WitchandAngel

Capitolo 2: New Life

Capitolo 2: New Life

Il giorno dopo Astrid si svegliò stranita. Ci mise un paio di secondi a capire che non si trovava nella sua dimora di anni. La casa in cui si trovava era ora un’altra. Non vedeva più i muri rossi della sua precedente camera da letto, ma pareti di legno. Un enorme camino tondo stava al lato della stanza, vi era un divano scuro sotto una delle finestre con un tavolino di vetro e due poltrone vicine e un tappeto peloso sotto. Dal soffitto vi era un candelabro realizzato con corna di renne. L’armadio a muro era probabilmente tre volte quello che aveva prima. Il letto era un matrimoniale molto grosso con tantissimi cuscini e coperte molto calde. Era strano svegliarsi senza che le coperte fossero sparite o per il brontolare dell’uomo che aveva sposato. Si stiracchiò piano e raddrizzò le orecchie da lupo per sentire la serenità di quel posto. Era strano non avere il rumore di sottofondo dello schifo di branco che aveva prima o il ronzare del proprio marchio che chiedeva attenzioni. Era…calmante. Si alzò piano dal letto, infreddolita leggermente visto che aveva dormito solo con una maglietta extra large e ora stava affrontando una casa poco riscaldata. Si stiracchiò piano mettendosi le pantofole pelose nere, spostò le tende scure e fece entrare la luce dalle due finestre e dal balcone della camera. Sorrise muovendosi verso la porta per scendersi a farsi la colazione. La casa che ora aveva era più grande rispetto quella di prima. Aveva due piani, due camere da letto, una camera per gli ospiti, un piano sotterraneo, una cucina, una sala da pranzo, un salotto, tre bagni, due studi, una libreria, un magazzino, un garage con due posti auto e un enorme giardino con un bosco nelle vicinanze. Sembrava piccola a prima vista ma era parecchio spaziosa e l’aspetto di legno e pietra le piacque subito. Aveva tre entrate con portico tutte e tre e un balcone dal lato posteriore che dava sulla foresta. Lo stile era molto più rustico del freddo metallo di prima ma doveva ammettere che quello era lo stile che lei amava. Il suo branco era troppo…freddo. Dove si trovava ora era pieno di case rustiche che armonizzavano con i boschi intorno, le persone le avevano sorriso appena l’avevano vista e tutto sembrava così accogliente. Scese piano le scale a chiocciola e guardò il gran salotto che aveva ora per un secondo prima di andare in cucina. La cucina aveva mobili di legno di ciliegio con marmo nero sopra, un’isola al centro della stanza con sedie da bar, un tavolo dal legno scuro vicino alle tre finestre che formavano l’angolo. Sopra l’isola aveva degli appendi-pentola da soffitto, ovvero vi era una struttura di ferro con ganci per pentolame. Il pavimento era di marmo grigiastro. Aprì piano il frigo e prese del latte, della cioccolata e la marmellata di fragole. Prese del pane per toast e li mise a cuocere nel tostapane mentre versava del latte in un pentolino a bollire con la cioccolata, quello era il suo metodo di fare la cioccolata calda dopotutto, cosa che prima non poteva fare molto perché il suo caro ex-marito diceva che sarebbe ingrassata, lei che non prendeva peso nemmeno per errore. Era stressante il 90% delle volte che lo vedeva di prima mattina ed era insopportabile il restante percento delle volte.
-Come diavolo ci sono finita sposata con lui…- si chiese sospirando mentre faceva colazione con calma.
Dopo aver messo i piatti nella lavastoviglie e aver ripulito velocemente la camera, forza dell’abitudine visto che il suo ex l’avrebbe fatta diventare una lite se c’era anche solo un piatto fuori posto, salì le scale e si diresse nel bagno privato della sua camera per lavarsi e cambiarsi.
Rich era stato un tesoro il giorno prima, le aveva fatto fare un giro della zona, aveva aiutato a muovere le sue cose dalla macchina nella casa e le aveva anche velocizzato l’acquisizione della casa che era già fornita di mobili per sua fortuna, aveva dovuto montare alcuni di loro ma non ci aveva messo moltissimo. Dopo che l’aveva lasciata lì lei era andata a fare la spesa lì vicino e si era messa a dormire.
Quel giorno avrebbe visitato la clinica e fatto qualche altra compera qui e lì. Per ciò che aveva visto quel posto era estremamente accogliente.
-Dovrebbe andare per oggi- disse con un sorriso dopo essersi finita di truccare e aver preso la borsa.
****
-Hey hai visto la nuova dottoressa?
-Oh la Werewolf?
-Sì
-Beh è uno schianto no?
-Decisamente e pare sia appena diventata single
-Ohi non provateci
-Perché?
-Ho sentito dal capo, sembra che sia scappata da una relazione abusiva
-Ohi tornate a lavoro, che siete diventati comari? –chiese un werepanther dai capelli neri, occhi di argento e l’aspetto di un combattente.
-Ah…scusa Aidan –dissero i ragazzi scappando dalle sue grinfie.
Aidan Noir Panther, una pantera che aveva il ruolo di braccio destro di Richard da quando erano piccoli. Era a capo di parecchie cose, tra cui la sicurezza. Era un uomo alto, un armadio di muscoli, aveva una coda lunga fino alle proprie caviglie, i capelli erano tagliati corti e le orecchie da pantera erano sempre attive. Aveva un viso molto ma molto affascinante ed era il più attraente dei single di Silver River. Aveva un carattere abbastanza freddo però per brutte relazioni passate con donne e quindi evitava ogni relazione con loro. La sua priorità era infondo una sola.
Tornò nell’ufficio del capo branco per riportare la situazione.
-Nessun Werewolf vicino? –chiese Rich
-Non nella zona –disse Aidan- perché?
-Hai saputo che ho preso una nuova dottoressa?
-Una werewolf, i ragazzi sembrano trovarla particolarmente seducente –disse Aidan
-Non è la tua ex Aidan- disse subito Richard sospirando- la sua storia è…dura…
-Che è successo? –chiese Aidan sedendosi sulla poltrona di fronte a Rich
-L’hanno forzata a sposarsi con un uomo –iniziò Rich
-Forzata? –chiese Aidan- il marchio dei Werewolf non era impossibile da mettere forzato?
-Ne so quanto te- disse Rich- però lei si è sposata “volontariamente” era o sposarsi quell’uomo o sposarsi con l’alpha e nel secondo caso…
-Nessuno avrebbe rimosso quel marchio –disse Aidan- ha scelto il minore dei due mali quindi…che è successo?
-Il tipo l’ha tradita, ha trovato la sua mate pare, lei ha approfittato della cosa per farsi rimuovere il marchio e dare le dimissioni dal branco, ha fatto credere al suo Alpha di voler solo spaventare l’ex. Lui l’ha provata a trattenere nella sua casa ma è riuscita a liberarsi dalla cosa, prendere tutto da casa sua e correre via da lì con l’auto. Ha cambiato auto al confine e poi ha guidato per parecchio per fuggire da loro –disse Rich  
Aidan annuì- è stata fortunata
-E ora abbiamo il dubbio verranno per lei –disse Rich sospirando- è una ragazza d’oro e sa il suo lavoro, ho visto il curriculum, ha talento
-Come mai dovrebbero venire? –chiese Aidan
-L’alpha è parecchio invaghito di lei e la sua posizione non era piccola- disse Rich
-Che branco era? E che ruolo? –chiese Aidan
-Theta e…i Starcore- disse Rich
Aidan strinse le mani a pugno- le hanno fatto altro?
-No per fortuna no. Era furba, ha evitato di avere rapporti con il marito per abbastanza tempo da essere certa di non avere figli. Ha usato la scusa che lui aveva trovato la mate prima e la missione di lui dopo, è stata furba –disse Rich
-Almeno quello- sospirò Aidan
-Perché non la vai a trovare dopo? Sono certo che andrete d’accordo –sorrise Rich
-Ho da lavorare- disse Aidan- e dubito che io sia una persona che piace a chi ha avuto problemi in amore…non ho la faccia più amichevole
-Eppure sei il più voluto del branco…- disse Rich
-Se hanno gusti di merda che colpa ne ho io? Ci vediamo dopo –disse lui uscendo
Rich sorrise- sarà divertente…


