WitchandAngel

Capitolo 11: She is a cute child

Capitolo 11: She is a cute child

Crystal sorrise camminando al fianco di Stephan mentre lui le mostrava negozi su negozi contento. Empress si stava divertendo parecchio, non era tipo da rapporti ma adorava il tipo di personalità che Stephan aveva. Era dopotutto una predatrice, avere una preda così carina davanti a sé era difficile da rifiutare.
Stephan dal suo lato si stava divertendo. Aveva provato fin da subito interesse per Crystal, anche se era strano visto che era la figlia del suo migliore amico e avrebbe fatto diciotto anni a breve. Era certo di non essere un pervertito, almeno sperava di non esserlo visto che nessun’altra ragazza dell’età di Crystal lo intrigava. La ragazza era un po’ troppo diretta ma la cosa non lo disturbava affatto, era sempre meglio una ragazza diretta che una che ti parlava dietro.
Parlando di puttane traditrici…
-Stephan! –sorrise una bruna dagli occhi noce avvicinandosi a Stephan mentre Crystal guardava dei vestiti
Il sorriso di Stephan si spense.
-Oh? Non mi saluti? –chiese la donna accentuando la posizione del proprio seno.
Nessuno voleva vedere una propria ex.
Specie se la ex in questione non aveva capito che dormire con altri non era ok e che sarebbe rimasta ex per il resto della sua vita per quella cosa.
Stephan non la degnò di uno sguardo ma poteva tirare un sospiro di sollievo mentale.
Non era più attratto da lei fisicamente, il che era positivo.
-Stephan…andiamo…so che io ti piaccio ancora…- disse lei cercando di sfiorarlo ma venne bloccata quando qualcuno afferrò Stephan e lo spostò leggermente con quell’azione
-Ti ho fatto aspettare tanto? –chiese Crystal stringendosi piano a lui
Stephan le sorrise- no, possiamo andare?
-Sì –disse Crystal contenta
-Oh…che bambina carina –disse la tipa
Crystal guardò la bruna e ghignò- oh, sarei una bambina nei tuoi occhi cara?
-Certamente- disse la bruna con un sorriso cattivo mentre l’intero negozio e alcuni passanti si erano fermati a guardare la scenata, alcuni riconoscevano Crystal, altri Stephan e ovviamente la bruna non era finita per la prima volta in qualche scandalo ed era riconoscibile.
Una normale ragazza l’avrebbe ignorata.
Una santa, avrebbe addirittura perdonato il commento…
Purtroppo per lei, non era una santa che stava affrontando.
Quella che aveva davanti era Crystal, Empress Rose, ovvero una ragazza che aveva imparato a tenere la testa alta e tenere la lingua biforcuta.
Alexander glielo aveva sempre detto, meglio stronzi e cattivi che buoni e stupiti con questo tipo di persone.
Non era mai e poi mai una buona idea farsi mettere i piedi in testa.
-Beh almeno questa bambina- disse Crystal- ha smesso di giocare con le bambole
-Bambole? –chiese lei confusa
-Oh scusa, ho detto giocare? Dovevo dire diventare- replicò Crystal- voglio dire…si nota parecchio che non sei naturale
-Come se tu lo fossi –disse la bruna
-Io, sono nata così, questa è la mia taglia di seno, di fianchi, di vita, di volto e così via…non farei mai un’operazione per modificare la mia immagine, specie se non è necessaria…tu invece…hai svaligiato una fabbrica di plastica per fartele fare quelle tette? –chiese Crystal tranquilla- quanti anni hai? Cinquantuno?
-Come osi?!
-Con tutto quel trucco, tutti quei punti di sutura e tutta quella plastica come posso pensare altrimenti? A questo punto perché non contatti qualche casa di bambole e ti fai assumere? Tra poco sei più finta di Barbie…anzi, lei almeno è nata in quel modo…
-Come osi! –disse lei- hai idea di quanto sia costato tutto questo?! Più di otto zeri!
-Soldi sprecati, la bellezza è dentro non fuori –disse Crystal- puoi essere bella quanto vuoi e potresti morire da sola se hai quel caratterino…ora…smetteresti di dare fastidio al mio ragazzone e sparire? Grazie
La bruna fece per colpire Crystal ma finì solo con il cadere a terra e rompersi il naso quando Stephan tirò Crystal a sé per salvarla dal colpo. La cosa la portò a poggiarsi al suo petto e diede una scossa elettrica ad entrambi. Intanto una bruna che era stata dimenticata da tutti avrebbe dovuto rifarsi per la trentesima volta il naso…
-Ehm…andiamo –disse Stephan prendendola per mano e portandola fuori verso l’auto.
Una cosa era certa, non la vedeva come una semplice amica a Crystal…



