Capitolo 2: I can see her
life
-Lady Ophelia, buongiorno, sono qui per aiutarla a
prepararsi
-Buongiorno, fa pure -disse calma Ophelia ancora pensierosa.
Aveva speso di nuovo una notte nella vita di
quella…Emilia…era una donna molto più…debole di lei. Poteva capire il perché ma
non sapeva come aiutarla…le dava fastidio la cosa.
-Lady Ophelia buongiorno -sorrise lusinghevole di nuovo la
castana dagli occhi verdi
-Com’è che ti chiami?
-Sono Maria- sorrise subito felice lei
Il nome coincideva con quella maid che aiutò quella
donnaccia ad accusarla al ballo finale, un ratto si era infilato nel loro
arciducato a quanto pare.
-Martha- chiamò Ophelia calma quando Maria si era
allontanata
-Si my lady?
-Indaga quella donna
-?
-Ho la sensazione sia stata pagata da un’altra casata, con
il lavoro di mio padre non posso permettere che qualcosa succeda
-Si my lady -disse subito la maid correndo dalla head maid
Per fortuna, grazie ad Emilia, aveva avuto modo di vedere
che per l’arciducato c’erano solo tre problemi: la dannatissima maid Maria, il
suo maggiordomo personale Stuart e il suo fiancé. La prima era stata una falsa
accusa costante, il secondo l’aveva uccisa per amore della donnaccia e il terzo
si era fatto raggirare.
Poteva anche usare le altre conoscenze di Emilia per suo
vantaggio, tra cui migliorare il freddo rapporto che aveva con i suoi per
ottenere più affetto, almeno uno più simile a come i genitori di Emilia
l’adoravano.
-Papà
-Ophelia, dimmi che succede?
-Nulla, volevo solo portarti del thè -disse lei calma
spingendo un carello con thè e dolci per lui- sono dolci non dolci
-Dolci non dolci? -chiese lui leggermente divertito dalla
descrizione- entra su
-Si
Per fortuna, l’uomo l’amava veramente come pensava. Nel
gioco l’arciduca si era fatto uccidere per cercare di salvare la propria
bambina. Era felice fosse vero
-Sono buoni?
-Si
-Menomale…
-Li ha fatti lo chef? -chiese curioso il padre
-No, io -disse Ophelia calma stupendo sia lui che il
maggiordomo del padre
-Hai talento -disse il padre particolarmente contento. Nel
gioco veniva descritto come uno di quei padri che trovava la figlia come dea in
terra, era, a quanto pare, vero.
Ringraziava gli dei che Emilia fosse un’eccellente cuoca e
che poteva usare i suoi talenti…
-Papà
-Si?
-Ho scoperto due possibili ratti a casa
-Due? -chiese lui subito guardandola
-Si
-Chi?
-Il mio maggiordomo Stuart, sembra avere…pensieri non
appropriati verso me -disse calma Ophelia facendo subito sistemare gli occhiali
a Sebastian per calmarsi dall’urlare. Il maggiordomo principale del padre e chi
controllava la servitù era Sebastian, un demone che il padre aveva scelto come
suo più fedele amico e con cui aveva un contratto. Era fedele e letale, aveva
causato una guerra tra demoni e umani l’uomo per vendicare l’arciducato che era
stato ferito da quella donnaccia.
-Che tipo?
-Non lo so ma…ha più volte provato ad entrare nelle mie
camere più private… -disse Ophelia calma
Le camere più private erano la stanza dove lei si cambiava
nella camera da letto, l’armadio dove tenevano i suoi gioielli e ovviamente il
bagno privato. Tutte e tre zone dove un uomo non doveva metter piede a meno che
non fosse il marito di lei.
-Quel dannato… -iniziò il padre calmandosi- e l’altro ratto?
-Una maid di nome Maria, mi guardava con troppo…zucchero se
ha senso…sembrava pronta a tirar fuori da me ogni risposta che poteva per
informazioni- disse calma Ophelia pesando le proprie parole- ho chiesto a
Martha di indagare e ha trovato che è stata licenziata da una casata di Conti
poco prima di presentarsi da noi
-Quanto poco era lì?
-Due giorni
-…
E come era stata assunta?
-Indagherò ambedue -disse subito Sebastian
-Sebastian
-Si?