Capitolo 1: Not this time


Second chance

Capitolo 1: Not this time

Non credo di essermi mai sentita così distrutta come quel giorno.
Ero sposata, felicemente sposata aggiungerei. Non abbiamo mai avuto una lite. Non abbiamo mai avuto un bisticcio…mi fidavo di lui con tutto il cuore. Non eravamo mate ma mi fidavo di lui e del suo lupo. Lui era un fighter del mio branco, un bellissimo biondo dagli occhi chiari con un lupo sul castano miele di nome Stephan. Siamo stati sposati per un anno ma eravamo insieme da quando avevo dodici anni e lui quindici. Ci siamo sposati quando io avevo diciannove anni. E mi ha lasciato quando ne ho fatti venti. Otto anni di relazione buttati nel cesso. A che serve il marchio? Che serve essere sua moglie se poi quello succede? Era fuori in una missione e quando sarebbe tornato avremmo iniziato a provare ad avere un figlio. Durante la missione ha incontrato lei…la sua mate. È tornato a casa cercando di passare il legame ma…non poteva. Era troppo forte il suo istinto…io non importavo più.
-Iris mi dispiace io… -iniziò a dire di nuovo- non voglio lasciarti
Ma la mano che mi teneva non aveva più lo stesso affetto.
Che senso ha vivere come tua moglie se non sono io quella che ami?
-Sei sicura di voler divorziare da lui Iris? –chiese il mio Alpha- non è nemmeno sicuro di…
-Non ho intenzione di essere la seconda scelta di nessuno –dissi io chiudendo la conversazione e facendomi rimuovere il marchio di quell’uomo. Era doloroso ma era meglio così. Non voglio essere sua se lui penserà solo a lei.
-Stephan non è nemmeno in città- disse l’Alpha guardandomi- hai già rimosso il marchio senza dirgli nulla. Quando tornerà vorrà delle risposte e…
-Ieri sera mi sono sentita male e ho visto dove si trova grazie al marchio –dissi io- è a letto con lei…non gli mancherò.
Il marchio che lega due werewolf, che permette di sapere sempre cosa l’altro prova, permette di vedere quando il partner tradisce provocandoti un enorme dolore fisico. Ero disposta a provarci…ma quando ho visto la facilità con cui è corso tra le sue braccia cosa potevo credere? Ho rotto il marchio e sapevo che sarebbe venuto a chiedermi spiegazioni ma non ne dovevo dare. Quello che ha tradito il patto era lui.
-Iris…- iniziò l’Alpha- perché mi stai dando questa lettera?
-Lascio il branco- dissi io sincera- non voglio essere vicino a quell’uomo e non voglio essere più parte di questo branco.
-Iris non stai esagerando? –chiese lui sospirando come se avesse a che fare con una bambina. Ho sempre odiato questo branco e ho sempre odiato questo luogo, il mio matrimonio era l’unica ragione per cui ero ancora qui, ora posso scappare via…
-O mi togli dal branco o commetto un crimine e mi faccio rimuovere forzatamente- dissi io
Lui sospirò dandomela vinta- saremo nei guai senza il nostro Theta…Stephan me la pagherà questa
Io gli sorrisi quando sentii il legame con il branco venir tolto- grazie…di tutto
-Sei sempre stata come una sorella per me Iris –disse John con un sorriso triste, bugiardo. Sono sempre stata utile per voi vero? Non è mai stato un rapporto alla pari il nostro, mi hai sempre voluta come partner a letto e sappiamo entrambi che se non fossi stata sposata avresti forzato le cose per un matrimonio tra noi due. Questo è uno dei motivi per cui odio questo luogo. Odio anche quella famiglia che mi ha dato alla vita e che l’unica cosa che sembra interessarle è il potere nel branco. Ho diritto a essere felice e libera…- non sparire ok? E se ti servisse mai aiuto, io sono qui
-Grazie –dissi piano io ma io e il mio lupo sapevamo già che sarei sparita e non avrei dato lui modo di scoprire che fine avevo fatto, questo luogo è una gabbia e se non scappo finirò in trappola.
-Stai pure qui ok? Parla con Stephan, sono sicuro che abbia una buona spiegazione –disse lui- ci vediamo domani ok? Se cambi idea ti riprendo subito nel branco…sicura di non voler dormire con me qui? Non è un problema sai?
-Starò bene…voglio solo dormire a casa mia–dissi io con un sorriso- ci vediamo domani allora John
Lui sorrise lasciandomi uscire. Non tornai più nel suo ufficio.
Quando tornai a casa mi sedetti sul divano priva di emozioni. Non avevo pianto nemmeno una volta…qualcosa in me lo sapeva che sarebbe finita così a dirla tutta. Non ho mai amato essere membro del branco ma rimasi lì per due motivi: l’Alpha non mi avrebbe permesso di andarmene e mi ero sposata con un membro. Non sono mai stata legata a questo posto…
Mi alzai piano e guardai la stanza intorno a me. La casa dei nostri sogni…che presto avrebbe avuto una nuova famiglia dentro. Memorie di tutto il tempo insieme prima e dopo le nozze avevano iniziato a farsi avanti. Cose come “qui mi ha baciato la prima volta” o “qui abbiamo fatto l’amore la prima volta” continuavano a farsi avanti.
Non è giusto…
Crollai in ginocchio davanti alla nostra foto di nozze sopra il camino del soggiorno.
Non è giusto…anni buttati così…
Mi rialzai piano e andai in magazzino a recuperare le scatole che avevano aiutato il nostro trasloco anni e anni prima.
“Perché le tieni? Non ci serviranno più amore” mi aveva detto un giorno…eppure ecco che stanno per trasportarmi via da qui
La nostra casa era piccola. Aveva una cucina, un garage, un soggiorno, due bagni, due camere da letto e uno studio. Nulla di così grande. Non avevamo molti soldi all’epoca e per noi era già perfetta così.
Mi chiedo…mi hai sposata solo perché sono la theta? Solo perché ho un ruolo di potere qui?
Iniziai dal piano terra, recuperando tutte le mie cose e poi salii al secondo piano. Cose come vestiti, libri, foto, oggetti, peluche…presi tutto e controllai otto o nove volte di non aver lasciato nulla di mio in casa. Il dubbio mi venne su cosa fare con cose in comune come le foto di nozze…le forbici vennero in mano molto velocemente. Mi rimossi da ogni singola foto che era di sua proprietà e portai via solo le mie foto, c’era anche lui in alcune ma non erano foto sue e qualcosa mi disse che se avessi trovato un luogo da chiamare casa avrei potuto usarle per avvertire di tenerlo lontano da me. Caricai gli scatoloni nella mia auto personale, controllai di non avere lasciato nulla nella sua tre volte e ricontrollai la casa.