Capitolo 26: You gonna Die baby

Capitolo 26: You gonna Die baby

***?? Prima***
-Che hai combinato? –chiese Alexander guardando Dark King
-Sei morto- rispose Dark King
-Ci ero arrivato –disse lui sedendosi sulla poltrona
-E nessuno era lì…
-Entro l’anno –disse Alexander
-…
-Cosa? –chiese Alexander
-Ho solo preso il tuo sangue…- mormorò Dark King
-Hai fatto cosa? –chiese Alexander- Perché?
-Beh…non potevo lasciare che la tua linea di sangue finisse! –disse Dark King
-Sono morto- gli ricordò Alexander
-Non vuol dire che non posso creare un discendente!
-Sicuro? –chiese Alexander- perché sono sicuro che devi avere due esseri viventi per fare un bambino
-Lo so- disse Dark King
-E quindi…come farai il mio erede?
Dark King sorrise- lo creerò dal nulla!
Alexander lo guardò perplesso
-Sono capace di ciò –gli assicurò Dark King- non sarà che il mio primo esperimento con geni umani
-Primo? Non mi piace come suona…
-Beh ovviamente dovrò farne altri in futuro, nel caso tu rinasca senza rosa
-Sai comincio a vedere perché tu e Obsession siete sposati- commentò Alexander ma venne ignorato
-Ho creato due bambini per la precisione
-La madre? –chiese Alexander
-Non serve
Alexander alzò gli occhi al cielo, che ci provava a fare a ragionare con una rosa? Era come chiedere a Dalph di star buono per dieci secondi di fila
-Il primo si chiamerà Leon- disse Dark King- il secondo si chiama invece BlackDiamond
-Non credo quelli siano nomi… -mormorò Alexander sentendosi in colpa per le due creature
-Ah già che c’ero ho ricreato anche un terzo bambino, si chiama Lion –disse Dark King- ha il sangue di uno degli host di Obsession, potrebbe funzionare come partner…
-Il mondo è fottuto- disse Alexander
-Si serio!
-Ma se mi chiamo Alexander come posso essere Serio? –chiese il moro tranquillo- quindi…che succederà?
-Se i miei calcoli sono giusti…
-Ovvero se hai manipolato tutto per bene
-Dovresti rinascere sotto il cognome BlackDiamond. Sono quasi certo della cosa- disse Dark King- il bimbo che darà cognome Leon è solo una garanzia…
-Soddisfatti o rimborsati? –chiese Alexander
****
-Dunque…- chiese un Alex guardandosi allo specchio- non doveva essere BlackDiamond il cognome?
“Solo una svista!”
-Certo…- rise lui- però sei riuscito a creare Empress Rose dalla mia linea di sangue…
“Il che ha comportato che ora sembri più un BlackDiamond che un Leon…ah ci rinuncio, fintanto che funziona!”
-E se Obsession Rose rinasce nella linea di quel Lion? –chiese Alex
“Spero che non ci sposiamo prima o sarà un bagno di sangue…”
Alex scosse la testa- oh beh…sono destinato a star solo con te rompiballe che non sei altro
“Non è colpa mia se tu eri…”
-Shh –rispose Alex- terzo giro alla giostra e stavolta con poteri…sarà intrigante
“Disse quello che ha più vite di un gatto”
-Sei tu che continui a ritrascinarmi in vita, io ero contento anche senza rinascere come Alexander e aiutare Dalph e Light Princess a creare la BRS sai? –rispose Alex- ed eccomi qui come terzo Alexander e stavolta con te in corpo…sto iniziando a pensare che tu mi stai perseguitando…
“Forse…”
Alex scosse la testa divertito e sorrise- bene…ritorniamo a fare il mio lavoro allora…



