WitchandAngel

Capitolo 30: You forgot who is in charge

Capitolo 30: You forgot who is in charge

Yuri guardò il cielo oscurarsi e una tempesta iniziare. Qualcosa le diceva che qualcosa non andava…
Era uscita con le sue bambine a fare una passeggiata, i bambini erano con loro in un pratico passeggino a sei posti, quando sentì la presenza di altri esseri viventi.
Visto che era un po’ che i suoi bambini non giocavano, si era offerta di controllare i suoi nipotini e aveva lasciato i Draco e le ragazze ad uccidere qualsiasi cosa finisse sotto le loro lame.
Proprio quando i suoi bambini avevano finito di giocare, il tempo era diventato strano e la presenza di idioti si era fatta viva.
-Lilith, Iris, Draco. Venite qui –disse Yuri tirandosi su il cappuccio e sparendo alla vista
-Che succede? –chiese Draco
“Qualcuno sta venendo, state pronti per combattere” disse Yuri
Le ragazze guardarono i bambini- mamma…
“Sono già protetti da me, state tranquille” disse Yuri facendole calmare
Davanti al gruppo apparvero tre raggi di luce: uno rosso, uno verde e uno grigio.
Da quello rosso apparvero dei vampiri, da quello verde umani e da quello grigio dei mutanti.
Peccato che non fossero “mortali”
-Salve mortali –disse un dio umano
Le ragazze li guardarono completamente prive di emozioni e Draco si limitò a controllare i suoi figli e ignorare i nuovi arrivati
-Sembra che la nostra presenza divina li abbia lasciati scioccati –disse un dio vampiro
-No, vi stiamo deliberatamente ignorando perché siete inutili- disse Lilith diretta controllando i bambini
-Mortale, sai chi siamo? –chiese un dio dei mutanti
-Futuri cadaveri? –chiese Draco ovvio
Yuri sorrise al commento.
-Mortale…non scherzare con gli dei
-Che volete rompipalle? –chiese Draco diretto
-Calmati –disse un dio a quello di prima
-Vogliamo solo che voi smettiate di uccidere i nostri fedeli e…
-Scordatelo –dissero in coro i ragazzi
-Non diverrete nostri fedeli vero? –chiese il dio dei vampiri
-Siamo Day Walker idiota, non siamo parte della vostra razza- disse Iris
-Bene…non ci lasciate scelta se non quella di uccidervi –disse uno degli dei degli umani
Draco sorrise- volete davvero insultare la nostra dea così?
-Se vogliono morire lasciali morire- disse Lilith tranquilla
Uno degli dei alzò la mano per scagliare un fulmine sul gruppo ma il fulmine si disintegrò a mezz’aria.
-Che diavolo…
-Sembra proprio che voi abbiate scordato chi sia in carica… -disse una voce soave apparendo di fronte ai ragazzi.
-Tu…come osi impedire a noi di attaccare…
Yuri alzò la mano e costrinse il dio in ginocchio prima di fargli esplodere la mano che aveva usato per colpire i suoi bambini.
-Chi sei!?
Lei sorrise levandosi il cappuccio- le mie bambine mi hanno chiamata Yuri…ma per voi? La vostra morte.



