WitchandAngel

Capitolo 7: You don't own me

Capitolo 7: You don’t own me

Astrid stava pulendo la sua nuova casa quando vide l’album di foto. Era lì da così tante settimane che tutto ciò che era successo prima le sembrava lontano anni luce.
Si sfiorò il collo dove un tempo Stephan l’aveva morsa a tradimento, il segno dei canini non se ne era andato mai, nemmeno dopo che la cerimonia era completata. La cosa era sempre parsa strana agli altri e Stephan venne accusato di essere un po’ troppo forzato. La realtà la capì lei mentre continuava i suoi studi in medicina.
Un marchio doveva essere accettato per potersi realmente stabilire sul corpo di qualcuno. Lei…non aveva mai realmente accettato di essere sua quindi il suo lupo continuava a rigettare il marchio inconsciamente.
Sospirò piano decidendosi ad aprire il libro di ricordi e di andare giù nella sua memoria.
-Nel mio giorno libero mi voglio proprio deprimere eh?
Non era realmente in vena di guardare vecchie foto ma parte di sé voleva ricordare da dove era scappata.
Le prime foto erano del periodo del college. Ricordava benissimo come si era divertita nello studiare le varie razze e come curare ogni razza in un college esterno al branco. Quella fu l’unica volta in cui ebbe modo di scappare dal branco per un po’. Lì incontro anche parecchi altri lupi e altre razze, tra cui una pantera che aveva ritrovato nel nuovo branco e che si era messa a piangere quando l’aveva vista. Era convinta che Astrid sarebbe morta in quel branco invece…la pantera si chiamava Margot, aveva capelli e occhi castani ed era una bibliotecaria ora, i corsi di dottoressa non facevano per lei apparentemente.
Le foto erano testimonianza probabilmente dell’unico periodo felice e libero che aveva avuto in quel branco.
Dopo quelle vi erano le foto delle “nozze” con Stephan, non vi era mai stata una cerimonia vera e propria e solo il marchio era stato fatto. Doveva ringraziare l’Alpha che si era rifiutato di fargli fare la cerimonia in quel caso.
-Guarda gli stronzi…- mormorò trovando una foto dei suoi genitori.
Poteva ancora sentire ogni lite avuta con loro.
I suoi erano deboli in molte cose, un padre assetato di potere e una madre priva di spina dorsale. Uno dei motivi per cui la madre odiava sua zia era perché Nova era scappata dal branco senza guardarsi indietro, la madre non aveva mai avuto il coraggio di farlo e si era ritrovata in un matrimonio infelice e con figli infelici.
Astrid era troppo piccola al tempo per capire ma capì che Nova era nel giusto. Astrid era rimasta con la madre, provando a convincerla a scappare anche lei ma…non funzionò mai e l’unica cosa che quelle parole portarono furono uno stretto controllo da parte del padre per Astrid. Dopotutto l’Alpha John aveva gli occhi sulla figlia, quanto potere avrebbero ottenuto facendola sposare all’Alpha.
-Non siamo più nel medioevo…
Era riconoscente a Stephan per quello, era l’unica cosa decente che avesse fatto per lei. Sposandola l’aveva tolta dalle grinfie dei genitori e dell’Alpha. Visto che lei era la Theta aveva anche più potere di movimento e con la scusa di studiare nel migliore dei college si era sbarazzata di tutti per cinque meravigliosi anni. In quegli anni cominciò a calcolare dove scappare se avesse avuto modo ma…le cose si complicarono e alla fine non trovò mai il tempo…finché Stephan non la tradì.
Senza pensarci iniziò a sfogliare ogni album. Foto dopo foto, ricordo dopo ricordo, il suo buon umore andò sempre più a deprimersi.
-Perché mi sto facendo questo nel mio giorno libero –sbuffò lei buttando il libro in malomodo di lato e facendo cadere una foto da esso- …
Prese la foto piano, leggendone il retro visto che era caduta in quel modo- Astrid e Jackson?
Quel nome le diede un campanello di allarme nella mente.
-Jackson?
Una cosa che Astrid sapeva fin da piccola era che c’era qualcosa di strano nella sua famiglia. La madre era bruna con occhi verdi, il padre aveva capelli marrone scuro e occhi sul celeste. Lei era platino con occhi viola. Studiando medicina scoprì che nei Werewolf gli occhi viola erano ereditari al 100%, non potevi randomicamente nascerci, dovevi avere un genitore con quegli occhi per averli ma i suoi non li avevano mai avuti. La cosa le fece pensare che la madre avesse tradito il padre ma non portò mai l’argomento fuori, non voleva causare problemi e a lei a fin dei conti non fregava assolutamente nulla della cosa.
Ora quel nome però aveva riportato un altro ricordo in testa, qualcosa di vago che ricordava appena di quando era molto piccola. Ricordava di non essere l’unica bambina in casa ma poi lo era diventata quindi…
Girò la foto con calma e guardò tre figure nella foto. Una bambina dai capelli platino e occhi viola di circa due anni, un bambino dai capelli neri e occhi viola che doveva essere più o meno vicino come età e una donna dai lunghi capelli neri e occhi viola che sorrideva con i due in braccio.
Ricordava che Zia Nova era scappata dal branco quando lei aveva tre anni. Non ricordava bene i dettagli ma ricordava che sua madre la trascinò via mentre il padre urlava alla zia…ricordava un bambino che si nascondeva dietro zia Nova ma…
Si portò una mano alla testa mentre qualcosa si ruppe e dei ricordi entrarono.
-M…mamma? –chiese incerta.
Una cosa che il precedente Theta poteva fare era soppressione dei ricordi. Lei era troppo piccola per avere un lupo pronto a combatterla quindi non fu difficile sopprimere i ricordi di una determinata persona. Nova Starlight, una donna che cambiò nome nel secondo in cui trovò il suo mate al di fuori del branco. Non scappò via subito con lui perché rimase incinta e dopo perché i bambini erano troppo piccoli. Una lite però la spinse a fuggire, purtroppo non ebbe modo di riprendersi la figlia dalle grinfie della sorella e fu forzata a una scelta: scappare con il figlio e provare a riprenderla in futuro oppure restare e finire in catene perdendo forse ben più che la libertà. La scelta portò alla perdita della figlia.
Si sedette sul legno del pavimento della camera e iniziò a tremare. Stava avendo un crollo emotivo e poteva sentire la sua lupa guaire. Avere una manipolazione del genere per anni…doveva controllare che non ve ne fossero altre…
Non riusciva a muoversi però.
Prima che se ne accorgesse però qualcuno la strinse- Astrid
Lei alzò lo sguardo- Aidan? Cosa…
-Non rispondevi alla porta e non sei uscita oggi secondo la tua vicina, mi pareva strano così sono venuto a controllare. Quando non hai risposto alla porta mi sono preoccupato quindi sono entrato…- disse lui- stai piangendo…che è…
Lei si strinse a lui, orecchie basse, coda priva di movimento- possiamo stare così per un po’?
Lui la guardò confuso ma annuì coccolandola- certo, qualsiasi cosa vuoi.
Era arrabbiata, era triste, era felice, era confusa…era troppe cose insieme per potersi calmare in quel momento ma avere Aidan al suo fianco a stringerla la calmò parecchio e dopo un po’ riuscì a spiegargli che cos’era successo, causando la furia di lui per quel branco, cosa che la fece rilassare ancora di più. Alla fine Aidan spese la notte lì con lei per tranquillizzarla.
Dopotutto…solo il mate può calmare il proprio partner anche nel peggiore dei momenti.


