Capitolo 4: She is very
nice, I promise
Alexander era diventato un forte e spaventoso guardiano del
piano di Sweet Seraphine.
-Grazie per averci salvato…
-Non è nulla, seguo gli ordini del boss di questo piano
-Boss?
-Si…vi piacerà, è molto buona ve lo prometto
-Oh Xander…hai trovato altri agnellini? -chiese con un
sorriso Seraphine
-Si, erano come me -disse lui calmo mentre i tre bambini
guardarono Seraphine cauti ma speranzosi
-Benvenuti a casa -sorrise lei abbracciandoli calma- venite,
vi troverò una dimora per voi
-Va davvero bene rimanere qui per noi?
-Certamente -disse lei calma- ogni agnellino ha il diritto
di rimanere nella mia dimora
Nel corso del tempo, stare in un Dungeon ti trasformava in
un mostro del Dungeon e Alexander era lì da quando aveva appena dodici anni e
quell’anno ne faceva venti. Il suo corpo l’aveva reso un mini-boss del livello
di Sweet Seraphine, un mini-boss che aveva finalmente avuto la libertà di
muoversi tra i livelli e che stava volutamente uccidendo ogni cosa che poteva
per tirare più giocatori piccoli possibili nel livello.
Non era nemmeno il solo mini-boss, c’erano parecchi teenager
che avevano preso armi e posizione di mini-boss che si occupavano di uccidere
ogni cosa che entrava nel livello, lasciando scappare giusto qualche vittima
per rendere il livello ancora intrigante per chi voleva potenziamenti forti.
Dovevano dopotutto tenere Seraphine in vita e potente no?
-Xander è tornato
-Bentornato Xander
-Blue, Red, avete ucciso di recente -notò lui guardando le
gemelle che sorrisero in automatico
Alexander era diventato più un’ombra vivente che un umano.
Il suo corpo era completamente coperto di armatura scura, un cappuccio da
assassino copriva il suo volto e una maschera da teschio copriva tutto eccetto
due occhi rossi come il sangue nel caso qualcuno riuscisse a vederne il volto. Non
c’era un singolo centimetro di pelle visibile, tutta coperta da vestiti neri,
armatura nera e vari strati di protezioni. Era armato da più armi celate e
affilate, sulle sue spalle c’erano quattro spade pronte per l’utilizzo, aveva
lame celate negli stivali, nelle suole, nell’armatura sull’avanbraccio, nella
cintura porta oggetti e nei guanti che diventavano artigli affilati e letali.
Specie se gli girava di usare il veleno che era diventato così abile nel creare
alle spalle di Seraphine…aveva inoltre sbloccato abilità che gli permettevano
di muoversi nell’ombra, creare piume nere affilate come lame ed ereditato il
titolo di “Shadow Crow” dopo aver ucciso il boss di un altro Dungeon per dar
modo a Seraphine di assorbirne il dungeon e aumentare il proprio territorio.
-Ovviamente abbiamo ucciso Xander
-Altri gruppi erano qui per ferire la nostra dea
-Dobbiamo proteggerla
Le gemelle Red e Blue erano entrate nel Dungeon all’età di
quattordici anni ed erano lì ora da più di due anni. Erano diventate
incredibilmente feroci e sanguinarie, convinte che l’intero mondo andasse
distrutto dopo l’abuso subito per anni da altri giocatori. Ambedue indossavano
abiti più simili a membri del circo che armature vere e proprie, con gonne
corte, calze a rete, camicette bianche con su gilet a quadri, grandi fiocchi al
collo, i lunghi capelli legati in due trecce e un capello da mago in testa con
una carta a decorarlo, una a destra per una e l’altra a sinistra per l’altra.
Erano vestite a “specchio” così da non poter essere distinte se una di fronte
all’altra ma riconoscibili se una a fianco all’altra. Erano ambedue castane con
occhi violacei e un trucco che prevedeva segni di carte da gioco sotto i loro
occhi e sulle guance. Le loro armi principali erano però ben diverse. Red usava
attacchi a distanza con carte affilate, magia e un arco che poteva sparare un
colpo che penetrava ogni resistenza ogni 3 minuti di battaglia, Blue invece
attaccava corpo a corpo con un due spade corte, usava abilità di blocco fisico
del movimento e ipnosi per bloccare gli attacchi o forzare il nemico a
combattere con i propri alleati. Le due erano orribili come nemici e non erano
i più forti nel livello.
Alexander era indiscussamente il più forte ma avevano parecchi
ragazzi che erano anche letali
-Tom dov’è?
-Da qualche parte a cibare i cadaveri agli animali della
foresta- disse Red- perché?
-Di norma è in zona -disse Alexander calmo
Tom era un bambino di dodici anni che già superava il metro
e novanta, era tutto muscoli e aveva serie cicatrici in volto, cosa che gli
portò di mettersi una maschera che copriva tutto il suo volto, girava armato di
un martello che era il triplo di lui come peso e che poteva facilmente rompere titanio
con un colpo, era raramente vestito con armatura perché la considerava
inconveniente, girava scalzo per lo più e con solo una salopette addosso che lo
faceva sembrare alquanto…campagnolo ma nessuno osava dir nulla. Era molto
silenzioso e aveva un disturbo che gli rendeva difficile parlare fluidamente.
Seraphine era la sua dea per lui…
Un altro membro del team dei più grandi e forti era Will, un
grosso diciannovenne che amava girare a petto nudo perché la sua abilità
rendeva ogni centimetro della sua pelle indistruttibile fintanto che priva di
armatura, aveva un paio di pantaloni leggeri sulle gambe e un grembiule da
macellaio legato in vita, girava con stivali militari e un elmo a forma di
triangolo che copriva l’interezza della sua testa. Adorava girare armato di una
spada che era abbastanza grande che la sola lama superava i due metri. Era
chiamato “The Butcher” da giocatori che erano scappati da lui.
Molti Dungeon chiedevano “uniformità” dei loro mostri ma
Seraphine non aveva interesse in ciò e dava loro modo di scegliere come
diventare e come attivare i loro poteri. Dopo i tredici anni potevano muoversi
volendo al di fuori del suo Dungeon, se erano mini-boss potevano anche
rinascere nel Dungeon se in gravi condizioni o morti, ma Alexander non si
iniziò a muovere prima che almeno otto degli altri “agnellini” potevano
difendere Seraphine. Solo dopo ciò iniziò a far seria caccia per nuovi membri e
uccidere altri boss per il suo desiderio di rendere Seraphine l’unico Boss
dell’intero Dungeon.
La cosa ironica era che Seraphine non li stava istigando
volutamente a far ciò, era come sempre il desiderio dei suoi seguaci di
renderla forte a causare tutto quel caos…non che li avrebbe mai fermati
-Xander, vieni a mangiare? -chiese sorridendo Seraphine
-Si -disse lui calmo seguendola- aiuto con i piatti
-Oh sei un tale tesoro -sorrise lei allegra
Nel corso degli anni tutti loro erano stati salvati da
lei…nel corso degli anni tutti loro erano diventati ossessivi nel tenerla viva
e nell’uccidere ogni essere vivente che la opponesse…e ciò comprendeva l’intera
razza umana.
O eri con lei o eri contro di lei, non c’era via di mezzo
per i membri di quel dungeon e ciò avrebbe presto attirato l’occhio dei piani
alti della torre…

Nessun commento:
Posta un commento