WitchandAngel

Capitolo 7: I do like you

Capitolo 7: I do like you

Spengo la sveglia e mi stiracchio. Oggi è il mio giorno libero…
-L’appuntamento con Electro alle sette…devo fare il lavoro di mattina…
Guardo l’orologio e sospiro
Diablo mi guarda
-Lo so che ho accettato io
Lui mi continua a guardare
-Ho capito, mi metto a lavoro…
***
Una bella doccia calda mi ci voleva…e ora mi tocca prepararmi.
-Perché ho accettato?
Diablo mi guarda
-Non guardarmi così tu
Guardo i vestiti e ne tiro fuori uno celeste
Sento Diablo ringhiare
-Sul serio? –chiedo guardandolo
Lui scuote la testa
Sospiro- non ci credo che sono arrivata al punto da far decidere al mio cane cosa dovrei indossare…
Lui mi guarda
-Non ho orribile gusto nel vestire! –protesto io
Lui ruota gli occhi
-Questo? –chiedo tirando fuori un vestito di pizzo rosso che copre fino al collo senza maniche
Lui annuisce
-Con questa? –chiedo tirando fuori una delle mie giacche di pelle nera
Lui annuisce e salta giù dal letto per tirare fuori dalla scarpiera un paio di scarpe nere con tacco alto
-Sai comincio a credere che tu fossi uno stilista più che un supercriminale prima di diventare un lupo
Lui ruota gli occhi e con un colpo di coda fa cadere una borsetta a tracolla nera a forma di cuore sul mio letto
-Si, sempre più convinta- dico mentre mi vesto- e non guardarmi così, ho biancheria di pizzo non mi metto biancheria da “spero di andarci a letto”
Lui ruota gli occhi
Prendo dal portagioie un paio di orecchini a pendente neri e un paio di braccialetti- dovrei farmi i boccoli?
Lui annuisce
Muovo la mano e parte dei miei capelli viene legata alta per poi diventare morbidi boccoli- non mi metto ad usare un ferro e starci tre anni, non guardarmi così, ho poteri e li uso
Lui scuote la testa riposando l’arricciacapelli che era di mamma nella scatola in bagno
Mi trucco velocemente con un rossetto rosso sangue, uno smokey eyes nero, mascara e mi metto uno dei profumi che usava mamma.
Diablo guaisce
-Lo so…manca anche a me- dico dandogli una carezza
Muovo la mano e le unghie passano da argento a rosso sangue
Mi alzo e faccio una giravolta- allora?
Diablo annuisce
Sorrido accarezzandolo- sei contento di poter ancora vestire una “Notice”?
Lui annuisce. Mamma aveva il suo stile ma era Diablo che l’aiutava nelle occasioni in cui vedeva papà. Non so di preciso chi fosse Diablo prima di venir trasformato in un lupo e affidato a un eroe da cui poi mia madre lo rubò, ma so che ci teneva a lei e teneva a papà come tiene a me. Diablo è uno dei tanti criminali, eroi e mercenari che vengono condannati dal governo o dalle associazioni a diventare animali, la ragione ufficiale sarebbe per “evitare danni”, quella vera è perché si vogliono sbarazzare di loro.
-Ti manca essere umano? –chiedo io
Lui scuote la testa guardandomi tranquillo.
Mamma diceva che Diablo era felice come lupo perché ha qualcuno che può chiamare “famiglia” cosa che prima non aveva.
-Sono contenta di averti qui- dico io accarezzandolo
Il campanello suona e Diablo va ad aprire, anche da lupo sa fare cose che poteva fare da umano, anche se penso che gli piaccia la farsa che è solo un lupo, diciamo che per chi lo vede è meno inquietante che un supercriminale che ha quasi distrutto la galassia…già…
-Hey bello- dice Electro accarezzandolo- la tua padrona è pronta?
Finisco in fretta la borsa e scendo- sì
Lui mi guarda e si illumina- sei bellissima Ivy
-Grazie, anche tu non sei male- dico io con un sorriso guardandolo nel suo completo da sera e privo di maschera per una volta
-Dovrai usare il mio nome da civile oggi- sorride lui baciandomi la mano
-Bene Light, dove si va? –chiedo io
-Al ristorante italiano che ha aperto in centro- dice lui conducendomi alla sua auto sportiva- credo tu conosca il proprietario…
-Ex cliente mio- confermo io- ex mercenario per precisione
Lui sorride guardandomi prima di accendere l’auto- stasera però voglio che tu sia Ivy, non la dottoressa ok? Questa è una serata tra due normali civili in un normale ristorante…
Io sorrido- curiosa di vedere come andrà…
****
-È stata una bellissima serata- dico io quando Light mi riaccompagna alla porta
Lui sorride- anche per me…Ivy…tu mi piaci…molto
Io sorrido dandogli un bacio sulla guancia- grazie per stasera Light, ci vediamo alla prossima seduta
Lui sorride andando verso l’auto, io chiudo la porta e mi lascio cadere sul divano
Diablo mi guarda e guarda l’orologio
-Oh smettila, non vado a letto con qualcuno al primo appuntamento
Lui scuote la testa e mi guarda
-È stata una bella serata –sorrido io
Lui mi toglie le scarpe mentre con i miei poteri mi levo il trucco e sciolgo i capelli- è stata davvero una bella serata