Capitolo 6: One in a million

Capitolo 6: One in a million

Era raro che un lupo scegliesse come mate un membro di differente razza. Raro però non voleva dire impossibile.
Più tempo passavano insieme più il raro sembrava certo.
-Sicuro sia ok? –chiese Astrid
Aidan annuì convinto- certo, abbiamo tante stanze libere qui quindi…
Lei lo guardò curiosa.
La casa di Aidan era una villetta di due piani di legno e pietra con vasti balconi, grandi camere e un’aria davvero famigliare.
Astrid adorava quella casa a dirla tutta, le dava un senso di tranquillità venir circondata dal famigliare odore di Aidan e uno strano senso di calore le si diffondeva sempre nel corpo quando era con lui lì.
Astrid era un ottimo medico e visto che era il medico principale ogni Werepanther doveva visitare lei se si ferivano e anche solo per controlli vari…il che le dava parecchio tempo con il lato dei soldati del branco il che le dava parecchio tempo con Aidan che era a capo di loro.
Se il loro tempo era già molto, il fatto che Merlyn accettasse solo Astrid come Babysitter aiutò a dare ai due parecchio tempo insieme e i due finirono per formare una certa complicità in tutto questo.
Aidan adorava spendere tempo con lei e lei non aveva problemi a stare un po’ più tempo con la bella pantera nera…quindi quella situazione, in cui lui l’aveva invitata a rimanere a dormire, si era creata abbastanza naturalmente.
La cosa era semplice, Merlyn era fuori dalla casa per un po’ di tempo quindi Aidan non voleva cucinare, Astrid non poteva lasciarlo digiunare o mangiare precotti quindi aveva iniziato a preparargli i pasti tranquilla e visto che le chiacchiere quel giorno si erano prolungate e faceva freddo ed era tardi…Aidan le offrì di lasciarla dormire lì con lui.
Non era la prima volta che Astrid rimaneva a dormire a casa di Aidan ma era la prima volta senza un bambino di otto anni intorno.
-Beh allora…accetto volentieri- disse Astrid
Che poteva dire? L’idea di rimanere vicina a lui mandava la sua lupa fuori di testa e quel senso di euforia era così bello da sentire…
-Che ne dici di un film allora? È ancora presto per andare a dormire…
Lei annuì contenta- faccio il popcorn allora…
Aidan sorrise guardandola indaffarata in cucina. Come poteva non essere contento a quella vista? Lui era sempre stato un uomo di famiglia, aveva sempre pensato che sposare una donna che amava, avere figli con lei e vivere una dolce routine sarebbe stata una bellissima idea. Aveva dei sentimenti per la madre di Merlyn e pensava sinceramente che con lei avrebbe potuto creare un futuro.
L’aveva conosciuta quando era ancora uno studente, fu subito attratto dalla bella pantera ma lei pensò a giocarci e basta con lui. A ventidue anni divenne un padre single di un bambino nato privo dell’affetto materno. Di questo si diede sempre la colpa ma non riuscì mai a portarsi a trovargli una madre sostitutiva, qualcosa gli diceva che non sarebbe stato un bel gesto.
Iniziò a lavorare per Richard quando aveva diciotto anni, nessuno al tempo si aspettava che alla morte del capo branco lui avrebbe preso il posto di capo, questo successe quando Aidan aveva appena ventitré anni e con il supporto di Richard ottenne una posizione di potere molto forte e che gli diede modo di avere stabilità per sé e suo figlio. Con la posizione ovviamente vennero anche fuori parecchie gatte morte e la cosa gli riconfermò che nessuna donna era affidabile.
Quando suo figlio era molto piccolo, verso i quattro o cinque anni, la sua ex tornò a reclamare “ciò che era suo”. Provò prima a sedurlo e quasi ci riuscì nel primo incontro ma Richard si intromise ricordandogli nei pochi secondi di dubbio che cosa aveva passato e cosa aveva fatto a suo figlio. Dopo averlo ricordato rigettarla ancora e ancora fu semplice. Non voleva dire a Merlyn chi o cosa fosse sua madre, non voleva dovergli spiegare che la madre li aveva abbandonati e che ora voleva tornare per soldi…purtroppo il bambino assistette a una lite e sentì tutto.
Dopo quel giorno era restio dall’avvicinarsi a donne di qualsivoglia razza e teneva suo padre distante da ogni possibile futura moglie. Poi Astrid entrò dal nulla nelle loro vite.
Quando gli chiese perché si fosse avvicinato anche Merlyn non era chiaro sul motivo “sembrava una cosa corretta da fare” fu ciò che ottenne come risposta.
All’inizio era scettico ma dopo averle parlato per un po’…provò la sensazione che lei era quella giusta.
Doveva ammetterlo, stava usando la scusante del figlio per averla il più vicino possibile, non poteva però predire che anche lei ci sarebbe andata dietro quella scusa. Anche ora erano in una situazione in cui lei veniva di sua spontanea volontà da lui perché era preoccupata per lui…
Che poteva dire? Innamorarsi era raro…trovare una come lei era una possibilità su un milione…
-Popcorn pronto, che si guarda? –chiese lei poggiando gli snack sul tavolino.
Lui sorrise- horror…
-Ok, ma non lamentarti se ti salto al collo ok? –disse lei accoccolandosi a lui in automatico mentre guardavano il film. Nemmeno a dirlo, la coda di Aidan era intorno alla vita di lei e quella di lei era sulle gambe di lui a farsi coccolare…