Capitolo 10: Teasing is the best

Capitolo 10: Teasing is the best

Lilith sorrise poggiando cinque quaderni di appunti sul tavolo facendo parecchio rumore.
-Cosa sono? –chiese Ayame
-Esami no vero? Non li ho dimenticato di nuovo vero? –chiese Marybelle
-Non credo- disse Celestia altrettanto curiosa
-Cosa sono Lily? –chiese diretta Piper
-Per voi –disse Lilith dando ad ognuna uno di un colore diverso- sono rimasta in piedi un po’ di più per finirli
-A cosa servono? –chiese Ayame aprendo il libro e diventando rossa- oh…
-Ho pensato che visto che ora siamo tutte quindicenni e che presto inizieremo a fare cose nel letto con i nostri fiancé che qualche nozione di base potrebbe servire a tutte. Ho cercato di scrivere cose aderenti alla specie del vostro partner e la vostra quindi spero vi possano aiutare- disse Lilith
Marybelle era intenta a leggere- oh…posso metterlo in bocca quindi…
-Belle leggilo quando non sei a portata di orecchie di altri –disse Celestia per poi curiosare tra le pagine e muovere le mani curiosa- uhm…
-Secondo te se faccio questo Jonathan sarà contento? –chiese Ayame indicando una pagina del quaderno
“Vorrei conoscere un uomo a cui non piace vedere una bella ragazza prendere la sua spada in bocca tesoro” pensò mentalmente Lilith per poi sorriderle- i libri dicevano ciò
-Molte tecniche base sono le stesse- notò Piper con un sorriso- però cose come ali o coda o corna sono a specie eh? Sono stati puntati solo sulla nostra specie e sulla specie del nostro partner, è stato davvero gentile da parte tua spendere tempo per noi Lily, vedrò di farne buon uso
Marybelle mise il quaderno nella borsa- facciamo il nostro tea party e poi io torno in camera, devo esercitarmi
-E…esercitarti? –chiese rossa Ayame
-Certamente, non vorrai mica che provi queste tecniche nel momento! –disse Marybelle ovvia- è una fortuna che sia ben fornita dal punto di vista del petto, sarà interessante provare a muoverlo tra le mie gemelle…
Piper si sfiorò il petto e sospirò- non mi piace avere poco seno…
-Credo che a Septimus piacciano molto- disse Celestia provando a esserle di incoraggiamento
-Puoi provare questo –disse Lilith girando la pagina del quaderno
-Massaggio? –chiese Ayame
-Dicono che se il tuo partner le massaggia crescono –disse innocentemente Lilith- o almeno così nel libro che ho consultato
Le quattro ragazze guardarono la pagina e fecero nota mentale della cosa.
****
-Ah Damon mi servivi giusto tu! –sorrise Celestia entrando nella stanza di lui.
Il ragazzo la guardò seduto sulla scrivania- tesoro cosa ti…
Lei si inginocchiò davanti a lui e iniziò ad armeggiare con la cintura dei suoi pantaloni.
-Amore che diavolo stai…- iniziò lui provando a fermare le mani di lei.
Lei tirò fuori il quaderno e lo mise nelle mani del ragazzo- pagina 7. Fa il bravo su…
Lui aprì il quaderno solo per trovarsi un disegno abbastanza esplicito e degli appunti su come eseguire quel movimento, prima che potesse commentare la cosa, la sua fiancé aveva già le mani piene- Ce…Celestia!
****
-Ayame sei…qui…- chiese entrando Jonathan e richiudendosi subito la porta alle spalle guardando la sua fidanzata cercare di muovere le mani su una bottiglia di vetro- che diavolo…
Lei divenne rossa- ehm…
-Tesoro che stai facendo? –chiese lui stranito per qualche motivo. Non era tanto il gesto, perché era abbastanza normale vederla stringere una bottiglia, era più che altro il fatto che sentiva che era eccitata la cosa che gli faceva sorgere punti interrogativi.
Lei sorrise in imbarazzo e posò la bottiglia- ehm…potresti…stenderti sul letto?
-Ok? –disse lui abbastanza confuso dalla richiesta ma eseguendo lo stesso la richiesta di lei.
Lei si sedette sul letto al suo fianco e gli sbottonò la camicia. Di norma lui avrebbe commentato ma l’istinto gli diceva che se apriva bocca la fiancé avrebbe perso ogni coraggio e ci avrebbe rimesso. Quando vide la ragazza rimuovergli i pantaloni però sentì il respiro mancargli.
Che diavolo gli era preso ora!?
Lei guardò la spada salire verso l’alto e allungò la mano per sfiorarla, cosa che causò Jonathan un leggero verso che provò a sopprimere. Lei non lo prese però come un cattivo segno e semplicemente spostò una ciocca di capelli e abbassò la testa.
