Capitolo 20: She is
trying, I will give you that much.
-Io, Genevieve Mon Blanche, accuso il principe Wolfe Artù
DeDragon di abuso di potere! –disse Genevieve poco dopo l’arrivo
dell’Imperatore. I parenti della ragazza provarono a muoversi ma Aife li bloccò
con un incantesimo.
Wolfe sospirò- ancora questa storia?
Da lì il caos salì. Aife stette in silenzio a godersi le
urla della situazione e si allontano fino al muro della stanza per osservare
tutto con calma.
Quella sera ogni regno era invitato, il numero di nobili era
quindi superiore a ciò che era di solito.
Doveva ammetterlo, Genevieve era una formidabile attrice. Aveva
convinto parecchi nobili a supportare le sue cazzate, aiutata poi anche dalle
fazioni a favore di qualsiasi principe che non fosse Wolfe e ovviamente ora i
nobili esteri che lei aveva convinto. Un bel gioco di manipolazione.
La fazione di Wolfe era forte ma non poteva gestire così
tanto vociare. Se continuavano così la corona sarebbe andata a uno degli altri
figli. Quando si rese conto di ciò l’Imperatrice iniziò ad andare nel panico e
guardò il marito con speranza ma cosa potevano fare? Se fosse stato qualcosa di
privato sarebbe stata gestibile ma ora…
-Silenzio! –provò l’Imperatore ma nessuno gli diede retta-
Damon…
-ZITTI! –urlò lui ma nessuno gli diede retta cosa che lasciò
di stucco tutti i soldati, questo era un problema.
Aife sospirò e prese fiato prima di alzare la voce- IL
PROSSIMO CHE APRE BOCCA SI TROVA UNA TESTA IN MENO!
Il silenziò calò subito.
-Posso ricordare voi tutti che siete in presenza della
famiglia imperiale? –chiese Aife- una mossa e la vostra testa cadrà dalle
vostre spalle…
In quel secondo tutti indietreggiarono lasciandola avanzare
-Seriamente…farvi portare a questo punto da una mocciosa con
troppo tempo tra le mani, che razza di società è questa? Siete così pronti a
far perdere il trono al principe Wolfe che avete perso la testa? –chiese lei
divertita- bene…visto che volete che un erede venga messo al trono farò quello!
In quel secondo tutti si guardarono tra loro
-Idioti qui –disse Aife e i principi avanzarono subito-
Wolfe pure tu
Lui annuì mettendosi al fianco dei fratelli calmo. L’Imperatore
dal suo trono la guardò confuso, che aveva in mente?
-Quel trono- disse Aife calma- riconosce solo il sangue di
un DeDragon…lasciate che vi racconti una storia…
Nessuno osò ribattere.
-Quando il primo Imperatore DeDragon salì al trono, fu sua
sorella a mettercelo lì sopra- disse Aife- non solo, la donna aiutò a mettere
sul trono il primo Re dei Demoni che accettò poi una lunga pace con gli umani.
Essa creò tre oggetti in seguito e si rimosse dalla famiglia DeDragon per
crearne una di mezzo quando diede alla luce il figlio del Re dei Demoni, dando
quindi ad entrambe le famiglie potere sull’altra tramite questa di mezzo. I tre
oggetti che creò furono una spada, un trono e un anello. Il trono dei DeDragon
ha il potere di riconoscere un erede del sangue dei DeDragon, la spada ha il
potere di riconoscere un demone come nuovo sovrano e l’anello è il simbolo della
nuova dinastia creata dalla sorella dell’Imperatore. Essa anche fece una
maledizione ma dettagli inutili ora. Questo trono…può dire chi è il vero erede…Imperatore,
può far sedere lì una guardia? Non mio padre o rischiamo che dicano che stiamo
imbrogliando. Una con buoni riflessi, non vorrei dover rimuovere un cadavere…
Lui annuì alzandosi e lasciando a una guardia bruna il
posto. Quando questo si sedette il trono lo scaraventò contro un muro e una
spada volò a un centimetro dal suo volto. Per fortuna della guardia Damon si
mosse in fretta.
Aife sorrise- con questo possiamo sapere chi è figlio e chi
no non credete?
