WitchandAngel

Capitolo 4: You don't have the right!

Capitolo 4: You don’t have the right!

Angelica giocò con il bicchiere di vino e Lucifer fu veloce e cambiare il contenuto da vino rosso a succo di arancia con i suoi poteri.
Lei ridacchiò piano- grazie
Lui le sorrise- ricordo che odiavi l’alcol…- cambiò il proprio da vino a succo d’arancia
-Non bevi? –chiese lei stupita
-Ho smesso dopo averti incontrata- disse lui stupendola
Lei sorrise- le mie lamentele ti sono rimaste?
Lui gli sorrise- molte cose di te mi sono rimaste in mente…
Lei lo osservò tranquilla- sei cambiato…sei meno…rude
Lui sorrise- tu invece…sei bellissima come mi ricordo
Lei ridacchiò- sempre lecchino vedo…
Lui alzò le spalle- sono un demonietto, cosa posso dire?
Lei ridacchiò tranquilla.
-Mi dispiace –disse Lucifer dopo un po’- avrei…dovuto esserci…avrei dovuto rimanervi al fianco
-Sei stato con noi –disse lei tranquilla- sei sempre stato lì a difenderci e proteggerci…
-Avrei dovuto fare di più…avrei dovuto essere io ad aiutarti nella gravidanza- disse lui
-Come? Non sapevi ero incinta- disse lei
-Lo so ma…- disse lui
Lei gli sorrise- non sono stata una botta e via Lucifer…siamo stati insieme per un mese intero prima che tu fossi costretto a tornare e fino ad allora ogni test era negativo…non potevamo sapere che l’ultimo sarebbe stato positivo…
Lui fece per prenderle la mano ma non era certo se toccarla fosse una buona idea, lei gliela strinse tranquilla, calmandolo come sempre- volevo tornare…le cose erano così incasinate nel mio regno però che ci misi anni a calmare e sistemare tutto e quando sono tornato…
-Hai trovato un mini-te nella cucina della mia casa- disse lei
Lui annuì- mi prese un colpo. Avere davanti un bambino di dieci anni mi ha lasciato di stucco. Ho addirittura pensato che forse ti eri risposata…insomma aveva i miei occhi e mi somigliava ma…
-Non aspettavi un bimbo biondo –rise lei
Lui annuì- non aspettavo un figlio figurarci uno biondo come la madre…
-Come l’hai riconosciuto? –chiese lei
-Per cominciare era un demone e nessun demone avrebbe provato a sedurti se voleva tenere la testa sulle spalle –disse lui facendola ridere- e mi ha cercato di dare fuoco…
Lei scoppiò a ridere- Aaron è molto protettivo
-Deve –dice lui- la madre sembra attirare uomini da ogni parte, dimmi la verità, sei una sirena?
Lei continuò a ridere contenta- il seduttore è stato sedotto?
Lui annuì- visto che sono diciotto anni, quasi diciannove, che non ho donne nel mio letto…tu che pensi?
Lei sorrise contenta della cosa- ne sono felice.
-E tu? –chiese lui
-Uno solo- disse lei- dopo di te solo una persona è entrata nel mio letto
Lui annuì sospirando piano- ok…
Lei gli sorrise- sei davvero cambiato…-lui la guardò- un tempo avresti fatto una scenata
-Non ho il diritto di farla dopo essere sparito per anni –disse lui
Lei gli strinse la mano- non vuoi nemmeno sapere chi è questo?
Lui strinse la mano piano prima di annuire, cedendo alla curiosità- non garantisco di non provare gelosia…
-Beh se sei geloso di qualcuno che hai aiutato a mettere al mondo abbiamo un problema- disse lei bevendo un sorso dal suo calice
Lui ebbe un momento di realizzazione- Aaron?
Lei annuì- aveva incubi da piccolo e anche crescendo, ha preso il vizio da te di intrufolarsi nel mio letto e non sono così insensibile da scacciarlo da lì…inoltre…
-Inoltre? –chiese lui
Lei spostò lo sguardo in leggero imbarazzo- non sei l’unico rimasto stregato…non riesco a vedermi con altri uomini al mio fianco…
Lui sorrise rasserenato- Angelica io…
-Non vedi che stai mettendo Angelica a disagio? –chiese Michael dal nulla
All’angelo sfuggì la reazione di Angelica ma non sfuggì al demone, leggero sbuffo e quel ruotare gli occhi innervosita e esasperata. Era chiaro per il demone che l’angelo non era un benvenuto.