Capitolo 1: I'll be a knight


Silver Sword

Capitolo 1: I’ll be a knight

Ero un campione mondiale di arti marziali, spade e alter armi. Sono nata, cresciuta e morta con quelle skill che per anni mi hanno accompagnato. Buffo vero? Qualcuno che era visto come invincibile è morta per un banale incidente con l’elicottero, neanche a dirlo ero un militare e quello fu un attentato dal lato nemico.
Vi erano poche cose che facevo fuori dal lavoro, una di queste era giocare a giochi di ruolo, visual novel e leggere libri di vario tipo. Uno dei giochi che ho odiato per quanto fossero ingiusti parlava della solita storia della protagonista che entrava in accademia magica, si innamorava di un love interest, sconfiggeva la crudele cattiva e visse felice e contenta. Il mio problema? oltre al fatto che i sette love interest sono i sette figli dell’Imperatore e a prescindere dal principe che prende la troia sarà sempre Imperatrice, ho detestato il suo fottuto vittimismo, il suo essere Mary Sue al 100% e che la cattiva era nel giusto e venisse punita per AVERLE DETTO CHE NON PUÒ COMPORTARSI DA TROIA CON I FIANCÉ ALTRUI! Dio che odio per lei e per i 7 deficienti. L’Imperatore ha nove totali eredi: i 7 coglioni; una figlia femmina che ama le ragazze; e il primo figlio maschio, un ragazzo che ha un cuore d’oro, ottimo carattere e personalità e che ha ogni qualità per essere Imperatore. La cattiva era anche meravigliosa, era bella ma non vana, era gentile e dolce ma non stupida, si arrabbiava ma non era incapace di capire i suoi errori e difetti, era intelligente ma sapeva riconoscere i suoi limiti e apprendere dai suoi errori…era una cazzo di eroina perfetta e voi mi mettete l’angelo che era lei come cattiva?! Ma siamo seri!?
Dunque…ora che si fa? È tutto nero, non dovrebbe spuntare una luce o qualcosa? Uhm…posso…aprire gli occhi?
Apro piano gli occhi e mi ritrovo in una stanza non mia. Mi tiro a sedere e subito la testa si riempie di informazioni. Che diavolo…oh…capisco
Il mio nome è Aife Lance Nightsword. Aife è il nome di una guerriera e maga di Irlanda vissuta in Scozia con altri Druidi che si occupava di addestrare giovani celti nelle arti della guerra, Lance invece era per “Lancelot”, il cavaliere di Artù. Ironico che la cattiva abbia un nome nobile e un nobile carattere vero? Sono la figlia del generale e guardia del corpo dell’Imperatore e in futuro la fiancé di uno degli idioti figli dell’Imperatore, ciò in base alla scelta della route della protagonista, sempre che non vada per la “harem route” dove io sarò la possibile fiancé per tutti…il gioco è stupido. Ho al momento 5 anni, i capelli sono lunghi e biondo oro mentre i miei occhi sono due specchi d’Argento. Ieri mia madre mi ha abbandonato e da qui il padre diverrà freddo e distante con Aife, vediamo di migliorare le cose. Mi alzo dal letto e cambio con un vestito celeste con decori in pizzo nero, mi metto calze e scarpe, lego i capelli in una coda alta e mi guardo allo specchio…non credo mi abituerò presto a questo aspetto…
Apro la parta, con un po’ di fatica visto che pesa parecchio, e esco in corridoio, ignorando le maid e i soldati che non si aspettavano che mi sarei svegliata così presto.
-Lady Aife è meglio se non scende per…-inizia una cameriera
-Che mi risulti- dico io- questa è casa mia e tu sei una maid qui. Ho diritto di fare e dire ciò che mi pare e piace nella MIA casa. Ho bisogno di parlare con mio padre
-Ma…- inizia lei
Io la guardo e lei si zittisce- la tua opinione non è richiesta. Con permesso.
Le maid e i soldati non sono abituati a venir zittiti da Aife, ma non posso permettere loro di bloccare le interazioni con mio padre o sarà un disastro.
Quando entro nella sala per la colazione noto che il mio posto è stato preparato al fianco di mio padre come sempre.
-Aife- dice mio padre notandomi. È un uomo spaventosamente grosso, alto e credo possa sfondare un muro di ferro con un pugno. Ha capelli neri, occhi argento e abbastanza muscoli da intimidire un gigante, se poi lo si guarda nel volto privo di espressioni…
-Buongiorno padre- dico io avvicinandomi e sedendomi al mio posto.
Lui mi guarda con leggera indifferenza- giorno…
-C’è qualcosa che non va? –chiedo guardandolo mentre bevo un sorso di aranciata.
Lui sembra non aver un cambio fisico alla mia domanda ma so che non se l’aspettava- non vedo perché…
-Io non sono quella donna- dico spalmando del burro sul pane e dando un morso alla fetta- papà può odiare lei per essere sparita con altri ma io che colpa ne ho? Aife è figlia di entrambi e ora è solo figlia di Damon Lancelot Nightsword, non è ingiusto che il padre abbandoni la figlia a causa di una donna che di buono ha solo aver fatto una figlia?