Guardai il quadro sul camino, un ritratto della nostra foto di nozze che in futuro avremmo voluto cambiare con una foto di noi e dei bambini…
Attivai gli artigli della mia mano e strappai il quadro in pezzi prima che me ne rendessi conto.
-Bugiardo…
Mi tolsi la fede nuziale e lasciai sui rimasugli del quadro. Per noi il marchio era la cerimonia di nozze infondo. Tolto quello ero ora single…libera.
Me ne andai di notte, guidando come una pazza per allontanarmi il più possibile da quella città, da quel branco…da quella vita.
Non dissi nulla ai miei, ai miei amici…a nessuno. Nessuno sapeva che non ero più nel branco poiché ho fatto tutto di nascosto. Perché non serviva che nessuno sapesse. Perché tutti avrebbero preso la posizione del “è tuo marito, non importa se ha tradito una volta no?”. Perché in quel branco era normale. Perché nessuno si interessa a cosa succede fintanto che sei moglie e marito…
A me importa.
Non mi importa chi o cosa, se mi tradisci io non perdono. Non ho mai capito o accettato quei partner che picchiavano o ferivano le proprie mogli, non avrei mai lasciato che mi succedesse. Ad essere onesti fui fortunata ad essere priva di figli in mezzo, avrei potuto fare l’errore di restare per loro e fui fortunata anche che erano oltre tre mesi che non lo avevo nel mio letto, prima per la missione poi per ciò che mi disse e ora perché non era in città per stare con quella. Che il fatto che io non gli abbia lasciato farmi sua abbia dato la spinta a tradirmi? Non importa, io non ho colpe se lui non sa tenerlo nei pantaloni. Visto che conosco il mio corpo so che non sono incinta, avrei già dato alla luce il bambino a quest’ora infondo visto che la gravidanza dura tre mesi.
Ho guidato per ore e dopo aver superato il confine un senso di sollievo si fece vivo. Omega. Ero un omega ora ma…non mi sono mai sentita così viva in vita mia.
Cambiai auto in una zona che si occupava di aiutare fuggitivi. Il venditore quando mi vide mi fece una domanda “sei sposata?” al mio “lo ero ma ho rotto il marchio” lui aveva capito. Non era inusuale che una licantropa rompesse il marchio quando il partner era abusivo. Il mio non lo era ma mi conveniva che lui pensasse così. Mi fece un prezzo di favore e mi aiutò a trasferire le cose nella nuova auto.
“Ho una figlia della tua età” mi disse “certi lupi dovrebbero solo morire…non ti ho mai visto né so chi sei. Spero che tu abbia una buona vita d’ora in poi”
“Grazie” fu tutto quello che riuscii a dire.
Ci misi una settimana ad allontanarmi fino a una zona in cui mi sentivo sicura e continuai a guidare anche dopo per miglia. Prima che me ne accorsi avevo fatto ingresso nella zona di un’altra razza. Non ero più nella zona dei Werewolf, ero ora nella zona dei Werepanther e decisi di fare una pausa in una città di quella zona. Estranea, di un’altra razza, sola…eppure non mi sono mai sentita più a casa.
La cittadina che ho scelto si chiama “Silver River” ed è sotto il controllo di un branco di pantere, non so molto della loro gerarchia ma so abbastanza del loro corpo da punto di vista medico, ciò ha aiutato a farmi prendere residenza penso. Al tempo in cui studiavo medicina decisi di studiare più razze oltre la mia, l’Alpha mi cercò di bloccare, intuendo forse che avevo intenzione di andarmene in futuro, ma riuscii a continuare gli studi con la scusa del “se non conosco il corpo come posso aiutare in guerra?” che lui prese come un mio desiderio di trovare il miglior modo per ucciderli, il mio intento era di salvarli. Al tempo non pensavo di sposarmi con il mio ex visto che avevo tredici anni, avevo ancora sogni di scappare da lì.
-Come mai vuoi vivere qui? –mi chiese il capo del branco guardandomi. Lui era una werepanther dai capelli e occhi castani, aveva un’aria autoritaria intorno a sé e un volto gentile- è strano per un werewolf voler vivere in un branco di altra razza
-Preferisco così che venir trovata –dissi io- ero la theta del mio branco precedente –dissi mostrandogli i miei certificati e la lettera di presentazione- quindi posso lavorare come medico
Lui annuì- non vedo problemi in ciò ma…perché?
-Perché il mio ex marito mi ha tradito e non ha apprezzato che io abbia rotto le nozze dopo ciò…- dissi io- era o lasciare il branco o finire in gabbia
-Da che branco vieni? –chiese lui
Al nome i suoi occhi si assottigliarono. Sapevo già perché. Quel branco ha una reputazione di essere praticamente insensibile alla sofferenza dei propri membri, non era un mistero che spesso giovani donne scappavano da nozze violente o che giovani licantropi cercassero rifugio. Era noto che il branco avesse “tradizioni” che facevano male a tutti e chi usciva di lì era visto come un superstite da ogni altra razza. Molti altri branchi di lupi invece non avevano particolare interesse in ciò. Essere uscita viva da lì è già un miracolo per gli occhi altrui.
-Posso capire perché hai lasciato la zona dei werewolf allora…- disse lui sfiorando la mia lettera di introduzione- siamo a corto di medici quindi capiti a pennello. Il nostro medico ha raggiunto un’età in cui è difficile per lui lavorare, saresti una mano santa se potessi iniziare. Ti aiuterò a prendere casa e ti accompagnerò personalmente nella clinica. Puoi iniziare a lavorare da dopodomani? Ci sono parecchie cose da fare però sei avvisata
-Certo- dissi io subito- non è un problema. Nel mio branco delle volte mi forzavano a lavorare anche sessantotto ore di fila quindi non è un problema se c’è molto lavoro
La sua espressione divenne scura- quel branco dovrebbe solo soccombere…il mio nome è Richard Soler, Rich va bene. Sono a capo di questo territorio, se succede qualcosa puoi venire da me immediatamente
-Sono Astrid Iridescent Nova…Astrid va bene, sarà un piacere lavorare per te –dissi io stringendogli la mano. Nova…era il nome che spesso fantasticavo di prendere da piccola. Era il nome di mia zia, la traditrice che scappò dal branco e l’unica che aveva a cuore cosa pensavo. Non è un mistero che si voglia cambiare nome dopo essere scappati quindi lui non fece domande e scrisse quel nome, presentandomi documenti nuovi da usare.
-Benvenuta a Silver River Astrid –sorrise lui- ti troverai bene qui
 Questa volta non lascerò a nessuno il potere di ferirmi. Questa volta è per me che vivrò. E nessuno mi verrà a dire cosa provare…non questa volta.


