WitchandAngel

Capitolo 10: Nice, we got captured




Capitolo 10: Nice, we got captured

Lilith sospirò guardando la serata a cui era stata costretta ad andare.
“Sento la presenza di occhi su di noi” disse Iris
“Beh con un corpo come il nostro è normale” disse Lilith
Yuri sorrise “sopportate, un paio di ore e potremo tornare a caccia”
Per essere onesti, la serata era stata fatta perché dei vampiri erano scomparsi…
Chissà chi erano le responsabili.
A dirla tutta non erano vestite a serata. Dovevano, in teoria, vestirsi elegantemente ma…non piacevano proprio l’idea alle ragazze di doversi cambiare di nuovo.
Indossavano pantaloni a righe verticali neri e marroni aderenti, una canottiera di pizzo marrone, con sopra un corpetto in pelle nero, una giacca marrone che si chiudeva al collo e sotto il seno, lasciando lo scollo aperto che arriva fino al ginocchio. Aveva una cintura porta oggetti marrone e stivali in pelle neri con tacco a spillo. Indossava gioielli in stile steampunk e era molto contenta di come si erano vestite. Il trucco era leggero, se non per le labbra color sangue e i capelli erano liberi. Indossavano guanti neri in pelle senza dita. L’anello porta oggetti che Yuri aveva creato loro aveva già l’equipaggiamento pronto per l’escursione che avrebbero fatto dopo.
Cosa poteva dire? Amavano muoversi in stile e velocemente.  
Nessuno osò dirle nulla però, ancora tutti ricordavano il duca che era esploso perché l’aveva irritata e nessuno voleva seguire i cadaveri a dirla tutta.
Quando la bomba di gas entrò dalla finestra della sala le ragazze alzarono un sopracciglio poco interessate.
Mentre il panico saliva e urla si sentivano le ragazze erano estremamente calme.
Quando un cacciatore mise loro un sacco in testa e legò le mani dietro la schiena con manette anti-vampiro erano anche calme.
Yuri sapeva che questo sarebbe successo e sapeva che sarebbe andata bene se non si opponevano ai cacciatori.
Non che avrebbero avuto problemi ad ucciderli tutti ma stavano per essere portati alla base della famiglia di Iris quindi…
-Sta buona e…
-Si si- disse Lilith- non mi dimeno o cerco di scappare tranquillo
-Oh…ehm…grazie? –disse confuso il cacciatore che ebbe lavoro facile nel caricarla sul furgone. Visto che lei non si dimenava e non opponeva resistenza finì per alzarla in braccio stile sposa- sei davvero leggera
-Oh, sei il primo che commenta ciò- rise Lilith tranquilla
Nel mentre i cacciatori stavano trascinando i vampiri che davano problemi e li sedevano, Lilith ebbe il trattamento migliore.
-Che diavolo…- disse un altro cacciatore
-Non ha opposto problemi –disse il cacciatore che la stava trasportando
-Non ti ha attaccato o altro? –chiese lui stupito
-No, è stata davvero gentile e non ha opposto nemmeno resistenza verbale- disse il cacciatore
-Beh mi state evitando altre tre ore di nobili rompiscatole che ci provano quindi…- disse Lilith tranquilla mentre il cacciatore la faceva sedere nel furgone
-Beh…di nulla credo…- disse il cacciatore guardando la ragazza con interesse e salendo sul furgone. Il sacco in testa rendeva lui impossibile vederle il volto ma dal fisico poteva dire che era parecchio attraente. Lilith poteva sentire le presenze nel furgone e fu sollevata che gli altri vampiri erano ko, notò che era finita con la sua famiglia, il che non era male. Non che alla fine cambiasse qualcosa ma…
-Ehm…io sono Draco- disse il cacciatore
-Draco? –chiese lei divertita
-Beh sarebbe Dragon Raven Damian a dirla tutta- disse lui- ma Draco suona meglio quindi…Draco
Lei rise- Draco eh?
Lui alzò le spalle- che posso dire, ho un particolare talento nel darmi i peggiori nomi
Lei rise- è carino a mio parere…quanti anni hai?
-Diciassette…quasi- disse lui- mi piace dire che ne ho diciassette però, mancano ancora un paio di mesi…tu?
-Sedici, avrò diciassette anni in un paio di mesi –disse lei facendolo sorridere- preferisco tenermi sul basso degli anni io
-Beh hai l’eternità davanti- disse lui- quando superi i cento puoi dire di aver scordato quanti anni hai
Lei rise- ma sentilo
-Quindi siamo della stessa età? –chiese Draco interessato. Aveva pochi amici nei cacciatori per il suo aspetto e della sua età erano pochi in generale. Draco aveva capelli di un platino così chiaro da sembrare bianco e occhi rossi naturali, la cosa aveva creato parecchi problemi da piccolo e anche se ora lo accettavano era dura per lui scordare le prese in giro. Specie visto che l’unica persona che lo supportava era morta prematuramente…
-Si –disse Lilith tranquilla, non poteva vederlo in viso ma il nome era indimenticabile per Iris. Le due erano molto famigliari con Draco, Iris era quella che gli aveva dato il nickname e lui era l’unico a non avere problemi a spendere tempo con lei. Grazie a Yuri sia lei che Iris consideravano Draco un amico di infanzia e per questo non diedero molto peso alla situazione, mettendo Draco a suo agio nel parlare.
Il viaggio in furgone fu lungo e i due ebbero modo di chiacchierare tranquilli.
-Davvero ha provato a…- chiese incredulo Draco
Lilith annuì- la moglie di mio padre pensava che sposarmi un ricco vampiro fosse la mia felicità. Purtroppo quella felicità secondo lei richiedeva un uomo che poteva essermi antenato
Lui fece una smorfia- ma è matrigna?
-No, madre naturale –disse Lilith
-Non si direbbe- disse lui- scusa è…
-Non la considero madre da anni –disse Lilith- io ho un’altra donna che mi fa da mamma
Draco annuì- io sono orfano, i miei sono stati uccisi da piccolo. Il boss mi ha cresciuto praticamente, potrei dire che è come se fosse mio padre. Io e suo figlio non andiamo molto d’accordo, con sua figlia Iris ero molto legato però.
-Ti manca? –chiese Iris
-Molto, non c’è giorno che non penso a lei ad essere onesti. Era l’unica con cui potevo parlare alla base- disse Draco
-Sono sicura che stia bene- disse Iris- è in un posto migliore ora
Lui annuì- lo spero. Non meritava di andarsene così…
-Se fosse ancora viva? –chiese Lilith- magari avesse trovato un modo per…
-Beh le chiederei di uscire- ammise Draco
“Cosa?!” chiese mentalmente Iris
“Oh questa mi piace” disse Lilith
-Ah sì? –chiese Lilith- ti piaceva?
Lui si passò una mano tra i capelli- credo di essere stato innamorato di lei da piccolo…tuttora è l’unica persona che io abbia mai amato…un po’ tardi eh?
-Mai dire mai- disse Lilith
-Io…
-Se lei fosse in vita- disse Lilith- dovrai dirglielo che ti piace, ok?
-Ok…se scoprissi che lei è in vita…le chiederò di uscire –disse lui contento di poter parlare anche di cose del genere senza essere preso come pazzoide
Il resto del viaggio fu altrettanto pacifico per i due, quasi avessero scordato che erano in una situazione non proprio normale…beh la bella e la bestia si sono sposati nonostante lui avesse imprigionato lei quindi…