-Non sapevo fossi invitato –disse Lucifer
-Non lo è –confermò Angelica subito
Michael la guardò stupito- so che non hai avuto tempo e che non volevi creare…
-Non sai cosa no significa vero? –chiese Aaron
-Non intrometterti –disse Michael
-Oppure? –chiese avvicinandosi Alaric e mettendosi tra lui e Aaron
-Non sono affari tuoi- disse Michael- è una situazione famigliare
-Non ricordo che un pennuto abbia a che fare con questa famiglia- disse Alaric
Michael lo guardò male- stanne fuori mortale
Alaric ghignò, un ghignò che ricordò a molti quello di Lucifer o di Aaron, cosa che stupì Lucifer per le somiglianze che i due avevano- oh? E che fai se decido di restare qui Principe dei Cieli?
-Te ne pentiresti- disse Michael
-Me ne voglio pentire- disse Alaric- levati dall’edificio o ti leverò io con la forza
 -Sei un ospite- disse Michael
-Tu non sei nemmeno quello- rise Alaric- e invece eccoti a molestare la festeggiata in un giorno così lieto…
Michael strinse i pugni- non sto molestando, io sono un angelo
-Sei solo un pennuto troppo cresciuto. Non sei mica buono solo perché hai un paio di alucce da piccione- disse Alaric stupendo parecchi demoni della sala. Quello era un carattere parecchio simile a quello di Aaron e di Lucifer…in molti iniziarono a chiedersi se fosse suo figlio, problema era che non era un demone.
Michael provò a colpire Alaric, mandando in panico tutti perché un pugno poteva causare seri danni a un mortale. Alaric si mosse in fretta e schivò il colpo mettendosi le mani in tasca e sorridendo divertito- lentino eh pennuto?
Michael ringhiò cercando di colpirlo ancora e ancora ma Alaric era veloce e agile, impossibile da colpire. Quando Michael tirò fuori la spada però fu il momento in cui Lucifer tirò fuori la sua e bloccò il colpo per Alaric- levati
-Sei completamente impazzito?! –chiese Lucifer facendolo indietreggiare- guarda dove sei! Guarda contro chi stai alzando la tua spada e guarda chi cazzo ti sta guardando idiota!
Michael si guardò intorno e fece sparire la spada- io…
Alaric si avvicinò e gli tirò un destro che lo fece volare a terra- giusto per tua informazione. Io sono Alaric, figlio maggiore di Angelica e fratello maggiore di Aaron e tu, non sei il benvenuto in famiglia. Potrò essere un medico ma sono un medico militare, posso farti il culo se mi gira, angelo o meno…sparisci
Michael si alzò in fretta e uscì con la coda tra le gambe.
Lucifer si guardò intorno insicuro di come comportarsi. Alaric gli sorrise- non è un segreto per nessuno qui che sei Lucifer, sovrano dei demoni. Mamma non tiene persone vicine che sono nocive per Aaron o me, metà degli invitati sono demoni e l’altra metà è al corrente di chi è Aaron e non se ne fregano per nulla del fatto che non è umano…
Aaron guardò Alaric- stai bene?
-Come se un pennuto mal cresciuto può farmi male! –rise Alaric scompigliandogli i capelli
Angelica gli sfiorò il braccio e lui annuì tranquillo, facendola rilassare. Angelica sorrise a Lucifer- grazie
Lucifer fece sparire la spada- dovere
Lei guardò il tavolo- torniamo a sederci?
-Volentieri –disse subito Lucifer e poi guardò i ragazzi- volete…
Alaric prese per il polso Aaron- uh guarda il tavolo dei dolci! –e lo trascinò via lasciandoli soli
Angelica scoppiò a ridere e Lucifer sorrise- direi che gli stai simpatico
-Menomale- disse Lucifer risedendosi con lei e sorridendo- quindi…non ci sono problemi con…
-Mio figlio è un demone –disse Angelica- se hai problemi con la cosa puoi usare la prima porta per andartene dalla mia vita, non ho intenzione di avere relazioni con chi non accetterà mio figlio
Lucifer sorrise contento. E tornarono a parlare tranquilli, quasi nulla fosse cambiato…quasi fossero ancora a diciotto anni prima…