Capitolo 2: The Black Wolf




Capitolo 2: The Black Wolf

In una settimana Wolfe era diventato una figura ben nota nell’Impero, noto come il cane da caccia dell’Imperatore. Era facile riconoscere il bambino, non solo per gli occhi di quello strano colore, ma proprio per come si comportava e guardava la gente, quello sguardo era di qualcuno che poteva sgozzarti solo per averlo guardato male.
Non importava chi avesse di fronte, fosse un re o l’Imperatore, nessuno aveva forme di rispetto da parte sua. Rich stesso veniva tratta al pari di un amico più che di un padrone ma al diretto interessato ciò non pareva interessargli molto.
-Rich! –disse Wolfe entrando nella sala conferenze e facendo irrigidire tutti i generali di Richard. La prima volta che l’aveva fatto uno dei più vecchi aveva provato a sgridarlo, il risultato era stato un braccio rotto, due costole andate e una supplica di non venir ucciso. Quel bambino era il demonio in persona e nessuno osava andargli contro
-Wolfe- disse lui contento di vederlo, era sempre divertente averlo intorno- cosa ti porta qui?
-Voglio il permesso di far fuori una famiglia –disse Wolfe
-Accordato- disse Richard senza chiedere nulla. In una settimana Wolfe aveva ottenuto parecchio onore per la famiglia Imperiale e per Richard in particolare, ogni volta gli riportava una famiglia o due con cospirazioni, frodi o traffici illegali. Il padre di Richard aveva già detto che se Wolfe voleva fare qualcosa era meglio lasciargliela fare.
-Bene…perché sarebbe stato problematico visto che l’ho già fatto- disse lui- sono nelle celle e questi sono i motivi per cui sono lì –disse facendo apparire dal nulla una grossa pila di fogli che fece parecchio rumore quando cadde sul tavolo. Il fatto che avesse così controllo sulla magia era anche un altro motivo per essere terrorizzati da lui, aveva più controllo di ogni adulto esistente e aveva più elementi in suo possesso. Oltre a quello era eccelso con i combattimenti corpo a corpo, uno contro squadroni, con ogni arma che gli venisse data…alcuni iniziavano a chiedersi se forse era meglio essere sulla buona lista di Wolfe piuttosto che quella dell’Imperatore, infondo se vincevi la simpatia di Wolfe vincevi quella dell’Imperatore. Wolfe era però estremamente difficile da addolcire, aveva di fatto il carattere cinico di un veterano di guerra e spesso faceva sentire anche i più anziani come dei bambini a confronto.
Richard guardò i fogli- devo leggerli?
Wolfe ruotò gli occhi- sarai imperatore o sbaglio? Mettiti a fare il tuo lavoro e smettila di fare il moccioso di due anni
-Si –disse Richard sospirando e prendendo uno dei fogli- uh! Cospirazione di assassinio!
Wolfe annuì- ah…le truppe le ho finite di addestrare, sono…decenti
-Se sono decenti per i tuoi standard sono eccelse per quelli degli altri –disse Richard
-Se gli altri hanno standard così bassi non è mia colpa- disse Wolfe- ah sta per scoppiare una guerra, posso partecipare?
-U…Una guerra? –chiese un generale
Wolfe annuì- ad est, una piccola guerra contro uno dei territori nemici, anche se siamo in un accordo di pace con loro. Ti dispiace se prendo le redini della cosa e mi muovo con le mie truppe?
-Fa pure- disse Richard- ma bastano? Quanto saranno i nemici?
-Circa…tra i 2.900.982 e i 6.892.029 –disse Wolfe tranquillo
-Quello è un grosso divarico! –disse Richard- e le tue truppe non superano le cinque cifre!
Wolfe sorrise- eh? Credi davvero che mi servano più truppe? Potrebbero portarmi il triplo dei nemici e sarebbe ancora un gioco da ragazzi…allora? Posso?
Richard annuì sorridendo poi- se torni vincitore ti farò salire di titolo nobiliare
-Mi ricorderò di ricordartelo allora- disse Wolfe uscendo- la guerra scoppierà tra due giorni tra parentesi, ci vediamo in una settimana Rich. Vedi di stare alla larga dalla zuppa, la cameriera di nome Miriam ti cercherà di avvelenare a nome del conte cugino della tua ex
Richard mosse una mano al soldato- preparatevi per ciò…certo che nulla gli sfugge eh?
-Sire è davvero una buona idea lasciargli fare guerra? –chiese un generale
-Vuoi andare a discuterci? –chiese Richard- e poi…Wolfe non è mai avventato, ha un piano tranquillo
-Se lo dice lei sire- disse il generale.