Capitolo 20: King of anything




Capitolo 20: King of anything

Penelope era a un altro evento collegato alla compagnia del padre. Mancava poco alla fine dell’Accademia e sinceramente non vedeva l’ora di levarsi da quel luogo. Aveva già fatto l’esame finale con Iris e stavano solo aspettando i risultati.
Aveva già selezionato le tre università a cui si sarebbe iscritta e pianificava di fare i sei corsi di laurea tutti insieme.
Era matta? Probabile ma aveva già fatto quegli studi e doveva solo rileggere il 90% dei materiali.
Per essere precisi intendeva avere sei lauree in un anno di tempo…
E poi si chiedeva perché i suoi genitori erano preoccupati che lei avesse qualche tipo di problema mentale e si erano preoccupati che lei avesse qualche forma di disturbo sociale.
Non che ci fossero problemi nel voler studiare eh, ma preferivano evitare che la figlia iniziasse a uccidere persone perché si annoiava.
Le lauree che voleva prendere erano: economia, ingegneria informatica, legge, medicina, business management e innovazione tecnologica.
Nemmeno a dirlo aveva intenzione di avere più nozioni possibili per poter gestire l’enorme azienda famigliare dei Blair.
Aveva intenzione di avere le conoscenze necessarie per evitare di dover avere paura di imbrogli da collaboratori.
Era paranoica, non poteva farci nulla a riguardo.
-Ms Blair, è un piacere rivederla- disse Viktor avvicinandosi
Penelope lo guardò e si trattenne dall’imprecare.
Quell’uomo non sapeva come accettare un no.
-Mr Roberts- disse Penelope
-Credo ci sia stato un fraintendimento tra di noi- disse Viktor
-Lei dice? –chiese ironica Penelope
-Volevo scusarmi per il mio comportamento finora- disse Viktor
Penelope mosse una mano scacciando l’argomento.
-E credo che la situazione sia stata peggiorata da quella mocciosa- disse Viktor
-Mocciosa? –chiese Penelope stringendo la presa sul suo drink
***
-Ah sembra che i nostri figli vadano d’accordo –disse Jackson Roberts
Jonathan Blair guardò la figlia- dubito
-Pensa che bello sarebbe se si sposassero, eh vecchio mio? –chiese Jackson
-Mia figlia ha gli occhi su qualcun altro –disse Jonathan
-Beh una piccola spinta e i due potrebbero innamorarsi –disse Jackson
-Ne dubito –disse Jonathan
-Andiamo vecchio mio, possono essere re e regina dell’alta società- disse Jackson- pensa ai soldi che farebbero insieme!
-Mia figlia non ha espresso questo desiderio –rispose Jonathan- i suoi desideri hanno priorità per me
-Andiamo, mio figlio è un gentiluomo, sono sicuro che possa innamorarsi di lui –disse Jackson
Jonathan fece per rispondere quando si sentì un suono di acqua dal tavolo dei rinfreschi. Tutti erano calati in silenzio a guardare la scena.
Viktor aveva un cocktail versato in testa e Penelope sorrideva con il bicchiere vuoto in mano.
-Tu…- iniziò Viktor
Penelope sorrise- la mia mano è scivolata…è meglio che mi allontani prima che scivoli con un coltello in mano
-Ma…
-Prova a insultare ancora la mia ragazza in quel modo e mi assicurerò che tu ti penta di essere nato Roberts- disse Penelope poggiando il bicchiere e allontanandosi con passo tranquillo dalla scena.
Jackson guardò il figlio incredulo- Viktor…
-Come ho detto…tuo figlio può essere il re di nulla –disse Jonathan ridendosela mentre si allontanava- con permesso


