Capitolo 2: Madame Dragon
-Quasi a casa- mormorò Warrick cavalcando tranquillo per le
strade che portavano verso la dimora dove sua madre viveva.
Il territorio dei “Dragon” era immenso e facilmente poteva
superare metà dell’Impero come intero possedimento. Con i matrimoni che Ivy
fece in passato i suoi figli avevano già ereditato terreni e titoli appena i
padri erano morti, lasciando però a lei le redini di tutto finché non erano
maturi abbastanza per le responsabilità che quel titolo portava. In molti aveva
riso alla cosa, una donna così “avida” da sposarsi generali su generali
lasciava i figli in controllo di un titolo e territorio invece di tenerselo per
sé. Ma la loro madre non aveva mai avuto interesse in soldi o potere, il suo
interesse era la famiglia.
Il carattere dei Dragon era rappresentato da Ivy alla
perfezione, calmo fintanto che non istigato e molto gentile e affettivo con chi
faceva parte del nucleo famigliare. Ivy era qualcuno che in famiglia
scherzavano fosse la reincarnazione di Wolfe Dragon, il padre fondatore della
loro famiglia. L’atteggiamento che aveva verso la vita e gli altri era
dopotutto lo stesso e molte delle sue skill erano quelle di Wolfe, tuttavia ciò
non poteva essere confermato da nessuno visto che…beh Ivy non mostrava i propri
talenti e Wolfe era stato seppellito secoli prima con la sua adorata moglie.
Il territorio che Ivy gestiva era l’originale territorio dei
Dragon, aveva mantenuto il cognome della famiglia a ogni matrimonio,
rifiutandosi di cambiarlo. Lei era sempre stata una Dragon e mai avrebbe
cambiato ciò. I suoi mariti non avevano interesse in qualche cognome portasse,
amavano la donna che avevano sposato, il resto non contava. Sull’argomento
padri…i suoi figli erano stati fortunati. Alexander, il primo genito, aveva
sempre descritto ogni singolo marito della madre come un padre fantastico,
verso di sé e verso i suoi fratelli, non negando mai che avevano facilmente
accettato e cresciuto figli non loro come se lo fossero. Per tutti i figli fu
dura vederli andar via da quel mondo ma avevano imparato il valore del tempo
grazie a ciò.
Il luogo dove Ivy viveva era una bellissima villa vicino a
un lago dall’acqua limpida, dagli alberi in fiore e da una foresta infestata di
lupi. Dopotutto quella tradizione famigliare non era mai morta. Il tempo in
quel luogo sembrava fermo e incalcolabile. Non vi era differenza tra un giorno
e l’altro, tranquillo e sereno con sole differenze nel tempo di fuori.
Se pioveva o meno non importava, la libertà che sentivi lì
era innaturale in ogni altro contesto della loro società. La casa era grande e
piena di servi ma ti dava un senso di solitudine se era ciò che cercavi e di
compagnia se era ciò che volevi.
La madre era…diventata meno allegra dopo la morte dell’Imperatore,
che altri l’avessero notato o meno era questionabile però. Ivy e l’imperatore
Kyle avevano speso decenni insieme, volenti o meno, un rapporto alla fine vi
era. Cosa esso fosse era ancora da vedere.
-Bentornato lord Warrick –disse un maggiordomo chinandosi
-Dov’è mia madre? –chiese lui tranquillo dando il cavallo a
un soldato della casa
-Lady Ivy è nel terrazzo verso la foresta nord
-L’Ice garden? –chiese lui
-Si
La zona dove la madre preferiva stare era una terrazza che
dava verso il nord della casa, vi erano fiori e piante dai colori chiari tendenti
al bianco e al celeste, l’acqua e i pini intorno poi creavano l’illusione di
essere in pieno inverno. Ivy amava quella zona
-Sei tornato- disse una voce melodiosa e calma
Una donna alta sul metro e ottanta, pallida come il latte, grandi
occhi d’oro con tracce di viola, un sorriso gentile sulle labbra rosso sangue,
lunghi capelli di un bianco candido e l’aspetto di una sedicenne. Il corpo era
slanciato e magro, aveva curve e una grazia naturale nel proprio movimento, le
orecchie erano leggermente a punta. Indossava un lungo vestito nero a sirena
aderente al corpo e sembrava come solito uscita da uno dei dipinti che a
palazzo decoravano la zona dove un tempo l’Imperatore viveva.
-Mamma, è bello vederti in salute
Come Wolfe aveva insegnato, nessuno dei figli di Ivy la
chiamava con quell’odioso titolo di “madre” o “lady”. Una famiglia doveva
rimanere unita e non poteva se erano distanziati da titoli e formalità.
Leilani Liu Ivy Delyth Dragon era l’incarnazione della
bellezza negli occhi dei figli. Una sedicenne eterna che aveva attratto più
uomini di qualsiasi donna al mondo, l’unico segno di età che portava era il
colore dei suoi capelli, in gioventù neri ma ora bianchi. Non mostrava un
singolo giorno dei suoi novantasette anni e non conosceva il termine vecchiaia.
Di fatto il suo corpo era ancora in grado di procreare, il che sarebbe stato l’invidia
di molte donne che avevano visto introdotta nella loro dimora una concubina a
quello scopo una volta che la loro età o il loro corpo impedivano di avere
nuovi eredi per la famiglia e per il marito.
Il nome Leilani significava “Fiore divino”, Liu “Salice,
natura, fertilità, vita, equilibrio, conoscenza, crescita e armonia”, Delyth
significava “quella attraente” e infine Ivy significava “edera e rigogliosa”.
Il suo nome poteva essere la descrizione di come Ivy era
dopotutto. Era nata con un sangue misto molto particolare, cosa che le dava più
potere di una normale donna. Lei era 1/5 umana 1/5 elfa 1/5 draghessa 1/5
succube e 1/5 divina grazie al mix di sangue che correva nelle vene della loro
famiglia. I suoi figli erano anche dotati di almeno una di queste linee anomale
e ciò si notava nella loro crescita e nel loro aspetto…per esempio Alexander
che non dimostrava la sua età o le loro abilità di rigenerazione quando feriti.
-Vuoi accompagnarmi per una tazza di thè tesoro?
-Si –sorrise lui sedendosi al suo fianco contento
Quando erano con lei, il tempo sembrava tornare indietro e
ridar loro l’infanzia che avevano avuto al suo fianco. Era pacifico e proprio
per questo non volevano che lei si risposasse, volevano che vivesse tranquilla
e senza le costrizioni che la società le voleva imporre…
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