La sala si congelò- non vorrà mica insinuare…
-Che le adorate concubine hanno fottuto qualcun altro? –chiese
Aife- quello è ciò che dico…
-Se è così tutti dovrebbero essere controllati! –disse qualcuno
-Ovviamente, Mireille, puoi sederti lì? –chiese Aife
La ragazza annuì tranquilla e si sedette sul trono senza
timori. Esso non reagì in nessun modo, rimanendo un pezzo di arredamento, cosa
che fece sospirare di sollievo l’Imperatore e la regina, anche se entrambi
erano sicuri del risultato.
-Cominciamo ora con i principi –sorrise Aife- papà preparati
a prenderli al volo
I ragazzi si guardarono tra loro e piano uno a uno
iniziarono a salire sul trono. Nessuno dei love interest venne accettato da
esso e vennero tutti scaraventati via nel secondo in cui erano seduti. La cosa
fece sbiancare tutti. L’Imperatore non sapeva come reagire e persino
Imperatrice e Regina erano senza parole. Ok, avevano scherzato sulla cosa in
passato ma vedere ciò…
-Il principe Wolfe dovrebbe salire! –disse subito un
sostenitore di qualche altro principe- sono tutti forse figli di puttana!
-Silenzio! –disse Damon
-Guardie prendete il tipo, dopo lo ammazziamo- disse
annoiata lei
-Wolfe- chiamò l’Imperatore, se anche lui non fosse stato
suo figlio…
Wolfe salì con sicurezza, era certo di essere figlio del
padre. Era sconvolgente scoprire che i fratelli non erano fratelli ma era certo
di chi era suo padre…almeno sperava.
Quando si sedette il trono rimase immobile e tutti tirarono
un sospiro di sollievo.
-Pensare che ero seduto su un’arma…- mormorò l’Imperatore
sorridendo a Wolfe
-Ora vi dirò qual è la maledizione di questa famiglia- disse
Aife- ogni singolo discendente, non importa sesso o chi sia il genitore
esterno, otterrà sempre occhi color oro. Nel secondo in cui ho visto gli occhi
dei principi ho capito che non erano figli di un DeDragon.
L’Imperatore annuì- farò in modo che questo dettaglio venga
passato nei libri e…ovviamente voi non avrete diritto al trono…ma siete
comunque miei figli tranquilli
-Grazie…- dissero i ragazzi al padre.
-Chi è il padre però? –chiese l’Imperatrice
-Una guardia –disse Aife- già morta da parecchi anni, l’ultima
concubina la uccise in un impeto di gelosia…
L’Imperatore annuì- come l’hai scoperto?
-Oh…perché la famiglia Nightsword è la discendente della
sorella dell’Imperatore- disse Aife- noi siamo maledetti nel portare sempre
occhi di argento nella nostra linea famigliare.
-Aspetta questo significa…- iniziò Sebastian
-Che la famiglia Nightsword è discendente dei DeDragon e del
re dei demoni- disse Aife- in pratica siamo coloro che possono soffiare il
trono ad ambe due parti e nessuno potrà rigettare la cosa…papà vuoi provare a
sederti lì?
Damon guardò l’Imperatore e si sedette sul trono quando lui
gli diede l’ok. Di nuovo il trono non si osò spostare di un cm. Damon si rialzò
piano e ridiede il posto all’Imperatore- mai voluto un trono.
-Contento di ciò –rise lui
Aife sorrise- e ora…non dovremmo punire coloro che hanno
insultato il futuro erede del trono?
L’Imperatrice sorrise- giusto! Questa gentaglia ha osato
accusare il principe di azioni immonde per diffamarlo! Imperatore dobbiamo fare
qualcosa! È tuo figlio chi stanno diffamando!
L’Imperatore annuì mentre tutti caddero in ginocchio
pregando di venir risparmiati e puntando il dito contro Genevieve.
-Lei ci ha convinto!
-Lei ci ha obbligato!
-Lei è la colpevole!
Aife sorrise cattiva mentre la protagonista si guardava
intorno confusa.
Quando gli occhi di lei incrociarono quelle di Aife un
momento di realizzazione avvenne nella mente di Genevieve.
-Tu…tu non sei Aife!
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