*****
-Piper? –chiese Septimus entrando nella stanza solo per trovare la sua fiancé senza maglietta e reggiseno- …
-Ah…ehm potresti aiutarmi? –chiese lei
Lui annuì piano avvicinandosi. Forse le facevano male le ali?
Lei sorrise e gli prese le mani per poi portarsele al petto, cosa che fece perdere qualche anno di vita al serpente e lo fece sentire stretto di pantaloni- grazie!
-Ehm…
-Ho letto in un libro che se le massaggi crescono- disse lei mostrandogli l’immagine
“Sia ringraziato chiunque l’abbia scritto quel libro” pensò Septimus- tesoro la tua misura mi va bene…
-Ma a me no- disse lei girando pagina- voglio provare a metterci la tua spada in mezzo e farti venire così! Se sono piccole non si può fare
Septimus poggiò la testa sulle spalle della sua fiancé- ok…
-Ah dopo posso provare a prenderlo in bocca? –chiese lei guardandolo con due occhioni speranzosi
Lui la guardò incredulo prima di annuire lentamente- certo…se vuoi sì…
Lei sorrise contenta dandogli un bacio- sei il migliore! Mi accontenti sempre…
-Qualsiasi cosa ti renda felice…- mormorò lui facendo come lei gli diceva e sbirciando a cosa stava leggendo.
Le cose si prospettavano divertenti…
***
-Belle, mi volevi amore? –chiese Kyle entrando nella stanza della sirena
Lei sorrise tirandolo a sedersi sul letto- ecco…ho trovato un nuovo esercizio per migliorare la nostra relazione, possiamo farlo insieme?
Lui annuì subito- certo amore
Lei sorrise togliendosi la maglietta e finendo subito in ginocchio di fronte a lui, prima che lui potesse commentare la sirena aveva già rimosso gli ostacoli che erano i pantaloni e i boxer di lui e si era sbarazzata del reggiseno- ah…credo mi sia cresciuto di nuovo il seno…era per una quinta questo reggiseno ma è stranamente stretto…
Se non avesse rimosso i pantaloni anche qualcos’altro lo sarebbe stato…
-Tesoro…cosa vuoi fare? –chiese lui guardandola allungare le mani dove non doveva…per ora almeno
-Puoi prendere quel quaderno sul letto? –chiese lei
Lui annuì girandosi per vedere la pagina aperta e poi si girò di scatto quando vide che la sirena aveva già messo le sue due spade tra le proprie gemelle- t…t…amore…che…
Lei sorrise allungando la lingua- dopo questo ti farò vedere altri esercizi di coppia, potrai scegliere il prossimo ok?
****
-Noir siediti sul letto- disse Lilith entrando nella sua stanza
Lui si mosse subito e non mosse muscolo quando lei gli sbottonò la camicia o rimosse i pantaloni e i boxer.
Lei sorrise- non chiedi che sto facendo?
-Diciamo che sto sperando qualcosa ma non oso chiedere- disse lui
Lei sorrise leccandosi le labbra- cosa vuoi che faccia…
Lui cercò di calmare il respiro- devo…devo dirlo?
Lei sorrise- non farò nulla altrimenti…- disse piano muovendo un dito sulla sua spada
Lui chiuse gli occhi- le tue labbra…su…
Lei sorrise aprendo la bocca piano- non ci ho mai provato…spero di non deluderti…
Nella vita precedente non era nemmeno lontanamente una vergine e sapeva come muoversi…
Lui la guardò con possessività mentre si abbassava su di lui.
****
-Quindi…- iniziò Jonathan quando erano nelle terme dell’Accademia- qualcun altro ha avuto una fiancé desiderosa di…
-In ginocchio davanti…- continuò Kyle
-E giocare con… -continuò Septimus
-E alla fine bere…- finì Damon
-Beh pare che abbiamo avuto tutti una bella serata- disse Noir rilassato
-Qualche motivo particolare per questo improvviso desiderio di farci vedere il paradiso? –chiese Jonathan
-La mia futura moglie ha deciso di dare alle ragazze dei quaderni –disse Noir- con tecniche apposite per compiacere i futuri mariti…
-Sai che adoro sempre di più tua moglie? –chiese Damon
-Se continua così Belle rischia davvero di provarle le mie spade- mormorò Kyle
-Non credo le dispiacerebbe –disse Septimus
Jonathan sorrise- quindi…con la scusa possiamo toglierci il problema senza doverci immaginare che loro facciano quelle cose…sono particolarmente felice dell’amicizia che hanno con Lilith
Noir sorrise- e io che la mia fiancé ha deciso di testare le varie cose su di me d’ora in poi…
I ragazzi scoppiarono a ridere.
Era decisamente un bell’anno quello per loro.