Capitolo 6: Cause two can keep a secret if one of them is dead

Capitolo 6: Cause two can keep a secret if one of them is dead

-Io sono Logan –dice presentandosi un ragazzo dai capelli neri e occhi rossi.
Io sorrido- piacere
Un piccolo ricapitolando di chi è sto tipo?
Logan, fratello maggiore di Daphne, pessima relazione con lei, la odia, cocco dei suoi, stranamente interessato a me, con poteri magici e stranamente va semi d’accordo con Josh.
-Quindi starai qui per un paio di giorni? –chiede lui
-Sì
Logan mi sorride- sono un buon amico di tuo fratello
Ok…
-E quindi…se ti serve qualcosa chiedi pure, sono qui per te ok?
Non ti conosco nemmeno…
-Grazie Logan, lo apprezzo.
Lui sorride uscendo dalla stanza…non ho una buona sensazione su di lui…
-Tutto ok? –chiede Daphne entrando con un sorriso raggiante.
-Ora sì- dico io prendendola per mano- ti va di fare qualche dolce insieme?
-Non so cucinare- dice lei
-Non puoi essere così tremenda- rido io
-Ho dato fuoco a una pentola che stava bollendo con solo acqua dentro…-dice lei
-Beh ci sono io, sistemiamo la cosa con la magia in caso –le dico io con un sorriso
Ho dormito qui ieri sera, oggi non avevamo lezioni quindi siamo rimaste a casa, e oggi ho deciso di fare molte cose con Daphne visto che siamo solo noi due in casa. Logan è a lezione e spero di non doverlo rivedere oggi.
-Che si fa? –chiede legandosi il grembiule.
-Dunque…vuoi fare la pasta in casa?
-Agli ordini…e poi? –chiede lei
-Uhm…una torta per dessert magari?
Lei sorride- dolci!
Io scoppio a ridere- quanti anni hai?
-Un po’ –ride lei- ma dolci sono vita!
-Oh dei…- rido io
Alla fine abbiamo cucinato il pranzo e abbiamo dovuto ripulire la cucina dopo due battaglie di farina e di panna.
Lei mi sorride- guarda tu se mi fai cucinare! E decentemente anche!
-Sposati con qualcuno che sa cucinare allora
-Vera sposami! –dice lei gettandomi le braccia al collo
Io ridacchio- siamo entrambe donne
-Dettagli- dice lei- un giorno ci saranno leggi per matrimonio tra membri dello stesso sesso, fino ad allora sta con me e poi sposami
Io rido mentre lei prova il dolce- tutto ok?
-Sposami e fammi dolci per piacere! –dice lei contenta come una bambina
Io rido di gusto mentre lei si comporta da bambina.
Mi ricorda davvero tanto…lasciamo stare…
Le scompiglio i capelli- ma sentila…lo terrò un segreto o chissà che cosa le ragazze penseranno di te se sanno che sei così in privato!
Lei fa la linguaccia e continua a mangiare.
Dicono che due possono tenere un segreto se uno dei due è morto…credo che io sia più morta che viva quindi dovrebbe andare bene per noi.
-Altra torta? –chiedo io
Lei annuisce contenta.
Spero di non dover mai vedere quel sorriso sparire…


Capitolo 15: Why don't we try?




Capitolo 15: Why don’t we try?