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Capitolo 39: A god among us




Capitolo 39: A god among us

Wolfe non è mai stato un uomo che credeva negli dei.
Dopo la malattia della sorella non poteva dirsi proprio un uomo religioso a prescindere dalle circostanze. Peggio lei stava meno lui credeva in loro. Perché avrebbe dovuto un dio far soffrire qualcuno come la sua sorellina? Qualcuno di innocente che aveva già perso tutto e che aveva solo lui al mondo?
Per questo motivo quando era morto si aspettava il nulla.
Quando vide quel ragazzino…beh ebbe una bella conversazione.
Wolfe non si spaventò dell’altezza e girò se stesso fino ad afferrare la gola di Bright.
-Sei così bravo a volare…vediamo come cadi!
Senza dare tempo a Bright di reagire allungò l’altra mano e gli bloccò una delle ali prima di girare Bright e farlo precipitare a terra con grosso botto, creando un grosso cratere.
Bright sputò del sangue guardandolo con odio- tutto…tutto questo è causa tua
-Mia? –chiese Wolfe- non mi pare di essere io il cretino che ha ucciso il proprio fratello minore
-Draco…meritava di morire! –disse Bright- ha contribuito alla mia grandezza!
-È tempo che qualcuno ti dia una lezione –disse Wolfe guardandolo- forse così capirai che cazzate dici
-Un mortale non potrà mai uccidermi! –rise Bright spingendo Wolfe con un colpo lontano
Wolfe ruotò a mezzaria e atterrò con la grazia di un gatto poco distante.
Bright si rialzò ma non poté evitare di sputare altro sangue nel farlo- è la tua fine mortale!
Wolfe sorrise- fatti sotto pennuto…
Bright mosse la mano evocando una spada di luce e si lanciò contro Wolfe.
Wolfe si mosse appena schivando la spada per colpire il pennuto con forza allo stomaco e spedirlo contro una colonna che non ebbe la forza per non crollare sotto il colpo. Wolfe guardò con disinteresse la spada di Bright che era caduta ai suoi piedi.
Bright si rialzò- sono un dio…non puoi…
Wolfe alzò il piede e lo poggiò con forza sulla spada- dio o meno…nel secondo in cui tocchi la mia famiglia…-la spada si ruppe sotto la pressione di Wolfe- sei morto.
Bright richiamò un’altra spada e si scagliò contro Wolfe. Wolfe si mosse appena indietreggiando poco a poco, schivando un colpo dietro l’altro sempre più veloci. A un certo punto pareva strisce di luce stavano circondando Wolfe che continuava a parere disinteressato con le mani nei pantaloni. A un certo punto decise di contrattaccare tirando a Bright un calcio allo stomaco che gli fece sputare sangue e rotolare a terra, finendo con il viso a terra.
Wolfe si avvicinò- è ironico…non usavi fare così con il tuo fratellino?
Bright alzò la testa a fatica guardando Wolfe guardarlo dall’alto con disgusto e premere sulla sua schiena un piede- !?
-Hey pennuto, come ci si sente a essere il figlio della moglie ufficiale? –chiese Wolfe
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Bright calciò un bambino contro un albero- hey cane, come ci si sente a essere il figlio della concubina di mio padre?
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-Hai delle belle ali- disse Wolfe afferrandone una- non ti servono vero?
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-Questa tua coda da lupo non ti serve vero? –chiese Bright tagliando la coda del bambino
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Wolfe strappo l’ala dal corpo di Bright senza fatica- anche questa non serve…vero?
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-Queste orecchie da lupo non ti servono vero? –sorrise sadico Bright
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Bright urlò mentre la seconda ala era stata strappata via. Era quasi come se gli avessero staccato un arto.
Wolfe lo calciò facendolo girare pancia in su- io non sono un reincarnato.
Bright guardò il piede che era sulla sua gola e cercò di spostarlo afferrandolo con entrambe le mani.
-Io sono un Transmigrator…sai la differenza? –chiese Wolfe guardandolo
Bright lo guardò con odio.
-I Transmigrator prendono il posto in un corpo già esistente, di solito che è morto o che ha perso la voglia di vivere- disse Wolfe muovendo una mano e una luce nera si creò intorno alla sua mano- indovina che cosa ti ha fatto come regalo il tuo fratellino prima di tirare l’ultimo respiro…
****
-Dove…- chiese il biondo guardandosi intorno
-Hey –disse un bambino- puoi vedermi?
-Si…
-Io sono Draco, il dio della guerra, dei predatori e della battaglia- disse il bambino- o meglio ero…mio fratello maggiore mi ha ucciso
-Quindi…perché ti sto vedendo? –chiese lui
Il dio sorrise- perché ti ho ucciso
-Cosa…
-Tua sorella non sopravvivrà in quel mondo e verrà spedita nel mio come Iris Lisianthus Rosenheart…credo tu possa capire cosa succederà –disse il bambino
-Che vuoi?
-Due cose: uccidi Bright e vivi felice. Non mi frega nulla di questo fottuto mondo, degli altri dei o qualsiasi altra cosa in quel mondo. Voglio vedere il suo cadavere e basta. Per il resto…puoi anche distruggere il mondo per quanto mi riguarda- disse il dio della guerra
-Hai un contratto dio della guerra- disse il biondo
-Come ti chiamerai? –chiese Draco
-Wolfe…Wolfe Dragon
****
Bright guardò Wolfe terrorizzato- non è possibile…
Wolfe sorrise- il dio della guerra ti ha fottuto nel secondo in cui è morto, come ci si sente a scoprire che eri condannato a morte da quel secondo?
Wolfe mosse la mano creando una spada nera dallo stile simile a una katana e la puntò contro Bright
-Non è giusto! Non è giusto! Io dovevo vincere!
-La vita non è corretta o giusta. Se dipendi da altri per avere potere non troverai mai il tuo posto- disse Wolfe- e poi che giustizia hai avuto nell’uccidere un ragazzino di meno di cinque anni?
Bright lo guardò- posso rimandarti al tuo mondo! Posso…
Wolfe sorrise cattivo- e abbandonare mia moglie e i miei bambini? Spiacente ma…- la spada venne conficcata nel corpo del dio- questo lupo è parecchio possessivo…
Con l’ultimo respiro di Bright tutti ritornarono nella stanza del trono e con l’aspetto che avevano in quel mondo. Iris e Wolfe erano gli unici ancora con l’aspetto del mondo precedente. Wolfe aveva ancora la spada in mano e sembrava perso nei suoi pensieri quando sentì due braccia intorno al suo collo e una ragazza stringerlo a sé.
-Ci hai messo davvero tanto a venirmi a trovare –disse Iris con gli occhi lucidi
Wolfe le sorrise- mi spiace…mi farò perdonare
Lei sorrise mentre le lacrime le bagnavano le guancia- sarà meglio per te o verrò a cercarti nella tomba…
Lui sorrise stringendola piano e facendo sparire la spada mentre i due ritornarono con i corpi di Wolfe e Iris.