Continuo a mangiare e sento gli occhi di mio padre, dei soldati e delle maid su di me
-Non avevo intenzione di…- inizia lui insicuro
Io lo guardo priva di emozioni- Aife Lance Nightsword è figlia tua da cinque anni…non credere che non sappia riconoscere i tuoi cambi di umore. Non ho intenzione di stare zitta e buona mentre vengo considerata al pari di una pezza vecchia.
Mi alzo piano, ho finito tanto- grazie per la colazione, con permesso
Sento gli occhi di lui seguirmi, non gli ho dato modo di parlare e non ho intenzione di dargliene per un po’, non inizierò dialogo con lui, se vorrà sarà lui a parlare.
-Signorina… -mi dice preoccupata Melissa, una bruna dagli occhi noce di dodici anni che sta con me da anni
-Sto bene- dico io- puoi preparare un cambio? Uno con cui posso cavalcare?
Lui annuisce entrando nella stanza- vuole uscire a cavallo?
-No, voglio sfogarmi- dico sincera mentre lei mi cambia con una uniforme da allenamento
-Sfogarsi?
Io sorrido- vedrai
***
Scendo gli ultimi gradini del campo di allenamento e guardo Jack, il fratello maggiore di Melissa, le somiglia molto ma lui ha una ventina di anni in più. Quando mi vede è stupito.
-Lady, cosa ci fa qui? –chiede lui
-Potrei avere una spada di allenamento e la possibilità di un duello con te? –chiedo io
E tutti mi fissano
-My lady non…- inizia lui
-Non sarebbe la prima volta che uso una spada- dico io
Posso vedere la sorpresa e i punti interrogativi apparire sulla loro testa. Realmente non è vero MA io so come usarla.
-Per favore Jack- dico io
Lui sembra incerto ma alla fine cede- spero che non stia solo scherzando, non ci andrò piano
Io sorrido- non chiedo ciò
Un soldato mi dà la spada- pesa
Io la alzo senza problemi, come pensavo…credo che le mie abilità della prima vita siano ancora vive in me…devo solo abituarmi nell’uso di questo corpo…
Lui si mette in posa- non assume
-Va tranquillo –dico io
Lui titubante prova a colpirmi ma la mia spada lo placa e respinge, cosa che prende tutti di sorpresa. Devo allenarmi di più per riavere il 100% della mia forza ma…oh beh un livello così lo posso tenere. Il suo timore diventa grinta a ogni colpo che paro e respingo. Pare che si stia divertendo eh? Posso sentire anche gli occhi del padre di Aife che ci osserva come un falco.
Dopo aver giocato al gatto col topo per un po’ ho messo ko Jack. Yep, mi sento meglio e ciò mi conferma anche che quelle medaglie d’oro non me le hanno regalate.
-Grazie Jack- dico guardandolo rialzarsi
Lui mi osserva stupito- non credevo che Lady Aife sapesse usare la spada, dove ha imparato?
-Ho un paio di occhi no? –sorrido io dando la spada a un soldato e guardando Melissa- andiamo? Ho voglia di fare una cavalcata ora…
Lei annuisce e mi segue subito di corsa. Vediamo se papà abbocca all’esca
***
-Lady è sicura che vada bene pranzare da sole fuori? –chiede Melissa con il cesto in mano mentre mi segue al cavallo
-Si, ho una spada dietro per difesa e non ho intenzione di vedere mio padre fino a cena. Puoi salire dietro di me? Usiamo un solo cavallo
Lei annuisce e lega il cesto con attenzione prima di aiutarmi a salire e salire dietro di me- dove ha imparato a lottare?
Io sorrido- chissà. Tieniti forte ok? Ho voglia di correre…
****
-Mia figlia? –chiese Damon guardando il posto vuoto
-La signorina è uscita a cavallo con Melissa e un cesto, non credo che abbia intenzione di pranzare con te Damon- disse Jack entrando con calma
-Jack sapevi che Aife sapeva usare una spada e non mi dici nulla? –chiese lui sentendosi tradito
-Se lo sapevo l’avrei detto- disse Jack- Melissa non sembrava saperlo nemmeno a dirla tutta e nessuno dei nostri soldati ha detto di averla questa notizia
-Nemmeno Melissa? –chiese dubbioso Damon- ma è con lei a ogni ora…
-Eccetto quando Lady Aife dorme- disse Jack- probabilmente finge di dormire per poi allenarsi di sera
Damon scosse la testa- senza istruttore non può avere tale livello.
-Damon lei ha detto “ho due occhi” –disse Jack- credo osservasse le nostre mosse di nascosto e le ripetesse la sera
Damon lo guardò e poi annuì- se è così…ha più talento di molti…ma perché nasconderlo? Sarei stato lieto di darle una mano!
-Perché non è una cosa da “lady” –disse Jack- e poi tua moglie era severa con Aife, se avesse scoperto ciò non credo se la sarebbe cavata con uno schiaffetto sulle mani. Poi se tu l’avessi istruita non sarebbe stata una lite in più con lei?
-Voleva evitarmi problemi… -mormorò Damon poggiandosi sulla sedia- cazzo…
-Beh lei non è qui e Aife credo voglia che tu la veda ancora come tua figlia. Ha cinque anni e talento in ogni campo, puoi addestrarla e rifinire le sue abilità. Non c’è più quella megera a interrompere
Damon annuì convinto- quando tornerà a casa…mandala nel mio studio, voglio parlarle di un nuovo programma di studio
