consiglio. Accettate?
Le due si guardarono e le sorrisero
**Stesso anno, incontro con Jack, prigione minorile**
-Jack Malos, hai visite
La guardia fece entrare Angelica nella cella imbottita di Jack, era legato con delle manette e sembrava un’animale in gabbia, un pericoloso e letale animale in gabbia
-Chi sei?
-Jack Malos…condanna di trent’anni per aver fatto saltare un’intera città con le tue bombe, sei tu vero?
-In persona
-Ti farò uscire di qui, ripulirò la tua fedina penale e ti darò tutto ciò che vuoi se…
-Se?
-Se entrerai nella mia banda e nel mio consiglio
-Vuoi avere un ragazzo che non dimostra la sua età e che ha ucciso e si diverte a far saltare in aria le cose vicino a te?
-Esattamente- disse lei sicura- accetti?
-Beh è la migliore offerta che mi abbiano fatto…accetto…il tuo nome?
-Angelica, Angelica Demon
*****pochi minuti prima*****
-Angelica attenta!
Tutti videro Angelica essere pugnalata al cuore, eppure invece di cadere subito riuscì a tagliare la testa al boss avversario. Il consiglio e i tre teppisti si precipitarono su di lei. Era impossibile salvarla.
-Angelica…
James cedette e cadde in ginocchio. Jack si era immobilizzato e scuoteva la testa con la bocca aperta e gli occhi sbarrati. Le gemelle si erano messe a piangere l’una nelle braccia dell’altra. Jonathan la teneva tra le sue braccia. Mike aveva messo una mano sul cuore. Leo aveva spostato lo sguardo per evitare i lacrimoni. L’intera città si era zittita.
-Angelica…ti prego…non lasciarci- era il pensiero di tutti.
-Da quando avete il permesso di frignare? –chiese la voce di Angelica, aprì gli occhi, rossi come il sangue- quel bastardo ha una buona mira, ma un demone muore difficilmente. Non basta una pugnalata-si rialzò- non vi libererete di me così facilmente
Tutti la guardarono e poi in un urlo unico il consiglio saltò addosso a Angelica- Angelica-sama!
I teppisti sorrisero. L’intera città era in festa.
****da qualche parte negl’inferi****
-Ma guarda mia figlia è molto dotata- il signore dai capelli rossi, le corna e il bicchiere di sangue in mano sorrise- un vero demone, come ci si aspetta da lei, una Demon è un demone infondo…
****Qualche giorno dopo****
-Ohi James allontanati da Angelica!
-Senti moccioso vuoi fare a botte? Non mi spaventi Jonathan, fatti sotto!

Questi due non la finiscono più, da quando mi si sono dichiarati entrambi, Jack compreso, questi due litigano, stranamente dei tre litiganti per me, Jonathan, Jack e James, quella che ci gode sono io, adoro le liti…beh? Che vi aspettavate? Di Angelico ho solo l’aspetto e il nome, io sono una Demon no? 

The Story of Lady Ashe of Willow River

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