Capitolo 6: I don't want to get married




Capitolo 6: I don’t want to get married

Wolfe guardò la pila di lettere che il suo maggiordomo personale gli aveva messo da parte nel suo studio e ringhiò.
Aveva da poco fatto diciotto anni e aveva da poco ricevuto il titolo di Marchese. Aveva ora una fama ben più allettante e ovviamente…
-Chi cazzo manda tutte queste dannate lettere introduttive per tutte queste lady?!
Il numero di richieste a nozze erano sempre di più.
Ormai si era seccato a rispondere quindi leggeva chi era il mittente e bruciava direttamente la lettera dopo averla letta.
Chi diavolo voleva sposarsi in quel mondo, aveva altre priorità lui.
A sei anni Wolfe aveva incontrato Richard e aveva iniziato la sua scalata sociale.
A sei anni era diventato un nobile minore, dai sette ai nove era stato un cavaliere ereditario, dai dieci ai undici un baronetto, dai undici ai dodici un barone, dai dodici ai quattordici un Visconte, dai quattordici ai diciotto un conte e ora era un Marchese.
Nella scala sociale di quel mondo il livello minore di nobiltà era Nobili Minori, poi Cavaliere Ereditario, poi Baronetto, poi Barone, poi Visconte, poi Conte, poi Marchese, poi Principe (non figlio di re/Imperatore), poi Gran Principe (non figlio di re/Imperatore), poi Duca, poi Arciduca, poi Principe/Principessa (figlio di re/Imperatore), poi Primo Principe (figlio di Re/Imperatore), poi Re/Regina e infine Imperatore/Imperatrice.
I sette love interest avevano dei ruoli tutto sommato di spicco, se si contava l’Hidden Character poi che era l’unico erede dell’Imperatore era ovvio chi controllasse la società. I ruoli che i Love Interest avevano erano: figlio di mercanti ricchi, figlio di marchesi, figlio di cavaliere ereditario, figlio di conte, figlio di Visconte, figlio di Barone e figlio di re. Di questi Wolfe poteva già mandare sotto di sé sei di loro, il problema restava il settimo Love Interest, quello che gli dava più ai nervi di tutti quanti i fottuti Love Interest: Il principe BlackSoul, il fiancé di Iris Rosenheart. A dirla tutta, tutti i love Interest avevano una fiancé ma Iris era l’unica cattiva del gioco, per qualche dannato motivo.
Nonostante tutto però, tutti i love interest erano sostituibili, molto facilmente anche.
Erik Brown, figlio di mercanti ricchi, era il primo figlio della sua famiglia, aveva un fratello minore però che aveva più talento, classe e che a Wolfe andava più a genio. Eliminato Erik e la famiglia corrotta, nulla vietava a Wolfe di mettere a potere il fratellino e di tenerlo sotto la sua ala.
Richard Ream, il figlio del marchese, aveva una sorella maggiore, la puttana di nome Rachel, e due fratelli minori. Di quei due minori, l’ultimo nato era abusato e maltrattato da tutti. Se avesse liberato il ragazzo dalla famiglia metterlo al potere e tenerlo d’occhio sarebbe stato facile.
Stuart Sword, il figlio di cavaliere ereditario, aveva cinque fratelli e una sorella in totale, due fratelli maggiori e tre minori, e la sorella era nata con lui come sua gemella. Wolfe puntava sulla povera afflitta e maltrattata, avere fratelli così pervertiti e genitori pronti a venderti non era bello…
Harry Jackson, era il figlio di conte. Aveva un fratello maggiore ben più adatto al ruolo ma che era figlio di una concubina quindi non aveva potere di eredità…non se Wolfe ci metteva lo zampino però.
Hero Wood, era il figlio di un visconte. Aveva solo sorelle, tre per l’esattezza, di cui due maggiori e una minore, la seconda maggiore era l’unica decente, le altre due erano troppo…aperte di gambe.
Kent Forest, era il figlio di Barone. Aveva due gemelli nati qualche anno dopo di lui, un maschio e una femmina, di questi entrambi erano salvabili.
Principe Ludovic BlackSoul, era il figlio di re che avrebbe causato una rottura di scatole. Aveva un fratello maggiore e uno minore. Il maggiore era…inusabile, purtroppo era un idiota che non riusciva a capire la differenza tra giorno e notte. Il terzo era figlio di una maid, era maltrattato e non gli veniva dato molto supporto ma aveva ottime capacità e poteva essere un bravo re, se Wolfe lo istruiva e guidava.
In poche parole? Avrebbe sostituito i love interest e impedito alle loro famiglie di esistere in futuro…doveva prendere quel dannato titolo di Duca però. Perché Duca? Perché non aveva il tempo materiale per salire ad Arciduca prima che l’evento del gioco iniziasse ma se tutto procedeva come nei suoi calcoli avrebbe potuto sbarazzarsi del principe anche senza un titolo più grosso.
-Sarà un lavoraccio…- sospirò Wolfe stiracchiandosi
***
Wolfe si alzò dalla sua sedia- bene allora andiamo, devo solo recuperare dalla mia camera la mia giacca…
I generali annuirono e anche Richard lo seguì con calma verso la sua camera- pensi che potremo finire la guerra in meno di un mese?
-Meno di un mese? Mi serviranno due settimane massimo –disse Wolfe tranquillo mentre discuteva i dettagli con i generali vicino lui. Ad aprire la porta della camera fu Wolfe, seguito a breve distanza dagli altri quindi tutti videro e sentirono ciò che successe.
-My Lord, sono certa che potrò soddisfarla quindi la prego non mi s…- iniziò una bruna con occhi scuri completamente nuda nella camera di Wolfe.
Wolfe alzò un sopracciglio- questa è camera mia Rich?
-Si –confermò Richard altrettanto confuso, tutti sapevano che Wolfe detestava avere altri in camera sua
Wolfe alzò la voce- chi diavolo ha invitato una puttana nelle mie camere?! Guardie!
-La prego mio lord io…- iniziò la tipa ma le guardie la trascinarono, ancora nuda, fuori dalle camere di Wolfe, causando un gran trambusto- non può fare così! Non dopo ciò che…
Wolfe la guardò storto- come osi entrare nelle camere di un uomo, denudarti e aspettarti che io ti soddisfi!? Io lavoro al castello! Non sono qui per fottermi la prima femmina che mi apre le sue fottute gambe! Visto che ti piace così tanto farti vedere nuda…sbattetela fuori dal castello così com’è
-My Lord –disse lei
Wolfe la ignorò e guardò i vestiti presi dalla maid lì vicina- bruciali e lavati le mani, non vorrei che questa fosse contagiosa.
La donna annuì eseguendo subito l’ordine. Richard guardò la tipa ancora nuda e poi Wolfe- vuoi cambiare camera?
-Sì –disse lui subito
-Bene, ti spostiamo nel lato imperiale –disse Richard tranquillo, il lato imperiale era un lato esclusivamente riservato a membri della famiglia Imperiale- lì non possono entrare facilmente
Wolfe fece una smorfia ma acconsentì. Era meglio evitare incidenti del genere.
-Che aspettate? –chiese Ren guardando i soldati- non avete sentito Lord Wolfe? Buttate fuori la troia!
I soldati annuirono e la trascinarono via.
Ren fece una smorfia- oggigiorno non vi è più decenza in queste nobildonne, perdono i vestiti troppo velocemente
-Visto che avrai una figlia femmina –disse Wolfe- vedi di non farla entrare in contatto con le tipe di cui ti darò la lista dopo, evitiamo che lei diventi così sfacciata
Ren rabbrividì- fammi quella lista il prima possibile
-Come diavolo ha fatto ad entrare qui? –chiese invece Richard guardando Wolfe che chiuse un secondo gli occhi prima di rispondere
-Si scopa una delle guardie del turno mattutino- disse Wolfe
-Beh, qualcuno perderà il lavoro –disse Ren tranquillo e poi sorrise- dopo otto o nove giorni di allenamento estremo e senza paga…
Richard guardò Wolfe e sorrise- tranquillo dai, sono certo che la tua futura moglie non avrà problemi con questo incidente
-Lo spero o teste voleranno –disse Wolfe- e non per mano mia
I generali si girarono- che intendi?
-La mia lady è possessiva e aggressiva- disse Wolfe- una lupa dopotutto non lascia che il proprio partner la tradisca senza ribellarsi e aggredisce chi prova a toccarglielo…
Richard sorrise- ottimo! Bene andiamo a parlare di che camera prenderai, pensavo alla Sun room…
-Quella è per il primo figlio tuo e di Lobelia- disse Wolfe
-Appunto –sorrise Richard
Wolfe scosse la testa. Alla fine ottenne la Moon room, dedicata al primo figlio adottivo o secondo figlio di sangue.



