WitchandAngel

Capitolo 17: Shh, I always win




Capitolo 17: Shh, I always win

-Fine, ok per oggi abbiamo finito, ottimo lavoro a tutti!
-Ottimo lavoro Lobelia –sorrise Jackson passandole dell’acqua
La diciannovenne sorrise- grazie
-Oggi ci tocca tornare in base
-Come mai? –chiese Lobelia
-Un nuovo arrivo mi pare- disse Jackson
-Il boss è felice? –chiese lei seguendolo nell’auto
Lui fece una smorfia- no, per nulla
-Quindi sono qui per aiutarlo a calmarsi?
-Si –disse lui
Lei sorrise- bene, andiamo su
La protagonista finalmente era apparsa!
La bambolina dai corti capelli rosa e occhi verdi era riuscita, tramite connessioni, a prendere un posto nella sua agenzia.
Non aveva talento per nulla.
Era solo un bel visino.
Un bel visino che poi diventava anche qualcuno di talento ma bel visino rimaneva.
-Sono sicura che diverrò la migliore di questa agenzia! –disse entusiasta Lauren Stellar di fronte a tutti i paparazzi che la stavano per intervistare.
Lobelia sorrise e guardò il suo manager- sto per causare uno scandalo, sei avvisato
-Lobelia?
Lobelia era calma di natura, cosa che l’aveva resa molto popolare e la mancanza di scandali l’aveva resa la migliore del suo settore…che era ogni settore ma dettagli.
-Migliore dell’agenzia? Questo vorrebbe dire che credi di avere il talento per battere me –disse Lobelia avvicinandosi tranquilla, rubando la scena come la stella che era.
-Posso esserlo
-Per essere una stella non serve solo un bel visino, serve cervello, talento e duro lavoro- disse Lobelia- per ora ciò che ho visto e una puttana nulla più
I paparazzi rimasero di stucco, Lobelia che attaccava qualcuno?
-E tu chi sei per dirmi questo? –chiese Lauren- non sembri mica chissà quanto più importante di me!
Lauren sorrise, dopotutto lei aveva un supporto e questa ragazza era chiaramente poco più grande di lei, non poteva essere chissà quanto più famosa e…
Lobelia sorrise- quindi oltre a dormire con investitori non osi nemmeno fare un minimo di ricerca su chi lavorerà sopra te?
L’accusa attirò molto più l’occhio dei paparazzi.
Lobelia era nota per essere qualcuno che non sopportava ingiustizia…se accusava così allora…
-Il mio ragazzo non c’entra nulla con ciò! –disse Lauren
-Come ho detto serve cervello in questa industria- disse Lobelia levandosi gli occhiali da sole- e per tua informazione io sono Lobelia Blackwood, prima in ogni classifica musicale, prima nella industria di moda, attuale top model numero 1, attrice numero uno mondiale e posso continuare finché non ti sentirai che un verme sotto le mie scarpe.
-Lobelia…- ripeté la ragazza girandosi verso il proprio manager- dille qualcosa! Ovviamente sta mentendo e…
-Boss- disse Lobelia girandosi verso il proprietario della Nightstar, Ludovic Night, che era già scontento della presenza di Lauren e ora era furioso- permetterà a una mocciosetta appena entrata nel settore di insultare la sua più grande stella da oltre sette anni?
Lui la guardò e guardò infuriato Lauren- dov’è il suo contratto?
-Se mi rimuove ne pagherà le conseguenze! –disse Lauren subito
Lobelia sorrise- per un investitore come il tuo? Posso investire io stessa otto volte quella cifra senza contare che il mio tutore legale non avrebbe per nulla problemi a rimuoverlo…dopotutto ha già investito somme enormi…
Lauren urlò frustrata- sono la protagonista! Perché osi andarmi contro!?
Lobelia sorrise mentre i paparazzi facevano foto all’isterica donna.
Il giorno dopo un interessante titolo venne mostrato al pubblico…la reputazione di Lobelia splendeva come sempre e Lauren iniziò parecchio male…
Aaron guardò il giornale e alzò un sopracciglio- da quando la piccola di casa fa così? Forse è ora che faccia una visita…