Jack annuì tranquillo, dopotutto era l’unico modo per i due di avere un rapporto padre e figlia conoscendo l’uomo.
****
Melissa batte le mani entusiasta- My Lady è meravigliosa!
Io sorrido togliendo la spada dal cinghiale che abbiamo appena ammazzato…ok potrei essere leggermente incavolata ancora.
Datemi tregua, non ho ancora assimilato tutto il “morta e rinata come cattiva”. Non è una cosa facile da digerire a prescindere ma nel mio caso…beh non ho un brillante futuro di fronte a me se non mi adopero fin dal secondo in cui sono Aife. Avere due o tre giorni per ambientarmi sarebbe meraviglioso ma non ho quel lusso. Mio padre sarebbe diventato estraneo in una settimana di tempo e posso usare la scusa che mia madre è scappata e fare che il mio cambio sia dovuto al fatto che ora non ho più lei che mi controlla. Ho cinque anni per loro, sono già nota come un genio per ogni arte che abbia mai provato ad apprendere, parte di ciò è dovuta al fatto che Aife aveva una madre che la faceva digiunare per ogni errore fatto, quindi non stupirebbe nessuno se mio padre, il più temuto e forte cavaliere dell’impero, riuscisse ad addestrarmi in un paio di giorni di tempo dopo che la moglie è sparita con il primo idiota che capitava sottomano. Non stupirà nemmeno che il carattere da perfetta Lady di Aife diventi meno “Lady like” dopo un tradimento del genere e la rottura della donna di riferimento della sua vita, ovvero sua madre, e che cerchi di distanziarsi dall’ideale di bambolina che non deve usare che un ventaglio e bere thè mentre conversa sull’ultimo gossip nel cerchio di nobildonne. Aiuta parecchio avere solo cinque anni di età a dirla tutta perché Aife non ha mai incontrato altri nobili finora e quindi nessuno può carpire veramente il cambio carattere eccetto chi la conosce parecchio e quelli penseranno sia una conseguenza dell’abbandono materno, probabilmente solo la madre di Aife potrebbe capire che io non sono Aife ma chi darebbe retta a una donna che se l’è data a gambe levate con il primo che passava? Inoltre anche avesse interesse in lei, cosa che non è il caso visto che l’ha mollata al padre, nessuno crederebbe mai a una donna di facili costumi e di dubbia morale, anzi il suo essermi contro potrebbe addirittura rafforzare la certezza altrui che io sia Aife anche solo per dar fastidio a lei. Nel gioco la madre di Aife tornerà quando lei aveva dieci anni e pregherà il padre di riprenderla, Aife del gioco era disperatamente sola e crederà alle menzogne della madre, cosa che porterà solo al secondo tradimento di essa che una volta ripresa in casa troverà un nuovo pollo da spennare e abbandonerà di nuovo la famiglia, il gesto romperà emotivamente Aife e darà il colpo di grazia al padre di lei che la rinnegherà come figlia, anche se non lo farà legalmente ma non vorrà più vederla.
Quella donna se mi capita sottomano la farò incontrare con una spada…le paiono piacere quelle grandi no? Vediamo se anche quelle di metallo le piacciono nel suo…
-My Lady? –chiama Melissa
Io sorrido- sì?
-Nulla- dice lei tranquilla- ho legato l’animale, vuole cacciare ancora?
Melissa è la persona più vicina ad Aife ma è anche la più veloce ad andare dietro a ogni pensiero di essa, per questo motivo non fa domande sul mio comportamento, probabilmente si è data una spiegazione come solito suo. Dopotutto nel gioco venerava Aife come fosse una dea in terra e delle volte la si poteva trovare a pregarla…ripeto il gioco è stupida.
-Cosa ne pensi? –chiedo io tranquilla. Non mi sono nemmeno sporcata di sangue…direi che sto riprendendo controllo del mio corpo…o che la magia per pulire di Melissa è particolarmente attiva oggi…probabilmente la seconda.
-Sono certa che possiamo cacciare ancora! –dice lei entusiasta.
Posso capire perché Aife adorasse averla al suo fianco, era probabilmente l’unica che le dava attenzioni quando rimase sola.
****
-My Lord, Lady Aife è tornata- disse una maid
-Falla venire nel mio studio- disse Damon
-Ehm sire che facciamo delle prede? –chiese la maid
-Prede? –chiese Jack
-Melissa ha condotto nella cucina tre cinghiali e qualche volatile che lady Aife ha cacciato- disse la maid
-Mia figlia sa cacciare? –chiese Damon
-Non chiederlo a me –disse Jack
-Cucinateli o qualcosa- disse Damon
-Sono parecchio grossi…- iniziò la maid
-Darò un’occhiata dopo allora- disse Damon confuso dalle nuove abilità della figlia.
****
-Entra- dice mio padre lasciandomi entrare nello studio.
Io entro tranquilla, ritrovandomi Jack e mio padre nello studio- mi volevi vedere?
-Voglio chiederti una cosa Aife- dice mio padre- cosa vuoi fare in futuro?
Io sorrido e lo guardo negli occhi- ovviamente…voglio essere un cavaliere