Dopo appena due giorni dall’inizio della guerra arrivò la notizia di una vittoria schiacciante da parte dell’Impero. Le truppe guidate da Wolfe non subirono nemmeno un graffio mentre le truppe avversarie vennero rase al suolo. Quello fu solo l’inizio di una lunga serie di vittorie per Wolfe in guerra, di famiglie catturate per tradimento, di accurate previsioni del futuro e in generale una lunga serie di meriti di fedeltà per la corona Imperiale. Prima che Wolfe avesse dodici anni divenne un Barone, cavaliere imperiale, generale dell’Imperatore, consigliere diretto di Richard e aveva più potere militare lui che un Duca. In poche parole? Divenne l’incubo di chiunque volesse anche solo pensare a de-tronare Richard. Andargli contro era come puntarsi un pugnale al cuore, spingere e vedere se si sopravviveva.
I successi militari di Wolfe erano così tanti che il padre di Richard iniziò a chiedersi se forse era meglio adottarlo in famiglia ma Richard lo convinse a rinunciare, anche se lui non aveva rinunciato all’idea. Il soprannome del ragazzo divenne “Lupo Nero” o anche “Emperor’s Wolf” per l’enorme ammonto di lupi che portava sempre con sé e usava in battaglia.
-Hey Wolfe
-Uhm? –chiese il bambino giocando a scacchi con lui
-Hai tredici anni e il titolo di Visconte no?
-Wow sai contare- disse Wolfe guardandolo muovere un pezzo
-Va bene se ti adotto vero? –chiese Richard
-Rich- disse Wolfe con un ghigno- scacco matto
-EH!? Quando mi hai…- iniziò Richard
Wolfe ridacchiò- ne hai di strada per battermi, comunque rifiuto l’offerta
-Un giorno diverrai mio figlio sappilo- disse Richard
-Certo, certo- disse Wolfe- prima vedi di sposarti
-Le lady che mi propongono tu le rifiuti –disse Richard
Wolfe sorrise- ho i miei motivi
-Ovvero?
-Voglio vederti innamorato perso della tua mogliettina ovvio –disse Wolfe
-Io? –scoppiò a ridere Richard
-Vuoi fare una scommessa? La donna che ti presenterò sarà l’amore della tua vita, la sposerai prima che io diventi quattordicenne e ti darà un figlio maschio prima dei miei vent’uno anni –disse Wolfe
-Uh sembra interessante –disse Richard- cosa guadagno se vinco io?
-Sarò adottato da te- disse Wolfe- e se…
-Ci sto! –disse Richard
-Non ti ho detto le mie condizioni? –rise Wolfe
-Qualsiasi cosa –disse Richard contentissimo, ignaro che avrebbe perso molto in fretta la sfida
Wolfe sorrise- se vinco io dovrai aiutarmi in un evento a punire delle famiglie
-In futuro? Possiamo farlo ora e…- iniziò Richard
-Non possiamo, non sono ancora nati quelli che io voglio ammazzare- disse Wolfe
Richard lo guardò- questa è la prima volta che parli così…
Wolfe gli sorrise malefico- Rich, c’è una ragazza solamente che voglio difendere in questo mondo, una ragazza che avrà un paio di mesi in meno di tuo figlio, quella ragazza è la più innocente delle donne e verrà presa di mira da una mangiauomini e sette idioti con famiglie ricche. Quando questo accadrà io ti consegnerò così tante prede che non saprai chi uccidere prima…va bene?
-Sembra divertente- rise Richard- ok, ti aiuterò quando il tempo verrà
Wolfe sorrise- ah tuo figlio verrà puntato dalla mangiauomini
-Cosa!? Come osano toccare il figlio che ancora non ho!? –chiese Richard seriamente arrabbiato, era un figlio predetto da Wolfe infondo, qualsiasi cosa Wolfe diceva era vera per lui
-Calmati- rise Wolfe- avvertirò tuo figlio di starle alla larga il più possibile e gli presenterò una ragazza molto affascinante così che non ceda alla solitudine, ah lei non è nemmeno nata e sarà figlia del brontolone
-Generale Grey? –chiese Richard- ma ha già sessant’anni!
-Se gli funziona che colpa ne ho io? –chiese Wolfe- ah gli presenterò la futura seconda moglie dopo che ti presenterò tua moglie, sono migliori amiche quindi avrai una scusa per legartelo più stretto…ah la differenza di età è un po’ grossa tra lui e la moglie, la supporterai comunque vero?
-Se me lo chiedi tu ovviamente lo farò! –disse Richard eccitato all’idea di qualcosa di divertente
-Bene…ora scusami ma ho una guerra da preparare- disse Wolfe
-Divertiti! –disse contento Richard e quando Wolfe fu fuori dalla portata delle sue orecchie sorrise- sarai mio figlio un giorno, dovessi aspettare di averti quarantenne!