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Capitolo 24: Bitch you did not do that

Capitolo 24: Bitch you did not do that

Una cosa che si poteva fare nei duelli era usare il pieno dei propri poteri e della propria posizione sociale. Ciò significava che si poteva utilizzare qualsiasi cosa in proprio possesso, ergo anche risorse umane.
Ludovic non era completamente idiota, all’inizio voleva sfidarla da solo, aveva fuoco e aria come elementi e una decente abilità con la spada. Era cosciente che Primrose possedeva più elementi, anche se nessuno sapeva quali visto che si rifiutava a dirlo. In ogni caso il suo pensiero era che non potevano essere troppo forti.
Quando notò le ragazze sconfiggere i ragazzi con estrema facilità però decise di cambiare il gioco.
Era un principe per questo…
-Spero non ti dispiaccia avere contro qualche amico Primrose –rise Ludovic mentre soldati armati entrarono al suo fianco.
Kyle si alzò- questo non vale!
-Nelle regole vi è scritto qualsiasi potere di nostra proprietà- disse Ludovic- di mia proprietà è anche l’esercito della corona…
-Allora anche Primrose può ottenerlo- disse subito Kyle- come mia fiancé può prendere il mio…
-Non è di sua proprietà –disse Ludovic- non può usarlo.
-Il principe Ludovic ha ragione- confermò il giudice della gara con un’espressione di chiaro sconforto. Era inutile negarlo, a occhio esterno quello era barare.
Primrose sorrise- va bene…se lui userà i soldati allora chiedo di poter usare ogni mio potere a mia scelta…di norma direi tutti ma…non vale la pena strafare con chi è più debole di te.
Ludovic la guardò- sei sempre la solita ragazzina testarda, se non mi avessi causato così tanti problemi tutto sarebbe andato per il meglio…
Primrose lo ignorò mettendosi nell’arena. A differenza delle ragazze, Primrose indossava un abito molto elegante sul rosso e pareva priva di armatura. L’abito era lungo, a differenza delle gonne corte delle altre ragazze, e non sembrava facile muoversi dentro di esso.
-Carica! –disse Ludovic
Alcuni arcieri mossero i propri archi e tirarono le frecce
Primrose sospirò seccata e mosse la mano. Le frecce vennero infuocate, girate con l’elemento di aria e rispedite al mittente che fatico a schivarle. Mosse la mano e alcuni soldati vennero imprigionati da grosse liane, radici, ghiaccio, catene di metallo o semplicemente continuavano a cadere sul terreno bagnato dall’acqua. Quando alcuni di loro provarono ad usare del fuoco, l’acqua dell’elemento di Primrose spegneva i loro attacchi.
Era un semplice gioco in realtà: fuoco batte terra, terra batte aria, aria batte acqua, acqua batte fuoco. Metallo batteva ghiaccio e viceversa. Buio e luce battevano tutti e si battevano a vicenda.
Più abili si era con quell’elemento più possibilità vi erano di battere anche un elemento che aveva il vantaggio sul proprio.
Se loro usavano fuoco, Primrose usava Acqua, luce o buio, se loro usavano metallo, lei usava ghiaccio. In un paio di giri fu chiaro che lei aveva ogni singolo potere possibile e l’allerta di Ludovic salì di livello.
-Alla faccia dell’indifesa ragazzina –disse Ludovic- mi pari perfettamente in grado di difenderti
-Quindi non dovrei difendermi quando tu decidi di attaccarmi? –chiese lei seccata
-Non farmi diventare cattivo Primrose. Sei tu la causa di tutto questo –disse Ludovic
-Sai cosa Ludovic…mi hai seccato –disse lei togliendosi un bracciale regalatole da Kyle. Era stata una richiesta di lei di avere un bracciale fatto con palline di ferro invece che gemme. Ruppe il bracciale e lanciò le perline di ferro per l’arena. Centinaia di piccole parti in ferro rotolarono di qua e di là. Lei mosse la mano e dei cerchi magici si attivarono solo…non erano magici.
-Alchimia…- disse uno dei pochi Alchimisti presenti- la principessa può usare l’Alchimia?!
Dalle perline nacquero soldati di ferro alti due metri e parecchio armati. Non erano un basso livello alchemico quello, erano così tanto dettagliati che persino i più anziani alchimisti li osservavano con meraviglia.
-Tu…puoi usare l’Alchimia!? –chiese Ludovic incredulo- da quando!?
-Da sempre –disse lei tranquilla e poi rise- pensavi che avrei detto che posseggo tutti gli elementi o che sono un’Alchimista a qualcuno che mi voleva solo sfruttare? Nessuna di noi è debole o incapace Ludovic, comportarsi come tale è più semplice, se siamo considerate inutili verremo messe da parte e come avevamo pensato, voi non avete avuto modo di obbiettarvi alla cosa ne vi siete curati prima di bloccarci con voi…se siete stupidi non è colpa nostra.
I soldati indietreggiarono di un passo ma Ludovic attivò i propri poteri- carica!
Primrose sospirò- finiamola di giocare…
La ragazza mosse una mano creandosi una sedia con un albero e sedendosi sopra calma mentre i propri giocattoli avanzavano. La potenza di soldati non vivi fu tremenda e quelli vivi furono costretti ad arrendersi e ringraziare che Primrose non voleva prendere le loro vite come consolazione per averla attaccata. La vittoria fu di Primrose che non si era nemmeno alzata dalla sedia che si era creata per l’incontro vero e proprio e che aveva chiarificato a tutti una cosa.
Se sarebbe diventata l’Imperatrice, le armate e potenza dell’Impero sarebbe aumentata di molto.
Ludovic la guardò- perché…tu mi ami…
-Ami? –chiese lei divertita- non ti ho mai amato Ludovic. Ma in nome di qualsivoglia amicizia avessimo prima che tu diventassi un completo stronzo ho evitato di usare il mio vero potenziale di attacco…
-Il tuo vero… -iniziò lui
Lei sorrise- non dirmi che pensavi che noi fossimo così deboli? Solo perché un livello del genere può battervi, non vuol dire che quello sia il nostro vero livello. Per dirne una questo per me è stato un gioco da bambini…ero con questo livello quando avevo tre anni Ludovic, se siete deboli non è colpa mia…con permesso, ho di meglio da fare che sprecare tempo con un moccioso che si crede un uomo…
Ludovic guardò Primrose muovere la mano e ritrasformare i soldati in perline che ritornarono al suo polso come bracciale e la ragazza si allontanò con calma verso l’uscita dell’arena mentre l’annunciatore e il pubblico stavano andando fuori di testa.
Purtroppo quello era solo l’inizio…