Capitolo 14: We need to spy on them

Capitolo 14: We need to spy on them

-Boss abbiamo un problema –dice uno degli uomini di mio padre
Io poggio le pinzette che stavo usando per fare un gioiello e guardo il nuovo arrivato, Camille, Derek e Josh sono anche con noi visto che mi volevano vedere in azione mentre creo un gioiello per Camille.
-Che succede? –chiede mio padre
L’uomo ci guarda- signore non so se…
-Hai un problema con me cocco? –chiedo io guardandolo male
Lui scuote la testa- mi scusi signorina…uno dei nostri boss rivali ha fatto esplodere uno dei nostri casinò
-Nome del boss? –chiede seccato mio padre
-Boss Donatello- dice lui
Boss Donatello ha la zona di territorio più a ovest rispetto alla nostra, ha capelli castani e occhi verdi, dovrebbe avere 35 anni e non credo di averlo derubato…no forse l’ho derubato…da chi avevo preso quei quadri…si penso di averlo derubato
Mio padre non sembra contento, giustamente
-Che vuoi fare? –chiede Josh
-Dobbiamo spiarlo- dice mio padre
-Avete una mappa di dove abita? –chiedo io a Camille
Lei scuote la testa ma Derek tira fuori una mappa dallo zaino- a scuola ci hanno avvertito dei vari boss e chi evitare
Io annuisco e guardo la zona- sapete per caso dov’è la sua base?
-Dovrebbe essere vicino al porto- dice Josh distrattamente
-Volete che entri e vi porti copie di dati? –chiedo io
Tutti mi fissano- Dahlias?
-Cosa? Non sarebbe la prima volta che entro in casa del tipo per rubargli qualcosa- dico io tranquilla
Derek mi guarda- sei una ladra?
-Black Diamond, piacere- sorrido io- gli ho rubato una quarantina di quadri e non mi ha mai beccato. Conosco la zona e la casa…non sarebbe un problema per me entrare o uscire
Josh annuisce- sarebbe molto utile sapere cosa combina…
-No- dice secco mio padre
-Perché? –chiedo io
-Perché è troppo pericoloso- dice lui- non rischierò la vita di mia figlia
Qui finiamo a lite.
-Puoi darci una mappa dell’entrate e…- inizia Josh
-Come se qualcuno potesse ricordarsi tutto…- mormora il tipo che ora mi sta davvero dando ai nervi
-Ho una mappa di ogni casa di ogni boss, aiutanti e parecchi edifici di importanza tra cui alcuni governativi- replico io con un sorriso- se fai un altro cazzo di commento ti ammazzo nel sonno, sei avvisato
Mio padre sorrise- puoi dare a Josh una mappa della casa del boss?
-Un secondo –dico io guardando nella libreria della gioielleria. Tiro fuori un raccoglitore e lo lancio a Josh- quelli sono su casa di Boss Donatello
-Quanti diavolo di dati hai sulla sua casa? –chiede lui guardando il grosso mucchio di fogli
-Abbastanza da poter dire che l’ho costruita io se vogliamo. Il giro di guardie non so quanto possa essere cambiato dall’ultimo mio colpo lì però –dico io
Lui mi guarda- come hai fatto ad avere non solo foto di ogni guardia ma anche dati su di loro?
-Sono una fioraia, pare che gli idioti delle sue guardie abbiano la lingua sciolta quando una ragazza va a consegnare fiori lì…- dico io quasi ridendo
-Non ti hanno toccata vero? –chiede mio padre
-Sarebbero morti- replico io- ma mi hanno aiutata a derubare il boss
-Ok spiega- dice Josh ora interessato
-Ho messo i quadri nei miei carrelli per i fiori e visto che erano parecchio ho chiesto una mano alle guardie di sicurezza, mi hanno portato loro i carrelli nel furgone e mi hanno anche aiutato a spostare gli scatoloni pieni di refurtiva senza nemmeno fare domande- rido io
Mio padre sorride- brava la mia bambina, possiamo usare i tuoi dati?
Io annuisco- vanno aggiornati a mio parere
Lui annuisce- vedremo noi di farlo, grazie piccola