Era passata una settimana da quando Ares e Lisette si erano conosciuti. Nikolai aveva preso il controllo completo dell’allenamento degli altri e questo comportava che i due spendessero parecchio tempo da soli.
Un giorno in particolare successe una cosa, un dio era stato trovato in un’altra zona, un dio infetto, e altri tre erano apparsi nello stesso momento. Per evitare di lasciare la base scoperta tutti erano andati, divisi in gruppi, e lasciato Ares e Lisette nella base come difesa finale. Nikolai nel mentre era stato richiamato per un’emergenza…
In pratica Ares e Lisette erano soli soletti, se non si contava il drago peluche che Ares avrebbe giurato aver visto muoversi di recente, in una grande villa prima di vicini, con cibo e tutto ciò che gli serviva…in pratica non avevano motivo per uscire di casa.
La cosa aveva comportato che i due finissero spesso a parlare di tutto e di nulla e a spendere praticamente ogni secondo del giorno insieme.
-Quindi perché siete stati forzati ad andarvene? –chiese Lisette accoccolata sul divano al suo fianco mentre un film continuava a girare senza l’attenzione dei due
-In pratica…un dio o una cosa del genere ha cercato di farci fuori per prendere i nostri poteri, abbiamo vinto contro di lui ma ha rilasciato una maledizione…quella che sta infettando gli dei e ci ha dato due scelte, rimanere e rischiare di diventare marionette o andarcene e lasciargli controllo del mondo…- disse Ares- volevamo combattere ma per capire come farlo ci abbiamo messo parecchio e furono gli dei che vennero uccisi, quelli rimasti qui e che vennero rispediti nel nostro mondo, a scoprire il sistema di evocazione
Lisette lo guardò- e loro li ricordate?
-Nel secondo che sono morti sono stati ricordati –disse Ares- e nel secondo in cui abbiamo capito come combattere siamo tornati…ci abbiamo messo troppo tempo purtroppo…
Lisette si guardò le mani- ogni dio ha uno o più animali fedeli…come Cerbero per Ade…loro…
-Sono messi in pausa- disse Ares- diventano statue indistruttibili e nascosti in un lato dell’abitazione del dio sparito…
-Draghi? –chiese Lisette
-Draghi? –chiese Ares confuso chiudendo la tv visto che nessuno dei due stava guardando quel film
-C’erano…draghi? –chiese lei- non so è solo…c’è qualcosa che mi manca e quando Nikolai mi diede il peluche scoppiai a piangere senza motivo e non capivamo perché…mi sentivo come se qualcuno che mi mancava da anni mi fosse stato restituito…ero…
Lui si avvicinò di più e la tirò in un abbraccio- sta tranquilla…sono certo che quando riusciremo a ricordarti e tu ricorderai chi sei saremo in grado di trovare tutto ciò che ti manca…il libro ti ha trovato, la collana ti ha trovato…
Lei annuì accoccolandosi a lui- vorrei solo sapere chi sto lasciando indietro…ero sposata? Avevo figli? Avevo animali? Avevo semidei nati da me? Avevo fratelli? Avevo sorelle? Avevo genitori?
Ares la strinse piano- non lo so…
Lei chiuse gli occhi piano- e se avessi figli?
-Non…credo- disse Ares
-Perché? –chiese lei
-Non lo so è solo…una sensazione- disse lui- …
-Cosa? –chiese lei
Lui spostò la mano dalla sua spalla al fianco e la reazione di lei sembrò naturale, cosa che stupì entrambi- da parecchio…continuo a pensare che io e te eravamo…
-Intimi? –finì lei per lui
Lui annuì. Negli ultimi giorni avevano avuto quella che poteva essere la vita di due sposi. Si erano addormentati insieme spesso sul divano, tanto che alla fine avevano spesso deciso di vedere film nel letto di uno dei due, tanto non finivano mai i film e finivano a dormire accoccolati. Quando Ares vedeva Lisette cucinare in cucina gli veniva naturare abbracciarla da dietro o stuzzicarla un po’. Per qualche motivo sapeva sempre come innervosirla ma farsi perdonare velocemente, sapeva evitare argomenti scomodi e riconosceva l’umore della ragazza a occhio nel secondo in cui la vedeva e la stessa cosa accadeva a lei. Era chiaro ad entrambi che non erano sconosciuti prima e che da come i loro corpi reagivano l’intesa era più che di amici. Lisette aveva anche scoperto di desiderare di più il tocco di Ares, come se le fosse mancato da sempre e si era spesso ritrovata a cercarne le coccole o attenzioni. Per lui…beh le docce fredde stavano aumentando di giorno in giorno e per un uomo con il suo autocontrollo la cosa iniziava a diventare parecchio assurda.
-Non sono l'unico a pensarlo allora… -disse Ares
Lei scosse la testa e lo guardò pensierosa
-Lisette? –chiese lui guardandola
Lei si fece coraggio e gli sfiorò il viso prima di rubargli un bacio, la reazione di stupore di Ares venne presto soppressa e rispose al bacio, tirandola più vicina e rendendo il bacio meno dolce e più intimo e passionale. Si separarono solo quando erano entrambi privi di fiato. Era…naturale…era come se non fosse la prima volta…
-Vuoi…fermarti qui? –chiese lui incerto
Lei lo guardò e scosse la testa piano- perché non…proviamo e vediamo che succede?
Lui le sfiorò il volto e la baciò prima di prenderla in braccio e portarla nelle sue stanze. Il drago sul divano cadde piano sul cuscino e si mosse piano prima di ritornare un peluche, ma l’espressione pareva molto più felice di prima…