The Son of the Devil

The Son of the devil
Trama:

Aaron è il figlio di Lucifer, cresciuto da sua madre senza l'aiuto di nessuno e protetto da lei contro chiunque provasse a dirle che avere quel bambino era un errore. Per lui la madre è la persona più importante della sua vita e, anche se ha un buon rapporto con il padre, non permetterebbe a nessuno di ferirla di nuovo compreso Lucifer in persona. Quando Michael, fratello di Lucifer e principe dei cieli, si innamora della donna e pianifica di trasformare Aaron in un angelo le cose finiranno presto in guerra tra il regno dei cieli e gli inferi, ma nessuno di loro sa quanto feroce può essere l'amore di una madre per il proprio figlio, specie se qualcuno minaccia di ferire il suo prezioso bambino...

Lista dei capitoli:

Capitolo 10: Date?

Capitolo 10: Date?

-Quindi ti piace Stephan –disse Alex seduto sul letto nella sua camera, Aaron era stato molto felice nel dargli una camera personale e aveva già detto che poteva trattarla come se fosse sua, dopotutto le camere non mancavano in quella casa.
-Credo me lo trascinerò a letto- confermò Crystal
Alex scosse la testa- e vuoi il mio aiuto?
-Sarebbe fantastico- ammise lei
-Vedrò che posso fare- disse Alex tranquillo, vita che andava era sempre il cupido di qualcuno
Lei gli saltò addosso facendolo cadere sul letto- ti adoro!
Lui rise- lo spero bene
***
Crystal sorrise seduta a tavola con Aaron e Stephan, Alexander si stava facendo una doccia in camera.
-Quindi funziona davvero come sveglia eh? –rise Aaron contento di vederla allegra di prima mattina
-Lele sa come gestirmi- rispose Crystal
Aaron si alzò dal tavolo- scusate, lavoro…rispondo in camera e torno subito
Crystal annuì guardandolo uscire- dunque…
Stephan le sorrise leggermente in imbarazzo.
-Credo di aver bisogno di una visitina medica…- disse Crystal guardandolo con un sorriso- vuoi giocare al dottore con me?
Stephan per poco non si strozzò con il caffè e divenne rosso- io…
Lei sorrise divertita e sbuffò quando il campanello suonò- rompiscatole…
Stephan la guardò alzarsi e tirò un sospirò di sollievo- salvato dalla campana…
Crystal tornò con Simon e Derek- venuti a rompere come sempre
-Dov’è Aaron? –chiese Derek
-Camera- disse vaga Crystal di proposito e ghignò quando lo vide dirigersi nella camera da letto di Alex
Stephan sorrise e scosse la testa, certamente era figlia di Aaron.
-Ah Simon- disse Aaron tornando
-Non eri in camera degli ospiti? –chiese Simon alzando un sopracciglio- Derek è andato lì
Si sentì un urlo e qualcuno correre fuori dalla stanza- Stephan! Stephan Aaron si è rimpicciolito! Fa qualcosa! È tornato diciassettenne! Stephan!
-Che cazzo stai a dire?! –chiese Aaron colpendolo sulla testa- chi sarebbe rimpicciolito, oltre il tuo cervello ovviamente
-Ma…ero sicuro…- disse Derek- non ho bevuto!
-Credo sia colpa mia- disse Alexander uscendo dalla camera con solo dei pantaloni addosso e un asciugamano sulle spalle. Senza occhiali, a petto nudo e con quei muscoli sembrava davvero una mini-copia di Aaron- è entrato quando sono uscito dalla doccia
-Un mini Aaron?! –chiese Simon
-Visto! Non sono matto! –disse Derek
Aaron scosse la testa- lui è il Lele di Crystal
-Alexander Peter Leon, piacere- disse Alex sorridendo divertito dalla situazione- con permesso, mi finisco di vestire
-Aw…ma è una così bella vista- disse Crystal divertita
-Detto da mia sorella non conta- rispose Alexander tranquillo
-Allora lo dico io, resta così, anzi leva i pantaloni! –disse Simon
Aaron alzò un sopracciglio- ha l’età di Crystal
-Qualche secondo in più –disse Crystal- siamo nati anno, mese, giorno e ora identici ma lui ha un paio di secondi in più.
-In alcuni stati è legale- disse Simon
-Per quanto lusingato, preferisco il genere femminile- disse Alexander tornando con una canottiera nera e una camicia sopra di essa, i capelli in ordine e gli occhiali da vista, oltre che un paio di stivali neri. Era estremamente rapido nel cambiarsi- e per ora direi che la mia amante è il mio lavoro quindi mi ritrovo costretto a rifiutare l’offerta
-Aw, quelli carini sono sempre etero o presi- sbuffò Simon
-In ogni caso…sicuro che non è tuo figlio? –chiese Derek- è identico a te!
-Lo so- disse Aaron- ieri gli ho mostrato delle foto e siamo davvero simili, per questo potrei passarlo davvero per figlio mio cavolo, però non lo è…Crystal lo vede come un gemello quindi lo adotterò come figlio anch’io mi sa
-Non credo funzioni così- disse Stephan ma venne ignorato dal moro
-Ah pensavo- disse Alexander tranquillo- se potevo visitare il tuo luogo di lavoro Aaron visto che ieri me lo avevi proposto
Aaron si illuminò- con piacere
-Stephan avevi accennato che oggi avevi un giorno libero vero? –chiese Alexander tranquillo e con un sorriso innocente
-Sì –disse lui pensando di unirsi a loro
-Allora potresti mostrare un po’ la città a Crystal? –chiese Alex senza insinuare nulla ma che gli altri tre uomini nella sala capirono essere un chiaro trabocchetto per farlo uscire solo con la ragazza- volevo accompagnarla oggi per alcune compere visto che le ragazze sono impegnate ma penso qualcuno della zona sarebbe più portato per ciò, inoltre ho del lavoro da sbrigare e non potrei stare con lei a giornata, cosa che non sarebbe giusta per lei. Non vorrei andasse sola e finisse nei guai, ho sentito che qui ci sono parecchie gang poco raccomandabili…ti dispiacerebbe andare con lei? Mi sentirei molto più tranquillo nel sapere che lei è con qualcuno di cui mi posso fidare…
-Certo, nessun problema- sorrise Stephan felice di avere la fiducia del ragazzo.
“L’ha messo in trappola” dissero mentalmente gli altri evitando di ridere della cosa.
Crystal, che era già vestita e truccata, sorrise- andiamo allora?
-Si certo- disse Stephan ignaro di cosa stava per succedere- a dopo
Crystal sorrise a Alexander- ciao ciao
Aaron guardò i due uscire di casa e guardò poi Alexander- da quando fai il cupido?
-Diciamo che potrebbe avermi accennato un interesse verso il tuo amico e visto che lui sembra ricambiare ho pensato di darle una piccola mano –disse Alexander con un ghigno- non sarei il suo migliore amico se non l’aiuto dopotutto e poi lui è il suo tipo
-Ovvero? –chiese Derek
-Innocente, cuore d’oro e con buone intenzioni –disse Alexander
-La fai sembrare cattiva- rise Aaron divertito
-Oh non hai idea. Ho appena messo un agnellino nella tana del lupo cattivo –disse Alexander- tornando a noi, non mi dispiacerebbe vedere dove lavori, dopotutto non ho molto da fare oggi
-Mi piace il ragazzo –disse Derek- sicuro di non essere un BlackDiamond
-Abbastanza sicuro, ma chissà, potrei essere l’origine della famiglia in una vita passata- disse lui ironico.
Ah…l’ironia della frase.
-Andiamo su –sorrise Aaron- mi divertirò a vedere il panico di tutti!