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Capitolo 1: New life

The Emperor’s Wolf

Capitolo 1: New life

Per essere sinceri non mi è dispiaciuto morire più di tanto. Non ricordo benissimo la mia prima vita ma le mie conoscenze e le mie skill mi dicono che ero un ragazzo che passava alle mani molto facilmente e che lo stesso aveva un livello di studio abbastanza alto. Pare fossi appassionato di cose come leggi, controllo di territorio, tecniche di agricoltura, abilità da fabbro, arti marziali varie e cose che non sembrano molto coordinate con l’epoca in cui vivevo per qualche motivo. Ricordo di avere avuto anche la passione per “Games” e che giocavo spesso anche “Visual Novel” ma non riesco a ricordarne nessuna eccetto “The Garden of Iris”, una visual novel puntata per ragazze con sette Love Interest e una protagonista che onestamente mi stava sulle scatole dal primo istante che l’ho vista. Credo che ci giocassi con mia sorella minore, lei aveva problemi a prendere la risposta corretta ai vari eventi e finiva spesso nelle Bad End del gioco, che francamente avendo sette Bad End per personaggio era qualcosa di abbastanza facile da ottenere. Grazie a ciò ho subito mesi e mesi di gioco e conosco quel mondo alla perfezione, quindi conosco questo mondo visto che mi sono risvegliato in quel videogame.
“The Garden of Iris” parla di una ragazza che si chiama “Violet Blanche” e che è di comuni origini, infatti è una contadina. A quindici anni entra nell’Accademia per magia chiamata “Crystal Roze Accademy” con l’elemento di Terra molto forte. Durante il suo anno in accademia incontra i sette Love Interest, bei faccini scarsa personalità, e la rivale in amore, unica per tutte e nove le route, c’era una Harem Route ovviamente e poi un Hidden Character che se riuscivi a conquistare potevi far unire nella Harem Route se la rigiocavi. Ora se parliamo dei Love Interest…sono solo bei faccini con una personalità pari a un sasso e che onestamente mi davano ai nervi dal secondo in cui li ho visti fino alla fine, devo ammettere che provavo gusto alle Bad End in cui loro crepavano. Se parliamo della protagonista “Violet” …diciamo che una puttana di strada ha più dignità e onore anche quando si sta facendo qualcuno. Seriamente non riesco a sopportarla nemmeno per errore e mia sorella era sul mio stesso pensiero ma abbiamo completato il gioco perché era anche una buona scusa per passare insieme il tempo visto che avevamo parecchi anni di differenza. L’Hidden Character non era male, era davvero decente per gli standard dei Love Interest e se non lo conquistava la puttana della protagonista era anche un eccelso erede al trono Imperiale. Ora se parliamo della cattiva…beh lei era un angelo sceso in terra. La cattiva “Iris Lisianthus Rosenheart” era la più bella creatura apparsa sullo schermo, aveva un cuore d’oro ed era la perfetta lady. Non era perfetta, aveva un paio di colpi di gelosia, ma contro la puttana non ha mai alzato un dito. Certo la riprendeva ma erano cose che doveva fare, voglio dire in quel mondo ballare due volte con un ragazzo era permesso solo se si era Fiancé e più di tre era consentito solo a moglie e marito, era ovvio che avrebbe avuto da ridire quando la puttana ha fatto otto balli con il suo fiancé! Insomma le critiche di Iris erano fatte per il bene della ragazza e alla fine lo stesso Iris viene distrutta socialmente, emarginata e criticata come se fosse la cattiva della situazione. Perché ovviamente lei che semplicemente dice cose come “non è educato parlare a bocca piena in presenza di altri” è cattiva e spietata mentre la protagonista che si scopa più persone allo stesso tempo no eh? Ricordo che il gioco avesse ricevuto pessime critiche e credo di sapere il perché guarda.
Tornando a me. Non sono rinato come nessuno dei personaggi del gioco. Per essere precisi sono un così detto “Mob” ovvero una delle figurine che stanno nella folla e che non noti. Sono un personaggio di fondo che non ha una trama o un ruolo. Inoltre sono anche molto più grande di Iris e gli altri. Il gioco inizia quando i personaggi hanno già quindici anni, sedici con il Hidden Character, ma io ho già sei anni e nessuno di loro è nato. Per essere precisi avrò all’incirca vent’anni quando l’Hidden Character sarà nato. Il che mi porterà ad avere trentasei anni quando Iris verrà umiliata pubblicamente di fronte all’imperatore. Cosa fare quindi? Beh diciamo che visto che non ho un ruolo o una famiglia, infatti sono nato orfano, posso decidere la mia vita e perché non crearmi un futuro mio in cui posso salvare Iris? Non fraintendetemi eh, anche se l’età per le nozze è sedici anni qui io non ho intenzione di sposare Iris Lisianthus Rosenheart, voglio solo salvarle la vita e darle un futuro dove nessuno avrà modo di ferirla. Per fare ciò dovrò avere una posizione nella società più alta di chiunque altro e abbastanza stabile da poterla salvare senza che nessuno abbia da ridere.
Magari anche abbastanza potente da dare un pugno in faccia al fottuto fiancé della ragazza che, ovviamente, è il principe ereditario del regno.
Sono stato buono i primi cinque anni della mia vita, dividendo il mio tempo tra il riprendere conoscenza di tutto ciò che so e l’esercitare la mia magia che, tra parentesi, ho scoperto essere al di sopra della media. Probabilmente poiché ero un orfano nel gioco non sono sopravvissuto per finire nell’Accademia o il mio personaggio non è stato citato per la differenza di età. In ogni caso a sei anni sono scappato dall’Orfanotrofio finendo nei boschi al Nord dell’Impero. Nella mia vita precedente dovevo avere esperienza di caccia perché ci ho messo pochissimo a iniziare a procurarmi del cibo da solo e crearmi un rifugio senza l’aiuto di niente e nessuno. Non so che diavolo facevo nella mia vita precedente ma ho parecchie conoscenze di sopravvivenza fuori dalla civiltà…che diavolo avevo come hobby? Magari ero solo un lettore o guardavo cose del genere…
Ho anche addestrato velocemente un branco di lupi della zona, il che può essere sia per il fatto che ho una skill di “Tamer” che il fatto che avevo cani nella mia prima vita, cosa che aiuta parecchio nella caccia e che mi sta aiutando a sopravvivere.