Capitolo 10: We don't need him

Capitolo 10: We don’t need him

Quando le persone parlavano con Silvie spesso finivano per fare la stessa conversazione
-Ma il padre dei bambini?
-Hai notizie dell’uomo?
-Sono certa che ai bambini manca il padre…
-Ma siamo sicuri che non ci sia modo per farvi tornare insieme?
-Questa deve essere una così dura relazione…
Sono sempre le stesse le domande alla fine.
Senza padre i ragazzi erano cresciuti molto serenamente.
Passando il loro tempo facendo le loro attività preferite
Spendendo tempo con la madre
Imparando a gestire le loro benedizioni
Maledicendo il proprio padre ogni volta che gli tornava in mente…
Pregando gli dei per una visita paterna…
…così da farlo fuori…
Spendendo tempo a crearsi una vita felice e serena.
Così ai loro diciassette anni erano arrivati a vivere una vita molto serena…
Silvie era particolarmente fiera di come i bambini erano cresciuti.
Erano donne e uomini così straordinari…
Era davvero fiera…
-Silvie
Nel buio della sua camera la donna si girò verso chi era appena apparso
-Dio della guerra?
-Come hai fatto a riconoscermi?
-Sei simile a mio figlio –rispose lei guardando la versione cresciuta del suo Aaron- come mai qui?
-Ho preso corpo umano per un paio di ore, volevo parlare un po’ con te se non ti dispiace
-Certamente non è un problema- sorrise Silvie
Il dio si rilassò sedendosi accanto a lei sul letto.
Purtroppo le chiacchiere iniziarono ad andare più su carezze e simili…
***
-Non c’è più latte? –chiese Aaron mezzo addormentato guardando la dispensa
Si guardò intorno e sospirò- è tardi per uscire…
Silvie però dormiva raramente presto di sera…
-Vado a chiedere a mamma- mormorò Aaron stiracchiandosi
-Sul serio va bene –disse la voce di Silvie prima che Aaron potesse bussare alla porta
Aaron si congelò. Stava parlando da sola o…
-Sei sicura? –rispose una voce maschile
Nope quella non era la voce di Margot! Né dei suoi fratelli!
Si avvicinò alla porta e la aprì piano. La madre era nel letto e teneva il lenzuolo al petto…probabilmente nuda e…una versione molto simili a lui più grande stava sistemando la sua giacca.
Suo padre era…
-Allora io vado- disse l’uomo baciandola- a presto
Lei sorrise guardandolo saltare fuori dalla finestra.
Aaron indietreggiò e corse nella camera dei ragazzi. Cosa…cosa diavolo doveva fare ora?!