Capitolo 5: Won't tell what they say

Capitolo 5: Won’t tell what they say

-Dove? –chiese ancora una volta Josh
-Da una mia amica- disse Vera continuando a preparare una borsa per la notte
Aveva già usato una magia per allargare la borsa e messo ogni libro di magia e altre cose che Josh non doveva trovare. Aveva messo un cambio per due giorni e pianificava di restare lì per quel periodo di tempo.
Ciò non toglieva che aveva rimosso ogni oggetto importante dalla casa per portarlo con sé.
Questo era un’abitudine che aveva preso nella sua prima vita.
Era spaventata dal perdere ciò a cui teneva quindi portava con sé, ovunque andasse, ciò che non voleva perdere.
Non aveva modo di recuperare ciò che aveva perso e non aveva modo di smettere quell’abitudine.
Era troppo instaurata in sé a causa di anni e anni di sofferenza.
Le persone si alzavano il giorno dicendo “da oggi cambio” ma in realtà non lo fanno mai…
Se sopravvivi in un modo è raro che tu cerchi un altro modo per vivere.
Lei viveva così e non riusciva a cambiare…
Era passato il tempo in cui poteva liberarsi delle abitudini di fuggiasca.
Josh l’afferrò per il polso- dove stai andando?
-Josh mi fai male…
Lui non mollò la presa- Vera non puoi frequentare quella strega
-Non ho detto che sto andando da lei. Perché non ti dai una calmata? È da quando mi sono trasferita che stai diventando paranoico al punto di essere creepy
-Sono solo in ansia per te
-Per me? Siamo sicuri? Perché in questo momento mi stai facendo male! –disse lei liberandosi dalla presa, afferrando la borsa e correndo fuori
-Vera! –urlò Josh
-Lasciami in pace! –urlò lei indietro
Lui aumentò la velocità e l’afferrò dalla vita per poi buttarla in malomodo sul divano e chiudere la porta di casa a chiave- tu non uscirai da qui!
Lei lo guardò senza parole e capì subito cosa stava succedendo- stai perdendo il controllo…
Lui ringhiò- non è vero
-Ti stai trasformando –disse lei indicandogli lo specchio.
Josh si avvicinò allo specchio e vide orecchie e coda nel riflesso- cosa…non è luna piena…dovrei essere…
-Io me ne vado- disse Vera afferrando la borsa e correndo verso la porta
Lui provò ad afferrarla e lei si girò mostrandogli il polso che stava già formando un brutto livido- io…
-Finché non ti calmi…sta lontano da me- disse lei aprendo la porta con la chiave e correndo fuori al suo veicolo.
Josh cercò di calmarsi e crollò sul divano- che diavolo ho appena fatto…
****
Daphne sorrise aprendo la porta della sua villa a Vera e la tirò in un abbraccio.
-Contenta di vederti- disse Lya con le altre già nella villa
Vera sorrise- come se potevo rifiutare di vedervi!
Daphne prese la borsa e la prese per il polso tirandola piano- entra su e…tutto bene?
-Sì- disse Vera- solo il polso necessita di ghiaccio temo…
Daphne lasciò andare la presa sulla borsa, facendola cadere sul divano e alzò la manica del polso- che è successo?
-Josh non voleva farmi uscire e ha provato a chiudermi in casa- disse Vera guardando Daphne usare magia curativa su di lei
Daphne era diventata meno calma di prima- resti qui
-Si lo so, ho il cambio e…- iniziò Vera
-Resti qui per parecchio –disse subito Daphne- i vestiti te li presto io e puoi usare la camera degli ospiti per quanto tempo vuoi…non ti lascio tornare da quell’idiota e rischiare di non vederti più
-Era solo nervoso- disse Vera
Daphne le sorrise- non voglio rischiare. Su vieni, ti mostro la camera dove resterai per parecchio tempo
Delphine recuperò la borsa e le seguì con le altre.
Era esagerata la reazione di Daphne? Forse ma per lei quell’incidente poteva essere il primo segnale di allerta. Nella mente di Daphne un possibile scenario di violenza domestica si era creato e non voleva rischiare, sapeva quanto Josh fosse pericoloso e non voleva rischiare inoltre…
-La camera è stupenda, grazie Daphne –sorrise Vera
Daphne le sorrise- quella porta è collegata alla mia camera, possiamo visitarci di notte se ti va
Vera annuì contenta.
…a Daphne piaceva parecchio l’idea di possedere Vera solo per sé…