Ora…perché sono venuto qui tra tutti i luoghi? Perché qui è dove il giovane futuro Imperatore sta per essere assalito. Si salverà anche nel gioco ma rimarrà gravemente ferito, durante il tempo di convalescenza la sua fiancé, una vipera e puttana, forzerà le nozze e si ritroverà sposato con lei per cinque anni prima di riuscire a farla uccidere e sposarsi con il suo vero amore, cosa che porterà alla luce il figlio e Hidden Character del gioco. Quindi cosa voglio fare io? Semplice, impedire che lui venga assalito di nascosto, dargli informazioni su come liberarsi della ragazza e farmi notare per i miei talenti da lui così che in futuro mi possa aiutare.
Sento il rumore di spade e cavalli che corrono. Schiocco le dita e i miei lupi si preparano- signori…si va in scena
Il futuro Imperatore Richard Von Rhododendron ha capelli biondi e occhi chiari, un carattere piuttosto stronzo ma simpatico e adora ogni cosa che possa divertirlo, a essere sinceri sarebbe l’ideale di Re dei Demoni che se si annoia fa guerra ma è uno dei miei personaggi preferiti oltre che qualcuno che attualmente fa il suo lavoro come si deve. In questo momento ha sedici anni e prenderà la corona tra due mesi.
-Dannazione –dice guardandosi intorno, circondato dai nemici- chi ha dato loro la nostra posizione?
Si entra in scena. Segnalo i lupi di aspettare e punto l’arco infuocando la freccia e uccidendo con un colpo il tipo che stava per colpire l’Imperatore.
-Cosa…- dice lui guardando verso di me- un bambino?
Io lo ignoro guardando i soldati nemici- chi vi ha dato il permesso di entrare qui a uccidere?
-Cosa? È solo un moccioso…fatelo fuori! –dice uno di loro
-Moccioso…- ripeto io fischiando- fateli fuori
I miei lupi non ci mettono che pochi secondi ad assalire i tipi in armatura. Davvero si è fatto battere da tali perdenti? Oh beh il gioco era completamente sproporzionato e a questa età i suoi cavalieri non erano ancora eccelsi. Il biondo mi guarda incredulo. Divertiamoci va…
-Ohi biondino, non ti hanno insegnato che non dovresti venire nel territorio altrui a caccia? E poi si può sapere chi è così coglione da accettare un invito a caccia dal fratello di una che ti odia a morte? –chiedo io
Lui mi guarda stupito- cosa stai…
-Il tuo futuro cognato è il responsabile- dico io- perché pensi si sia portato i soldati migliori mollandoti con questi che non sanno reggere una spada
I soldati sembrano pronti a ribattere ma un mio sguardo li congela.
-Chi sei? E come fai a saperlo? –chiede lui incuriosito
-Io sono Wolfe Dragon –dico io- il nome me lo sono scelto io visto che sono orfano e…-ghigno divertito- diciamo che so più di quanto dovrei sapere su questo mondo. L’assalto è stato fatto dalla tua attuale fiancé, mi sbrigherei a sbarazzarmi di lei fossi in te e puoi arrestare la famiglia per tentato assassinio volendo…
Lui ci pensa un secondo e toglie un pugnale da sotto il suo mantello- non posso darti una ricompensa ma credo che questo possa aiutarti, quando avrò sistemato le cose ti pagherò come si deve per avermi salvato la vita e…
Io estraggo il pugnale e lo lancio dietro di lui colpendo un soldato, lui si gira stupito- beh sembra buono per il tiro a bersaglio…-dico recuperandolo e sgozzando il tipo per poi pulirlo sui vestiti del morto- visto che mi hai dato questo ti darò una informazione che ti aiuterà a rompere le nozze. Ogni lunedì alle sei sotto il ciliegio in fiore nel tuo castello tua fiancé fa qualcosa che non dovrebbe piacerti ma che ti piacerà parecchio. Quella persona se la paghi confesserà a quello e altri crimini…oh se non ti sbrighi avrai un figlio non tuo a cui badare…
-Come lo sai? –chiede lui
Io sorrido- io so molte cose Richard Von Rhododendron- fischio piano e i lupi spariscono nel bosco
-Aspetta! –dice lui guardandomi- Wolfe giusto? Se io…
Io sorrido- sarò io a trovarti, non preoccuparti di ciò. Buona fortuna con i tuoi affari di cuore Imperatore Richard
***
Richard guardò il bambino dai capelli neri e occhi rossi con cerchi di oro intorno alla pupilla sparire nella foresta. Guardò i soldati e poi di nuovo la foresta- torniamo al castello, ora!
Non sapeva se fidarsi o meno ma quel bambino…qualcosa gli diceva che se eseguiva il consiglio si sarebbe salvato un grosso problema in futuro.
-Wolfe Dragon…- mormorò in sella al suo cavallo- mi ricorderò di te…
Le informazioni che Wolfe gli diede furono più che corrette. Richard trovò la propria fiancé in compagnia di un uomo, pagandolo riuscì ad ottenere non solo una confessione dei tradimenti ma anche una lunga serie di piani che la sua fiancé aveva su come ucciderlo e prendere il trono per il fratello. Nel giro di due settimane si era sbarazzato di entrambi e la famiglia della donna era ora in attesa della ghigliottina.
-Ancora nulla sire- disse una guardia
-Quel bambino ha capacità eccelse, vedete di trovarlo! –disse Richard sospirando. Non era riuscito a trovare un singolo dato su Wolfe e la cosa lo incuriosiva sempre di più. Averlo al suo fianco sarebbe stato molto interessante.
Richard tornò nella sua camera da letto, stanco come ogni sera, e si levò la giacca- dove diavolo potrebbe essere?
-Dipende da chi cerchi ma potrei dirti dove ogni essere vivente si trova in questo momento altezza- sorrise Wolfe seduto sulla ringhiera del balcone aperto della camera
Richard lo guardò- come diavolo…
-La sicurezza qui lascia a desiderare, potrei entrare e ucciderti e nessuno mi vedrebbe –disse Wolf entrando nella camera
-Come mai sei qui? –chiese Richard, annotandosi che doveva rinforzare la sicurezza
Wolfe sorrise- mi stavi cercando no? Quindi sono venuto da te, cosa vuoi da me?
-Voglio adottarti come figlio –disse Richard ricordandosi che era un orfano
-Negato- disse Wolfe- essere imperatore non è mio desiderio
-Ma…
Wolfe sorrise- ti offro questo, io diventerò il tuo cane da guardia e il tuo personale informatore, in cambio sarò il tuo cavaliere personale e braccio destro.
Richard ci pensò un secondo- perché vuoi questo?
-Perché così sarà facile darmi titoli nobiliari in futuro. Ho intenzione di guadagnarmi una posizione di Duca prima dei miei trentasei anni per meriti di guerra, protezione della famiglia imperiale e cose del genere, se sono un tuo stretto alleato ciò beneficerà entrambi i lati non credi? –chiese Wolfe
Richard sorrise- bene…abbiamo un accordo allora
Wolfe accettò la stretta di mano di Richard- nominami domani, con l’aiuto di tuo padre, in cambio ti darò una famiglia che sta cospirando contro di te
Richard lo guardò- come lo sai?
-Sono il tuo cane da guardia no? Non c’è nulla che sfugga alle mie orecchie in questo regno –sorrise Wolfe, un sorriso cattivo che a Richard fece sorridere. Finalmente qualcuno di interessante era entrato nel suo regno…