Capitolo 9: A jerk is a Jerk, no matter the race he is




Capitolo 9: A jerk is a Jerk, no matter the race he is

-Non sembra esserci nessuno qui- disse Lilith guardandosi intorno
-Beh è normale. È ancora giorno –disse Iris
Yuri annuì guardando dove si trovavano. Erano davanti a una torre che era stata modellata sul Big Ben. La torre era completamente ricoperta di vegetazione e aveva un enorme buco nella sua cima dove degli uccelli stavano volando attraverso. A terra vi era il tetto di una torre e un orologio distrutto insieme ad altre macerie.
Gli edifici intorno non erano in migliori condizioni e camminando continuavano a dover evitare macerie su macerie.
La maschera antigas non serviva a molto oltre che nascondere il suo viso ma in quel momento era parecchio utile. L’aria della zona aveva un tremendo odore di sangue dopotutto.
-Cosa è successo qui? –chiese Lilith
Yuri ripensò a come quell’apocalisse era iniziata. Da ciò che vi era scritto nella storia, due scienziati avevano trovato il modo di creare vita eterna con un virus e quel virus invece aveva creato morte. Di fatto i pazienti a cui venne iniettato quel siero morirono in meno di 24h. Il problema però non diede a nessuno degli scienziati ragione per fermarsi e anzi avevano aumentato di volta in volta il dosaggio nei pazienti. I pazienti erano vittime terminali di qualche malattia, soffrivano già e sarebbero morti comunque, erano criminali che aspettavano la sedia elettrica…la storia li giustificava come coloro che sarebbero già morti e che facendo ciò avrebbero aiutato la società.
Purtroppo i morti non rimasero morti.
Parecchi di loro si risvegliarono in quelli che divennero vampiri. Nessun difetto fisico, nessuna traccia di problemi di salute…
Fu dà lì che scoppiò il caos. I vampiri iniziarono a prendere controllo di città su città e tutti si spaventarono su quali potevano essere i risultati. Alla fine un secondo siero venne creato per uccidere i vampiri e invece crearono i mutanti peggiorando il destino di tutti.
A dirla tutta potevano uccidere i vampiri molto facilmente, dovevano solo aspettare che la fame li uccidesse per la mancanza di sangue umano.
-Tu aspetti che gli uomini siano pazienti? –chiese Iris- nemmeno in situazioni del genere sanno essere pazienti
-Meglio per noi –disse Lilith- la ricerca che abbiamo fatto sarà molto più utile per noi
Yuri le lasciò continuare a parlare ripensando a altro.
“Per secoli l’uomo ha cercato un metodo per vivere per sempre. Ha cercato un potere…solo per cadere nella sua corruzione.”
Non ricordava chi l’aveva detto ma ricordava di averlo sentito da qualche parte.
“L’eternità ci appartiene! Possiamo finalmente vivere per sempre”
Sentì freddo per qualche motivo
“Credi che vivere per sempre ti salverà? Credi che una vita eterna possa darti ciò che la vita stessa ti ha tolto?”
“Questo posto è stato crudele per molti ma sarà la nostra vittoria!”
“E ora tu sei in questo posto, attratto dall’idea di potere e immortalità, l’oscurità ti reclamerà. Dimmi in cosa sei diverso dai mortali che ti hanno preceduto?”
“Noi abbiamo il siero! Noi sappiamo come usarlo e…”
-E morirete per le vostre stesse mani…- mormorò Yuri guardando una statua distrutta di un uomo che aiutava un altro a rialzarsi
-Mamma? –chiese Lilith
-Nulla tesoro- disse Yuri- nulla di nuovo…
-Mamma che dei ci sono in questo mondo? –chiese Lilith
