I am the Grave Keeper
Capitolo 1: My job now…
Il mondo che stava facendo sospirare quel dio era un mondo
dove i morti non dormivano se non c’era un essere che li seppellisse. Un “Grave
Keeper”, anche chiamato “becchino” o “colui che tiene le tombe”. Per secoli
aveva usato umani del proprio mondo, aveva usato poi esseri da altro mondo
quando quelli del proprio non erano più abili con quel lavoro…
Il problema divenne quando chi evocava da altrove arrivava
con il desiderio di essere sovrano, un eroe o altre stronzate e non il suo
lavoro di guardiano delle tombe.
Non era felice…e i morti stavano tornando come zombie, cosa
che quegli idioti evocati pensavano fosse un motivo extra per NON fare il loro
lavoro…era irritato
Era davvero irritato
Una dea sua amica gli suggerì di evocare altri umani
-A far cosa? Perder tempo?
-Uno che vorrà lavorare…
-Non c’è -assicurò lui
Tutti gli umani speravano di essere il prescelto
Chi avrebbe salvato il mondo
-Potrebbe…
-No
-Sei così testardo
-Dicono che sono il dio peggiore da irritare
-Sei il dio che gestisce vita, morte e rinascita
-Appunto
-…
-Altro?
-A questo punto, perché non gestisci tu la cosa? -disse lei
sarcastica
-E come?
-Non lo so, creati un vassello o simili?
-…
-Io vado, il dio della guerra mi ha invitata a vedere un
torneo
-Divertiti -disse lui pensandoci
Una creatura creata per lo scopo
No emozioni inutili
No voglia di essere eroi…
-In effetti…
Ci volle poco a creare una creatura da usare per quello…
La creatura che aveva creato era una bellissima bambola dai
capelli neri, che arrivavano a metà schiena, pelle pallida quasi come la
ceramica e occhi neri come il carbone. Era alta come una normale umana,
considerabile una delle più belle umane perché nei propri occhi una creatura
che manda i morti alla rinascita ERA la creatura più bella, con un odore
perenne di fiori intorno e di incenso. Adatta a chi avrebbe gestito morti. Le
mani erano delicate, non che avrebbe sviluppato calli o tagli o altri visto che
era teoricamente non-morta, e le unghie affilate e nere…per puro gusto
personale più che altro.
-Alzati
La bambola si svegliò e inginocchiò- saluto il mio dio
creatore
Lui sorrise, la mano scheletrica sfiorò il viso di lei-
d’ora in poi il tuo nome è Agatha, significa guardiana dei morti
-Grazie
-Vieni…ti farò vedere quale lavoro ti toccherà -disse lui
soddisfatto
Agatha lo seguì calma e posò una mano sul proprio petto
sentendo un ritmico battito. Era ora il suo lavoro quello…

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