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Capitolo 11: State of things

Capitolo 11: State of things

Lilith guardò con un sorriso le coppie.
Ayame e Jonathan erano accoccolati su una poltrona a sonnecchiare.
Kyle stava spazzolando i capelli di Marybelle mentre la ragazza leggeva qualcosa contenta.
Celestia e Damon stavano giocando a scacchi ma entrambi sembravano più presi da qualcos’altro che dal gioco.
Septimus aveva Piper seduta sulle sue gambe e la stava cibando molto contento.
Guardò Noir addormentato sulle sue gambe e sorrise passandogli una mano tra i capelli.
Le route erano chiuse.
Sfiorò il volto del suo fiancé e abbassò lo sguardo pensierosa.
Ma non poteva abbassare la guardia.
Il gioco poteva ancora decidere di mandare a puttane tutto ciò che aveva fatto e dare Noir alla protagonista o il protagonista…
Era abbastanza sicura di non poter diventare vittima delle avance di nessuno.
Una come lei…non poteva amare dopotutto.
-Lilith…- mormorò nel sonno Noir girandosi piano e abbracciandole la vita- no…non andare via…
Lei guardò il vampiro dormiente e sorrise posandogli una mano tra i capelli.
-Non lascerò a nessuno il mio posto…
Noir aveva spesso incubi in cui Lilith lo lasciava per un biondo dagli occhi verdi dopo aver frainteso che lui l’avesse rimpiazzata con una biondina dagli occhi verdi.
Era terrorizzato al pensiero che ciò potesse accadere.
Ma Lilith era tranquilla. A lei i biondi non piacevano nemmeno.
La cosa aveva reso per Noir molto più possessivo e protettivo.
Non ricordava il volto del tipo ma ricordava una cosa: era umano.
Per Noir ogni umano era ora un pericolo e impediva a Lilith contatto con loro da sola.
Ma non era il solo.
Gli altri ragazzi anche continuavano a vedere quel tipo nei loro sogni e nessuno di loro era felice della cosa.
Non solo loro ma anche le ragazze avevano sogni su quella bionda che avrebbe sedotto i loro fiancé.
Nonostante tutti fossero certi della lealtà dei propri partner, nessuno era meno allerta.
Erano tutti calmi, ma erano tutti pronti.
Pronti a far fuori la minaccia alla loro tranquillità.
Lilith era l’unica che non aveva quei sogni e le ragazze e i ragazzi evitavano di commentare sui sogni in presenza di lei per paura di darle un peso.
Questo non voleva dire che nessuno era pronto a intervenire anche per lei.
Dopotutto era grazie a lei che la situazione dei regni era completamente calma ora.
Durante le vacanze Noir decise di stare appiccicato a Lilith, cosa che lei non vide per nulla come anomala visto che era possessivo come personaggio dall’inizio.
Più i mesi passavano e meno la paura era presente.
Era solo un sogno quindi perché spaventarsi?
Nel mentre però le loro relazioni si erano stranamente rafforzate…
-Lilith, che ne pensi di quest’anno? –chiese Noir
Lei sorrise rilassandosi nel suo abbraccio- che ci sarà parecchio da divertirsi.
Erano dopotutto nelle vacanze dopo l’anno accademico.
Erano tutti sedicenni e l’anno che stava per iniziare…
Era l’inizio del gioco.