Capitolo 4: Got a secret...

Capitolo 4: Got a secret…

Due settimane dopo e Vera era già il centro dell’attenzione di parecchie persone. I professori l’adoravano per i suoi risultati, i compagni di Josh la tenevano d’occhio come falchi, mezza popolazione maschile voleva provarci, Josh li stava leggermente terrorizzando a morte e parecchi volevano portarsi a letto la sorella per vendetta, e infine le BRS erano interessate a lei.
Daphne scoppiò a ridere seduta al fianco di Vera. Erano tutte sedute in una classe abbandonata da anni a ridere mentre Josh correva in cerca della sorella per quella che era la dodicesima volta quella settimana.
-Cielo che sfigato- rise Lya
-Novità dell’anno- disse Delphine
Mentre le altre scherzavano contente Daphne guardava Vera.
Era difficile ma si sentiva così legata a lei…
Vera le posò una mano sulla sua e le sorrise piano.
Daphne guardò la mano prima di aprirla e intrecciare le dita con Vera.
-Noi andiamo in classe- disse alzandosi piano Elis- ci vediamo dopo?
Vera annuì salutandole e rimanendo sola con Daphne- tutto bene?
-Sì…- disse lei confusa dall’aumento del battito- si tutto bene.
-Sai pensavo…- disse Vera- che mi piacerebbe passare più tempo con voi…con te…
Daphne sorrise- ti andrebbe venire a dormire da me?
“Così forse incontrerai mio fratello…”
Il pensiero di farli finire insieme era qualcosa che aveva desiderato dal primo incontro con Vera…
Eppure ora…
-Mi piacerebbe moltissimo –disse lei stringendole la mano- non vedo l’ora
Daphne sorrise- anche se le altre non ci sono?
Lei sorrise- anche da sole mi va bene, mi piace stare con te
Daphne sorrise stringendo la presa sulla mano di Vera- mi piacerebbe stare più spesso insieme…le altre ragazze non sono sempre…contente di avermi intorno
-Che intendi?
-Sono…più potente di loro e spesso hanno paura di dire la cosa sbagliata e farmi arrabbiare- disse Daphne
-Siete amiche no?
-Certo- disse subito Daphne- solo…sono amica e capo possiamo dire
-Il che non aiuta
Daphne scosse la testa e prese uno dei suoi boccoli biondi per giocarci- non lo so…delle volte sento che sarebbe tutto meno…difficile se non fossi sola…
-Non sei sola- disse Vera
-Ho le ragazze ma non parlano sempre liberamente per paura di ferirmi, mio fratello mi odia, i miei sono tredici metri sottoterra per quanto mi riguarda e…diciamo che non ho realmente qualcuno al mio livello…o che mi veda al suo…
Vera le sorrise- mio fratello è un cacciatore che odia le streghe, l’altro non se ne può fregare di meno, i miei sono stati uccisi…due volte…e non ho amici perché Josh non vuole che ne abbia…
Daphne le sorrise- e io che sono?
Vera annuì- e io che sono?
-Non sono sola…- mormorò Daphne sorridendo- è una strana sensazione avere amici…
-Vero? –chiese divertita Vera- e magari in futuro avrai anche l’amore della tua vita al tuo fianco
Daphne la guardò e sorrise piano- magari…prima di ciò che credo…