Capitolo 9: I really like him

Capitolo 9: I really like him

Stephan venne a visitare Aaron qualche ora dopo che questo aveva incontrato Alexander.
Fu Aaron ad aprirgli la porta con un sorriso- giusto l’uomo che mi serviva!
Stephan alzò un sopracciglio- stai bene?
-Sì, vieni voglio un commento su una cosa- disse Aaron facendolo entrare e trascinandolo in soggiorno- dimmi…chi pensi questo sia?
Stephan spostò lo sguardo sul ragazzo seduto sul divano e si congelò- Aaron hai due figli?
-Lo sapevo che non era una mia impressione! –disse contento Aaron con un sorriso vittorioso
Alexander sorrise e offrì a Stephan una mano- Alexander Peter Leon, Alex va bene. Sono il migliore amico di Crystal e suo fratello gemello, anche se non abbiamo sangue in comune, grazie per esserti preso cura di lei
-Stephan GoldenHeart- si presentò il dottore- è un piacere conoscerti Alex…sei sicuro di non essere figlio di questo re delle tenebre? Potrei giurare il contrario
Alex scoppiò a ridere- non lo sono, sono figlio di Michael Leon e Jessica Leon, ho avuto la riprova di ciò un centinaio di volte…mia madre adora mostrare i video della gravidanza, foto ecc…
Stephan rise e poi il nome lo colpì- aspetta…Michael Leon come il Michael Leon della squadra di Football?
-In persona- disse Crystal con un sorriso
-Stephan è fan –disse Aaron
-Se vuoi posso fartelo incontrare e procurarti qualche posto –disse Alex tranquillo
-Seriamente? –chiese Stephan entusiasta
Alex annuì tranquillo- non è un problema per me, mio padre è molto…semplice potremmo dire, non gli interessa chi o cosa ha davanti, se ci può fare amicizia ci farà amicizia e li trascinerà in giro come se si conoscessero da trent’anni e non trenta secondi…
Stephan sorrise contento- grazie allora
-Vuoi partecipare? –chiese Aaron- Alex è stato un tesoro e mi ha portato dei vecchi album di fotografie su Crystal
Stephan sorrise- è stato un gesto dolcissimo da parte tua
Alex alzò le spalle- mi considero il fratello maggiore di Crystal, il minimo che possa fare per lei quando sta cercando di riavvicinarsi con il padre è portare un paio di fotografie.
I quattro si sedettero sul divano, con Crystal che usava Alexander come cuscino a momenti ma lui non sembrava curarsene più di tanto, era abituato ad essere il suo appoggio e la ragazza gli era mancata. Non era tipo da vacanza e non aveva intenzione di prendersene un’altra finché non si sposava, poco ma sicuro. Si era annoiato a morte dopotutto.
-Non è scomodo così? –chiese Stephan
-No, Lele è comodo –assicurò Crystal
Stephan guardò Alex per verificare la cosa ma il moro scosse la testa- lasciala fare come preferisce, ormai sono il suo cuscino personale da anni.
Le prime foto erano di Crystal da bambina con Annalise e le amiche di lei. Erano scatti di Crystal a varie età e arrivarono al punto in cui entrò nell’Accademia.
-Sei andata alla Rose Academy? –chiese Aaron
-Io e Alex ci siamo conosciuti lì insieme al nostro gruppo di amici- disse Crystal con un sorriso
-Hai studiato lì? –chiese stupito Aaron, il ragazzo gli piaceva sempre di più
-Non solo, era il primo dell’intero anno e l’Accademia lo ritiene ancora uno dei più geniali studenti che abbiano mai avuto sotto di loro- disse Crystal
-Disse quella che è anche riconosciuta come un genio –replicò Alex
-Si ma sempre al secondo posto caro- replicò lei contenta
Stephan sorrise allo scambio, era quasi come rivedere se stesso e Aaron da giovani, con se come Alex e Aaron come Crystal.
-Chi è questo? –chiese Aaron guardando la prima foto con qualcuno che non conosceva della figlia
-Ah Lele! –disse Crystal contenta indicando il bambino biondo- Lele era biondo quando ci siamo conosciuti
-Biondo? –chiese Aaron non riuscendo a immaginare quel colore come quello naturale
-I miei capelli si sono scuriti con il tempo, prima dei miei sei anni erano già neri naturali, genetica- disse lui tranquillo
-Eravate in dormitori vicini? –chiese Stephan
-Compagni di stanza- rispose Crystal
-Maschi e femmine? –chiese stupito Aaron
-Per la sezione dei bambini è normale –rispose Alexander- poi quando si inizia a crescere vengono assegnate le camere in base alle richieste
-Io e Lele siamo rimasti sempre insieme però –disse Crystal- eravamo come gemelli e in accademia nessuno aveva da ridire visto che io ero intrattabile di prima mattina
-Eri? –chiese Alexander guardandola
-Sono- si corresse lei- Lele è l’unico che mi sveglia senza ritrovarsi un vulcano attivo o un coltello alla gola. Mamma ha detto che andava bene e nessuno aveva problemi con la cosa visto che non ci vediamo in quel modo
Aaron annuì guardando altre foto dei due insieme. Dalle foto si poteva vedere che i due erano quasi sempre insieme e Crystal fu lieta di aggiungere i retroscena di ognuna con estrema allegria. Alex era il suo scudo per la maggior parte delle cose e l’aveva protetta da bulli e cose del genere per il ruolo di sua madre nell’Accademia. Quando qualcuno provava a toccarla doveva passare da lui e prese subito un soprannome davvero interessante.
-Dark King? –chiese ancora Aaron divertito
-Lei è Empress Rose- disse Alex- non ho scelto io i ruoli
-Suona bene –disse Stephan con un sorriso per rassicurarlo.
Alex gli sorrise tranquillo. Stephan gli ricordava qualche tipo di cucciolo di cane, un labrador magari. Gli veniva voglia di dargli caramelle e dirgli che era un bravo ragazzo…
Da questo aveva già capito che Crystal lo voleva portare a letto, conosceva i gusti della ragazza dopotutto.
***
Aaron accompagnò Stephan all’auto- grazie per essere venuto
-Di nulla- disse Stephan con un sorriso- Alex sembra davvero un ottimo ragazzo
Aaron annuì- rimarrà con noi per un po’, Crystal era entusiasta ed è un piacere averlo intorno, ha parecchio talento con la tecnologia, potrei addirittura catturarlo per farlo lavorare con me
Stephan sorrise- buon per te
-Non sarebbe male come genero- ammise Aaron
Stephan annuì ma non riusciva a togliersi l’amaro in bocca che provava- se vogliono
-Sono uniti –disse Aaron- dubito in quel senso purtroppo…oh beh con lui intorno posto tranquillizzarmi, sembra debole ma conosco il tipo, i ragazzi come lui hanno parecchi muscoli a furia di spostare oggetti pesanti di qua e di là, sono molto tranquillo ora con lui al fianco di Crystal
Stephan annuì- ci vediamo dopo allora
-Ciao- sorrise Aaron
Stephan entrò in auto e sospirò- non puoi essere geloso di un ragazzino Stephan…andiamo…-sospirò di nuovo- e lui è anche un amore di ragazzo, non posso odiarlo nemmeno volendo…