-Dei? Un tempo vi era solo un cerchio divino in questo mondo, nel secondo in cui le razze sono diventate più di una però altri dei sono nati e altri sono caduti –disse Yuri- gli dei che i vampiri venerano sono diversi da quelli che gli umani venerano e da quelli che i mutanti venerano
-I mutanti hanno dei? –chiese Iris
-Tutti hanno qualcosa in cui credono –disse Yuri- anche gli animali hanno dei
-Ma io e Lilith abbiamo la stessa dea in comune –disse Iris
-Vero! Yuri è una dea molto venerata dai vampiri e dagli umani –disse Lilith
Yuri annuì- non so perché tesori, non so perché.
-Mamma perché nessuno ha mai provato a creare un’alleanza tra vampiri e umani? Ai vampiri basta poco sangue per sopravvivere e agli umani poco sangue in meno non può far male –disse Lilith
Iris annuì- potevano fare un patto in cui i vampiri avrebbero usato i loro poteri per aiutare gli umani e gli umani il loro sangue per i vampiri. Perché arrivare a questo punto?
-Perché gli stronzi saranno sempre stronzi, non importa la razza che quella persona ha- disse Yuri- la sete di potere è peggiore di qualsiasi altra sete ragazze, non importa cosa hanno di fronte o chi hanno di fronte, non vi è essere che non desidera potere in qualche forma e chi dice di non volerne mente perché anche potere salvare qualcuno è un desiderio di potere…
-Mamma desidera anche potere? –chiese Lilith
“Posso proteggerli! Posso salvarli e non mi interessa morire provandoci!”
-Si –disse Yuri- voglio anch’io potere




Capitolo 19: It Ain't me




Capitolo 19: It Ain’t me

Penelope andò tranquilla nei camerini per aspettare Iris.
Fu allora che incontrò Alice.
-Py –disse lei guardandola
-Oh…ancora qui? Non sei andata dai tuoi fidanzati? –chiese Penelope
-Py mi devi aiutare! –disse Alice
-Aiutare?
-Iris deve averti minacciata vero? Per questo non hai partecipato…- disse Alice
-Alice, perché avrei dovuto partecipare? –chiese Penelope
-Per perdere ovviamente! –disse Alice
-Quindi avrei dovuto partecipare per umiliarmi? –chiese Penelope
-Ovvio! Voglio dire ti sei vista? –chiese Alice
Penelope la guardò
-Sei così brutta che nemmeno un chirurgo potrebbe salvarti! –disse Alice
-…
-Volevo che tu partecipassi così che io avrei vinto ovviamente!
-…
Alice sorrise- ovviamente ho fatto sì che gli idioti mi pagassero i giudici quindi vincerò a prescindere ma con te come avversaria sarebbe stato più realistico
-Iris merita la vittoria –disse Penelope
-Merita di morire ecco cosa, chi credi io sia? Io sono la futura moglie di quei cinque idioti, avrò così tanti soldi che potrò pagarmi qualsiasi cosa
-…
-Se fai la brava e mi aiuti potrei anche pagarti la chirurgia plastica- sorrise Alice
-…
-Perché non dici nulla? –chiese Alice- sei così stupida che non sai come rispondere
Penelope non rispose ma semplicemente le indicò il petto- …
Alice alzò un sopracciglio e abbassò lo sguardo a guardare il microfono che aveva lì- è…è…spento vero?
Penelope guardò le tende che separavano loro dal palco e guardò il cameramen che stava riprendendo la scena
-…
Tutti stavano vedendo ciò che stava facendo.
Tutti avevano sentito cosa aveva detto.
Tutti avevano capito cosa aveva detto.
Le facce dei love interest erano prova di ciò.
Alice aprì la bocca per iniziare a giustificarsi ma si bloccò quando vide il sorriso di Penelope.
Penelope dava le spalle ora alla telecamera e agli altri.
Il sorriso cattivo che aveva lo poteva vedere solamente Alice.
-Non sono io la stupida mi sembra –disse solo prima di girare sui tacchi e andare da Iris tranquilla, mentre l’intera accademia osservava Alice molto ma molto male.