Capitolo 13: Problems

Capitolo 13: Problems

Guardo l’ultimo carico venir messo sul furgone.
-Avevi molta più roba di ciò che credevo- sorride il boss
Io sorrido- già…
Lui mi accarezza la testa- potrei in futuro chiederti di aiutarci con le tue abilità
-Vuoi usarmi come ladra? –chiedo io
Lui scuote la testa- intendo con qualsiasi cosa, se vuoi fare qualcosa in futuro, sia la fioraia o la ladra o qualsiasi altro tipo di lavoro…voglio poterti aiutare a sviluppare le tue abilità…non so se…
Non riesco a non sorridergli- saresti stato un ottimo padre se ti avessi avuto prima nella mia vita…e sono sicura che lo sarai anche in futuro
Lui sorride- lo spero
-Dahlias?
Mi giro verso chi mi ha chiamato- James…
Lo stalking di questo ragazzo…sono le quattro del mattino…
-Chi sono? –chiede guardando Damon e Josh
-Che ci fai qui? –chiedo io- sono le quattro del mattino
-Ho visto del movimento e…- inizia lui
-Movimento? –chiedo io
-Si…da casa- dice lui di istinto
-Casa? La tua casa è in un quartiere completamente diverso James- dico io- e non dire il negozio perché il tuo non è qui…mi hai spiata?
-Sono qui per la tua protezione Dahlias- dice lui- quei due ti stanno costringendo ad andare via vero?
Vero…ma questo non gli dà diritto di spiarmi- da quanto mi spii!?!
-Non è questo il p…- inizia lui cercando qualcosa nella tasca di dietro
-Da quanto mi spii? –richiedo io, ignorando Damon e Josh e il fatto che hanno la mano vicino alle loro pistole
-Da qualche mese…- cede lui- ma non è come…
Io lo guardo inorridita- non sai che significa no?
-Sei solo confusa…so che io e te possiamo essere una famiglia felice…infondo tu sei sola Dahlias…nessuno ti vorrà mai oltre me- dice lui
Damon mi tira leggermente indietro- famiglia un corno. Sta lontano da mia figlia razza di maniaco
-Figlia? I genitori di Dahlias sono morti –afferma lui tirando fuori la pistola- come te ora…
-James posala- dico io
-Se non posso averti con le buone ti avrò con le cattive- dice lui
Damon e Josh tirano fuori le loro e gli uomini di Damon imitano il loro boss ma rimangono fuori vista per James- non hai idea chi hai di fronte vero moccioso?
-Sono un membro della banda di boss Nicholas…credi davvero di potermi fare del male? –chiede James quasi ridendo
Damon sorride- e io sono Boss Damon…prendetelo
In un secondo James inizia a correre e alcuni degli uomini di Damon lo inseguono
-Tutto bene piccola? –mi chiede lui
Io sospiro- mi ha chiesto di uscire una dozzina di volte e non capisce che significa no…non pensavo…oddio cosa avrà visto…non è entrato in casa almeno…ma che avrà fatto oltre a spiarmi?
Lui mi poggia una mano sulla spalla- mi occuperò io di lui
Io annuisco…non mi piace questa sensazione
Lui mi sorride- ti piace creare gioielli sì? Pensavo di creare un laboratorio a casa a dire il vero…ti interesserebbe provarlo?
Sorrido al suo tentativo di distrarmi- molto
-Andiamo a casa su –mi sorride lui lanciando un’occhiata a Josh.
I miei occhi cadono su uno zaino e prima che possano fermarmi lo sto aprendo. Una corda, una boccetta di cloroformio…
-Dahlias? –chiede Josh avvicinandosi
-Quel figlio di…- impreca mio padre
-Possiamo andare a casa? –chiedo io alzandomi, non so perché ma la villa è appena diventata molto più sicura di casa mia…
Lui annuisce- Josh occupati di tutto
-Si boss- dice lui
***
Non sono qui da nemmeno una settimana e già i problemi sembrano essere una cosa di ogni giorno per me.
Mio padre…non ci credo che lo sto chiamando così…è una brava persona infondo, beh almeno con i membri della sua famiglia.
Ogni giorno cerca di fare colazione, pranzo e cena con me, cerca anche di fare un po’ di tempo durante il giorno per me e mi sta insegnando a sparare come promesso. Parlando di promesse…ha rispettato la mia richiesta e non solo posso curare le mie piante ma mi ha procurato un laboratorio professionale per la creazione di gioielli e mi compra volentieri i materiali per farli. A dirla tutta…credo che ci stia genuinamente provando a stare con noi.
James non ho idea di che fine abbia fatto e non credo di curarmene abbastanza per chiederlo sinceramente.
Damon è molto premuroso come padre, non mi chiede nulla ed è molto aperto su ciò che fa come lavoro, cosa che non credo sia normale. Molto spesso mi parla della moglie. Sono vent’anni che è morta ma da come ne parla non sembra averla dimenticata affatto. Porta l’anello in una catenina al collo e spesso quando è turbato lo vedo giocarci. Mi ha anche parlato di sua figlia. Era al settimo mese la moglie quando è morta, avevano deciso il nome in Dahlias, quando ha sentito che io ero chiamata così ha pensato fosse destino per noi incontrarci. Spesso dice che avrebbe voluto adottare una bambina e che passava dagli orfanotrofi ma mai trovava il coraggio di entrare. Non se la sentiva di fare il padre da solo senza sua moglie e non era sicuro che un bambino avrebbe vissuto felicemente come suo figlio in quel mondo.
Io in cambio gli ho raccontato di me. Quanto ho sofferto in orfanotrofio, com’ero presa in giro per i colori naturali di occhi e capelli che ho, che mi sentivo sola, com’era la vita per strada, cosa ho fatto per l’intero periodo dei miei diciotto anni.
-Diciotto anni- mormora lui sulla sua poltrona mentre io sono seduta a gambe incrociate sul divano con una cioccolata calda in mano- non sei mai andata a scuola dunque?