Capitolo 4: Here your noble title is worthless

Capitolo 4: Here your noble title is worthless

Se c’era una cosa che Astrid non sopportava erano i figli di papà.
Se qualcuno voleva dirle qualcosa doveva farlo con attuale esperienza.
Quindi quando si ritrovò un’unità mista di popolani e nobili sapeva già come sarebbe andata.
-Principessa è un piacere averla nella nostra unità –disse il Generale Shark dai capelli bianchi e occhi scuri
Il generale non era proprio contento della situazione ad essere onesti.
Non gli dispiaceva avere Astrid al posto di uno dei figli maschi onestamente.
Conosceva Astrid e sapeva che sapeva cosa fare.
Il problema erano le truppe presenti
I popolani o nobili minori? Gestibili.
Era certo che potevano essere addestrati per bene.
Il problema erano i nobili maggiori o con potere sociale.
Non ascoltavano, mai.
Non obbedivano, mai.
Non facevano che dire in giro che erano figli di tizio o caio con quel tipo di potere o altro tipo…
Era un casino farli zittire.
Allenarli? Impossibile.
Se non si beccava lettere dai genitori era già tanto!
E con una principessa qui…era ovvio che stessero per diventare dei pavoni in amore
Era ovvio, dopotutto quante chance avevano di sedurre la principessa?
Per questo i popolani erano innervositi.
Chi diavolo avrebbe sopportato nobili e una principessina?
Era la loro fine.
Ma un popolano non si fregò molto del titolo…
-Il comandante ha detto che devi fare questo compito e lo farai! –disse Raven incavolato
Ne aveva le tasche piene di nobili spocchiosi e viziati. Erano lì da tre settimane.
Ora era arrivata la principessa.
Non era lì per farsi urlare contro da mocciosi viziati
-Come osi urlarmi contro?! Sai di chi sono figlio? –chiese il nobiluomo
Il moro ruotò gli occhi e lo fissò con i suoi occhi rossi- mi frego di che sei, sei il capitano ti dà un ordine tu lo esegui!
-Sporcarmi le mani? Scordatelo, voi gentaglia siete qui per questo no? –rise il nobile seguito dagli altri nobili vicini
-Vero non serve che lavoriamo
-Siete qui per servirci- continuò lui. Raven strinse i pugni- e inoltre…
-Inoltre cosa?
Tutti si girarono verso Astrid che era appena arrivata- sua altezza…
-Che sta succedendo qui? –chiese Astrid
-Nulla, un malinteso- disse subito un nobile
Raven la guardò negli occhi- questi idioti non eseguono l’ordine del capitano!
-Sta zitto tu! –disse un altro- sono il figlio di un conte, vuoi che mi sporchi le mani e…
-E cosa esattamente? –chiese Astrid avanzando e mettendosi tra i due- la tua scusante per non aver eseguito un ordine è essere figlio di un conte?
-Sua altezza capirà che…
-Puoi prendere il tuo titolo nobiliare e ficcartelo su per il culo –sorrise Astrid lasciando tutti senza parole- se una principessa erede al trono può venire qui a “sporcarsi le mani” allora non accetterò che un moccioso viziato come te si lagni per dell’addestramento vitale. Uomini come te non servono nella MIA unità di combattimento…tranquillo…mi assicurerò che oltre a sbatterti fuori i tuoi abbiano una mia lettera di lamentele…insieme a quella di mio padre…
-Principessa non può…
-Non posso? –chiese Astrid- benvenuto nella monarchia, nessuno si fotte un cazzo di nessuno se è chi ha comando che dice qualcosa. Ora muovi il culo e fa i bagagli. E voi –guardò il restante gruppo nobile- avete cinque minuti per eseguire il comando prima che vi faccia rimuovere ogni titolo nobiliare esistente…
-Yes Ma’am! –corsero via i nobili rimanenti pallidi
Astrid si girò verso Raven- nome
-Raven, nessun cognome –disse lui diretto assumendo subito la posizione di soldato che parlava con comandante diretto
-Hai il fegato di ribattere a un nobile vedo –disse Astrid
-Si signora- disse lui diretto
I suoi amici per poco non lo fucilarono sul posto, ma lo stava cercando il posto nella ghigliottina o cosa?!
-Bene…d’ora in poi sarai il mio braccio destro –disse Astrid lasciando tutti di stucco- non ho bisogno di donnicciole vestite da soldati, voglio qualcuno che sappia ribattere e si fotti del titolo nobiliare. Qui siamo in guerra, un pezzo di carta con un nome importante vale meno di carta straccia…hai cinque minuti per venire nella zona di comando, tornate a lavoro
Il generale la guardò allontanarsi e sorrise, come sospettava, era meglio la figlia che i figli…
Raven si guardò intorno cercando di capire che diamine avesse sentito prima di inseguire Astrid per eseguire il comando.