Capitolo 38: The Big Bad Wolf




Capitolo 38: The Big Bad Wolf

-E numero uno è andato! –rise Bright mentre la spada stava calando su Leon
-Leon!
Leon chiuse gli occhi preparandosi al colpo.
-Leva le mani da mio figlio pezzo di latta! –urlò una voce maschile.
Leon aprì gli occhi solo per vedere il gigantesco soldato venir scaraventato contro una colonna da un destro ben tirato.
-Stai bene?
-Papà? –chiese Leon incredulo…quello…non era decisamente previsto.
-Chi altro dovrei essere? –chiese lui tirandolo in piedi- sta vicino a tua madre
-Ok…- disse Leon molto confuso.
Sua madre era una reincarnata ma suo padre…
-Transmigrator- disse Wolfe- e grazie al figlio di puttana ora mi ricordo meglio chi diavolo ero in quella vita…
-Un moccioso- rise Bright guardandolo
“Moccioso” non era il termine che gli altri avrebbero usato ad essere onesti. Wolfe era alto, parecchio alto, un fisico parecchio muscoloso, anche se non era muscoloso quanto la sua nuova vita, era di sicuro più grande di vent’anni ma non era chiaro di quanto visto che aveva un viso molto giovane. Aveva capelli corti e ribelli di un pallido biondo, gli occhi erano dorati. Ad essere onesti, se sorrideva, poteva essere l’ideale di principe azzurro per il 99% delle ragazze presenti. Era dannatamente attraente, anche se il Wolfe in nero era parecchio sexy a prescindere se sorrideva o meno. Il ragazzo però non sembrava il tipo che avresti presentato ai tuoi genitori…
-Hey pennuto del cazzo, perché non vieni qui che ti mostro cosa sa fare sto moccioso? –chiese Wolfe parecchio più aggressivo del solito come tono e termini
-Tu! Osi andare contro un dio!? –chiese Bright togliendo la pressione da Iris e concentrandosi su Wolfe
-Dio? –chiese Wolfe ridendo- ma quale cazzo di dio sei? Il dio dei codardi, degli imbroglioni o dei figli di buona donna?
Bright ringhiò- uccidetelo!
-Papà…- iniziò Hunter
Wolfe raccolse la spada che era caduta al soldato che voleva colpire il figlio e con estrema facilità decapitò il primo che si era scagliato contro di lui- un pezzo di latta del genere mi vuole fare la pelle? Ho ammazzato lattine di cola che erano più pericolose di te!
-Quella spada pesa più di cento kili –disse Seth
-Oh va bene, vostro padre poteva sollevare anche un’auto se era incavolato –disse Iris estremamente calma
-Cosa? –chiese Leon
-Una volta un ragazzo stava cercando di trascinarmi via e vostro padre si è arrabbiato parecchio. Alla fine…il tipo a provato a darsela a gambe con l’auto e vostro padre ha fatto capovolgere l’auto facendola cadere giù dal burrone- disse Iris tranquilla sorridendo
-Ah…quindi era un pericolo pubblico anche prima- disse Seth ripensando al fatto che lui aveva problemi a sollevare i pesi per l’allenamento.
-Quei cosi non andavano giù prima…- disse Sylvie
-Beh ora stanno andando giù come carte da gioco –disse Hunter guardandone un altro a terra
Richard sbottò- invece di parlare di quello! Possiamo per piacere far notare che con quel colore di capelli sembra davvero mio figlio?
Grey gli mise una mano sulla bocca- sta zitto che è meglio…
Bright guardò i soldati a terra- non è possibile…
-Ora- disse Wolfe facendo ruotare una spada e conficcandola nel corpo di una delle scatole di latta- scendi tu o ti vengo a tirare io giù?
Bright mosse le ali alzandosi di più- ci rivedremo lupo
-Oh col cazzo che ti lascio andare- disse Wolfe prendendo la rincorsa e usando la spada come trampolino per saltare parecchio in alto verso Bright. Icy mosse una mano dandogli una spinta in più e Wolfe riuscì a prendere il dio dalle ali- hey pennuto…perché non facciamo due chiacchiere?