Io scuoto la testa- non sono sicura sull’età sia chiaro
-Per i registri dici? –chiede mio padre
-Ero ovviamente troppo piccola per ricordare, sono stata portata lì in un cesto, ero malnutrita per parecchi anni e la mia crescita ha risentito della cosa, inoltre sto ancora crescendo leggermente visto che ho ora accesso a più cibo di prima e penso di essere diciottenne…ma non lo so, i registri non sono mai stati fatti nel mio anno e i pochi raccolti erano davvero vaghi quindi…non ho idea di quanto sia vecchia…
Lui mi guarda dispiaciuto- qualsiasi cosa basta che chiedi ok? Non ti farò mancare niente
Io sorrido- grazie e…
-NON CI VOGLIO ANDARE! –urla una voce maschile
Guardo mio padre e insieme usciamo per vedere Josh, quella che presumo sia la moglie di Josh e il figlio litigare
-Derek calmati- prova la donna che noto subito ha gli orecchini da me creati. La donna è poco più bassa di me, poche curve, capelli e occhi scuri, pelle leggermente più chiara del marito e ha uno stile giovanile, tutto sommato direi che ha sui trent’anni massimo. Derek è la fotocopia del padre e dovrebbe avere tra i quindici anni e i sedici direi
-NO –urla lui
-Derek…- inizia ad arrabbiarsi il padre
-Tutto bene? –chiede mio padre ai due
-Boss- dice Josh- mi spiace…io e Camille stiamo cercando di far entrare in testa a questo moccioso che deve andare a scuola
-Non mi serve- risponde Derek notandomi- e tu chi sei?
Io indico Damon- sua figlia
Camille mi guarda- sei…davvero simile a Katherine- davvero? –oh ehm…scusami…io sono Camille, la moglie di Josh
Io annuisco- l’avevo intuito- allo sguardo di confusione di lei indico i suoi orecchini- mia creazione
Josh sorride- li ho comprati nel suo negozio
Lei si illumina- sono i miei preferiti!
-Se vuoi posso farti qualcosa da abbinare agli orecchini- dico io tranquilla- papà mi ha comprato abbastanza materiale per farci un vestito di gioielli e sarei felice di avere un’opinione femminile
-Volentieri! –dice lei illuminandosi
-Sei appena diventata la preferita di mia moglie- ride Josh
-Come mai non vuoi andare a scuola Derek? –chiede mio padre
-Non mi serve a niente ed è uno strazio…- lui guarda me- vero? Non serve che vado e…
-Se ti aspetti che io dia il mio appoggio a questa dichiarazione ti sbaglio. Sono cresciuta in un orfanotrofio dove se ti davano da mangiare era già tanto, quando questo è bruciato sono finita per strada e ti assicuro che educarmi da sola è stata la cosa più complicata che ho mai fatto. Vedere chi come te che non apprezza il fatto che ha genitori che vogliono pagargli un’istruzione mi dà ai nervi. Non hai pensieri su come spendere i pochi soldi che hai, non hai paura di non riuscire a mangiare oggi se compri un libro per studiare, non hai paura di dove dormire perché non hai una casa. In strada un’educazione ti può dare un lavoro, cavolo un lavoro è difficile da trovare con una laurea, figurati se non hai nemmeno un certificato che sei andato in qualche diamine di scuola. Chi come me viene da un orfanotrofio finisce o morto o in un brutto giro. Molte delle ragazze che conosco ora si vendono per pochi dollari in strada e i ragazzi spacciano o rubano sperando di vedere un altro giorno e non venir uccisi da qualche drogato. Dovresti essere grato che tuo padre e tua madre vogliono darti un futuro, c’è chi non ha avuto questa fortuna e si è arrampicato sugli specchi per sopravvivere.
-Mi spiace… -mormora lui- e solo che odio i miei compagni di classe…
Io alzo le spalle- a quale anno sei?
-Penultimo- dice lui- l’anno prossimo farò l’ultimo
-Finisci questi due anni, chiudi i rapporti e mandali a quel paese- sono quasi nove mesi di scuola all’anno. Hai quasi finito questo e l’anno prossimo finirai del tutto. Poi ti conviene entrare in università
-Ma io…
-Ascolta- dico io- prova un anno di università, la gente non è così rincoglionita lì come lo è al liceo e soprattutto non dovrai avere a che fare con nessuno se non vorrai. Specie se i tuoi sono disposti a supportare questa tua scelta…fallo. Hai la possibilità di rendere i tuoi veramente fieri di te e di dimostrare a chi ti ha mandato giù che sei superiore di loro
-Sai tua figlia mi piace parecchio- dice Camille
Damon sorride- anche a me
-Quindi tu vorresti andare al liceo? –chiede Derek
-Ormai per me non ha senso andare- dico io- ho un mio negozio e sono troppo vecchia per inserirmi nel sistema. Mi sarebbe piaciuto avere una laurea? Sì ma ormai non ho bisogno della cosa. Ho lavorato per anni e mesi interi sul negozio che ho creato e quello mi basta per sopravvivere.
-Allora? –chiede il padre
-Va bene…finirò il liceo poi…vedremo- dice lui
Josh sorride- per ora mi accontento
-Camille vuoi vedere qualche gioiello già che ci sei? –chiedo io
Lei si illumina- si!
-Vuoi…- inizia Josh
-Sono sulla casa- dico io- userò tua moglie per qualche nuovo prodotto e se le sue amiche chiederanno dove li ha comprati può dare il nome del mio negozio, in cambio lei avrà i gioielli gratis
Camille sorride abbracciandomi- si decisamente ti adoro
-Posso…vederti a lavoro? –chiede Derek
Io sorrido, ignorando lo sguardo stupito del padre- certo
-Da quando tu vuoi vedere qualcuno lavorare? –chiede Josh
-Sta zitto- dice Derek seguendoci