Capitolo 5: God, This Bitch is annoying




Capitolo 5: God, This bitch is annoying

C’erano poche cose che Wolfe amava fare nel suo tempo libero. Il sedicenne Conte aveva poco tempo libero tra una guerra e l’altra ma ciò non voleva dire che non coltivasse altro che l’arte della guerra. Wolfe amava dipingere e disegnare, amava lavorare come fabbro, era bravo a suonare vari strumenti, amava leggere ed era molto bravo a cucinare. Non aveva ricordi certi della sua prima vita ma sapeva alcune cose. Sapeva che passava giornate a disegnare la sua sorellina o per lei, sapeva che le aveva creato gioielli e riparato vari oggetti, sapeva che aveva imparato a suonare per lei e suonava e cantava per lei solamente, sapeva che lei era una frana in cucina e che era lui che cucinava per loro quando erano soli e…
Scosse la testa all’ultima cosa, non importava ormai.
Aveva una propria dimora con proprio territorio che continuavano ad espandersi, aveva servitù fedele e aveva una fortezza inespugnabile…non vi erano otto branchi di lupi intorno e dentro casa sua per nulla dopotutto. Passava però la maggior parte del suo tempo al castello nella sua camera lì e nel suo studio lì. Ogni tanto era lì anche nel suo tempo libero, non aveva molti motivi per stare nella sua dimora dopotutto.
-Oh di nuovo lei è? –chiese Richard guardando da dietro le sue spalle il ritratto che Wolfe stava disegnando
-Ancora non ti hanno insegnato a bussare? –chiese Wolfe ormai rassegnato
Richard guardò ancora una volta il volto della dama di fronte a lui. Era un volto di una ragazza di circa sedici anni, aveva lunghi capelli leggermente mossi, un viso dolce ma maturo, uno sguardo intenso e due occhi grandi. Aveva le labbra leggermente socchiuse e dall’aspetto invitante, dava le spalle a chi osservava il quadro ma aveva il volto girato in modo da poter guardare dalla propria spalla verso chi la guardava. Aveva due occhi che sembravano stessero fissando una persona sola nell’intero mondo.
Quando abbassò lo sguardo a guardare Wolfe, notò che si era fermato a guardarla, l’unica persona che voleva vedere al mondo…
Richard sospirò- perché non la inviti al castello? Sono certo che sarebbe facile concordare le nozze tra lei e te…
-Un po’ difficile –rise Wolfe- parecchio difficile
-Come può esserlo? Sei un conte e probabilmente salirai in fretta continuando così –disse Richard ricordando il desiderio di Wolfe di salire fino a Duca e il proprio di renderlo principe imperiale adottandolo.
-Figlia di un Arciduca- rispose Wolfe tranquillo
In quel secondo un pensiero volò nella mente di Richard, se saliva a Duca poteva sposarla senza troppi problemi, in caso poteva anche sposarsi nella famiglia di lei se non vi era erede per il ruolo di Arciduca lì, da conte era più complicata la cosa però non era impossibile- oh…beh è comunque fa…
-Non è ancora nata Rich –disse Wolfe- non è nemmeno nei pensieri dei suoi genitori. Deve ancora nascere suo fratello maggiore, figurati lei.
-Quando nascerà? –chiese Richard ora curioso. Cavolo si sarebbe messo a stalkerare il cavolo di registro delle nascite se doveva per trovare quel dannato nome!
-Il fratello quando io avrò diciotto anni –disse Wolfe- lei quando io ne avrò già venti
-Non è la più brutta differenza di età che puoi avere- disse Richard- io e Lobelia abbiamo due anni di differenza ma Ren e Misty ne hanno più di quaranta visto che lui è oltre i suoi sessanta da parecchi anni. Fintanto che vi amate non vedo problemi, specie conoscendoti
Wolfe sorrise amaramente- sarà la fiancé di un principe a sette anni Rich, dovrà subire parecchio fino ai sedici prima che io possa intervenire e prima di allora devo ottenere il titolo di Duca…
-Perché? Posso aiutarti a distruggerli anche senza- disse Richard
-Sono mai stato il tipo di persona che si lascia aiutare? –chiese Wolfe
Richard si sedette davanti a lui- Wolfe…non c’è niente di male essere dipendenti da altri
-Lo so- disse lui
-Allora…
-Non voglio esserlo- disse semplicemente Wolfe- voglio essere qualcuno che altri possano guardare e seguire…pensaci. Come sono nato io?
-Orfano –rispose subito Richard poi capì- oh…
Wolfe sorrise- quale messaggio migliore per il regno che con sforzo, coraggio, volontà e duro lavoro si può ottenere tutto, anche essere nobili
Richard rise- dubito esistano persone del genere oltre te…sei eccelso per la tua età…cavolo io alla tua età non ero nemmeno ancora Imperatore
-No, ti stavi per far uccidere dalla tua fiancé –confermò Wolfe
Lui annuì- e tu invece hai più medagli al valoro che…non lo so lupi?
-No, abbiamo di recente avuto una cucciolata- disse Wolfe- ho parecchi lupi
-Continuo a chiedermi se tu sia umano o un lupo sotto mentita spoglia –disse Richard
-Lupo –disse Wolfe- non dirmi che ti sei scordato il mio nome
Richard rise- ovviamente…e quindi, chi è la tipa che vuoi distruggere?
-Una puttana che si scoperà sette persone –disse lui- forse più…
Richard guardò i fogli davanti a Wolfe e rise- quindi…quante famiglie distruggerai per la tua bella?
-Vuoi un totale? –chiese Wolfe posando il disegno
-Certo- disse Richard
-893 famiglie, otto generazioni per ognuna- disse Wolfe
Richard fece cadere i fogli- ottocento…
Wolfe annuì
-Quanti cazzo di tipi si è scopata quella donna!? –chiese Richard
-La tipa si chiamerà Violet Blanche –disse Wolfe
-Quindi sta cazzo di Violet si scoperà mezzo Regno?! –chiese Richard
-Che puoi farci? Le viole sono uno dei fiori preferiti dalle api pare- disse Wolfe
-Che diavolo ha una condizione che se non apre le gambe a qualcuno crepa? –chiese Richard
-Pressoché sì
-Esiste? –chiese Richard ora serio
-Si, si chiama “Essere troia” –disse Wolfe- inoltre avrà di mira la mia…ehm…la lady di una casa di un Arciduca
-Si tua moglie, ok perché? –chiese Richard
-Perché si scoperà il fiancé di lei –disse Wolfe con un sorriso cattivo- e poi cercherà di diffamarla alla cerimonia finale dell’anno accademico…
-E lì arriverai tu a salvarla? –chiese Richard- guardati manipolare la situazione per diventare il suo cavaliere dall’armatura scintillante…quindi aspetterai a fare contatto fino ai suoi sedici anni?
-Vedremo…potrei sempre finire con l’incontrarla prima…-sorrise Wolfe
Richard scoppiò a ridere- oh…adoro quello sguardo…lavoriamo per essere Duca su, voglio vedere nipoti io