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Capitolo 8: A vampire that kills Vampires, funny story right?




Capitolo 8: A vampire that kills Vampires, funny story right?

Lilith si spostò dal suo posto e guardò il vampiro cascare a terra.
Il vampiro si alzò di nuovo per attaccarla e si beccò una ginocchiata allo stomaco e lo fece cadere a terra di nuovo.
Uno dei cacciatori fece per muoversi ma Lilith lo bloccò con una mano
-Il vampiro è un mezzosangue –disse Lilith- non ho bisogno di aiuto.
Il vampiro la guardò- umana me la pagherai!
Lilith sospirò e mosse la mano bloccando il pugno che le stava per lanciare- chi ha detto che io sia umana?
A quelle parole tutti divennero parecchio confusi.
Il vampiro si liberò e lanciò una sedia contro Lilith, purtroppo per lui i riflessi delle ragazze erano parecchio brave.
La sedia finì per colpire il barman che venne spinto contro le bottiglie di alcol nella vetrina che si ruppero tagliando una grossa ferita nel braccio dell’uomo.
Il vampiro si bloccò nei suoi movimenti e girò la testa nella direzione del Barman che stava cercando di bloccare la perdita di sangue con un panno.
Lilith notò anche la presenza dell’odore ma fece solo una smorfia.
“La ferita non è grave” disse subito Yuri “può riprendersi in fretta se viene bloccato”
“Altri vampiri hanno percepito il sangue” disse Lilith “ne sento la presenza”
“Quanti in zona?” chiese Iris
“Venti credo” disse Lilith
“Possiamo farcela” disse Iris
“Salva il barman” disse Lilith
-Cibo- disse il vampiro
Lilith sorrise mostrano i canini prima di sollevare il vampiro per il collo e scaraventarlo lontano dal barman.
L’uomo guardò Lilith con leggera paura ma lei ritornò a concentrarsi sul vampiro e sul tenerlo lontano dall’umano.
Si avvicinò al barman e raccolse qualcosa da terra che tenne dietro la schiena mentre si mise tra lui e il vampiro.
-Perché non capisci!? Gli umani sono cibo! Vanno solo uccisi e…- iniziò il vampiro ma Lilith non lo stette a sentire.
Quando il vampiro si scagliò contro di lei la gamba di legno della sedia venne conficcata nel cuore di questo che indietreggiò incredulo. Lilith afferrò il fucile che stava dietro il bancone del bar e lo puntò alla testa del vampiro.
-Spiacente, nessun umano verrà ucciso finché io sono viva- disse calma sparando un colpo e uccidendo definitivamente il vampiro che cadde a terra con un grosso tonfo.
Poggiò l’arma sul bancone e si riavvicinò al barman.
-Non ti avvicinare! –disse un altro cacciatore ma lei non se ne curò.
Mise un braccio sotto le spalle dell’uomo, si mise l’altro intorno alle proprie e lo sollevò da terra e portò a una delle poltrone vicine. Mosse la mano e dall’anello che aveva alla mano uscì un kit di emergenza medica che aprì subito mentre osservava il braccio di lui.
-Invece di puntare il fucile contro di me mi occuperei dei venti vampiri nella zona che si stanno avvicinando- disse con calma mentre toglieva i pezzi di vetro dal braccio- lasciate due persone con fucile puntato e occupatevi di loro, non ho intenzione di ferire il vostro amico.
-Sei davvero una vampira? –chiese il barman guardandola confuso.
La quantità di sangue che stava perdendo era parecchia ma lei sembrava completamente priva di desiderio di morderlo e prosciugarlo dal sangue in questione.
-Non più –rispose lei- non da quando hanno ucciso una persona a me cara…
-Lucas- disse uno dei cacciatori rimasti
-Va bene- disse lui- non morde
Lei sorrise- non bevo sangue umano da quando avevo sei anni, non sei il mio tipo di snack tranquillo
-Rassicurante- rise lui mentre lei stava applicando una crema violacea al braccio- cos’è?
-Un rimedio per grossi tagli –disse lei tranquilla- sentirai meno dolore e aiuta a velocizzare la guarigione. Gli umani sono lenti a guarire e questo dovrebbe darti una mano
Lui annuì- ha un buon odore…non come quelle cose che usa il nostro dottore
-Dr. Sky non è il migliore nel addolcire una medicina- disse Iris prendendo controllo
-Come lo conosci? –chiese l’uomo stupito mentre anche gli altri cacciatori avevano abbassato la guardia con lei.
-Iris- disse semplicemente Lilith- ero una amica di lei
-Iris? La figlia del capo cacciatore? –chiese stupito il barman- tu sei Lilith?
-Corretto –disse Lilith
-Per questo sei strana…- mormorò lui- Iris diceva sempre che eri una vampira buona…
Lilith sorrise- non direi che sono buona. Ho passato gli ultimi undici anni della mia vita a fare da ammazza vampiri quindi direi che non sono buona.
-No sei ottima- disse lui guardando la fasciatura- grazie