Capitolo 13: It's safer for them




Capitolo 13: It’s safer for them

Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, Octavius e Richard erano ben voluti da Alexandra ma ciò non toglieva che erano comunque un pericolo a corte. A differenza di David o Charles che avevano mostrato interesse nel trono, i due erano solo stupidi. E come ciò può essere un problema? Beh erano facili da raggirare e parlavano facilmente…
-I mocciosi non sanno tacere- disse Nightmare entrando
-Cosa hanno fatto stavolta? –chiese Alexandra
Non era passata che una settimana dall’inizio del sesto mese e la guerra sarebbe iniziata all’ottavo.
Era un periodo critico e di nervi per Alexandra nonostante lei non lo mostrasse.
-Hanno iniziato a parlare con chiunque del fatto che farai guerra, di nuovo- rispose Charlotte
-Mi hai letto la mente? –chiese Nightmare
-Da parecchio non fanno altro- rispose lei
Alexandra sospirò- quanto grave?
-Poco- assicurò Nightmare
-Li hai bloccati in tempo? –chiese Charlotte
-Come sempre- assicurò Nightmare- e ho un mio uomo ogni secondo con loro
Alexandra sospirò- non so che diavolo fare con loro
-Io sono a un passo dall’ucciderli- l’avvisò Charlotte
-Charlotte- sospirò Alexandra
-Non siamo i loro babysitter- concordò Nightmare- e sarebbero più utili da morti che da vivi
Alexandra sospirò piano- possiamo sbarazzarci di loro in altro modo?
-Mandarli via? –capì Charlotte
-Non credo che papy li voglia intorno –rispose Nightmare
-L’accademia militare? –provò Charlotte
-Sarebbero ottimi bersagli! –concordò Nightmare
Alexandra sorrise- e se li mandiamo a fare una visitina a Cathal?
-Così li ammazza lui? –chiese Nightmare
-Saprà gestirli e dubito li ammazzerà –disse Alexandra
-Quale scusa usiamo? –chiese Charlotte
-Che ho paura che la guerra possa coinvolgerli –rispose Alexandra
-La sorella maggiore ci tiene ai piccoletti- sorrise Nightmare
-Parlo subito con i soldati e li spediamo lì stasera- disse Charlotte
Alexandra sospirò- mai un mese calmo…
***
-Richard? Octavius? –chiese Alexandra entrando nella loro stanza
-Sorellona! –sorrisero i due
Lei sorrise- queste guardie saranno la vostra scorta
-Perché? –chiese Octavius
-Perché vi mando a fare una lunga vacanza con nonno Cathal
I due si illuminarono- vacanza!
Lei sorrise- le maid faranno le vostre valigie. Perché non andate in cucina a magiare qualche dolce?
-DOLCI! –corsero fuori i due
-Mia regina? –chiese una delle guardie
-Assicuratevi che siano con Cathal e che arrivino vivi, poi tenete d’occhio la situazione e mandate un rapporto settimanale sulla situazione, se causano problemi lo voglio giornaliero- disse Alexandra
Le guardie annuirono- agli ordini vostra maestà
Lei si allontanò verso il suo studio- sperando che restino vivi quei due…con il nonno non si sa mai…