Capitolo 3: The bad is not so bad

Capitolo 3: The bad is not so bad

C’era un tempo in cui avrei negate l’esistenza del supernaturale…purtroppo non posso oramai.
Non era sempre stato così. Un tempo non ricordavo chi io fossi. Era il periodo più semplice…poi tutto cambiò.
Ricordai tutto quando mio fratello maggiore ebbe una crisi, aveva dimenticato di bere il sangue quel giorno e…diciamo che per poco non mi morse, Josh ebbe i riflessi pronti e lo mise ko forzandolo poi a prendere il sangue. Fu allora che ricordai tutto.
Ero una strega.
Mio fratello maggiore James era un vampiro, mio fratello maggiore Josh un licantropo e io una trovatella che i nostri adottarono.
I genitori di questo corpo furono vittime accidentali dei genitori di James e Josh sembra…sinceramente non potrei curarmene di meno.
La mia prima vita non è stata…piacevole…
Non sono mai stata tipo da sperare nella bella famiglia felice…
Dopo avere una famiglia che ti vuole morta è un po’ dura sperare nell’impossibile.
Quando ho avuto loro due come fratelli pensavo sarebbe rimasta la stessa storia ma…non fu così.
Loro mi vogliono bene. Io voglio bene a loro…
Quando scoprii che Josh era un cacciatore di streghe però…mi venne da ridere.
Il destino non vuole che io viva una vita serena…
Mi vogliono bene? Sì.
Josh mi ama, odia la parte di me che è strega ma mi ama come sorella.
James…non si interessa granché alla cosa.
Josh non sopporta le streghe, il motivo non l’ha mai detto.
Non capisco che problema ci sia sinceramente.
Io non mi lagno se lui scodinzola, lui non dovrebbe avere problemi se uso le bacchette…cavolo se suona ambigua come cosa…
Considerarmi cattiva per cosa sono è come giudicare una persona per il colore della sua pelle.
Non ho scelto io di essere una strega.
Non ho scelto io di venir sfruttata da quella donna.
Non ho scelto io di venir a contatto con quell’essere.
Non ho scelto io di diventare la prima Rose.
Non ho scelto io di avere questi poteri.
Non ho scelto io di tornare in vita.
Non ho scelto io di ricordare tutto ciò.
Non ho scelto io di rivedere la BRS che creai secoli e secoli fa…
Eppure la colpa verrà sempre data a me.
Non è piacevole essere connessa a una rosa. Per nulla.
Sentire i suoi sentimenti di rancore e sentire la sua sete di sangue mi diede parecchi problemi in passato, ora è calma ma perché io l’ho vendicata.
Non ho rimorsi nell’aver distrutto quel continente.
Non sopporto l’attuale stato della BRS però.
Avrei dovuto rendere la BRS più celata e meglio organizzata…se voglio conquistare la rete di potere che la rosa vuole dovrò faticare…
Avere una vita normale è troppo da chiedere vero?
Eppure…
Il mio petto ha un vuoto…la mia rosa mi manca…non ero a capo ma ero a capo…
E dato che sarò a capo con la mia rosa, almeno finché non istruirò un Empress o un Dark King, mi sembra giusto creare loro un regno da governare…
-Sono troppo vecchia per giocare alla tiranna…
-Hai detto qualcosa? –chiede Josh dalla stanza accanto
-No –dico io- nulla…