-Potresti scegliere due tue parenti? Ho già Martha, tua
nipote, come maid personale e vorrei un’altra maid con contratto. Inoltre per
maggiordomo personale è meglio avere qualcuno che so che non mi tradirà o
proverà a superare linee che dovrebbe mantenere… -iniziò Ophelia
-Ottima idea, Sebastian trovami due parenti tuoi fidati
-Certo my lord, sarà un piacere- sorrise lui entusiasta
sparendo
-Sei stata eccelsa Ophelia -sorrise il padre
-Grazie papà
Era tutto merito di Emilia se poteva essere ora più abile
nel nascondere i propri artigli e rimuovere gli ostacoli.
***
Era di nuovo a lavoro per quell’ufficio. Ophelia aveva
ottenuto più supporto dal padre ed aveva rimosso quei due dannati ratti. Era
anche ora in procinto di prendere due demoni come nuovi aiutanti, era ovvio che
le cose sarebbero migliorate no?
Era felice. Era davvero felice.
La loro teoria che l’altra potesse vedere come loro era
vera…quindi poteva aiutarla!
Appena a casa si sarebbe messa a cercare tutto ciò che
poteva per assisterla, c’erano dei libri con storie dei personaggi che poteva
comprare, anche dvd con animazioni, canzoni, c’era anche un lungo post di
programmazione dello sviluppatore di quando il gioco era in beta e…poteva anche
cercare le guide no?
Doveva finire il lavoro in orario e tornare a casa o…
-Emilia, fa tu questi documenti ok? -chiese Sarah, la sua
collega, buttando i documenti che doveva fare lei sulla scrivania di Emilia.
Erano colleghe da un anno e in quell’anno lei aveva fatto tutto per Sarah
Motivo? Paura. La donna la terrorizzava.
Terrorizzava…no…perché doveva averne paura? Erano due adulte
e se Ophelia poteva urlar contro gente, perché lei no?
-…
-Emilia?
Aveva sognato Ophelia e lei era…davvero molto più decisa
quindi…
Emilia afferrò i documenti e li sbatté con forza sulla
scrivania della sua collega facendo saltare tutti e zittire l’intero ufficio.
-Sei così incapace che non puoi fare il lavoro per cui vieni
pagata o scoparti il capo è l’unica cosa che sai fare?
-Co…
-Sentimi bene, ora ti alzi il tuo sedere rifatto e ti metti
a lavorare prima che io decida di prendere e mandare alle mogli dei tuoi amanti
modo di farti andare in bancarotta ok? -chiese Emilia sorridendo cattiva
cercando di imitare Ophelia
-…
-Mi hai capito?
-Si…
Si risedette tornando al lavoro sentendo l’adrenalina a
mille. Era riuscita! Era riuscita!
-Che le è preso oggi?
-Non lo so ma mi fa paura…
Quella settimana il dannato manager che la molestava non era
lì, aveva sette giorni di tempo per organizzare i propri pensieri e decidere
che fare. Non era sicura di cosa ma…
-Emilia stai…
-Ho finito il mio lavoro e se provate a darmi i vostri da
fare… -Emilia sorrise imitando Ophelia e zittendo i colleghi- buona giornata
cari
-…
Si…imitare Ophelia era decisamente utile. Si mise le cuffie
sul treno mentre sentiva i recap della storia del gioco e cercava qualcosa più
“utile” per Ophelia. Doveva aiutarla…cavolo era uscita di lavoro in orario per
la prima volta in due anni…
-Grazie Lia…
Non era sicura sarebbe durata ma…perché non provare?
Avrebbe dato ad Ophelia l’aiuto che poteva e avrebbe
ricevuto da Ophelia aiuto…erano due abili donne che potevano facilmente vincere
contro quel mondo corrotto no?
-Buongiorno, cerca qualcosa?
-Si, avete libri della saga “The Evil Flower of the Royal Palace”?
-chiese calma Emilia entrando
-Fortunata, oggi abbiamo giusto ricevuto una nuova
collezione piena, che cerchi?
-Tutti -sorrise Emilia dando la carta di credito e comprando
il totale di 70 libri della saga. Spesa assurda? Forse…ma se aiutava Ophelia
era felice di farlo
-Grazie e torni a trovarci
Per fortuna quei dannati libri erano abbastanza piccoli,
dubitava ci avrebbe messo molto a leggerli.

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