Capitolo 12: A series of bad luck




Capitolo 12: A series of bad luck

Nightmare e Charlotte ci misero due giorni ad uccidere le quattro donne, i loro mariti e eventuali figli.
Charlotte procurò il veleno e Nightmare lo infilò nel vino che procedette poi a consegnare alle guardie delle quattro donne.
-Un regalo dal Principe Charles
Ogni suo uomo che consegnò il dono disse quello e si assicurò che la famiglia lo bevesse
La fama di Charles come alcolista comportava anche quella di gran conoscitore di vini.
Le sorelle non amavano bere ma i mariti sì e per far compagnia tutti bevevano insieme.
Il veleno agì subito e nessuno sforzo salvò le quattro o le loro famiglie
La voce corse come il vento.
“Charles ha attaccato la regina”
“Charles ha dato il vino alle sorelle”
“Charles ha ucciso le sorelle”
“Charles vuole uccidere la regina”
Tra Charlotte e gli uomini di Nightmare non si poteva dire chi era più veloce a spargere le voci.
Charles si ritrovò davanti al popolo e ad Alexandra.
-Come osate?! –chiese Charles
-Sta zitto –disse una guardia- e inginocchiati di fronte al sovrano
-Sono io il sovrano! –rispose lui
-Non lo sei- rispose Alexandra- la corona è mia
-Ma spetta di diritto a me! –rispose lui
Lei lo guardò- per questo hai ucciso le nostre sorelle?
-Non le ho uccise! –rispose lui
-E chi sarebbe stato? –chiese Alexandra, sapeva bene chi era stato ma non aveva intenzione di far condannare i suoi alleati e Charles era un pericolo per lei e per i suoi piani.
-Tu ovvio! –rispose lui
-Io? Avrei ucciso le mie sorelle per prendere la corona? –chiese Alexandra quasi ridendo
Alcuni risero nel pubblico
-Sì! –rispose lui
-Tu sei matto- rispose lei- hai mandato loro del vino?
-Io…
-Rispondi! –comandò Alexandra
-Sì –disse lui- non prova nulla
-Davvero? –chiese Alexandra- il vino che gli hai mandato le ha avvelenate
Lui si congelò- non è possibile…
Alexandra fece segno a una guardia- queste sono state portate da te al castello…è il vino che ha ucciso le mie sorelle e una guardia ha detto che gli hai consegnato una bottiglia per me
-Era per…gentilezza- disse Charles
Lei chiuse gli occhi- ti condanno all’esilio…dovrei ucciderti qui e ora ma sei mio fratello…vattene dal regno e se tornerai…verrai ucciso
Charles venne accompagnato al confine e allontanato la sera stessa.
-Perché non ucciderlo? –chiese Nightmare
-Perché vi conosco- rispose Alexandra tranquilla- e ci servirà un colpevole…
I due sorrisero. Di fatto, Charles divenne il colpevole di ogni uccisione fatta dai due e purtroppo per lui nessuno aveva voglia di provare la cosa falsa perché, onestamente parlando, nessuno voleva che Alexandra perdesse il trono e Charles era intenzionato a prenderlo…peccato che sarebbe morto prima di poter anche solo provarci.


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Capitolo 8: Welcome

Capitolo 8: Welcome

-Grazie dottoressa- sorride Fallon
-Ci vediamo la settimana prossima- dico io
-Chi avete ora? –chiede lui
-Un nuovo cliente in realtà –dico io- non ho idea di cosa aspettarmi…
Lui si ferma- sta attenta ok?
Io annuisco- tranquillo, passa un buon fin settimana con tuo fratello ok? Gli fa bene averti intorno
Lui annuisce uscendo
Sento bussare e vedo entrare il nuovo cliente.
-Io sono Fox- sorride il rosso dagli occhi neri nel costume rosso e nero- sono un eroe
-Io sono la dottoressa Ivy Notice- dico notando il suo stupore
“È davvero così giovane?”
-Si può sedere- dico io guardandolo con una strana sensazione
Lui mi sorride fintamente provando a mettermi in soggezione- come sta signorina Ivy?
-Dottoressa- correggo io- quando sei mio cliente voglio che usi dottoressa Fox
Lui sorride- andiamo sono sicuro che possiamo…
Un mio sguardo lo fa zittire, posso mettere qualcuno a suo agio ma posso anche metterlo in tale disagio da non farlo nemmeno parlare.
“Sarà dura farla parlare degli altri così”
****Qualche giorno prima****
-Quindi devo fingermi un suo cliente per…
-Fox devi fingerti suo cliente e recuperare le informazioni su ogni cliente di questa Ivy Notice
-Ma perché? –chiese l’eroe
-Lei ha le informazioni che permetterebbero ai buoni di vincere ma non le vuole condividere con noi- disse il generale- vuoi salvare il mondo vero?
Fox annuì con molta esitazione- ma non lo trovo giusto
-Non è giusto che lei protegga quei mostri…vedi di non fallire
****
-Fox- chiamo io riportando la sua attenzione sulla seduta- vuoi cominciare dicendomi quale problema ti ha spinto a cercare una seduta?
-Beh…le solite cose
Io lo guardo- ovvero?
-Sai…la pressione e…non lo so, per cosa di solito vengono i tuoi clienti?
“Andiamo rispondi”
Io lo guardo e chiudo il libro che ho in mano
-Mr. Fox…- inizio io- se ne vada e torni quando e se avrà davvero bisogno di aiuto
Lui mi guarda- ma…
-Non sono stupida –dico- non come lei e il governo credete inoltre…posso vedere il microfono sotto il suo costume.
La sua mano corre al petto- io…non so di che parla
Io sospiro- quando vorrai smetterla di essere il giocattolo di quei bastardi chiamami…fino ad allora…ti prego di non venire nel mio ufficio e giusto per notizia…la stanza ha particolari impianti che hanno rotto microfono, telecamera e la fotocamera che stavi usando…-premo un pulsante che fa apparire una luce rossa nella sala d’aspetto e vedo subito entrare Night con Kit, un eroe dai capelli e occhi scuri- potreste essere così gentili da accompagnare la nostra spia fuori dall’edificio? Il governo pare non aver capito che non ho il quoziente intellettivo di un bambino di due anni…
I due annuiscono tirandolo su di peso e praticamente trascinandolo via
-Stai bene? –chiede entrando Bonnie, una mercenaria dai capelli e occhi grigi, ha l’età che aveva mia madre e per questo spesso mi tratta come una figlia quando siamo fuori dalle nostre sedute- non ti ha fatto male vero?
Io le sorrido- sto bene…perché non ti siedi, posso anticipare la tua seduta se vuoi, eri la prossima infondo
Lei annuisce entrando subito.
Guardo un secondo dalla finestra Night e Kit lanciare in strada Fox, tornerà? Ovvio…la domanda è se tornerà per se stesso o per loro…