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Capitolo 5: We do love you

Capitolo 5: We do love you

**Durante la fuga di Astrid***
Quando Stephan sentì il marchio rompersi il panico iniziò a farsi sentire. Guardò la donna al suo fianco che sorrise a guardare il marchio sparito e lo spinse via da sé- credo tu abbia problemi più gravi di farti me…
Stephan ignorò la donna e si rivestì. Aveva solo avuto il tempo di togliersi i vestiti e iniziare a toccarla che quel marchio era sparito. Come poteva sapere che la sua mate aveva sfiorato di proposito il marchio per avvisare l’altra donna della sua presenza e avvisarla del tradimento. Il marchio era molto sensibile, se chi condivideva il tuo marchio lo toccava si provava piacere, se qualcun altro lo sfiorava si mandava un avviso al partner che qualcuno aveva accesso al marchio. Quando l’aveva iniziata a baciare e toccare la lupa aveva sfiorato il marchio con forza, forzando il collegamento e la connessione di Astrid alla scena. La lupa fu stupita dalla velocità con cui l’altra si sbarazzò del traditore e ringraziò di non doverlo sposare lei. Lo guardò uscire e concordò con la propria lupa di rompere il legame di false mate, dopotutto lei era innamorata del proprio mate che aveva avvisato già della situazione e che avrebbe fatto ingresso nella sala se avesse dovuto interromperli.
-Spero riesca a scappare –disse la lupa
-Se è furba scapperà –disse il lupo tranquillo mentre i suoi occhi viola risplendevano piano. Che fortuna aveva avuto…la sua mate era anche la mate di quell’idiota che aveva toccato la sua Astrid. Vi era una cosa in quel mondo “False Mate”. Era quando un lupo collegava se stesso a un altro ma non veniva ricambiato, la sua mate era il false mate di quel coglione di Stephan. Quando scoprì la cosa le chiese di giocare con lui e di forzare la notizia alla donna che stava con Stephan tramite il marchio. La sua lupa fu subito d’accordo, come poteva non aiutare Astrid a fuggire da lì?
-Non è un se…sappiamo entrambi che se la filerà entro stasera e…- iniziò lei stringendosi a lui- sono sicura andrà al sicuro.
Il lupo annuì chiudendo gli occhi e accarezzando la propria mate- posso solo pregare che la mia Astrid sia ancora in grado di ragionare lucidamente…
****
Stephan corse come un folle in auto per arrivare al proprio branco e corse direttamente dall’Alpha. Era il giorno dopo quando arrivò- Come osi togliermi il marchio?!
-Iris me l’ha chiesto, ho semplicemente seguito la sua richiesta- sorrise cattivo John
-Conveniente che tu l’abbia fatto quando io sono fuori città- disse Stephan
-Se tu sei così idiota da tradirla e darmi un motivo cosa posso farci? –chiese John
-Stavo solo scopando una troia- disse Stephan
-La troia spero sia valsa la pena, perché dubito che la tua ex moglie ti vorrà indietro- disse John
-Era questo che volevi? Levarmi di torno alla prima debolezza?! Lei non è nemmeno la tua mate! –disse Stephan
-No…ma non è forse perfetta per esserlo? –chiese John
-Cosa ti aspetti? Che ora crolli alle tue avance?!
-Una donna disperata e sola, cadrà facile- disse John
Stephan sorrise- ma non è qui
-Lei si trova ancora nella vostra casa…il che non cambia che sarà mia.
-Andiamo a vedere allora- disse Stephan- non è più nel branco?
-Si è tolta per un po’, la farò tornare oggi- disse John tranquillo
I due si mossero velocemente verso casa dei due e qualcosa subito sembrò strana…non vi erano rumori in casa e entrambi sapevano che Astrid era molto mattiniera- Iris? –chiamò Stephan entrando- amore sono a casa!
Le luci erano spente e le finestre chiuse. Non vi era luce nella casa. John aprì l’interruttore ma l’ingresso parve normale. I due non notarono la mancanza di alcuni quadri o di alcuni piccoli oggetti nemmeno quando entrarono in cucina o altre stanza. Quando salirono nella camera da letto però notarono gli armadi aperti e un campanello di allarme suonò nella testa di Josh che subito si mosse nel cercare oggetti di Astrid ma non trovò nulla. Scese di corsa di sotto seguito da un confuso Stephan e quando entrarono nel soggiorno trovarono il quadro distrutto e una frase incisa sul muro “Fuck You All”. Stephan guardò la frase e non reagì nemmeno quando John raccolse la feda di Astrid. Si riprese solo quando un pugno lo colpì in pieno volto.
-Questa è tutta colpa tua! –disse John- dannazione…
-Mia?! Sei tu che l’hai rimossa dal branco e le hai dato modo di scappare!
Nemmeno a dirlo, un gruppo venne mandato all’inseguimento.
****
Un lupo dal pelo nero e occhi viola guardò il gruppo di lupi correre e fermarsi di fronte a sé- che volete?
-Stiamo cercando una donna- disse Stephan- mia moglie è scappata…devo riportarla a casa.
-Non vedo marchio –disse l’uomo trattenendo un sorriso, sapeva che Astrid era furba- che cazzata è questa? Attraversare il mio territorio senza permesso…