Capitolo 16: Honey, I am older than you




Capitolo 16: Honey, I am older than you

Il piano di Marybelle per quella sera era semplice, far cadere Lobelia e rimostrare che una bambina era una bambina.
Aveva 27 anni, lei 13. Non poteva batterla in nulla.
Gli impianti nel suo seno e sedere, la vitina stretta, i lunghi capelli cotonati…come poteva una mocciosa batterla?
Avrebbe fatto fare alla mocciosa la figura della mocciosa
Fatto ridere tutti e dimenticare quella bambina
Quindi con eleganza allungo un piede mentre lei passava e…
-Sta bene ms? –chiese Lobelia calma e composta in piedi mentre l’attrice era finita faccia a terra
-Tu! –disse lei perdendo la calma
Lobelia non era nuova al mondo, non era innocente né era stupida. Era stata miliardi di persone e tra essi anche ruoli come imperatrice o concubina, una mocciosa del mondo come quella non poteva vincere chi aveva combattuto a corte per mesi contro vere minacce.
Uno sgambetto? Nulla di irrimediabile, gira il piede, piega leggermente la caviglia ed ecco che chi voleva farti cadere casta a terra senza che tu ti sia mosso.
-Qualcosa non va? –chiese Lobelia con un sorriso dolce sul volto- dovrebbe stare attenta signora, alla sua età ogni caduta potrebbe esserle fatale…
-Come osi!?
Marybelle che si era alzata per colpire Lobelia? Beh era finita con l’essere afferrata dai bodyguard e tirata fuori dalla scena, il tutto davanti ai paparazzi.
-Quella mocciosa osa insultarmi e io sono la cattiva?!
Sembrava un’invasata.
Ma il problema era che nessuno aveva sentito nulla di male in ciò che Lobelia aveva detto
Per Lobelia, una tredicenne, non era pessimo dire quello che aveva detto
Dopotutto Marybelle ERA più grande
Era più facile che fosse pericolosa una caduta.
I paparazzi di sicuro non avrebbero dato peso alle parole contro Lobelia ma alla caduta e figuraccia di Marybelle.
Se voleva fare la pazza doveva scegliere di non farlo davanti a persone pagate per fare scandali.
Cosa pagavi di più?
“Nuova star fa cadere vecchia stella e mostra di essere una bambina”
Oppure…
“Attrice Marybelle Style aggredisce nuovo talento per pura gelosia”
Era una facile scelta.
Marybelle aveva un supporto più grosso di Lobelia ma la differenza era che Lobelia non aveva persone che la odiavano mentre Marybelle aveva ammassato odio in tutto il suo tempo nel mondo dell’intrattenimento.
Ma il titolo venne cambiato leggermente e aggiunto un piccolo punto…
-E il premio di miglior attrice novizia va a…Lobelia Blackwood!
Lobelia era una neonata nel confronto delle grandi star del mondo esistenti…ma aveva appena vinto più premi che chiunque nella sala.
Nemmeno a dirlo, tra le due non fu Marybelle quella che finì bene negli articoli del giorno dopo.
Dopotutto tra le due era Lobelia quella che aveva esperienza nel settore…



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Capitolo 15: Oh here comes the bitch




Capitolo 15: Oh here comes the bitch

-Lobelia!
-Oh…Cole –sorrise lei- quanto tempo
Lui sorrise contento di vederla- dalla fine delle riprese, come stai?
-Tutto bene
Le riprese del film erano andate splendidamente.
Non solo quello ma Lobelia, che aveva già un grosso fandom dietro, aveva ottenuto molti più fan dopo l’uscita del suo primo film.
Chi cantava spesso non sapeva recitare.
Chi recitava spesso non sapeva cantare.
Chi sfilava non sempre sapeva cantare o recitare.
E viceversa…
Era un mondo in cui era raro avere qualcuno che potesse vincere più rami.
Lobelia era l’unica con quel livello di popolarità.
Dopo il suo debutto nella musica diede svariati album ai suoi fan, canzoni e live show dove dimostrava il suo talento musicale.
Quando provò a modellare divenne velocemente un volto noto su riviste, striscioni pubblicitari e simili…
Era l’immagine della dolce ragazzina
Aveva una personalità amabile e gentile
Era brava e talentuosa
Era vista come troppo dolce per il ruolo nel film…
E quando il film uscì nelle sale
“Chi credi di essere per parlarmi così?”
La loro principessa era
La cosa aveva solo fatto aumentare il numero dei fan…e il povero Cole era finito sotto gli occhi di tutti per due motivi diversi.
Il primo gruppo lo voleva morto…
“Come osa stare vicino alla nostra regina?!”
Il secondo invece lo shippava con lei…il che era un po’…beh…
-Ah…attenta –disse Cole, che l’avrebbe accompagnata quella serata. Erano agli awards, il loro film aveva una nomina per oltre sedici premi cinematografi e Lobelia stessa era lì per multiple nomine come cantante, modella e attrice.
-Per? –chiese la bella ragazza in vestito rosso sangue.
-Lei –disse Cole indicando piano una bionda finta con occhi blu che ridacchiava- lei è Marybelle Style, attrice molto popolare e…
-So chi è –disse tranquilla Lobelia.
Come non poteva non riconoscerla? Era la troia della storia. Una cattiva secondaria.
Un idiota che avrebbe fatto la fine di ogni idiota come lei…il dimenticatoio.
La gente si scorda di chi non gli piace, se le persone pensavano che avesse il tempo di andare dietro a chi l’aveva ferita…oh beh si sbagliavano di grosso.
-Sta attenta ok?
-Non sono io quella che dovrebbe stare attenta- sorrise Lobelia con un sorriso aspettando il turno per passare davanti ai paparazzi, il caso voleva che fosse proprio dietro Marybelle…





Capitolo 9: Dear gods, can you make our dad...

