Capitolo 2: I am not good
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-Gin!
-Rose non correre… -disse Ginevra lasciandosi abbracciare
-Sono riuscita a fare un nuovo incantesimo! Papà mi ha
complimentato
-Perché la nostra Rose è un genio -sorrise Ginevra
dolcemente
Era diventata al corrente dei suoi ricordi da tre mesi ed
era finalmente a suo agio con la situazione. Non era così vicina a Rosalinda
all’inizio, erano buone amiche ma non così appiccicate. Il cambio era avvenuto
all’annuale torneo di caccia che tutti i nobili andavano a fare.
Rosalinda e Julian erano partecipanti, concorrenti e rivali,
parte della loro “storia di amore” era come si capissero su quel tipo di
attività. Ginevra era rilegata a una tenda con un set da thè e altre nobildonne
e uomini che erano lì per godersi lo sport e non partecipare attivamente. Era
vestita come ogni altra nobildonna, al fianco dello zio e del padre che
parlavano di una nuova riforma per creare più orfanotrofi nella zona del porto,
a ignorare le nobildonne che commentavano su come Rosalinda e Julian fossero
più che amici…era tranquilla.
Finché i mostri non arrivarono.
Sapeva nella novel che era stato un momento passato ma non
sapeva che era così…terrorizzante. Nella novel era descritto come un ricordo,
un momento in cui Rosalinda aveva notato di non essere invincibile e in cui
Julian aveva capito l’importanza di avere una donna al suo fianco che non
dovesse per forza difendere.
La realtà era orribile. Rosalinda era stata scaraventata a
terra da un incantesimo fallito contro un mostro che sembrava un cinghiale
troppo cresciuto, Julian era con una spalla rotta e bloccato da una specie di
troll gigante e i soldati erano nel più panico totale.
-Rosalinda!
Il suo corpo reagì prima che potesse pensare, era corsa a
recuperarla di puro istinto come la vide venir lanciata a terra. Non era
nemmeno lei sicura del perché o se fosse parte della novel che non venne mai
menzionata o se era qualcuno che la stava guidando. Sapeva solo che doveva
intervenire per evitare che la cicatrice apparisse sulla gamba di Rosalinda e
che la giovane venisse traumatizzata. Non aveva altro in testa.
-Gin!
La principale differenza tra magia e poteri divini era uno:
la magia era basata su formule, cerchi magici e studio; i poteri divini
derivavano principalmente da pura e semplice fede. Fede che dio esisteva, che
vegliava su di loro, che aveva potere, che era vero…e chi più di Ginevra, che
era rinata, poteva credere nell’esistenza di qualcuno del genere?
Prima che se ne accorgesse delle alabarde di luce d’oro puro
apparvero al suo fianco e si lanciarono da sole contro il mostro.
-Stai bene? -chiese guardando Rosalinda
-Si…Gin attenta
Il troll che stava colpendo Julian aveva rigirato l’occhio
su Ginevra che era più vicina e provò a colpirla, uno scudo di oro però bloccò
l’attacco quando Ginevra mosse le mani davanti a sé. Gli occhi verdi della
giovane divennero di oro e i fiocchi che tenevano i suoi capelli legati si
sciolsero. Se era fede, non c’era nessuno con più fede che qualcuno esisteva di
un dannato reincarnato. Non c’era essere che poteva superarla per pura e
semplice fede nell’esistenza di qualcosa che le aveva dato vita dopo la morte.
Ginevra mosse le mani come per spingere e la barriera fece
volare il mostro un paio di metri indietro, dandole tempo di muovere piano le
mani e aprire le braccia creando centinaia di lance di luce puntò un dito e le
lance si lanciarono sole verso il nemico facendolo pietrificare. Poteri divini
erano, di natura, più forti contro mostri demoniaci e quei cosi lo erano. Nella
sua prima vita era stata un’attiva teenager che fece parte della banda
scolastica, cheerleader e la migliore ballerina di ginnastica artistica della
sua scuola. Era abilissima a far ruotare pali di ogni tipo e per una
competizione imparò anche delle basi di come si combatteva con una lancia.