-Bevi questa- disse Lilith- aiuterà con il sangue perso e previene infezioni, in ogni caso vai a farti fare un controllo per sicurezza
Lui annuì- grazie
-Che succede qui!? –chiese Jeremy entrando
Lilith lo guardò- comincio a pensare che mi state stalkerando voi…
-Lilith? –chiese Dark notando la ragazza e riconoscendone la voce
-Il vostro Barman è stato ferito nello scontro, gli ho dato un primo soccorso ma dovreste portarlo dal vostro medico per sicurezza- disse Lilith
-Il vampiro? –chiese Jeremy
Lilith indicò il cadavere- vi lascio il piacere di disporre del corpo.
-Tu…- iniziò Jeremy- sembri molto famigliare
Lei sorrise alzandosi
-Dove vai? –chiese il barman
-A caccia- disse lei e sorrise- di vampiri. Dalla morte di Iris ho iniziato a disporre di tipi come quello ai vostri piedi. Il mio aspetto e odore non è tipico dei vampiri e sono in grado di attirarli facendomi passare per umana.
Jeremy le afferrò il polso- è pericoloso da sola…
-Starò bene- disse lei spostando la mano con calma e allontanandosi prima di bloccarsi.
Yuri aveva preso controllo.
-Puoi farmi un favore? –chiese guardando Jeremy
Lui annuì
-Puoi dare questo a tuo padre? –chiese facendo apparire una scatola- il lucchetto è una data che solo lui conosce sono sicura che possa aprirla.
Jeremy prese la scatola nera e annuì- ok.
Quando rialzò lo sguardo la ragazza era già sparita.
****
-Papà –disse Jeremy guardando l’uomo intendo a guardare la scatola nera- ancora nessuna idea?
Lui scosse la testa- non è la morte o la nascita di Iris…
-Vedrai che la trovi –disse Jeremy
Il padre sospirò e guardò il muro dove teneva i disegni della figlia. Un disegno di lei con una bambina dai capelli neri e una donna dai capelli biondi attirò il suo occhi. Prese il quadro e controllò la data che aveva segnato dietro. Era la prima volta che Iris aveva parlato di Yuri…
Mise la data nel lucchetto e questo si aprì rivelando un album nero all’interno.
Lo tirò fuori con cautela e le prime foto che vide furono di Iris da piccola. Un sorriso si accese sulle sue labbra mentre leggeva le data di ogni foto. Quando girò la pagina però si bloccò completamente. Una bambina simile a sua figlia era davanti a lui. Le date coincidevano, solo i colori erano diversi.
-Che diavolo…
Girò la pagina e trovò due foto di famiglia. A sinistra lui, la moglie, il figlio e la figlia, a destra un vampiro, una vampira, un ragazzo e una bambina identica alla sua bambina. Continuò a guardare le foto finché non vide due foto, l’ultimo giorno di vita di Iris e una bambina che era stata bruciata dal sole.
Vi era una didascalia scritta in oro accanto alle foto che spiegava come l’incidente di Iris e di Lilith era avvenuto. Entrambe erano finite male per uno scherzo del fratello maggiore. Quando girò la pagina vide una spiegazione di come Lilith finì in coma per parecchio, quasi un anno di tempo, e come dopo di ciò era cambiata fisicamente.
Chiunque avesse fatto l’album aveva continuato a mostrare foto di Lilith che cresceva e per quanto quella non fosse sua figlia parte di lui poteva vedere sua figlia in lei. Non era la stessa cosa ma capiva che chiunque gli avesse dato l’album aveva intenzione di fargli vedere una possibile versione della sua bambina da grande.
-Saresti stata bellissima piccola mia…-sorrise guardando la foto di Lilith che sorrideva alla telecamera.
Girò pagina dopo pagina guardando le foto finché non trovò una dedica alla fine.
“Anche se la tua bambina non è più in vita, lei è ancora qui in Lilith. Come ti ho promesso, mi prenderò cura di Iris e di Lilith. Quando le incontrerai avrai modo di capire ciò che intendo. Lo specchio delle anime mostrerà la verità della situazione. Non è la stessa cosa vedere crescere Lilith al posto di Iris e me ne rendo conto, ma sappi che lei è anche la tua bambina. Spero avremo modo di parlare in futuro- Yuri”
Poco sotto un’ultima frase era stata scritta
“Buon compleanno papà –Iris&Lilith”
E sotto quella scritta una foto girata era stata messa. La prese piano tra le sue dita e la girò per poi rimanere completamente bloccato nel guardarla. Erano due ragazze di circa quindici anni intente a chiacchierare tra loro in un luogo che era simile a un castello ma che non riusciva a riconoscere. La prima era una mora dagli occhi rossi, la seconda era una rossa dagli occhi verdi, entrambe erano allegre e sembravano parecchio a loro agio tra loro. Non vi era dubbio nella sua mente che le due fossero Iris e Lilith ma come poteva essere…
-Yuri…- rilesse il nome che aveva firmato l’album- la dea Yuri?




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