-Non farmi infuriare –disse Stephan pronto a lotta con i propri lupi, dovevano riportare Astrid indietro prima che John desse di matto e iniziasse a far fuori tutti. Il fabbro aveva già iniziato il lavoro su delle speciali catene per bloccarla nella casa dell’Alpha dopotutto. Purtroppo per loro, quel lupo era di una famiglia che poteva leggere la mente e dopo aver ricevuto non solo la conferma che Astrid era fuori pericolo ma che loro erano all’oscuro di dove si trovava e quella orribile notizia delle catene…come poteva non farli fuori?
L’uomo sorrise- bene…vediamo che sapete fare!
Stephan era un eccelso combattente, secondo solo al proprio Alpha. Purtroppo per Stephan, era un alpha quello che aveva di fronte e fu costretto a ritirata con i propri lupi dopo averne persi più della metà.
L’uomo guardò i lupi correre con la coda tra le gambe e sorrise- brava Astrid…e ora vediamo dove sei andata a nasconderti…
***
Astrid scoppiò a ridere guardando un Aidan coperto di farina.
-Non è divertente –disse lui ma non poté che venir contagiato dalla risata di lei alla fine.
I due avevano iniziato a spendere parecchio tempo insieme, per la gioia dell’intero branco. Aidan sapeva cucinare ma non aveva parecchio tempo quindi con quella scusante Astrid si era intrufolata come cuoca personale dei due uomini di casa e visto che i due adoravano la cucina di lei, nessuno ebbe da obbiettare. La maggior parte delle volte mangiavano a casa di Astrid ma avevano piano piano iniziato a cenare e pranzare a casa di Aidan e piano piano Aidan stava facendo muovere la ragazza a vivere con lui senza che lei se ne accorgesse. Dopotutto la casa era grande, che male c’era se lei spendeva la notte lì dopo cena? Infondo era pericoloso fuori di sera…lasciamo stare che la ragazza era perfettamente in grado di difendersi e che non ci fosse pericolo nel loro territorio. Quelli erano dettagli inutili che nessuno voleva puntare. I membri del branco erano molto felici per Aidan, dopo anni che lo vedevano single era bello che avesse trovato una donna che lo faceva sorridere e che suo figlio approvasse, inoltre Astrid era considerata a tutti gli effetti parte del branco e tutti speravano che con la loro relazione in uno stato matrimoniale lei sarebbe rimasta in pianta stabile. Le donne del branco erano già pronte per l’eventuale giorno di nozze e quanto adorabili potevano essere i cuccioli futuri.
-Beh –lei scoppiò a ridere ancora di più.
Quel giorno il piccolo Merlyn era fuori con un gruppo di amici e sarebbe stato fuori in gita per una settimana, il che portò i due adulti a essere leggermente più intimi.
Aidan sorrise- oh lo trovi divertente?
Lei annuì contenta e smise di ridere quando lui le mise della crema sul naso e scoppiò a ridere- oh andiamo serve per il dolce
-Hai ragione è un peccato sprecarla- disse lui catturandola e leccandola via- buona…
Lei divenne viola- pervertito…
-Non mi pare che ti dispiaccia- sorrise lui contento mentre la propria coda tornò ad arrotolarsi intorno alla vita di lei e la coda di lei iniziò a muoversi piano verso di lui
-…- lei ci mise un paio di secondi per riprendersi. Aveva un’inclinazione su chi potesse essere il suo mate ma era ancora presto per dirlo. Quelle settimane erano sempre più prova della cosa ma…beh non era ancora entrata in calore quindi era incerta se fosse o meno lui.
Che l’attrazione fosse reciproca non vi era dubbio però.
-La coda- disse Astrid
Lui guardò la propria coda e la rimosse subito rosso- scusami…
-Mi dirai mai cosa significa per voi quel gesto? –chiese lei divertita
-Magari tra qualche giorno… -mormorò lui contento di averla felice e accarezzandole la coda come aveva preso a fare da quando lei gli aveva dato il permesso di farlo. Era così morbida che voleva solo coccolarla tutto il giorno.
Lei arrossì leggermente come sempre quando lui la coccolava così- aspetterò allora…
Non poteva certo dirle che per i werepanther arrotolare la coda intorno così intorno a qualcuno era desiderio di avere quel qualcuno a letto con sé ma allo stesso modo non poteva dirgli nemmeno lei che per un werewolf lasciarsi toccare coda e orecchie era un invito ad andare a letto insieme…
-Vuoi aiutarmi? –chiese lei sfornando i cupcake
Lui sorrise stringendola da dietro e baciandole la guancia- il tuo profumo è sempre di dolci e casa…vorrei divorarti delle volte…
Astrid si irrigidì un secondo ma la propria coda iniziò a muoversi subito contenta- oh? Non credo sarei molto buona…
-Sono certo saresti fantastica come sapore… -disse lui con un sorriso.
Lei ridacchiò piano godendosi il suo tocco mentre la propria lupa ululava contenta. Cosa poteva dire? Era felicissima con un solo tocco, figurarsi se avesse avuto di più…
Ma per ora entrambi erano contenti di andare piano…anche se Aidan aveva l’istinto di alzarla sul tavolo a sedere e farla lì in cucina…