Capitolo 9: Dear gods, can you make our dad…

Con Silvie così devota agli dei, nessuno si stupì che i suoi figli lo sarebbero stati.
Venti bambini in chiesa erano uno spettacolo per le sacerdotesse e i sacerdoti lì.
Il villaggio era piccolo.
I mercanti che visitavano raramente venivano in chiesa.
Dopotutto per molti era uno spreco di denaro.
Silvie era nota per le sue benedizioni.
Era addirittura venuta a pregare subito dopo averli messi al mondo per ringraziare gli dei.
Una donna del genere era qualcosa che le persone di chiesa apprezzavano parecchio.
Specie visto che i figli erano stati cresciuti con gli stessi valori.
-Bello vederla ms Silvie
Lei sorrise al prete- buongiorno
-Qui con i bambini?
-Si –disse lei guardandoli andar a pregare il proprio “padre”
-Sono così devoti –sorrise la sacerdotessa
-Beh lo spero bene –rise Silvie
Dopotutto erano i figli degli dei…
Per Silvie renderli devoti era l’unico modo per farli interagire con i propri padri.
I bambini erano molto ubbidienti per fortuna.
Adoravano andare in chiesa perché la madre era sempre felice quando li vedeva pregare.
Beh con tutte le sue benedizioni…
Gli dei forse erano l’unica cosa positiva che la loro mamma aveva avuto nella sua vita.
Se pensavano a quel coglione che l’aveva messa incinta.
Alla sua famiglia che l’aveva abbandonata.
A quei idioti che probabilmente l’avevano bullizzata e derisa…
E poi se pensavano a tutti i cretini che adesso la volevano sedurre…
Gli dei dall’altro lato erano così contenti.
I loro figli li venivano a trovare!
I loro adorati bambini…
Ah era sempre così bello
La maggior parte delle volte che venivano pregavano per la salute della loro mamma
Erano così buoni!
E si impegnavano così tanto per Silvie!
Erano davvero fieri di loro
Ovviamente erano figli loro dopotutto
“Cari dei” iniziarono i gemelli in coro nella loro testa “potete far apparire nostro padre…”
Oh gli mancava il padre?
Ovviamente se volevano vederli…
“E darci la forza di uccidere il figlio di puttana”
…forse era meglio non farsi vedere per un altro paio di anni…



Capitolo 14: Little me




Capitolo 14: Little me

Una delle canzoni che Lobelia rese molto famosa fu “Little me”, originalmente delle Little Mix.
Quella canzone venne sentita la prima volta in un talk show mentre stava rispondendo alle domande del conduttore.
-E abbiamo con noi Lobelia Blackwood –disse l’uomo- nuova star e popolare talento che sta velocemente vincendo molti cuori, benvenuta Lobelia
Lei sorrise- grazie per avermi qui con voi
-Ora possiamo fare un paio di domande?
-Certamente –sorrise lei
-Quanti anni hai?
-Tredici anni
-Vivi con la tua famiglia di origine?
-No, sono stata rimossa dai miei genitori per abusi che ho subito
-Mi dispiace moltissimo…- disse lui sentendosi incredibilmente a disagio nel fare quelle domande
-Va bene –sorrise lei
-Allora, il tuo attuale tutore ti tratta bene?
-La famiglia Blackwood mi ha trattato meravigliosamente
-Come sei finita a cantare, fare da modella, attrice e tutte queste cose che sembrano così…
-Assurde per una tredicenne? –rise piano Lobelia
-Beh non si può negare no?
Lei annuì
-Quindi come ti sei trovata in questo mondo?
-Il mio tutore legale mi ha sentita cantare e ha pensato di farmi provare, avevo già una passione per la musica e il mio talento è stato apprezzato
-Ti piace il tuo lavoro?
-Moltissimo, amo cantare, ballare e recitare –sorrise Lobelia
-Come vanno gli studi?
-I miei studi?
-Si, dubito che sei una dei tanti “lascio scuola sono ricca”, o sbaglio?
-Sono laureata- sorrise Lobelia
-Laureata?
-Ho una laurea in legge, una in economia e una in lingue
-Tre?!
Lei annuì- il mio tutore legale ha molte aspettative
-…
Quelle erano più che aspettative…
Specie visto che uno di loro la voleva come nuora…
-Sei felice con loro?
-Si –sorrise lei- moltissimo
Ma se lei era felice…chi poteva dirle qualcosa?


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