Silver Sword

Silver Sword
Trama:

Dopo aver ricuperato i ricordi della sua vita passata, la protagonista decide di gettare all'aria le norme dell'essere una lady e di diventare invece un cavaliere. Verrà affidata al primo figlio dell'Imperatore, unico dei figli dell'Imperatore a non essere parte dell'orribile gioco che aveva giocato nella vita precedente, e si ritroverà a dover difendere il nuovo master da un attentato dietro l'altro mentre il gioco inizia a creare problemi...


Lista dei capitoli:

Hello, Hell-oh I am your daughter

Hello, Hell-oh I am your daughter

 

Trama:
Per il bilionario BlackDiamond tutto è sempre lo stesso e nessuna lo può mai legare con una fede al dito. La sua vita cambia totalmente quando la migliore amica dell'unica donna che abbia mai amato lo contatta pregandolo di togliere una ragazza da un orribile orfanotrofio, la ragazza in questione non solo è figlia della donna ma è anche figlia sua. Dopo averla recuperata e iniziato a sviluppare il rapporto padre e figlia con lei scoprirà un mondo che non pensava esistesse e non sarà il solo a farlo.

Categoria: brs, fantasy world
Storie connesse: Lista 

Lista dei capitoli:

Capitolo 24: Silver Sword

Capitolo 24: Silver Sword

-Black vieni da nonno! –disse l’Imperatore
Il bambino guardò l’uomo e tornò a stringere la madre.
-Damon! Nostro nipote non mi dà retta! –piagnucolò l’Imperatore
Damon lo ignorò e prese il bambino in braccio e questo si lasciò coccolare tranquillo
-Perché lui sì e io no!?! –chiese lui
-Nonno demone –disse Black tranquillo
-No è un umano- disse un soldato che si beccò un’occhiataccia da Damon- no è un demone…un demone!
Aife sorrise guardando il padre coccolarsi piano il nipote. Nemmeno a dirlo, Damon era diventato estremamente tenero con il nipote e adorava venir favorito all’Imperatore.
Wolfe eventualmente venne riconosciuto come partner di Aife negli occhi di Black, Come padre…ci voleva ancora un po’ di fatica.
-Vieni da papà- provò Wolfe a prenderlo
Black lo guardò disinteressato
-Vieni da me per piacere? –chiese Wolfe allora
Black eventualmente si fece prendere in braccio da Wolfe.
Vi furono due problemi sulla improvvisa apparsa del nuovo re dei demoni come figlio di Aife e Wolfe…Damon tirò fuori la spada e i due rompiballe si silenziarono subito…chissà perché…
****
-Mamma! –chiamò un bambino moro correndole incontro. Il bimbo aveva occhi d’orati ed era la copia di Wolfe
-Si piccolo? –chiese Aife, ormai moglie di Wolfe da anni. Dopo aver compiuto 19 anni i due si sposarono ed ebbero i gemelli all’età di vent’anni.
Già…gemelli
-Light non vuole giocare con me! –disse il bambino
-Dark rompi –disse un bambino dai capelli di oro e occhi di argento, molto simile a Aife e Damon.
-Light –lo richiamò Wolfe
Lui lo ignorò. Nemmeno a dirlo, Dark era un DeDragon e avrebbe ereditato il trono, nel mentre Light era un Nightsword e avrebbe preso il ruolo di guardia.
I bambini non ebbero nessuna obbiezione alla cosa.
-Perché su tre figli due non mi danno retta…- disse Wolfe
-Perché sei inutile- replicò Black entrando nella stanza
-Non dovresti essere a lavoro tu? –chiese Aife mentre il figlio le venne a dare un bacio sulla guancia e coccolare i suoi fratellini
-Mi annoiavo e volevo vedere mamma
-Non papà –disse subito Wolfe
-Papà non serve- disse Black subito
-Ovviamente- disse Wolfe ormai abituato alla cosa. Sapeva che i tre bambini lo amavano come un padre e che lo consideravano tale, peccato avessero preso il gusto a prenderlo in giro in mezzo.
-Posso giocare con loro? –chiese Black
-Divertitevi –disse Aife guardandoli allontanarsi verso la sala dei giochi. Aife ne approfittò per andare con Wolfe in camera con calma- Sebastian?
-Mireille è di nuovo in modalità coccole –disse Wolfe ridendo. I due si erano sposati poco prima di Aife e Wolfe, nonostante ciò, Mireille era rimasta incinta solo quell’anno, anche se era un mistero il ritardo dei due visto quanto tempo spendessero a letto…
Aife sorrise- io ero calma quando ero incinta…no?
-Un angelo –ammise Wolfe. Aife incinta era coccolosa, tenera e dolce. Pensandoci…- tesoro…
-Uhm? –chiese lei sguardandolo chiudere la porta a chiave
-Perché non facciamo un altro bambino? –chiese lui tirandosela sul letto
Lei ridacchiò- e quanti ne vuoi fare?
-Beh…entrambi abbiamo una vita prolungata quindi…un centinaio? –chiese lui baciandola piano
Lei ridacchiò divertita. Era felice, con un uomo che amava, con una famiglia che amava e con una vita che la rendeva felice a pieno. Tre figli che adorava, un marito che amava, una corona da imperatrice e imperatore che li aspettava…beh magari qualche altro figlio che terrorizzasse tutti non era una cattiva idea…
~The End~


The Dragon Emperor

The Dragon Emperor Trama: La sua novel preferita, una in un mondo wuxia, era questa meravigliosa storia di come un normale ragazzo diventava...