Capitolo 14: I do like someone




Capitolo 14: I do like someone

***? Prima***
-Sei un idiota! –disse lei ancora bagnata
-Era uno scherzo su- rise Ares tranquillo
Lei spostò la testa indignata e tornò nelle sue camere, seguita dall’uomo- piccola…
-Non chiamarmi “piccola”! –disse lei irritata
-Tesoro…
Lei lo ignorò- mi vado a lavare
Ares aspettò un paio di secondi prima di seguirla di nascosto.
Si era appena rimossa l’abito quando sentì due braccia stringerla e tirarla nell’acqua della fonte con sé- ARES!
Lui rise baciandole il collo- buona non ti agitare
-Non ti agitare!? Ti ammazzo io…
-Se continui a muoverti la mia spada rischia di alzarsi vista la posizione- disse lui all’orecchio di lei
Lei rabbrividì- porco
Lui sorrise- solo con te…-la girò piano e le alzò il mento- volevo solo distrarti un po’…in questo periodo mi stai ignorando…
-Non hai due anni- disse lei
-Lo so…altrimenti non potrei fare questo- disse lui baciandola- o questo…
-Leva la mano da lì! –protestò lei rossa
-Uhm…dovrei? –chiese lui
-Sei un pervertito…- mormorò lei aggrappandosi alle sue spalle e legando le sue gambe alla vita di lui
Lui sorrise- non pare dispiacerti…
-Se mi lasci incinta ti farò prendere responsabilità…- disse lei ma venne interrotta dalle labbra di lui
-Sarà un piacere
****
-Quanti anni hai!? –chiese urlando Zeus a Poseidone che aveva deciso che fare un bagno a tutti con un incantesimo era una bella idea. Ares si riprese, erano…ricordi quelli?
Erano usciti per vedere cos’era il casino ed erano finiti bagnati fradici
-Per gli dei…- mormorò Lisette bagnata fradicia, quello era stato il motivo per cui quel ricordo…
-Meglio se rientriamo- disse Ares prendendola per mano- ti mostro dov’è la doccia
-Grazie- disse lei tranquilla, ignara che la mente dell’uomo non era tanto pura in quel secondo…specie visto che la felpa della ragazza era bianca e si stava velocemente rendendo trasparente…
-Visto che hai così tante energie- disse un fradicio Nikolai- perché non facciamo un altro paio di ore di allenamento
-Era uno scherzo…
-MUOVITI! –urlò Nikolai
Lisette ridacchiò rientrando.
Ares si passò una mano tra i capelli bagnati- ho bisogno di una doccia fredda…
****
-Ecco- disse Lisette dandogli una cioccolata calda
-Grazie- sorrise Ares mentre fuori si sentiva ancora Nikolai che urlava- mi piace quell’uomo…
Lei rise piano- solo lui?
Lui la guardò e sorrise- forse…qualcun altro ma in un altro senso…- non era sicuro di chi fosse Lisette come dea o se fosse lei la donna che iniziava a ricordare…sapeva solo che quella era la sua donna e che quando avrebbe ricordato, avrebbe fatto di tutto per assicurarsi che ciò rimanesse permanente




The Dragon Emperor

The Dragon Emperor Trama: La sua novel preferita, una in un mondo wuxia, era questa meravigliosa storia di come un normale ragazzo diventava...