Capitolo 30: The Son of the Devil

Capitolo 30: The Son of the Devil

Alla fine Michael uscì dalla “Conversazione” con entrambe le ali amputate, parecchi angeli in meno e una promessa di venir cotto al forno con patate se sfiorava anche solo l’idea di avvicinarsi a Angelica o i suoi bambini per le prossime ottantasette eternità. Dopo quel periodo potevano parlare di essere “amici”, chiunque aveva capito che con quella dichiarazione Michael non avrebbe più visto Angelica ma il pennuto pareva avere molto in comune con i piccioni e non aveva appreso la misura di tempo “eternità”.
Dopo quella conversazione tutti tornarono al proprio posto, eccetto per Lucifer e Draco che seguirono Angelica a casa sua per chiarire la situazione.
Alaric Draco era un drago parecchio cordiale di norma ed era chiaro che il carattere di Alaric era molto simile al padre, forse meno maturo di quello paterno però.
Dopo due ore di spiegazione su chi fosse Angelica e chi fossero gli zii, le cose tornarono molto normali.
Angelica lasciò la casa dove abitava con i figli per vivere con Draco nella loro abitazione originale, lasciando però la casa di loro proprietà così da poterla usare a piacere se volevano.
Aaron accettò velocemente la relazione tra la madre e questo Draco, forse il fatto che l’uomo fosse un drago e che il ragazzo fosse leggermente un patito di draghi aiutò parecchio la cosa.
Con un po’ di tempo si poteva vedere parecchio su Draco.
Per iniziare era un padre parecchio attento e presente nella vita dei figli, perché per lui Aaron era anche un figlio.
Lucifer era parecchio assente come padre, delle volte per lavoro delle volte per semplice assenza di abilità per esserlo. Non era un cattivo padre ma non sapeva come essere un padre, era più un fratello maggiore delle volte che una figura paterna. Ciò non toglieva che era il padre di Aaron.
Draco era invece un padre più presente e una vera e propria figura paterna. La differenza di età poteva aiutare e probabilmente anche il fatto che avesse esperienza nel crescere un figlio, cosa che Lucifer non aveva, inoltre era anche più maturo del demone in parecchi sensi. Aveva delle cose da fare come Lucifer ma aveva anche tempo per la propria famiglia.
Con Lucifer delle volte passavano mesi senza che il figlio lo vedesse o sentisse ma da Alaric aveva scoperto che Draco teneva una fitta corrispondenza in lettere con il fratello e le poche volte che si vedevano era per passare tempo insieme e non per noiosi affari di lavoro o insegnargli come controllare i poteri.
Quando Aaron si lamentò della cosa con Draco, il drago difese Lucifer dicendo che era difficile per un uomo che non aveva figli crescere un figlio dal nulla e che anche se erano passati parecchi anni per chi viveva per l’eternità era difficile misurarlo quel tempo in maniera mortale, come invece Aaron era cresciuto a fare. Probabilmente Lucifer nemmeno sapeva di spendere così poco tempo con il figlio e se lui sentiva il bisogno di più tempo dal padre allora doveva dirglielo direttamente.
Nessuno legge il pensiero dopotutto.
Michael non fece una nuova comparsa, probabilmente aspettava ancora la fine di tutta quell’eternità.
-Siamo sicuri che siate parenti voi due? –chiese Draco- perché mi pare parecchio…come dire…privo di cervello?
Lucifer scoppiò a ridere- almeno non sono l’unico che se lo chiede!
Stranamente i due uomini divennero velocemente amici dopo i primi momenti di disagio e gelosia, dopotutto Draco era il padre di un figlio di Angelica e ora il compagno della bella genietta ed era anche qualcuno che suo figlio ora ammirava parecchio, ma dopo un paio di bicchieri di birra e qualche chiacchiera poteva capire perché era così popolare.
-Ho ancora una domanda però- disse Logan guardando il gruppo
-Ovvero? –chiese Aaron
-Perché la loro anima è bianca? –chiese lui
Il mistero dei misteri. Uno dei motivi per cui Angelica era vista così tanto angelica era per la sua anima bianca anche se aveva dato alla luce il figlio di Lucifer. La domanda di Logan aveva riportato la mente di tutti sulla cosa.
-Oh…perché non è bianca- rispose Hunter ovvio
-Credo di poter riconoscere il bianco dal nero e dal grigio –disse Logan
Si ma non esiste solo quel colore- replicò Jessica seduta sulle gambe di Blade. Un’altra piccola modifica avvenuta era che dopo la battaglia Jessica stava per flirtare con un Incubo e Blade aveva mandato all’aria la sua pazienza e l’aveva trascinata per “parlare” in casa sua, erano usciti dopo tre giorni e la bionda sembrava esausta mentre il samurai non mostrava segni di stanchezza. Il fatto era probabilmente che sia la stamina che l’energia vitale di Blade erano in gradi di ricaricarsi nel secondo in cui erano usate, il che lo rendeva un ottimo compagno di letto per la perennemente affamata Jessica. Di norma ci andava piano con lei e le lasciava fare come voleva, nella speranza di poter poi sviluppare una relazione che fosse anche fuori dal letto, alla fine era ricorso a stancarla fino a renderla incapace di uscire dal letto e parlarle chiaro e tondo di cosa provava…si sarebbero sposati tra qualche mese e probabilmente avrebbero avuto un mare di figli se continuavano con le loro attività notturne.
-Ovvero? –chiese intrigato Lucifer
-Perché non guardate la mia di anima? –propose Draco tranquillo
-Oro…? –chiese confuso Aaron guardandola subito- è color oro…
-Perché sono un purosangue drago- rispose lui tranquillo- anche il mio sangue è di oro e non rosso, Alaric anche possiede sangue di oro
-Ma la sua anima è bianca –disse Aaron
-Diamante- corresse Alaric- la mia anima è color diamante.
-Le nostre sono argento –disse Hunter tranquillo- un argento puro riflette la luce come la lama di una spada, per questo danno l’impressione di essere bianche, parecchie creature sovrannaturali le hanno di questo colore, questo è anche uno dei motivi per cui è difficile distinguerci da normali mortali.
-Anche mamma…-iniziò Aaron
Angelica sorrise alla confusione dei demoni presenti. La sua anima stava cambiando colore con la velocità di un battito di ciglia. Aveva così tante sfumature diverse che era impossibile dire quale fosse il vero colore.
-Io sono un Genie- disse lei tranquilla- la mia anima è fatta di gemme preziose che cambiano colore a mio volere e secondo il mio umore se vogliamo. Noi siamo di natura maliziosa e ci divertiamo a confondere i nostri master e chi prova a darci ordini, come potevamo essere così semplici con le nostre anime?
-Ovviamente- scoppiò a ridere Aaron ormai abituato a quel lato della madre.
Per lui la sua vita era perfetta così ormai. La madre sarebbe stata sempre presente, aveva un padre più presente grazia un patrigno molto paterno, un buon rapporto in generale con la sua famiglia e niente più segreti.
Alaric sorrise- sono fortunato
-Perché? –chiese Aaron
-Perché ho due fratellini adorabili- disse lui scompigliandogli i capelli
Aaron sorrise tranquillo finché le sue parole non lo colpirono- aspetta…due?
~The End~

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The Protagonist Kidnapped Me

The Protagonist Kidnapped Me Trama: Una cosa che non ti aspetti quando ti reincarni in una novel è avere la protagonista del gioco completam...