Capitolo 14: You are not this Emperor's wife yet!




Capitolo 14: You are not this Emperor’s wife yet!

Il temperamento di Aceline era sempre stato eccelso e nessuno aveva dubbi che lei fosse ideale per poter diventare una futura Imperatrice.
Ciò che non si aspettavano fu che la ragazza avesse anche il carattere per il ruolo.
-Questa concubina è confusa, in che modo starei attentando alla vita di Lady Lia? –chiese Aceline
-Mi hai spinta dalle scale! Mi volevi morta!
-Ma non è ciò che è successo- disse Aceline
Tutti in sala si guardarono.
-Lady Lia sì è avvicinata per colpirmi con un ferma capelli, questa concubina ha solo scacciato la mano di Lady Lia con poca forza. Questa concubina è già debole di suo, la gravidanza l’ha resa ancora più debole. Come potrei avere la forza di spingerla giù dalle scale? –chiese lei piegando la testa
-Ma l’hai fatto!
-Fermacapelli? –chiese Einar
Aceline annuì mostrando il buco che il ventaglio aveva- Lady Lia mi ha cercato di colpire con il fermacapelli che è ora ai piedi di sorella maggiore Bertha, quando l’ho scacciata con il ventaglio deve averne perso la presa…
Bertha guardò il fermacapelli di oro che era apparso dal nulla ai suoi piedi.
Lia lo guardò stranita, perché il suo fermacapelli preferito era lì?
Navaeh fu più veloce di Bertha nel reagire e raccolse il fermacapelli con un fazzoletto e lo porse all’Imperatore
Se poteva far fuori la futura prima moglie anche collaborare con Aceline non era male.
Quando Einar vide il ventaglio e poi il fermacapelli che aveva ancora tracce di carta incollati alla punta affilata si infuriò.
Nell’antichità quei fermacapelli erano anche un’arma per difendersi. Erano in grado di togliere la vita di qualcuno se si usava abbastanza forza.
Aceline guardò il volto di Einar diventare sempre più scuro dalla rabbia e quello della famiglia di Lia diventare sempre più pallido.
-Imperatore…- iniziò il padre di Lia
-Questo è di vostra figlia!? –chiese Einar
-Si ma…- iniziò la madre di lei
-Silenzio! –disse il marito- non è come pensa sua maestà, sono certo che è tutto…
-Non vorrà forse dire che questa concubina ha deliberatamente creato questa situazione spero- disse Aceline
L’uomo la guardò. Voleva darle la colpa ma…
Aceline guardò l’uomo- questa concubina è debole, non ha la forza di fare uno sforzo come spingere una donna più grande e pesante di lei giù dalle scale, già colpire via il fermacapelli le è costata parecchia energia, eppure lady Lia è indietreggiata più di dieci passi e caduta dalle scale con un tale clamore, finendo con il rompersi così tante cose che questa concubina non può che chiedersi se questo fosse tutto un programma creato da voi per sbarazzarsi di un impiccio…
A quelle parole l’intera sala si gelò.
-Come…come potremmo mai…- iniziò lui tremante
-Infondo non è un segreto che io sia incinta, magari una serva o un servo del castello è segretamente sotto la vostra busta paga o avete investigato…- disse Aceline tranquilla- se la notizia fosse giunta alle orecchie della famiglia della prima moglie organizzarsi per un piano in cui la concubina diventa la cattiva e la fiancé la vittima è parecchio facile da compiere. Potrebbe essere che questo fosse tutto un metodo per allontanare gli occhi dell’Imperatore per abbastanza tempo da piantare qualche falsa prova e magari accusare questa concubina di infedeltà? O forse per avvelenarla e far fuori il problema del tutto?
Quando disse quelle cose Einar si infuriò ulteriormente
-Imperatore non vorrà credere alle voci di una puttana! –disse Lia
-Non hai forse appena tentato di colpirmi? –chiese Aceline
-È il diritto della prima moglie di gestire l’harem del marito! –disse Lia- il primo figlio deve nascere da me!
-Quindi fare fuori la mia concubina e mio figlio è accettabile!? –chiese furioso Einar
Léonie guardò con odio la futura nuora, dopotutto aveva iniziato a provare sentimenti ben più forti per Aceline da quando avevano avuto quella tresca…ora che la sua concubina preferita le avrebbe anche dato un nipote, come poteva permettere che venisse umiliata o uccisa?!
-Certo, come prima moglie posso farlo! –disse lei infuriata, non era mai stata così tanto umiliata in vita sua!
Einar scoppiò in quel momento- Tu non sei Ancora la moglie di questo imperatore! Non montarti la testa!
E dopo quello, l’intera famiglia venne di nuovo buttata fuori dal palazzo.
-Aceline, non preoccuparti, andrà tutto bene –disse Einar stringendola
Purtroppo per lui, Aceline sapeva che nella prima vita di Aceline lei non solo sarebbe stata punita ma sarebbe anche stata ritenuta un impiccio.
Poteva essere un santo con lei ora, ciò non toglieva che era stato uno stronzo con lei prima…



Capitolo 13: She is trying to kill me!