Una lancia di luce le apparve in mano prima di diventare
fisica. Le serviva un’arma fisica da poter usare per tenere a bada quei dannati
cosi finché i suoi soldati non si sarebbero mossi a bloccare qualsiasi cosa
stesse creando loro. Due ore dopo la situazione fu risolta e Ginevra era
esausta e con un fastidioso titolo di eroina oltre che santa.
Suo padre e zio erano in ansia e sotto shock per l’ammonto
di potere divino che possedeva, sapevano era credente ma così credente non ne
vedevano di persone dall’ultima santa apparsa.
Dopo ciò Ginevra necessitò di due giorni di riposo, non
avendo mai usato potere divino era un miracolo fosse viva visto come l’aveva
abusato. Rosalinda, che aveva solo slogato una caviglia, non si staccò dal suo
fianco da quel momento. Era diventata iper-energica e voleva studiare la
differenza tra i due tipi di “magia”. Una normale nobildonna del lato religioso
avrebbe detto No, Ginevra le diede l’ok fintanto che non chiedesse nulla in
maniera crudele o rude. Le due magie erano fondamentalmente prive di collegamenti
o paragoni, cosa che dava a Rosalinda solo più motivazione per studiare la
cosa. Ironicamente la relazione tra torre magica e chiesa migliorò moltissimo
dopo che Ginevra salvò la vita di Rosalinda e le permise di dar un’occhiata ai
propri poteri divini. Il padre di Rosalinda, un uomo noto per la sua
testardaggine, si inchinò per ringraziarla, non come capo della torre ma come
padre, e iniziò a collaborare con il padre di Ginevra per collegamenti politici
meno aggressivi e più pacifici.
Julian venne a trovare Ginevra dopo che lei diede l’ok che
stava bene, era con un braccio rotto e un sorriso sulle labbra. La cosa irritò
Rosalinda che non capiva come il fiancé non fosse venuto prima a vedere come
stava Ginevra, come potesse essere così allegro e come potesse essere così menefreghista.
Era normale per i due litigare davanti a Ginevra quindi non
notò il cambio del motivo. Di norma litigavano per qualche idiozia…ora
litigavano per lei
-Come mai lei qui?
-Julian -disse calma Ginevra- non fare così
-Ogni volta che usciamo insieme si appiccica -disse Julian
-Sei tu che sei di troppo
-Come scusa?
-Buoni voi due -disse calma Ginevra
Ripensandoci…avrebbe dovuto prestare più attenzione ai
piccoli cambi avvenuti da quel giorno. A come Julian la trattava come una pari
e non l’indifesa principessa descritta nella novel, a come Rosalinda ora era
presa dal voler spendere ogni suo secondo insieme e non con Julian come nella
novel, da come le fazioni politiche stessero collaborando e per una volta non
per motivi finti…
E di come Rosalinda fosse descritta come ossessiva nella
novel…e quello era decisamente una sottovalutazione di cosa lei fosse con chi
considerava “suo” a prescindere dalla verità di quel “suo”
La verità era che Ginevra non era mai stata brava a notare
quel tipo di cose né sapeva come l’originale Ginevra si comportò nell’anno di relazione
non descritta nella novel…
Era difficile mantenere una storia che non sapevi com’era
scritta no?
-Dovremmo uscire da sole
-Assolutamente no!
-Julian non chiedevo a te
-Gin allontanati da Rose, quella è chiaramente pazza
-Non mi rubi Gin
-Come diamine dovrei rubarti la MIA fiancé?
-La cerchi sempre di tenere lontano da me
-Come se tu ci stessi lontano
-Non cambia che…
Ginevra sospirò. Forse la relazione nella novel era più
“nemici che diventano amanti” di ciò che pensava, anche se era sicura fosse
stata classificata come “amici di infanzia si innamorano” dall’autore
originale…oh beh…il tempo cambiava tutto no?

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