Capitolo 9: You are here for yourself not for them

Capitolo 9: You are here for yourself not for them

Non ho mai capito la differenza tra eroi, mercenari e criminali. Specie da piccola per me erano tutti uguali.
Per me i criminali erano coloro che facevano monellerie, i mercenari erano una via di mezzo e gli eroi erano quelli bravi e ubidienti.
Capitemi, ero solo una bambina…
Mi ricordo una conversazione con i miei quando avevo circa…tre o quattro anni massimo, solo oggi ne ho davvero capito il significato.
-Mamma perché il governo ti odia? –chiesi a mia madre mentre mi aiutava a controllare i miei poteri
-Perché la mamma è cattiva amore- rispose lei tranquillamente
-Ma perché? Papà lo adorano- avevo risposto io
-Papà è un eroe piccola- rispose lei- io sono una supercriminale, non siamo della sesta fazione, mamma è nell’associazione del crimine
-Ma voi due vi amate
-Ovvio piccola- sorrise papà posando il libro- tua madre è stata e sarà sempre un dono del cielo per me, non potrei amare nessuno come lei
-Perché allora il governo e l’associazione non vanno d’accordo? –chiesi io
-Perché sono stupidi- rispose mio padre
-Tesoro- lo riprese mia madre- piccola…le due fazioni non provano alcun interesse in cosa succede a eroi o criminali…
-Sai perché papà e mamma si sono sposati di nascosto? –chiese di colpo mio padre- o perché siamo spariti dalla circolazione come eroe e criminale? O perché non esiste documento che provi la tua esistenza?
Io scossi la testa
-Perché saremmo giustiziati se mai scoprissero che io e lei stiamo insieme- rispose lui- e gli dei sanno cosa ti farebbero amore. Il matrimonio tra due eroi o due criminali o due mercenari è considerato già qualcosa da tenere d’occhio, se si scoprisse che un eroe e una criminale hanno non solo deciso di sposarsi ma di avere una figlia…non so cosa succederebbe…
-Tesoro- lo zittì mia madre- non siamo in pericolo. Pensano siamo morti. Stop.
-Mamma…- la chiamai io tirandole la manica- quando sarò grande farò in modo che tutti possano sposare tutti
Mio padre sorrise- brava la mia guerriera. E cosa sarai? Un eroina? Una criminale? Una mercenaria?
-Non farle pressioni tu- lo riprese mia madre
Io scossi la testa- sarò qualcuno che possa fare davvero una differenza, qualcuno che possa usare tutte e tre i titoli senza possederne uno…ehm…qualcosa al di fuori dei tre gruppi che possa aiutarli a coesistere e che possa davvero cambiare le cose
Mia madre sorrise dandomi un bacio- qualsiasi cosa tu sceglierai sarò fiera di te amore…capito?
-E ovviamente papà ti difenderà da ogni cattivo –sorrise papà stringendomi- anche quando avrai vent’anni papà sarà al tuo fianco a combattere chi vuole farti male, e mamma anche vero?
-Ah certo, nessuno può sconfiggere noi due- sorrise lei
I miei non erano cattivi. Erano meravigliosi genitori che mi amavano e si amavano moltissimo. Per chi possiede poteri avere figli è molto difficile, specie averne con poteri, io ero il loro piccolo miracolo. Il loro segreto. Il mio vero nome non viene pronunciato dalla loro morte. Da quando rimasi sola con Diablo.
La realtà è una…a sei anni vidi i miei genitori venir uccisi da quell’uomo…
-Mamma cos’era quel rumore? –chiesi svegliando i miei
Papà fece per rispondere quando sentimmo un’esplosione. Prima che potessi reagire mamma mi nascose in un finto muro dietro il camino e si trasformò con papà. Diablo era con me, pronto a combattere in caso…non fui mai trovata…i miei gli bastarono. Ero convinta che i miei fossero immortali, li avevo visti combattere, sapevo di quanto forti fossero…ero convinta che avrebbero vinto, che avrebbero trionfato. Li vidi cadere a terra entrambi, riuscirono a tenersi per mano un’ultima volta prima di tirare l’ultimo sospiro.
Lui non mi vide. Ma io vidi lui.
Destroyer