Capitolo 23: Jerks, Jerks are everywhere

Capitolo 23: Jerks, Jerks are everywhere

Le sfide del torneo finirono in un lampo e nemmeno a dirlo, le ragazze erano in testa.
Il momento che tutti aspettavano e temevano era arrivato: i duelli.
Il sistema dei duelli era basato su due modalità di gioco: all vs all e 1vs1.
Nel primo caso era una sfida di gruppo, nel secondo erano competizioni singole.
Le ragazze preferirono il secondo metodo.
L’importante per la sfida era che vincevano ogni incontro.
I Love Interest dovevano vincere una volta per batterle.
L’annunciatore si schiarì la gola- il primo incontro di questa giornata, Lord Erik Menystic vs…Lady Violet Beauclerk!
Erik sorrise muovendo le mani e creando due palle di fuoco. I suoi elementi erano il fuoco e la terra. Indossava una armatura classica di ferro che lo faceva sembrare…un bambino che giocava con vestiti altrui…
Violet entrò con un’armatura femminile dai toni d’argento, uno scudo e una spada.
-Pronta a perdere? –chiese Erik
Lei ruotò gli occhi e alzò lo scudo per parare i colpi. Ruotò la spada e attivò i suoi poteri di metallo rafforzando la spada e usando l’aria per velocizzarsi. Senza nemmeno dargli tempo di reagire iniziò ad attaccarlo da ogni lato possibile e alla fine…
-La vincitrice, Lady Violet Beauclerk! –disse l’annunciatore
Non gli diede nemmeno il tempo di reagire.
-Vi…- iniziò Erik mentre degli assistenti lo aiutavano ad alzarsi
Lei si girò verso di lui e sorrise cattiva- mi spiace, ma non ho tempo di giocare con dei mocciosi…
-Non importa- disse Ludovic- ci serve solo una vittoria
***
-Lord Richard Wreamy vs Lady Layla Gladstone
Layla si presentò con un’armatura nera e una frusta in mano.
Richard rise- cos’è? Un regalo del tuo fiancé?
Lei sorrise piano. Richard poteva usare Aria e Terra, lei poteva usare Acqua, Terra e fuoco.
-Ho saputo che ti piace quando lui ti fa male…-Richard strinse la presa sulla spada- preparati per…
Layla ruotò gli occhi e mosse la frusta e in un colpo lo disarmò- ora mi diverto…
Mentre la frusta continuava a colpire il ragazzo Scorpio sorrise- e chi lo sapeva che aveva tecnica…
-Scorpio sei abbastanza creepy così, non aggiungere altre cose per piacere- disse Kyle al suo fianco
-La vincitrice, Lady Layla Gladstone!
Layla sorrise guardando il dolorante Richard- l’unico che voglio mi tocchi e il mio Scorpio
****
-Lord Stuart Harito vs Lady Charlotte Cornwell
Charlotte indossava un’armatura celeste e usava un arco come arma. Charlotte aveva come elementi ghiaccio, aria e acqua, Stuart aveva acqua e fuoco.
A differenza delle altre Charlotte non gli diede nemmeno il tempo di usarla quella spada o di dire qualcosa che gli congelò le gambe, e iniziò a tirargli contro frecce con velocità aumentata dal suo elemento aria. Quando Stuart provò ad usare il fuoco per liberarsi lei usava il suo elemento d’acqua per spegnergli le fiamme. Alla fine il ghiaccio prese controllo e Stuart divenne una bella statua da giardino.
-La vincitrice, Lady Charlotte Cornwall!
****
-Lord Harry Dreamays vs Lady Harriet Devon
Harriet indossava un’armatura verde chiaro e non portava armi con sé. Harry sembrava in leggero disagio a combattere contro di lei. Harry aveva aria e terra come elementi, Harriet aveva terra, aria e metallo.
-Non devi combattermi, puoi arrenderti bambolina –disse lui
Lei ruotò gli occhi- chiudi il becco e attacca Harry, a qualcosa sarai utile
Harry mosse le mani e manipolò il terreno creando dei soldati di creta. A differenza dell’Alchimia, che creava vita intelligente, quella che usava Harry creava solo esseri in grado di colpire e venir colpiti, non erano frutto di alchimia.
Harriet allungò la mano e dal terreno un lungo manico si inizio a vedere. Calciò il terreno e il grosso martello venne spedito in aria. Harriet prese la rincorsa e fece un balzo in alto per poi ruotare velocemente, prendere il martello e con quella velocità colpire il terreno creando un grosso cratere.
-Qualcosa che tutti paiono aver dimenticato è che nella mia famiglia, siamo tutti in grado di sollevare trenta volte il nostro peso corporeo- disse Harriet muovendo il martello con maestria e schiacciando un altro dei soldati senza problemi.
Quando riuscì ad avvicinarsi a Harry, mollò la presa sul martello e colpì allo stomaco Harry con un pugno, cosa che lo fece volare contro il muro e perdere i sensi.
-Voglio vedere chi chiami bambolina adesso –disse Harriet calma
-La vincitrice è Lady Harriet Devon!
Invece di suscitare paura in Bruno, il ragazzo urlò contentissimo, fintanto che la sua fiancé era sana e salva non gliene fregava molto se poteva o meno uccidere mezzo mondo.
****
-Lord Hero Thiefont vs Lady Scarlett Fairfax
Scarlett indossava un’armatura indaco, la sua arma erano due spade gemelle, Hero preferiva una spada singola.
I poteri di Scarlett erano aria, fuoco e ghiaccio, Hero usava fuoco e terra.
Hero voleva vantarsi e atteggiarsi così da ottenere un paio di fan in più. Scarlett…lo sconfisse senza usare poteri in meno di cinque secondi di lotta.
-Non potevi nemmeno giocare per…
-Tesoro, se non hai le parti per giocare, come potresti dare piacere a una donna? –chiese Scarlett allontanandosi mentre annunciavano la sua vittoria.
***
-Lord Kent Mnesin vs Lady Lyen Edmonstone
Lyen indossava una armatura color ambra e aveva un libro in mano. Kent usava una spada. Lyen aveva i quattro elementi base come poteri, Kent aveva acqua e terra.
Lyen non giocò nemmeno e si sbarazzò di Kent nel minor tempo possibile.
-E ancora una volta, non vali nulla…- mormorò Lyen guardandolo dall’alto
****
-L’ultimo incontro di oggi. Principe Ludovic DelaFonte vs Lady Primrose Arundell!
-Sei l’ultimo giocatore disponibile- disse Richard- non perdere
-Contro Primrose? Lei non sa fare nulla –disse Ludovic- non sono contro una donna che sa combattere…
Primrose sorrise mentalmente. Era ora di giocare…




The Dragon Emperor

The Dragon Emperor Trama: La sua novel preferita, una in un mondo wuxia, era questa meravigliosa storia di come un normale ragazzo diventava...