Capitolo 13: She is trying to kill me!

Lia era una donna piena di orgoglio e che non era mai stata punita per ciò che combinava. Di fatto nemmeno il momentaneo banno dal palazzo Imperiale le diede la minima punizione a casa. Fu forzata a dare via tre set di gioielli che poi le vennero ricomprati subito dal padre quando lei fece il minimo segno di pianto.
Una viziata ragazzina era ovviamente ignara delle regole del mondo e non sapeva che nella vita non ottenevi mai tutto ciò che volevi.
Quando ricevette il permesso di tornare a corte ovviamente fu subito lì con i suoi genitori.
Einar guardò le sue concubine rimaste e subito ordinò che qualcuno portasse una sedia per Aceline.
-Vostra maestà non vi è bisogno…- iniziò lei ma fu forzata a sedersi da Christoph e la sua mama. Era seduta al fianco dell’Imperatore, posto che spettava a Lia visto che era la futura moglie…
Quando Lia entrò e la vide seduta sentì il sangue ribollire.
Navaeh e Bertha non la degnarono di uno sguardo e non chinarono il capo. Se Aceline poteva fare così anche loro non avrebbero dato faccia a quella puttana. Chi diavolo era per rovinare i loro doni?! Quelle due erano troppo orgogliose per dar lei faccia dopotutto.
Il padre di Lia notò Aceline e si bloccò a guardarla. La donna indossava un abito classico nero, rosso arancio e rosso, giocava con un ventaglio bianco e il suo aspetto urlava eleganza, dolcezza e gentilezza. Deglutì senza darci troppo peso. Quella concubina era una vera tentazione e non pareva avere proprio desiderio di potere…era così…
La moglie notò lo sguardo del marito e strinse i pugni. Avevano già otto concubine a casa e ora andava dietro a un’altra?!
Einar invece lo fulminò con lo sguardo, che ci provasse a toccare la sua concubina, aveva solo una scusa per far volare una testa.
Aceline invece continuò a giocare con il ventaglio ignorando i nuovi arrivati.
-Questi sudditi salutano vostra maestà –dissero loro in coro
Einar li ignorò in favore di sistemare una ciocca di capelli di Aceline. La sua concubina portava in grembo l’erede al trono, era solo logico coccolarla e volerle bene no?
Peccato per lui che l’erede al trono era di un altro Imperatore e non suo ma…
-Alzatevi- disse dopo aver controllato per bene Aceline
Tenere la futura moglie in piedi e la concubina seduta era un chiaro insulto.
Lia guardò Aceline con odio- alzati
Aceline la guardò priva di emozioni- mi è stato ordinato di rimanere seduta
Lia sorrise- la futura Imperatrice ti ordina di alzarti concubina
Aceline le sorrise- sua maestà mi ha ordinato di rimanere seduta, può essere che una semplice Lady non ancora sposata si creda già al pari di prima moglie?
-Come osi! –disse Lia
Einar la fulminò con lo sguardo- la concubina che insulti porta in grembo il figlio di questo imperatore, è suo dovere proteggere la vita del futuro erede
-Erede?! –chiese lei allibita
-Sua maestà scherza spero, ovviamente l’erede deve essere il figlio della prima moglie –disse il padre di Lia
-Il bimbo è già nel grembo di questa concubina però –disse Aceline sfiorandosi il ventre
-Quella puttana dovrà abortire ovviamente! –disse Lia
-Questa decisione non spetta a te –disse Aceline subito- il figlio non è suo
-Sono la futura Imperatrice. È mio diritto fare di concubine come te ciò che mi pare e piace! –disse lei avvicinandosi e alzando la mano per colpirla. Prima che Einar potesse intervenire però Aceline mosse il ventaglio colpendo via la mano e il movimento fece cascare la donna giù dai cinque gradini che la dividevano dalla posizione rialzata dei troni e il pavimento.
Il colpo era stato parecchio più forte di ciò che Lia si aspettava e Aceline aveva rafforzato il ventaglio con la magia, causando quindi che la donna volasse a terra con abbastanza forza da spaccarsi il naso, le labbra e perdere un dente. Lia si rialzò a fatica e appena vide il sangue si girò a guardare Aceline che per un millisecondo sorrise cattiva per poi fingersi stupita e spaventata.
La reazione del padre di Lia fu assolutamente senza prezzo.
-Lia! Oh la mia piccola Lia! –disse la madre di lei sorreggendola come se stesse per morire.
-Sire! Come potete lasciare che una mera concubina attacchi così la vostra prima moglie?! –chiese infuriato il padre di Lia
Aceline sorrise dietro il suo ventaglio.
Era ora di uno show molto più interessante…
-Sta cercando di uccidermi! –urlò Lia guardando Aceline infuriata