Dai capelli bianchi e una barba curata, un occhi rosso e l’altro coperto da una cicatrice. Portava un lungo mantello, guanti e parti di ferro, non indossava una maschera e aveva dei grossi stivali che facevano un rumore assordante quando si muoveva. Sulla sua cintura vi erano tre simboli: lo scudo con la S degli eroi, il pugno con la V dei criminali e l’occhio con la M dei mercenari. Lui non aveva fazione perché lui aveva tutte le fazioni. Era assoldato dal governo, dall’associazione dei criminali e dall’associazione mercenari uniti per uccidere chiunque si ribellasse al volere delle tre fazioni. I miei erano ribelli perché si amavano. Lo vidi guardare una foto di me, mamma e papà e lo vidi cercare per casa dai cunicoli nel muro. Ero terrorizzata ma l’idea di perderlo di vista fintanto che era in casa mia era più paurosa per me. Quando era al piano terra mi ricordai che gli oggetti che trasformavano i miei erano ancora con loro e corsi a recuperarli, con le proteste di Diablo. Perché lo feci? Perché un oggetto come il mio anello contiene la tua essenza e papà diceva sempre che potevi riportare in vita qualcuno se avevi quegli oggetti poiché essi appena rimossi da qualcuno riprendevano i corpi in sé rimarginando le ferite, ma ci voleva tanto tempo. Quando li presi dai miei i loro corpi vennero assorbiti nel bracciale di papà e nel ferma capelli di mamma. Ritornai a nascondermi nel muro quando sentii i passi di quell’uomo. Lo guardai urlare lanciando tutto all’aria nel tentativo di ritrovare i miei o i loro oggetti.
Scoprii anni dopo che gli oggetti contengono tracce del nostro DNA dentro e che lo scopo di Destroyer era quello di recuperare i loro DNA per poterne copiare i poteri, sfortunatamente per lui io fui più svelta.
Destroyer andò via dopo un giorno intero, dando per scontato che io fossi scappata. Solo allora iniziai a piangere.
Passai il restante tempo da allora fino al giorno in cui scelsi di lavorare come Ivy Notice a studiare. Mi posso vantare di avere parecchie laure: psicologia e psichiatria, medicina e genetica, informatica e ingegneria. Non sono un genio, ho lavorato sodo per conseguire le mie lauree e restare nell’ombra, ho nascosto la mia esistenza finché non ero pronta a combattere e persino quando divenni Ivy Notice continuai le mie ricerche e i miei studi conseguendo quattro lauree tra l’inizio della mia carriera e ora. La conoscenza è potere e il potere è ciò che mi serve per vendicarmi e chiudere questa dannata storia.
Le tre fazioni moriranno per mano mia, libererò gli eroi, i criminali e i mercenari dal loro controllo e farò sì che nessuno abbia più potere di decidere chi può o meno sposarsi. Ucciderò Destroyer e prenderò l’ultimo potere di cui ho bisogno per provare a rianimare i miei, i poteri di controllo spazio-tempo di Destroyer.
Sono una folle…ma voglio solo ciò che è mio indietro. Non avevano alcun diritto di togliere la mia famiglia a una bambina…ricorderò loro che non sono un branco di civili quelli con cui hanno a che fare…fosse l’ultima cosa che faccio.
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Guardo Fox entrare e gli sorrido- niente microspie e microfoni?
-Sono qui per me stesso oggi- risponde lui
Io lo guardo e gli faccio segno di sedersi- cos’è successo?
Lui sospira poggiandosi subito sulla sedia- non voglio essere schiavo del governo…non sopporto più quello che mi ordinano di fare…
Gli sorrido piano- qui il governo ha potere quanto una formica in mare…qui nessuno di loro potrà mai farti male Fox, puoi fidarti di me- gli dico prendendogli la mano
Lui si rilassa grazie al mio potere di calma celestiale- delle volte mi chiedo perché lo faccio- inizia lui a parlare e così un altro cliente si aggiunge alla mia lista di eroi, criminali e mercenari che detestano le fazioni.


The Dragon Emperor

The Dragon Emperor Trama: La sua novel preferita, una in un mondo wuxia, era questa meravigliosa storia di come un normale ragazzo diventava...