Capitolo 12: Emperor we need a doctor




Capitolo 12: Emperor we need a doctor

Quando mi sono svegliata il giorno dopo il ritorno di Einar mi sono sentita stranamente stanca e priva di forze. Senza nemmeno pensarci ho controllato le mie condizioni di salute con la magia trovando un risultato che non pensavo avrei visto così presto.
Mi vestii in un abito di un viola chiaro con decori di argento e mi guardai allo specchio.
La cosa andava a mio favore certo ma non era sicuro avere…
Mi alzai di colpo e bloccai la porta con la magia prima di prendere coraggio e teletrasportarmi nelle camere dell’unico uomo con cui ho avuto una relazione oltre mio marito.
Lui si svegliò di colpo quando sentì una presenza nella sua camera.
-Aceline? Che succede non…
Lei gli prese le mani e le poggiò sul suo ventre- cosa pensi mi potrebbe spingere a venire qui così di corsa?
-Sei incinta? –chiese lui tirandosi completamente fuori dal mondo dei sogni- è…è di Einar?
Io scossi la testa
Lui mi guardò- come fai a saperlo?
Io sorrisi- un uomo sterile non può dare figli
-Appunto- disse lui.
-Non sei sterile, hai solo una bassa possibilità di avere figli, lui invece è sterile- risposi io
-Come puoi esserne certa?
-L’ho reso sterile, ne sono certa- dissi io con un sorriso
Lui mi guardò prima di sfiorarmi ancora il ventre- un figlio…
-Ho nove mesi prima che il bambino nasca…in questi mesi farò avanzare il piano come previsto –dissi io
-No, è troppo pericoloso, se ti succedesse qualcosa…- iniziò lui
Io sorrisi- lascia che succeda e vedranno le ire di una strega. Posso proteggere me stessa e chi porto in grembo con la magia. Tu devi solo fare come avevi promesso
Lui tentennò e annuì- a una condizione…
****
-Dov’è Lady Aceline? –chiese l’Empress Dowager
-Lady Aceline è ancora in camera- disse la mama addetta a lei
-A quest’ora? –chiese stupito Einar, Aceline era mattiniera e di solito a quell’ora era a corte a porgere i suoi saluti ai due
-Non si sentiva bene- disse subito la mama- e ha chiesto il permesso di convocare il medico
-Accordato! –disse subito Einar alzandosi- madre io…
-Vengo con te- disse lei subito alzandosi- Aceline è così fragile, non si sarà ammalata a causa di quella puttana spero!
Giunti nel Winter Palace trovarono il medico a controllare il polso di Aceline pensieroso- penso sia proprio come lady Aceline pensa…
Einar si fermò sui suoi passi
-Oh… -Aceline non parve felice della notizia
-Lady Aceline dovrebbe esserne felice, un figlio è un’ottima notizia- le disse il dottore
Un figlio? Era incinta?
Einar sorrise subito alla cosa, stava per diventare padre ma perché Aceline non ne era felice?
-Sono una concubina- disse Aceline- cosa pensa succederà quando la fiancé scoprirà che la concubina ha dato alla luce il figlio del marito prima di lei?
A quelle parole tutti si congelarono.
Era vero. Per le norme del tempo la prima nascita era un diritto della prima moglie. Se Aceline partoriva prima di lei era un insulto alla prima moglie e ovviamente questo non sarebbe stato accettato facilmente dalla donna.
Léonie ricordò subito come parecchie concubine venissero uccise facilmente dalla prima moglie solo perché erano le favorite, come poteva non capire? Lei aveva paura di morire…
-Lady Aceline, ciò che dice lei è vero ma l’Imperatore non le farebbe mai del male- le assicurò il dottore
-Forse…ma il bambino? –chiese lei- cosa succederà se io venissi tolta di mezzo? Il figlio di una concubina non vale più che un servo in confronto al figlio della prima moglie. Se io non ci fossi più…
-L’imperatore non permetterebbe mai che il bambino sia ferito! –le assicurò il dottore
-Forse…ma la prima moglie può ucciderlo così facilmente che non importa cosa lui voglia no? –chiese Aceline- dopotutto lui è sempre impegnato, non ha il tempo di star dietro a un bambino o a una concubina. Basterebbe un minuscolo grammo di veleno e la prima moglie si sbarazzerebbe di noi…
-Non oserebbe! –disse il dottore
-Ha osato colpire la concubina del fiancé prima ancora di aver incontrato quest’ultimo –disse Aceline- mi chiedo cosa non oserebbe fare una donna che non ha paura di insultare il marito nella propria casa. Dopotutto lei ha una famiglia nobile che la sostiene, io non ho nemmeno una famiglia, figurarci una nobile…
-Cosa vuole fare lady Aceline? –chiese il dottore capendo la donna- vuole sbarazzarsi del bambino?
Einar si sentì mancare a quelle parole. Era davvero così poca la fiducia che Aceline aveva in lui? Ma non poteva darle torto, aveva lasciato che la donna uscisse impunita dopo averla colpita…
-No…non voglio perdere il mio bambino…ma non voglio nemmeno dover stare allerta ogni cinque secondi della mia vita per paura che qualcuno mi venga ad assassinare nel sonno o avveleni il mio bambino- disse lei con un tono che sembrava sul punto di crollare e scoppiare a piangere- non lo so cosa voglio fare…voglio solo essere al sicuro e tranquilla…è troppo chiedere ciò?
Il dottore la consolò come meglio poteva e non poté che elogiare l’intelligenza della donna.
Chi poteva negarlo? La sua posizione era poco sopra quella di una serva. Osare dare alla luce il figlio del padrone era chiedere di venir uccisi dalla padrona. Era ovvio avere paura ed era ovvio avere paura per chi si portava in grembo.
Le prescrisse delle zuppe medicinali per aiutare la crescita del bambino e si tolse di torno velocemente. Einar lo lasciò correre via solo perché non era sicuro di cosa dire o fare.
Non poteva esattamente dire che poteva proteggerla e aspettarsi che lei gli credesse dopo aver semplicemente impedito alla fiancé di tornare a palazzo per un paio di mesi…era chiederle di credergli dopo non averla difesa.
Sospirò uscendo dal palazzo di Aceline e tornando al suo. Doveva convocare la fiancé immediatamente a corte e parlare con la famiglia di lei.
Ciò che non sapeva era che quella sua scelta non verrà mai perdonata dalla sua concubina…


Capitolo 11: She is not happy, so I am happy



Capitolo 11: She is not happy, so I am happy

Aceline sorrise guardandosi allo specchio. Aveva già creato problemi nelle loro nozze e non erano nemmeno sposati.
Doveva sbarazzarsi di un’altra delle concubine prima di poter andare contro Lia, quella che le pareva più adatta era Bertha. Lia aveva dei poteri magici, per questo era stata selezionata come moglie dell’Imperatore, ma i suoi poteri erano paragonabili a un gattino che miagolava.
A dirla tutta l’unico potere che Lia possedeva era di creare e muovere piccole fonti di acqua, e con piccole si intendeva mezzo bicchiere di acqua. Se avessero saputo tutto ciò che Aceline poteva fare era ovvio chi avrebbe preso il ruolo di Imperatrice…
Prese un lucidalabbra per mantenerle morbide e prive di screpolature e se lo applicò con calma.
-Beh se sapevo che ti trovavo così sarei venuto prima…
Una mano maschile le tolse il lucidalabbra dalle mani e sorrise- ti sono mancato
Il secondo di sorpresa passò e un sorriso di malizia apparve sulle labbra della donna- uhm non mi dispiacerebbe farti venire…
Lui sorrise tirandola su in piedi e bloccandola contro la specchiera per baciarla in maniera poco casta- tuo marito?
-Pensa che sono ferita –mormorò lei allacciando le sue braccia intorno al collo dell’uomo
-Che mi sono perso?
-La sua futura prima moglie mi ha “tirato uno schiaffo” –disse lei
-Cosa? Chi diavolo è questa?
-Lia, figlia del ministro delle finanze- disse Aceline
Lui fece una smorfia- vedremo per quanto…
Lei rise piano divertita- dovrai aspettare un po’…
Lui sorrise baciandole il collo- ancora a vedere donne tu?
-Devo farmi alleate in qualche modo –disse lei- e non mi parevi scontento del vedermi in azione…
Lui sogghignò- preferisco vederti in ginocchio solo di fronte a me…
Lei sorrise- beh possiamo…
-Aceline- bussò Einar- posso entrare?
I due si guardarono e Aceline attivò subito un incantesimo di invisibilità sull’uomo e uno illusorio sul suo viso per far apparire lo schiaffo. L’uomo fece una smorfia, non gli piaceva che la sua donna fosse ferita, fosse per davvero o per finta.
Aceline cancellò l’incantesimo di silenzio che era sulla stanza e andò ad aprire- vostra altezza, qualcosa non va?
Lui entrò e fece per sfiorarle il viso ma si bloccò- questa è colpa mia…
Lei sorrise- è questa concubina che è incapace di andare d’accordo con la prima moglie
L’uomo poggiato al muro strinse i pugni. No era colpa di Einar che non sapeva difendere sua moglie, aveva una donna del genere al suo fianco e la lasciava nel ruolo di concubina, per di più nel Winter Palace! Che razza di vigliacco senza coglioni era?! Solo perché lei non era nobile non la voleva come Imperatrice o nel Lotus Palace…che figlio di puttana…
-Aceline…- disse lui non aggiungendo altro. Non sapeva come consolarla.
Alla cosa l’uomo si incavolò di più. Era così tanto difficile promettere che non sarebbe successo di nuovo!? Cavolo una promozione al Lotus Palace era il minimo che poteva fare per farla sentire meglio!
-…- Aceline non rispose alla cosa. Perché cavolo doveva venire ora!? L’amante in camera e il marito alla porta non erano una scena che le piaceva avere se non quando faceva cose a tre ed era programmata come cosa e per quanto poco godeva con Einar di certo la cosa non sarebbe successa…
-Prometto che…troverò una soluzione –disse Einar. Avrebbe trovato modo per non sposare Lia…
“Non sposare la puttana è la soluzione razza di coglione!” imprecò mentalmente l’uomo posato al muro “ma meglio, fatti l’harem, io mi faccio tua moglie nel mentre. Visto che non la tratti come dovresti mi occuperò io di lei figlio di…”
-Per cosa è venuto sire? –chiese Aceline, prima se ne andava prima lei avrebbe potuto aprire le gambe e tirarsi a letto l’amante.
-Il deficiente dell’Imperatore del regno nemico ha mosso le truppe vicino al confine. Devo andare a controllare che sia tutto apposto, starò via per tre giorni massimo- disse Einar tristemente, di nuovo sola la lasciava
“Il deficiente sarà felice di scoparsi tua moglie nel mentre sei via tranquillo” pensò l’uomo con un sorriso divertito, di certo non si sarebbe presentato senza un esercito giusto per infastidire Einar e tenerlo lontano dalla sua amante.
“Oh posso fottermi il mio amante nel mentre, ottimo” lei sorrise- stia attento sire, non vorrei che qualcosa le capitasse…
Lui sorrise- starò bene, quell’idiota non può nemmeno entrare a corte senza il mio permesso
L’idiota che era nella stanza della concubina preferita di Einar aveva da ridire su ciò visto l’ammonto di guardie che aveva superato senza problemi innumerevoli volte per farsi la donna…
Aceline sorrise- allora la rivedrò a corte appena tornerà?
Lui annuì
Aceline lo guardò- potrebbe dare l’ordine di non disturbarmi? Vorrei riposarmi un po’ per…ecco…
Lui guardò la ferita sul viso e annuì- certamente
-Grazie sire- sorrise lei
Lui sorrise baciandole la mano- a presto mia adorata
“Vatti a impaccare” commentò l’uomo fissando Einar uscire e Aceline rimettere l’incantesimo di silenzio e bloccare la porta. Si avvicinò a lei e l’abbracciò da dietro. Lei sorrise facendolo tornare invisibile- truppe al confine?
Lui sorrise- ho pensato di salutare già che c’ero
Lei rise girandosi verso di lui- dove eravamo rimasti?
I due avevano iniziato la relazione poco dopo il ballo a corte. Aceline l’aveva trovato nel suo Winter Garden da solo prima del ballo e i due avevano avuto una bella conversazione…una cosa aveva tirato l’altra ed erano finiti a letto un paio di giorni dopo.
All’inizio era solo sesso per entrambi, collaborazione per far soffrire Einar e Lia. Ma presto la complicità era diventata più intima di ciò che i due pensavano e lui si era reso velocemente conto che si stava innamorando di lei.
Era l’unico maschio con cui andava oltre al marito per un motivo.
-Che farai se resti incinta? –chiese lui stringendola nel letto di lei
Lei sorrise- vorresti figli?
Lui annuì baciandola.
La verità era che Lia doveva essere la moglie di lui. Il contratto era già pronto ma all’ultimo minuto la famiglia di lei lo rifiutò per Einar. Detestava già da tempo Einar, l’idea di non potersi prendere un’Imperatrice a causa sua lo infuriò ulteriormente. Al ballo era andato con lo scopo di vedere che tipo di persona era Lia, non sapendo che ancora non l’avevano nemmeno chiamata a corte, invece aveva incontrato una meravigliosa fata in un giardino di un freddo palazzo. Lia se la poteva tenere, era Aceline che ora voleva. Se Aceline era felice lui era felice, se Lia era infelice lui era felice.
Aceline invece pensava ad altro. Nella sua vita precedente i figli che aveva avuto avevano solo un padre. Era una donna di bordello certo ma ebbe un corteggiatore molto accanito che le chiese di sposarlo per mesi e mesi, era ricco, era bello e lei se ne stava innamorando ma non voleva dare via la sua libertà. Lui a sorpresa non gettò la spugna, arrivò addirittura a presentarsi al bordello e pagare per ogni sera di un intero anno…alla fine le arrivò un figlio da quella storia, e poi un altro, e un altro ancora…era un uomo che non la giudicava, non le imponeva nulla e che si era ripromessa che se avesse mai incontrato in una seconda vita avrebbe fatto di tutto per sposarselo. L’uomo al suo fianco le ricordava proprio quell’uomo. Per questo…
-Diventa la mia Imperatrice –chiese lui baciandola piano- so che posso renderti felice
-Anche se sono così? –chiese lei
-Perché sei così mi sono innamorato ti te, non vorrei mai cambiarti con altro- disse lui
-Concubine? Quante ne dovrò subire? –chiese lei
-Zero –disse lui- sai che non ho concubine e non ne avrò. Un uomo che davvero la ama la moglie non cerca altre nel suo letto e…
Lei sorrise baciandolo- allora tieni pronta la corona per me…
Sapeva che poteva sposarsi senza problemi questo giro e senza la paura di venir tradita…


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